Contributo di Dino Giagtzglou alle tre giornate contro le tecno-scienze

UN CONTRIBUTO AL QUARTO INCONTRO INTERNAZIONALE
CONTRO LE TECNO-SCIENZE


Salve a tutti e tutte!

Tre anni fa, quando Resistenze al nanomondo ha preso l’iniziativa di organizzare per la prima volta questo incontro annuale e internazionale, non potevo immaginare cosa sarebbe successo negli anni a venire. In quel primo incontro ho cercato di descrivere i miei pensieri e le mie preoccupazioni sulla quarta rivoluzione industriale in corso, concentrandomi sulla neo-teoria futuristica e tecnomaniaca (gentrificata) della Singolarità e su ciò che segue dall’ideologia transumanista e dalle pratiche dei suoi sacerdoti.

Oggi, dopo più di due anni di continuo terrore sanitario pieno di propaganda allarmante, attentato informativo a tappeto e manipolazione psicologica attraverso bugie enormi e banali, minacce nefaste, ricatti, coprifuoco, blocchi, punizioni, ipocriti appelli alla “solidarietà”, promesse e “ricompense”, possiamo vedere chiaramente ciò che per molti compagni – anche se sembrano essere sempre pochi – era evidente e prevedibile da decenni o secoli: come la classe dirigente crea e/o sfrutti varie “crisi” successive sotto le spoglie di “stati di emergenza” per applicare, imporre o rendere desiderabili (dalla popolazione) “nuove” tecnologie e tecniche, ma anche per estendere vecchie e identiche forme di controllo psicosociale e di accumulazione capitalista, ultimamente arrivando fino a i livelli cellulari e molecolari della specie umana facendo vivere i nostri corpi fonderie e fabbriche di produzione di proteine di proprietà dell’industria farmaceutica biotecnologica.

Una cosa è certa, due cose sono certe: verrà proposto un nucleare “nuovo”, “verde” e, ovviamente, “sicuro ed efficace” per affrontare la “crisi energetica” oltre che la “crisi climatica”, mentre è in corso un’enorme spinta per l’approvazione di alimenti “modificati dal gene” spacciati per non OGM che dovrebbero diventare la soluzione a una “crisi alimentare” di qualche causa vaga, oscura e non definita, o addirittura il trattamento di malattie della civiltà moderna come come l’obesità, allo stesso modo in cui sono state introdotte terapie geniche “nuove” e – ripetiamolo con una sola voce – “sicure ed efficaci”, sotto forma di iniezioni ingannevolmente etichettate e falsamente accettate come vaccini, per far fronte a un presunto “crisi sanitaria”.

Non dovrebbe sorprendere se la soluzione proposta a una possibile ondata di malattie autoimmuni o ereditate geneticamente, sia il risultato di queste iniezioni invalidanti o mortali dell’ingegneria genetica e dell’onniviolenza biotecnologica generalizzata (che va dall’editing del genoma di varie specie alle armi biologiche), verrebbe da sua maestà la “regina di tutte le (pseudo-)scienze” eugenetica e il modo “sicuro ed efficace” per venire al mondo sarebbe la coltivazione di embrioni GM di “procreazione” medicalmente assistita e surrogato di “gestazione” in uteri artificiali, ovvero sacchetti di plastica ex vivo che simulano le funzioni viventi del corpo materno. Per non parlare dello scenario dei mandati di riproduzione artificiale, come i mandati del “vaccino”, che diventano la scelta “socialmente responsabile” di far passare un figlio come una scelta “libera e consapevole” per la salute del corpo sociale, che alla fine riguarda la salute della Macchina.

Suppongo che dicendo queste cose rischi di essere etichettato come uno stupido e pazzo “teorico del complotto”, piuttosto che un prudente e diligente “realista del complotto”, ma come ha recentemente sottolineato Silvia Guerini elaborando il concetto di resilienza: “Nella nuova normalità di convivenza con l’emergenza e il disastro resa paradigma si diventerà tutti e tutte resilienti per pesticidi, diossina, metalli pesanti, onde elettromagnetiche, nanoparticelle, ogm, sieri genici. E quando la realtà dell’irreversibilità di certi processi e della mutagenesi – che nessun vivente potrà superare con la tanto acclamata resilienza – irromperà con tragicità nelle belle speranze ci penseranno le tecnologie di ingegneria genetica con modificazioni genetiche embrionali e cliniche di fecondazione assistita. […] Nella nuova normalità post-umana e post-natura perché, si chiederanno i tecnocrati transumanisti ed eugenisti, non prevenire e modificare geneticamente le specie viventi facendo sì che siano più resistenti a radiazioni e contaminanti di ogni tipo?” [1]

Allo stesso tempo, mentre la competizione intracapitalista dei blocchi di potere interplanetari è a un punto di svolta senza precedenti dall’era della terza guerra mondiale (“fredda”) con sviluppi rapidi e davvero caldi sia a livello di conflitto armato che di spargimento di sangue e livello di economia, gli Stati “democratici” liberali occidentali (o di stampo occidentale) continuano ad applicare ed ampliare i loro piani strategici di contro-insurrezione preventiva e di controllo, in varie occasioni e con diverse scuse, nell’ambito della (mai dimenticata nostri padroni) guerra di classe e come sequela della dittatura tecno-medica che tutti abbiamo vissuto abbastanza bene, sia nei campi di concentramento del “primo mondo” come immigrati privi di documenti, sia nei penitenziari come prigionieri o negli ospedali, solitamente distrutti dalle politiche neoliberiste , come pazienti e loro parenti o nei galeoni moderni come schiavi salariati o semplicemente nelle strade metropolitane come cittadini liberi di obbedire. Se si vuole confermare quanto dico, vale la pena vedere di cosa tratta un corrispondente piano “segreto” della Commissione Ue dal nome RAN LOCAL, dal momento che è stato ufficialmente delineato ed elaborato dallo scorso anno. [2] A mio modesto parere, ci sono ragioni precise e concrete per cui questa sopramenzionata contro-insurrezione preventiva contro il nemico interno del Dominio è abbastanza connessa alla concorrenza intracapitalista e interstatale e perché si rivolge a soggetti diversi attraverso molti e ceti sociali diversi, compresi anche alcuni ceti alti, poiché la disciplina e l’obbedienza all’interno della fabbrica sociale sono assolutamente necessarie non solo nel caso di una guerra capitalista mondiale su vasta scala, perché la quarta guerra mondiale è già iniziata, almeno , da due decenni a questa parte, come è ampiamente documentato nelle pagine di numerosi numeri della rivista mensile di Sarajevo e nel taccuino per l’uso dei lavoratori n. 01 [3] – ma anche per una crescita economica competitiva.

Inoltre, mentre il continente africano è sempre stato e rimane un territorio conteso per tutti i colonizzatori e gli imperialisti alla ricerca del saccheggio e della riduzione in schiavitù, sfruttando le risorse naturali, la manodopera a basso costo e il commercio transnazionale o le vie di trasporto, non dovremmo mai dimenticare l’importanza della “grande scacchiera” dell’Eurasia (e viceversa). E mentre l’impero del dollaro USA si sta gradualmente ma rapidamente disintegrando, fintanto che il boom economico e tecnologico della Cina è sempre più vicino all’acquisizione della leadership mondiale, i più potenti stati europei e le società private stanno cercando di galleggiare sopra il naufragio del capitalista occidentale, anche sebbene l’inflazione nell’Eurozona sia record e il debito pubblico sia in continua crescita, rendendo la stabilità finanziaria (ancora una volta) una bomba a orologeria. Quindi, guardare i bilanci dei piani nazionali per la ripresa e la resilienza (RRP) degli Stati membri dell’UE è significativo per capire come la cosiddetta transizione “verde” dell’economia e della società nel suo insieme, che si dice leggendaria, viene annunciata dagli stessi “salvatori dell’umanità”, non è altro che un massiccio cambio di paradigma nel contesto dell’attuale ristrutturazione capitalista, per la quale il controllo totale e multiforme, tecnocratico e algoritmico sulla popolazione umana e sul suo ambiente naturale o artificiale è il desideratum. L’UE, tra le altre entità nazionali e internazionali, con denaro caldo e determinati obiettivi fissati dal suo Recovery Fund e tramite il complesso intelligence-IT-media, formazione di classe e politica della paura (come ha affermato il comunista e politologo olandese Kees van der Pijl ), ha colto l’opportunità (messa in scena e ingegnerizzata) della casedemica del Coronavirus per portare in primo piano e attuare piani premeditati da tempo di militarizzazione, dataficazione e controllo cibernetico centralizzato dell’assistenza sanitaria e dell’assicurazione sanitaria, produzione alimentare e fornitura di energia, cultura e istruzione, urbanistica /la pianificazione del territorio e le infrastrutture digitali/telecomunicative, i servizi pubblici e, certamente, l’insieme delle relazioni lavorative, economiche e sociali, attraverso il partenariato pubblico-privato e le necessarie modifiche legislative.

Le valute digitali della banca centrale (CBDC) e gli ID digitali vengono introdotti con o senza la giustificazione di – chissà cosa – nuovi “stati di emergenza” che rendono i sistemi di credito sociale, in una futura società senza contanti, totalmente fattibili tracciando ogni (contactless e disinfettati ovviamente…) transazione in tempo reale, e magari rendendo obbligatori voucher o certificati di “energia verde” proprio come i passaporti di immunizzazione COVID-19, impiantati o meno, etichettando la tecnologia blockchain come essenziale non solo per sostenere la “privacy”, ma anche per combattere il nemico invisibile… del “cambiamento climatico” o dell’evasione fiscale e della criminalità in genere, come se le roccaforti e i signori dell’usura legale e della criminalità “impiegata” non trovassero via d’uscita per fare il loro sporco… È anche degno di nota che le “patenti di guida” per Internet (come ha detto una volta Craig Mundie, Chief Research and Technology Officer di Microsoft), e la sorveglianza di massa dei messaggi di chat con “intelligenza artificiale”, per porre fine a o l’anonimato online, sono stati recentemente sostenuti da Ursula von der Leyen e dalla Commissione UE, sulla base del trattamento di “fake news”, criminalità informatica e “abuso di minori”. [4] [5] [6]

Parallelamente, vengono promossi e stabiliti nuovi standard di e-living come i nuovi modi normali di lavorare, apprendere, curare, socializzare, amare, odiare, divertirsi e vivere in generale, mentre gli “esperti” di Power, siano essi sviluppatori di programmi o economisti o ambientalisti o medici o scienziati comportamentali o sociologi o qualsiasi altro tipo di merda-o-logista, telecontrolleranno sempre la nostra esistenza, senza risparmiare sforzi per mutilare mentalmente tutti coloro che sono desiderosi di conformarsi piuttosto che confrontarsi con le norme di la quarta rivoluzione industriale, non lasciando sfuggire alcuna possibilità di invalidare il pensiero libero e critico. Anche una sottocultura della “resistenza” ha sottratto la vera lotta allo spazio pubblico del mondo fisico e l’ha trasformata in uno pseudo-dissenso imbalsamato all’interno dei musei virtuali degli (anti)social media, dove parlare è “economico” e innocuo perché è facile e senza costi in termini di rischio assoluto, anche se la censura è spesso in agguato. Eppure va da sé che ciò di cui i nostri governanti temono davvero è una lotta attiva, consapevole e consapevole, organizzata e appassionata, collettiva con resistenza e tenacia, con determinazione e impegno negli anni a venire.

Pertanto, DOBBIAMO ESSERE ben informati e preparati considerando tutti gli scenari possibili, aggiungo con ansia facendo eco e sostenendo le parole di Silvia. Dobbiamo sostenerci a vicenda nella corsa in questa maratona e coordinare i nostri sforzi contro il modo di vivere moderno e ora, per lo più, postmoderno (che, di fatto, sono mera sopravvivenza…), stabilendo priorità concrete di lotta in una rete internazionale di controinformazione e resistenza, approfondendo le nostre relazioni, scambiando informazioni ed esperienze, rafforzandosi e incoraggiandosi a vicenda per non rinunciare a combattere, proprio come facevano i nostri antenati politici. La resistenza è più urgente che mai! La solidarietà è necessaria come sempre! È nostro dovere mantenere (non quella misurata in Mega-, Giga-, Tera-, Peta-, Exa-, Zetta-, Yottabyte o quello che hai, ma…) la Memoria umana e di classe viva perché è essenziale e strumentale a qualsiasi prospettiva genuinamente rivoluzionaria!! Rimanere umani invece di diventare semplici accessori e ingranaggi nella mega-macchina del Potere. Combattere per la libertà, contro l’ignoranza organizzata e la pacificazione. Ma, come è stato scritto magnificamente nella presentazione di questi Tre giorni contro le tecno-scienze di quest’anno, incontrarsi è un inizio perfetto e non è una cosa da poco. Il resto deve ancora venire…

Nel bene e nel male, le teste rotoleranno su tutti i lati della guerra sociale. Non sono io a dettarlo, ma le necessità storiche. Diventiamo forti!


Dino Giagtzglou
prigioniero politico della Repubblica greca
Atene, luglio 2022



Un poscritto (linguistico) sul concetto di solidarietà:
La parola solidarietà in greco è un vocabolo composto che trae origine dalla congiunzione dell’antico prefisso alilo-, che significa inter-, mutualità e comunione, e la parola eghίi, che a sua volta deriva dalla preposizione en-, che significa in, e il proto -Radice indoeuropea gew che, negli scritti di Omero, diventa ghiίon, che significa mano o arto. Tutti insieme compongono il vocabolo alileghίi che ha la stessa origine del greco antico sia del vocabolo vicinanza (eghίtita) che del vocabolo garanzia (eghίisi). Quindi, a mio avviso, solidarietà significa aiuto reciproco attraverso la vicinanza/vicinanza reciproca non solo nella dimensione spirituale ma anche in senso fisico/corporeo, nonché pegno e sicurezza, che sono l’essenza della garanzia, poiché entrambe le parole sono sostanzialmente della stessa origine e, come tutti sappiamo, la garanzia comporta responsabilità e vincoli solidi su base materiale e volontaria. La solidarietà quindi non può mai essere obbligatoria, dettata o imposta dal potere statale – in nessun modo – così come non può mai essere “remota” o digitale. Né una semplice figura retorica né qualche applauso umiliante e ridicolo sul proprio balcone. La solidarietà nasce dalle persone e per le persone. Non può mai essere raggiunto seguendo gli ordini e obbedendo né a funzionari del governo né a politici professionisti di destra e di sinistra oa giornalisti mainstream e guidati dallo stato o ai venali “esperti” del potere. Prima più persone comprenderanno questi fatti di base, migliore sarà il posto in questo mondo. Manteniamo la vera essenza di ΑΛΛΗΛΕΓΓΥΗ (solidarietà) fuori dai mondi post-verità di qualsiasi metaverso…

Note:

[1] Resilienza: adattamento a un mondo tossico, Silvia Guerini, June 2022 (Italian), pubblicato su L’Urlo della Terra, numero 10, luglio 2022

[2] https://www.cidob.org/en/articulos/revista_cidob_d_afers_internacionals/128/eu_policies_for_preventing_violent_extremism_a_new_paradigm_for_action

https://home-affairs.ec.europa.eu/networks/radicalisation-awareness-network-ran/topics-and-working-groups/local-authorities-working-group-ran-local_en

https://home-affairs.ec.europa.eu/news/ran-local-dealing-local-impact-online-extremist-activities-16-17-june-2022-barcelona-spain-2022-05-02_en

[3] Notebook for workers’ use #01, Terrorism: the “fourth generation war” (Greek)

https://www.sarajevomag.net/tetradia.html

[4] https://business.time.com/2010/01/30/drivers-licenses-for-the-internet/

[5] https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/europe-fit-digital-age/european-digital-identity_en

[6] https://www.ccc.de/en/updates/2022/eu-kommission-will-alle-chatnachrichten-durchleuchten

In pdf:

Documento in inglese:

SOLIDARIETA’ A DINOS GIAGTZOGLOU
Leggi qui: https://www.resistenzealnanomondo.org/italia-mondo/solidarieta-a-dinos-giagtzoglou/