325/Dark Nights – Contributo al 3° Incontro Internazionale contro le tecno-scienze

Contributo del Collettivo 325/Dark Nights al 3° Incontro Internazionale contro le Tecno-Scienze:

Lo ‘Stato di Emergenza’ di Prison Island e la lotta contro il 5G

Il sistema tecno-industriale che domina il mondo è una prigione; non una prigione della quale alcuni dei reclusi potrebbero avere un’esperienza reale, ma che è governata da un nuovo tipo di sbirro o secondino, ossia i tecnocrati e gli scienziati e alla fin fine dal sempre presente bagliore dello schermo e dagli algoritmi che svelano e predicono ogni nostro movimento passato, presente e futuro, ogni pensiero ed emozione, con la conseguente partecipazione di massa alla nostra stessa incarcerazione. Non stupisce che queste tecnologie siano state ampiamente sperimentate sulla popolazione carceraria e poi estese alla società. Questo non è un romanzo o un film distopico, è una realtà totalitaria in divenire che sta avanzando su di noi più velocemente di prima, che è stata accelerata durante la pandemia da coronavirus e i conseguenti controlli di massa inflitti alla popolazione mondiale. Come al solito, tutto questo controllo tecnologico repressivo che si sta palesando, insieme ad un esperimento di controllo di massa sulla popolazione che io definisco “Stato di Emergenza”, non viene dal nulla (si pensi allo sviluppo tecnologico nel tempo anche dall’ultima rivoluzione industriale o dal boom di Internet e allo ‘Stato di Emergenza’ messo in atto durante i periodi di guerra o dopo i recenti ‘attacchi terroristici verificatisi in molti paesi europei) e soprattutto nel territorio del Regno Unito, alias l’Isola delle prigioni’. La stragrande maggioranza di queste tecnologie e scienze vengono sviluppate nei paesi occidentali, con la cooperazione di governo, università e start up tecnologiche, per le quali il Regno Unito è all’avanguardia.

Nel nostro breve contributo che vorremmo fosse più dettagliato e che venisse discusso con tutti i presenti (faccia a faccia piuttosto che in questa forma) al 3° Incontro Internazionale contro le Tecno-Scienze, apriamo un tentativo di rompere l’isolamento che è diventato vieppiù la normalità a cominciare dal coprifuoco e dall’alienazione che il mirrorworld online ha creato, per dare vita a un coordinamento internazionale sulla lotta contro il 5G, una rete importantissima su cui la quarta e la quinta rivoluzione industriale (4IRe 5IR) si baseranno. Ciò che consideriamo una vulnerabilità da attaccare e distruggere, tra i vari aspetti del sistema tecnologico-industriale che queste cosiddette rivoluzioni stanno creando.

Nel 2020 il regime statale britannico ha fatto passare in parlamento e senza incontrare alcuna opposizione, il Coronavirus Act, che può essere descritto solo come un colpo di stato totalitario da parte del partito conservatore di Boris Johnson. Per i prossimi due anni, come minimo, sono state attuate grandi e drastiche misure il cui effetto è già accusato da quanti sono posti ai margini della società, come i dissidenti, i prigionieri, coloro che si trovano ad essere ostaggio del sistema di giustizia penale, i poveri e i gruppi etnici discriminati. Da chi viene relegato dal sistema e dalla sua polizia, come da povertà, incarcerazione e morte, cosa confermataci ad esempio dal recente attacco a questi gruppi da parte del ‘Police, Crime, Sentencing and Courts Bill‘ il quale ha scatenato contestazioni e tumulti in risposta al suo attacco nei confronti dei movimenti antagonisti, dei nomadi, degli zingari, degli squatters, dei senzatetto, tra i vari gruppi ritenuti indesiderati nella nuova società tecno-prigione. Tutte queste misure sono un’estensione del grande esperimento dell’infrastruttura di controllo e della totale sospensione dei “diritti”, degli “emarginati” di cui sopra. E ora riguardante tutta la popolazione.

In base a quella sezione della legge che parla di salute mentale, il termine “catch-all” (“prendi tutti” N.d.T), visto che ogni forma di dissidenza, illegalità e critica all’esistente è considerata una “malattia mentale”, una persona può essere ricoverata e sottoposta a trattamento farmacologico su indicazione di un “clinico”. Questo vale soprattutto per coloro che sono detenuti, ritenuti indisciplinati in carcere o che sono già soggetti alla giustizia penale. Si è verificato un allentamento dei criteri, visto che anche un operatore sanitario volontario o sociale può essere approvato da un singolo amministratore senior, se egli ritiene che sia “idoneo, corretto e con adeguata esperienza”. L’amministratore senior può anche avallare interi gruppi che si siano organizzati come tali, “gruppi di cittadini preoccupati”, senza nemmeno valutare cosa muova di fatto gli individui in questione. Con il pretesto della ‘Salute pubblica’, che è una definizione che conosciamo fin troppo bene nei nostri contesti internazionali, essendo utilizzata in relazione alla “guerra contro il virus”, non è permesso imporre il trattamento medico, tuttavia esiste uno screening forzato, una valutazione clinica che include il prelievo coatto di campioni biologici dal corpo. Basti pensare come questa sia già una pratica ampiamente utilizzata per prendere le impronte digitali e i campioni di DNA degli arrestati da inserire nelle sempre crescenti banche dati del DNA in possesso elle autorità; questa misura è dunque un’espansione di tali strategie repressive preesistenti. Tornando alla questione della salute mentale, questa novità fa effettivamente sì che un individuo possa essere sedato con la forza, cosa che ancora una volta viene decisa da un singolo agente. Il pensiero inevitabilmente corre a come ciò potrebbe essere usato su chiunque sia ritenuto “incontrollabile” dallo Stato e dalle sue forze di sicurezza, su quei dissidenti che potrebbero facilmente venire drogati e mandati in una struttura o che si trovano già in prigione e sono considerati dei piantagrane per il panopticon.

Potentially Infectious Person(s) (PIP) è un’altra sezione della legge che potrebbe risultare problematica per dissidenti e indesiderabili. Poteri di arresto e detenzione, nuove leggi di accesso e perquisizione, insieme con il sequestro dei beni di un PIP, sono solo alcune parti di questa sezione. La detenzione ha un limite di tempo, ma può essere prolungata sempre più a lungo e ancora più a lungo, senza diritti legali. Non abbiamo già visto come i sospetti terroristi vengono trattenuti o imprigionati a tempo indeterminato in tutto il mondo, per non parlare nel Regno Unito? Restrizioni analoghe, in precedenza normalmente riservate ai prigionieri rilasciati e ancora in licenza, che avessero i loro luoghi di residenza, movimenti, attività e contatti sociali posti sotto controllo, vengono ora introdotte e applicate a idee “potenzialmente infettive” sotto la dicitura di “salute pubblica”.

Quelle che vediamo qui essere estese alla popolazione, sono misure normalmente riservate ai prigionieri e anche ai rifugiati che cercano di entrare nell’isola-prigione per sfuggire alle nazioni in guerra rese tali da paesi occidentali come il Regno Unito. Accostate tutto questo ai coprifuochi nazionali tra paesi e ai coprifuochi locali tra regioni com’è successo qui con la città di Leicester che è stata isolata dal resto del paese a causa di un’epidemia locale in un momento in cui il coprifuoco nazionale era stato allentato. Naturalmente la popolazione sottoposta a lockdown regionali non subisce il razzismo, la tortura, il dolore e la morte che i regimi di frontiera europei infliggono ai migranti e ai rifugiati.

Per concludere sul Coronavirus Act, le norme che concernono la morte e lo smaltimento dei corpi, sono le più nebulose. Anche se alcune parti del testo sono poi state ridotte, il fatto stesso che possano essere promulgate senza venire sottoposte a critica, è inquietante: un primo esempio di auto-obbedienza. Stando alla legge, non ci sarà bisogno di effettuare un’indagine su una persona deceduta, neanche le morti sospette devono essere necessariamente approfondite e non c’è alcuna tutela rispetto alla registrazione di una causa di morte. Prima di continuare, tenete presente che questa legge è tuttora in vigore.

I certificati o la registrazione di morte devono essere redatti da medici designati temporaneamente, non dal medico che vi assiste. Inoltre nessun certificato medico è necessario per la cremazione o la sepoltura e lo smaltimento dei resti. Anche il luogo di smaltimento è sottratto al controllo dei parenti, che è affidato alle autorità nazionali e locali. È facile far sparire dissidenti e antagonisti in un tale scenario.

Quello che stiamo cercando di descrivere qui, entrando brevemente nel dettaglio del Coronavirus Act, è il pendio scivoloso che uno ‘stato di emergenza’ può creare. Il totalitarismo nasce con il pretesto della necessità, della protezione e della sicurezza. La fase attuale non è diversa, la storia ci ha dimostrato che la democrazia, in quanto sistema autoritario, può facilmente scivolare nel fascismo in qualsiasi parte del mondo. La volontà della società di massa di accettarla e i potenziali abusi connessi, sono ciò che la rende tale. Questo rivela il piano di opportunismo del progetto totalitario che sta alla base della civiltà tecno-industriale.

Basti vedere il fascistissimo ‘Grande Reset’, la 4IR e 5IR insieme alle smart cities e al 5G che modificano l’ambiente urbano in base alle loro esigenze. Con la sospensione delle elezioni e dei referendum, il divieto di assemblee e proteste in tutto il mondo, l’ulteriore implementazione di una società di sorveglianza virtuale e senza contanti, la normalizzazione dell’esercito nelle strade, non ci si può ingannare pensando che siamo in presenza di un momento di grande opportunità di cambiamento. Durante il lockdown e coprifuoco, qui sull’isola-prigione, lo Stato di polizia è andato in modalità hyperdrive, espandendo ancora il suo preesistente monitoraggio dei movimenti delle persone, aumentando il suo potere assoluto mitigante e detentivo.

Qui durante il lockdown abbiamo avuto un’applicazione Covid-19 (simile all’italiana Immuni, N.d.T.) lanciata dall’NHS (il Servizio Sanitario Nazionale inglese, N.d.T.) in collaborazione con Apple e Google e che utilizza il loro protocollo Exposure Notification. Si tratta di un’applicazione telefonica, di codici QR scannerizzati nei luoghi di ritrovo e che avvisa le persone se sono state recentemente esposte a qualcuno d’infetto o anche solo sospetto tale, il tutto attraverso lo smartphone. Non solo è un’operazione di raccolta-dati e auto sorveglianza di massa, ma sta anche legittimando l’uso delle tecnologie coinvolte nella 4IR, che si tratti di algoritmi o d’intelligenza artificiale, ma che evidenzia anche il coordinamento tra entità governative come l’NHSX (un dipartimento del servizio sanitario nazionale che si occupa di ricerca tecnologica, digitale e di raccolta dati) e società private come i colossi tecnologici globali Apple e Google. Un altro esempio è dato dal fatto che la sorveglianza con i droni da parte della polizia sia stata estesa durante il lockdown e continui ad esserlo anche dopo. L’esempio meglio documentato è stato l’uso di droni da parte della Derbyshire Police per individuare gli escursionisti che sembravano infrangere il lockdown nelle campagne del Peak District.

L’elenco delle misure unite agli sviluppi tecnologici è infinito e richiederebbe un contributo a parte, ma invece come nota a margine vorremmo menzionare brevemente la nostra critica al “movimento anarchico” britannico, che riteniamo sia da tempo necessaria e che possa essere applicata ai movimenti di tutto il mondo. Durante la pandemia abbiamo assistito a ciò che possiamo solo descrivere come un’accettazione della ‘normalità’, malgrado ciò che alcuni elementi del ‘movimento’ sostengono. Abbiamo visto un’accettazione generale delle misure repressive da parte dei militanti di sinistra e anarchici, che sono dunque tutti andati a fare il gioco della propaganda della ‘Salute Pubblica’. Possiamo già sentire lo stridere dei denti di coloro che si opporrebbero a questa critica, ma pensiamo che tutta la retorica moralizzatrice ed etica che sta uscendo dal ‘movimento’ sia nauseante e che non contribuisca in alcun modo a distruggere il sistema a cui ci opponiamo; semmai, rispecchia per la maggior parte del tempo il linguaggio dello Stato, al punto che abbiamo visto i cosiddetti anarchici esortare ad obbedire le regole e criticare apertamente chi vi disobbedisce. Siamo anche stati testimoni della proliferazione di gruppi di “mutuo aiuto” che abbiamo visto fare il gioco dello Stato, rispecchiando l’esatta espansione dei “gruppi di cittadini”, esattamente sotto lo stesso ethos.

Questo comportamento velenoso replica simili comportamenti adottati da anarchici cittadinisti e militanti durante le rivolte dell’agosto 2011 su quest’isola. Noi non abbiamo mai dimenticato la condanna, la copia carbone delle psicosi tipiche del cittadino medio. Questo si è anche tradotto in una scomparsa, anche se già prima non ce n’era granché, di una critica anti tecnologica. Semmai abbiamo visto il ‘movimento’ qui e in tutto il mondo abbracciarla questa tecnologia, con i social media regolarmente utilizzati per organizzarsi nonostante le sue note caratteristiche di super-sorveglianza, persino lamentandosi quando la piattaforma li avesse esclusi o sospesi dai suoi servizi. Potremmo citare altri esempi dell’ipocrisia di certi gruppi di sabotatori anti-caccia che usano telecamere per il corpo GoPro e anche quelli che usano droni, per poi arrabbiarsi per l’incremento di telecamere e droni da parte della polizia! Un altro esempio è dato dal fatto che nel Regno Unito, nonostante in passato vi fosse un forte movimento contro la vivisezione da cui le aziende farmaceutiche sono state prese di mira, in particolare quelle responsabili per i recenti vaccini anti covid, non c’è alcuna critica contro queste aziende che si stanno facendo miliardi grazie a tale processo, utilizzando i profitti accumulati grazie alla vendita dei loro prodotti derivanti dalla vivisezione, anche se si può credere che i nuovi vaccini non siano frutto di simili sperimentazioni. Per noi questa è una presa in giro di ciò per cui abbiamo combattuto o forse è il riflesso della loro natura di radicali part-time o della mentalità liberale che molti di questi movimenti attivisti hanno avuto e hanno tuttora, con lo stile insurrezionale che si rivela alla fine essere stato solo una moda o addirittura un imbarazzo per i soggetti che un tempo lo sbandieravano.

L’illusione che la tecnologia sia neutrale e la legittimità che le attribuiscono continua. Stiamo dipingendo questo quadro, un’istantanea, per mostrare all’incontro il terribile ambiente che esiste ora qui nel Regno Unito. Ma ad ogni modo, ‘nelle notti buie c’è sempre il fuoco’.

Al contrario della cloaca che è il “movimento anarchico” ufficiale, ci sono stati scorci per una strada da seguire negli attacchi al 5G che non sono legati agli anarchici. Qui nel Regno Unito alcuni dei sabotaggi più interessanti, gli attacchi e le azioni illegali, sono compiuti da sconosciuti, dagli esclusi, dagli incontrollabili, mentre in passato accanto a essi c’erano stati gli anarchici insurrezionalisti. All’inizio del 2020 abbiamo assistito a un aumento degli attacchi alla rete delle telecomunicazioni (soprattutto a tralicci telefonici) che si sono estesi in tutta Europa, in luoghi come l’Olanda, ma sono già avvenuti in Italia e in Francia, anche da parte di anarchici, e che sono stati collegati a una crescente marea anti-5G. Gli attacchi alle antenne sono iniziati nel Regno Unito, in aree come il Merseyside, Birmingham e la zona di Londra, dove si riporta anche di attacchi e ingiurie nei confronti di ingegneri delle telecomunicazioni. Non stupisce che questo si sia verificato perché il dispiegarsi del 5G è una priorità ed è andato accelerandosi durante la pandemia.

La censura nei media mainstream e nei social media è stata diffusa per reprimere il replicarsi e l’emulazione di tali attacchi. Il regime statale britannico e le aziende di telecomunicazione sono stati costretti a rilasciare delle dichiarazioni per negare i rischi per la salute umana, definiti “infondati” e hanno dato la colpa sia delle contestazioni, sia degli attacchi alle ‘teorie del complotto’. Si è pure parlato molto dell’estrema destra che sfrutta anche le “teorie del complotto” e che ora viene ritratta come la “nuova forza ribelle” contro gli Stati in tutto il mondo. Qualsiasi cosa sia stata detta in questo senso, noi come collettivo non neghiamo che esistano tali “cospirazionismi” e non possiamo escludere che dietro agli attacchi o anche le rivolte durante la pandemia possano esserci formazioni di destra, ma del resto è troppo facile adottare il linguaggio dello Stato e del capitalismo che perseguono una crociata contro tutto ciò che percepiscono come “estremista”, sia esso di sinistra, di destra o religioso, che non rientri nella sua utopia tecnologica. Insieme alla dichiarazione, Facebook ha eliminato diverse pagine dedicate alla registrazione e all’incitamento degli attacchi anti-5G andando anche a limitare le capacità di inoltro dei messaggi di Whatsapp.

a, Google, Twitter, ecc. in un tentativo aziendale trasversale con lo Stato, stanno censurando e tracciando ciò che descrivono come ‘disinformazione’ sulle origini del Covid-19, e la principale di queste ‘idee non ammesse’ è che il 5G possa avere una correlazione diretta con la pandemia del Coronavirus, avendo un effetto negativo diretto sugli esseri umani e portando all’indebolimento del sistema nervoso e del sistema immunitario. Per fornire un po’ di contesto, è già stato dimostrato che l’inquinamento atmosferico ha influenzato i tassi di casi Covid-19 e per decenni le autorità non hanno forse sostenuto che il cambiamento climatico fosse una leggenda? A quanto pare dobbiamo accettare al valore nominale le loro affermazioni come riguardo a tutto, mentre n realtà una piccola quantità di indagini può essere svolta in merito al 5G per comprendere i suoi effetti e rivelare dunque i fatti.

In un contesto più europeo, il personale delle forze dell’ordine è stato tolto dai casi di terrorismo per affrontare la diffusione degli attacchi. I servizi di sicurezza olandesi hanno avviato indagini antiterrorismo in relazione ai sabotaggi. Questa tendenza nelle scelte delle forze di sicurezza statali europee non sorprende; infatti, nonostante la Brexit, la cooperazione tra le forze di sicurezza britanniche ed europee sta continuando sempre più forte, specificamente contro coloro che entrano in conflitto con le sue aspirazioni tecnologiche. Il recente sequestro dei server di nostate.net nei Paesi Bassi, che ha interrotto molti siti di controinformazione, chiudendo di fatto il nostro sito 325 per azioni “terroristiche”, fornisce un metro di questa loro cooperazione. Non è certo un caso la repressione contro la presenza online di tale progetto, le sue pubblicazioni e il fatto che un compagno sia stato arrestato e sia ancora indagato e sospettato di essere coinvolto: è stata esattamente una risposta alla nostra continua critica contro le tecno-scienze e alla solidarietà a chiunque le attacchi. Come non è un caso che si sia verificata sotto il recente lockdown per il Covid-19, durante l’accelerazione di 4IR e 5IR e la proliferazione di attacchi anti-5G in tutta Europa.

Senza il 5G, il governo e i poliziotti di questo pianeta non possono costruire il loro mondo tecno-detentivo per controllarci tutti. L’internet delle cose, le città intelligenti, la sorveglianza dei dati, i robot autonomi, I veicoli e droni il 4IR e il 5IR, tutte queste cose richiedono il dominio della tecnologia 5G. Per concentrarsi su un esempio di questo territorio, la città di Bristol è destinata a diventare la Flagship ‘Smart City. Per alcuni anni c’è stato un esperimento da molti milioni di sterline e che è ancora in corso, per creare una città intelligente del futuro, che intende proclamare Bristol capitale globale nel mondo delle telecomunicazioni. L’aumento dell’installazione del 5G che durante la pandemia è solo accelerata, insieme alle tecnologie 4IR/5IR sviluppate con la cooperazione fra due università, così come la robotica e l’intelligenza artificiale, l’intera Avon Valley tra Bristol e Bath sta diventando zona “Post-Industriale”, dove il più grande sviluppo di tecnologia digitale al di fuori di Londra riceve finanziamenti dal governo. Le autorità cittadine sono alleate con gli imprenditori tecnologici per dotare la città di un “tessuto digitale”, che includa la tecnologia dei sensori e della connettività, per renderla la prima “città programmabile” aperta del mondo. Una rete di fibre ottiche migliorata, insieme a un nuovo sistema operativo della città e ai 1.500 pali della luce dotati di sensori dal 2016 che copre Bristol in una rete a radiofrequenza. Ci sono sempi di come tutto questo possa essere usato per tracciare le posizioni dei veicoli, informare i residenti sui parcheggi o sull’inquinamento dell’aria. Flussi di traffico, uso di energia, tendenze del crimine, pubblicità mirata, generazione di nuove iniziative commerciali ecc. sono tutti quanti ulteriori fattori che aumentano la partecipazione dei cittadini, un aspetto decentralizzante della 4IR. Anche i “sensori di rilevamento acustico”, simili ai pali della luce dotati di microfono nelle principali città degli Stati Uniti, come si è visto nella serie TV ‘The Wire’, possono registrare l’audio e rilevare gli spari, essere collegati alla sorveglianza video e alla polizia che prende di mira le cosiddette “aree ad alta criminalità”. È molto probabile che le auto senza conducente arrivino a Bristol soprattutto dopo che è stato annunciato quest’anno che il Regno Unito avrebbe iniziato a sperimentare l’ “Automated Lane Keeping”. Per darvi un’immagine più chiara, riportiamo questa descrizione da parte di NEC, azienda che ha contribuito allo sviluppo della città intelligente di Bristol e che descrive bene l’incubo: “Un display sul tuo cruscotto ti avvisa se le condizioni meteorologiche hanno reso il tuo percorso abituale al lavoro meno agevole e, di conseguenza, reindirizza il tuo viaggio verso l’ufficio sulla base di calcoli in tempo reale delle condizioni ottimali. Quando entri in un parcheggio pubblico, un altro avviso ti informa del parcheggio più vicino, determinato da una stima del tuo posto di lavoro basata sui tuoi modelli medi di pendolarismo. Mentre ti avvicini all’ufficio, ricevi un promemoria che oggi è il giorno delle elezioni. “Preferisci votare in un terminale fisico (che richiede 15 minuti di viaggio), o semplicemente esprimere il suo voto usando il tuo dispositivo mobile personale?” La decisione è stata facile, e dopo pochi tocchi, si selezionano i candidati per il sindaco, i membri del consiglio comunale e la legislazione cittadina. Una tale descrizione di una città tecnologizzata può sembrare un po’ inverosimile, persino futuribile. Ma grazie agli sforzi attualmente in corso in diverse grandi città occidentali, una tale visione non è futuro bensì fa parte della realtà attuale. Di fatto, i centri urbani hanno via via adottato sempre più tecnologie come Big Data, Internet delle Cose e sensori distribuiti per produrre ciò che molti chiamano la Smart City del futuro”.

Il motivo per il quale menzioniamo Bristol e come la rete 5G contribuisca alla sua trasformazione in città intelligente, insieme a spingerla nel 4IR e 5IR è che l’ultima volta in cui la città fu radicalmente trasformata durante la rivoluzione industriale, c’era disordine.

E’ interessante notare come una parte della trasformazione che è stata annunciata di recente sul ‘Brunel Mile’ in una zona della città che prende il nome da Islambard Brunel (uno dei più importanti architetti della rivoluzione industriale che ha distrutto il paesaggio naturale con le sue costruzioni, oltre a costruire uno dei primi battelli a vapore che contribuirono al colonialismo in continua espansione nel mondo) e si affaccia sul ponte sospeso da lui costruito. Tuttavia, solo pochi giorni dopo la cerimonia che ha diede avvio ai lavori, a Bristol scoppiarono tumulti dopo che un magistrato locale minacciò la folla di arrestare tutti mentre stava inaugurando le nuove Corti d’Assise, ma comunque i lavori vennero fermati. Per tre giorni i tumulti non si fermarono (durante i quali il palazzo Vescovo di Bristol, la Mansion House, e le case dei ricchi furono saccheggiate e distrutte, insieme alla demolizione di gran parte del carcere), e Brunel stesso prestò giuramento come commissario speciale.

Alla fine l’ordine venne ristabilito dopo che la cavalleria aveva caricato con spade sguainate attraverso la folla nella centrale Queen’s Square, ma la rivolta aveva seriamente intaccato la fiducia cdei finanzieri a Bristol, e la costruzione del ponte fu molto ostacolata. Ciò che questa vicenda dimostra è che siamo in un’altra era di cambiamento drastico spinto da un altro cambiamento industriale e tecnico, che è ancora una volta propagandato come progresso e che questa volta ci porterà il “futuro più verde e responsabile di cui tutti abbiamo bisogno”. Come allora la gente è riuscita a vedere attravero le bugie, così deve accadere di nuovo, perché le nostre vite saranno ulteriormente messe sotto controllo e la Terra ulteriormente distrutta, se il cambiamento dovesse passare come la volta scorsa. Già vediamo le forze armate letteralmente sul piede di guerra, a perseguire sempre crescenti investimenti in tecnologie militari, aumentando la loro capacità di controllo di massa; gli esempi sono molti… come la Cina, la Russia, il Regno Unito e gli Stati Uniti che si contendono il controllo. La storia ha la capacità di ripetere sé stessa ma in forme più sinistre. Tuttavia, anche coloro che non accettano il dominio che essa porta con sé. Come all’inizio del secolo precedente, anarchici, rivoluzionari, dissidenti, incontrollabili sono sempre stati in grado di riconoscere le debolezze del sistema industriale-tecnologico, capaci di usare i nuovi strumenti e le nuove armi che esso crea per combattere contro di esso. Siamo stati fabbricanti di bombe, sabotatori, stampatori, contraffattori, trafficanti di armi, quindi conil nuovo secolo dobbiamo fare lo stesso perché dobbiamo passare ancora una volta all’azione della guerriglia urbana e alla propaganda dell’azione, per trasformare le nostre parole in azione, ora che abbiamo identificato il nemico e continueremo a farlo. Colpirla dove è vulnerabile mentre questa Megamacchina diventa più complicata, ecco perché proponiamo come Collettivo 325 (ora Collettivo Dark Nights) che ci debba essere un coordinamento internazionale contro le tecno-scienze che vada oltre questo incontro internazionale, in una diffusione di progetti, controinfonformazione, spazi, pubblicazioni

per generare una rete informale, che non abbia paura di criticare “il movimento” e le lotte passate, che impari dagli errori e dai successi, accolga nuove idee e prassi per creare insurrezione; solo da ciò possono crescere gli attacchi contro questo mondo tecno-prigione e contro questa civiltà che deve cadere presto o altrimenti sarà troppo tardi. Attaccare la rete 5G è un inizio e sappiamo che non siamo gli unici ad essere consapevoli della sua distruzione e del suo dominio su di noi, dopodiché possiamo espanderci fino a includere ogni ramo di questa prigione tecno-scientifica che stanno costruendo.

“Quando guardiamo il mondo tecnologico da un punto di vista radicale, non dobbiamo scivolare nel ragionamento basato sul caso, perché non si tratta di soluzioni personalizzate per il nostro problema o del nostro comfort personale e dell’intera gamma di possibilità tecnologiche di cui godiamo (o anche da usare nella guerra contro il potere) quotidianamente. Penso che la cosa giusta non sia concentrarsi su un singolo albero, ma sulla foresta in fiamme. Per, alla fine, essere liberi e non limitati da nient’altro che dalle leggi della natura, tutti i laboratori, le fabbriche e le macchine dovrebbero essere distrutti proprio come le prigioni…”.
Dinos Giagtzoglou, Contributo per l’Incontro Internazionale contro le Tecno-Scienze

Collettivo 325/Dark Nights, https://darknights.noblogs.org/
Luglio 2021

Originale in inglese: