Solidarietà a Bagder

Bristol Mast Fire

Nell’ultimo decennio hanno avuto luogo quattordici incendi dolosi contro telecomunicazioni e antenne di telefonia mobile nell’area di Bristol e Bath.

Questa mappa immaginaria è un tentativo di mostrare un abbozzo di come questi attacchi sono stati diffusi su una vasta area.

La Terra viene rapidamente distrutta da una matrice di avidità, consumismo, tecnologia e sfruttamento industriale che ha avvelenato l’aria, i fiumi e la terra, danneggiato tutti gli esseri viventi e fatto estinguere milioni di specie.

Questi attacchi hanno causato perdite sostanziali per le società capitaliste e mostrano che il sistema può essere sabotato attraverso l’organizzazione e l’azione diretta. Un modo per colpire il sistema è il sabotaggio economico e strategico su tutti i fronti.

Il costo del danno non può mai eguagliare i profitti che il sistema ricava dalle nostre vite quotidiane e il danno che ha arrecato alla Terra.

Nonostante anni di repressione della polizia contro il movimento anarchico, nessuno è stato accusato di incendi, ma i poliziotti hanno accusato un compagno fuggitivo anarchico “Badger” per il coinvolgimento in uno sciopero incendiario nel 2013 che ha portato fuori uso le comunicazioni radio della polizia, servizi Vodafone e TV e copertura digitale a 80.000 case e aziende.
L’azione è stata rivendicata dal FAI / ELF – Horizons of Burning Rage .
La polizia accusa anche Badger di aver distrutto le finestre dello straccio di destra “Bristol Post” durante i disordini del 2011. Innocenti o colpevoli sono irrilevanti per la nostra solidarietà.

Rimani libero Badger – Lunga vita all’anarchia!

Solidarietà internazionale a Badger

Libertà per TUTTI – Distruggi la civiltà

Link pdf: https://325.nostate.net/wp-content/uploads/2020/02/14-soli.pdf

Info da: https://325.nostate.net/

Francia – Conferenze-dibattiti: contro l’eugenetica tecnologica

Conferenze-dibattiti: contro l’eugenetica tecnologica

Tre dibattiti con Pièces et main d’œuvre

  • Venerdì 7 febbraio 2020 alle 20:00, presso il Centro A. Durruti a Montpellier (6 rue Henri René)
  • Sabato 8 febbraio alle 17.30 presso la Cimade de Béziers (14 rue de la Rotonde)
  • Venerdì 14 febbraio 2020 alle 20:00 a Bordeaux, a Samovar (18 rue Camille-Sauvageau)

Riproduzione artificiale, manipolazione genetica
Contro l’eugenetica tecnologica

Nel novembre 2018, il ricercatore cinese He Jiankui ha annunciato di aver prodotto due bambini geneticamente modificati. In Russia, il suo collega Denis Rebrikov è in attesa di autorizzazione da parte del Ministero della Salute per imitarlo. (Cfr. Le Monde , 8 gennaio 2020) In tutto il mondo, i laboratori genetici lavorano più o meno discretamente, con l’avvento del superuomo geneticamente modificato; in attesa dell’ennesima legge della “bioetica” per “inquadrare”, vale a dire legalizzare il fatto compiuto. Anche Le Monde diplomatiquedel gennaio 2020 è costretto ad allertare i suoi lettori in una pagina dedicata ai “ricchi geneticamente modificati”, sull’emergere di una disparità tra i “ricchi”, dotata di un genoma sano (anche “migliorato”), e “gruppi regionali, culturali e socio-economici – generalmente i più fragili. La soluzione per i tecno-progressisti nel mondo diplomatico risiede ovviamente nell’assunzione da parte delle assicurazioni sociali della riproduzione artificiale dell’essere umano (test e fecondazione in vitro): vale a dire l’eugenetica per tutti .

Chi dice prodotto, dice controllo qualità, miglioramento del prodotto e dei processi produttivi. Diagnosi pre-impianto, smistamento di gameti ed embrioni, sequenziamento genetico ad alto rendimento, quindi produzione di gameti artificiali ed embrioni geneticamente modificati: tutte queste innovazioni sono incluse nella legge “bioetica” in esame. Per sostituire la possibilità di generazione con la scelta delle caratteristiche dell’individuo a venire, tale è il progetto del transumanesimo che lo ha reso uno slogan – Dalla possibilità alla scelta – e l’eugenetica, il suo vero nome.

Pertanto, il “darwinismo sociale” denunciato in passato dalla sinistra in nome dell’uguaglianza, viene aggiornato grazie al “darwinismo tecnologico” che rivendica in nome della falsa uguaglianza. Come stabilito dallo storico André Pichot (Cfr . Società pura. Da Darwin a Hitler. Flammarion, 2000), lontano dall’eugenetica che minaccia le tecnologie con le sue “derive” fatali, è al contrario il motivo e il motore . È l’eugenetica, un razzismo derivante dai laboratori, che dà origine alla ricerca in genetica e “procreazione” al fine di realizzare i suoi progetti di “razza pura” e “superiore”.

Questo crimine contro l’umanità, che i suoi promotori mascherano in pseudo-egualitarismo ed emancipazione, si realizza attraverso la sua artificializzazione e la produzione di bambini in laboratorio. Ma il riscatto dell’emancipazione dei vivi e dei vincoli naturali è la sottomissione ai vincoli tecnici del mondo delle macchine e al potere dei macchinisti.

Chi vuole difendere la specie umana deve rifiutare l’appropriazione da parte di esperti biocrati del diritto naturale alla riproduzione sessuale, libero e gratuito, nonché della selezione e della modificazione genetica dell’uomo.

Questo è ciò che sarà discusso nel dibattito successivo alla presentazione.

Link in francese: http://www.piecesetmaindoeuvre.com/spip.php?page=resume&id_article=1247

Francia – Sabotaggio di un traliccio

Da qualche parte in Francia: RTE vattene – Sabotiamo il loro saccheggio, a sostegno dell’Amassada (gennaio 2020)

Comunicato a sostegno dell’Amassada – da qualche parte in Francia.

Bene, non vi faremo l’ennesimo comunicato stampa per dirvi quanto sia marcio il mondo in cui viviamo. E’ disgustoso. Da vomitare.
Da qui abbiamo cercato di immaginare mondi dove tutto sarebbe al contrario. Dove avremmo smesso di spendere quantità folli di energia per fabbicare inutili oggetti di consumo.
I clown popolerebbero il pianeta, il lavoro sarebbe volontario e l’anarchia trionferebbe.
«Frontiera» sarebbe una parola bandita dal vocabolario. La Natura non sarebbe più una risorsa di cui vogliamo massimizzare lo sfruttamento economico, ma qualcosa da rispettare in quanto tale, da preservare per continuare a viverci. «Equità» non sarebbe più una semplice parola, starebbe accanto a «libertà» nei nostri cuori e nei nostri gesti.
Potremmo anche aggiungerci «adelphità».
Ma ci sono molti muri da attraversare (o demolire) prima delle feste e degli arcobaleni.

Lo Stato autoritario e liberticida, alleato di un capitalismo ridipinto di verde, che inquina e sfrutta allegramente, come al solito, deve essere distrutto. Nessuna riforma sarà in grado di superarlo.
Bollettino di voto, protesta o sega? Non crediamo più in questa «democrazia», che è bloccata dal lobbismo e dai mass media. Tra l’altro, nessuno ci crede più. Quindi scegliamo la sega.
L’azione diretta.
L’azione diretta per vedere gruppi di sabotatori/ici emergere ovunque; autonomi e liberi. Vedere ovunque tralicci che cadono, fabbriche socialmente mortali chiuse, massacri ambientali denunciati, comissariati bruciati.
Essere ovunque. Essere vive, furtive. Agire e scomparire. Nascondersi. Essere inafferrabili.
Sabotare tutto ciò che cade tra le nostre mani guantate.

Mm-hmm. Una notte di luna piena, le nostre mani hanno preso le seghe. Abbiamo tagliato i piedi di un traliccio di una linea elettrica ad alta tensione.
E forse – se le dee della vita e dell’amore lo vorrano, acabelluia – uno di questi giorni si schianterà a terra.

L’energia è la spina dorsale della loro guerra.
I grattacieli della Défense [quartiere degli affari di Parigi; NdAtt.] esistono grazie al nucleare.
I tralicci trasportano il loro potere autoritario. Facciamoli cadere.
I danni aumentano, le aziende private soffriranno nei loro profitti, lo Stato ha paura.

All’abbordaggio
RTE vattene

Nota d’Attaque: l’Amassada era un terreno occupata nell’Aveyron (sud della Francia), per impedire a RTE, filiale di EDF che gestisce la rete di trasporto di elettricità ad alta tensione, di costruire un grande trasformatore, parte di una rete internazionale per trasportare dell’energia elettrica ad altissima tensione attraverso tutta l’Europa ed il Maghreb.

[Traduzione: bureburebure.info (leggermente rimaneggiata); tratto da attaque.noblogs.org].

Info da: https://insuscettibilediravvedimento.noblogs.org/

Ucraina – Attacco incendiario in difesa delle foreste

Novosilki, Ucraina: Attacco incendiario contro un macchinario di Atlant, impresa che distrugge le foreste (26/01/2020)

Nella notte del 26 gennaio è stato incendiato l’escavatore dell’impresa di costruzioni “Atlant” posto nel villaggio di Novosilki, nella regione di Kiev. Questa impresa aveva tagliato gli alberi nel sito naturale di Teremki. Questo fatto è stato riportato dagli attivisti civili e dai media locali.

Il gruppo di difensori della Natura dichiara:

Avete abbattuto alberi per il vostro progetto immobiliare e devastato parte del parco nazionale Holosiyv. Distruggeremo la vostra proprietà e anche quella di altre aziende come voi. Questo perché si capisce solo il linguaggio della forza e del fuoco. Così voi, e la feccia come voi, sentirete questa voce.

Gente, distruggete con le vostre forze tutte le minacce alla Natura.
Brucia, colpisci, schiaccia!
Combatti e vinci!

La Nuova Gioventù

Info da: https://insuscettibilediravvedimento.noblogs.org/

Francia – Attacco incendiario contro Enedis

Seyssinet-Pariset (Isère), Francia: «Odio e dieci morsi di fuoco al macchinario blu». Attacco incendiario contro Enedis (13/01/2020)

Odio e dieci* ragioni per prendersela con una azienda che promuove e propaga l’elettricità e il disastro.

Per gli anarchici e gli altri antiautoritri fissati col fatto di scrivere oppure no dei comunicati. O dal fatto che gli attacchi possano essere «riappropriabili» da parte del loro «soggetto rivoluzionario» preferito. Lasciamo trovare le loro ragioni alle persone che lo desiderano. Per potersi immaginare come «gli autori» di questo attacco.

Quello che possiamo dire è che ci piace giocare. Giocare con il fuoco. Giocare un po’ con la vita, pure. Una vita che non tiene che a tutti quei fili elettrici. Fili che ci piacerebbe tagliare ovunque possibile. Per non finire con un fusibile che ci salta per davvero, nella testa.

In ogni caso, piaccia oppure no a quel fondo di pattumiera schifoso che è Eric Vaillant (si veda quello che ha detto questo attuale procuratore di Grenoble sul comunicato dell’incendio di France Bleu Isère**). Questo testo è davvero la «rivendicazione» dell’attacco ai «veicoli» della Enedis. Che è avvenuto nella notte fra il 12 e il 13 gennaio 2020 a Seyssinet-Pariset (vicino a Grenoble).

Se scriviamo «veicoli» è per fare un occhiolino complice agli “Energumeni super furiosi“. Che hanno incendiato quelli della EDF.

L’ondata di perquisizioni che si è abbattuta a fine novembre 2019 su Grenoble, Fontaine e sulla ZAD di Roybon ci ha schifati. Senza stupirci, però. Perché gli alti papaveri della repressione sono stati lasciati talmente indietro, dopo i primi attacchi, nel 2017 (si veda l’atto di perquisizione, disponibile su internet). A tal punto che si è sparso molto fumo sull’«agglomerazione di Grenoble», prima di questo incendio.

Che gli attacchi continuino a propagarsi. Contro tutto quello che pretende portarci sempre maggior comodità materiali e maggior libertà. Creando, di fatto, sempre più costrizioni alla vita e sempre più  morbosità.

Dei fuori di testa che tengono testa


Note del traduttore:

* Nella notte fra il 12 e il 13 gennaio, a Seyssinet-Pariset, vicino a Grenoble, un incendio in un deposito di Enedis, la filiale di Electricité de France che è proprietaria e gestisce la reta di distribuzione elettrica, ha distrutto una dozzina di veicoli e alcuni gruppi elettrogeni. In francese, le parole accostate «Haine et dix…» si pronunciano come… Enedis.

** All’epoca, il procuratore, davanti ad una rivedicazione chiara, si era mostrato «prudente», dicendo che non si trattava di una rivendicazione.

[Traduzione ricevuta via e-mail e leggermente corretta. Tratta dalla rivendicazione pubblicata in attaque.noblogs.org].

Info da: https://insuscettibilediravvedimento.noblogs.org/

Against eugenics and anthropocide. AN APPEAL TO ABOLISH ANY ARTIFICIAL REPRODUCTION OF THE HUMAN BEING

Against eugenics and anthropocide

AN APPEAL TO ABOLISH ANY1 ARTIFICIAL REPRODUCTION OF THE HUMAN BEING

A crime against humanity is taking place before our eyes.

This crime, born in the brains of biologists2 and committed through the means of medicine and genetics, presents itself outwardly as a good deed and an emancipation for mankind.
A good deed for victims of sterility (organic or due to the chemical and industrial poisoning of the environment), for single women and couples of the same sex who are naturally infertile.
Emancipation from the living – spontaneous, autonomous and unpredictable – from the constraints of nature from which derives birth with all its uncertainties.

This crime is eugenics (at first called viriculture or aristogenics), the artificial selection of the human species, renamed this way in 1883 by Galton, a cousin of Darwin and also co-inventor of biometrics together with Karl Pearson (1857-1936). Or again race hygiene (Rassenhgyiene) in 1904, by Alfred Ploetz and Ernst Rüdin, two Nazi doctors.
A crime supported and spread by countless scientists, businessmen (Henry Ford, John D. Rockefeller), thinkers (Renan, Teilhard de Chardin), political leaders (Trotsky, Churchill, Hitler). It was again renamed transhumanism in 1957 by Julian Huxley – Aldous Huxley’s brother (Brave New World), biologist and director of UNESCO – after the Nazis had revealed the true nature of eugenics. The creation in a laboratory of an Übermensch, a “master race” of “enhanced” supermen.
Machination of the human (artificial production, genetic modifications), this is the means employed by eugenic transhumanism. That is, by this racism coming from laboratories, which its promoters disguise today as pseudo-egalitarianism3.

Eugenics is not something which threatens to contaminate reproductive technologies; on the contrary, it is their very motor and driving force. It is eugenics which has activated research on genetics and “procreation sciences” in order to fulfil its projects of a “pure” and “superior” race.

This “transhumanist” race hygiene is no longer limited to state policies as in the 20th century and still today in China and Singapore; rather, it is now a “reverse” technocratic chain (Galbraith) which has put State and Capital at the service of its will to power, in order to impose its products on the masses of consumers. “Individual” choices are modelled upstream through “creative destruction” (Schumpeter) of the conditions of natural reproduction – free, unpaid for and sexual -, through marketing, advertising, the dominant ideology, ostentatious consumption, imitation and mimetic rivalry.
Watch these crowds of zombies following techno-parades, liberal-libertarian, or libertine, shouting their “desire for a child”, “a child if I want, when I want, the way I want!”. At the same time, a child like I want and conceived the way I want. Mass delusions. The price of emancipation from the living and its natural constraints is submission to the technical constraints of the machine world, and to the power of the machinists. Biocrats, experts and specialists.

This means that no increase in productivity nor in production will ever fulfil the “needs/desires” of a captive practice on which the biocrats will ceaselessly impose new products (new desires, new “needs”, new standards), improved, “enhanced” thanks to advance in knowledge and technological spin.

The “right to desire a child” (alias, “right to a child”) of sterile people – natural or accidental – is the pretext today for expropriating the fertile of their natural right to natural, free and unpaid reproduction.
for appropriation and destruction of these rights by the biocrats (doctors, geneticists, laboratories).
– for generalising artificial reproduction, submitted to the plans and procedures of eugenic and transhumanist scientists and made the new norm. Among couples who today give in to the mode of reproduction in the laboratory, 15% are not affected by any declared pathology.
– for restoring “racial hygiene” with the advent of an “enhanced”, machined superman, and the elimination of the ordinary subhuman, forced to buy or to make GMCs, Genetically Modified Children, to survive the competition of the fittest and of “intelligent machines”.
Social Darwinism”, once denounced by the left in the name of equality, has taken on a modern dress thanks to “technological Darwinism”, which it claims in the name of a false equality.

The production of the first artefact-child, Louise Brown, on July 25, 1978, in the hospital of Oldham in the UK, split our natural and social history in two.
Just as scientific progress opened the road to artificial reproduction of the human since 1990, thanks to genetic triage (alias PGD or pre-implementation genetic diagnostics), it has involved the elimination of a growing number of anomalies and undesirable embryos. For example, albinism, one of the “246 different genetic illnesses” detected before in utero implanting of bearer embryos4. This means the improvement of the product offered to “parental projects” and “intending parents”. An “enhancement” which can only accelerate the speed of innovation and of future “progresses in knowledge”.

The fallacious distinction between “negative” and “positive” eugenics can only deceive those who want to be misled. While amniocentesis (1950) and echography (1958) have permitted the abortion of a great many people affected by Down syndrome in the West and of females in the East, gamete banks already sell to “intending parents” the positive selection of certain features, in order to obtain children who conform to the “parents’ projects”. Sex, colour of eyes, hair, skin, and supposed “genes of intelligence”. Whether through purchase of gametes of Nobel Prize winners or other geniuses, as in the USA; or by incentives to couples having higher educational degrees, as in Singapore; or by genome sequencing of individuals with a higher IQ, as in China, in view of creating a population of Super-Chinese.
Summing up, to quote Dr Laurent Alexandre, a modern fan of racial hygiene: “Brain enhancement can be got by two ways only: genetic selection and manipulation of embryos, or electronic action on our brain5
Crisp-Cas9 “scissors” (2012) have already been used to compose genetically modified children, as in China (2018) and in laboratories all over the world. Meanwhile, we wait for the fabrication of artificial gametes starting from source cells, serial production of embryos and their selection using the algorithms of genetic big data, as well as the development of the artificial uterus to achieve machination of reproduction.

To put it clearly, an anthropocidal movement, issued from the laboratories, which brings together scientists as well as political leaders, as much of the left as of the right, communists as well as fascists; Jews as well as Christians, believers as well as atheists, have undertaken the elimination and replacement of our natural common species by an artificial, superior species.
This movement, in its first wave, took the shape of eugenic laws in countries of Protestant culture, from Indiana (1907) to Canton of Vaud (1985), passing through some thirty states of the USA, Switzerland, Denmark, Norway, Germany, Finland, Sweden, Estonia.
Temporarily beaten in 1945, after the extermination of 250.000 physically or mentally disabled in the Nazi slaughterhouses and the establishment of Lebensborn (fountains of life), SS breeding farms for the “master race”, this movement did not receive at Nuremberg trials the qualification of “genocide” and “crime against humanity”, which at least would have given the facts a name. The victims did not fall within the legal definitions (“persecutions for political, racial or religious reasons…”, “national, ethnic, racial or religious group as such…”). They had no associations of defenders. And then, it would have been necessary to judge far too many respectable politicians and scientists, belonging to the victorious nations, whose example the Nazis had simply followed, applying their lesson with radical and disciplined ingenuity.
It is significant that doctors, educated and progressive university graduates, were the most Nazified corporation, with 50% NSDAP membership, far from the populist cliché of the brute, the unemployed and the deviant scoundrel.

The establishment, in 1978, of artificial reproduction for sterile heterosexual couples, its tacit extension first to fertile couples and then, today in France, with the third edition of the bioethics law, to lesbian couples and single women (as we look forward to seeing male couples and single men), stems from a biological (necrotechnological) aggression against our common humanity.
Behind the good feelings and theatrical indignation, the tearful and syrupy grimaces, the overflowing aggressiveness and the blackmail of the claims to “equality”; behind the tactical manipulation of the “desire for a child” and of the associations of sterile people (natural or accidental) by transhumanists, fellow travellers of the androphobic and neo-sexist movements (queer, LGBT & Co.); it is the same strategic project which has been going on for more than a century. A project where theorists and practitioners openly state their final goal in their writings and demonstrations. Not only to eliminate males from reproduction, but females as well along with all sexual reproduction, replacing them with the superior race of Genetically Modified Inhumans.

Their final goal is the destruction of our reproductive rights, our sterilization, forced or agreed, and our disappearance as ordinary human beings, capable of natural, free and sex-based reproduction. Just as everywhere else in the world, from Germany to China, from Sweden to the USA, from India to Peru, millions of sub-humans, of superfluous and undesirable individuals, physical or mental invalids, poor, alcoholics, deviants and members of “lower” ethnic groups were sterilized. And if we object to sterilization and our own disappearance, the superior Inhumans will know how to implement programmes of compassionate euthanasia, like the Aktion T4 carried out between 1939 and 1941 in Germany. If only to ensure space and vital resources (Lebensraum) on an over-populated earth, ravaged by two centuries of industrial pillage. The advent of a superior race, in itself, implies the disappearance of the inferior race.

We are therefore in a state of legitimate self-defence. Called upon to act or disappear. We, ordinary human beings, political animals and the chimpanzees of the future6.

We know that no promise, no wall of paper, “charter of good conduct”, ethical rule, national or international law, will stop this permanent action of force based on the will to power, transgression, violence of fait accompli and technical-scientific racing. Whatever one scientist, laboratory, business, country, forbids itself, another will do.

We know that transhumanism is the ideology of the ruling technocracy and of “converging technologies” (NBIC, nanotechnology, biotechnology, information technology and cognitive science); to remain free and human, it will be necessary to close most of nano-bio-neuro-cyber-technology laboratories in the world.

However, we proclaim that the “right to desire a child” by individuals struck by accidental sterility (heterosexual) or refractory to any sexual relations with members of the other sex, cannot prevail over the right of the immense majority of human beings, or over the right of the species itself, to preserve and perpetuate itself, as it has done over its whole evolution, for millions of years, and as our hominid and mammal ancestors did before us.

In order to fight the threat facing us, we demand – unlike the millions of victims from the 1930s to the present:
– That a name be given to the massive aggression launched against us, ordinary human beings, and against our faculties of natural, free and sex-based reproduction.
– That national and international institutions qualify as “crimes against the species” any form of artificial reproduction of the human being, any genetic selection and modification of the human being.
– We demand the end of payment for child production by the social security and the closure of all gamete banks, public or private. Social security money must help those of the people who are truly ill, and not satisfy the selfish and narcissist desires of the voluntarily or involuntarily sterile.
– We call on all fertile people to reject such massive and revolting propaganda, and to refuse any gift or sale of gametes, ova or spermatozoa to laboratories. And to dissuade their relatives, acquaintances and anyone else, from taking part in such processes.

Alert human beings!
Let us fight anthropocide!
Let us clean the laboratories of the “superior race”!


Les Amis de Bartleby (Bordeaux), les Chimpanzés gascons (Gascogne),
Hors-Sol (Lille), Lieux communs (Paris), Pièces et main d’œuvre (Grenoble),
Resistenze al Nanomondo (Italy)

October 2019

https://lesamisdebartleby.wordpress.com
http://hors-sol.herbesfolles.org
https://collectiflieuxcommuns.fr
http://www.piecesetmaindoeuvre.com/
www.resistenzealnanomondo.org


1 IVF -in vitro fertilization, pre-implantation diagnosis, GPA (surrogacy), genetic modifications, artificial gametes and uterus, cloning, etc.
2 Thomas Huxley (1825-1895), August Weismann (1834-1914), Ernst Haeckel (1834-1919), Alfred Ploetz (1860 – 1940), Charles Davenport (1866-1944), Ernst Rüdin (1874-1952), Julian Huxley (1887-1975), Hermann Muller (1890-1967), Ronald Fisher (1890-1962), J.B.S Haldane (1892 -1964), Tage Kemp (1896-1967), Otmar von Verschuer (1896-1969), James Watson (1928…), Miroslav Radman (1944-…), Daniel Cohen (1951-…), Laurent Alexandre (1960 -…) etc.
3 Cf. André Pichot, La Société pure. De Darwin à Hitler, Ed. Flammarion, 2000.
4 Cf. 2016 Report of Agence française de biomédecine.
5 Causeur n°71, septembre 2019.
6 According to cybernetician Kevin Warwick: “Anyone who decides to remain human and refuses to improve will have a serious handicap. They will form a subspecies and form the chimpanzees of the future” See the Manifesto des Chimpanzés du futur contre le transhumanisme, Pièces et main d’œuvre, (Service compris, 2017).

In Italian: https://www.resistenzealnanomondo.org/italia-mondo/senza-categoria/contro-leugenetica-e-lantropocidio-appello-per-labolizione-di-ogni-riproduzione-artificiale-dellumano/
In French: http://www.piecesetmaindoeuvre.com/spip.php?page=resume&id_article=1200

We thank Cristiana Pivetti for the drawings

Une LGB Alliance face au féminisme postmoderne

Une LGB Alliance face au féminisme postmoderne

http://hors-sol.herbesfolles.org/2019/12/12/une-lgb-alliance-face-au-feminisme-postmoderne/

Voici l’une des réactions au texte « Du coup » que nous avons publié récemment ici. Passons sur le jargon parfois ésotérique, ce texte témoigne de l’exaspération envers les mouvements postmodernes, en l’occurrence ici les cliques pseudo-féministes qualifiés de queer et genderfluid. C’est-à-dire ceux pour qui « la nature n’existe pas », le corps n’étant qu’une « fiction », tout ne serait que « construction culturelle », sexe compris. Ce texte émane d’Olivia Kunciki, membre d’un groupe de lesbiennes ayant eu maille à partir avec les pseudo « féministes », notamment à Toulouse et Paris, lors des dernières manifs contre les féminicides. Elles avaient le tort, aux yeux de leurs agresseurs, de dénoncer la location d’utérus (Gestation pour autrui ou GPA) et la prostitution comme autant de « violences faites aux femmes ». On peut parler aussi d’un rapport d’exploitation du corps des femmes. Et voilà pourquoi il faut mettre des guillemets quand on parle de ces « féministes » postmodernes. Ou mieux encore, les qualifier de « néo-sexistes ».

Tant qu’on y est, connaissez-vous John Money ? Ce psychologue néo-zélandais est resté célèbre pour avoir inventé le concept de « genre » en 1955. Concept ensuite repris et radicalisé par Judith Butler, Anne Fausto-Sterling, Eric Fassin, Beatriz « Paul » Preciado, etc. John Money détestait les « fausses dichotomies » et autres « dualismes » (homme/femme, valide/invalide, etc). D’après lui, tout enfant pouvait devenir un homme ou une femme suivant son éducation avant l’âge de trois ans. C’était en somme la reprise littérale et stupide de la célèbre hyperbole de Simone de Beauvoir : « On ne naît pas femme, on le devient. » Money prend pour cobaye le petit David, 19 mois en 1967, dont le pénis a été sectionné lors d’une opération ratée. Money explique aux parents qu’il suffit de l’élever en fille, et tout se passera bien. David se suicide en 2004, à 38 ans, après deux tentatives. Sept ans plus tôt, il témoignait dans Rolling Stone Magazine de sa vie détruite par sa réassignation forcée (opérations et prises d’hormones) : « Je me sentais comme Frankenstein, une création de laboratoire. […] C’était comme un lavage de cerveau. » En 2002, son frère jumeau Brian, devenu schizophrène, mourrait d’une overdose d’alcool et d’antidépresseurs. Leur mère, elle, a raté son suicide. L’hypothèse de Money fut un échec complet, et son entreprise criminelle.

Money était par ailleurs défenseur de la pédophilie et de l’inceste, ces tabous « culturels » ancestraux. Son histoire est à lire dans La Philosophie devenue folle : le genre, l’animal, la mort de Jean-François Braunstein (Grasset, 2019)

En 1965, Money ouvrait sa « Clinique d’identité de genre pour le transsexualisme ». Il eut été irrationnel de ne pas « valoriser » de telles recherches. Comme le dit le texte qui suit, les réassignations de genre ont été multipliées par 44 en moins de dix ans en Angleterre, à la faveur de la multiplication des cliniques, de la commercialisation des bloqueurs de puberté, et du militantisme trans-inclusif. Les opérations pratiquées sur des mineurs ont été multipliées par 26 dans le même temps. Les mouvements genderfluid ne peuvent pas crier à la transphobie du corps médical. Le business ne connaît aucune morale ni aucune « phobie », il ne connaît que le profit. Voyez l’histoire des Pays-Bas (Bleue comme une orange, Tomjo/PMO, 2020). Prostitution, GPA, PMA et euthanasie y ont leurs locaux commerciaux, vitrines et cliniques.

Olivia Kunciki nous apprend qu’une LGB Alliance (qui a donc retiré le « T » de transsexuels) s’est créée en Angleterre pour dénoncer des pratiques médicales de réassignation en voie d’industrialisation, les risques psychologiques et médicaux encourus par des adolescents attirés par la réassignation, et l’idéologie du pseudo-féminisme, ou plutôt de l’anti-féminisme postmoderne, qui nie toute inscription biologique des hommes et des femmes. À la lire, on comprend qu’une réaction similaire apparaisse en France. Elle nous rappelle que le combat pour l’égalité des sexes est d’ordre politique, et non pharmacologique ou chirurgical.

Le texte d’Olivia Kunciki est ici : Toutes ne mourraient pas. Ou encore là, en pdf : Toutes ne mourraient pas

Vogliamo bibliotecari, non macchine!

Vogliamo bibliotecari, non macchine!


Come te, siamo utenti delle biblioteche di Grenoble, così come i nostri familiari e i nostri amici. In questi luoghi ognuno trova il suo posto, il suo reparto, la sua sede. Siamo a nostro agio lì. Conosciamo, o almeno riconosciamo i nostri bibliotecari, c’è sempre un saluto, un sorriso o un piccolo scherzo, ed è bello (anche se non si accorgono mai che noi adulti siamo cresciuti o che abbiamo un bel maglione).

Non molto tempo fa, un giornale di Grenoble ci ha informato dell’imminente arrivo di distributori automatici nelle biblioteche di Grenoble, l’equivalente dei distributori automatici che stanno gradualmente invadendo i negozi. Due sentimenti ci hanno attraversato. Innanzitutto non siamo rimasti sorpresi. Viviamo in un mondo in cui gli scambi con gli esseri umani stanno diventando scarsi nei trasporti, nei negozi, nell’amministrazione, ecc. Non c’era motivo per cui le biblioteche non potessero farne a meno. Poi abbiamo provato rabbia poiché sarà possibile entrare nelle nostre biblioteche senza un singolo scambio con nessuno. Non vogliamo essere flussi di utenti da gestire, razionalizzare quando ciò che ci piace di questi luoghi è la loro convivialità.

Prendere in prestito e restituire i propri documenti presso una bibliotecaria alla sua scrivania creano scambi. È più complicato andare a cercare un professionista nello scaffale, in piena sistemazione o al banco informazioni per discutere. Le macchine di prestito eliminano la spontaneità. A differenza di una cassa automatica, i bibliotecari non sono sempre dello stesso umore. Sono esseri umani. La loro presenza richiede scambi, come minimo, un “ciao”, “per favore”, “grazie”. E spesso si aprono discussioni, chiediamo alla bibliotecaria se ha letto ciò che prendiamo in prestito, cosa pensa, le diciamo bene o male dell’opera appena resa. Quando non è la stessa professionista a raccomandare romanzi, saggi, fumetti o film perché conoscono la loro biblioteca e amano il loro lavoro. Una macchina non ci chiederà mai, se non con un pollice alzato o una faccina sorridente, “Ti è piaciuto?”,” Hai letto l’ultimo …? “. Al massimo, la macchina ci dirà che anche l’utente 010000453678 ha preso in prestito questo mese l’integrale di Mafalda.

Inoltre, i bibliotecari hanno attenzioni per noi utenti-lettori, ricordano le nostre precedenti discussioni, la preoccupazione per l’impianto idraulico, questa brutta influenza, prendono le notizie dei più piccoli. Se per molti sono banalità (detto questo: cerca di avere un idraulico quando è davvero urgente), per gran parte delle persone isolate questo tipo di scambi sono gli unici della giornata. Per loro, l’arrivo delle macchine segna la fine di ogni contatto umano.

Tutte queste relazioni con i nostri bibliotecari sono tenue, personali. Come utenti, sappiamo cosa perderemo quando sostituiremo gli umani con le macchine. Stiamo già vedendo con la chiusura dei contatori nelle stazioni, in posta, al centro per l’impiego, l’impoverimento dei legami sociali. Le relazioni umane sono essenziali, specialmente negli spazi abitativi che sono le biblioteche.

Siamo convinti che tu, gli utenti delle biblioteche, i lettori di questo testo e soprattutto i lettori, possano ritrovarsi in queste esperienze. Per contrastare questo movimento non abbiamo una soluzione chiavi in mano. In caso contrario, fino a quando rimane possibile, bisogna rifiutare di usare queste macchine. E anche facendolo sapere alla gente, parlandone con i nostri bibliotecari e intorno a noi.


Utenti delle biblioteche di Grenoble, gennaio 2020

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Traduzione da principiante, versione originale in francese qui: http://www.piecesetmaindoeuvre.com/spip.php?page=resume&id_article=1237

Pdf del testo tradotto in italiano:

Nuovo numero della rivista “i giorni e le notti”

Uscito il nuovo numero di “i giorni e le notti”, rivista anarchica, numero 10, Novembre 2019, 3 euro

Indice:
Editoriale
Nel tempi di Giano. Riflessioni sul rapporto fra tecnologia, sfruttamento e razzismo
Il computer nella lotta di classe
I rovesci materiali del mondo digitale
Ai cuori ardenti
A cosa ci fa pensare Zlobickij con il suo sacrificio?
Un’ardente chiarezza
Attraverso uno specchio. Riflessioni sull’intelligenza artificiale

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c/o Circolo “Nave dei folli”
Via Santa Maria, 35 38068 Rovereto (TN)
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