Un’occasione persa

Un’occasione persa

Oggi avrebbe dovuto svolgersi la prevista manifestazione nazionale contro gli OGM rinominati TEA a Mezzana Bigli dove ha sede il primo campo sperimentale italiano di riso geneticamente modificato, da qualche giorno messo in campo aperto in una zona con grande estensione di risaie.

Siamo entrati nella rete organizzativa di Cambiare il campo che prende dentro di sè molteplici associazioni e gruppi diversi tra loro. Il nostro scopo, nei pochi incontri a cui abbiamo partecipato, era quello di fare qualcosa collettivamente contro questa sperimentazione che sappiamo bene essere solo l’inizio di altre che verranno. Ci siamo interfacciati con i componenti di questa rete sapendo bene le grandi differenze al proprio interno, aspetto che non ci ha mai scoraggiato, al contrario abbiamo spesso sviluppato questo tipo di esperienze proprio anche per trovare nuovi stimoli e spunti riflessivi e critici. Tra l’altro i tempi presenti necessitano di uno sforzo per cercare il più possibile di unirsi su questioni centrali e prioritarie che, come gli OGM, nella loro diffusione trasformano irreversibilmente l’essere umano e l’intero vivente.

La nostra presenza nella rete è stato fatto diventare un problema dai soliti intossicatori di contesti, sostenitori delle ideologie fluide e gender considerandoli temi fondamentali per tutti, altrimenti si diventa immancabilmente transfobici, complottisti, fascisti ecc… Minoranze vittime immaginarie che si credono depositarie di diritti speciali con cui si rendono opachi i reali meccanismi di dominio contribuendo alla degradazione della stessa libertà. Costoro non si sono accorti che c’è qualcosa di più importante delle loro eterne discriminazioni immaginarie, per esempio un attacco al vivente senza precedenti con l’ingegneria genetica che sappiamo bene non essere iniziato con il riso OGM dell’Università di Milano. Ancora una volta vediamo questi gruppuscoli incidere su contesti molto più ampi, spesso decisamente in disaccordo con queste ideologie transumaniste, ma titubanti nel liberarsi dall’intossicazione che nasconde vere discriminazioni e vero impedimento alla crescita di sane lotte collettive.

Molte le parole uscite in questi giorni, più in privato che in pubblico, chi vorrà farsi un’idea propria potrà farlo leggendo direttamente quello che ognuno esprime, chi tenta di farlo nascondendosi dietro eterni slogan che dal ‘45 in poi si sono incagliati, questa volta forse in modo definitivo, nel 2020 durante la dichiarata pandemia dove i più di questi contesti si sono messi a disposizione e hanno creduto e sostenuto quel potere tanto odiato e combattuto (?).

Per questo abbiamo deciso di uscire da Cambiare Il campo nel modo corretto di come siamo entrati: dare un contributo e far passare dei contenuti parte di un sentire comune per il quale tante persone stanno cercando di mettersi insieme.

Come sempre parteciperemo ad altri momenti e percorsi di lotta privi di intossicazione ideologica e come sempre ne porteremo avanti noi di nuovi, intendiamoci, questi non saranno in contrapposizione ad altre esperienze, le persone oneste e volenterose alla fine si riconoscono e si ritrovano sullo stesso terreno, dove ci auguriamo la biodiversità sia ritornata a riprendersi il campo.

Bergamo, 18 Maggio 2024
Resistenze al nanomondo, www.resistenzealnanomondo.org

Dalla Francia un’importante mobilitazione contro l’industria elettronica

Acqua o chip: bisogna scegliere!
Contro lo sfruttamento delle risorse da parte delle industrie dell’elettronica e la “vita connessa”

5-6-7 Aprile 2024 Grenoble: Manifestazione, conferenze e azioni
Collettivo STopMicro

Volantino tradotto in italiano

Programma dell’incontro e della mobilitazione a Grenoble del 5-6-7 Aprile:

Bruciare i libri, la nuova inquisizione trans queer

Bruciare i libri, ecco la nuova inquisizione trans queer per tutto ciò che non rientra nell’ideologia progressista biotecnologica transumana di cancellazione dei corpi, della natura, della vita, della realtà, per tutto ciò che non rientra in quel piagnisteo vittimistico che ogni giorno ci regala perle di miseria e desolazione umana, che trasforma ogni desiderio in diritto e ogni volontà soggettiva in realtà oggettiva. Dalla simbologia anarchica sugli adesivi non avremmo mai detto che i nuovi soldatini fluidi spennellati di verde e fucsia adorni di unicorni Gegi delegassero ad altri quello che non possono o non riescono a fare, e l’autodeterminazione? Nel mentre le conseguenze, quelle vere, quelle che permeano i corpi tutti prendono possesso dei corpi dei bambini e degli adolescenti invischiati nel contagio sociale della trans-identificazione e presi nella morsa della trans-industria e sui quei bambini strappati dalle madri per consegnarli a dei genitori committenti nella pratica dell’utero in affitto. Conseguenze sull’umanità tutta resa fluida, neutra, sterile, sradicata, cantiere permanente, bricolage genetico, prodotto da laboratorio pronta per essere dirottata nel transumano.
Ricordiamo a Marzo di quest’anno alla Fiera dell’editoria delle donne “Feminism 6”, tenutasi presso la Casa internazionale delle donne di Roma, l’annullamento della sessione “Sex work – Prostituzione” al fine di censurare il libro Sex work is not work, (leggi qui: https://www.finaargit.org/dallitalia-e-dal-mondo/censura-non-riuscirete-a-zittirci/), l’invio da parte dei soliti ignoti di mailbombing e i vari post su internet contro alcune autrici e contro questi libri definiti transfobici “Per l’abolizione della maternità surrogata” (ediz. Ortica), “Dal corpo neutro al cyborg postumano. Critica all’ideologia gender” (ediz. Asterios Editore) e “Sex work is not work” (ediz. Ortica), (leggi qui: https://www.resistenzealnanomondo.org/italia-mondo/contro-il-transumanesimo/, e qui: https://telegra.ph/Sui-nostri-corpi-decidiamo-noi-Fuori-le-TERF-Fuori-le-SWERF-03-03). La scelta dell’anonimato non è da poco, è da considerarsi strategica, si sentono già in clandestinità, perché tutti li cercano, ma non per censurarli o arrestarli, ma per assumerli e dargli voce, sostenere le loro battaglie che in tempi di dichiarate pandemie hanno addirittura avuto i primi posti. Il potere ha bisogno di questi queerini che a parte essere una minaccia per loro stessi non rappresentano un pericolo e anzi sono l’insperata versione grottesca di una ribellione priva di tensione antisistema, anticapitalista, antiautoritaria… diventando ingrediente speciale sintetico per nutrire ogni emergenza che si presenta all’orizzonte.
Sempre a Marzo a Firenze durante un nostro presidio davanti all’Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi di Firenze contro la medicalizzazione dei bambini e bambine con i bloccanti della pubertà abbiamo visto l’arrivo da più parti d’Italia di un gruppetto variopinto di anarco-queer e transfemministe/i, il loro scopo contestare l’iniziativa supportando le baronie universitarie della ricerca, pubblica e privata degli specialisti del Careggi, (leggi qui: https://www.resistenzealnanomondo.org/necrotecnologie/nessuna-e-nessuno-nasce-in-un-corpo-sbagliato-denunciamo-le-conseguenze-irreversibili-dei-bloccanti-della-puberta/).
Sapranno questi giovani attivisti e quelli meno giovani sorpresi dal segno dei tempi e quindi invecchiati male cosa succede nella realtà sociale del mondo? Si interrogano sulla grande trasformazione in corso? Ovviamente no perché per loro la realtà è da distruggere e i palazzi che ereditano disprezzando padri e madri sono campi di battaglia, come fossero case occupate, anche se a parte le tasse nessuno ha mai preteso niente da loro. Odiano il denaro elargito da quelle odiate famiglie e infatti ogni volta che si accingono agli sportelli a prendere il mensile è come una rapina in banca, ma armati di carta digitale.
A livello internazionale si moltiplicato episodi simili per chi non rientra nella Cappa progressista arcobaleno transumana. Da parte nostra ribadiamo l’indisponibilità dei corpi e del vivente e ricordiamo che la resistenza per chi ne è ancora alla ricerca è da trovare altrove.

Resistenze al nanomondo, Gennaio 2024

Fotografie scattate a Bologna presso la libreria Ubik in via Irnerio:

Video del Convegno I figli della macchina

Silvia Guerini
CENSURATO DA YOU TUBE:
Questo video è stato rimosso per aver violato le Norme della community di YouTubehttps://www.youtube.com/watch?v=VDsKt3JjkZY

Renate Klein
CENSURATO DA YOU TUBE:
Questo video è stato rimosso per aver violato le Norme della community di YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=1-lqS9LsN5s

13 Novembre all’Aja contro l’utero in affitto – Report

Lunedì 13 la manifestazione organizzata da ICASM (Coalizione internazionale per l’abolizione della maternità surrogata) davanti alla Conferenza dell’Aja di diritto internazionale privato (HCCH) contro la regolamentazione della “maternità surrogata” transfrontaliera ha visto la partecipazione di donne da molteplici paesi: Francia, Spagna, Italia, Romania, Gran Bretagna, Svezia, Svizzera, Canada, Giappone, Brasile.

Il gruppo di lavoro su filiazione/maternità surrogata (Parentage/Surrogacy) istituito dall’HCCH avrà il compito di redigere una convenzione per garantire la filiazione dei bambini nati da maternità surrogata, che equivarrà alla regolamentazione della “maternità surrogata” transfrontaliera.

Con la giustificazione che “gli accordi internazionali di maternità surrogata (ISA) possono spesso comportare le difficoltà riguardanti l’accertamento o il riconoscimento della filiazione legale del bambino o dei bambini nati a seguito dell’accordo” possano rendere “il bambino senza genitori” andando a negare i “diritti umani fondamentali dei bambini”. Un pieno stravolgimento della realtà, uno sguardo diretto unicamente all’interesse dei genitori committenti e non verso il reale benessere del bambino che è quello di non essere strappato a sua madre, di non essere ridotto a un oggetto di contrattazione, comprato e ordinato su misura come una merce. Presupposti che portano diretti a una regolamentazione e non a un’abolizione della “maternità surrogata”.

La convezione dovrà poi essere ratificata o meno dagli stati membri dell’Unione Europea, ma considerando anche che l’Unione Europea è diventata membro della Conferenza dell’Aja e considerando soprattutto le forti pressioni a livello internazionale per la regolamentazione della “maternità surrogata” possiamo aspettarci che questa convenzione si trasformi, come già abbiamo visto per altre questioni legate allo sviluppo delle biotecnologie in molteplici ambiti, in una direzione da seguire a livello europeo.
Il gruppo di lavoro è formato da esperti provenienti da vari ambiti, un esperto può rappresentare uno Stato ed essere portavoce della sua linea attorno alla maternità surrogata, come essere svincolato sia dal rappresentare uno Stato, sia dall’essere in sintonia con la linea portata avanti da questo. Alcuni esperti sono degli avvocati che lavorano proprio nell’ambito della maternità surrogata, possiamo quindi ben immaginare di chi saranno portatori di interesse. Una modalità nota, che ci rimanda al lavoro dei gruppi di esperti dell’EFSA (Ente europeo di sicurezza alimentare) con all’interno esperti che lavorano o hanno lavorato o sono legati con interessi alle stesse multinazionali biotecnologiche e farmaceutiche verso le quali devono poi esprimersi in merito alla nocività dei loro prodotti.

La modalità del gruppo di lavoro è poi volutamente fumosa e opaca ed è difficile districarsi nei vari passaggi che avverranno entro due anni, periodo nel quale dovranno produrre questa Convenzione.


Qui il discorso che ho tenuto alla manifestazione:

Vengo dall’Italia, ecologista radicale di Resistenze al nanomondo, da piu’ di 20 anni portiamo avanti percorsi critici allo sviluppo delle tecno-scienze e al transumanesimo con una denuncia delle loro conseguenze sulla società, sull’essere umano e sull’intero vivente.

Eravamo tra i fondatori della Coalizione contro le nocività che diede vita a una campagna di mobilitazione contro l’entrata degli OGM in Europa e in seguito a una campagna contro le nanotecnologie. Uniamo i vari processi della Grande Trasformazione dei tempi presenti per resistere alla sua avanzata desacralizzante e disumanizzante e per trasmettere un altro orizzonte di senso. Collaboriamo con reti nazionali e internazionali di donne contro l’utero in affitto e la riproduzione artificiale dell’umano e con quei pochi giornalisti liberi e indipendenti.

Inseriamo l’utero in affitto all’interno del contesto di questo sistema tecno-scientifico, che mira a normalizzare la riproduzione artificiale come il nuovo modo di venire al mondo. L’essere umano dovrà diventare un prodotto da laboratorio. Dal diritto a un figlio, che non esiste per nessuno, si passerà al diritto a un figlio selezionato e modificato geneticamente. I bambini CRISPR non sono così lontani.

Cerchiamo di costruire un dibattito critico, organizziamo conferenze, momenti di incontro, pubblichiamo e diffondiamo pensiero libero, eravamo a Milano alla Fiera del bebè con un presidio di protesta davanti a quella grande vetrina internazionale del biomercato della riproduzione.

Sono tra le fondatrici di FINAARGIT, una rete femminista internazionale contro ogni riproduzione artificiale, ideologia gender e transumanesimo che si colloca nel solco della continuità della critica portata avanti negli anni ‘80 da FINRRAGE, una rete internazionale femminista contro l’ingegneria genetica e riproduttiva che aveva ben messo in luce agli albori dello sviluppo delle tecnologie di fecondazione assistita dove queste sarebbero arrivate. Non è un caso che furono definite l’equivalente del progetto Manhattan in biologia.

Dall’Italia porto il sostegno della Rete per l’Inviolabilità del Corpo Femminile che nasce a Napoli nel 2020 per desiderio di circa un centinaio di donne che vivono in ogni parte del Paese: madri e non madri, appartenenti a ogni condizione sociale e a ogni età, religiose, agnostiche, atee, votanti per diversi partiti politici. Nel nome della Rete è già contenuto il senso e l’orizzonte della sua esistenza e della sua azione: il corpo femminile è inviolabile e l’inviolabilità del corpo femminile è il primo movimento per l’inviolabilità del corpo di tutti i viventi. Ogni riduzione a merce del corpo femminile è violenza sulle donne e anche sul mondo. Vale ovviamente anche per l’utero in affitto.

In Italia la maternità surrogata è vietata per legge. È passata alla Camera la proposta di legge “Utero in affitto reato universale” che rende punibile ricorrere alla maternità surrogata anche per i cittadini italiani che si recherebbero all’estero. Questa legge è stata sostenuta anche da associazioni femministe a livello nazionale e internazionale, perché è un importante passo verso l’abolizione universale. Si sta aspettando l’approvazione definitiva al Senato, probabilmente verrà approvata nei primi mesi del 2024, dopo di che entrerà in vigore.

Siamo per l’abolizione universale della così detta maternità surrogata, non è possibile nessuna forma di regolamentazione. Regolamentare vuol dire normalizzarla e generalizzarla. Il nostro discorso è etico e a monte, non è possibile regolamentare l’abuso, la violenza, lo sfruttamento, la mercificazione, la compra-vendita di bambini, perché è questo quello di cui si sta parlando.

Non è possibile nessuna forma di maternità altruistica o solidale, è sempre presente uno scambio di denaro, chiamato rimborso e giustificato per far fronte ai disagi della madre che dovrà portare avanti la gravidanza.

La maternità surrogata è una violenza nei confronti della donna e del bambino. I figli non devono essere strappati dalle loro madri. L’essere umano non può diventare un oggetto di un contratto, non può diventare una merce che i genitori committenti possono anche rispedire al mittente se non soddisfa determinate caratteristiche.

Ricordiamo che la madre firma un contratto ed è anche obbligata ad abortire nel caso di una doppia gravidanza. Nelle cliniche di fecondazione assistita, psicologi ed altri specialisti raccomandano alle donne di non toccarsi la pancia e di non ascoltare i movimenti del feto quando scalcia perché devono dissociarsi dal bambino che sta crescendo nel loro corpo. Una scissione da sé e dal proprio figlio: «dobbiamo prepararci psicologicamente a non provare un amore materno», confida una donna in attesa di due figli avuti con ovuli di un’altra donna presso la Biotexcom a Kiev e conclude dicendo «so che quando li vedrò non mi somiglieranno, avranno i lineamenti di due persone a me estranee e per questo non potranno mancarmi».

Nella maggioranza dei casi l’ovulo non appartiene alla donna che porta avanti la gravidanza, è comprato da un’altra donna nel grande procacciamento e biomercato di ovuli.

L’utero in affitto frammenta il processo di procreazione che diventa un’operazione tecnica e si colloca all’interno del paradigma del laboratorio che non conosce limite, in cui tutto quello che sarà tecnicamente possibile diventerà eticamente accettabile.

Abbiamo selezione dei gameti, fecondazione in vitro e selezione dell’embrione con la diagnosi pre-impianto. L’eugenetica non è una deriva funesta, ma è sempre stata la direzione e il motore delle ricerche nel campo delle tecniche di fecondazione assistita, messe a punto per selezionare prima gli animali e poi gli umani con determinate caratteristiche.

Il miglior interesse del bambino e i presunti diritti sono la chiave per regolamentare l’utero in affitto, ma il miglior interesse del bambino è quello di stare con la madre e la madre è colei dalla quale si nasce. Il presunto diritto a un figlio va a scapito del bambino che è anche esposto al rischio altamente significativo di sviluppare svariate patologie anche oncologiche derivanti da tutte le tecniche di fecondazione assistita.

Come per quanto riguarda tutti gli sviluppi tecno-scientifici negli ambiti più controversi che riguardano i nostri corpi e la nostra salute il primo passaggio per sdoganarli e creare accettazione sociale sarà sempre un caso raro che aprirà alla loro generalizzazione.

La nascita, così come anche i nostri corpi sessuati, sono l’ultimo approdo del transumanesimo, in gioco è una profonda trasformazione ontologica dell’essere umano.

I corpi e il vivente devono rimanere indisponibili, non è possibile nessuna forma di contrattazione.

Contro ogni riproduzione artificiale dell’umano.

Silvia Guerini

15 Ottobre Milano – Costruire emergenze per governare il mondo

15 OTTOBRE MILANO
COSTRUIRE EMERGENZE PER GOVERNARE IL MONDO

Dalle 13.30 alle 19.00

Spazio Pin (Sala Cosmo) Viale Sondrio 5, Milano

Introduzione a cura di Silvia Guerini,  www.resistenzealnanomondo.org

Sistemare il cielo: la storia accertata del controllo del tempo e del clima, Maria Heibel, www.nogeoingegneria.com

Clima, dominio scientista e catastrofista del capitalismo verde, Philippe Pelletier, geografo – Université Lyon 2, autore di Clima, capitalismo verde  e catastrofismo, Elèuthera, 2021

Emergenza climatica planetaria, la Grande Narrazione e il pianeta intelligente, Cristiana Pivetti, www.cristianapivetti.org

Dov’è finita l’ecologia?, Costantino Ragusa, www.resistenzealnanomondo.org


Di emergenza in emergenza, dalla dichiarata pandemia alla dichiarata emergenza climatica. Una nuova narrazione spinge con forza verso la Grande Trasformazione digitale e sintetica delle nostre vite. Siamo davvero sull’orlo della catastrofe climatica? La Co2 è davvero il nuovo nemico invisibile?
L’IPCC (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) – strumento per indirizzare le scelte politiche degli stati – e l’industria del catastrofismo climatico non hanno dubbi.
Ha origine lontane quell’ecologia scientifica – creata dall’alto, ma che si esprime oggi dal basso – che sottende determinate visioni transumaniste tanto care a precise élite di scienziati del secolo scorso e dei tempi presenti: un’organizzazione cosciente e sistematica del mondo che vediamo oggi prendere drammaticamente forma in tutte le sue molteplici espressioni in questa transizione verde. Un’ecologia scientifica e tecnocratica che da sempre ha avuto un’ossessione non solo per il controllo, ma per la manipolazione, per regolare e dirigere l’evoluzione degli esseri viventi e degli stessi fenomeni.  Il principio razionale scientifico-ecologico decreterà nuove norme necessarie per il buon andamento di ogni cosa: carne sintetica, nuovi OGM (TEA), nuovi confinamenti, patenti digitali a punti in base ai comportamenti e acquisti che verranno definiti virtuosi, smart city ecosostenibili dei 15 minuti, reti 5G e 6G, nucleare di nuova generazione, tecnologie di geoingegneria, nuovi progetti di ingegneria sociale come IT-Alert…
Il futuro è già qui, si presenta come la più grande rivoluzione ecologica, ma è al contrario la definitiva distruzione di ogni libertà e presa del vivente.

Ingresso a offerta libera

Per informazioni: info@resistenzealnanomondo.org

Dal corpo neutro al cyborg postumano. Riflessioni critiche all’ideologia gender – Seconda edizione aggiornata ed ampliata

Asterios Edizioni, volantini militanti, n.71, 2023
112 Pagine
9,90 euro

Retro di copertina:

Tutto ciò che riguarda le trasformazioni sociali è per sua natura in continua evoluzione, a maggior ragione per quello che riguarda gli sviluppi tecno-scientifici, fondamento e motore della Grande Trasformazione che stiamo vivendo.
Avete tra le mani un saggio di critica radicale nei confronti di uno dei tasselli fondamentali in un più ampio disegno transumano: l’idelogia gender.
Con questa nuova edizione cercherò di evidenziare come la dissociazione con il corpo sessuato e la decostruzione delle radici sessuate dell’umanità insieme alla riproduzione artificiale siano dei tasselli centrali nei progetti transumani.
Un corpo trasformato in un cantiere permanente nel biomercato della “transizione” con le sue cliniche di biodesign e bricolage tecnomedico, con i suoi ormoni commercializzati dalle multinazionali farmaceutiche. Un corpo neutro che apre la strada alla modificazione genetica dei corpi che diventeranno tecno-corpi in una tecno-vita ingegnerizzata e riprogettata in laboratorio.
Dalla dissociazione con i nostri corpi sessuati alla dissociaziome con la realtà presa d’assedio da costruzioni sintetiche e artificiali.
Opporsi a questi processi è una lotta fondamentale da cui non possiamo esimerci, in quanto si tratta di processi destinati a trasformare e a riprogettare i fondamenti dell’umanità e della stessa realtà. Lotte fondamentali quali sono la lotta contro l’ingegneria genetica e la lotta contro la riproduzione artificiale dell’umano non possono che avanzare congiuntamente a un’opposizione all’ideologia gender. Se l’umano e il vivente saranno manipolabili geneticamente e artificializzabili in laboratorio in un inarrestabile crescendo di sperimentazione, cosa rimarrà da difendere? I nuovi diritti tanto agognati saranno quelli delle chimere?
Esiste un filo che lega la spinta all’utilizzo dei bloccanti della pubertà a bambine e a bambini alla procreazione medicalmente assistita quale nuovo modo di venire al mondo. Esiste un filo che lega l’ “identità di genere” alla modificazione genetica dei corpi. Esiste un filo che lega la riduzione della potestà genitoriale per i genitori che si oppongono al percorso di transizione e quello che verrà considerato il miglior interesse del minore messo in mano a un tribunale e a dei tecnici a una società di individui atomizzati.
Un’esistenza zootecnica. Una vita sintetica con emozioni sintetiche all’interno di un Metaverso virtuale. Il definitivo imprigionamento dell’uomo-macchina in un mondo-macchina.
Oggi essere rivoluzionari significa conservare tutto ciò che rende l’umano, il vivente, la natura ancora tali e non parti scomponibili e riprogettabili in un mondo-laboratorio. Vogliamo restare animali umani tra gli altri animali in questo pianeta che ci ospita.

È in uscita il numero 11 del giornale L’Urlo della Terra

È in uscita il numero 11 del giornale L’Urlo della Terra

Care/i lettrici e lettori,

sta per essere dato alle stampe il nuovo numero de L’Urlo della Terra.

Vi chiediamo, se potete, di sostenerci con anticipo rispetto ai normali tempi di spedizione del giornale con l’invio del vostro contributo. Questo ci permetterà di far fronte alle non leggere spese tipografiche aumentate notevolmente nei costi della carta e per le spese di distribuzione in Italia, all’estero e ai non pochi prigionieri.
Contattateci inoltre per una diffusione del giornale più ampia e capillare nelle vostre zone: biblioteche, circoli, centri di documentazione… e per iniziative benefit.
Siamo disponibili per presentazioni e discussioni sui contenuti del giornale, in luoghi pubblici e aperti dove il pensiero libero si alimenta.
Se avete possibilità pubblicate e fate girare in blog, telegram, siti internet, canali…

Vi ricordiamo le Tre giornate contro le tecno-scienze il 28-29-30 Luglio, momento in cui diffonderemo anche questo nuovo numero del giornale:
Presentazione: https://www.resistenzealnanomondo.org/necrotecnologie/28-29-30-luglio-2023-tre-giornate-contro-le-tecno-scienze/
Programma con gli interventi: https://www.resistenzealnanomondo.org/necrotecnologie/biotecnologie/programma-tre-giornate-contro-le-tecno-scienze-28-29-30-luglio/

Un caro saluto e grazie a tutte e tutti voi
La redazione

In questo numero:

– Editoriale
– Il Biolaboratorio mondo – Costantino Ragusa
– Pandemie e guerra biologica: la Scilla e Cariddi della Quarta Rivoluzione industriale – Hurry Tuttle, dalla rivista greca Cyborg, n.24, Atene
– La realtà ostaggio da smontaggi e ricostruzioni artificiali – Silvia Guerini
– La realtà è diventata un’attrazione turistica – Jennifer Bilek
– Demistificare la ragion tecnica. Riflessioni attorno “Propaganda” di Jacques Ellul – Dario Stefanoni
– Inganno climatico e fanatismo (anti) ecologista. Dalla narrazione climatica all’ingegnerizzazione della Vita – Cristiana Pivetti
– L’ingegnerizzazione dell’umanità e del pianeta in essere robotizzati e megamacchina – Maria Heibel
– Il Club di Roma e l’avanzare del governo mondiale – Cristiana Pivetti
– Cosa ha detto Theodor Kaczynski delle biotecnologie – Resistenze al nanomondo
– Dialogo tra Resistenze al nanomondo e FINRRAGE (Feminist International Network of Resistance to Reproductive and Genetic Engineering)


40 pagine
5 euro a copia, più spese di spedizione 1,30 euro
Per i distributori minimo 5 copie: 3 euro a copia, più spese di spedizione 1,30 euro
Spese di spedizione per l’estero: 5,50 euro

Postepay Evolution
IBAN: IT73L3608105138236370036378
Intestata a Silvia Guerini, Specificare la causale L’Urlo della Terra

Per contatti e richieste: urlodellaterra@inventati.org, www.resistenzealnanomondo.org

Disegno di Cristiana Pivetti
http://www.cristianapivetti.org/