Contro l’eugenetica e l’antropocidio APPELLO PER L’ABOLIZIONE DI OGNI RIPRODUZIONE ARTIFICIALE DELL’UMANO

Contro l’eugenetica e l’antropocidio

APPELLO PER L’ABOLIZIONE DI OGNI RIPRODUZIONE ARTIFICIALE DELL’UMANO[1]


[1] FIV, DPI, GPA, modificazioni genetiche, gameti e utero artificiali, clonazione, etc


Un crimine contro l’umanità si sta svolgendo sotto i nostri occhi.

Questo crimine, nato dal cervello dei biologi[1] e commesso con i mezzi della medicina e della genetica, si presenta sotto le apparenze di un beneficio e un’emancipazione per l’umanità.
Un beneficio per le vittime della sterilità (organica o dovuta all’avvelenamento chimico e industriale dell’ambiente), per le donne sole e le coppie dello stesso sesso naturalmente infeconde.
Emancipazione dal vivente – spontaneo, autonomo e imprevedibile -, dai vincoli della natura da cui deriva la nascita con tutte le sue incertezze.

Questo crimine è l’eugenetica (chiamata all’inizio viricultura o aristogenismo), la selezione scientifica della specie umana, ridenominata così nel 1883 da Galton, un cugino di Darwin, inventore anche della biometria assieme a Karl Pearson (1857-1936). O ancora igiene  della razza (Rassenhygiene), nel 1904, da parte di Alfred Ploetz ed Ernst Rüdin, due medici nazisti. 
Un crimine sostenuto e propagato da innumerevoli scienziati, imprenditori (Henry Ford, John D. Rockefeller), pensatori (Renan, Teilhard de Chardin), dirigenti politici (Trotsky, Churchill, Hitler). Fu di nuovo ridenominato transumanesimo nel 1957 da Julian Huxley – il fratello di Aldous Huxley (Il mondo nuovo), biologo e direttore dell’Unesco – dopo che i nazisti avevano svelato la verità dell’eugenetica. La creazione in laboratorio di un  Übermensch, di una “razza di signori” e di superuomini “aumentati”.
La macchinizzazione dell’umano (produzione artificiale, modificazioni genetiche) è il mezzo adoperato dal transumanesimo eugenetico. Cioè di questo razzismo uscito dal laboratorio, i cui promotori oggi si mascherano dietro uno pseudo-egalitarismo[2].

L’eugenetica, lungi dal minacciare le tecniche riproduttive dalle sue funeste “derive”, ne è, al contrario, la causa e il motore. E’ l’eugenetica che spinge le ricerche nella genetica e nella tecnologia della procreazione, per portare a termine i suoi progetti di “razza pura” e “superiore”.

Questa igiene della razza “transumanista” non compare soltanto nelle politiche degli Stati, come nel Novecento o ancora oggi in Cina e a Singapore; ma in una filiera tecnocratica “rovesciata” (Galbraith), che ha asservito Stato e Capitale alla sua volontà di potenza per imporre i propri prodotti alle masse dei consumatori. Le scelte “individuali” vengono modellate a  monte attraverso la “distruzione creativa” (Schumpeter) delle condizioni di riproduzione naturale – libera, gratuita e sessuata – il marketing, la pubblicità, l’ideologia dominante, il consumo ostentato, l’imitazione e la rivalità mimetica.
Osservate queste folle di zombie al rimorchio delle techno-parade, liberal-libertari, se non libertari, che strillano il proprio “desiderio di avere un bambino”, “un bambino se voglio, quando voglio, come voglio!” Insieme, un bambino come voglio io e concepito nella maniera che voglio io. Illusioni di massa. Il prezzo per l’emancipazione dal vivente e dai suoi vincoli naturali è la sottomissione ai vincoli tecnologici del mondo-macchina e al potere dei macchinisti. Dei biocrati esperti e specialisti.

Questo vuol dire che nessun incremento di produttività o di produzione potrà mai soddisfare i “bisogni/desideri” di una clientela succube cui i biocrati imporranno senza posa nuovi prodotti (nuovi desideri, nuovi “bisogni”, nuove norme), migliorati, “aumentati”, dall’avanzare delle conoscenze e del battage tecnologico.

E’ il “diritto al desiderio di avere un bambino” (alias “diritto al bambino”) degli sterili – naturali o incidentali – che serve oggi come pretesto all’esproprio dei fertili dal loro diritto naturale alla riproduzione naturale, libera e gratuita.
All’appropriazione e alla distruzione di questi diritti da parte dei biocrati (medici, genetisti, laboratori).
– Alla generalizzazione della riproduzione artificiale, asservita ai piani e processi degli scienziati eugenisti e transumanisti e diventata la nuova norma. Tra  le coppie che si piegano alla moda della riproduzione in laboratorio, il 15% non soffre di alcuna patologia accertata.[3].
– a riportare l’“igiene della razza” con l’avvento di un superuomo “aumentato”, macchina, e l’eliminazione del subuomo ordinario, costretto a comprare o fare dei BGM, dei Bambini Geneticamente Modificati, per poter sopravvivere alla concorrenza dei più adatti e delle “macchine intelligenti”.
Il “darwinismo sociale”, un tempo denunciato dalla sinistra in nome dell’uguaglianza, si realizza oggi grazie al “darwinismo tecnologico” che essa rivendica in nome di una falsa uguaglianza.  

La produzione della prima bambina-manufatto, Louise Brown, il 25 luglio del 1978, all’ospedale di Oldham in Gran Bretagna, spezza in due la nostra storia naturale e sociale.
Come il progresso scientifico ha aperto la strada alla riproduzione artificiale, così a partire dal 1990, grazie al triage genetico (alias DPI o diagnosi pre-impianto), esso comporta l’eliminazione di un numero crescente di anomalie e di embrioni indesiderabili. Così l’albinismo tra “246 diverse malattie genetiche” identificate prima dell’impianto in utero di embrioni portatori[4]. Insomma, il miglioramento del prodotto offerto ai “progetti genitoriali” e “genitori d’intenzione”. Un “incremento” che può solo accelerare la velocità dell’innovazione e dei prossimi “progressi delle conoscenze”.

La distinzione fallace tra “eugenetica negativa” e “positiva” inganna solo i falsi ingenui. Se l’amniocentesi (1950) e l’ecografia (1958) hanno permesso l’aborto di molti soggetti trisomici in Occidente e di molte femmine in Oriente, le banche di gameti già vendono ai “genitori d’intenzione” la selezione positiva di alcune caratteristiche, per ottenere dei bambini conformi ai loro “progetti genitoriali”. Sesso, colore degli occhi, dei capelli, della pelle, se non addirittura presunti “geni dell’intelligenza”. O con l’acquisto di gameti di premi Nobel e altri geni, come negli Stati Uniti; oppure con incentivi per le coppie che hanno diplomi superiori, come a Singapore; o ancora con il sequenziamento del genoma di individui con un quoziente d’intelligenza superiore, come in Cina, allo scopo di creare una popolazione di supercinesi.
Riassumendo, secondo il dottor Alexandre, un moderno sostenitore dell’igiene della razza: « L’incremento cerebrale si può ottenere solo in due modi: tramite selezione e manipolazione genetica degli embrioni, o con un’azione elettronica sul nostro cervello[5]. »
Le “forbici” Crispr-Cas9 (2012) sono già servite a comporre bambini geneticamente modificati, come in Cina (2018), e ci lavorano laboratori in tutto il mondo. In attesa che la fabbricazione di gameti artificiali a partire da cellule-sorgente, la produzione di embrioni in serie e il loro triage adoperando gli algoritmi dei big data genetici, così come la messa a punto dell’utero artificiale non realizzino la macchinizzazione della riproduzione.

In altre parole, un movimento antropocida, uscito dai laboratori e che raccoglie scienziati e dirigenti politici; di sinistra, di destra, comunisti e fascisti; ebrei come cristiani, credenti come atei, ha intrapreso l’eliminazione della nostra specie naturale comune da parte di una specie artificiale superiore.
Questo movimento si è imposto, nella sua prima ondata, sotto forma di eugenetica nei paesi di cultura protestante, dall’Indiana negli Stati Uniti (1907) al cantone del Vaud in Svizzera (1985), passando per una trentina di stati americani, la Svizzera, la Danimarca, la Germania, la Finlandia, la Svezia, l’Estonia.
Provvisoriamente sconfitto nel 1945, dopo lo sterminio di 250.000 soggetti psichiatrici e handicappati fisici o mentali nelle macellerie naziste, e l’instaurazione di Lebensborn (“fontane di vita”), gli allevamenti delle SS delle “razza di signori”, questo movimento non ha ricevuto al tribunale di Norimberga la qualifica e condanna per “genocidio” e “crimine contro l’umanità” che avrebbero almeno dato un nome ai fatti. Le vittime non rientravano nelle definizioni legali (“persecuzioni per motivi politici, razziali o religiosi…”, “gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso in quanto tale…”). Non avevano alcuna associazione per difenderle. E poi sarebbe stato necessario giudicare troppi responsabili politici e scientifici rispettabili, provenienti dai paesi vincitori, di cui i nazisti avevano solo seguito l’esempio e la lezione nella loro ingenuità radicale e disciplinata.
E’ significativo il fatto che i medici, questi progressisti colti e diplomati, fossero la categoria più nazificata, con il 50% di iscritti all’NSDAP, lontano dal cliché populista del bruto, disoccupato e canaglia.

L’introduzione, nel 1978, della riproduzione artificiale per le coppie eterosessuali sterili, la sua tacita estensione alle coppie fertili e poi, oggi in Francia con il terzo aggiornamento della legge sulla bioetica, alle coppie lesbiche e alle donne sole (in attesa delle coppie di uomini e di uomini soli), ha origine nell’aggressione biologica (necrotecnologica) contro la comune umanità.
Dietro i buoni sentimenti e lo sdegno teatrale, le smorfie lacrimevoli e sciroppose, la veemenza strabordante e il ricatto della supposta “uguaglianza”; dietro la strumentalizzazione tattica del “desiderio di avere un bambino” e delle associazioni degli sterili (naturali o per incidente), da parte dei transumanisti, alleati di circostanza dei movimenti antropofobi e neosessisti (queer, LGBT e compagnia), c’è il medesimo disegno strategico che viene portato avanti da oltre un secolo. Un disegno i cui teorici e praticanti dichiarano apertamente l’obiettivo finale, nei loro scritti e manifestazioni. Non si tratta solo di eliminare i maschi dalla riproduzione, ma anche le femmine e ogni riproduzione sessuata, sostituendoli con la razza superiore degli Inumani Geneticamente Modificati.

Il loro obiettivo finale è la distruzione dei nostri diritti riproduttivi, la nostra sterilizzazione, forzata o consensuale e la nostra scomparsa in quanto esseri umani ordinari, atti alla riproduzione naturale, libera e sessuata. Proprio come ovunque nel mondo, dalla Germania alla Cina, dalla Svezia agli Stati Uniti, dall’India al Perù, sono stati sterilizzati milioni di subumani, di superflui e di indesiderabili, alienati e handicappati fisici o mentali, miserabili, alcolisti, devianti e membri di etnie “inferiori”. E se noi ci mostriamo recalcitranti davanti alla sterilizzazione e alla nostra stessa scomparsa, gli Inumani superiori sapranno mettere in opera programmi di eutanasia compassionevole, come l’Aktion T4 in Germania tra il 1939 e il 1941. Non fosse altro che per assicurarsi lo spazio e le risorse vitali (Lebensraum) su una terra sovrappopolata e devastata dopo due secoli di saccheggio industriale. L’avvento di una razza superiore non comporta forse di per sé la scomparsa della razza inferiore?

Entriamo quindi in uno stato di legittima difesa. Costretti ad agire o scomparire. Noi, esseri umani ordinari, animali politici e scimpanzé del futuro[6].

Noi sappiano che nessuna promessa, nessuna muraglia di carta, “dichiarazione di buona condotta”, regola d’etica, legge nazionale o internazionale fermerà questo colpo di forza permanente fondato sulla volontà di potenza, la trasgressione, la violenza del fatto compiuto e la frenesia tecnoscientifica. Ciò che uno scienziato, un laboratorio, un’impresa, un paese proibisce a se stesso, altri lo faranno.

Noi sappiamo che il transumanesimo è l’ideologia della tecnocrazia dirigente e delle “tecnologie convergenti” (NBIC, la nanotecnologia, la biotecnologia, la tecnologia informatica e la scienza cognitiva); e che per restare liberi e umani, occorrerà fermare la maggior parte dei laboratori di nano-bio-neuro-cyber-tecnologie del mondo.

Noi però sosteniamo che il “diritto al desiderio di avere un figlio” di individui colpiti dalla sterilità accidentale (eterosessuali) o refrattari a ogni rapporto sessuale con membri dell’altro sesso non può prevalere sul diritto dell’immensa maggioranza degli umani, né sul diritto della specie stessa di conservarsi e perpetuarsi, come ha fatto durante tutta la sua evoluzione, da milioni di anni, e come hanno fatto i nostri antenati ominidi e mammiferi prima di noi.

Per combattere questo attentato che è in corso, noi esigiamo – a differenza delle milioni di vittime dagli anni Trenta ai nostri giorni:
– che si dia un nome all’aggressione di massa diretta contro di noi, gli umani ordinari, e contro le nostre facoltà di riproduzione naturale, libera e sessuata.
– che venga qualificato come “crimine contro la specie” dalle  autorità nazionali e internazionali, ogni riproduzione artificiale dell’umano, ogni selezione e modifica genetica dell’umano.
– noi esigiamo che si fermi ogni presa in carico della produzione di bambini da parte del sistema sanitario  pubblico e che si chiudano tutte le banche di gameti, pubbliche o private. Le risorse del sistema sanitario pubblico devono andare ad aiutare i veri malati dei ceti bisognosi, e non a soddisfare i desideri egoistici e narcisistici di sterili volontari o involontari.
Facciamo appello a tutte le persone fertili affinché respingano una propaganda tanto massiccia quanto ripugnante, e a rifiutare ogni donazione, ogni vendita di gameti, ovuli o spermatozoi, ai laboratori. E a dissuadere i loro cari, i loro conoscenti e chiunque dal partecipare a tali processi.

Mettiamo in allerta l’umanità!
Combattiamo l’antropocidio!
Svuotiamo i laboratori della “razza superiore”!

Les Amis de Bartleby (Bordeaux), les Chimpanzés gascons (Gascogne),
Hors-Sol (Lille), Lieux communs(Paris), Pièceset main d’œuvre (Grenoble), Resistenze al Nanomondo (Italie)

Ottobre 2019

https://lesamisdebartleby.wordpress.com
http://hors-sol.herbesfolles.org
https://collectiflieuxcommuns.fr
www.piecesetmaindoeuvre.com
www.resistenzealnanomondo

Versione in francese: http://www.piecesetmaindoeuvre.com/spip.php?page=resume&id_article=1200

[1] Thomas Huxley (1825-1895), August Weismann (1834-1914), Ernst Haeckel (1834-1919), Alfred Ploetz (1860 – 1940), Charles Davenport (1866-1944), Ernst Rüdin (1874-1952),  Julian Huxley (1887-1975), Hermann Muller (1890-1967), Ronald Fisher (1890-1962), J.B.S Haldane (1892 -1964), Tage Kemp (1896-1967), Otmar von Verschuer (1896-1969), James Watson (1928…), Miroslav Radman (1944-…), Daniel Cohen (1951-…), Laurent Alexandre (1960 -…) ecc.

[2] Cf. André Pichot, La Société pure. De Darwin à Hitler, Ed. Flammarion, 2000

[3] Cf. Etude d’impact du projet de loi relatif à la bioéthique, Assemblée nationale, luglio 2019

[4] Cf. Rapport 2016 de l’Agence française de biomédecine

[5] Causeur n°71, settembre 2019

[6] Secondo il cibernetico Kevin Warwick: “Chi decide di rimanere umano e rifiuta di migliorare avrà un grave handicap. Costituiranno una sottospecie e formeranno gli scimpanzé del futuro” . Vedi il Manifeste des Chimpanzés du futur contre le transhumanisme, Pièces et main dœuvre, (Service compris, 2017).