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ECCO ALCUNE FOTOGRAFIE DELLA BICICLETTA del 21 Maggio:

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21 MAGGIO 2016
GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO MONSANTO

Con questa iniziativa si vuole portare attenzione sulla fabbrica della IRCA SERVICE SPA di Fornovo S. Giovanni (BG), che produce e assembla pesticidi ed erbicidi a base di glifosato (importato dalla ADAMA, multinazionale israeliana che ha una delle sue sedi a Grassobbio (BG).

SABATO 21 MAGGIO
CONTRO IL GLIFOSATO E OGNI NOCIVITA’ 
NUOVO APPUNTAMENTO:
Presidio a Treviglio (BG) in via Matteotti angolo Piazza XXV Aprile
dalle ore 13 fino a sera
con mostra, interventi, materiale informativo e volantinaggio
Ore 15 (puntuali!) partenza della biciclettata
verso Fornovo S. Giovanni, sede della fabbrica IRCA
Dalle ore 20 cena vegan con prodotti locali e biologici,
Proiezione video e dibattito su glifosato, biotecnologie e nocivita’
presso Kascina Autogestita Popolare, via Ponchia 8, Bergamo

Se non hai la bicicletta, o per altre richieste, contattaci: capitanswing@riseup.net
Nemici e nemiche di ogni nocività

Il glifosato è l’erbicida più utilizzato al mondo nelle campagne e negli spazi verdi urbani. Brevettato dalla multinazionale agro-chimica MONSANTO negli anni ‘70, è oggi di libera produzione. E’ sempre grazie alla stessa multinazionale se la sua vendita e diffusione sono aumentate fino a 15-20 volte da quando, nel 1996, introdusse sul mercato le prime piante geneticamente modificate – soia, mais e cotone – resistenti al glifosato (Round-up Ready), vendendo in uno stesso pacchetto semi OGM + erbicida.
Sono ormai evidenti le sue conseguenze tossiche e cancerogene per ogni organismo vivente e l’intero ecosistema. L’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, con sede a Parma), da sempre asservita agli interessi delle multinazionali, non solo minimizza e nega ogni pericolo, ma con le sue valutazioni permette la diffusione di ogni nocività, comprese quelle più indifendibili a livello internazionale come il glifosato. L’Europarlamento ha appena approvato una risoluzione, non vincolante, attraverso la quale si chiede alla Commissione Europea di rinnovare l’autorizzazione all’uso del glifosato per 7 anni invece dei 15 previsti, la decisione della Commissione è attesa entro maggio; la posizione dell’Europarlamento è l’ennesimo segnale di inquietante apertura verso i cartelli dell’agribusiness.
Non ci stupisce il fatto che, dopo 40 anni dalla sua diffusione, si “scopra” la nocività di un prodotto chimico; in questo senso il glifosato è solo l’ennesimo di una lunga lista di casi simili. Tutti sappiamo di vivere in un ambiente tossico e inquinato e quali siano gli effetti devastanti dell’avanzamento scientifico-tecnologico-industriale sugli ecosistemi (per citarne solo alcuni tra i più gravi: surriscaldamento globale, distruzione delle foreste pluviali, avvelenamento chimico e da radioattività, impoverimento dei suoli, massiccia estinzione delle specie di piante e animali…), ma spesso preferiamo chiudere gli occhi per non dover mettere in discussione il mito del progresso scientifico e della crescita industriale che ci hanno venduto così bene, e su cui è basato il nostro stile di vita iper-tecnologico.
Il caso del glifosato è esemplificativo anche di un modello di agricoltura industriale ormai diffuso quasi in tutto il mondo, basato sullo sfruttamento intensivo dei suoli, sulle monocolture, sull’uso massiccio della chimica (pesticidi, erbicidi, fertilizzanti) e, in alcuni paesi, sugli OGM. Questo modello è stato ideato, imposto e diffuso dai governi occidentali e da multinazionali come la Monsanto per acquisire il controllo dell’alimentazione mondiale, permettendo loro di accumulare un potere smisurato.
Le conseguenze anche sociali di tutto questo sono enormi, l’accaparramento delle terre dei paesi dell’Africa, dell’Asia e del sud America da parte dei cartelli dell’agribusiness ha portato all’accrescimento del divario tra paesi poveri e paesi ricchi, a scapito dell’autonomia alimentare delle popolazioni locali, costrette a diventare dipendenti dalle multinazionali, o impossibilitate a competere e quindi estromesse dalle loro terre e ridotte in povertà. In un quadro più ampio, la competizione tra Stati per il saccheggio delle risorse (anche alimentari) porta a guerre e colonizzazione, ed è una delle cause per cui milioni di persone sono costrette a fuggire dalle loro terre e dalle proprie case per cercare una possibilità di vita nei paesi più ricchi.
Gli stessi governi, così come un certo ambientalismo di sinistra, vogliono farci credere che sia possibile “gestire” i sintomi della crisi ecologica e sociale proponendo rimedi palliativi che non sfiorano nemmeno la radice dei problemi, e che servono solo a politici, affaristi e tecnocrati per vendersi meglio con una facciata più “green”.
Questi problemi che sembrano separati non sono risolvibili se non lottando radicalmente contro l’intera struttura di questo sistema di oppressione, un sistema capitalistico globale basato sul progresso tecnologico e scientifico. Un sistema marcio fino al midollo: non è possibile riformarlo ma solo sovvertirlo completamente.
                                                                                           Nemici e nemiche di ogni nocività

clicca qui: poster Glifosato
clicca qui: flyer Glifosato

PISA – FIRENZE RESOCONTO DELLA SETTIMANA DI MOBILITAZIONE
IN SOLIDARIETA’ A SILVIA, COSTA E BILLY:

Mercoledì 24 Febbraio 2016 – PISA
PRESIDIO DAVANTI ALLA REKNO,
start-up della Scuola Superiore SANT’ANNA, che produce droni militari, e alla PERCRO, che ha sviluppato il primo esoscheletro italiano, con il finanziamento del MINISTERO DELLA DIFESA ed alla sede centrale dell’università s.Anna in  piazza S.Caterina.
Di seguito il volantino distribuito: L’INFRANGERSI DEGLI INGANNI

Giovedì 25 Febbraio 2016 – FIRENZE
VOLANTINAGGIO in PIAZZA DAVANTI ALLA NEXUS,
la mostra organizzata in collaborazione con la Scuola Superiore S.ANNA, sulla biorobotica e le nuove tecnologie, dove si sponsorizza l’uomo-macchina del futuro ed il meraviglioso mondo nuovo  in cui ci costringeranno a vivere.
Di seguito il volantino distribuito: nexus

Volantino diffuso al presidio a Parma il 26 Febbraio e a seguire fotografie
Clicca qui per leggerlo

CONTRO EFSA E IL PROGRESSO MORTIFERO CHE VALUTA E AUTORIZZA
A Parma dal  2002 è presente la sede dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare.
(EFSA), in via Carlo Magno. L’EFSA è un agenzia dell’EU incaricata di fornire alla Commissione Europea analisi e valutazioni scientifiche indipendenti su rischi esistenti o emergenti associati all’alimentazione in tutti i suoi aspetti e lungo tutta la sua filiera.
Per quanto l’EFSA si presenta al pubblico con la pretesa di essere un’istituzione scientifica indipendente e “al di sopra delle parti” nelle sue valutazioni, diversi membri del suo consiglio amministrativo, cosi come una buona parte degli scienziati che compongono le commissioni scientifiche, hanno collegamenti o interessi all’interno di aziende o associazioni lobbistiche dell’industria agroalimentare. Uno studio del 2013 ha messo in luce come 123 su 209 (59%!) scienziati delle commissioni scientifiche avessero almeno una connessione con l’industria, e precisamente con il settore industriale su cui l’EFSA è chiamata ad esprimersi ed emettere pareri per la regolamentazione. Un esempio su tutti, nella commissione “Prodotti dietetici, alimentazione e allergie”(NDA) 17 dei 20 scienziati che la compongono hanno in totale 108 connessioni d’interesse con l’industria, gruppi lobbistici o organizzazioni finanziate dal mondo economico.
La presunta indipendenza in seno all’EFSA è dunque molto dubbia e dal nostro canto pensiamo che, specialmente per quanto riguarda l’ingegneria genetica, il suo operato sia negli interessi dell’industria agroalimentare, fungendo da anello di congiunzione tra le multinazionali e altri produttori di nocività, e la Commissione Europea.
Attraverso il suo lavoro di valutazione di nuove applicazioni scientifiche da immettere sul mercato (come farmaci, alimenti e materiali ingegnerizzati) la sua funzione è quella di garantire la sopravvivenza di un sistema industriale che si trova oggi più che mai a doversi rilanciare davanti alla devastazione dell’intero pianeta che ha prodotto per poterci vendere il suo benessere “usa­e­getta”, e che è sempre di più sotto gli occhi di tutti/e, specialmente nei suoi effetti nefasti d’inquinamento e distruzione degli ecosistemi.
Un rilancio spacciato per “eco­sostenibile” attraverso la promozione di una “rivoluzione biotech e nanotech” ­ ovvero d’ingegnerizzazione e manipolazione del vivente e della materia ­ con cui pensano di poter scongiurare il disastro ambientali e sociale frutto di due secoli di industrializzazione capitalista. Una “rivoluzione bio e nanotech” che si muove e si sta sviluppando nel chiuso di centri di ricerca di multinazionali, di università e poli scientifici “pubblici” e privati, ovvero una sorta di mondo parallelo alla realtà che viviamo, da cui poi ne usciranno nuove tecniche e tecnologie che verranno messe in atto e imposte sulla nostra testa.
Ciò nonostante non ci interessa chiedere un’EFSA più indipendente, trasparente e democratica. L’esistenza stessa di un ente sulla sicurezza alimentare come l’EFSA presuppone l’esistenza di un sistema industriale che con regolarità rilascia nell’ambiente e nei cibi nocività, la cui pericolosità necessita di essere continuamente valutata. Così come non chiediamo una maggiore trasparenza e democraticità nella ricerca e nello sviluppo tecnologico. Il problema infatti non lo individuiamo in una mancata partecipazione “dal basso”, ma piuttosto proprio nelle finalità a cui tende questo sviluppo tecnoscientifico: il rinnovamento di una società basata sullo sfruttamento, sull’oppressione e sull’annientamento del vivente. Rifiutiamo in toto questo tecno­sistema insieme a tutte le sue tecnologie di annientamento del vivente. La loro pace e prosperità è già una guerra perpetua al pianeta e a tutte le sue forme di vita, e contro cui pensiamo sia sempre più impellente opporre una resistenza senza tregua.
Da un paio di decenni a questa parte, tecnici ed esperti di ogni sorta provano ad assicurarci che le biotecnologie (insieme negli ultimi anni anche alle nanotecnologie) penseranno ad ogni cosa: nutriranno la popolazione mondiale, allungheranno la vita media, guariranno qualsiasi tipo di malattia, risolveranno i disastri ecologici prodotti dalla società industriale, e quant’altro. Trovate un problema, bio e nanotech troveranno una soluzione! Aldilà della propaganda quello che stanno portando avanti è invece un processo in cui la riproduzione delle piante e degli animali, insieme all’approvvigionamento di tutti quegli elementi alla base di ogni esistenza, debbano passare attraverso lo sfruttamento industriale e solo per il tramite di questo ritornare accessibili alle persone, pagando. Specie vegetali e animali vengono uniformate e ingegnerizzate per poter essere riprodotte in serie da un’azienda che ne deterrà la proprietà. Attraverso le biotecnologie e le nanotecnologie, l’industria agroalimentare ha la possibilità di concludere in modo irreversibile questo processo di controllo sul vivente mediante la sua artificializzazione, consegnando le nostre vite e la vita di ogni altro essere vivente su questo pianeta, nelle mani di un sistema tecnico e scientifico mortifero.
Biotecnologie e nanotecnologie, insieme a ulteriori sviluppi tecnologici nei campi dell’informatica e delle neuroscienze, con la loro diffusione stanno aprendo la strada per un controllo totale e totalizzante su tutto quanto esiste, in primis le nostre vite.
Purtroppo vediamo anche come la gente sembra essersi rassegnata all’ineluttabilità di questo sistema. In cambio di un benessere materiale effimero, ottenuto attraveso la schiavitù postcoloniale e la costrizione del lavoro, abbiamo accettato come inevitabili le nocività a cui siamo quotidianamente esposti ogni giorno, dai cibi contaminati alle radiazioni elettromagnetiche, dalla repressione poliziesca alla delega, nel decidere delle nostre vite, allo spettacolo ridicolo che è la “democrazia”. Abbiamo perso la nostra integrità: veniamo resi saturi dal vuoto e dalla superficialità che tutto intorno ci circonda, che ci impone di conformarci alle esigenze dettate da altri. Veniamo bombardati da una massa di non­informazioni e da un susseguirsi di stati di emergenza. Finiamo per accettare tutto purchè non siamo chiamati noi, già pieni delle nostre piccole preoccupazioni ­ tra auto, casa e lavoro ­ a dover riflettere sullo stato delle cose e a metterci in prima persona. E cosi preferiamo spegnere il cervello, con gran piacere di coloro che in questa società reggono le redini.
Pensiamo per contro che sia fondamentale sviluppare un’opposizione alle biotecnologie e alle nanotecnologie, respingendole nella loro totalità. Non dobbiamo separare queste dal complesso contesto esistente di relazioni tra le varie nocività e il sistema di potere che le genera, poichè anch’esse ne sono un prodotto. C’è bisogno di lotte che traggano forza dalla comprensione di questi rapporti di dominio e dalla comprensione delle logiche alla base di queste nocività. Sviluppando la consapevolezza che se non mettiamo in discussione l’intera società nel suo complesso, potremo allora solo continuare ad assistere al generarsi di sempre nuove, e sempre più subdole, dinamiche di prevaricazione, oppressione e sfruttamento. Ovvero, ciò su cui si basa l’attuale esistente.
CONTRO LE BIOTECNOLOGIE E LE NANOTECNOLOGIE
CONTRO L’INDUSTRIALIZZAZIONE E L’ARTIFICIALIZZAZIONE DEL VIVENTE
CONTRO QUESTA SOCIETÀ DI OPPRESSIONE E PREVARICAZIONE CHE NECESSITA TUTTO QUESTO.
Assemblea solidale

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SOLIDARIETA’ E AZIONE

Dal 22 al 28 FEBBRAIO SETTIMANA DI AGITAZIONE in tutta Italia

contro le tecnoscienze e il mondo che le produce

26 Febbraio PRESIDIO CONTRO l’EFSA

Ente europeo di sicurezza alimentare

Dalle 12.00 alle 17.00 Davanti alla sede dell’EFSA Viale Piacenza – Parma

“Cambiare il mondo non basta. Lo facciamo comunque. E, in larga misura, questo cambiamento avviene persino senza la nostra collaborazione. Nostro compito è anche di interpretarlo. E, ciò precisamente per cambiare il cambiamento. Affinchè il mondo non continui a cambiare senza di noi. E, alla fine, non si cambi in un mondo senza di noi”
Gunther Anders

Occuparci del potere tecnoscientifico con le sue principali manifestazioni: biotecnologie, nanotecnologie, informatica, neuroscienze non è soltanto porre l’attenzione su qualche aspetto di questa società particolarmente nocivo. Come scriveva Ellul oltre cinquant’anni fa la tecnologia si è fatta sistema e media le nostre vite aldilà di una qualsiasi volontà. In questo anche gli altri animali e l’intero pianeta sotto l’imperativo tecnico vengono schiacciati e manipolati secondo l’esigenza del momento. Le tecno-scienze si stanno ricombinando e convergono verso quello che è stato sempre il loro fine ultimo: un controllo totale sugli esseri viventi.
Perchè occuparsi tanto di tecnologia si chiedono in molti, quando tanti sono i problemi che ci circondano. In un sistema tecnico come quello attuale, dove tutto è scandito dalla macchina, la tecnologia rappresenta il momento, il luogo, lo spazio dove si estende ogni forma di sfruttamento. A volte si chiama green economy, altre progresso scientifico e altre ancora gestione della catastrofe, formando quegli ambiti che una volta riprogettati allargano la rete dove su ogni maglia si sviluppano tutti i rapporti di dominio, quelli da cui non si ritorna indietro come il lancio di un ogm o la manipolazione della linea germinale.
Una lotta contro le nocività non può prescindere dal contesto sociale che le ha prodotte, volute e rese necessarie per tutti. Questo significa che la nostra critica non può che andare sotto la superficie del cosiddetto buon senso o dell’ambientalismo impostore fino a raggiungere il reale problema.
Il potere è pienamente dispiegato in ogni apparato tecnologico che ci circonda, una tecno-democrazia che appare ad ogni angolo, presidia ogni incrocio, controlla ogni aspetto della nostra sopravvivenza fino a entrare nei corpi mentre la sua essenza totalitaria rimane fondamentalmente non percepita. Un tecno-potere che, grazie ad apparati sempre più a misura nanometrica, diventa più di quel che appare, cominciando a non apparire più.
Questa settimana di mobilitazione non serve a circoscrivere un percorso o a ridurne i confini, al contrario ci auguriamo che queste giornate ne inaugurino di nuovi o rinforzino i precedenti con nuova determinazione e volontà di agire.
Abbiamo pensato che ogni situazione nel proprio territorio potesse utilizzare queste giornate per concentrare iniziative legate al tema delle nocività soprattutto quelle legate alle scienze convergenti che sempre di più si impossessano della Terra e di corpi.
Il 26 Febbraio ci sarà invece un’iniziativa collettiva a carattere nazionale: un presidio contro l’EFSA (autorità europea per la sicurezza alimentare) che ha sede a Parma.
L’EFSA è l’organo riconosciuto a livello internazionale a cui la Commissione Europea fa riferimento per molte nocività quali gli ogm, pesticidi, prodotti chimici e nanotecnologie. Può autorizzare il commercio di prodotti ogm e la semina in campo aperto a scopo commerciale e sperimentale. Come l’FDA (food drugs aministration) americana altro non è che un braccio governativo delle stesse multinazionali soprattutto biotecnologiche, con cui i rapporti molto stretti permettono un continuo scambio di amministratori, scienziati, manager e l’immancabile personale tecnico: quale modo migliore di permettere una diffusione capillare degli ogm anche in Europa.
Grazie a soglie di contaminazione tollerata negli alimenti e nelle sementi, mangimi ogm, coltivazioni transgeniche in campo aperto… il lavoro di diffusione è in corso già da troppo tempo.
Sulla falsa riga dell’FDA americana l’Europa si è dotata di un’organo chiamato a garantire la sicurezza di ogni nocività. Ad essere tutelato, oltre gli interessi delle multinazionali biotech-chimico-farmaceutiche, è un sistema economico, politico e sociale che si aggrappa alla nuova rivoluzione bionanotecnologica producendo sempre più disastri ambientali e sociali che stanno alla base dello sviluppo tecno-industriale, di cui le manipolazioni del vivente sono l’apice mortifero.
Non siamo per la creazione di un EFSA più sicuro, trasparente e democratico, anche volendo crearlo non potrebbe mai essere realizzato. Un organo di sicurezza come l’EFSA presuppone che regolarmente si possono creare sostanze nocive da diffondere sul pianeta mettendone a rischio la stessa sopravvivenza. Così come un impianto di smaltimento di scorie radioattive necessita sempre di impianti atomici e di un’economia di guerra.
Rifiutiamo in toto questo tecno-sistema insieme a tutte le sue manifestazioni di morte con la stessa determinazione e convinzione che queste siano destinate a missione di pace o a creare la guerra: la loro pace è già una guerra perpetua al pianeta e a tutte le sue forme di vita: già abbastanza per opporre una resistenza senza tregua.

Il 2 Marzo si terrà al tribunale di Torino la nuova udienza contro Silvia, Billy e Costa accusati del tentato sabotaggio con esplosivi a firma Earth Liberation Front ad un centro di ricerche internazionale sulle nanotecnologie in Svizzera della multinazionale IBM.
Continuare questa solidarietà significa per noi continuare ad ascoltare quell’urlo di un pianeta morente, che come scrisse un gruppo dell’ELF statunitense li aveva motivati nel loro cammino di resistenza, da non confondersi con la passività ma con l’ira bruciante durante la lotta.

Assemblea solidale

Per contatti:
info@resistenzealnanomondo.org
www.resistenzealnanomondo.

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INIZIATIVE A PISA clicca qui per il pdf

INIZIATIVA MILANO clicca qui per il pdf

A Bergamo per la settimana di agitazione, Underground Spazio Anarchico e K.A.P.
organizzano c/o Kascina Autogestita Popolare, via Ponchia 8, q.re Monterosso (Bg)
Sabato 20 Febbraio
dalle 19.00 aperitivo e presentazione della settimana
ore 20.00 cena benefit per il giornale ecologista anarchico “L’Urlo della terra”
a seguire il film documentario “Il mondo secondo Monsanto” di Monique Robin
con approfondimento sulla lotta alle tecnoscienze
Per maggiori informazioni:
www.underground.noblogs.org, www.kap0.webnode.it, www.resistenzealnanomondo.org

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prog febbraio 2016

Perché “Resistere al nanomondo”?

Quello che sta avvenendo sul pianeta ad una velocità impressionante è una distruzione di tale proporzioni che non necessita di alcun strumento o specialista per rendersene conto. L’ecocidio in atto ha ormai raggiunto e superato quasi ovunque la soglia dell’irreversibilità: gli stessi elementi che rendono possibile la vita sul pianeta stanno scomparendo, un ecosistema più complesso nella sua integrità è diventato una rarità.
Questo sistema sta lavorando al dopo: dopo aver garantito e messo in atto un saccheggio e una distruzione senza precedenti, si appresta a far a meno della natura e quindi anche dell’uomo, per come si è inteso fino ad ora essere umano.
Ma non stiamo parlando di un salto che sta per compiersi da parte del totalitarismo tecnologico. La tecnologia, trama del nostro quotidiano e dimensione interiorizzata che plasma e modifica la stessa realtà, non fa salti, può stare nascosta per anni in qualche laboratorio di ricerca, ma assolutamente non fa salti. Ci siamo già dentro a pieno a questa singolarità, come è stato definito questo radicale cambiamento  in corso.
Dal chip sotto pelle ai droni sui quartieri a “rischio” l’avanzata del dominio tecnologico è lenta e inarrestabile: talmente lenta che neanche ce ne rendiamo conto. Ma è una finta lentezza: se  gaggets tecnologici, diventati protesi nel nostro quotidiano come i cellulari, si rinnovano in tempi sempre più corti, lo stesso avviene per le tecnologie militari e di controllo. Con un certo eufemismo, si potrebbe dire che quello non immediatamente utile al militare viene lasciato al pubblico per farlo concentrare sulla propria alienazione o per affinare intorno a se quella vasta gabbia tecnologica, di cui l’espressione più evidente è il cosiddetto “internet delle cose”: sempre connessi e sempre sotto controllo!
Il ruolo delle grosse multinazionali come sempre è chiave, quando è in corso un cambiamento di tali proporzioni e dalle così vaste implicazioni per il futuro, ma non si può ridurre tutto alle compagnie come IBM, Monsanto, Basf … per citarne solo alcune. La questione è molto più ampia e complessa, coinvolge tutto il sistema della ricerca scientifica dell’alta tecnologia e un determinismo tecnologico che ci vuole sempre più imbrigliati.

Ci sentiamo di puntare forte l’attenzione sull’interconnessione delle scienze convergenti: biotecnologia, nanotecnologia, neuroscienze, informatica. Sentiamo di dare un ruolo particolare alle nanotecnologie e al nanomondo che si sta realizzando passo dopo passo, dove le decisioni sono già state prese e partecipare al dibattito con i loro tavoli truccati non significa altro che consolidare il proprio sfruttamento in forma consensuale. In questo stato di cose anche le normali manifestazioni di consenso vengono meno o si fanno superflue, una tecnologia che si è fatta sistema muove i suoi passi a prescindere da noi. L’ingegneria genetica va di pari passo con l’ingegneria sociale, dove il vivente viene snaturato della sua stessa essenza e dove questo “uomo nuovo” deve essere il miglior custode della gabbia.
Le nanotecnologie non sono arrivate dal nulla, come dicono gli stessi estimatori il debito verso le biotecnologie è enorme, non sono altro che la loro continuazione. Per questo pensiamo sia necessario non separarle mai, mettendone in luce la comune origine e il medesimo percorso. Il terrore dei sostenitori del nanomondo è vedere ripetersi quello che è avvenuto con gli ogm, dove una visione fortemente negativa ha preso piede in tutto il mondo creando numerose resistenze.
Pensiamo sia importante trasmettere delle analisi per sviluppare un pensiero critico. Con questo sito vogliamo portare e sviluppare una critica radicale a queste tecnologie anche soffermandoci su singole questioni e aspetti. Cercando però sempre di far capire i vari passaggi e collegamenti per esprimere e trasmettere una visione più ampia. Per esempio mostrando le similitudini esistenti tra un microchip in un animale in un’impresa industriale e un chip sotto pelle ad un bambino per fare in modo che sia sempre rintracciabile; tra un micro drone per il controllo cittadino e i bombardamenti sui civili fatti dai droni in Pachistan dall’esercito americano.
Apparentemente la questione si presenta molto complessa, al di fuori della nostra comprensione, soprattutto se non ci si intende di scienza, ma non è così! L’analisi e critica che vogliamo sviluppare non porterà a capire cosa avviene sotto le lenti di un microscopio a scansione tunnel, strumento altamente specializzato capace di configurare in nanoscala e di spostare molecole. Questo non ci interessa non tanto perché all’IBM o in altre compagnie e centri di ricerca non è gradito chi curiosa nei loro affari e non ci farebbero entrare, ma perché non è trasformandosi a nostra volta in scienziati, o avendone a nostra disposizione, che si arriverà a capo di qualcosa. Sono proprio scienziati, tecnici e specialisti di ogni sorta che stanno dando un fondamentale contributo (ovviamente supportato da un sistema che legifera e soprattutto esprime le loro indicazioni) a questo tecnomondo.
La prospettiva da dove osserveremo sarà totalmente diversa: non daremo forza alla nostra voce su simili basi, ma partiremo da svelare quello che si presenta come neutrale e invece neutrale non lo è. Non c’è da girarci tanto intorno: riconoscere l’ammissibilità e validità alla nanotecnologia significa supportare la nano-guerra e il nuovo totalitarismo, perlomeno uno degli strumenti che ne diventerà il suo più prezioso alleato. La coesistenza richiamandosi a qualche metodo precauzionale è impossibile, abbiamo già visto cosa è avvenuto con gli Ogm in agricoltura o con il nucleare, con la convergenza delle tecniche la situazione non è gestibile e decisamente più grave.
Un sito ha ovviamente tutti i suoi limiti, ci auguriamo che nella sua semplicità possa stimolare ulteriori riflessioni e la realizzazione di altri strumenti, in lingua italiana analisi e critiche su certe questioni sono ancora troppo rare. Questo sito ospita testi, scritti, notizie e video che portano una critica radicale con lo scopo di contribuire a creare un pensiero critico e un’opposizione verso questo esistente.
Non è nostro fine creare uno strumento per la realizzazione di un contesto culturale chiuso in se stesso e con una falsata apertura verso l’esterno. Il nostro strumento vuole essere diretto a chiunque vuol saperne di più su certe questioni.
Consideriamo questo progetto come qualcosa in movimento, che potrà supportare o dare vita a campagne e momenti di resistenza al nanomondo.
Pensiamo che la critica deve trasformarsi in azione, per questo motivo ospitiamo e diamo ampio spazio anche a chi non accetta questo stato di cose e decide di opporsi concretamente, dando vita ad altre situazioni, mobilitazioni, azioni, che vanno ad infittire quella resistenza che ha origini lontane e ora più che mai si fa necessaria: perché il nanomondo è irreversibile.

 Chi siamo

Siamo un collettivo che da anni lavora su tematiche come l’ecologismo radicale e la critica alla società tecno-industriale. Realizzando bollettini, riviste, materiale informativo e numerose iniziative che hanno portato a mobilitazioni come quella contro l’Efsa di Parma (Ente europeo sicurezza alimentare), primo responsabile in Europa della diffusione di ogm, pesticidi e nocività di ogni tipo e adesso anche le nanotecnologie.

 

corteo

Corteo contro l’ingegneria genetica e L’EFSA (Ente di sicurezza alimentare europeo) a Parma, organizzato dalla Coalizione contro le nocività.