Questa tecnologia rappresenta l’apice del controllo dei processi biologici dalla nascita alla morte e della manipolazione degli organismi viventi: sottoposti alla tecnica dell’ingegneria genetica diventano oggetto di sperimentazione per la ricerca scientifica e nuova merce per soddisfare gli interessi delle multinazionali dell’agri-business e chimico-farmaceutiche.
Le biotecnologie comprendono una varietà di tecniche: tecnologia del DNA ricombinante, terapie genetiche, che implicano la manipolazione di organismi viventi (compresi colture di cellule e tessuti) fino alla loro clonazione. I ricercatori nei loro laboratori ingegnerizzano dai microorganismi, alle piante, animali fino a mappare geneticamente interi ecosistemi grazie anche alle sempre più potenti tecnologie informatiche.
Dalla pannocchia di mais fino alla linea germinale umana, niente sfugge dall’assalto al vivente dell’ingegneria genetica. Questa porta una distruzione irreversibile della biodiversità, di antichi saperi e un immenso potere sul controllo delle sementi e della produzione alimentare mondiale. Le monocolture ogm e la selezione genetica vengono imposte prima nei campi e negli screening genetici, per poi diventare l’unico modello di esistenza possibile.

Francia – Conferenze-dibattiti: contro l’eugenetica tecnologica

Conferenze-dibattiti: contro l’eugenetica tecnologica

Tre dibattiti con Pièces et main d’œuvre

  • Venerdì 7 febbraio 2020 alle 20:00, presso il Centro A. Durruti a Montpellier (6 rue Henri René)
  • Sabato 8 febbraio alle 17.30 presso la Cimade de Béziers (14 rue de la Rotonde)
  • Venerdì 14 febbraio 2020 alle 20:00 a Bordeaux, a Samovar (18 rue Camille-Sauvageau)

Riproduzione artificiale, manipolazione genetica
Contro l’eugenetica tecnologica

Nel novembre 2018, il ricercatore cinese He Jiankui ha annunciato di aver prodotto due bambini geneticamente modificati. In Russia, il suo collega Denis Rebrikov è in attesa di autorizzazione da parte del Ministero della Salute per imitarlo. (Cfr. Le Monde , 8 gennaio 2020) In tutto il mondo, i laboratori genetici lavorano più o meno discretamente, con l’avvento del superuomo geneticamente modificato; in attesa dell’ennesima legge della “bioetica” per “inquadrare”, vale a dire legalizzare il fatto compiuto. Anche Le Monde diplomatiquedel gennaio 2020 è costretto ad allertare i suoi lettori in una pagina dedicata ai “ricchi geneticamente modificati”, sull’emergere di una disparità tra i “ricchi”, dotata di un genoma sano (anche “migliorato”), e “gruppi regionali, culturali e socio-economici – generalmente i più fragili. La soluzione per i tecno-progressisti nel mondo diplomatico risiede ovviamente nell’assunzione da parte delle assicurazioni sociali della riproduzione artificiale dell’essere umano (test e fecondazione in vitro): vale a dire l’eugenetica per tutti .

Chi dice prodotto, dice controllo qualità, miglioramento del prodotto e dei processi produttivi. Diagnosi pre-impianto, smistamento di gameti ed embrioni, sequenziamento genetico ad alto rendimento, quindi produzione di gameti artificiali ed embrioni geneticamente modificati: tutte queste innovazioni sono incluse nella legge “bioetica” in esame. Per sostituire la possibilità di generazione con la scelta delle caratteristiche dell’individuo a venire, tale è il progetto del transumanesimo che lo ha reso uno slogan – Dalla possibilità alla scelta – e l’eugenetica, il suo vero nome.

Pertanto, il “darwinismo sociale” denunciato in passato dalla sinistra in nome dell’uguaglianza, viene aggiornato grazie al “darwinismo tecnologico” che rivendica in nome della falsa uguaglianza. Come stabilito dallo storico André Pichot (Cfr . Società pura. Da Darwin a Hitler. Flammarion, 2000), lontano dall’eugenetica che minaccia le tecnologie con le sue “derive” fatali, è al contrario il motivo e il motore . È l’eugenetica, un razzismo derivante dai laboratori, che dà origine alla ricerca in genetica e “procreazione” al fine di realizzare i suoi progetti di “razza pura” e “superiore”.

Questo crimine contro l’umanità, che i suoi promotori mascherano in pseudo-egualitarismo ed emancipazione, si realizza attraverso la sua artificializzazione e la produzione di bambini in laboratorio. Ma il riscatto dell’emancipazione dei vivi e dei vincoli naturali è la sottomissione ai vincoli tecnici del mondo delle macchine e al potere dei macchinisti.

Chi vuole difendere la specie umana deve rifiutare l’appropriazione da parte di esperti biocrati del diritto naturale alla riproduzione sessuale, libero e gratuito, nonché della selezione e della modificazione genetica dell’uomo.

Questo è ciò che sarà discusso nel dibattito successivo alla presentazione.

Link in francese: http://www.piecesetmaindoeuvre.com/spip.php?page=resume&id_article=1247

Against eugenics and anthropocide. AN APPEAL TO ABOLISH ANY ARTIFICIAL REPRODUCTION OF THE HUMAN BEING

Against eugenics and anthropocide

AN APPEAL TO ABOLISH ANY1 ARTIFICIAL REPRODUCTION OF THE HUMAN BEING

A crime against humanity is taking place before our eyes.

This crime, born in the brains of biologists2 and committed through the means of medicine and genetics, presents itself outwardly as a good deed and an emancipation for mankind.
A good deed for victims of sterility (organic or due to the chemical and industrial poisoning of the environment), for single women and couples of the same sex who are naturally infertile.
Emancipation from the living – spontaneous, autonomous and unpredictable – from the constraints of nature from which derives birth with all its uncertainties.

This crime is eugenics (at first called viriculture or aristogenics), the artificial selection of the human species, renamed this way in 1883 by Galton, a cousin of Darwin and also co-inventor of biometrics together with Karl Pearson (1857-1936). Or again race hygiene (Rassenhgyiene) in 1904, by Alfred Ploetz and Ernst Rüdin, two Nazi doctors.
A crime supported and spread by countless scientists, businessmen (Henry Ford, John D. Rockefeller), thinkers (Renan, Teilhard de Chardin), political leaders (Trotsky, Churchill, Hitler). It was again renamed transhumanism in 1957 by Julian Huxley – Aldous Huxley’s brother (Brave New World), biologist and director of UNESCO – after the Nazis had revealed the true nature of eugenics. The creation in a laboratory of an Übermensch, a “master race” of “enhanced” supermen.
Machination of the human (artificial production, genetic modifications), this is the means employed by eugenic transhumanism. That is, by this racism coming from laboratories, which its promoters disguise today as pseudo-egalitarianism3.

Eugenics is not something which threatens to contaminate reproductive technologies; on the contrary, it is their very motor and driving force. It is eugenics which has activated research on genetics and “procreation sciences” in order to fulfil its projects of a “pure” and “superior” race.

This “transhumanist” race hygiene is no longer limited to state policies as in the 20th century and still today in China and Singapore; rather, it is now a “reverse” technocratic chain (Galbraith) which has put State and Capital at the service of its will to power, in order to impose its products on the masses of consumers. “Individual” choices are modelled upstream through “creative destruction” (Schumpeter) of the conditions of natural reproduction – free, unpaid for and sexual -, through marketing, advertising, the dominant ideology, ostentatious consumption, imitation and mimetic rivalry.
Watch these crowds of zombies following techno-parades, liberal-libertarian, or libertine, shouting their “desire for a child”, “a child if I want, when I want, the way I want!”. At the same time, a child like I want and conceived the way I want. Mass delusions. The price of emancipation from the living and its natural constraints is submission to the technical constraints of the machine world, and to the power of the machinists. Biocrats, experts and specialists.

This means that no increase in productivity nor in production will ever fulfil the “needs/desires” of a captive practice on which the biocrats will ceaselessly impose new products (new desires, new “needs”, new standards), improved, “enhanced” thanks to advance in knowledge and technological spin.

The “right to desire a child” (alias, “right to a child”) of sterile people – natural or accidental – is the pretext today for expropriating the fertile of their natural right to natural, free and unpaid reproduction.
for appropriation and destruction of these rights by the biocrats (doctors, geneticists, laboratories).
– for generalising artificial reproduction, submitted to the plans and procedures of eugenic and transhumanist scientists and made the new norm. Among couples who today give in to the mode of reproduction in the laboratory, 15% are not affected by any declared pathology.
– for restoring “racial hygiene” with the advent of an “enhanced”, machined superman, and the elimination of the ordinary subhuman, forced to buy or to make GMCs, Genetically Modified Children, to survive the competition of the fittest and of “intelligent machines”.
Social Darwinism”, once denounced by the left in the name of equality, has taken on a modern dress thanks to “technological Darwinism”, which it claims in the name of a false equality.

The production of the first artefact-child, Louise Brown, on July 25, 1978, in the hospital of Oldham in the UK, split our natural and social history in two.
Just as scientific progress opened the road to artificial reproduction of the human since 1990, thanks to genetic triage (alias PGD or pre-implementation genetic diagnostics), it has involved the elimination of a growing number of anomalies and undesirable embryos. For example, albinism, one of the “246 different genetic illnesses” detected before in utero implanting of bearer embryos4. This means the improvement of the product offered to “parental projects” and “intending parents”. An “enhancement” which can only accelerate the speed of innovation and of future “progresses in knowledge”.

The fallacious distinction between “negative” and “positive” eugenics can only deceive those who want to be misled. While amniocentesis (1950) and echography (1958) have permitted the abortion of a great many people affected by Down syndrome in the West and of females in the East, gamete banks already sell to “intending parents” the positive selection of certain features, in order to obtain children who conform to the “parents’ projects”. Sex, colour of eyes, hair, skin, and supposed “genes of intelligence”. Whether through purchase of gametes of Nobel Prize winners or other geniuses, as in the USA; or by incentives to couples having higher educational degrees, as in Singapore; or by genome sequencing of individuals with a higher IQ, as in China, in view of creating a population of Super-Chinese.
Summing up, to quote Dr Laurent Alexandre, a modern fan of racial hygiene: “Brain enhancement can be got by two ways only: genetic selection and manipulation of embryos, or electronic action on our brain5
Crisp-Cas9 “scissors” (2012) have already been used to compose genetically modified children, as in China (2018) and in laboratories all over the world. Meanwhile, we wait for the fabrication of artificial gametes starting from source cells, serial production of embryos and their selection using the algorithms of genetic big data, as well as the development of the artificial uterus to achieve machination of reproduction.

To put it clearly, an anthropocidal movement, issued from the laboratories, which brings together scientists as well as political leaders, as much of the left as of the right, communists as well as fascists; Jews as well as Christians, believers as well as atheists, have undertaken the elimination and replacement of our natural common species by an artificial, superior species.
This movement, in its first wave, took the shape of eugenic laws in countries of Protestant culture, from Indiana (1907) to Canton of Vaud (1985), passing through some thirty states of the USA, Switzerland, Denmark, Norway, Germany, Finland, Sweden, Estonia.
Temporarily beaten in 1945, after the extermination of 250.000 physically or mentally disabled in the Nazi slaughterhouses and the establishment of Lebensborn (fountains of life), SS breeding farms for the “master race”, this movement did not receive at Nuremberg trials the qualification of “genocide” and “crime against humanity”, which at least would have given the facts a name. The victims did not fall within the legal definitions (“persecutions for political, racial or religious reasons…”, “national, ethnic, racial or religious group as such…”). They had no associations of defenders. And then, it would have been necessary to judge far too many respectable politicians and scientists, belonging to the victorious nations, whose example the Nazis had simply followed, applying their lesson with radical and disciplined ingenuity.
It is significant that doctors, educated and progressive university graduates, were the most Nazified corporation, with 50% NSDAP membership, far from the populist cliché of the brute, the unemployed and the deviant scoundrel.

The establishment, in 1978, of artificial reproduction for sterile heterosexual couples, its tacit extension first to fertile couples and then, today in France, with the third edition of the bioethics law, to lesbian couples and single women (as we look forward to seeing male couples and single men), stems from a biological (necrotechnological) aggression against our common humanity.
Behind the good feelings and theatrical indignation, the tearful and syrupy grimaces, the overflowing aggressiveness and the blackmail of the claims to “equality”; behind the tactical manipulation of the “desire for a child” and of the associations of sterile people (natural or accidental) by transhumanists, fellow travellers of the androphobic and neo-sexist movements (queer, LGBT & Co.); it is the same strategic project which has been going on for more than a century. A project where theorists and practitioners openly state their final goal in their writings and demonstrations. Not only to eliminate males from reproduction, but females as well along with all sexual reproduction, replacing them with the superior race of Genetically Modified Inhumans.

Their final goal is the destruction of our reproductive rights, our sterilization, forced or agreed, and our disappearance as ordinary human beings, capable of natural, free and sex-based reproduction. Just as everywhere else in the world, from Germany to China, from Sweden to the USA, from India to Peru, millions of sub-humans, of superfluous and undesirable individuals, physical or mental invalids, poor, alcoholics, deviants and members of “lower” ethnic groups were sterilized. And if we object to sterilization and our own disappearance, the superior Inhumans will know how to implement programmes of compassionate euthanasia, like the Aktion T4 carried out between 1939 and 1941 in Germany. If only to ensure space and vital resources (Lebensraum) on an over-populated earth, ravaged by two centuries of industrial pillage. The advent of a superior race, in itself, implies the disappearance of the inferior race.

We are therefore in a state of legitimate self-defence. Called upon to act or disappear. We, ordinary human beings, political animals and the chimpanzees of the future6.

We know that no promise, no wall of paper, “charter of good conduct”, ethical rule, national or international law, will stop this permanent action of force based on the will to power, transgression, violence of fait accompli and technical-scientific racing. Whatever one scientist, laboratory, business, country, forbids itself, another will do.

We know that transhumanism is the ideology of the ruling technocracy and of “converging technologies” (NBIC, nanotechnology, biotechnology, information technology and cognitive science); to remain free and human, it will be necessary to close most of nano-bio-neuro-cyber-technology laboratories in the world.

However, we proclaim that the “right to desire a child” by individuals struck by accidental sterility (heterosexual) or refractory to any sexual relations with members of the other sex, cannot prevail over the right of the immense majority of human beings, or over the right of the species itself, to preserve and perpetuate itself, as it has done over its whole evolution, for millions of years, and as our hominid and mammal ancestors did before us.

In order to fight the threat facing us, we demand – unlike the millions of victims from the 1930s to the present:
– That a name be given to the massive aggression launched against us, ordinary human beings, and against our faculties of natural, free and sex-based reproduction.
– That national and international institutions qualify as “crimes against the species” any form of artificial reproduction of the human being, any genetic selection and modification of the human being.
– We demand the end of payment for child production by the social security and the closure of all gamete banks, public or private. Social security money must help those of the people who are truly ill, and not satisfy the selfish and narcissist desires of the voluntarily or involuntarily sterile.
– We call on all fertile people to reject such massive and revolting propaganda, and to refuse any gift or sale of gametes, ova or spermatozoa to laboratories. And to dissuade their relatives, acquaintances and anyone else, from taking part in such processes.

Alert human beings!
Let us fight anthropocide!
Let us clean the laboratories of the “superior race”!


Les Amis de Bartleby (Bordeaux), les Chimpanzés gascons (Gascogne),
Hors-Sol (Lille), Lieux communs (Paris), Pièces et main d’œuvre (Grenoble),
Resistenze al Nanomondo (Italy)

October 2019

https://lesamisdebartleby.wordpress.com
http://hors-sol.herbesfolles.org
https://collectiflieuxcommuns.fr
http://www.piecesetmaindoeuvre.com/
www.resistenzealnanomondo.org


1 IVF -in vitro fertilization, pre-implantation diagnosis, GPA (surrogacy), genetic modifications, artificial gametes and uterus, cloning, etc.
2 Thomas Huxley (1825-1895), August Weismann (1834-1914), Ernst Haeckel (1834-1919), Alfred Ploetz (1860 – 1940), Charles Davenport (1866-1944), Ernst Rüdin (1874-1952), Julian Huxley (1887-1975), Hermann Muller (1890-1967), Ronald Fisher (1890-1962), J.B.S Haldane (1892 -1964), Tage Kemp (1896-1967), Otmar von Verschuer (1896-1969), James Watson (1928…), Miroslav Radman (1944-…), Daniel Cohen (1951-…), Laurent Alexandre (1960 -…) etc.
3 Cf. André Pichot, La Société pure. De Darwin à Hitler, Ed. Flammarion, 2000.
4 Cf. 2016 Report of Agence française de biomédecine.
5 Causeur n°71, septembre 2019.
6 According to cybernetician Kevin Warwick: “Anyone who decides to remain human and refuses to improve will have a serious handicap. They will form a subspecies and form the chimpanzees of the future” See the Manifesto des Chimpanzés du futur contre le transhumanisme, Pièces et main d’œuvre, (Service compris, 2017).

In Italian: https://www.resistenzealnanomondo.org/italia-mondo/senza-categoria/contro-leugenetica-e-lantropocidio-appello-per-labolizione-di-ogni-riproduzione-artificiale-dellumano/
In French: http://www.piecesetmaindoeuvre.com/spip.php?page=resume&id_article=1200

We thank Cristiana Pivetti for the drawings

Considerazioni intorno alla nuova legge francese di bioetica. È aperta la strada alla riproduzione artificiale dell’umano. Contro l’eugenetica e l’antropocidio riaffermiamo con forza l’indisponibilità dei corpi e del vivente.

Considerazioni intorno alla nuova legge francese di bioetica1
È aperta la strada alla riproduzione artificiale dell’umano.
Contro l’eugenetica e l’antropocidio riaffermiamo con forza l’indisponibilità dei corpi e del vivente.


«Il “diritto di avere un bambino” delle persone con una sterilità organica o dovuta all’avvelenamento chimico e industriale dell’ambiente, delle donne sole e delle coppie dello stesso sesso serve oggi come pretesto alla generalizzazione della riproduzione artificiale, asservita ai piani e processi degli scienziati eugenisti e transumanisti e diventata la nuova norma».2

Il 21 gennaio 2020 in Francia è stato approvato definitivamente al senato l’Art. 1 del progetto di legge sulla bioetica3 che riguarda le nuove norme per l’accesso alle tecniche di riproduzione artificiale. Tutto il mondo della sinistra, a parte rare eccezioni4 criticate e tacciate di essere omotransfobiche, lesbofobiche, fasciste e reazionarie, ha accolto questa legge con entusiasmo sotto il segno della libertà, ma la “PMA per tutti e tutte” non è un grido di libertà e autodeterminazione, è un futuro a cui potremmo essere tutti e tutte condannate. Siamo di fronte a dei passaggi epocali che vanno compresi nel loro pieno significato e per le loro conseguenze sull’intera umanità.
La retorica dell’uguaglianza per aver esteso le tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) alle coppie di lesbiche e alle donne sole maschera il reale significato di questa legge: la nuova legge apre il diritto alle tecniche di PMA, tra cui la fecondazione in vitro (FIV) con iniezione introcitoplasmatica (ICSI) dello spermatozoo, a tutte le donne aprendo definitivamente alla riproduzione artificiale dell’umano attraverso un processo che inizia con il tubo di plastica dell’inseminazione per terminare con la selezione genetica degli embrioni. “Tutte le donne” significa che qualsiasi coppia eterosessuale, comprese le coppie fertili, può avere libero accesso alle tecniche di riproduzione artificiale.
Il nuovo testo rimuove la condizione di infertilità patologica, leggiamo come è stato formulato il nuovo articolo: «La procreazione medicalmente assistita intende rispondere a un progetto parentale. Qualsiasi coppia composta da un uomo e una donna o due donne o qualsiasi donna non sposata hanno accesso alla procreazione assistita dal punto di vista medico dopo le interviste specifiche dei candidati con i membri del team medico clinico e clinico multidisciplinare […]»5.
Bisogna considerare che siamo in un contesto medicalizzante in cui il tempo di attesa per definire una donna con dei problemi di infertilità è stato ridotto da due anni a sei mesi, un contesto in cui la maternità viene sempre di più rimandata, con donne di 35-37 anni ansiose di non poter più rimanere incinte che dopo sei mesi da protocollo rientrano nel percorso di procreazione medicalmente assistita. Ovviamente la legge francese sottolinea che prima di passare a tecniche più complesse e invasive sarà provata la tecnica base dell’iniezione dello spermatozoo (IAD), ma la tendenza medicalizzante è di passare dopo tre cicli di insuccesso dell’inseminazione artificiale alla FIV con ICSI. Le lesbiche di fatto avrebbero voluto solo accedere alla IAD, senza rendersi conto delle conseguenze della tendenza medicalizzante dell’intero processo che investirà anche loro. Un processo che si estende a tutte le donne, eterosessuali in coppia con un uomo, sole, lesbiche in coppia con una donna, dai 35 anni in su, ma anche più giovani, se non rimangono subito incinte con la tecnica base IAD.

Abbiamo una progressiva estensione della diagnosi pre impianto (DPI), già la precedente legge di bioetica del 2004 aveva esteso l’applicazione della DPI dal rilevamento di una malattia incurabile in un genitore, al rilevamento di una grave malattia ad esordio tardivo in un ascendente diretto e questo rappresentò un grande passo.
La DPI segue perfettamente la logica eugenetica: se guardiamo alle aperture progressive delle leggi nazionali dei diversi Paesi europei si è passati dal divieto alle eccezioni per evitare la trasmissione di malattie genetiche gravi, alle patologie ad insorgenza probabile fino ad arrivare agli inestetismi come lo strabismo.6
L’eugenetica è imprescindibile dalle tecnologie di riproduzione artificiale, ed è sempre stata presente fin dalla loro origine, nel loro sviluppo zootecnico e nel passaggio all’uomo, così come è imprescindibile il progetto transumanista di miglioramento e potenziamento dell’umano. R. Edward, artefice della nascita di Louise Brown, fin dagli anni ’80 afferma che, poiché tecnicamente possibile, è legittimo migliorare geneticamente la specie umana. Nel 2018 il Comitato bioetico britannico, il Nuffield Council on Bioethics, nel documento “Genome editing and human reproduction: social and ethicalissues”7 dichiara che è ammissibile modificare geneticamente il DNA di un embrione (modificazioni genetiche ereditarie) per influenzare le caratteristiche di una persona futura.
Non è un caso che il primo progetto di decodifica del genoma umano venne definito lettura e il secondo riscrittura: l’eugenetica non è una deriva funesta, è il motore e la direzione delle ricerche genetiche.
I test genetici senza scopo medico rimangono per il momento proibiti, anche se alcuni deputati volevano consentirli, ed è solo una questione di tempo. Negli Stati Uniti è già possibile, per una coppia senza problemi di fertilità e di trasmissione di patologie genetiche, andare in una clinica di fecondazione assistita con il solo scopo di effettuare la FIV con la DPI per la selezione degli embrioni, potendo selezionare anche alcune caratteristiche come il sesso e il colore degli occhi.
Anche per la FIV e la DPI, come per tutti gli sviluppi tecno-scientifici, al fine di promuoverle e creare accettazione sociale, si fa leva sui problemi di salute, nello specifico quelli riguardanti le possibili patologie genetiche della futura nata o la fertilità, sempre più in calo anche per i pesticidi, i derivati dalle plastiche, le onde elettromagnetiche. La DPI viene presentata come necessaria per evitare l’insorgenza di malattie gravissime, ma sta in realtà aprendo le porte ad un’eugenetica praticata su larga scala. Da selezione genetica in selezione genetica verso il figlio su misura, il tutto mascherato dalle migliori intenzioni. Dalle coppie con problemi di infertilità alle coppie fertili con problemi di patologie genetiche trasmissibili, passo dopo passo la PMA si estende a tutte e tutti senza alcun limite con la retorica della non discriminazione e il permettere a tutte e tutti di potervi accedere.

Il testo di legge consente inoltre «il concepimento di un embrione con gameti (maschili e femminili) entrambi derivati esclusivamente dalla donazione», consentendo così la doppia donazione di gameti.

Consente la crioconservazione degli ovociti senza motivi medici per specifiche patologie, solo in vista di una successiva PMA. Le donne di età compresa fra i 30 e 37 anni potrebbero così poter far uso prima dei 43 anni dei propri gameti criocongelati.

Per quanto riguarda l’anonimato dei donatori di gameti e il relative all’accesso alle origini, fino ad ora, tutti i donatori dovevano accordarsi per l’eventuale comunicazione di «dati non identificativi» (aspetto fisico, origine o età), ma anche della loro identità al bambino nato a seguito di questa donazione. La nuova legge permette al donatore la possibilità di scegliere o meno la propria identità, questo allo scopo di evitare la riduzione del numero di donatori di gameti8.

L’aver esteso l’accesso alla PMA apre al problema dell’approvigionamento di gameti. Il testo sottolinea che le crioconservazioni presso centri pubblici e privati «senza scopo di lucro pone diverse difficoltà»9, ed elmina «senza scopo di lucro», aprendo di fatto al biomercato di gameti, giustificando questo per ridurre le liste d’attesa e di evitare che le persone interessate si rivolgano a centri privati all’estero.

Un altro passaggio fondamentale della legge riguarda l’istituzione della filiazione che potrà avvenire senza discendenza paterna e con una maternità “mediante una dichiarazione di intenti” senza distinzione, secondo la legge, tra la donna che ha stabilito un legame di gestazione e che ha partorito, e l’altra donna. Leggiamo: «Per le coppie di donne, la filiazione è stabilita, rispetto a ciascuna di esse, dal riconoscimento che hanno congiuntamente fatto davanti al notaio»10. Una maternità quindi mediante una semplice dichiarazione di volontà.
Non distinguere più la madre, colei che partorisce, si iscrive perfettamente in un contesto in cui abbiamo una madre che affitta l’utero, una madre genetica che vende gli ovuli e una madre committente, in cui si stanno dilatando i confini del concetto di madre fino a renderlo indefinibile e dunque del tutto privo di significato. Se tutte possono essere madri, nessuna lo è più. Dimenticando che un tempo madre semper certa est.
Con la “madre d’intenzione”, i “genitori d’intenzione”, il “progetto parentale” e la “dichiarazione d’intenti” l’essere umano cessa di avere una storia, una provenienza, riducendosi all’assemblaggio eugenetico di ovulo e sperma per un narcisistico ed egoistico desiderio di un figlio a tutti i costi di un consumatore che in alcuni paesi può già fabbricarlo su richiesta secondo i propri gusti, programmarlo scegliendo determinate caratteristiche.
Il riferimento al dato corporeo, nella nuova legge francese, è giudicato non pertinente e grazie alla tecnica, il soggetto umano può e deve affrancarsi dalle condizioni corporee della propria esistenza per realizzare i suoi desideri. Un principio profondamente transumanista.

La nuova legge di bioetica autorizza inoltre protocolli di ricerca sulle cellule staminali embrionali o sulle cellule staminali pluripotenti indotte «che hanno per oggetto la differenziazione di queste cellule in gameti, l’aggregazione di queste cellule con cellule precursori di tessuti extra-embrionali o il loro inserimento in un embrione animale ai fini del suo trasferimento nella femmina».11 Il tempo di sviluppo degli embrioni nei protocolli di ricerca, dagli attuali 7 giorni, ai 14 giorni previsti nella versione approvata dall’Assemblea nazionale, nel passaggio al Senato viene aumentato fino a 21 giorni12.
Consente la realizzazione di embrioni chimera uomo-animale e la produzione di embrioni umani modificati geneticamente a scopo di ricerca, spianando così la strada a bambini geneticamente modificati. Se leggiamo i passaggi delle precedenti leggi sulla bioetica comprendiamo la direzione intrapresa: la legge del 1994 proibiva gli esperimenti sugli embrioni umani, nel 2004 è stata concessa una deroga ai ricercatori che potevano dimostrare di contribuire al progresso medico, criterio che è stato poi rimosso nel 2013. Infine nell’ottobre 2018 una relazione del Parlamento europeo per la valutazione delle scelte scientifiche e tecniche (OPECST) ha solamente raccomandato ai laboratori di dichiarare semplicemente il proprio lavoro.
Le ricerche su cellule staminali utilizzeranno embrioni prodotti in sovrannumero non impiantati nella donna ma poi crioconservati, che non sono più oggetto di un progetto parentale e che sono offerti alla ricerca dalla coppia. La ricerca necessita sempre più di materiale biologico, di un enorme quantità di embrioni, tessuti fetali, sangue dei cordoni ombelicali, feti e ovociti. I laboratori parlano di mera gestione di materiale d’eccedenza, ma questo deve essere prodotto per soddisfare il loro sempre più crescente bisogno e questa produzione si fonda sull’esproprio della capacità generativa delle donne.

Questa legge mantiene il divieto di apportare modifiche al genoma umano, che sarebbero trasmissibili alle generazione successive, ma la modifica dell’articolo 16-4 del codice civile13 previsto dalla legge francese, amplia la portata delle finalità degli interventi sul genoma che possono essere autorizzati. Tali interventi sono attualmente autorizzati solo per la prevenzione e il trattamento delle malattie genetiche, a condizione che non possano essere trasmessi ai discendenti. La possibilità di interventi sul genoma è estesa dal disegno di legge alla ricerca per la prevenzione e il trattamento di altre malattie, nonché alla ricerca a fini diagnostici.
Questi passaggi rappresentano un’accelerazione delle pratiche di selezione degli embrioni su base eugenetica e delle modificazioni genetiche embrionali. Il primo passaggio ha sempre uno scopo medico, ma in un secondo tempo questo sfuma. Il Comitato bioetico britannico, nel documento “Genome editing and human reproduction: social and ethicalissues”, dichiara che l’obiettivo dell’editing genetico sarà la «prevenzione dell’ereditarietà di una specifica malattia genetica. In un secondo momento si potrebbe anche andare oltre. […] Non c’è motivo di scartarlo in linea di principio. La tecnica dell’editing genetico non è di per sé immorale, anzi presenta il potenziale per diventare una strategia alternativa a disposizione dei genitori per raggiungere una gamma più ampia di obiettivi».
La nuova legge francese si inserisce in un contesto globale in cui sono già nate, modificate geneticamente, due bambine in Cina e con la nuova tecnologia di ingegneria genetica CRISPR/Cas 9 è possibile praticare la correzione del genoma, l’editing del genoma, in modo più economico, rapido e preciso. Per adesso ancora non vengono al mondo bambini modificati geneticamente, ma nel mentre viene instillato il pensiero che è preferibile consegnare la procreazione in mano ai tecnici e alla tecnologia, che è bene fornire alla figlia che nascerà un’eredità genetica migliore di quella che potrebbero fornire i propri stessi gameti.
La PMA è il cavallo di Troia del transumanesimo. Una volta aperta la strada alla possibilità per tutti e tutte della riproduzione artificiale, la logica conseguenza è quella del continuo miglioramento del prodotto. Dai laboratori di ricerca per la clonazione animale i progetti transumanisti mirano a sostituire l’evoluzione naturale con un’evoluzione artificiale. L’essere umano all’epoca della sua riproducibilità tecnica diventa già merce fin dalla nascita, un prodotto dall’azienda della vita e dall’ingegneria genetica, un mero assemblaggio eugenetico e un mero codice genetico da modificare e riprogettare.
L’eugenismo non avrà il volto di un dittatore, non sarà imposto, avrà la veste della libera scelta, la sinistra democratica e progressista lo farà passare con la retorica della prevenzione, della salute, della possibilità per tutte e tutti di accedere a delle tecnologie, con la retorica della libertà, dell’autodeterminazione e della non discriminazione. Un eugenismo democratico e consensuale.

Non è possibile fissare delle restrizioni per l’accesso alle tecniche di PMA, dal momento in cui lasciare anche un minimo spiraglio aperto significa spalancare le porte alla direzione globale di questo sistema tecno-scientifico di artificializzare il processo della nascita, che renderà preferibile ricorrere alle cliniche per far venire al mondo i bambini.
Contrapponiamoci ai progetti del sistema tecno-scientifico e all’ideologia transumanista che si concretizza nei laboratori di ricerca secondo la quale ogni limite può e deve essere infranto ed eliminato e tutto dove corrispondere ai criteri di continua perfettibilità, che scompone e frammenta il processo della procreazione facendolo diventare luogo di biomercato e di riprogettazione.
Nelle scienze della vita il disastro non avviene solo se l’esperimento raggiunge i risultati prefissati, il disastro è implicito nella direzione della ricerca e l’esperimento diventa il mondo intero e i corpi stessi diventano dei laboratori viventi. L’era sintetica non significa solo una radicale riprogettazione del mondo attorno a noi, ma anche una drammatica riprogettazione di noi stessi. Se nasceremo in un laboratorio in un mondo macchina, se la natura diventerà artificializzata e ingegnerizzata, verranno minate le basi necessarie anche solo per comprendere la possibilità di un mondo altro.
È oggi più che mai necessaria una ferma opposizione a ogni riproduzione artificiale dell’umano14, per le coppie eterosessuali, dello stesso sesso, per le donne sole, per le coppie con una sterilità e per quelle fertili, senza eccezioni. Ogni posizione parziale sarà funzionale ai comitati di bioetica per far passare e accettare l’inaccettabile.
Contro l’eugenetica e l’antropocidio!
Riaffermiamo con forza l’indisponibilità dei corpi e del vivente!

Silvia Guerini, gennaio 2020, www.resistenzealnanomondo.org

Note:
1 Ringrazio Pièces et Main d’Oeuvre (www.piecesetmaindoeuvre.com), Marie-Jo Bonnet, le dott.sse Nicole Athea e Frédérique Kuttenn per l’aiuto nella comprensione dei passaggi di questa legge.
2 “Contro l’eugenetica e l’antropocidio. Appello per l’abolizione di ogni riproduzione artificiale dell’umano”, ottobre 2019, www.resistenzealnanomondo.org/italia-mondo/senza-categoria/contro-leugenetica-e-lantropocidio-appello-per-labolizione-di-ogni-riproduzione-artificiale-dellumano/
3 http://www.senat.fr/encommission/textes/2019-2020/63.html#AMELI_SUB_4__Article_1
4 Pensiamo alle posizioni della femminista lesbica Marie-Jo Bonnet o al giornale “La Décroissance” che nell’ottobre 2019 ha pubblicato “Contro l’eugenetica e l’antropocidio. Appello contro ogni riproduzione artificiale dell’umano” e che in precedenti numeri ha trattato questioni come PMA, GPA, transumanesimo, ideologia trasgender e per questo fu bruciato in una manifestazione anti-nucleare e definito “ageista, omofobo, transfobico e sessista”.
5 Art.L. 2141-2, http://www.senat.fr/encommission/textes/2019-2020/63.html#AMELI_SUB_4__Article_1
6 Nel 2007 l’Alta Autorità Britannica per la PMA ha autorizzato al ricorso alla DPI per evitare la nascita di un bambino affetto da strabismo.
7 Consultabile in nuffieldbioethics.org/wp-content/uploads/Genome-editing-andhuman-reproduction-short-guide-website.pdf
8 https://www.france24.com/fr/20200120-loi-bio%C3%A9thique-que-reste-t-il-du-projet-de-loi-qui-arrive-au-s%C3%A9nat
9 Art. 1, 28 http://www.senat.fr/encommission/2019-2020/63/Amdt_COM-63.html
10 http://www.senat.fr/encommission/2019-2020/63/liste_discussion.html#COM-264
11 Art. 15, 2 http://www.senat.fr/encommission/2019-2020/63/liste_discussion.html#COM-264
12 https://www.france24.com/fr/20200120-loi-bio%C3%A9thique-que-reste-t-il-du-projet-de-loi-qui-arrive-au-s%C3%A9nat
13 Tale divieto, che risulta dall’articolo 13 della Convenzione per la protezione dei diritti umani e della dignità dell’essere umano in relazione all’applicazione della biologia e della medicina, firmato a Oviedo il 4 Aprile 1997, appare nell’articolo 16-4 del codice civile, che vieta qualsiasi intervento sul genoma che sarebbe effettuato al fine di modificare la discesa della persona.
14 GPA, FIV, DPI, IAD, ICSI, clonazione, gameti artificiali, utero artificiale…


Qui scaricabile in pdf:

Ringraziamo Cristiana Pivetti per i disegni

Video alla Libreria delle donne della presentazione di Meccanici i miei occhi -18 gennaio

18 gennaio 2020
alla Libreria delle donne di Milano
Presentazione del libro
Meccanici i miei occhi. Nati in laboratorio. Dall’utero in affitto alla manipolazione genetica. Edizioni Ortica
Presentano Cristiana Pivetti e Silvia Guerini, introduce Clara Jourdan

link su you tube: https://www.youtube.com/watch?v=Z2-1rIGQo1s&feature=youtu.be

Manifesto degli scimpanzé del futuro. Contro il transumanesimo. Capitolo 2 – PMO

Pièces et Main d’Ouvre
www.piecesetmaindoeuvre.com

Edito da istrixistrix nel dicembre 2019
Testo in pdf da istrixistrix.noblogs.org: https://istrixistrix.noblogs.org/files/2020/01/PMO-Manifesto-scimpanze%CC%81-futuro-2.pdf

Smascherare fisici, svuotare i laboratori

Niente, niente di più oggi distingue la Scienza da una minaccia di morte permanente e generalizzata: il litigio è chiuso, per sapere se dovrebbe garantire la felicità o la sfortuna degli uomini, tanto è ovvio che è cessato essere un mezzo per diventare un fine. La fisica moderna ha comunque promesso, ha sostenuto e promette ancora risultati tangibili, sotto forma di cumuli di cadaveri. Fino ad allora, in presenza di conflitti tra le nazioni, o persino del possibile annientamento di una civiltà, reagiamo secondo i nostri soliti criteri morali e politici. Ma qui è la specie umana destinata alla completa distruzione, sia per l’uso cinico delle bombe nucleari, anche se sono “pulite” (!), sia per le devastazioni dovute ai rifiuti che, nel frattempo, inquinano le condizioni atmosferiche e biologiche delle specie in modo imprevedibile, dal momento che il crescendo delirante delle esplosioni “sperimentali” continuano con il pretesto di “scopi pacifici”. Il pensiero rivoluzionario vede le condizioni elementari della sua attività ridotte a un margine tale che deve ritornare alle sue fonti di rivolta e, sotto un mondo che non conosce più ma che nutre il proprio cancro, trovare le sconosciute possibilità di furore.

Non è quindi a un atteggiamento umanista che ci appelleremo. Se la religione è stata a lungo l’oppio del popolo, la scienza è in una buona posizione per prendere il controllo. Le proteste contro la corsa agli armamenti, che alcuni fisici intendono firmare oggi, ci illuminano al massimo sul loro complesso di colpa, che è in ogni caso uno dei vizi più infami dell’uomo. Il petto che viene colpito troppo tardi, la garanzia data al tetro belato del branco dalla stessa mano che arma il macellaio, conosciamo questo antifone. Il cristianesimo e i suoi specchi ingranditori delle dittature della polizia ci hanno abituato.

I nomi ornati con titoli ufficiali, in fondo agli avvertimenti rivolti a corpi incapaci di eguagliare l’entità del cataclisma, non sono ai nostri occhi un privilegio morale per questi signori, che allo stesso tempo continuano a rivendicare crediti, scuole e carne fresca. Da Gesù in croce al lavoratore del laboratorio “ansioso” ma incapace di rinunciare a fabbricare la morte, l’ipocrisia e il masochismo sono uguali. L’indipendenza della gioventù, così come l’onore e l’esistenza stessa dello spirito sono minacciati da una negazione della coscienza ancora più mostruosa di questa paura dell’anno Mil che ha fatto precipitare generazioni verso i chiostri e i cantieri alle cattedrali.

Sulla la teologia della bomba! Organizza la propaganda contro i cantanti del “pensiero” scientifico! Nel frattempo, boicottiamo le conferenze dedicate all’esaltazione dell’atomo, fischiamo i film che indugiano o indottrinano l’opinione, scriviamo a giornali e organizzazioni pubbliche per protestare contro gli innumerevoli articoli, relazioni e programmi radiofonici, dove si diffonde spudoratamente questo nuovo e colossale inganno.

Parigi, 18 febbraio 1958
Comitato per il controllo antinucleare

Prime firme: Anne e Jean-Louis Bedouin, Robert Benayoun, Vincent Bounoure, Andre Breton, J.-B. Brunius, Adrien Dax, Aube e Yves Elleouet, Elie-Charles Flamand, Goldfayn Georges, Radovan Ivsic, Krizek, Jean-Jacques Lebel, Clarisse e Gerard Legrand, Lancillotto Lengyel, Jean-Bernard Lombard, Joyce Mansour, Sophie Markowitz, Jehan Mayoux, ELT Mesens, Jean Palou, Benjamin Peret, Jose Pierre, Jean Schuster, Jean-Claude Silbermann, Toyen.

Chiunque rifiuta di farsi imporre da squartatori diplomati sarà desideroso di unirsi alla loro protesta contro la nostra. Scrivi a CLAN (Comitato per il controllo antinucleare), 25 avenue Paul-Adam, Parigi (17).

***

PS. Jean-Jacques Lebel, uno dei firmatari di questo appello, interrogato sulle circostanze della sua stesura, racconta: “(Questo manifesto) è stato scritto e distribuito alla Sorbona (con una lotta per la chiave), in occasione di una conferenza di Robert Oppenheimer, che sosteneva di essere anti-militarista e che alcuni avevano persino accusato di essere un “agente di Mosca”, ma che aveva svolto il ruolo che conosciamo nello sviluppo della bomba A di Los Alamos. I radicali anti-nucleare, nel 1958, contavano certamente sulle dita della mano ed era un’azione di ultra-minoranza. Se la parola “onore” ha un significato – che non sono sicuro – è stato l’onore dei surrealisti di essersi opposti in modo assoluto e praticamente da soli, non solo alle armi nucleari, ma a tutta l’industria nucleare.”

***

P.PS. La caratteristica di un classico è quella di raggiungere una rilevanza oltre i luoghi, il momento e le circostanze che ne determinano la scrittura. L’appello di André Breton e del Comitato per il controllo antinucleare è uno di questi classici, che, non avendo mai smesso di guadagnare rilevanza, appare 60 anni dopo la sua pubblicazione su una serie di siti antiindustriali e finisce a diventare udibile in lontananza fino alle orecchie del “branco” fino al “triste belare”.

Noi, Pièces et main d’œuvre, l’abbiamo distribuito a Grenoble, nell’agosto 2018, durante un dibattito presso la “Solidarity and Rebel Summer University”, dove ci siamo confrontati con il biologo Jacques Testart, uno dei coproduttori di Amandine, nel 1982, che è al “procreativo” ciò che sono stati i fisici allertati per l’industria nucleare. Belle anime con le mani sporche.

Il nostro volantino si è concluso così:

“Sessanta anni dopo, esercitazioni pratiche:
smascherare i genetisti, svuotare i laboratori
(piante, animali, chimere genetiche umane).

Smascherare i biologi, svuotare i laboratori
(biologia sintetica, riproduzione artificiale di animali e umani).

Smascherare i cibernetici, svuotare i laboratori
(intelligenza artificiale, macchine autonome, e-life).

Anche tu, smascherando gli scienziati, svuota i laboratori.
Abbasso i vigili del fuoco piromane. Non contiamo su coloro che creano i problemi per risolverli. “

Per vedere dove finiscono le “fini pacifiche” atomiche, vai a Bure, al centro di discarica di scorie nucleari e pensa a questi “radicali anti-nucleari”, che nel 1958 “erano contati sulle dita di “una mano” e il cui “onore” era la sola opposizione “all’intera industria nucleare”.

I 1.500 manifestanti che marciarono tredici anni dopo, contro l’apertura dello stabilimento di Fessenheim il 12 aprile 1971, si sentivano già un pò meno soli.

Gli strateghi accademici spesso ci rimproverano per la nostra opposizione “ultra-minoranza”, solitaria, “scollata” “insostenibile” (sic), in breve, prematura. È del tutto vero, ad esempio, che i firmatari dell’appello contro tutta la riproduzione artificiale dell’essere umano (1) non sono più numerosi di quelli della chiamata a smascherare i fisici e svuotare i laboratori. Almeno condividono con loro l’incerta consolazione dell ‘”onore salvifico”, mentre aspettano – chi lo sa? – vedere folle manifestare un giorno contro i laboratori eugenetici di riproduzione artificiale.

Pièces et main d’œuvre
Grenoble, 4 novembre 2019

(1) In La Décroissance , ottobre 2019 e qui

Traduzione da principiante, originale in francese qui: http://www.piecesetmaindoeuvre.com/spip.php?page=resume&id_article=1205

Testo in pdf:

Roma – Presentazione Meccanici i miei occhi

7 DICEMBRE ROMA

Presentazione del libro

MECCANICI I MIEI OCCHI
Nati in laboratorio 
Dall’utero in affitto alla manipolazione genetica


dalle ore 16.30 alle 20.00 con rinfresco vegan

Interverranno le autrici:
Cristiana Pivetti
Silvia Guerini
Laura Corradi

presso:
Sede nazionale dell’UDI
Via della Penitenza, 37
1° piano, sala dell’Archivio centrale Udi

Organizza:
Resistenze al Nanomondo

Reggio Emilia – Presentazione Meccanici i miei occhi

6 DICEMBRE REGGIO EMILIA

Presentazione del libro

MECCANICI I MIEI OCCHI
Nati in laboratorio 
Dall’utero in affitto alla manipolazione genetica

Dalle ore 17.30 alle 20.30

Interverranno le autrici:
Cristiana Pivetti
Silvia Guerini

Esposizione opere di Cristiana Pivetti

presso:
La Polveriera
Piazzale Monsignor Oscar Omero, 1/0

Organizza:
ArciLesbica Modena
Resistenze al Nanomondo