Berlino – Blackout nel più grande parco tecnologico d’Europa

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Berlino: Attacco al complesso militare-industriale – Blackout nel più grande parco tecnologico d’Europa

Fonte: https://ilrovescio.info/2025/09/12/berlino-attacco-al-complesso-militare-industriale-blackout-nel-piu-grande-parco-tecnologico-deuropa/

Traduciamo e diffondiamo questo bel testo di rivendicazione dell’importante attacco al complesso militare-industriale a Berlino.

Qui il testo originale: https://de.indymedia.org/node/537364

Qui un articolo da un giornale indipendente che aiuta a contestualizzare la vicenda: https://www.lindipendente.online/2025/09/10/a-berlino-il-sabotaggio-del-complesso-militare-ha-causato-un-grande-blackout/

[Berlino] Attacco al complesso militare-industriale – Blackout nel più grande parco tecnologico d’Europa

9 settembre, mattina presto: migliaia di città si risvegliano, milioni di persone vengono strappate dal sonno dal suono stridulo della sveglia, che annuncia l’inizio di un’altra giornata di monotonia e apatia – 15 minuti per bere un caffè e poi correre al lavoro. Un’ora sui mezzi pubblici, pochi sguardi che si incrociano, nessuno parla, tutti fissano i propri schermi. Moltitudini di auto attraversano le strade, il rumore delle sirene spaventa i pochi uccelli che volteggiano sopra la città. I quartieri diventano ogni giorno un po’ più desolati. La solitudine si diffonde tra la gente, tra edifici di cemento, recinzioni e telecamere. Circondati dalla presenza della polizia, che minaccia sempre più di soffocarci. Schermi pubblicitari che invitano a consumare o ad arruolarsi nell’esercito. Sì, ci risiamo: “Il mondo può guarire grazie allo spirito tedesco”. La “svolta epocale” richiede di stare saldi per la patria e di essere pronti alla guerra, affinché il “corpo del popolo” si stringa e porti sacrifici. La militarizzazione avanza e dietro la promessa neoliberista di prosperità si mostra sempre più apertamente il volto fascista. La rassegnazione e il pessimismo guadagnano seguaci, si respira tristezza.

I notiziari riportano continuamente notizie di catastrofi. Guerre e genocidi non cessano. Al contrario: a Gaza, in Congo, in Sudan, in Ucraina si continua a uccidere e i governanti si fregano le mani. Gli affari vanno bene. Si stringono continuamente nuovi accordi per sfruttare le risorse di altri paesi e privare le persone dei loro mezzi di sussistenza. I neofascisti sono saldamente al potere in un numero sempre maggiore di Stati e il capitale è al loro servizio. L’ondata reazionaria di antifemminismo e omofobia è alimentata dai tech bro, mentre l’intelligenza artificiale continua la sua rapida ascesa, rendendo il mondo sempre più artificiale. La loro promessa distopica di progresso: una tecnocrazia fascistoide con aspirazioni extraplanetarie come risposta al collasso del pianeta. Tutto sembra indicare che questo mondo sia ormai perduto da tempo, che non ci sia alcuna possibilità di agire, che le nostre azioni non servano a nulla, come se i tempi di rivolta fossero ormai lontani nel passato.

Oggi, però, non tutto funziona così bene. Nel più grande parco tecnologico d’Europa, nella parte orientale di Berlino, dove di solito c’è un’intensa attività, questa normalità sembra essere svanita nelle prime ore del mattino dopo pochi minuti. L’oscurità è stata sostituita da un barlume di speranza, perché l’apatia e la frustrazione non sono le uniche reazioni a questa realtà opprimente.
No, oggi non è una giornata normale. Centinaia di amministratori delegati di diverse aziende e istituti di ricerca nei settori dell’IT, della robotica, delle biotecnologie e delle nanotecnologie, dell’industria spaziale, dell’intelligenza artificiale, della sicurezza e degli armamenti hanno ricevuto la triste notizia che il loro parco tecnologico di Adlershof ha smesso di funzionare. Almeno per un breve periodo, ma questo è sufficiente per compromettere gravemente le loro sensibili supermacchine e i loro processi operativi. Due tralicci dell’alta tensione da 110 kV nella Königsheide a Johannisthal sono stati danneggiati da un incendio doloso, causando un blackout nel parco tecnologico. Chiediamo scusa ai residenti che ne sono stati colpiti nelle loro abitazioni private, non era affatto nostra intenzione. Ciononostante, riteniamo che questo danno collaterale sia accettabile, al contrario della distruzione effettiva della natura e della sottomissione spesso mortale delle persone, di cui molte delle aziende qui residenti sono responsabili giorno dopo giorno. Il loro attaccamento alla ricerca del progresso tecnologico e la continua espansione dello sfruttamento industriale di fronte alle catastrofi attuali hanno conseguenze molto più gravi. Per tutti e in modo permanente. La volontà incondizionata di imporre questo obiettivo con la forza militare, se necessario, mostra ciò che realmente conta: il profitto e il potere. Questo fatto non può essere nascosto nemmeno da divertenti spettacoli di droni nel cielo notturno o da robot dotati di intelligenza artificiale che giocano a calcio, come quelli che di tanto in tanto vengono presentati al pubblico appassionato di tecnologia ad Adlershof. I loro slogan pubblicitari altisonanti su innovazione, sostenibilità e progresso non sono altro che una manovra fuorviante sul campo di battaglia della definizione del discorso, per distogliere l’attenzione dal fatto che in realtà costruiscono strumenti che portano morte e distruzione. Ogni modello di business immaginabile nei settori dell’industria high-tech citati, con sede nel parco tecnologico di Adlershof, ha in un modo o nell’altro una funzione di stabilizzazione del sistema ed è, tra l’altro, un prodotto di interessi militari.

Le loro macchinazioni garantiscono la sopravvivenza della macchina capitalista della morte. Sono loro il vero obiettivo della nostra azione.

Tuttavia, sarebbe impossibile esaminare singolarmente ciascuna delle oltre mille aziende e smascherare tutte le loro malefatte. L’elenco sarebbe infinito. Pertanto, limiteremo questa impresa a pochi esempi che illustrano in modo esemplare l’indicibile intreccio tra ricerca, scienza e tecnologia con la guerra, la distruzione dell’ambiente e il controllo sociale.

ATOS – Uno dei giganti del cyber, che sviluppa, tra l’altro, prodotti IT e applicazioni basate sull’intelligenza artificiale per l’esercito e la polizia. Per l’esercito tedesco, il gruppo gestisce il progetto HaFIS (Armonizzazione dei sistemi informativi di comando) e costruisce container funzionali a prova di proiettile con infrastruttura IT. Per il bellicista Israele, Atos gestisce un centro dati ad alta sicurezza per le sue autorità di difesa e sicurezza ed è quindi corresponsabile della guerra e del genocidio.

ASTRIAL – Un’azienda che, oltre alle infrastrutture di sicurezza per le smart city, si distingue soprattutto per il suo impegno nella guerra globale delle autorità di frontiera contro i migranti. I suoi sistemi di comando e controllo elaborano enormi quantità di dati provenienti da sensori terrestri, marittimi, sottomarini, sotterranei, aerei e spaziali per ottimizzare la caccia all’uomo alle frontiere esterne del Nord globale.

CENTRO TEDESCO PER L’AERONAUTICA E L’AEROSPAZIALE (DLR) – Nell’era della policrisi, lo spazio è un ambito altamente conteso e il DLR trae enormi vantaggi dal fondo speciale militare del governo federale tedesco. La ricerca nel campo della tecnologia militare è parte integrante del programma del DLR. Il DLR sostiene, ad esempio, i voli di addestramento dell’aeronautica militare o gestisce a Colonia, in collaborazione con la Bundeswehr, un centro di competenza per la medicina aerospaziale.

EDAG – Partner di lunga data dell’industria della sicurezza e degli armamenti. L’azienda sviluppa veicoli militari su ruote e cingolati, soluzioni per la sicurezza marittima o velivoli militari con e senza equipaggio. In breve: tutte le macchine immaginabili progettate per uccidere.

EUROVIA/VINCI – Una delle più grandi aziende di costruzioni e infrastrutture al mondo, coinvolta, tra l’altro, nella controversa costruzione del deposito francese di scorie nucleari. Vinci costruisce anche carceri (di espulsione), aeroporti o autostrade. Con le sue innumerevoli filiali, l’azienda è attiva anche nel settore energetico e sta entrando sempre più nel mercato degli armamenti. Recentemente, la filiale di Vinci Actemium ha annunciato l’acquisizione della Wärtsilä SAM Electronics GmbH, che opera per la marina tedesca e i cantieri navali di Amburgo, Wilhelmshaven, Elmenhorst, Bremerhaven e Kiel.

JENOPTIK – L’azienda tecnologica di Jena opera all’interfaccia tra sicurezza interna e difesa militare con prodotti quali telemetri laser, termocamere, LED, ottiche a infrarossi e polimeriche, utilizzati ad esempio per la ricognizione militare o la protezione delle infrastrutture. Di particolare rilevanza è attualmente il suo software “TraffiData”, utilizzato tra l’altro nella zona di confine con il Messico e ampliato su richiesta delle autorità di frontiera statunitensi con “TraffiCatch” per rendere più efficiente la caccia alle persone indesiderate.

ROHDE & SCHWARZ – L’azienda tecnologica e di armamenti produce tecnologia radio per impianti radio militari e sistemi di sorveglianza, che vengono venduti a grandi aziende tecnologiche, governi e servizi segreti in tutto il mondo. I prodotti R&S trovano applicazione, ad esempio, nella sicurezza delle frontiere (ad esempio in Arabia Saudita), nei veicoli militari, negli aerei, nelle navi, nonché nel controllo di missili e simili. Ma anche nelle apparecchiature di intercettazione della polizia e dei servizi segreti.

SIEMENS – Non c’è quasi nessun settore dell’industria militare e pesante in cui non siano presenti prodotti Siemens. Sistemi d’arma, sottomarini nucleari, portaerei, carri armati, reattori nucleari, dighe, impianti eolici, carceri, aeroporti e molto altro ancora. Molti di questi megaprogetti sono molto controversi, come ad esempio TrenMaya in Messico, i progetti di dighe di Erdogan in Kurdistan o, più recentemente, la costruzione del cavo elettrico sottomarino EuroAsia Interconnector, che collega Israele con Cipro e la Grecia. Anche altri progetti infrastrutturali israeliani nella Gerusalemme Est occupata e nelle colonie israeliane in Cisgiordania sono sostenuti dal gruppo.

TRUMPF – Un’azienda in prima linea nella guerra internazionale dei chip per la supremazia nel mondo digitale. Che si tratti di smartphone con trasmissione dati turbo e riconoscimento facciale, occhiali intelligenti, intelligenza artificiale, auto a guida autonoma o sistemi missilistici, droni e sistemi d’arma. I semiconduttori sono presenti ovunque e l’azienda tedesca Trumpf, in collaborazione con Zeiss e ASML, svolge un ruolo chiave nella loro produzione grazie ai suoi sistemi di litografia EUV. Senza i suoi componenti, il mondo altamente tecnologico si fermerebbe.

Questo sabotaggio non vuole solo identificare e disturbare i nemici della libertà, ma è anche un appello ad ampliare l’azione offensiva in generale, e in particolare questa forma di azione, che porta a un’efficace interruzione del sistema. È un appello a lasciarsi definitivamente alle spalle la frustrazione e la disperazione. Un grido per proclamare che le nostre idee anarchiche e la nostra voglia di agire prosperano e che le azioni irresponsabili dei governanti avranno sempre delle conseguenze. Ciò vale soprattutto per i complici dell’industria degli armamenti, perché non resteremo a guardare mentre le persone vengono massacrate nelle loro guerre o condannate a morire di fame.

Attaccare le infrastrutture critiche significa attaccare una delle arterie principali della sottomissione dell’uomo sull’uomo e sulla natura. La rete elettrica rappresenta di per sé la storia del progresso ed è il presupposto fondamentale per lo sviluppo spietato verso una società altamente tecnologica come quella che conosciamo oggi. Questa società, sotto il giogo della tecnologia e del capitale, sembra essere per ora il prodotto finale terreno delle conquiste della civiltà e sta causando una distruzione del pianeta quasi irreparabile, la cui portata è senza precedenti nella storia della Terra. Per non parlare delle sanguinose guerre per il potere e le risorse che i governanti impongono ai loro servitori. L’insaziabile desiderio di crescita li porta, nel vero senso della parola, a puntare sempre più spesso alle stelle. L’elettricità è la principale fonte di energia che alimenta ogni macchina e il “progresso” necessari per riprodurre l’attuale sistema. È possibile spegnerlo ed è anche possibile sostituirlo con una vita in libertà senza dominio e sfruttamento!

Sabotiamo l’attacco tecnologico – togliamo il potere al complesso militare-industriale!
Sempre aggressivi – mai bellicosi!

Alcuni/e anarchici/e

L’ideologia del tecno-mondo, un libro su come resistere alla società cibernetica della megamacchina transumanista – Maurizio Martucci

Leggi qui: https://oasisana.com/2025/03/04/lideologia-del-tecno-mondo-un-libro-su-come-resistere-alla-societa-cibernetica-della-megamacchina-transumanista/

Una sfida al transgenderismo – Janice G. Raymond

Nuova pubblicazione:
Una sfida al transgenderismo, Janice G. Raymond.

Prefazione e a cura di Silvia Guerini, acro-pólis, 2025

In un’epoca in cui le falsità sono comunemente prese per verità, il libro di Janice Raymond mette in luce il “bipensiero” di un movimento transgender che è in grado di definire gli uomini come donne, le donne come uomini, lui come lei, il dissenso come eresia, la realtà dei corpi come opinabile.

Dal suo primo libro, The Transsexual Empire: The Making of the She-Male, l’impero transessuale si è espanso in modo esponenziale nel complesso industriale transgender: aziende farmaceutiche, centri di ricerca, università, fondazioni, banche. L’attuale aumento del trattamento di bambini ed adolescenti con bloccanti della pubertà e ormoni è uno scandalo e un vero e proprio esperimento medico. Mentre in passato il transessualismo era principalmente un fenomeno maschile, con uomini che si sottoponevano a ormoni sessuali incrociati e interventi chirurgici, nei tempi presenti sono soprattutto ragazze e giovani donne a intraprendere un percorso di transizione. Oggi stanno aumentando coloro che stanno effettuando, per quello che è possibile, una detransizione. In questo libro alcune di loro parlano in modo toccante della separazione da se stesse e dalle altre donne, delle loro aggressioni sessuali, della loro fuga dalla femminilità e dei loro viaggi per recuperarla.

Questo libro ci rende consapevoli delle profonde conseguenze di questa ideologia, come quando agli uomini è consentito competere negli sport femminili e soprattutto quando nell’ambito scolastico bambini e adolescenti vengono confusi e spinti verso la dissociazione con il proprio corpo e verso il percorso di transizione all’insaputa dei genitori.

Una voce importante che non può mancare in Italia per arricchire la critica all’ideologia gender. Oggi più che mai si rende necessario creare alleanze per resistere all’avanzata transumana.

ISBN: 9791281581111 ♦ pagine 288, 2025 ♦ 29,00 €

n°2 collana Testi

Janice G. Raymond è professoressa emerita di studi sulle donne ed etica medica presso l’Università del Massachusetts, dove ha insegnato per 28 anni, ex co-direttrice della Coalizione internazionale contro il traffico di donne (CATW). Studiosa e attivista femminista di lunga data che lavora per porre fine alla violenza contro le donne e allo sfruttamento sessuale, nonché all’abuso medico. Autrice di cinque libri e numerosi articoli tradotti in diverse lingue su questioni che spaziano dalla violenza contro le donne, alla salute delle donne e la biomedicina.

Silvia Guerini, è una ecologista radicale di Resistenze al nanomondo, attivista e saggista, redattrice del giornale L’Urlo della Terra, (www.resistenzealnanomondo.org). è autrice di molteplici saggi sulle tecno-scienze e il transumanesimo, ricordiamo per Asterios editore: A.A.V.V. (a cura di) S. Guerini e C. Ragusa, I figli della Macchina. Biotecnologie, riproduzione artificiale, eugenetica, 2023; S. Guerini, Dal corpo neutro al cyborg postumano. Riflessioni critiche all’ideologia gender, seconda edizione 2023; S. Guerini e C. Ragusa, L’ideologia del tecno-mondo. Resistere alla megamacchina, acro-pólis, 2024.

Link casa editrice: https://www.acro-polis.it/2025/02/07/acro-polis-in-folio-la-nostra-collana-di-libri-su-carta-10/

Scrivici (info@resistenzealnanomondo.org) per ordinarne una copia o ordina in libreria e contattaci per una discussione nella tua città sull’ideologia gender!
Scrivici anche per ricevere il nostro giornale L’Urlo della Terra, le altre ultime nostre pubblicazioni e per organizzare discussioni attorno allo sviluppo delle tecno-scienze e il transumanesimo.

Volantino al presidio alla Fieragricola TECH 2025

NO AI NUOVI OGM – TEA NO ALL’AGRICOLTURA DIGITALE
CONTRO LA SMART CAMPAGNA E OGNI MANIPOLAZIONE GENETICA

Fieragricola TECH 2025 non è una fiera qualsiasi, è un connubio tra politica, startup, centri di ricerca, associazioni di categoria per demolire un’agricoltura a misura di comunità umana trasformandola in un processo biotecnologico a guida algoritmica.

A giugno dell’anno scorso utilizzando il Decreto siccità sono stati sdoganati in Italia i nuovi OGM – TEA e la Commissione Agricoltura del Senato ha approvato un emendamento al Decreto che proroga di un anno, fino al 31 dicembre 2025, le sperimentazioni in campo aperto dei TEA. Sono quindi iniziate le prime sperimentazioni: la prima, a maggio, di un riso OGM – TEA Mezzana Bigli in provincia di Pavia nell’Azienda Agricola Radice Fossati da un progetto di ricerca dell’università di Milano a cui sono seguite quelle di vitigni Chardonnay – TEA in Trentino da parte della Fondazione Edmund Mach di Trento, altre due sempre di vitigni Chardonnay a Verona e Padova portate avanti da Edivite, società spin-off dell’Università di Verona del Dipartimento di Biotecnologie, e infine una sperimentazione di un pomodoro TEA a Parma, da parte del CREA di Pontecagnano presso l’Azienda Agraria Sperimentale Stuard.
Sperimentazioni simboliche a cui ne seguiranno altre al fine di sdoganare gli OGM nei campi, dare avvio alla loro regolamentazione che equivarrà a contaminazione, diffusione e normalizzazione.

TEA: TECNICHE DI EVOLUZIONE ASSISTITA CLASSIFICATE COME NUOVE TECNICHE GENOMICHE (NGT). Non vengono inseriti dei geni di un’altra specie – ci ricordiamo il così detto “cibo frankenstein” dei precedenti OGM come le fragole con geni di pesce per aumentarne la conservazione – ma vengono inseriti dei geni di una stessa specie o strettamente correlata o vengono effettuate modificazioni genetiche per cercare di indurre nuove proprietà. In ogni caso sono MODIFICAZIONI DEL GENOMA DELLA PIANTA anche con la TECNOLOGIA DI INGEGNERIA GENETICA CRISPR/CAS9. Ricordiamo che è la stessa tecnologia con cui in Cina sono state editate geneticamente due bambine. E sono collegamenti che vanno fatti per comprendere l’entità dell’attacco al vivente da parte delle biotecnologie.
Stiamo parlando di organismi geneticamente manipolati con tutto quello che ne deriva: alterazioni non volute come mutazioni fuori bersaglio e mutazioni impreviste causate dalla tecnica CRISPR/Cas9, sviluppo di tossine dannose per la salute, riduzione della biodiversità, contaminazione genetica attraverso il vento e gli impollinatori.
Ricordiamo quello che accadde in Brasile e Argentina con la soia OGM: tutti i campi furono contaminati che a quel punto non rimaneva altro che regolamentarla.
I promotori dell’ingegneria genetica sostenevano che gli OGM avrebbero salvato dalla fame i paesi del sud del mondo, ma abbiamo visto com’è andata a finire. Oggi la nuova propaganda afferma che i nuovi OGM potranno ridurre l’uso di pesticidi, ma questo non è assolutamente vero, veniva dichiarato anche con i vecchi OGM e abbiamo visto come le piante infestanti diventarono resistenti con la conseguente necessità di aumentare l’irrorazione. E ovviamente i nuovi OGM sono pronti anche per i tempi di emergenza permanente, sdoganati per resistere ai cambiamenti climatici. Propaganda portata avanti dalle multinazionali agroalimentari Bayer – Monsanto, Syngenta e in Italia anche dalle lobby Coldiretti e Confagricoltura.
Con queste sperimentazioni l’Italia fa ancora da apripista. A Febbraio dell’anno scorso il Parlamento Europeo ha approvato il Regolamento sulle NGT per deregolamentare i nuovi OGM. La categoria NGT1 da considerare equivalente alle normali varietà e quindi deregolamentata e NGT2 da considerare OGM. La differenza? Da 20 modificazioni OGM, sotto le 20 non lo sono…
Nel nostro occidente sono sempre più rari i contadini, li si vuole convertire in agro-industriali che con monocolture intensive e pesticidi impoveriscono e avvelenano i terreni e con gli OGM nelle farine per nutrire gli animali nelle fabbriche zootecniche di smontaggio di corpi.
Dalla smart city alla smart campagna in arrivo un’agricoltura 4.0 con campi disseminati da sensori, sorvolati da droni e coltivazioni gestite da remoto. Il comparto agricolo resta un settore fondamentale che non può certo mancare all’appuntamento con la grande trasformazione.
“Tecnologie di evoluzione assistita” rimanda alla procreazione medicalmente assistita, l’ingegneria genetica si deve estendere in ogni dimensione dell’esistenza: alimentazione, medicina, procreazione. Vecchi e nuovi OGM, carne sviluppata in vitro, microchip sotto pelle, terapie geniche a mRNA, riproduzione artificiale: l’essere umano deve essere pronto a un mondo laboratorio.
Per questo oggi diciamo no a qualsiasi forma di ingegneria genetica nei campi e nei corpi tutti.
Per l’indisponibilità del vivente al mondo laboratorio.
Mobilitiamoci per impedire che gli OGM diventino il nuovo modo di pensare alla natura.


In ricordo dei contadini e contadine indiani che lottarono contro Monsanto perdendo la vita, avendo ben chiaro che la posta in gioco era la loro stessa sopravvivenza e la sopravvivenza di un intero mondo.


Resistenze al nanomondo – Bergamo, 30 gennaio, 2025
www.resistenzealnanomondo.org

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PRESIDIO CHE AVEVAMO ORGANIZZATO IL 6 LUGLIO 2024

Volantino che avevamo distribuito:

I giapponesi si ribellano alle nuove tecnologie mRNA nanotecnologiche autoreplicanti

I giapponesi si ribellano alle nuove tecnologie mRNA nanotecnologiche autoreplicanti

In Giappone è ancora vivo il pesante ricordo degli atroci esperimenti medici e scientifici portati avanti per decenni fino alla metà degli anni ‘40. Dopo la sconfitta di Tokyo nella seconda guerra mondiale e l’occupazione del Giappone da parte degli americani i ricercatori impegnati in queste ricerche furono trasferiti – sebbene criminali di guerra – negli Stati Uniti per trasferire e far fruttare le conoscenze acquisite. I giapponesi conoscono bene le armi di distruzione di massa avendo avuto due bombe atomiche sulle loro città e avendo sperimentato la guerra biologica durante la seconda guerra mondiale.

Questo è il motivo per cui lo Stato giapponese non ha reso obbligatoria l’inoculazione con i sieri mRNA per il Covid dalla fine del 2020 in poi, ma ha però ripetutamente assicurato con intensità “i vaccini sono efficaci e sicuri” allineandosi con il dogma vaccinista imperante a livello internazionale. Il risultato è stato che una percentuale di circa l’80% dei giapponesi ha accettato di sottoporsi alle inoculazioni.

Poi iniziarono a emergere come in gran parte del mondo gli effetti collaterali… I giapponesi si sono sentiti ingannati dal loro stesso governo per il quale hanno un particolare legame a differenza delle società occidentali. Questo ha dato il respiro politico necessario per creare diverse iniziative anti- mRNA e comitati scientifici indipendenti per ricercare, registrare, evidenziare e denunciare gli “effetti collaterali”, cioè l’entità della distruttività dell’ingegneria genetica.

Lo scorso aprile c’è stata una grande manifestazione a Tokyo contro il Trattato Pandemico dell’OMS e gli emendamenti al Regolamento Sanitario Internazionale, contro il governo, contro le piattaforme mRNA per chiederne la messa al bando e contro le ricerche sul Guadagno di funzione che portano a future pandemie e alla preparazione della guerra biologica.

Dagli organizzatori forte la denuncia verso il governo che sta pianificando “di costruire un nuovo sistema di produzione di vaccini in preparazione per la prossima pandemia. Il governo giapponese è il primo al mondo ad approvare un nuovo tipo di vaccino chiamato vaccino autoreplicante e prevede di iniziare a fornirlo questo autunno e inverno. […] Sperimentazioni cliniche su larga scala per un valore di 900 milioni di dollari da aziende farmaceutiche che stanno accettando la sfida di sviluppare vaccini per prepararsi alla prossima pandemia della Malattia X, proposta durante gli incontri del World Economic Forum di quest’anno”.

Alcune voci stimano la partecipazione alla manifestazione di 100.000 persone, altre 30.000. Se fossero state 30.000 in una metropoli come Tokyo non sono “niente” si direbbe, ma con una differenza: in Giappone non ci sono assembramenti/manifestazioni di massa, quindi 30.000 erano davvero tanti.

Questa manifestazione ha un’importanza mondiale perché il Giappone è il primo paese al mondo ad aver autorizzato lo scorso novembre KOSTAIVE®, il siero genico a mRNA autoamplificante di CSL e Arcturus Therapeutics per il Covid, il primo paese al mondo ad aver autorizzando l’uso della nuova generazione di piattaforme a mRNA nanotecnologiche che si autoreplicano all’interno delle cellule.
Meiji Seika Pharma, partner di CSL in Giappone, ha iniziato la distribuzione del siero per la “campagna di vaccinazione” COVID di questo ottobre. Il CEO della compagnia farmaceutica in una recente conferenza stampa ha dichiarato che chiunque diffonda informazioni sbagliate – quindi chiunque criticherà il loro operato e queste nuove biotecnologie – sarà perseguitato legalmente con lo scopo di farlo incarcerare.
Piattaforme mRNA auto-amplificanti, self-amplifying mRNA (sa-mRNA), soprannominate “replicon” che produrranno molteplici quantità della proteina spike tossica di qualche variante del virus. In altre parole, sa-mRNA attraverso l’hacking delle cellule e del sistema immunitario creerà migliaia di micromacchine cellulari di infezione permanente dei corpi!
Benvenuti nel nanomondo autoreplicante!

Questi nuovi sieri mRNA auto-amplificanti potrebbero presto arrivare anche in Europa: l’EMA ha accettato la domanda di autorizzazione all’immissione in commercio dell’azienda produttrice, la biotech Arcturus, ed è attesa una decisione.

6 Ottobre 2024, Resistenze al nanomondo
www.resistenzealnanomondo.org

Info da: https://childrenshealthdefense.org/defender/japan-protest-who-supranational-grab-global-health/, https://rumble.com/v5dn0ze-mrnasideeffectsresearchjapan2024.html, https://www.sarajevomag.net/wp/2024/09/i-technologiki-kyriarchia-pano-ap-ola/

Scrivici per sapere delle nostre iniziative e pubblicazioni e per ricevere il nostro giornale cartaceo L’Urlo della Terra!

Qui l’iniziativa EMERGENZA CONTINUA che avevamo organizzato il 16 marzo Bergamo come Assemblea popolare Resistere al Transumanesimo insieme ad altri gruppi locali
Fotografie: https://www.resistenzealnanomondo.org/necrotecnologie/5493/
Video di tutti gli interventi: https://odysee.com/@resisterealtransumanesimoa9612:a/EmergenzaContinuaBergamo16Marzo:8
Un servizio di 1984 di ByoBlu: https://www.byoblu.com/2024/03/26/1984-piano-di-fuga-attacco-alla-liberta-di-pensiero/

Le “pulci” non passeranno – Miguel Martinez.

Ils ne puçeront pas!

Una riflessione dopo le tre giornate contro le tecno-scienze del 26-27-28 Luglio ad Acqui Terme.
Leggi qui:
https://kelebeklerblog.com/author/miguel-martinez/

Grenoble: Dalla “Silicon Valley” francese arriva la sfida tecnologica ai giganti asiatici. Alle “Tre giornate internazionale contro le tecnoscienze”, due attivisti francesi di Grenoble hanno presentato le loro esperienze e hanno cercato di informare sulla dimensione concreta di questa realtà.
Miguel Martinez ne parla nel seguente articolo. Scrive Martinez: Infatti, quella che chiamano transizione ecologica dipende, non certo dalla biosfera, ma dai semiconduttori, che permettono di inserire ovunque i microchip, detti in francese puce, la “pulce”. La reindustrializzazione, dove si prevedono investimenti pari a 3,4 trilioni di dollari e in cui la Capgemini gioca un ruolo decisivo.

Pubblicato in: www.nogeoingegneria.com

È uscito il numero 13 del giornale L’Urlo della Terra

Care lettrici e cari lettori,
è uscito il nuovo numero dell’Urlo della Terra.

Richiedeteci una o più copie, mandateci il vostro indirizzo e faremo partire immediatamente la spedizione. Contattateci inoltre per una diffusione del giornale più ampia e capillare nelle vostre zone: biblioteche, circoli, centri di documentazione… e per iniziative benefit.
Siamo disponibili per presentazioni e discussioni sui contenuti del giornale, in luoghi pubblici e aperti dove il pensiero libero si alimenta.
Se avete possibilità pubblicate e fate girare in blog, telegram, siti internet, canali…

Vi ricordiamo le Tre giornate contro le tecno-scienze il 18-19-20 Luglio, momento in cui diffonderemo anche questo nuovo numero del giornale: https://www.resistenzealnanomondo.org/necrotecnologie/programma-18-19-20-luglio/

Un caro saluto e grazie a tutte e tutti voi
La redazione

In questo numero:

– Editoriale
– OGM – TEA: l’attacco al vivente continua – Costantino Ragusa
– Dalla negazione del trascendente all’umanità cibernetica e transumana – Silvia Guerini
– Radicalismo organico: sfidare il sistema fino in fondo – Paul Cudenec
– Le religioni industriali contro la natura e la libertà – Jacques Luzi
– Intelligenza artificiale: iperguerra, ecocidio e asservimento – Jacques Luzi
– Nuovo brutalismo e guerra robotica – Stefano Isola
– Un futuro senza avvenire – I mozzi della Nave dei Folli
– Amnesie nucleocratiche. Piccoli promemoria per la nuova età nucleare – Dario Stefanoni
– La medicamentalizzazione – Suor Teresa Forcades
– Dialogo tra Resistenze al nanomondo e Philippe Pelletier

28 pagine
5 euro a copia, più spese di spedizione 1,30 euro
Per i distributori minimo 5 copie: 3 euro a copia, più spese di spedizione 1,30 euro
Spese di spedizione per l’estero: 5,50 euro- Gratis per i detenuti
Postepay Evolution
IBAN: IT73L3608105138236370036378
Intestata a Silvia Guerini, Specificare la causale L’Urlo della Terra

Per contatti e richieste: urlodellaterra@inventati.org, www.resistenzealnanomondo.org

Sesto incontro internazionale – Programma

Programma, indicazioni per prenotare e per arrivare

Sesto incontro internazionale:
26 – 27 – 28 Luglio 2024

TRE GIORNATE CONTRO LE TECNO-SCIENZE
presso Altradimora, strada Caranzano 72, Acqui Terme (AL)

VENERDI’

12.30 pranzo

15.30 Presentazione dell’incontro a cura di Resistenze al nanomondo – Bergamo

16.00 – 19.00 Interventi e a seguire dibattito

Dimenticare Fukushima
A 13 anni dal disastro della centrale giapponese, nulla è cambiato. Non la fede in un Progresso a cui è delegato il compito di guarire da quei mali che ha acuito, quando non direttamente creato; non la speranza che il Futuro sarà irradiato da un sol dell’avvenire ricreato nei laboratori; non la remissività con cui si accetta il fatto compiuto (“tanto non si può far nulla”); non da ultimo, nemmeno l’assurdità di un’epoca che rimescola le tassonomie e si azzarda a decretare l’energia nucleare sostenibile, sicura e pulita. Le social-tecnocrazie in fase di restaurazione ribadiscono il loro predominio attorno alla potenza tecnica incontrollabile, di cui l’energia atomica rappresenta un emblema, imprescindibile sia per le sue attività industriali sempre più energivore, sia per una corsa al riarmo non più tabù, sia per il modello di società che contribuisce a rafforzare, verticistica e sotto controllo costante e capillare. Nell’ora in cui si cerca di far rientrare dalle finestre spalancate dalle ventate emergenziali ciò che non molto tempo fa si era scaraventato fuori dalla porta con mobilitazioni e referendum, il nucleare si propone e si impone nel silenzio assenso generale. Nei fatti, altrettanto emblematica è l’atrofia dei movimenti di opposizione, che disertano la resistenza al progetto di morte radioattiva e, per ignoranza o superficialità, scelgono il campo del collaborazionismo.
Ne discuteremo a partire dalle riflessioni contenute nel libro Dimenticare Fukushima, tradotto dal francese da Istrixistrix nel 2017.
Istrixistrix, www.istrixistrix.noblogs.org

Il nucleare rivisitato: la radioattività al tempo del green washing
Gli sviluppi di un nuovo sedicente ambientalismo “razionale” presentano il nucleare civile come prioritaria, salvifica e inevitabile strategia energetica utile a scongiurare, con il pretesto della ridotta emissione di Co2, le annunciate catastrofi da riscaldamento climatico. Gran parte delle recenti politiche energetiche di industrie e governi (Italia inclusa) vanno a predisporsi in tal senso, incoraggiate da un corteo sempre più nutrito e aggressivo di editorialisti ed esperti, nonché di cineasti e youtuber, compatti a promuovere la causa dell’atomo. Ma svecchiare il nucleare, preludio di ulteriori e irrimediabili processi di intossicazione del vivente e di militarizzazione della società, continua ad essere un’opzione che della ragione, della memoria e della capacità di concepire il futuro non conserva più nulla. Tra propaganda vecchia e nuova, il credo nuclearista – tra i massimi emblemi dell’assalto tecnoscientifico al vivente – è strutturalmente ostile all’ingovernabilità della natura come del “fattore umano”, e non può che approdare alla loro rimozione e automazione totalitaria.
Dario Stefanoni

19.30 cena

21.00 Proiezione di materiali documentari sull’energia nucleare

SABATO

8.00 colazione

9.00 – 12.30 Interventi e a seguire dibattito

Introduzione a cura di Resistenze al nanomondo

Intelligenza artificiale e sterminio di massa
La crisi senza sbocchi in cui da qualche tempo è entrato l’Occidente, sta scatenando un processo autodistruttivo che, tra le sue varie espressioni, si esprime in una guerra generalizzata, dove i clan che detengono il potere si esercitano con la massima ferocia possibile nei confronti di popolazioni inermi, sperimentando in vivo nuove forme di guerra robotica, in cui la cosiddetta intelligenza artificiale, che calcola senza pensare, trova la sua applicazione più propria. Un’intrinseca inesorabilità sembra incarnarsi in tale contesto, dove non si dà alcuna possibilità di fermare la fuga in avanti nelle tecniche di sterminio, dal momento che questa si svolge in condizioni di competizione mortale: se un competitore si ferma gli altri ne trarranno immediato vantaggio.
Stefano Isola

Intelligenza artificiale. Oltre il feticismo tecnologico: guerra, ecocidio e servitù
Il feticismo si riferisce all’ignoranza delle relazioni umane e dei rapporti con la natura cristallizzati in una tecnologia. L’intelligenza artificiale, come ogni tecnologia, è presentata in una luce giocosa e alcuni dei suoi pericoli sono evidenziati in un discorso dominante basato sulla falsa idea della sua neutralità. Al contrario, svelare e prendere coscienza della sua realtà sostanziale significa collocarla nel contesto delle invarianti dell’industrialismo. Questa realtà appare nei campi di battaglia robotizzati; nei lavoratori sottoposti all’inferno taylorista per fabbricare i supporti materiali per gli algoritmi “intelligenti”… nell’aumento esponenziale del consumo di elettricità, sia nucleare che da fonti rinnovabili illusorie; nell’estrattivismo implacabile che devasta le viscere della Terra e inquina i fiumi… nell’instaurazione di una società delle macchine. In breve, nell’eccesso autoritario e suicida dell’industrialismo.
Intervento da remoto di Jacques Luzi, membro della rivista Ecologie & politique, Francia

La Terra come arma e la geoingegneria come guerra
I confini tra la violenza naturale e quella prodotta dall’uomo sono oggi confusi; ciò che appare naturale può essere stato creato artificialmente. La Terra è vista come “maestra” e il suo potenziale viene sfruttato e, se necessario, incrementato per essere utilizzato come strumento di guerra. Ciò che la terra produce naturalmente – piogge, siccità, tempeste, terremoti, tsunami e altro – diventa, nelle mani di apprendisti stregoni, uno strumento in grado di provocare catastrofi. È stato dimostrato che ciò è già accaduto. Ecco perché oggi ogni disastro naturale deve essere valutato con occhio critico.
Maria Heibel, curatrice del sito internet www.nogeoingegneria.com

13.00 pranzo

15.00 – 19.30 Interventi e a seguire dibattito

Quale ecologia? Dalla riscoperta della vita selvaggia alla gestione centralizzata della penuria
Da quando Greta Thunberg si è imposta come novella Giovanna D’Arco, infiammando i cuori delle giovani generazioni tramite i microfoni e le telecamere del World Economic Forum il movimento ecologista classico si è trovato di fronte ad un soggetto nuovo, lontano mille miglia in termini di sensibilità e progettualità politica, ma con la stessa parola d’ordine: “ecologia”. Un problema non da poco, ma anche una salutare occasione di riflessione sul significato che ognuno di noi dà a questo termine.
Costantino Ragusa, Resistenze al nanomondo
Leonardo Zocca
Vincent Cheynet, caporedattore della rivista francese La Décroissance

Quale libertà? Quale umanità?
La libertà oggi è una libertà spazzatura, una libertà surrogato, una libertà che ha perso il suo significato. Nel nome della libertà oggi abbiamo una perversione della libertà, l’essere umano in ultima istanza deve liberarsi da se stesso in quanto essere umano. Una mutazione permanente, pronti per la riproduzione artificiale, per i microchip sottopelle, per il cibo sintetico, per sieri genici a mRNA, per il laboratorio mondo. Soltanto un’esistenza sradicata – consumata e consumabile – priva di significato può accettare l’invivibilità e l’ineluttabilità del mondo macchina. Questa razionalità, così indiscutibile, arriva a manipolare la natura, ma lo sviluppo delle tecno-scienze non irrompe solo nella natura intesa come qualcosa che è a noi esterno, attacca anche l’umano in quanto elemento che di questa natura fa parte. La “rottura radicale con il cosmo” – per usare le parole di Charbonneau – dell’operaio e del cittadino sarebbe diventata la caratteristica dell’umanità.
Silvia Guerini, Resistenze al nanomondo

Radicalismo organico: sfidare il sistema fino al midollo
Il soffocamento di una vera opposizione politica alla tirannia globalista e alla sua agenda transumanista è possibile solo perché la base filosofica di ogni resistenza significativa è stata deliberatamente distrutta. L’obiettivo del radicalismo organico è quello di ricostruire una visione del mondo le cui radici si trovano al di là dei ristretti presupposti della modernità e di attingere a un’antica saggezza olistica per sfidare il sistema fino al midollo.
Paul Cudenec, www.paulcudenec.substack.com, www.winteroak.org.uk

20.00 cena

DOMENICA

8.00 colazione

9.00 – 12.30

Quali possibilità per continuare la Resistenza?
Come ogni anno in conclusione di queste tre giornate ci prenderemo del tempo per riflettere insieme sui percorsi di opposizione attualmente in atto e dove invece questi tardano a svilupparsi. Faremo queste riflessioni a partire dalle esperienze dei partecipanti andando anche verso le proposte che provino a dare concretezza alle riflessioni fatte nel corso di questo ultimo anno. Uno sguardo particolare verso i nuovi OGM – TEA che hanno iniziato a colonizzare le campagne per costruire insieme una mobilitazione e ai comitati locali contro l’installazione di nuove antenne e la rete 5G.
Ridiamo profondità, impegno, continuità, mettendoci in gioco in prima persona. Se non siamo disposti a questo come possiamo pensare di costruire una Resistenza?

13.00 pranzo

Il luogo dove si svolgerà l’incontro, Altradimora, (https://altradimora.eu/), strada Caranzano 72, Acqui Terme (AL), è una casa con dei posti letto e la possibilità di mettere delle tende nel prato davanti casa.
Il costo per partecipare alle tre giornate – venerdì, sabato e domenica – è 100 euro, per venerdì e sabato 80 euro, per sabato e domenica 60 euro, per domenica 20 euro.
È necessario PRENOTARE con anticipo la propria presenza per la partecipazione alle giornate. I posti letto sono limitati.
Se possibile è gradito un pagamento anticipato per aiutarci a far fronte alle spese organizzative.
Postepay Evolution
IBAN: IT73L3608105138236370036378
Intestata a Silvia Guerini Specificare la causale.

Porta sacco lenzuolo e asciugamani.
Daremo colazioni, pranzi e cene per tutte le giornate con alimenti biologici, vegani e da produttori locali. Prevista opzione senza glutine. Comunicateci eventuali intolleranze o altre necessità.

Lo spazio sarà libero da wi-fi (ad eccezione dei momenti con gli interventi da remoto) e chiederemo di spegnere i telefoni durante i dibattiti per tutelare le persone elettrosensibili (e tutte/i noi).
Per tutte le tre giornate esposizione delle opere di Cristiana Pivetti, banchetti con giornali, libri e materiale informativo. Porta il tuo materiale.

Aiutaci ad organizzare l’incontro al meglio, diffondendo il più possibile il programma.

Come arrivare:
In auto: Da Genova con l’autostrada per Alessandria si esce a Ovada, si procede verso Acqui Terme e poi si prende per Rivalta Bormida. Passati i paesi di Trisobbio e Rivalta Bormida al bivio per Cassine si prosegue per due chilometri e poi si trova l’indicazione per Caranzano. Da Milano si esce ad Alessandria sud e si seguono le indicazioni per Acqui e Cassine, dopo Cassine c’è il bivio per Caranzano. Da Torino stessa strada.
In treno: Treno per Acqui Terme, vi veniamo a prendere alla stazione, si prega di contattarci sulla email per accordarci con largo anticipo e di arrivare non durante gli orari degli interventi.


Per informazioni, prenotazioni e contatti:
www.resistenzealnanomondo.org, info@resistenzealnanomondo.org
www.facebook.com/3giornatecontroletecnoscienze/

Programma in pdf: