Sesto incontro internazionale – Programma

Programma, indicazioni per prenotare e per arrivare

Sesto incontro internazionale:
26 – 27 – 28 Luglio 2024

TRE GIORNATE CONTRO LE TECNO-SCIENZE
presso Altradimora, strada Caranzano 72, Acqui Terme (AL)

VENERDI’

12.30 pranzo

15.30 Presentazione dell’incontro a cura di Resistenze al nanomondo – Bergamo

16.00 – 19.00 Interventi e a seguire dibattito

Dimenticare Fukushima
A 13 anni dal disastro della centrale giapponese, nulla è cambiato. Non la fede in un Progresso a cui è delegato il compito di guarire da quei mali che ha acuito, quando non direttamente creato; non la speranza che il Futuro sarà irradiato da un sol dell’avvenire ricreato nei laboratori; non la remissività con cui si accetta il fatto compiuto (“tanto non si può far nulla”); non da ultimo, nemmeno l’assurdità di un’epoca che rimescola le tassonomie e si azzarda a decretare l’energia nucleare sostenibile, sicura e pulita. Le social-tecnocrazie in fase di restaurazione ribadiscono il loro predominio attorno alla potenza tecnica incontrollabile, di cui l’energia atomica rappresenta un emblema, imprescindibile sia per le sue attività industriali sempre più energivore, sia per una corsa al riarmo non più tabù, sia per il modello di società che contribuisce a rafforzare, verticistica e sotto controllo costante e capillare. Nell’ora in cui si cerca di far rientrare dalle finestre spalancate dalle ventate emergenziali ciò che non molto tempo fa si era scaraventato fuori dalla porta con mobilitazioni e referendum, il nucleare si propone e si impone nel silenzio assenso generale. Nei fatti, altrettanto emblematica è l’atrofia dei movimenti di opposizione, che disertano la resistenza al progetto di morte radioattiva e, per ignoranza o superficialità, scelgono il campo del collaborazionismo.
Ne discuteremo a partire dalle riflessioni contenute nel libro Dimenticare Fukushima, tradotto dal francese da Istrixistrix nel 2017.
Istrixistrix, www.istrixistrix.noblogs.org

Il nucleare rivisitato: la radioattività al tempo del green washing
Gli sviluppi di un nuovo sedicente ambientalismo “razionale” presentano il nucleare civile come prioritaria, salvifica e inevitabile strategia energetica utile a scongiurare, con il pretesto della ridotta emissione di Co2, le annunciate catastrofi da riscaldamento climatico. Gran parte delle recenti politiche energetiche di industrie e governi (Italia inclusa) vanno a predisporsi in tal senso, incoraggiate da un corteo sempre più nutrito e aggressivo di editorialisti ed esperti, nonché di cineasti e youtuber, compatti a promuovere la causa dell’atomo. Ma svecchiare il nucleare, preludio di ulteriori e irrimediabili processi di intossicazione del vivente e di militarizzazione della società, continua ad essere un’opzione che della ragione, della memoria e della capacità di concepire il futuro non conserva più nulla. Tra propaganda vecchia e nuova, il credo nuclearista – tra i massimi emblemi dell’assalto tecnoscientifico al vivente – è strutturalmente ostile all’ingovernabilità della natura come del “fattore umano”, e non può che approdare alla loro rimozione e automazione totalitaria.
Dario Stefanoni

19.30 cena

21.00 Proiezione di materiali documentari sull’energia nucleare

SABATO

8.00 colazione

9.00 – 12.30 Interventi e a seguire dibattito

Introduzione a cura di Resistenze al nanomondo

Intelligenza artificiale e sterminio di massa
La crisi senza sbocchi in cui da qualche tempo è entrato l’Occidente, sta scatenando un processo autodistruttivo che, tra le sue varie espressioni, si esprime in una guerra generalizzata, dove i clan che detengono il potere si esercitano con la massima ferocia possibile nei confronti di popolazioni inermi, sperimentando in vivo nuove forme di guerra robotica, in cui la cosiddetta intelligenza artificiale, che calcola senza pensare, trova la sua applicazione più propria. Un’intrinseca inesorabilità sembra incarnarsi in tale contesto, dove non si dà alcuna possibilità di fermare la fuga in avanti nelle tecniche di sterminio, dal momento che questa si svolge in condizioni di competizione mortale: se un competitore si ferma gli altri ne trarranno immediato vantaggio.
Stefano Isola

Intelligenza artificiale. Oltre il feticismo tecnologico: guerra, ecocidio e servitù
Il feticismo si riferisce all’ignoranza delle relazioni umane e dei rapporti con la natura cristallizzati in una tecnologia. L’intelligenza artificiale, come ogni tecnologia, è presentata in una luce giocosa e alcuni dei suoi pericoli sono evidenziati in un discorso dominante basato sulla falsa idea della sua neutralità. Al contrario, svelare e prendere coscienza della sua realtà sostanziale significa collocarla nel contesto delle invarianti dell’industrialismo. Questa realtà appare nei campi di battaglia robotizzati; nei lavoratori sottoposti all’inferno taylorista per fabbricare i supporti materiali per gli algoritmi “intelligenti”… nell’aumento esponenziale del consumo di elettricità, sia nucleare che da fonti rinnovabili illusorie; nell’estrattivismo implacabile che devasta le viscere della Terra e inquina i fiumi… nell’instaurazione di una società delle macchine. In breve, nell’eccesso autoritario e suicida dell’industrialismo.
Intervento da remoto di Jacques Luzi, membro della rivista Ecologie & politique, Francia

La Terra come arma e la geoingegneria come guerra
I confini tra la violenza naturale e quella prodotta dall’uomo sono oggi confusi; ciò che appare naturale può essere stato creato artificialmente. La Terra è vista come “maestra” e il suo potenziale viene sfruttato e, se necessario, incrementato per essere utilizzato come strumento di guerra. Ciò che la terra produce naturalmente – piogge, siccità, tempeste, terremoti, tsunami e altro – diventa, nelle mani di apprendisti stregoni, uno strumento in grado di provocare catastrofi. È stato dimostrato che ciò è già accaduto. Ecco perché oggi ogni disastro naturale deve essere valutato con occhio critico.
Maria Heibel, curatrice del sito internet www.nogeoingegneria.com

13.00 pranzo

15.00 – 19.30 Interventi e a seguire dibattito

Quale ecologia? Dalla riscoperta della vita selvaggia alla gestione centralizzata della penuria
Da quando Greta Thunberg si è imposta come novella Giovanna D’Arco, infiammando i cuori delle giovani generazioni tramite i microfoni e le telecamere del World Economic Forum il movimento ecologista classico si è trovato di fronte ad un soggetto nuovo, lontano mille miglia in termini di sensibilità e progettualità politica, ma con la stessa parola d’ordine: “ecologia”. Un problema non da poco, ma anche una salutare occasione di riflessione sul significato che ognuno di noi dà a questo termine.
Costantino Ragusa, Resistenze al nanomondo
Leonardo Zocca
Vincent Cheynet, caporedattore della rivista francese La Décroissance

Quale libertà? Quale umanità?
La libertà oggi è una libertà spazzatura, una libertà surrogato, una libertà che ha perso il suo significato. Nel nome della libertà oggi abbiamo una perversione della libertà, l’essere umano in ultima istanza deve liberarsi da se stesso in quanto essere umano. Una mutazione permanente, pronti per la riproduzione artificiale, per i microchip sottopelle, per il cibo sintetico, per sieri genici a mRNA, per il laboratorio mondo. Soltanto un’esistenza sradicata – consumata e consumabile – priva di significato può accettare l’invivibilità e l’ineluttabilità del mondo macchina. Questa razionalità, così indiscutibile, arriva a manipolare la natura, ma lo sviluppo delle tecno-scienze non irrompe solo nella natura intesa come qualcosa che è a noi esterno, attacca anche l’umano in quanto elemento che di questa natura fa parte. La “rottura radicale con il cosmo” – per usare le parole di Charbonneau – dell’operaio e del cittadino sarebbe diventata la caratteristica dell’umanità.
Silvia Guerini, Resistenze al nanomondo

Radicalismo organico: sfidare il sistema fino al midollo
Il soffocamento di una vera opposizione politica alla tirannia globalista e alla sua agenda transumanista è possibile solo perché la base filosofica di ogni resistenza significativa è stata deliberatamente distrutta. L’obiettivo del radicalismo organico è quello di ricostruire una visione del mondo le cui radici si trovano al di là dei ristretti presupposti della modernità e di attingere a un’antica saggezza olistica per sfidare il sistema fino al midollo.
Paul Cudenec, www.paulcudenec.substack.com, www.winteroak.org.uk

20.00 cena

DOMENICA

8.00 colazione

9.00 – 12.30

Quali possibilità per continuare la Resistenza?
Come ogni anno in conclusione di queste tre giornate ci prenderemo del tempo per riflettere insieme sui percorsi di opposizione attualmente in atto e dove invece questi tardano a svilupparsi. Faremo queste riflessioni a partire dalle esperienze dei partecipanti andando anche verso le proposte che provino a dare concretezza alle riflessioni fatte nel corso di questo ultimo anno. Uno sguardo particolare verso i nuovi OGM – TEA che hanno iniziato a colonizzare le campagne per costruire insieme una mobilitazione e ai comitati locali contro l’installazione di nuove antenne e la rete 5G.
Ridiamo profondità, impegno, continuità, mettendoci in gioco in prima persona. Se non siamo disposti a questo come possiamo pensare di costruire una Resistenza?

13.00 pranzo

Il luogo dove si svolgerà l’incontro, Altradimora, (https://altradimora.eu/), strada Caranzano 72, Acqui Terme (AL), è una casa con dei posti letto e la possibilità di mettere delle tende nel prato davanti casa.
Il costo per partecipare alle tre giornate – venerdì, sabato e domenica – è 100 euro, per venerdì e sabato 80 euro, per sabato e domenica 60 euro, per domenica 20 euro.
È necessario PRENOTARE con anticipo la propria presenza per la partecipazione alle giornate. I posti letto sono limitati.
Se possibile è gradito un pagamento anticipato per aiutarci a far fronte alle spese organizzative.
Postepay Evolution
IBAN: IT73L3608105138236370036378
Intestata a Silvia Guerini Specificare la causale.

Porta sacco lenzuolo e asciugamani.
Daremo colazioni, pranzi e cene per tutte le giornate con alimenti biologici, vegani e da produttori locali. Prevista opzione senza glutine. Comunicateci eventuali intolleranze o altre necessità.

Lo spazio sarà libero da wi-fi (ad eccezione dei momenti con gli interventi da remoto) e chiederemo di spegnere i telefoni durante i dibattiti per tutelare le persone elettrosensibili (e tutte/i noi).
Per tutte le tre giornate esposizione delle opere di Cristiana Pivetti, banchetti con giornali, libri e materiale informativo. Porta il tuo materiale.

Aiutaci ad organizzare l’incontro al meglio, diffondendo il più possibile il programma.

Come arrivare:
In auto: Da Genova con l’autostrada per Alessandria si esce a Ovada, si procede verso Acqui Terme e poi si prende per Rivalta Bormida. Passati i paesi di Trisobbio e Rivalta Bormida al bivio per Cassine si prosegue per due chilometri e poi si trova l’indicazione per Caranzano. Da Milano si esce ad Alessandria sud e si seguono le indicazioni per Acqui e Cassine, dopo Cassine c’è il bivio per Caranzano. Da Torino stessa strada.
In treno: Treno per Acqui Terme, vi veniamo a prendere alla stazione, si prega di contattarci sulla email per accordarci con largo anticipo e di arrivare non durante gli orari degli interventi.


Per informazioni, prenotazioni e contatti:
www.resistenzealnanomondo.org, info@resistenzealnanomondo.org
www.facebook.com/3giornatecontroletecnoscienze/

Programma in pdf: