Il cammino dell’informatica parte dalle applicazioni militari missilistiche degli anni ’50, per passare a modelli di simulazione complessi negli anni ’80 per la ricerca nucleare e spaziale, nasce così la cibernetica, lo studio del controllo. Senza computer con una capacità di elaborazione sempre più veloce non sarebbe stato possibile sequenziare il genoma, non sarebbe stato possibile lo sviluppo della biologia molecolare. Il sistema tecnico necessita di dispositivi e nanochip sempre più veloci e potenti.
L’integrazione di sistemi diversi che comunicano tra loro: l’internet delle cose, tutto diventa più intelligente, come esprime nella sua propaganda l’IBM. Un terminale globale dove tutto è interconnesso, tutto è tracciato, dove si esiste nella traccia elettronica e virtuale di un terminale.

Le religioni industriali contro la natura e la libertà. Cosmismo e Transumanesimo – Jacques Luzi

LE RELIGIONI INDUSTRIALI CONTRO LA NATURA E LA LIBERTA’.
COSMISMO E TRANSUMANESIMO.

A partire dal XVII secolo, la tecnoscienza si è instaurata distinguendo l’oggettivo e il soggettivo, il fisico e il metafisico, i giudizi di fatto e i giudizi di valore. Denigrando il “soggettivo”, il “metafisico” e i “giudizi di valore” come altrettanti fonti di confusione e di errore, si è inibito di porre essa stessa il proprio valore.

In altri termini, la tecnoscienza, restando fedele ai suoi princìpi, non può intervenire nella discussione intorno al suo significato e sull’uso dei suoi prodotti. Pur avendo permesso di dissipare certe superstizioni ataviche, il rischio è allora di sprofondare nell’autoaccrescimento insensato e suicidario dei suoi perfezionamenti, vale a dire nel nihilismo. Perché, dopo l’antica mutilazione della vita da parte di vincoli morali asfissianti, la tecnoscienza aprirebbe la via verso l’onnipotenza che permetta di correggerla e liberarsene. Quale che sia la sua forma, il nihilismo si riconosce dalla sua svalutazione della vita umana sulla Terra e dalla valorizzazione di un al di là inesistente.

Una combinazione di questi due tipi di nihilismo è del tutto concepibile, se si aureola il nihilismo tecnoscientifico con una giustificazione che attiene al nihilismo religioso. E’il caso, esplicitamente, del cosmismo russo. Ed è pure il caso, anche quando i suoi propagandisti si presentano come atei, del transumanesimo californiano. Malgrado le loro differenze, e talvolta i loro contrasti, queste due religioni cyborg si trovano d’accordo nel considerare lo scatenamento tecnologico contemporaneo, fondato sulla convergenza delle nanotecnologie, delle biotecnologie e dell’intelligenza artificiale, come un’ascensione verso la sovrumanità divina.

IL COSMISMO RUSSO: UN “TRADIZIONALISMO TECNOCRATICO”.

E’nel XIX secolo che Nikolaj Fëdorov (1829-1903) ha sviluppato il cosmismo, realizzando la sintesi del cristianesimo ortodosso e del futurismo tecnoscientifico. Persuaso dell’interazione spirituale tra umanità e cosmo, egli aspirava a dare un senso ai progressi tecnologici: dominio della natura in vista di superare i limiti umani, di raggiungere l’immortalità, di risuscitare i morti e conquistare lo spazio (dato che diventa insufficiente la dimensione della Terra). Salvezza universale da parte della tecnologia, che fa dell’umano l’eguale di Dio per realizzare la sua volontà.

Questo intento di fondere religione e razionalità calcolatrice ha ugualmente influenzato, al fine di compattare le masse, il regime sovietico. Come anticipava l’ideologo Anatolij Lunačarskij  (1875-1933):

            Il socialismo è una lotta organizzata dall’umanità contro la natura per la sottomissione totale di essa alla ragione.  La speranza nella vittoria, lo sforzo, la mobilitazione delle forze creano una nuova religione. Con l’apostolo Paolo, possiamo dire: “Siamo salvi nella speranza”.[1]

Non è dunque sorprendente trovare tracce del cosmismo di Fëdorov negli scienziati bolscevici, per esempio in Konstantin Tsiolkovsky (1857-1935), fisico precursore dell’era spaziale, e Vladimir Vernadskij (1963-1945), biochimico inventore del termine biosfera.

Nella Russia postsovietica, il cosmismo è ripreso e modernizzato, al fine di piazzare l’industrialismo sotto una bandiera nazionalista, imperialista ed antioccidentale. Per esempio, il Club d’Izborsk, un think tank vicino a Vladimir Putin, raggruppa universitari, giornalisti, uomini politici, religiosi o anche militari. Per questi propagandisti di professione, solo lo “spirito russo” può permettere di fare un impiego benefico delle nuove tecnologie, all’inverso dell’edonismo volgare che imperversa in Occidente.

Al “destino manifesto” degli USA, essi contrappongono la “missione storica” del “popolo russo”.[2] Come scrive il filosofo Vitaly Vladimirovich Averyanov (1973-), direttore dell’Istituto del Conservatorismo Dinamico e membro del Club d’Izborsk:

               La riscoperta di Fëdorov è all’opposto della ricerca “atlantica” moderna dell’”elisir d’immortalità” egoista. L’immortalità arbitraria dei transumanisti, anche se potesse essere realizzata, non potrebbe essere apprezzata da coloro di cui essa perpetuerebbe l’attuale decadenza: la loro vittoria sulla morte sarebbe solo un nuovo atto di consumo insignificante. Il sogno di Fëdorov è l’avvento di una persona fondamentalmente diversa, un essere superiore, capace di creare organi e tessuti, di spostarsi all’istante su qualunque distanza. Immortale, ma nello stesso tempo modesto e gioioso. In lui, il potere dell’essere centrale dell’universo (il Cristo-Dio-uomo, la cui opera è la nostra più alta “causa comune”) si combina con una mancanza totale di esaltazione di se stesso in quanto individuo. La gioia della Nuova Terra e del Nuovo Cielo compensa per lui le gioie della “vecchia umanità”, che vengono dall’assurdità della competizione, della cupidigia, dell’invidia e della bestialità.[3] 

In queste condizioni, la tecnologia, l’aumento dell’umano e l’esplorazione dello spazio, potrebbero essere messi al servizio della gestione ragionata della natura, della fraternità universale e del trionfo pasquale dell’umanità sulla morte. E’ la ragione per la quale il cosmismo russo si presenta come un “tradizionalismo tecnocratico” di portata planetaria, il solo capace di condurre l’umanità della “biosfera” verso una “neosfera” d’ispirazione cristica.

Nel 2010, Kirill, il patriarca della Chiesa ortodossa, si è naturalmente alleato a questa unione reazionaria di scienza e di fede:

                Il Signore ci ha invitato ad abitare e a conquistare il nostro pianeta e l’universo intero. E’per questo che l’aspirazione dell’uomo ad elevarsi verso le stelle non è un capriccio, un fantasma o una moda, ma un programma impresso da Dio nella natura umana.[4]

Dio ha dunque creato l’uomo perché possa fondersi con le sue macchine programmabili, al fine di portare la buona novella nelle galassie più lontane.

I LEGAMI COL TRANSUMANESIMO CALIFORNIANO: UNO STESSO “FUTURISMO TECNOCRATICO”.

Il cosmismo condivide col transumanesimo la volontà di potenza tecnologica, volendo altresì distinguersene per le finalità perseguite: il materialismo di mercato e individualista in Occidente, lo spiritualismo pianificato e altruistico in Russia. Ma le due sette si compenetrano, principalmente perché entrambe mescolano il pessimismo contemporaneo e il messianismo degli strumenti, la “caduta” e la “parusia”.

Nick Bostrom, che professa il transumanesimo all’università di Oxford, non cessa  di indicare i “rischi esistenziali” provocati dalla tecnologia: l’utilizzazione abusiva deliberata di nanotecnologie (nanobot nocivi), l’olocausto nucleare, la diffusione apocalittica di un agente biologicamente modificato, la programmazione  malauguratamente fallita di una macchina superintelligente, ecc…Ma queste prospettive allarmanti sono per lui l’occasione, non di richiamare ad una decrescita tecnologica ragionata, bensì di presentare l’accelerazione tecnologica come unica via di salvezza:

                 Non dovremmo incolpare la civiltà o la tecnologia d’imporre grandi rischi esistenziali. In ragione del modo in cui abbiamo definito i rischi esistenziali, un fallimento nello sviluppo della civiltà tecnologica implicherebbe essere vittime di un disastro esistenziale. Senza tecnologia, le nostre probabilità di evitare i rischi esistenziali sarebbero dunque nulle. Con la tecnologia, abbiamo una certa possibilità, anche se i rischi più gravi si rivelano ormai essere quelli generati dalla tecnologia stessa.[5]

Si trova la stessa struttura illogica nel filosofo cosmista russo Arseny Gulyga (1921-1996), per il quale la “premonizione di una catastrofe comune” provocata dalla tecnologia, accompagna “il pensiero della salvezza universale” grazie alla tecnologia.[6]

La compenetrazione del cosmismo e del transumanesimo è talvolta esplicita: per esempio, per Hugo de Garis, ricercatore australiano e discepolo del papa del transumanesimo, Ray Kurzweil, l’intelligenza artificiale è la nuova prova dell’esistenza di Dio:

                L’ascesa degli artiletti (intelletti artificiali, cioè macchine divine supremamente intelligenti dotate di capacità intellettuali miliardi di miliardi superiori al livello umano) nel corso di questo secolo dà l’impressione che l’esistenza di una divinità (un’entità supremamente intelligente capace di creare un universo) appaia essere una realtà molto più plausibile (…). Penso che l’ascesa del cosmismo -l’ideologia in favore di un’umanità che costruisca artiletti in questo secolo- rende l’idea di una divinità più plausibile, se non inevitabile.[7]

Se cosmismo e transumanesimo restano malgrado tutto fratelli nemici, ciò dipende, al di là delle polemiche religiose, dalle sfide geopolitiche della lotta per l’egemonia, quali sopravvengono continuamente nel quadro competitivo dell’industrialismo mondiale.

LE RELIGIONI CYBORG AL SERVIZIO DEL “SUPERINDUSTRIALISMO”.

Le glorificazioni cosmiste e transumaniste della tecnologia hanno a che fare con la stessa religione cyborg. Col medesimo rituale di purificazione dal dato naturale

-giudicato e condannato per la sua imperfezione-, grazie alla sua trasmutazione in artefatto perfetto. Vale a dire con la costrizione mortale del vivente concreto nel suo modello astratto.

I famosi “rischi esistenziali” di Bostrom sono in realtà l’esito inevitabile di questa guerra contro la natura (non umana e umana), che le società industriali portano avanti senza tregua nella loro corsa alla potenza.

La guerra alla natura. Prendiamo la digitalizzazione del mondo. Intronizzando l’intelligenza artificiale come monarca “oggettivo”, essa necessita di un’infrastruttura planetaria che è già la più enorme macchina mai costruita dagli umani. Nel 2018, l’industria poneva cavi a fibre ottiche alla velocità della luce. Ogni secondo, centotrenta nuovi apparecchi si connettono a Internet, comportando la crescita esponenziale del consumo di acqua, di gas, di prodotti chimici tossici e di energia. Aggiungendo gli impatti sulla biodiversità della deforestazione indispensabile all’estrazione dei metalli e delle terre rare per costruire i componenti elettronici, la prospettiva di transitare dalla biosfera ad una neosfera “benefica” parrebbe, a dir poco, risibile.

Qual è, allora, la vera finalità del misticismo tecnocratico?

La si trova nei preparativi alla guerra robotica che gli USA, la Russia e la Cina, coi loro rispettivi alleati, hanno già iniziato a portare avanti in modo indiretto, al fine di arrogarsi i resti della natura indispensabili per alimentare la potenza. Per esempio, la guerra russo-ucraina, considerata dagli stati maggiori e dall’industria delle armi come la sperimentazione delle guerre future tra nazioni industrializzate, è rapidamente divenuta una guerra di droni.[8]

La si trova pure nelle guerre generalizzate che l’industrialismo porta avanti contro gli umani. Non solo nel desiderio d’”aumento”, vale a dire di soppressione dell’umano mediante la sua fusione con la macchina, non solo in quello di riprodurre questo cyborg in uteri-macchina, ma anche nella sostituzione della riflessione umana con la retroazione automatica, al fine d’imporre dappertutto l’organizzazione disciplinare cibernetica. Che sia nella fabbrica automatizzata, sul campo di battaglia automatizzato o nell’ufficio automatizzato, l’obiettivo è porre il corpo sociale sotto il dominio incontestabile della Machina sapiens, la creatura “superintelligente” dei tecnocrati-dei.   

Dato che sono basate sulla loro svalorizzazione a priori, e rappresentano ciò da cui si tratta di salvarsi, i progressi tecnologici conducono ineluttabilmente verso la distruzione della natura e della libertà.

                                                 *

Certo, l’essere umano è uno strano animale prematuro, che la tensione tra la sua vitalità e la sua impotenza fisica porta ad essere ossessionato, sin dalla prima età, dal fantasma dell’onnipotenza. Ma la sua prematurità ne fa pure un essere culturale, capace di essere educato da valori collettivi che permettano di tenere a bada questo fantasma. O di trascenderlo con produzioni simboliche che non ne facciano l’apologia.

Il nihilismo è intrinseco alla volontà di potenza sfrenata inscritta nei perfezionamenti della tecnologia. Essa fa della natura (non umana e umana) un oggetto morto, che essa smonta nei suoi meccanismi più delicati, per ricattarla, modificarla e corromperla a suo piacimento. E’ vano voler dare un senso a ciò che così si dispiega in modo insensato, nella negazione sistematica della vita sulla Terra.

Qualunque cosa ne dicano i cosmisti e i transumanisti, il superuomo non è colui che condanna la condizione umana innestandosi, fino ad autodistruggersi, protesi tecnologiche, ma colui che l’accetta integralmente, in tutta la sua tragica ambivalenza. Oltre a riappropriarsi dei loro mezzi di esistenza, tale è allora il compito di coloro che, contro l’eccesso industriale, non disperano di vivere da umani nella natura: umanizzare, spiritualizzare e abbellire la condizione umana senza rinnegarla.

Jacques Luzi


[1] Citato da M.Eltchaninoff, Lénine a marché sur la Lune. La folle histoire des cosmistes et transhumanistes russes, Arles, Actes Sud, 2022, p. 65.

[2] J. Faure, «Le cosmisme , une mythologie nationale russe contre le transhumanisme», 6 gennaio 2021, theconversation.com.

[3] A.V.Vladimirovich, «Heвидимая ось мира. Нам нужен орден мечтаносцев» (L’asse invisibile del mondo. Abbiamo bisogno dell’Orcine dei Sognatori), 3 gennaio 2020, izborsk-club.ru.

[4] Citato da J.Faure, «Le cosmisme: une vieille idée russe pour xxie siècle», Le Monde diplomatique, dicembre 2018.

[5]  N.Bostrom, «Existential Risk Prevention as Global Priority», Global Policy, Vol. 4, n°1, 2013, p.15-31, nickbostrom.com.

[6] Citato da A.V.Vladimirovich, op.cit.

[7] H. de Garis, «From cosmism to deism», 18 gennaio 2011, thekurzweillibrary.com.

[8] Su questo soggetto, vari articoli dell’Atlantic Council, think tank americano specializzato nelle relazioni internazionali e vicino all’OTAN, sono disponibili su atlanticcouncil.org.

Pubblicato sul giornale L’Urlo della Terra, num. 12, Luglio 2024

Scrivici per chiederci il giornale, le nostre pubblicazioni e per sapere delle iniziative che organizziamo e a cui partecipiamo
www.resistenzealnanomondo.org

Nuovo brutalismo e guerra robotica – Stefano Isola

Testo dell’Intervento di Stefano Isola alle Tre giornate contro le tecno-scienze, sesto incontro internazionale, Luglio 2024 ad Acqui Terme organizzate da Resistenze al nanomondo e pubblicato sul giornale L’Urlo della Terra, n.12, Luglio 2024

Nuovo brutalismo e guerra robotica

Nei territori palestinesi si consumano stragi quotidiane di donne e bambini sterminati da bombe teleguidate, di persone che muoiono di fame e che non hanno dove rifugiarsi e dove potersi curare le spaventose ferite, e tutto questo procede accompagnato da un irreale balletto di distinguo e accorate perorazioni contro tutte le aggressioni e tutti gli estremismi. Altri massacri, tra quelli che costellano la storia moderna, presentano efferatezze e numeri paragonabili, e sono stati talvolta colpevolmente ignorati per molto tempo a livello internazionale, ma sono stati tutti comunque raccontati a posteriori attraverso reportage di osservatori, giornalisti e storici. L’attuale genocidio perpetrato a Gaza dall’IDF si caratterizza come una delle peggiori voragini umanitarie della storia anche per il fatto di essere trasmesso in diretta audiovisiva, ovunque, orizzontalmente, e di essere perciò osservabile da chiunque voglia informarsi, e, nonostante questo, non solo non viene fatto quasi nulla per fermarlo, ma si continua ad inviare armi micidiali per la sua perpetuazione. Per altro, il governo statunitense rifornisce ininterrottamente Israele di armi e risorse per perseguire il suo assedio criminale degli oltre due milioni di palestinesi di Gaza, assicura allo Stato dell’apartheid una copertura diplomatica presso le Nazioni Unite e distorce o oscura sistematicamente la condotta barbara dell’IDF. A causa di tutto ciò si dovrebbe parlare più propriamente di genocidio israelo-statunitense. Analoga e corrispondente situazione nella parallela guerra per procura che la NATO sta combattendo contro la Federazione Russa tramite il sacrificio dell’Ucraina, dove decine e decine di migliaia di giovani ucraini, e anche russi, hanno già perso la vita in una delirante prova di forza cinicamente spinta e finanziata ad oltranza da potenze esterne.

Si agisce, per lo meno nella gran parte del mondo occidentale, come se la tragedia umana che si consuma sotto i nostri occhi fosse irrilevante ai fini delle decisioni da prendere, ad esempio riguardo agli scambi commerciali o all’invio di armi. Come se nel prendere tali decisioni l’eventuale approvazione o disapprovazione di quella violenza non giocasse alcun ruolo. Come quando ci si trova in un ambiente di gaming, dove non ha senso approvare o disapprovare la violenza degli ultracorpi che invadono il pianeta Terra, perché farlo servirebbe solo a perdere la partita.

E così, la diffusione in rete della diretta di un massacro di bambini palestinesi innocenti con droni controllati a distanza può tranquillamente coesistere con le discussioni sui concorsi della canzone spazzatura internazionale, gare sportive o disavventure sentimentali di qualche influencer, in un centrifugato di informazioni e  intrattenimento che induce un’ipnosi collettiva assai più efficace della tradizionale censura, poiché elimina alla radice la ricerca di un riferimento reale, rendendo le persone insensibili alla contraddizione, impermeabili al dubbio e in definitiva incapaci di pensare.

In questa totale dissonanza cognitiva risiede l’essenza del brutalismo politico e morale che si sta affermando ovunque nelle nostre esistenze collettive, seguendo il quale le nobili istituzioni del mondo libero, agendo come psicotici sicari per conto del grande capitale, oggi partecipano attivamente allo sterminio degli “animali umani” palestinesi, ucraini, russi. Ma c’è di più: questo brutalismo dai tratti psicotici si raccorda perfettamente con il supercalcolo inconsapevole della cosiddetta intelligenza artificiale (IA) che incarna le procedure automatiche utilizzate nella guerra robotica in entrambi i campi di battaglia. Nel conflitto in corso in Ucraina, ad esempio, l’uso massiccio di droni “kamikaze” guidati dall’IA ed altre armi letali autonome, segna un punto di non ritorno in vari sensi possibili[1].

Innanzitutto, nella guerra robotica si palesa una fondamentale quanto tragica regressione, nella misura in cui il drone o l’arma autonoma istituiscono un regime di azione puramente binario, come quello dei video-giochi: sferrare o non sferrare il colpo mortale, non vi sono altre forme d’interazione con il nemico (disarmo, infiltrazione, dialogo ecc.).

Inoltre, l’uso di tali dispositivi sul campo non solo rende potenzialmente enorme il numero delle vittime, ma determina nello stesso tempo un loro costante addestramento per “migliorare” sulla carne umana le loro prestazioni omicide. Un addestramento costante che incarna una escalation incontrollabile: la continua accelerazione delle operazioni militari “intelligenti”, l’immediatezza di funzionamento dei sistemi autonomi e ipersonici, conducono ad una crisi di controllo e comando: come governare macchine con velocità sovrumane e al tempo stesso opache nella loro operatività, se non automatizzando a propria volta la gestione delle operazioni? Come nell’era atomica il possesso della bomba da parte delle principali potenze fungeva da deterrente per il suo uso, giustificando l’escalation, così oggi l’uso dell’IA nella strategia militare s’impone a ciascuno per non trovarsi in una condizione di vulnerabilità totale. Non c’è dunque alcuna possibilità di fermare la ricerca nelle tecniche di sterminio, nella misura in cui questa si svolge in condizioni di competizione mortale: se un competitore si ferma gli altri ne trarranno immediato vantaggio.

Il presidente dei capi di stato maggiore congiunti delle forze armate statunitensi, Mark Milley, alla vigilia della riunione dei membri del club Bilderberg a Lisbona (maggio 2023) ha dichiarato: «forse il più potente acceleratore nella conduzione della guerra moderna è l’intelligenza artificiale […] la capacità di prendere decisioni in modo rapido e accurato è un vantaggio significativo in guerra, che l’intelligenza artificiale e l’informatica quantistica daranno a quei paesi che riescano ad implementarle nelle loro applicazioni militari»[2]. Questo è lo scopo dei progetti “intelligenti” dei principali eserciti del mondo, e non mancano indicazioni che questo movimento si estenderà presto all’automazione della decisione di usare le armi nucleari.

Come riportato dall’Associated Press, alla fine del 2023 il Pentagono aveva un “portafoglio” di 800 “progetti non classificati legati all’IA”, mirati alla messa a punto di “soldati tecnologicamente potenziati” e meccanismi di “collaborazione uomo-macchina” (ad esempio per l’utilizzo dei caccia F-16), nonché di analizzatori d’informazione e dispositivi di sorveglianza, algoritmi di “fusione” dei dati per avere schemi comuni sul campo di battaglia, veicoli autonomi e semiautonomi, sistemi di armi letali autonome. Ma il Pentagono sta studiando anche l’uso dell’IA per «processi decisionali ad alto rischio militare e di politica estera»[3]. Per verificare come gli attuali modelli di IA affrontino tali problemi, lo studio in questione avrebbe utilizzato modelli di OpenAI, Meta e Anthropic per eseguire simulazioni di guerra, con risultati degni della romanzesca follia del generale Ripper ne Il dottor Stranamore: non solo tutti i modelli «mostrano segni di un’escalation improvvisa e difficile da prevedere», comprese «dinamiche di corsa agli armamenti, che portano a maggiori conflitti», ma alcuni di essi si sono precipitati verso l’opzione nucleareAlcuni recenti modelliGPT si sono rivelati tra i più “aggressivi”,“argomentando” che l’uso diretto di ordigni nucleari di annichilazione, piuttosto che complicate procedure di disarmo di altri competitori, sarebbe stata la strada più breve per raggiungere la pace!  

La possibilità di superamento della soglia di deflagrazione di un conflitto terminale per l’umanità potrebbe quindi trasferirsi negli imperscrutabili meandri del monologo interiore di una IA addestrata su miliardi di parametri ma priva di qualunque coscienza.

Ecco che l’IA, dispositivo di esternalizzazione di decisioni ed intenzioni, e di controllo del controllo, conduce fatalmente all’azzeramento della nostra capacità di prendere decisioni autonome e ad una perdita del controllo intenzionale sulla realtà. In tale prospettiva, la guerra robotica diventa un esperimento genocidario basato su modalità di ottimizzazione automatica che lo rendono omologo a un video-gioco.

Sull’altro fronte di guerra, ad esempio, è noto l’uso da parte di Israele di sistemi di IA noti per lo sterminio di esseri umani e la distruzione sistematica e diffusa di abitazioni, servizi e infrastrutture civili[4]. Tali dispositivi, come quelli chiamati Gospel e Lavender, elaborano in tempo reale enormi masse di dati su tutto ciò che vive e si muove su quel territorio[5] e, assegnando a edifici e persone un “punteggio” che indicherebbe la probabilità di avere “correlazioni” con Hamas, generano così molte centinaia di obiettivi al giorno, senza neppure informare sui “danni collaterali”, noti in anticipo. Il sistema di IA sadicamente chiamato Where’s Daddy?, in particolare, viene usato per seguire i sospetti fino alle loro case, e consentire quindi all’IDF di colpirli mentre si trovano con le loro famiglie, intenzionalmente, ed utilizzando missili non guidati o bombe “a caduta libera”, così da poter risparmiare sulle più costose armi a guida di precisione, o bombe “intelligenti”.

Non essendovi operativamente responsabilità umana, nessuno può opporsi a ordini disumani. E viceversa, l’uso generalizzato di tali dispositivi decisionali automatici può agire come copertura deresponsabilizzante per dar sfogo alle peggiori forme di cieco sadismo, delle quali abbiamo purtroppo innumerevoli testimonianze. «Non ci interessava uccidere gli operativi [di Hamas] solo quando si trovavano in un edificio militare o erano impegnati in un’attività militare», ha dichiarato A., un ufficiale dell’intelligence ai siti di informazione israeliani +972 e Local Call. «Al contrario, l’IDF li ha bombardati nelle loro case senza esitazione, come prima opzione. È molto più facile bombardare la casa di una famiglia. Il sistema è costruito per cercarli in queste situazioni»[6].

Sappiamo anche bene come Israele possa permettersi di non parlare neppure dei “danni collaterali” sui civili in questa «fabbrica di omicidi di massa»[7], grazie alla criminale complicità mediatica e politica di cui gode in Occidente.

L’IA, un prodotto della corsa per la supremazia tecnologica globale scatenatasi durante il secondo conflitto mondiale[8], torna dunque oggi prepotentemente in guerra, e vi ritrova la sua investitura ideale nell’adempimento di una delle funzionalità strategiche del nostro tempo: la psicotica capacità di decidere chi può vivere e chi deve morire, e la conseguente messa in atto di procedure automatizzate di sterminio[9]. L’uccisione e lo sterminio sono operazioni per le quali le tecnologie basate sull’IA, che non pensa ma calcola a velocità astronomica, sono idealmente perfette, e comunque molto più performanti degli esseri umani. In questa prospettiva, il ruolo chiave svolto dall’IA nel processo di escalation tecnologica globale, in atto da oltre un decennio, acquista tutto il suo significato. La potenza computazionale richiesta per addestrare modelli come GPT è inimmaginabilmente grande[10] e dopo la messa a punto sul corpo vivo della società, può essere applicata a produrre morte su scala industriale. E così, mentre qualche buontempone, come Elon Musk, evoca scenari “fantascientifici” tanto catastrofici quanto fuorvianti per una reale comprensione della reale posta in gioco, ed invoca moratorie sulla ricerca, e mentre think tank, organismi internazionali ed accademie[11] elaborano “codici di condotta” e “dispositivi etici” per valutare e mitigare le “vulnerabilità”, per «tenere la rotta di fronte alle sfide dell’IA» e garantire uno “sviluppo sicuro”, per «migliorare il benessere umano e promuovere la pace e la prosperità», tutti i decisori coinvolti sono unanimi nel lasciare di fatto mano libera all’uso dell’IA in campo bellico[12]. Così, ad esempio, all’inizio del 2024 OpenAI ha cancellato senza troppa pubblicità dalle sue “politiche di utilizzo”[13] la frase che vietava l’uso della sua tecnologia per scopi «militari e di guerra»[14], ed ha recentemente chiamato nel suo CdA Paul Nakasone, un generale dell’esercito statunitense, ex capo del Cyber ​​Command ed ex dirigente della National Security Agency.

Tuttavia, pensare di poter seriamente separare le applicazioni civili da quelle militari dell’IA appare semplicemente ridicolo. E difatti sono innumerevoli gli esempi di “trasferimento tecnologico” tra comparti diversi ed in particolare tra settori civili e militari. Lo Stato di Israele, insieme militarista e neoliberista, è avanguardia e modello in questa dinamica. Da mezzo secolo trae vantaggio dall’occupazione illegale della Cisgiordania e della Striscia di Gaza per testare costantemente armi e tecnologia di sorveglianza su una popolazione prigioniera e “nemica”. Il suo necropotere esercitato con l’occupazione neocoloniale dei territori palestinesi, si avvale oggi in modo strutturale dell’IA, con droni carichi di sensori, satelliti e jet di ricognizione aerea, dispositivi diffusi di riconoscimento facciale e comportamentale ecc., che vengono lì messi a punto per poi essere rivenduti in buona parte del mondo “civile”[15]. Ad esempio l’azienda israeliana Oosto[16] che applica l’IA alla biometria, addestra i suoi algoritmi sui palestinesi della Cisgiordania che poi rivende «in oltre quaranta paesi, tra cui Russia, Cina e Stati Uniti, e in innumerevoli località come casinò, industrie manifatturiere e persino centri fitness». E viceversa: si può ritenere, ad esempio, che una parte dei progetti di ricerca e sviluppo finanziati nel quadro del Programma dell’UE Horizon Europe, mirato a sviluppare attività con applicazioni «esclusivamente civili», si traducano successivamente in supporti smart ad azioni di guerra ibrida, anche grazie al partenariato con lo Stato ebraico[17].

L’esempio israelo-palestinese, per quanto possa apparire, per ora, estremo, ci aiuta a comprendere come l’IA operi una sintesi originale tra sterminio e burocrazia, agendo come una forma di colonialismo totalitario sul proprio stesso terreno. Il suo potere è per certi aspetti omologo a quello che si esercita sulla colonia, un non-luogo e un non-tempo permanentemente in stato di emergenza, dove la “pace” assume i caratteri di una guerra infinita. Dopo la gigantesca operazione di ingegneria sociale associata alla farsa pandemica, in particolare, assistiamo infatti ad un movimento di auto-colonizzazione dell’Occidente che inaugura inedite forme di brutalità alle quali l’escalation tecnologica in atto conferisce un potenziale distruttivo ed una velocità senza precedenti. Ciò che resta di quanto fino a poco tempo fa era chiamato “mondo civilizzato” diviene territorio di guerra permanente contro la vita e contro l’umanità.

Proprio come il governo cibernetico delle cose, che anticipa comportamenti e accadimenti sul piano virtuale per poi riproiettarne sulla realtà le conseguenze normative e disciplinari, anche la guerra postmoderna si è emancipata dalla politica, e il suo carattere illimitato e genocidario esprime il venir meno di ogni pensiero strategico, a favore di un non-pensiero meramente algoritmico. E difatti la stessa dimensione psicopatica pervade i dispositivi di selezione e distruzione degli obiettivi nella guerra robotica e i dispositivi di decisionalità ed azione della cosiddetta IA predittiva nella vita civile. Il potere e la capacità di decidere chi compirà o reitererà un reato, chi interromperà gli studi prima del tempo, chi avrà bisogno di certe cure mediche, si connette al potere e alla capacità di decidere chi può vivere e chi deve morire, senza soluzione di continuità.

In questo senso, Gaza rappresenta non una singolarità storica e geopolitica, ma un possibile destino di disumanizzazione che ci attende tutti.


[1] I droni sono di gran lunga i principali protagonisti dell’attuale congiuntura bellica, dall’Ucraina al Vicino Oriente, dal Donbass alla Crimea, dall’Iran a Israele fino al Mar Rosso. L’oggettiva difficoltà di intercettare gli sciami di droni per qualsiasi sistema di difesa antiaerea porterà fatalmente a un aumento degli attacchi preventivi, con evidenti rischi di escalation incontrollata.

[2] https://www.planet-today.com/2023/05/why-bilderberg-club-needs-artificial.html

[3] https://www.grunge.com/1553353/terrifying-ways-us-military-using-artificial-intelligence/

[4] https://pagineesteri.it/2024/04/05/medioriente/lavender-la-macchina-di-intelligenza-artificiale-che-dirige-i-bombardamenti-di-israele-su-gaza/#:~:text=Il%20software%20Lavender%20analizza%20le,di%20Hamas%20o%20della%20JIP

[5] Vale ricordare che le tecnologie di sorveglianza, tracciamento e reclusione, utilizzate da Israele con i Palestinesi, sono state rivolte in modo massiccio contro la sua stessa popolazione durante l’emergenza Covid.

[6] https://ilmanifesto.it/20-secondi-per-uccidere-lo-decide-la-macchina

[7] Così si è espresso un ex ufficiale dell’intelligence israeliana parlando delle operazioni dell’IDF, specificando che «l’enfasi è sulla quantità, non sulla qualità».

[8] Per una disamina storica e una critica generale del potere generato dall’intelligenza artificiale, rimando a S. Isola, A fin di bene: il nuovo potere della ragione artificiale, Asterios, 2023.

[9] Una sorta di versione algoritmica della Necropolitica discussa da Achille Mbembe.

[10] Insieme alla nuova schiavitù diffusa nel mondo e alla devastazione ambientale associate all’estrazione dei metalli e quasi-metalli necessari alla loro implementazione. Tra le altre cose, le GPU dei modelli dell’IA generativa hanno profili termici analoghi a quelli delle centrali nucleari e dunque richiedono enormi quantità d’acqua per il loro raffreddamento. Su questi temi cfr. J. Luzi, Ce que l’intelligence artificielle ne peut pas faire, La Lenteur, 2024.

[11] In particolare i due ultimi appuntamenti del G7 in Giappone e in Italia, l’Executive Order della Casa Bianca (31 ottobre 2023), l’AI safety summit nel Regno Unito (1-2 novembre 2023), e l’IA act della UE (marzo 2024).

[12] E comunque in tutti quei settori nei quali l’elemento discriminante è la sicurezza, personale e collettiva. Ad esempio l’IA act dell’Unione Europea, che entrerà in vigore a breve, limita l’uso di sistemi IA di identificazione biometrica in tempo reale ad eccezione di tutte quelle situazioni «la cui importanza prevale sui rischi» https://www.key4biz.it/ai-act-ecco-il-testo-finale-in-italiano-pdf/494813/ .

[13] https://web.archive.org/web/20240109122522/https:/openai.com/policies/usage-policies

[14] Preservando un generico divieto ad utilizzare il suo servizio «per danneggiare se stessi o altri» https://openai.com/it-IT/policies/usage-policies/

[15] Cfr. https://www.acro-polis.it/2023/12/28/antony-loewenstein-il-laboratorio-della-palestina/ e A. Loewenstein, Laboratorio Palestina. Come Israele esporta la tecnologia dell’occupazione in tutto il mondo, Fazi Editore, 2024.

[16] https://oosto.com/ 

[17] https://research-and-innovation.ec.europa.eu/news/all-research-and-innovation-news/israel-joins-horizon-europe-research-and-innovation-programme-2021-12-06_en

Stefano Isola

Intelligenza artificiale: iperguerra, ecocidio e asservimento – Jacques Luzi

Testo dell’Intervento di Jacques Luzi alle Tre giornate contro le tecno-scienze, sesto incontro internazionale, Luglio 2024 ad Acqui Terme organizzate da Resistenze al nanomondo e pubblicato sul giornale L’Urlo della Terra, n.12, Luglio 2024

Intelligenza artificiale: iperguerra, ecocidio e asservimento.
Presentazione del libro di J. Luzi, Quello che l’intelligenza artificiale non può fare, 2024

Qui mi propongo di per parlare un po’ del mio libro, pubblicato a giugno in Francia: Cosa non può fare l’intelligenza artificiale. Per farlo, presenterò i due punti seguenti :

  1. Quali sono i principi dell’IA?
  2. In che modo l’IA fa parte delle invarianti dell’industrialismo, al di là delle sue applicazioni ludiche o “benefiche”?

Quindi, primo punto: quali sono i principi dell’IA?

Immaginate di essere in piedi su un muro dal quale volete saltare. Mentre iniziate a saltare, vedete un riccio che vi ostacola. Senza nemmeno pensarci, aggiustate il salto, evitate il riccio e, come un gatto, atterrate in piedi. Tutto va bene.

Che cosa è successo? Dal punto di vista del buon senso, avete buoni riflessi. Dal punto di vista dominante della tecnoscienza, il vostro comportamento è il risultato di un calcolo che vi permette di adattarvi ai cambiamenti dell’ambiente. Questo è il principio della cibernetica, che presuppone che il corpo umano sia una macchina biochimica  controllata da un cervello-macchina. È questo cervello-macchina che ha calcolato la nuova traiettoria e ha diretto il corpo-macchina.

La critica a questo paradigma della macchina risale almeno a Immanuel Kant. Emergendo dal cervello, il pensiero umano segue regole diverse dal suo substrato biologico; l’attività del cervello è inseparabile dal suo organismo; un organismo non è una macchina, nasce da un altro organismo, senza essere fabbricato, e ha una “forza formativa” che la macchina non ha. Infine, a differenza del computer, l’organismo umano nasce e si sviluppa senza possedere una memoria anatomica in cui sarebbe possibile immagazzinare algoritmi e dati, i primi elaborando i secondi.

Tuttavia, in un secolo, la tecnoscienza è passata dalla meccanizzazione della forza fisica umana alla meccanizzazione del pensiero umano, assimilato a un processo di calcolo. Il risultato sono gli algoritmi del computer e dell’intelligenza artificiale. Il risultato finale sarebbe la creazione di una nuova specie, la Machina Sapiens, dotata di una potenza fisica e intellettuale infinitamente superiore alle capacità umane. E nella quale gli esseri umani devono fondersi, secondo l’ideologia transumanista.

Sebbene il progetto dell’intelligenza artificiale sia di vecchia data, oggi sta è resa possibile dai progressi della potenza dei computer e delle immense banche dati, fornite dalla completa digitalizzazione dell’esistenza. Questo progetto è di natura universale. In primo luogo, è possibile riprodurre meccanicamente il comportamento degli esseri viventi (ridotto ai calcoli che permettono loro di adattarsi ai cambiamenti del loro ambiente). Ma è anche possibile rispondere alla crisi ecologica con un adeguamento calcolabile al feedback della natura dalle azioni umane [questa è l’argomentazione sostenuta da James Lovelock, Gaia, nel mille novecento settantanove]. E infine, applicare il ragionamento cibernetico all’ordinamento della società: gli individui digitalizzati producono dati e possono essere governati dal feedback della macchina intelligente.

Secondo punto: come si inserisce l’intelligenza artificiale nella logica o nelle invarianti dell’industrialismo?

Nel mio libro sono particolarmente interessato a quattro invarianti: l’alleanza tra il potere militare dello Stato, il potere monetario del capitale e il potere tecnologico; il capro espiatorio della natura come macchina sfruttabile e trasformabile all’infinito; la meccanizzazione del lavoro salariato; l’estensione della disciplina di fabbrica all’intero territorio governato dallo Stato.

Per brevità, non tratterò qui la questione del lavoro.

Primo punto) L’alleanza tra Stato e Capitale:

Dal Rinascimento, le società industriali sono state strutturate dal pensiero mercantilista, che è il pensiero alla base di questa alleanza. Imponendo tasse o debiti su parte della ricchezza creata dal Capitale, lo Stato monarchico, e poi quello repubblicano, possono finanziare il proprio potere militare. E viceversa, questo potere militare permette al Capitale di estendere la sua attività lavorativa, in forma coloniale o neocoloniale. Quindi, a partire dalla Seconda guerra mondiale, la supremazia economica degli Stati Uniti è stata accompagnata dalla loro assoluta supremazia militare: il bilancio del Pentagono è superiore alla somma dei bilanci militari del resto del mondo.

Dal diciassettesimo secolo in poi, questa alleanza è stata costantemente rafforzata dalle tecnologia derivanti dai progressi della tecnoscienza. L’intelligenza artificiale non fa eccezione. Nel mio libro mostro come, a partire dalla Seconda guerra mondiale, l’intelligenza artificiale sia stata una creazione dell’esercito americano, prima di diventare un’applicazione del capitalismo di sorveglianza della GAFAM, a sua volta assunta dal Pentagono per mettere l’intelligenza artificiale al servizio del suo potere militare.

Questo lavoro ha portato alle armi di oggi, dalle macchine a controllo umano ai robot killer autonomi, di cui la guerra tra Russia e Ucraina è il primo esperimento. Eliminando l’uomo, l’obiettivo è guadagnare velocità rispetto all’avversario (a robot killer autonomo agisce più rapidamente che se fosse mediato da un umano). Ma l’accelerazione delle operazioni militari “intelligenti” stanno portando a una crisi del comando: come governare macchine dalla velocità sovrumana, se non automatizzando la direzione delle operazioni? Questo è l’obiettivo dei progetti di intelligenza artificiale degli eserciti americano e cinese: il JADC2 americano (Join All-Domain Command-and-Control System) contro il MDPW cinese (Multi-Domain Precision Warfare) – o anche il National Defense Managment Center russo. In tutti i casi, ritroviamo la stessa strategia di organizzazione di un Progetto Manhattan, di un complesso scientifico-militare-industriale preparare il comando “intelligente” dell’esercito nel più breve tempo possibile.

Inoltre, ci sono indicazioni che questo movimento si estenderà all’automazione della decisione di usare le armi nucleari.

Secondo punto) La guerra alla natura :

Chiamo industrialismo l’alleanza tra Stato, capitale e tecnologia derivante dal progresso tecno-scientifico. La natura, dai giacimenti minerari al corpo umano e ai campi coltivati, è vista come una macchina che può essere scomposta e ricomposta a piacere sotto forma di artefatto.

Nel quadro dell’industrialismo, la natura ha lo status di capro espiatorio. Le ragioni sono due: in primo luogo, perché il suo sfruttamento alimenta le lotte di potere condotte dagli Stati e dai detentori del Capitale; in secondo luogo, perché il suo sfruttamento permette, grazie alla sicurezza e al comfort della società dei consumi, di garantire il sostegno della maggioranza degli sfruttati (anche se solo da un punto di vista immaginario).

Quindi, la crisi ecologica è il logico risultato dell’espansione industriale, cioè di una modalità di dominio nazionale e internazionale che può continuare solo grazie al soluzionismo tecnologico dell’intelligenza artificiale. E questo non può che aggravare la crisi. Per almeno due motivi.

In primo luogo, perché la digitalizzazione del mondo e il suo governo “intelligente” si basano sull’estensione dell’attività mineraria, che è il fondamento e il modello di tutte le attività industriali.

Il digitale, la tecnologia d’avanguardia, i droni e la robotizzazione stanno amplificando questo fenomeno, soprattutto perché la lega dei metalli nelle tecno-merci rende praticamente impossibile il riciclo. Nel mille e settecento si estraevano tre minerali, otto nel milleottocento, venti nel millenovecento, cinquantacinque nel due mila: in soli vent’anni, il volume dei metalli estratti nel mondo è raddoppiato. Entro il duemila e cinquanta, si prevede che la produzione mineraria globale aumenterà da cinque a dieci volte.

In Francia esiste un’associazione di ex professionisti del settore minerario che riassume le conseguenze come segue. Bisogna tenere presente che nel mondo ci sono diverse decine di migliaia di miniere. Cito:

I depositi metallici hanno due caratteristiche intrinseche:

I minerali di interesse sono disseminati in giganteschi volumi di roccia ;

Sono associati a una serie di elementi, principalmente metalli e metalloidi, alcuni dei quali sono particolarmente tossici per la salute umana e per tutte le forme di vita.

Di conseguenza, l’industria mineraria utilizza processi complessi e lunghi che consumano molta acqua ed energia e generano notevoli quantità di rifiuti.

I rifiuti minerari prodotti hanno un forte impatto ambientale, interessando tutti gli ambienti (acqua, aria, suolo) e causando gravi conseguenze sanitarie e sociali.

Il risultato è un’esacerbazione dei conflitti: il settore è responsabile del maggior numero di conflitti socio-ambientali e (…) del maggior numero di omicidi di difensori dei diritti umani[1].

In queste condizioni, l’intelligenza artificiale apparirà rapidamente come la causa e l’effetto della precipitosa preparazione alla guerra robotica, definita dagli americani “iperguerra”. La sua materialità contribuirà a moltiplicare e intensificare i conflitti per l’accesso alle riserve critiche di materie prime strategiche (petrolio, gas naturale, minerali, acqua). Allo stesso tempo, i suoi miglioramenti aumenteranno l’efficacia letale degli eserciti impegnati in questi conflitti per le risorse, che sono già iniziati, anche se per il momento indirettamente..

In secondo luogo, perché la soluzione tecnologica incorpora le biotecnologie e la fantasia di ricreare artificialmente gli elementi della natura distrutti dall’industrialismo.

La biologia sintetica combina due favole: quella dell’intelligenza delle macchine e quella della macchina vivente. Entrambe sono state invalidate da tempo e fanno quindi parte dell’ideologia scientifica. Ciò non impedisce il suo impiego, dalle armi biologiche alla commercializzazione di oggetti biologici (geni, gameti, cellule, tessuti), passando per la ricerca dello sviluppo “intelligente” di embrioni in un utero artificiale, dopo una selezione pre-impianto.

Per brevità, lascio la parola a Eliezer Yudkowsky, transumanista californiano, futurologo e scrittore di fantascienza, fondatore del Machine Intelligence Research Institute (Berkeley):

L’intelligenza artificiale non rimarrà a lungo confinata ai computer. Nel mondo di oggi, è possibile inviare via e-mail frammenti di DNA a laboratori che produrranno proteine su richiesta, consentendo all’IA inizialmente confinata a Internet di creare forme di vita artificiali o di passare direttamente alla produzione molecolare post-biologica. (…)

Non siamo pronti. Non siamo sulla buona strada per essere meglio preparati nel prossimo futuro. Se andiamo avanti, moriranno tutti, compresi i bambini che non l’hanno scelto e che non hanno fatto nulla di male.

Fermare tutto[2].

Terzo e ultimo punto) La matrice “intelligente” dello Stato

Da quanto detto, possiamo dedurre che l’avvento dell’intelligenza artificiale, anziché risolvere la crisi sociale, geopolitica ed ecologica causata dall’industrialismo, la aggraverà tragicamente, portando sia più caos che più modi di contenerlo.

Per questo motivo, l’organizzazione sociale può essere ridotta a una macchina che può essere ottimizzata. Dobbiamo fare una distinzione tra il dispiegarsi organico (non pianificato) della vita sociale (rurale o urbana) e la sua organizzazione artificiale. Come scrive James Scott a proposito della tecno-amministrazione:

Divenne possibile immaginare una società artificiale, fabbricata, progettata non con la forza della consuetudine e degli incidenti della storia, ma secondo criteri scientifici consapevoli e razionali. Ogni angolo dell’ordine sociale era aperto al miglioramento[3].

A tal fine, l’informatizzazione e l’automazione accentuano la spinta dello Stato a rendere trasparente il comportamento dei cittadini, trasferendo alla sfera civile tecnologie di origine militare: controllo “intelligente” della folla, videosorveglianza, monitoraggio biometrico, satelliti ad alta tecnologia, droni e armi “non letali” (irritanti, sostanze odorose, assordanti, accecanti, incapacitanti, e altri proiettili cosiddetti “non penetranti”).

Sebbene l’obiettivo non possa essere quello di monitorare sempre tutti, l’ordinamento “intelligente” della società può mirare a colpire chiunque in qualsiasi momento e, come nel panopticon carcerario di Samuel Bentham (1757-1831), a diffondere in tutto il corpo sociale uno “stato di visibilità consapevole e permanente che assicura il funzionamento automatico del potere[4].

Ecco alcuni esempi:

In Cina, Alibaba sta sviluppando “City Brain”, dalla cognizione all’ottimizzazione, dalla ricerca alla previsione, estende il suo potere al processo decisionale, sostituendo la burocrazia sopraffatta dalla complessità dell’ipertrofia urbana. Secondo Alibaba, questa intelligenza artificiale è pronta per essere utilizzata per la gestione del la pianificazione urbana, ma anche per la sicurezza e la “governance”.

Allo stesso tempo, le società cinesi Huawei e Hickvision dominano il mercato globale dei sistemi di sorveglianza intelligente e di polizia predittiva, in concorrenza soprattutto con NEC (Giappone) e IBM, Palantir e Cisco (made in USA). Queste società esportano il loro  tecnologia nelle autocrazie e in più della metà delle “democrazie liberali”. Tanto che il tipo di regime politico “non è un buon indicatore per determinare quali Paesi adotteranno la sorveglianza dell’IA”, soprattutto con la diffusione del liberalismo autoritario[5]. Né quali sono i Paesi che alla fine collegheranno i robot della polizia a questi sistemi. Dubai ha aperto la strada nel duemila dieci spet. Nel novembre duemilaventidue, il Consiglio dei Supervisori di San Francisco ha approvato una legge che autorizza la polizia a impiegare robot killer, per il momento solo in circostanze eccezionali (senza preoccuparsi di specificare la definizione di “eccezione”). Nel maggio duemilaventitre, il Consiglio comunale di New York ha confermato l’uso dei droni di sorveglianza Knightscope K5, di Digidog – il cane robot della Boston Robotics – e dei dispositivi di localizzazione GPS Starchase, che “consentono alla polizia di estrarre i chip da veicoli e individui, per rintracciarli ovunque sul pianeta”.

E ogni occasione, stato di eccezione dopo stato di eccezione, crea un nuovo effetto a catena, impedendo di ostacolare la disciplina della sicurezza urbana e la mentalità di adattamento al controllo cibernetico della vita sociale.

*          *          *

Non ho sviluppato completamente il contenuto del mio libro. Ma non è difficile concludere che, integrata nelle dinamiche strutturali dell’industrialismo, l’intelligenza artificiale porta all’iperguerra, all’ecocidio e alla servitù digitale. Non può essere utile alla pace, al rispetto della natura o alla difficile combinazione di libertà individuale e comunità sociale.

Le applicazioni alla salute, all’intrattenimento, ecc. non hanno altra funzione che l’accettabilità sociale. E questo si basa fondamentalmente su un feticcio per la tecnologia. In altre parole, un’ignoranza delle relazioni umane e dei rapporti con la natura cristallizzati nelle tecno-merci. L’intelligenza artificiale, o meglio l’elaborazione delle informazioni da parte di supercomputer apprendenti in un mondo interamente digitalizzato, non è magica, ma distruttiva dell’umanità degli esseri umani e della natura.

A livello di base, opporsi all’industrialismo significa, nonostante il peso della propaganda diffusa dai media, partiti politici e università, liberare le persone dalla morsa di questo feticismo. Questo è l’unico modo per dare una nuova direzione alle società nazionali e globali. Tale prospettiva può essere utopica, ma solo questa utopia può ancora dare un senso umano e terreno alle nostre vite.

Grazie per avermi ascoltato: non deve essere stato facile e mi scuso per aver brutalizzato la vostra bella lingua. E vi auguro tanti giorni felici. E spero di vedervi l’anno prossimo. Un abbraccio à tutti.


[1] SystExt, « Pour en finir avec certaines contrevérités sur la mine et les filières minérales », novembre 2021, p. 133-134, systext.org.

[2] E. Yudkowsky, « Pausing AI Developments Isn’t Enough. We Need to Shut it All Down. », Time, 29 mars 2023, time.com.

[3] J. C. Scott, L’œil de l’état. Moderniser, uniformiser, détruire, La Découverte, Paris, 2021 (1998), p. 147-148.

[4] M. Foucault, Surveiller et punir, Paris, Gallimard, 1975, p. 197-229.

[5] S. Feldstein, « The Global Expansion of AI Surveillance », 17 septembre 2019, carnegieendowment.org

Jacques LUZI, Giugno 2024

Scrivici per ricevere l’ultimo numero del nostro giornale L’Urlo della Terra

È uscito il numero 13 del giornale L’Urlo della Terra

Care lettrici e cari lettori,
è uscito il nuovo numero dell’Urlo della Terra.

Richiedeteci una o più copie, mandateci il vostro indirizzo e faremo partire immediatamente la spedizione. Contattateci inoltre per una diffusione del giornale più ampia e capillare nelle vostre zone: biblioteche, circoli, centri di documentazione… e per iniziative benefit.
Siamo disponibili per presentazioni e discussioni sui contenuti del giornale, in luoghi pubblici e aperti dove il pensiero libero si alimenta.
Se avete possibilità pubblicate e fate girare in blog, telegram, siti internet, canali…

Vi ricordiamo le Tre giornate contro le tecno-scienze il 18-19-20 Luglio, momento in cui diffonderemo anche questo nuovo numero del giornale: https://www.resistenzealnanomondo.org/necrotecnologie/programma-18-19-20-luglio/

Un caro saluto e grazie a tutte e tutti voi
La redazione

In questo numero:

– Editoriale
– OGM – TEA: l’attacco al vivente continua – Costantino Ragusa
– Dalla negazione del trascendente all’umanità cibernetica e transumana – Silvia Guerini
– Radicalismo organico: sfidare il sistema fino in fondo – Paul Cudenec
– Le religioni industriali contro la natura e la libertà – Jacques Luzi
– Intelligenza artificiale: iperguerra, ecocidio e asservimento – Jacques Luzi
– Nuovo brutalismo e guerra robotica – Stefano Isola
– Un futuro senza avvenire – I mozzi della Nave dei Folli
– Amnesie nucleocratiche. Piccoli promemoria per la nuova età nucleare – Dario Stefanoni
– La medicamentalizzazione – Suor Teresa Forcades
– Dialogo tra Resistenze al nanomondo e Philippe Pelletier

28 pagine
5 euro a copia, più spese di spedizione 1,30 euro
Per i distributori minimo 5 copie: 3 euro a copia, più spese di spedizione 1,30 euro
Spese di spedizione per l’estero: 5,50 euro- Gratis per i detenuti
Postepay Evolution
IBAN: IT73L3608105138236370036378
Intestata a Silvia Guerini, Specificare la causale L’Urlo della Terra

Per contatti e richieste: urlodellaterra@inventati.org, www.resistenzealnanomondo.org

La nave dei folli – Bollettino radiofonico di critica radicale alla società cibernetica

La nave dei folli – La società cibernetica globalizzata che procede verso l’inevitabile naufragio

Bollettino radiofonico di critica radicale alla società cibernetica

Trasmissione registrata nell’estrema periferia montana della città metropolitana, affronta le molte questioni sollevate dall’applicazione di quei principi cibernetici che oggi trovano la loro definitiva realizzazione, nella società nel suo complesso come in ogni singola persona, attraverso il pilotaggio del sistema mondo in stato di allerta: ibridazione biomeccanica, gestione informatica, militarizzazione, controllo tecnologico, tirannia sanitaria.

Con riflessioni, approfondimenti, contributi dall’Italia e dall’estero, letture, musiche e brani cinematografici, solcherà i mari burrascosi della realtà in cui viviamo fatta di 5G, manipolazioni genetiche, trattamenti sanitari obbligatori, centrali nucleari… e di Stati e aziende che le impongono e ci lucrano sopra; ma anche di tutte le forme di resistenza e lotta nate per opporsi a questo inevitabile naufragio e seguire fin da subito rotte radicalmente diverse.

email: lanavedeifolli@protonmail.com

Sito internet
Leggi e ascolta qui: https://lanavedeifolli.noblogs.org/

È in uscita il numero 11 del giornale L’Urlo della Terra

È in uscita il numero 11 del giornale L’Urlo della Terra

Care/i lettrici e lettori,

sta per essere dato alle stampe il nuovo numero de L’Urlo della Terra.

Vi chiediamo, se potete, di sostenerci con anticipo rispetto ai normali tempi di spedizione del giornale con l’invio del vostro contributo. Questo ci permetterà di far fronte alle non leggere spese tipografiche aumentate notevolmente nei costi della carta e per le spese di distribuzione in Italia, all’estero e ai non pochi prigionieri.
Contattateci inoltre per una diffusione del giornale più ampia e capillare nelle vostre zone: biblioteche, circoli, centri di documentazione… e per iniziative benefit.
Siamo disponibili per presentazioni e discussioni sui contenuti del giornale, in luoghi pubblici e aperti dove il pensiero libero si alimenta.
Se avete possibilità pubblicate e fate girare in blog, telegram, siti internet, canali…

Vi ricordiamo le Tre giornate contro le tecno-scienze il 28-29-30 Luglio, momento in cui diffonderemo anche questo nuovo numero del giornale:
Presentazione: https://www.resistenzealnanomondo.org/necrotecnologie/28-29-30-luglio-2023-tre-giornate-contro-le-tecno-scienze/
Programma con gli interventi: https://www.resistenzealnanomondo.org/necrotecnologie/biotecnologie/programma-tre-giornate-contro-le-tecno-scienze-28-29-30-luglio/

Un caro saluto e grazie a tutte e tutti voi
La redazione

In questo numero:

– Editoriale
– Il Biolaboratorio mondo – Costantino Ragusa
– Pandemie e guerra biologica: la Scilla e Cariddi della Quarta Rivoluzione industriale – Hurry Tuttle, dalla rivista greca Cyborg, n.24, Atene
– La realtà ostaggio da smontaggi e ricostruzioni artificiali – Silvia Guerini
– La realtà è diventata un’attrazione turistica – Jennifer Bilek
– Demistificare la ragion tecnica. Riflessioni attorno “Propaganda” di Jacques Ellul – Dario Stefanoni
– Inganno climatico e fanatismo (anti) ecologista. Dalla narrazione climatica all’ingegnerizzazione della Vita – Cristiana Pivetti
– L’ingegnerizzazione dell’umanità e del pianeta in essere robotizzati e megamacchina – Maria Heibel
– Il Club di Roma e l’avanzare del governo mondiale – Cristiana Pivetti
– Cosa ha detto Theodor Kaczynski delle biotecnologie – Resistenze al nanomondo
– Dialogo tra Resistenze al nanomondo e FINRRAGE (Feminist International Network of Resistance to Reproductive and Genetic Engineering)


40 pagine
5 euro a copia, più spese di spedizione 1,30 euro
Per i distributori minimo 5 copie: 3 euro a copia, più spese di spedizione 1,30 euro
Spese di spedizione per l’estero: 5,50 euro

Postepay Evolution
IBAN: IT73L3608105138236370036378
Intestata a Silvia Guerini, Specificare la causale L’Urlo della Terra

Per contatti e richieste: urlodellaterra@inventati.org, www.resistenzealnanomondo.org

Disegno di Cristiana Pivetti
http://www.cristianapivetti.org/

ProgrammThree days against techno-sciences

Fifth International Meeting
28 – 29 – 30 July 2023
THREE DAYS AGAINST TECHNO-SCIENCES
at Altradimora, strada Caranzano 72, Alessandria (AL), Italy

FRIDAY

12.30 p.m. lunch

15.30
Presentation of the meeting by Resistenze al nanomondo – Bergamo

16.00 – 19.00 Speeches followed by debate

Towards the biolaboratory world
The international attention focused for many months on the Wuhan biotechnology laboratory did not serve, as many have thought, to find a scapegoat in the dangerous Chinese research – especially when zoological narratives of Pangolins and Bats were disproved by the very drivers such as Fauci – rather, we were facing a new biotechnological dimension. The numbering of the security level is only to be seen as a detail where the biolaboratory with all its consequences and side effects, understood as new chimeras and biological weapons towards society as a whole, goes. A society to be surrounded first and then penetrated to the depths, where the biological alarm bell sounding will get mixed up with the bell announcing school recreastion, as it did with nuclear power. This time there is no atomic fallout to be averted, because the new biotechnological dimension with the living being at its centre is about to normalise. We are already in confidence, otherwise there would be no call for moratoriums and a techno-science on a human scale, this can never be given, because it does not exist.
Costantino Ragusa, Resistenze al nanomondo

Cellular mRNA redesign platforms, towards a humanity on a scale of gene therapies, digital identity and QR codes
The era of vaccines is opening, which would better be called the era of gene therapies with genetic engineering technologies from recombinant DNA to synthetic mRNA and nanotechnology for a cellular redesign platform. Universal vaccines – actually gene therapies – for influenza, vaccines – actually gene therapies – against cancer, these and others to be taken up also at a preventive level for a restructuring of medicine in a predictive and preventive key on a genetic basis. We will be responsible if we fall ill because we have not followed the new dictates, not an increasingly deadly society.
We will review Europe-wide vaccination campaigns for Sars-Cov 2 and other future decreed pandemics. But that’s not all, after testing it on women in African countries with their subsequent sterilisation, the trial of the contraceptive vaccine starts, opening up a further transformation: a vaccine to produce an immune response against a bodily process – pregnancy. Genetic modifications of DNA, infertility, increasingly early cancers will not only be health consequences, but will represent a profound transformation of future generations: infertile, sick, weak, ready to be hijacked into genetic engineering and artificial reproduction biolaboratories. To close the circle from the Green Pass we are coming in a big hurry to the Digital Identity that will travel with the 5G network, so at the next scanner check the QR will tell who fails to fit their parameters…
Silvia Guerini, Resistenze al nanomondo

19.30 Dinner

21.00 Screening of the documentary
Infertility: A Diabolic Agenda
Subtitled in Italian, 30 minutes
Produced by Children’s Health Defense
The story of how a World Health Organisation (WHO) population control experiment, under the guise of a vaccination programme, led to the sterilisation of millions of women in Africa. One of Dr Stephen Karanja’s last warnings: ‘once they are done with Africa, they will come to you’. Coming finally to the Sars-Cov 2 gene serums that could cause infertility in women around the world.
This will be followed by a remote talk by Sister Teresa Forcades, an important witness to all this and to the work of the pharmaceutical multinationals in the countries of the South.
“Medicamentalization”
After the medicalisation of natural processes, such as the change of mood in adolescence, the commercial medical model started to market itself with the medicalisation of social problems and the abuse of preventive medicine. This would not be possible without the cooperation of society.
Sister Teresa Forcades, doctor, theologian, Benedictine nun of the Monastery De San Benedet in Montserrat

SATURDAY

8.00 a.m. breakfast

9.00 – 12.30 Speeches followed by debate

Shining light on the climate of manipulation
Our contemporary society is built entirely from artifice and illusion.
In this labyrinth of lies, this demonic hall of mirrors, it has become extraordinarily difficult to distinguish fact from fake, reality from spin.
The question of climate change, and so-called “climate justice”, is a prime example of this. It has become clear over the last few years that this “political movement”, from Greta Thunberg to Extinction Rebellion, from Fridays for Future to Ultima Generazione, is a manufactured one serving powerful financial interests under a false green flag.
The fact that the “trans rights” movement is also a corporate front is not a coincidence, but part of a systematic and wide-ranging plan. This plan is wrapped in lies, in order to dupe people into going along with it. As well as exposing the plan and the power behind it, we need to affirm our own conviction to truth, as one of our core values.
It is the light of our authenticity that can reach through through the system’s barriers of deceit and spark the flame of righteous revolt in the hearts of millions.
Paul Cudenec, www.paulcudenec.substack.com, www.winteroak.org.uk

Improving creation – becoming god – aspirations of human folly
According to the engineers of humanity, we will have a better world by genetically modifying human beings to make them more intelligent, courageous and capable. This is the basic idea that we can observe in all areas. Everything must be improved. A common denominator of improvement in all areas of life is the reversal of values. So what needs to be improved and in which direction? Where does the ‘better’, so defined, come from? It comes from the reversal of natural laws and spiritual laws.
Today’s so-called elite is reversing all the premises that characterise life, both in nature and in society. The focus is not on life on earth, on birth, growth and nurture, on care, not on the wonder of this reality, its beauty, its activity and complexity, but on its reversal, its dissolution, its transformation into an artificial, even enhanced reality; a term that expresses this concept exhaustively is that of ‘assisted evolution’, which we encounter everywhere and which represents the attitude of this technocratic man towards creation.
Maria Heibel editor of the website www.nogeoingegneria.org

Useless, unscientific, toxic and illegal: the new GMOs, like synthetic pesticides, have these four characteristics in common, while four arrogant cartels dominate the world seed market and four investment funds are destroying the ethical heritage of all humanity
Everyone remembers the words of the warmonger Kissinger “If you control oil, you control nations, if you control food, you control people”, but not everyone knows that food is produced by 857 million individuals who are not easy to control, enslave, dominate .
The speed with which today, four investment funds aim to manage the food supply of the entire planet is there for all to see. By polluting and plundering, water, air and land, they have maintained the same predatory mission of the India Companies, with the arrogance of those who hold immense capital and the majority shares in all the biggest multinationals of armaments, information technology, services, transport, financial, oil, pharmaceutical, seed, biotech, metallurgical, etc.
To overthrow the mercenary violence of their weapons, the illicit power of their invasive technologies, and the useless wealth of their counterfeit bills, you need to team up with the world’s 857 million farmers and let your neighbors know that the coming tsunami , it also concerns his noble family.
Mario Apicella – Mountain agronomist specialized in organic farming and agricultural biodiversity

Climatism: the new ideology that opens the door to the engineering of life
The climate emergency machine is compact and its gears are well-oiled to spread the same catastrophic melody: from the IPCC to the WHO, the practitioners of apocalyptic prophecies are the heirs of a diverse world of neo-Malthusians and technocrats, who have always been engaged in shaping the society of the future. Does the infamous 2 degrees that separate us from extinction represent a real danger or more likely a pretext to legitimise atmospheric geoengineering and techniques for manipulating terrestrial life?
Only by looking disenchantedly at reality will it be possible to stop the creation of the Engineered Planet and the abolition of Nature.
Cristiana Pivetti, artist, illustrator of texts against the artificialization of Life and essayist, www.cristianapivetti.org

13.00 Lunch

15.00 – 19.30 Speeches followed by debate

Eugenics, artificial reproduction of the human, dissociation from bodies and reality, from how one should be born to how one should die.
An outline to introduce and unite the following three talks.
By Silvia Guerini – Resistance to the nanoworld

Biotechnology, MAP and eugenics: for a rational critique
Biotechnology is the techno-scientific manipulation of living beings, including humans. Since the 19th century, industrial societies have justified the coexistence of the principle of equality and the reality of inequality by a biological determinism, for which social inequalities are the reflection of natural inequalities. From this ideology stems eugenics, i.e. the will to scientifically control human reproduction, in order to favour the ‘superior’ over the ‘inferior’. This is the real legitimisation of MAP, research on artificial wombs, genetic manipulation, cloning, etc. The consequence is the deepening of the industrial dispossession of individuals, not only of their livelihoods, their desires, their social interactions, but also of their nature. However, the rational critique of this ideology is confronted with various irrationalities: that of technocratic propaganda, that of postmodern cultural determinism and that of religious fundamentalism.
Jacques Luzi, academic, member of the journal Ecologie & politique

Homo Deus, the human whose brain is a computer made of flesh
What lies behind eugenics, the techno-mercification of reproduction and its Brave New World? Is there a matrix of the ‘trans phenomenon’, transhumanism, transsexualism? Why has institutional ecology become the spearhead of these movements? While the degrowth movement was hitherto persona non grata in the mass media, the ‘degrowth studies’ (Timothée Parrique & Co), the nucleocratic degrowth of the French polytechnician Jean-Marc Jancovici or Klaus Schwab’s ‘Great Reset’ version of degrowth, suddenly had access to public discourse. For the ‘pope of degrowth’ Serge Latouche, the reason for degrowth was liberation from the economisation of the world. After recovering ecology, liberal capitalism attacks degrowth: it is a question of turning it upside down to put it at the service of the realm of the quantifiable. Even in the militant world, this degrowth perspective alleviates avoiding questions that annoy and arouse suspicion of reaction. How can we avoid the subversive nature of our commitment?
Vincent Cheynet, editor-in-chief of the French magazine La Décroissance

Naked death or freely dying
To turn death against those who use it to better govern us means in the first instance to bring it back into life, to return to talking about it, to remove it from the isolation to which it has been subjected, and in the second instance to know how to lay down one’s arms in front of it, to prepare oneself to freely consent to it, to accept one’s fragility, to abandon the warlike metaphor that western allopathic medicine continues to propagate like a malignant tumour and to learn to make peace intimately with illness and death.
This does not necessarily mean renouncing treatment, abdicating any possible cure, rejecting any medicine. Rather, the effort to be made as a political and existential commitment is to revolutionise the very concept of illness, which is no longer to be understood as an attack by external agents to be countered by any means and at any cost, but as a manifestation of one’s own being in the world.
Bianca Bonavita

20.00 dinner

SUNDAY

8.00 a.m. breakfast

9.00
What possibilities for continuing the Resistance?
As we do every year at the end of these three days, we will take time to reflect together on the paths of opposition currently in place, whether these can actually be considered such, and where they are lagging behind. We will make these reflections on the basis of the experiences of the participants, but we will also willingly trespass on proposals that try to give substance to the reflections made, which absolutely cannot simply remain mere abstractions. We are in a context in which, paradoxically, it is becoming difficult to build and sustain a grassroots movement: we have ‘events’, ‘logos’, ‘memberships’, ‘chats’, ‘parties of dissent’ and delegate to experts or supposed such who should never replace the work of activists, made up of research, study and even sacrifice. In all this, a deeper and broader meaning not only of the processes underway, but also of the meaning of a path of struggle with a lack of memory of how networks, coordinations, projects used to be built. Let us restore depth, commitment, continuity, by putting ourselves on the line. If we are not willing to do this, how can we think of building a Resistance?

13.00 lunch

The place where the meeting will take place, Altradimora, (https://altradimora.eu/), strada Caranzano 72, Alessandria (AL), is a house with beds and the possibility of putting up tents in the lawn in front of the house.
Bring a sheet bag and towels.
We will provide breakfasts, lunches and dinners for all days with organic, vegan and locally produced food. Gluten-free option provided. Please let us know of any intolerances or other needs.

The cost to attend the three days – Friday, Saturday and Sunday – is 100 euros, for Friday and Saturday 80 euros, for Saturday and Sunday 60 euros, for Sunday 20 euros.
It is necessary to BOOK in advance in order to participate in the days. Places are limited.

The space will be free of wi-fi (with the exception of times with remote interventions) and we will ask people to turn off their phones during the debates to protect electrosensitive people (and all of us).
For all three days there will be an exhibition of Cristiana Pivetti’s works, stalls with newspapers, books and information material. Bring your material.
Help us organise the meeting as well as possible by spreading the programme as widely as possible.

How to get there:
By car: From Genoa on the motorway to Alessandria, exit at Ovada, proceed towards Acqui Terme and then take the road to Rivalta Bormida. After passing through the towns of Trisobbio and Rivalta Bormida at the junction for Cassine, continue for two kilometres and then find the sign for Caranzano. From Milan, exit at Alessandria Sud and follow the signs for Acqui and Cassine, after Cassine there is the junction for Caranzano. From Turin the same road.
By train: Train to Acqui Terme, we will pick you up at the station, please contact us by email to make arrangements well in advance and so as not to arrive during the speaking times.

Here the presentation of the meeting: https://www.resistenzealnanomondo.org/necrotecnologie/28-29-30-luglio-2023-tre-giornate-contro-le-tecno-scienze/
Here the programme of the previous meeting:
https://www.resistenzealnanomondo.org/necrotecnologie/biotecnologie/programma-tre-giornate-contro-le-tecno-scienze-2/

For information, bookings and contacts
www.resistenzealnanomondo.org, info@resistenzealnanomondo.org
www.facebook.com/3giornatecontroletecnoscienze/ (being updated)

Programma tre giornate contro le tecno-scienze 28-29-30 Luglio

Quinto incontro internazionale:
28 – 29 – 30 Luglio 2023
TRE GIORNATE CONTRO LE TECNO-SCIENZE
presso Altradimora, strada Caranzano 72, Alessandria (AL), Italia

VENERDI’

12.30 pranzo

15.30

Presentazione dell’incontro a cura di Resistenze al nanomondo – Bergamo

16.00 – 19.00 Interventi e a seguire dibattito

Verso il biolaboratorio mondo

L’attenzione internazionale puntata per lunghi mesi verso il laboratorio di biotecnologia di Wuhan non serviva come in molti hanno pensato a trovare un capro espiatorio nella pericolosa ricerca cinese – soprattutto quando narrazioni zoologiche di Pangolini e Pipistrelli venivano smentiti dagli stessi manovratori di Punta come Fauci – piuttosto eravamo di fronte ad una nuova dimensione biotecnologica. La numerazione del livello di sicurezza è da ritenere solo un dettaglio dove si spinge il biolaboratorio con tutte le sue conseguenze ed effetti collaterali, intesi come nuove chimere e armi biologiche verso la società tutta. Una società da circondare prima e da penetrare poi nel profondo dove la campanella dell’allarme biologico si confonderà con quello della ricreazione, come è avvenuto con il nucleare. Questa volta non vi è nessun fallout atomico da scongiurare, perché la nuova dimensione biotecnologica con il vivente al centro si appresta a normalizzarsi. Siamo già in confidenza, altrimenti non verrebbero richieste moratorie e una tecno-scienza a misura d’umano, questa non potrà mai essere data, perché non esiste.
Costantino Ragusa, Resistenze al nanomondo

Piattaforme di riprogettazione cellulare a mRNA, verso un’umanità a misura di terapie geniche, Identità Digitale e codici QR

Si apre l’epoca dei vaccini che sarebbe meglio definire l’epoca delle terapie geniche con tecnologie di ingegneria genetica dal DNA ricombinante all’mRNA sintetico e nanotecnologico per una piattaforma di riprogettazione cellulare. Vaccini universali – leggi terapie geniche – per l’influenza, vaccini – leggi terapie geniche – contro il cancro, questi e altri ancora da assumere anche a livello preventivo per una ristrutturazione della medicina in chiave predittiva e preventiva su base genetica. Diventeremo noi i responsabili se ci ammaleremo perché non avremo seguito i nuovi dettami, non una società sempre più mortifera.
Rivedremo campagne vaccinali a livello europeo per la Sars-Cov 2 e per altre future decretate pandemie. Ma non solo, dopo averlo testato su donne nei paesi africani con la conseguente loro sterilizzazione, parte la sperimentazione del vaccino anticoncezionale che apre a un ulteriore trasformazione: un vaccino per produrre una risposta immunitaria contro un processo corporeo: la gravidanza. Modificazioni genetiche del DNA, infertilità, tumori sempre più precoci saranno non solo delle conseguenze sulla salute, ma rappresenteranno una profonda trasformazione delle future generazioni: infertili, malate, deboli, pronte per essere dirottate nei biolaboratori di ingegneria genetica e di riproduzione artificiale. Per chiudere il cerchio dal Green Pass stiamo arrivando in gran fretta all’Identità Digitale che viaggerà con la rete 5G, così al prossimo controllo scanner il QR trasmetterà chi non rientrerà nei loro parametri…
Silvia Guerini, Resistenze al nanomondo

19.30 cena

21.00 Proiezione del documentario

Infertility: A Diabolic Agenda
Sottotitolato in italiano, 30 minuti
Prodotto da Children’s Health Defense
La storia di come un esperimento di controllo della popolazione dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), con il pretesto di un programma di vaccinazione, abbia portato alla sterilizzazione di milioni di donne in Africa. Uno degli ultimi avvertimenti del dottor Stephen Karanja: “una volta che avranno finito con l’Africa, verranno da voi”. Arrivando infine ai sieri genici per la Sars-Cov 2 che potrebbero causare infertilità nelle donne di tutto il mondo.
A seguire un intervento da remoto di Suor Teresa Forcades importante testimone di tutto questo e dell’operato delle multinazionali farmaceutiche nei paesi del Sud del Mondo.
La medicamentalizzazione
Dopo la medicalizzazione dei processi naturali, come il cambio di umore nell’adolescenza, il modello medico commerciale ha iniziato a fare mercato con la medicalizzazione dei problemi sociali e con l’abuso della medicina preventiva. Questo non sarebbe possibile senza una cooperazione della società.
Suor Teresa Forcades, medica, teologa, monaca benedettina del Monastero De San Benedet di Montserrat

SABATO

8.00 colazione

9.00 – 12.30 Interventi e a seguire dibattito

Luce splendente sul clima della manipolazione

La nostra società contemporanea è costruita interamente da artifici e illusioni.
In questo labirinto di bugie, in questo demoniaco gioco di specchi, è diventato straordinariamente difficile distinguere il fatto dal falso, la realtà dalla finzione.
La questione del cambiamento climatico, e della cosiddetta “giustizia climatica”, ne è un ottimo esempio. Negli ultimi anni è diventato chiaro che questo “movimento politico”, da Greta Thunberg a Extinction Rebellion, da Fridays for Future a Ultima Generazione, è stato fabbricato al servizio di potenti interessi finanziari sotto una falsa bandiera verde.
Il fatto che il movimento dei “diritti trans” sia anche una facciata aziendale non è un caso, ma parte di un piano sistematico e di ampio respiro. Questo piano è avvolto da bugie, al fine di indurre le persone ad accettarlo. Oltre a esporre il piano e il potere dietro di esso, dobbiamo affermare la nostra convinzione alla verità, come uno dei nostri valori fondamentali.
È la luce della nostra autenticità che può attraversare le barriere dell’inganno del sistema e accendere la fiamma della giusta rivolta nei cuori di milioni di persone.
Paul Cudenec, www.paulcudenec.substack.com, www.winteroak.org.uk

Migliorare la creazione – diventare dio – aspirazioni della follia umana
Secondo gli ingegneri dell’umanità, avremo un mondo migliore modificando geneticamente gli esseri umani per renderli più intelligenti, coraggiosi e capaci. Questa è l’idea di base che possiamo osservare in tutti i settori. Tutto deve essere migliorato. Un denominatore comune del miglioramento in tutti gli ambiti della vita è il rovesciamento dei valori. Quindi, cosa deve essere migliorato e in quale direzione? Da dove viene il “meglio”, così definito? Viene dall’inversione delle leggi naturali e delle leggi spirituali.
La cosiddetta élite di oggi sta invertendo tutte le premesse che caratterizzano la vita, sia in natura che nella società. L’attenzione non è rivolta alla vita sulla terra, alla nascita, alla crescita e al nutrimento, alla cura, non alla meraviglia di questa realtà, alla sua bellezza, alla sua attività e complessità, ma al suo rovesciamento, alla sua dissoluzione, alla sua trasformazione in una realtà artificiale, addirittura potenziata; un termine che esprime esaurientemente questo concetto è quello di “evoluzione assistita”, che incontriamo ovunque e che rappresenta l’atteggiamento di quest’uomo tecnocratico nei confronti della creazione.
Maria Heibel curatrice del sito internet www.nogeoingegneria.org

Inutili, antiscientifici, tossici e illegali: i nuovi OGM, come i pesticidi sintetici, hanno queste quattro caratteristiche in comune, mentre quattro arroganti cartelli dominano il mercato mondiale delle sementi e quattro fondi di investimento stanno distruggendo il patrimonio etico dell’intera Umanità
Tutti ricordano la frase del guerrafondaio Kissinger “Se controlli il petrolio, controlli le nazioni, se controlli gli alimenti, controlli i popoli”, ma non tutti sanno che gli alimenti sono prodotti da 857 milioni di individui che non è facile controllare, asservire, dominare.
La velocità con cui oggi, quattro Fondi di investimento puntano a gestire l’alimentazione dell’intero pianeta è sotto gli occhi di tutti. Inquinando e depredando, acqua, aria e terra, hanno mantenuto la stessa mission predatoria delle Compagnie delle Indie, con l’arroganza di chi detiene immensi capitali e le azioni di maggioranza in tutte le più grandi multinazionali di armamenti, di informatica, di servizi, di trasporti, finanziarie, petrolifere, farmaceutiche, sementiere, biotech, metallurgiche, ecc.
Per rovesciare la violenza mercenaria delle loro armi, la potenza illecita delle loro tecnologie invasive e l’inutile ricchezza delle loro banconote false, serve allearsi con gli 857 milioni di agricoltori del mondo intero e far sapere al vicino di casa che lo tsunami che sta arrivando, riguarda anche la sua nobile famiglia.
Mario Apicella – Agronomo di montagna specializzato in agricoltura biologica e biodiversità agraria

Il climatismo: la nuova ideologia che spalanca le porte all’ingegnerizzazione della vita
La macchina emergenziale climatica è compatta e i suoi ingranaggi sono ben oliati per diffondere la stessa melodia catastrofista: dall’IPCC all’OMS, i professionisti delle profezie apocalittiche sono gli eredi di un mondo variegato, costituito da neo-malthusiani e tecnocrati,  da sempre impegnati nel modellare la società del futuro. I famigerati 2 gradi che ci separano dall’estinzione rappresentano un pericolo reale o più verosimilmente un pretesto per legittimare la geoingegneria atmosferica e le tecniche di manipolazione della vita terrestre?         
Solo se si guarda con disincanto la realtà sarà possibile fermare la realizzazione del Pianeta Ingegnerizzato e l’abolizione della Natura.  
Cristiana Pivetti, artista, disegnatrice, rappresentatrice di testi contro l’artificializzazione della Vita e saggista, www.cristianapivetti.org

13.00 pranzo

15.00 – 19.30 Interventi e a seguire dibattito

Eugenetica, riproduzione artificiale dell’umano, dissociazione dai corpi e dalla realtà, da come si deve nascere a come si deve morire.
Una traccia per introdurre e unire i seguenti tre interventi.
A cura di Silvia Guerini – Resistenze al nanomondo

Biotecnologie, PMA ed eugenetica: una critica razionale
La biotecnologia è la manipolazione tecno-scientifica degli esseri viventi, compresi gli esseri umani. Dal XIX secolo, le società industriali hanno giustificato la coesistenza del principio di uguaglianza e la realtà della disuguaglianza con un determinismo biologico, per il quale le disuguaglianze sociali sono il riflesso di quelle naturali. Da questa ideologia nasce l’eugenetica, cioè la volontà di controllare scientificamente la riproduzione umana, al fine di favorire i “superiori” rispetto agli “inferiori”. Questa è la vera legittimazione della PMA, della ricerca sull’utero artificiale, della manipolazione genetica, della clonazione, ecc. La conseguenza è l’approfondimento dell’espropriazione industriale degli individui, non solo dei loro mezzi di sussistenza, dei loro desideri, delle loro interazioni sociali, ma anche della loro stessa natura. Tuttavia, la critica razionale di questa ideologia si scontra con diverse irrazionalità: quella della propaganda tecnocratica, quella del determinismo culturale postmoderno e quella del fondamentalismo religioso.
Jacques Luzi, accademico, membro della rivista Ecologie & politique.

Homo Deus, l’umano il cui cervello è un computer fatto di carne
Cosa si nasconde dietro l’eugenetica, la tecno-mercificazione della riproduzione e il suo Mondo nuovo (Brave New World)? Esiste una matrice del “fenomeno trans”, transumanesimo, transessualismo? Perché l’ecologia istituzionale è diventata la punta di diamante di questi movimenti? Mentre il movimento per la decrescita era fino a quel momento persona non grata nei mass media, i « degrowth studies » (Timothée Parrique & Co), la decrescita nucleocratica del politecnico francese Jean-Marc Jancovici o la versione della decrescita « Great Reset » di Klaus Schwab, improvvisamente hanno avuto accesso al discorso pubblico. Per il « papa della decrescita » Serge Latouche, la ragione di quest’ultima era la liberazione dall’economizzazione del mondo. Dopo aver recuperato l’ecologia, il capitalismo liberale attacca la decrescita: si tratta di ribaltarla per metterla al servizio del regno del quantificabile. Anche nel mondo militante, questa prospettiva di decrescita allevia evitando domande che infastidiscono e suscitano il sospetto di reazione. Come evitare il sovvertimento della natura sovversiva del nostro impegno?
Vincent Cheynet, caporedattore della rivista francese La Décroissance

Nuda morte o del libero morire
Rivoltare la morte contro chi la usa per meglio governarci significa in prima istanza riportarla dentro la vita, tornare a parlarne, toglierla dall’isolamento cui è stata sottoposta, e in seconda istanza sapere anche deporre le armi davanti ad essa, prepararsi ad acconsentirvi liberamente, accettare la propria fragilità, abbandonare la metafora bellica che la medicina allopatica occidentale continua a propagare come un tumore maligno e imparare a fare intimamente pace con la malattia e con la morte.
Ciò non significa necessariamente rinunciare alla cura, abdicare da ogni possibile guarigione, rifiutare qualunque medicina. Lo sforzo da compiere come impegno politico ed esistenziale, è piuttosto quello di rivoluzionare il concetto stesso di malattia, da non intendersi più come un attacco di agenti esterni da contrastare con ogni mezzo e a qualunque costo, ma come una manifestazione del proprio stesso essere nel mondo.
Bianca Bonavita

20.00 cena

DOMENICA

8.00 colazione

9.00
Quali possibilità per continuare la Resistenza?
Come ogni anno in conclusione di queste tre giornate ci prenderemo del tempo per riflettere insieme sui percorsi di opposizione attualmente in atto, se questi effettivamente possono ritenersi tali e dove tardano a svilupparsi. Faremo queste riflessioni a partire dalle esperienze dei partecipanti, ma volentieri sconfineremo anche in proposte che provino a dare concretezza alle riflessioni fatte, che assolutamente non possono semplicemente restare mere astrazioni. Siamo in un contesto in cui paradossalmente sta diventando difficile costruire e sostenere un movimento di base: abbiamo “eventi”, “loghi”, “adesioni”, “chat”, “partiti del dissenso” e una delega ad esperti o presunti tali che non dovrebbero mai sostituire il lavoro degli attivisti, fatto di ricerca, studio e anche sacrificio. In tutto questo sfugge un più profondo e ampio significato non solo dei processi in corso, ma anche del senso di un percorso di lotta con una mancanza di memoria su come un tempo si costruivano reti, coordinamenti, progetti. Ridiamo profondità, impegno, continuità, mettendoci in gioco in prima persona. Se non siamo disposti a questo come possiamo pensare di costruire una Resistenza?

13.00 pranzo

Il luogo dove si svolgerà l’incontro, Altradimora, (https://altradimora.eu/), strada Caranzano 72, Alessandria (AL), è una casa con dei posti letto e la possibilità di mettere delle tende nel prato davanti casa.
Porta sacco lenzuolo e asciugamani.
Daremo colazioni, pranzi e cene per tutte le giornate con alimenti biologici, vegani e da produttori locali. Prevista opzione senza glutine. Comunicateci eventuali intolleranze o altre necessità.


Il costo per partecipare alle tre giornate – venerdì, sabato e domenica – è 100 euro, per venerdì e sabato 80 euro, per sabato e domenica 60 euro, per domenica 20 euro.
È necessario PRENOTARE con anticipo la propria presenza per la partecipazione alle giornate. I posti letto sono limitati.

Lo spazio sarà libero da wi-fi (ad eccezione dei momenti con gli interventi da remoto) e chiederemo di spegnere i telefoni durante i dibattiti per tutelare le persone elettrosensibili (e tutte/i noi).

Per tutte le tre giornate esposizione delle opere di Cristiana Pivetti, banchetti con giornali, libri e materiale informativo. Porta il tuo materiale.

Aiutaci ad organizzare l’incontro al meglio, diffondendo il più possibile il programma.

Come arrivare:
In auto: Da Genova con l’autostrada per Alessandria si esce a Ovada, si procede verso Acqui Terme e poi si prende per Rivalta Bormida. Passati i paesi di Trisobbio e Rivalta Bormida al bivio per Cassine si prosegue per due kilometri e poi si trova l’indicazione per Caranzano. Da Milano si esce ad Alessandria sud e si seguono le indicazioni per Acqui e Cassine, dopo Cassine c’è il bivio per Caranzano. Da Torino stessa strada.
In treno: Treno per Acqui Terme, vi veniamo a prendere alla stazione, si prega di contattarci sulla email per accordarci con largo anticipo e di arrivare non durante gli orari degli interventi.

Qui la presentazione dell’incontro: https://www.resistenzealnanomondo.org/necrotecnologie/28-29-30-luglio-2023-tre-giornate-contro-le-tecno-scienze/

Qui il programma del precedente incontro:
https://www.resistenzealnanomondo.org/necrotecnologie/biotecnologie/programma-tre-giornate-contro-le-tecno-scienze-2/

Per informazioni, prenotazioni e contatti:
www.resistenzealnanomondo.org, info@resistenzealnanomondo.org
www.facebook.com/3giornatecontroletecnoscienze/ (in fase di aggiornamento)

In pdf da scaricare:

28 – 29 – 30 Luglio 2023 TRE GIORNATE CONTRO LE TECNO-SCIENZE

Quinto incontro internazionale:
2
829 – 30 Luglio 2023
TRE GIORNATE CONTRO LE TECNO-SCIENZE
presso Altradimora, strada Caranzano 72, Alessandria (AL), Italia

A breve seguirà il programma delle giornate

Nella scorsa edizione di queste tre giornate ci siamo soffermati sulla Grande Trasformazione in corso, su tutti i suoi principali aspetti dove questa è radicale: a volte lenta e impercettibile ai più, altre volte imposta in nome dell’urgenza di un’ennesima dichiarata emergenza che sia sanitaria o climatica. In tutto questo vi è un comune denominatore che fa da motore verso questi nuovi tumultuosi cambiamenti, che non sono fatti per aggiungersi alla realtà presente, ma per disintegrarla e polverizzare la memoria del passato. Questo denominatore è la Guerra, non da intendere solo come conflitto tra due paesi o tra più forze e poteri come assistiamo attualmente. Piuttosto Guerra come nuovo paradigma dove d’ora in poi ci toccherà vivere. Siamo completamenti immersi in una Guerra, rivolta contro i nostri corpi ridotti a cavie da manipolare geneticamente, contro la vita responsabile di avere una nascita e una morte, contro la procreazione che deve diventare artificiale, contro la natura come principale testimonianza di cos’è la vita fuori dall’artificializzazione del laboratorio, con i suoi lenti ritmi scanditi anche dai suoi tratti biologici, contro il senso stesso di essere umano, reso mera appendice scomponibile e rimontabile continuamente in mille universi fluidi. E, ovviamente, non poteva mancare la Guerra contro i portatori di pensiero critico trasformati da antagonisti al sistema a folli, a cui si frappone non più solo la mera propaganda, ma un processo inedito di annientamento del pensiero stesso. Chi era contro i sieri genetici voleva far morire le persone, chi non crede alla narrazione ufficiale sul cambiamento climatico è nemico del pianeta, chi non vuole la Guerra è nemico della pace, chi si oppone ai Biolaboratori rifiuta la “sicurezza sanitaria” e chi è contro il pacchetto gender transumano nega i nuovi “diritti”.
Le emergenze hanno un loro universo di senso che le accomuna, non prevedono critica e hanno precisi paladini che le sostengono parlando algoritmicamente di salute, ambiente, pace, diritti, procreazione, umanità… Una salute che passerà da sieri genici a mRNA, terapie geniche e nanomedicina, un ambiente che verrà salvato da tecniche di geoingegneria, nuovi OGM e carne sintetica, una pace che passerà attraverso non solo le armi atomiche, ma anche da quelle biologiche, una procreazione eugenetica che diventerà la nuova normalità. Un’umanità che non sarà più tale.
Ovviamente non manca la costruzione dei nuovi antagonisti verdi neomaltusiani nati in un clima di emergenza e necessari per mantenerlo tale e per legittimare la Grande Trasformazione tecnoscientifica, transumana e digitale che corre con la rete 5G.
La nuova neolingua ci porta altrove e le vecchie parole ricomposte non hanno più il significato originario nella realtà. In questo nuovo universo che corre veloce e che si va delineando non si vedono posizionamenti stabili di resistenza, piuttosto dei rotolamenti confusi, adattati alla corsa dell’emergenza stessa. Lo stesso significato di Libertà ancora una volta è svuotato di senso e ci ritroviamo a parlare di libertà di scelta per i sieri genici o, più recentemente, alla libertà di difendere la propria privacy magari sul modello delle nuove società di “Intelligenza Artificiale etica” di Elon Musk.
In queste tre giornate parleremo di questo nuovo paradigma di Guerra che tutto sovrasta e delle possibilità per resistervi a partire, come sempre, da lotte che partono realmente dal basso. Abbiamo visto troppi specialisti del dissenso in questi ultimi anni confondere e allontanarci dalla costruzione di vere progettualità e di percorsi di resistenza fatti per durare e crescere, troppi tecno-critici che nell’universo bionanotecnologico non hanno trovato così sconforto, ma nuove possibilità da investire nella galassia alternativa.
Tornare ad incontrarci resta punto fermo fondamentale. Dove digitale, telegram, social, whatsapp corrono veloci ribadiamo l’importanza del fermarsi, della necessità dell’ascolto, della complicità ritrovata, delle parole complesse, della bellezza e della gioia di trovarsi da persone libere, senza alcun calcolo politico da mantenere, ma unicamente per accrescere i nostri strumenti per comprendere il presente e scoprire l’impegno e il coraggio per iniziare una lotta, quella che non si può mai delegare a nessuno.

Resistenze al nanomondo, Bergamo, 25 Aprile 2023

Il luogo dove si svolgerà l’incontro, Altradimora, (www.radiodelledonne.org/altradimora) è una casa con dei posti letto e la possibilità di mettere delle tende nel prato davanti casa.
Daremo colazioni, pranzi e cene per tutte le giornate con alimenti biologici, vegani e da produttori locali. Il costo per soggiornare nella struttura che prendiamo in affitto è di 10 euro al giorno, per le tre giornate sono 30 euro a persona. Per i pasti chiediamo un offerta minima di 10 euro.
Aiutaci ad organizzare l’incontro al meglio, diffondendo il più possibile questa presentazione e il programma. Per partecipare sarà necessaria, con anticipo, la prenotazione.
Lo spazio sarà libero da wi-fi e chiederemo di spegnere i telefoni durante i dibattiti per tutelare le persone elletrosensibili (e tutti noi).

Qui il programma del precedente incontro:
https://www.resistenzealnanomondo.org/necrotecnologie/biotecnologie/programma-tre-giornate-contro-le-tecno-scienze-2/

Per informazioni, prenotazioni e contatti:
www.resistenzealnanomondo.org, info@resistenzealnanomondo.org
www.facebook.com/3giornatecontroletecnoscienze/ (in fase di aggiornamento)