Programma Tre giornate contro le tecno-scienze

TRE GIORNATE CONTRO LE TECNO-SCIENZE
29-30-31 Luglio 2022
4° Incontro internazionale
presso Altradimora, strada Caranzano 72, Alessandria (AL), Italia

VENERDÌ 29

13.00 pranzo

15.30 Presentazione dell’incontro a cura di Resistenze al nanomondo – Bergamo

16.00
Presentazione di FINAARGIT
International Feminist Network Against all Artificial Reproduction, Gender Ideology and Transhumanism – Rete femminista internazionale contro ogni riproduzione artificiale, ideologia gender e transumanesimo (www.finaargit.org)

17.00
Fuori dall’ipnosi.
Teorie e tecniche della manipolazione di massa.

Gli ultimi anni di propaganda tecnosanitaria, ora affiancata a nuove mistificazioni belliciste, hanno dimostrato come il complesso militare-industriale e politico abbia ulteriormente affinato e potenziato le tecniche di condizionamento mentale di massa: con strategie mutuate dalla psichiatria e dalla psicologia del profondo, perfezionate nell’era dell’infodemia e del controllo elettromagnetico, hanno dimostrato di saper plagiare l’opinione pubblica con efficacia e precisione inusitate, raggiungendo nuove frontiere dell’addomesticamento neurofisiologico e sociale. Si propone così la necessità di tracciare un profilo critico delle strategie linguistiche e psicologiche di addomesticamento e manipolazione attualmente all’opera, con esempi storici e pratici sulla guerra psicologica di ieri e di oggi, dallo sfruttamento delle emozioni per annientare lo spirito critico al condizionamento mentale mediante messaggi subliminali e stimoli elettronici.
Dario Stefanoni

20.00 cena

21.00
Documentari sul progetto Target Malaria in Africa
A Question of Consent: Exterminator Mosquitoes in Burkina Faso
Una questione di consenso: sterminatori di zanzare in Burkina Faso
– Gene Drives in Africa: Civil Society Speaks Out
Gene Drives in Africa: la società civile parla chiaro

Il progetto Target Malaria, promosso e finanziato anche dalla Fondazione Gates, dal 2019 ha dato il via al rilascio in alcuni villaggi del Burkina Faso di zanzare geneticamente modificate con la tecnica di ingegneria genetica Gene Drive. Il primo insetto OGM rilasciato nell’ambiente. Lo scopo è quello di estinguere l’intera popolazione di zanzare, ma dove vogliono spingersi questi esperimenti genetici?
Due documentari (in inglese sottotitolati in italiano) a cura di ETC Group (www.etcgroup.org) denunciano gli esperimenti in Africa e danno voce alle opposizioni delle popolazioni.
In fase di preparazione interventi da remoto dei gruppi locali che lottano contro il rilascio delle zanzare OGM.

SABATO 30

8.00 colazione

9.00
L’assedio dell’umano e dell’intero vivente.
Il regno della quantità e l’avanzata del mondo macchina.

Due opposte visioni di mondo, di vivente, di natura, di essere umano si scontrano. In questo scontro è in gioco tutto.
In Cile arriva la prima legge contro le discriminazioni di persone con “mutazioni o alterazioni del loro genoma”: esseri umani transgenici. Siamo arrivati al punto di non ritorno. In questo scontro non è possibile dialogo, compromesso, confusione, dubbio, indecisione. Ci sono dei nodi attorno cui non è possibile discussione, così come non è possibile discutere in merito alla possibilità di modificare geneticamente un essere vivente. A priori ci opponiamo alle tecno scienze, alla visione di mondo che queste portano e comportano. Non seguiamo il criterio dell’utile, ma marchiamo una netta linea etica, andando oltre al piano materialista che si focalizza sui dati, sui calcoli, sulle previsioni, incapace di cogliere il più ampio piano di assoggettamento e incapace di afferrare ciò che, nel mentre, irrimediabilmente si trasforma e si perde. Contro l’attacco ai corpi tutti, per l’indisponibilità e inviolabilità del vivente, contro l’attacco alla dimensione del sacro e al senso stesso di umanità, allo spirito più profondo di quello che significa restare umani.
Per lottare e resistere, nell’unione di spiriti liberi.
Silvia Guerini – Resistenze al nanomondo

10.00
Un male in via di sviluppo: la forza storica maligna dietro il Great Reset
Il Grande Reset del 2020 non è scaturito dal nulla, ma è la logica estensione del fenomeno storico a lungo termine a volte definito “sviluppo”. Nascondendo la sua essenza maligna dietro la facciata del “fare del bene”, questo non è altro che una forza di distruzione vitafobica. Per contrastare il suo potere oscuro, abbiamo bisogno di accedere alla luce: la luce della verità per esporre la sua esistenza e la luce della nostra spiritualità e moralità che affermano la nostra vita per resistere e abbattere il suo dominio.
Paul Cudenec. https://network23.org/paulcudenec/, https://winteroak.org.uk/

13.00 pranzo

15.30
Ingegnerizzare il pianeta e tutta la vita, ovvero dominare le energie e i sistemi di supporto alla vita e trasformarli in macchine controllabili.
Ingegneri cinesi sostengono che la diffusione della rete 5G non sarà in grado di coprire le profondità di mari e oceani. Invece la rete 6G promette di fare proprio la copertura subacquea.
Annunciava Esther Dyson, figlia di Freeman Dyson: “Presto condiremo (we will salt) gli oceani, la terra e il cielo con un numero incalcolabile di sensori invisibili agli occhi, ma visibili l’uno all’altro e ad una varietà di dispositivi di raccolta dati. I vasti flussi di dati sempre più accurati si combinano e interagiscono per produrre cache sempre più significativi di conoscenza”. (https://www.nogeoingegneria.com/campo-elettromagnetico/la-rete-6g-fornira-interazione-a-distanza-con-la-coscienza-umana/)
“Polvere intelligente diabolica sparsa ovunque come confetti” – erano le ultime parole di Julian Assange prima che la sua connessione a Internet fosse definitivamente interrotta. (https://www.nogeoingegneria.com/tecnologie/sistemi-radar/polvere-intelligente-diabolica-sparsa-ovunque-come-confetti-le-ultime-parole-di-julian-assange/).
Nel corso del prossimo decennio o forse due, ci si può aspettare di vedere – il computer di uso generale, sensori e reti wireless – il tutto infagottato in sensori su scala millimetrica fluttuare nelle correnti d’aria intorno a noi. (https://www.nogeoingegneria.com/tecnologie/sistemi-radar/smart-dust-in-arrivo-i-sensori-che-tracciano-tutto-ovunque/).
Siamo nel bel mezzo di una trasformazione di proporzioni spaventose. Cercherò di illustrarlo con dati attuali e previsioni future. Coinvolge tutte le dimensioni della vita su questa terra. Tutto è collegato.
Maria Heibel. Curatrice del sito internet www.nogeoingegneria.com

Introduce Cristiana Pivetti

20.00 cena

DOMENICA 31

8.00 colazione

9.00
Dal Green Pass verso il Metaverso.
Come continuare la Resistenza?

Introduzione a cura di Resistenze al nanomondo (Bergamo)
con interventi di:
Assemblea popolare Resistere al Transumanesimo – Bergamo, due compagni dell’ Assemblea popolare Busto Arsizio, Contra toda nocividad – Madrid, www.contratodanocividad.espivblogs.net

Assistiamo al prorogarsi di uno stato di emergenza costruito perché non abbia mai fine. È evidente che nella piattaforma cibernetica emergenziale del Green Pass tanto altro sta andando a realizzarsi, sia nel mondo che ci circonda, sia all’interno dei nostri corpi divenuti laboratorio sperimentale a mRNA. Tra le varie fasi del programma di inoculazione del siero genetico prendono forma tasselli apparentemente parziali e neutrali dal percorso generale come il Credito Sociale, rete 5G, identità digitale, carne sintetica, progetti di sterilizzazione di specie animali con il Gene Drive, questione climatica, tecnologie a DNA ricombinante e a mRNA come nuovo paradigma tecno-sanitario, modificazione genetica degli embrioni. Questi tasselli invece rappresentano pietre angolari del nuovo paradigma cibernetico di guerra e di ingegnerizzazione del vivente che l’élite globalista transumanista vuole realizzare in tempi sempre più brevi.
Una tavola rotonda a più voci e un invito a gruppi e singoli a portare le loro esperienze partendo da un interrogativo non più rimandabile nei tempi che corrono: chi si è opposto alla narrazione dominante e al Green Pass riuscirà a comprendere le nuove trasformazioni dove la materia prima da sfruttare e trasformare è proprio l’essere umano e la natura nella sua essenza più profonda?

13.00 pranzo

Come arrivare
In auto: Da Genova con l’autostrada per Alessandria si esce a Ovada, si procede verso Acqui Terme e poi si prende per Rivalta Bormida. Passati i paesi di Trisobbio e Rivalta Bormida al bivio per Cassine si prosegue per due kilometri e poi si trova l’indicazione per Caranzano. Da Milano si esce ad Alessandria sud e si seguono le indicazioni per Acqui e Cassine, dopo Cassine c’è il bivio per Caranzano. Da Torino stessa strada.
In treno: Treno per Acqui Terme, vi veniamo a prendere alla stazione, si prega di contattarci sulla email per accordarci con largo anticipo e di arrivare non durante gli orari degli interventi.

Il costo per soggiornare nella struttura che prendiamo in affitto è di 10 euro al giorno, per le tre giornate sono 30 euro a persona, esclusi i pasti.

PER TUTTE LE TRE GIORNATE:
– CIBO SENZA SFRUTTAMENTO ANIMALE E SENZA VELENI A SOTTOSCRIZIONE
– MOSTRE E DISTRIBUZIONI DI MATERIALE INFORMATIVO: PORTA LIBRI, GIORNALI, TESTI

Il luogo dove si svolgerà l’incontro è Altradimora, (www.monicalanfranco.it/altradimora/): una casa con dei posti letto, porta sacco lenzuolo e asciugamani.
Vi è anche la possibilità di mettere delle tende nel prato davanti casa.
Aiutaci ad organizzare l’incontro al meglio, diffondendo il più possibile questo programma.
È necessario avvisare in anticipo della propria presenza per i posti letto limitati e per l’organizzazione dei pasti.

Esposizione di alcune opere dell’artista Cristiana Pivetti (www.cristianapivetti.org)

Per informazioni e contatti:
www.resistenzealnanomondo.org,
info@resistenzealnanomondo.org,
www.facebook.com/3giornatecontroletecnoscienze/ (in fase di aggiornamento)

Presentazione dell’incontro:
https://www.resistenzealnanomondo.org/italia-mondo/4257/

Nancy: Né nucleare, né 5G!

Nancy: Né nucleare, né 5G !

Nelle colline della periferia di Nancy, il 18 agosto scorso, è bruciato un ripetitore della 5G. La scritta “Né nucleare, né 5G” è stata fatta su una parte del muro che ne impedisce l’accesso.

Una risposta fra altre contro l’ostinazione del governo a far passare a qualunque costo il suo progetto di digitalizzazione del mondo. Quest’anno sarà determinante anche per il progetto di sotterrare delle scorie nucleari a Bure, che viene imposto anch’esso, nonostante l’opposizione locale, e più larga, che dura da anni. Il nucleare e la 5G sono le colonne portanti di un’industria mortifera.

Solidarietà per tutte le persone sotto processo per questa lotta!

Degli/le illuminati/e che fanno jogging

Fonte: https://attaque.noblogs.org/post/2021/08/26/nancy-ni-nuke-ni-5g/

Bure (Francia) – Sabotaggio di un carotaggio dell’Andra

Bure (Meuse), Francia: Sabotaggio di un carotaggio dell’Andra (febbraio 2020)

Comunicato in seguito al sabotaggio di un carotaggio dell’Andra 

Sembra che ci siamo introdotti in una delle grandi scatole verdi che proteggono i carotaggi dell’Andra, lungo il tracciato della ferrovia che vogliono costruire. Quella ferrovia che deve servire al cantiere di Cigeo e poi al trasporto dei rifiuti radioattivi.

La sonda di stato è stata ritirata, il buco di carotaggio riempito di cemento e il materiale elettronico, ad tratto non più protetto, è stato tutto distrutto.

Cigeo non verrà costruito.
Attacchiamo l’industria nucleare, ovunque.

Quelques-un.es

[Il video dell’azione: https://www.liveleak.com/view?t=CtZGs_1582664082 ].

Info da: attaque.noblogs.org

Madrid – Giornate contro la società nucleare

Giornate contro la società nucleare
9 anni dopo l’incidente di Fukushima

La conferenza si svolgerà presso il locale anarchico Motín. C / Matilde Hernández, 47. Porto o Vista Alegre. Madrid. Dopo i dibattiti ci sarà un gazebo.

Organizza: Contra toda nocividad
contratodanocividad.espivblogs.net

Sabato 7 marzo alle 18:30
Discussione: energia nucleare o totalitarismo industriale? Presentazione del libro: Chernoblues. Dalla servitù volontaria alla necessità di servitù. Responsabile delle edizioni El Salmón.
L’energia nucleare, concepita nella segretezza del Progetto Manhattan durante la seconda guerra mondiale e sviluppata nei decenni successivi, ha suscitato l’opposizione di ampi settori della società occidentale dagli anni ’70, in particolare in materia di ambientalismo. Tuttavia, le critiche che sono di solito articolate contro il progetto nucleare spesso soffrono di una più ampia riflessione sul carattere totalitario che definisce la società industriale dalle sue origini.
Alle porte del nono anniversario dell ‘”incidente” della centrale nucleare di Fukushima, parleremo del nostro libro “Chernoblues”. Dalla servitù volontaria alla necessità di servitù [1], del fisico francese e militante anti-nucleare Roger Belbéoch, e spiegheremo come l’energia atomica sia il culmine del progetto totalitario progettato da élite politiche e tecnoscientifiche.

Mercoledì 11 marzo alle 18:00
Proiezione: «Il gioco di guerra».
Girato come un falso documentario, il film ritrae l’ipotetico bombardamento nucleare nella città inglese di Rochester, il caos causato dall’evacuazione forzata della città tra l’ignoranza delle conseguenze di una tale guerra e la conseguente lotta del pochi sopravvissuti per adattarsi alla nuova situazione nell’ambiente radioattivo e un mondo interessato dalle sue strutture architettoniche e sociali.
46 minuti

Jornadas contra la sociedad nuclear –
A 9 años del accidente de Fukushima

Las jornadas serán en el Local Anarquista Motín. C/Matilde Hernández, 47. <M> Oporto o Vista Alegre. Después de los debates habrá cenador.

-Sábado 7 de marzo a las 18:30h.

Charla:  ¿Energía nuclear o totalitarismo industrial? Presentación del libro: Chernoblues. De la servidumbre voluntaria a la necesidad de servidumbre. A cargo de Ediciones El Salmón.

La energía nuclear, concebida en el secretismo del Proyecto Manhattan durante la segunda guerra mundial y desarrollada en las décadas siguientes, despertó desde los años 70 la oposición de amplios sectores de la sociedad occidental, en particular en el ecologismo. Sin embargo, las críticas que se suelen articular contra el proyecto nuclear adolecen a menudo de una reflexión más amplia sobre el carácter totalitario que define desde sus orígenes a la sociedad industrial.

A las puertas del 9º aniversario del «accidente» de la central nuclear de Fukushima, hablaremos de nuestro libro _Chernoblues. De la servidumbre voluntaria a la necesidad de servidumbre_ [1], del físico y militante antinuclear francés Roger Belbéoch, y explicaremos cómo la energía atómica supone la culminación del proyecto totalitario pergeñado por las élites políticas y tecnocientíficas.

-Miércoles 11 de marzo a las 18:00h.

Proyección: «The war game».

Filmada como un falso documental, la película retrata el hipotético bombardeo nuclear en la ciudad inglesa de Rochester, el caos provocado por la evacuación forzada de la ciudad en medio del desconocimiento de las consecuencias de una guerra de esas características, y la lucha posterior de los escasos sobrevivientes para adaptarse a la nueva situación en el entorno radioactivo, y un mundo afectado en sus estructuras arquitectónicas y sociales.

46 minutos.

Francia – Sabotaggio di un traliccio

Da qualche parte in Francia: RTE vattene – Sabotiamo il loro saccheggio, a sostegno dell’Amassada (gennaio 2020)

Comunicato a sostegno dell’Amassada – da qualche parte in Francia.

Bene, non vi faremo l’ennesimo comunicato stampa per dirvi quanto sia marcio il mondo in cui viviamo. E’ disgustoso. Da vomitare.
Da qui abbiamo cercato di immaginare mondi dove tutto sarebbe al contrario. Dove avremmo smesso di spendere quantità folli di energia per fabbicare inutili oggetti di consumo.
I clown popolerebbero il pianeta, il lavoro sarebbe volontario e l’anarchia trionferebbe.
«Frontiera» sarebbe una parola bandita dal vocabolario. La Natura non sarebbe più una risorsa di cui vogliamo massimizzare lo sfruttamento economico, ma qualcosa da rispettare in quanto tale, da preservare per continuare a viverci. «Equità» non sarebbe più una semplice parola, starebbe accanto a «libertà» nei nostri cuori e nei nostri gesti.
Potremmo anche aggiungerci «adelphità».
Ma ci sono molti muri da attraversare (o demolire) prima delle feste e degli arcobaleni.

Lo Stato autoritario e liberticida, alleato di un capitalismo ridipinto di verde, che inquina e sfrutta allegramente, come al solito, deve essere distrutto. Nessuna riforma sarà in grado di superarlo.
Bollettino di voto, protesta o sega? Non crediamo più in questa «democrazia», che è bloccata dal lobbismo e dai mass media. Tra l’altro, nessuno ci crede più. Quindi scegliamo la sega.
L’azione diretta.
L’azione diretta per vedere gruppi di sabotatori/ici emergere ovunque; autonomi e liberi. Vedere ovunque tralicci che cadono, fabbriche socialmente mortali chiuse, massacri ambientali denunciati, comissariati bruciati.
Essere ovunque. Essere vive, furtive. Agire e scomparire. Nascondersi. Essere inafferrabili.
Sabotare tutto ciò che cade tra le nostre mani guantate.

Mm-hmm. Una notte di luna piena, le nostre mani hanno preso le seghe. Abbiamo tagliato i piedi di un traliccio di una linea elettrica ad alta tensione.
E forse – se le dee della vita e dell’amore lo vorrano, acabelluia – uno di questi giorni si schianterà a terra.

L’energia è la spina dorsale della loro guerra.
I grattacieli della Défense [quartiere degli affari di Parigi; NdAtt.] esistono grazie al nucleare.
I tralicci trasportano il loro potere autoritario. Facciamoli cadere.
I danni aumentano, le aziende private soffriranno nei loro profitti, lo Stato ha paura.

All’abbordaggio
RTE vattene

Nota d’Attaque: l’Amassada era un terreno occupata nell’Aveyron (sud della Francia), per impedire a RTE, filiale di EDF che gestisce la rete di trasporto di elettricità ad alta tensione, di costruire un grande trasformatore, parte di una rete internazionale per trasportare dell’energia elettrica ad altissima tensione attraverso tutta l’Europa ed il Maghreb.

[Traduzione: bureburebure.info (leggermente rimaneggiata); tratto da attaque.noblogs.org].

Info da: https://insuscettibilediravvedimento.noblogs.org/

Francia – Attacco incendiario contro Enedis

Seyssinet-Pariset (Isère), Francia: «Odio e dieci morsi di fuoco al macchinario blu». Attacco incendiario contro Enedis (13/01/2020)

Odio e dieci* ragioni per prendersela con una azienda che promuove e propaga l’elettricità e il disastro.

Per gli anarchici e gli altri antiautoritri fissati col fatto di scrivere oppure no dei comunicati. O dal fatto che gli attacchi possano essere «riappropriabili» da parte del loro «soggetto rivoluzionario» preferito. Lasciamo trovare le loro ragioni alle persone che lo desiderano. Per potersi immaginare come «gli autori» di questo attacco.

Quello che possiamo dire è che ci piace giocare. Giocare con il fuoco. Giocare un po’ con la vita, pure. Una vita che non tiene che a tutti quei fili elettrici. Fili che ci piacerebbe tagliare ovunque possibile. Per non finire con un fusibile che ci salta per davvero, nella testa.

In ogni caso, piaccia oppure no a quel fondo di pattumiera schifoso che è Eric Vaillant (si veda quello che ha detto questo attuale procuratore di Grenoble sul comunicato dell’incendio di France Bleu Isère**). Questo testo è davvero la «rivendicazione» dell’attacco ai «veicoli» della Enedis. Che è avvenuto nella notte fra il 12 e il 13 gennaio 2020 a Seyssinet-Pariset (vicino a Grenoble).

Se scriviamo «veicoli» è per fare un occhiolino complice agli “Energumeni super furiosi“. Che hanno incendiato quelli della EDF.

L’ondata di perquisizioni che si è abbattuta a fine novembre 2019 su Grenoble, Fontaine e sulla ZAD di Roybon ci ha schifati. Senza stupirci, però. Perché gli alti papaveri della repressione sono stati lasciati talmente indietro, dopo i primi attacchi, nel 2017 (si veda l’atto di perquisizione, disponibile su internet). A tal punto che si è sparso molto fumo sull’«agglomerazione di Grenoble», prima di questo incendio.

Che gli attacchi continuino a propagarsi. Contro tutto quello che pretende portarci sempre maggior comodità materiali e maggior libertà. Creando, di fatto, sempre più costrizioni alla vita e sempre più  morbosità.

Dei fuori di testa che tengono testa


Note del traduttore:

* Nella notte fra il 12 e il 13 gennaio, a Seyssinet-Pariset, vicino a Grenoble, un incendio in un deposito di Enedis, la filiale di Electricité de France che è proprietaria e gestisce la reta di distribuzione elettrica, ha distrutto una dozzina di veicoli e alcuni gruppi elettrogeni. In francese, le parole accostate «Haine et dix…» si pronunciano come… Enedis.

** All’epoca, il procuratore, davanti ad una rivedicazione chiara, si era mostrato «prudente», dicendo che non si trattava di una rivendicazione.

[Traduzione ricevuta via e-mail e leggermente corretta. Tratta dalla rivendicazione pubblicata in attaque.noblogs.org].

Info da: https://insuscettibilediravvedimento.noblogs.org/

Smascherare fisici, svuotare i laboratori

Niente, niente di più oggi distingue la Scienza da una minaccia di morte permanente e generalizzata: il litigio è chiuso, per sapere se dovrebbe garantire la felicità o la sfortuna degli uomini, tanto è ovvio che è cessato essere un mezzo per diventare un fine. La fisica moderna ha comunque promesso, ha sostenuto e promette ancora risultati tangibili, sotto forma di cumuli di cadaveri. Fino ad allora, in presenza di conflitti tra le nazioni, o persino del possibile annientamento di una civiltà, reagiamo secondo i nostri soliti criteri morali e politici. Ma qui è la specie umana destinata alla completa distruzione, sia per l’uso cinico delle bombe nucleari, anche se sono “pulite” (!), sia per le devastazioni dovute ai rifiuti che, nel frattempo, inquinano le condizioni atmosferiche e biologiche delle specie in modo imprevedibile, dal momento che il crescendo delirante delle esplosioni “sperimentali” continuano con il pretesto di “scopi pacifici”. Il pensiero rivoluzionario vede le condizioni elementari della sua attività ridotte a un margine tale che deve ritornare alle sue fonti di rivolta e, sotto un mondo che non conosce più ma che nutre il proprio cancro, trovare le sconosciute possibilità di furore.

Non è quindi a un atteggiamento umanista che ci appelleremo. Se la religione è stata a lungo l’oppio del popolo, la scienza è in una buona posizione per prendere il controllo. Le proteste contro la corsa agli armamenti, che alcuni fisici intendono firmare oggi, ci illuminano al massimo sul loro complesso di colpa, che è in ogni caso uno dei vizi più infami dell’uomo. Il petto che viene colpito troppo tardi, la garanzia data al tetro belato del branco dalla stessa mano che arma il macellaio, conosciamo questo antifone. Il cristianesimo e i suoi specchi ingranditori delle dittature della polizia ci hanno abituato.

I nomi ornati con titoli ufficiali, in fondo agli avvertimenti rivolti a corpi incapaci di eguagliare l’entità del cataclisma, non sono ai nostri occhi un privilegio morale per questi signori, che allo stesso tempo continuano a rivendicare crediti, scuole e carne fresca. Da Gesù in croce al lavoratore del laboratorio “ansioso” ma incapace di rinunciare a fabbricare la morte, l’ipocrisia e il masochismo sono uguali. L’indipendenza della gioventù, così come l’onore e l’esistenza stessa dello spirito sono minacciati da una negazione della coscienza ancora più mostruosa di questa paura dell’anno Mil che ha fatto precipitare generazioni verso i chiostri e i cantieri alle cattedrali.

Sulla la teologia della bomba! Organizza la propaganda contro i cantanti del “pensiero” scientifico! Nel frattempo, boicottiamo le conferenze dedicate all’esaltazione dell’atomo, fischiamo i film che indugiano o indottrinano l’opinione, scriviamo a giornali e organizzazioni pubbliche per protestare contro gli innumerevoli articoli, relazioni e programmi radiofonici, dove si diffonde spudoratamente questo nuovo e colossale inganno.

Parigi, 18 febbraio 1958
Comitato per il controllo antinucleare

Prime firme: Anne e Jean-Louis Bedouin, Robert Benayoun, Vincent Bounoure, Andre Breton, J.-B. Brunius, Adrien Dax, Aube e Yves Elleouet, Elie-Charles Flamand, Goldfayn Georges, Radovan Ivsic, Krizek, Jean-Jacques Lebel, Clarisse e Gerard Legrand, Lancillotto Lengyel, Jean-Bernard Lombard, Joyce Mansour, Sophie Markowitz, Jehan Mayoux, ELT Mesens, Jean Palou, Benjamin Peret, Jose Pierre, Jean Schuster, Jean-Claude Silbermann, Toyen.

Chiunque rifiuta di farsi imporre da squartatori diplomati sarà desideroso di unirsi alla loro protesta contro la nostra. Scrivi a CLAN (Comitato per il controllo antinucleare), 25 avenue Paul-Adam, Parigi (17).

***

PS. Jean-Jacques Lebel, uno dei firmatari di questo appello, interrogato sulle circostanze della sua stesura, racconta: “(Questo manifesto) è stato scritto e distribuito alla Sorbona (con una lotta per la chiave), in occasione di una conferenza di Robert Oppenheimer, che sosteneva di essere anti-militarista e che alcuni avevano persino accusato di essere un “agente di Mosca”, ma che aveva svolto il ruolo che conosciamo nello sviluppo della bomba A di Los Alamos. I radicali anti-nucleare, nel 1958, contavano certamente sulle dita della mano ed era un’azione di ultra-minoranza. Se la parola “onore” ha un significato – che non sono sicuro – è stato l’onore dei surrealisti di essersi opposti in modo assoluto e praticamente da soli, non solo alle armi nucleari, ma a tutta l’industria nucleare.”

***

P.PS. La caratteristica di un classico è quella di raggiungere una rilevanza oltre i luoghi, il momento e le circostanze che ne determinano la scrittura. L’appello di André Breton e del Comitato per il controllo antinucleare è uno di questi classici, che, non avendo mai smesso di guadagnare rilevanza, appare 60 anni dopo la sua pubblicazione su una serie di siti antiindustriali e finisce a diventare udibile in lontananza fino alle orecchie del “branco” fino al “triste belare”.

Noi, Pièces et main d’œuvre, l’abbiamo distribuito a Grenoble, nell’agosto 2018, durante un dibattito presso la “Solidarity and Rebel Summer University”, dove ci siamo confrontati con il biologo Jacques Testart, uno dei coproduttori di Amandine, nel 1982, che è al “procreativo” ciò che sono stati i fisici allertati per l’industria nucleare. Belle anime con le mani sporche.

Il nostro volantino si è concluso così:

“Sessanta anni dopo, esercitazioni pratiche:
smascherare i genetisti, svuotare i laboratori
(piante, animali, chimere genetiche umane).

Smascherare i biologi, svuotare i laboratori
(biologia sintetica, riproduzione artificiale di animali e umani).

Smascherare i cibernetici, svuotare i laboratori
(intelligenza artificiale, macchine autonome, e-life).

Anche tu, smascherando gli scienziati, svuota i laboratori.
Abbasso i vigili del fuoco piromane. Non contiamo su coloro che creano i problemi per risolverli. “

Per vedere dove finiscono le “fini pacifiche” atomiche, vai a Bure, al centro di discarica di scorie nucleari e pensa a questi “radicali anti-nucleari”, che nel 1958 “erano contati sulle dita di “una mano” e il cui “onore” era la sola opposizione “all’intera industria nucleare”.

I 1.500 manifestanti che marciarono tredici anni dopo, contro l’apertura dello stabilimento di Fessenheim il 12 aprile 1971, si sentivano già un pò meno soli.

Gli strateghi accademici spesso ci rimproverano per la nostra opposizione “ultra-minoranza”, solitaria, “scollata” “insostenibile” (sic), in breve, prematura. È del tutto vero, ad esempio, che i firmatari dell’appello contro tutta la riproduzione artificiale dell’essere umano (1) non sono più numerosi di quelli della chiamata a smascherare i fisici e svuotare i laboratori. Almeno condividono con loro l’incerta consolazione dell ‘”onore salvifico”, mentre aspettano – chi lo sa? – vedere folle manifestare un giorno contro i laboratori eugenetici di riproduzione artificiale.

Pièces et main d’œuvre
Grenoble, 4 novembre 2019

(1) In La Décroissance , ottobre 2019 e qui

Traduzione da principiante, originale in francese qui: http://www.piecesetmaindoeuvre.com/spip.php?page=resume&id_article=1205

Testo in pdf:

Francia – Lotta al nucleare: incendiati veicoli della Enedis

Nella notte tra il 12 e il 13 agosto sono state incendiate le macchine della Enedis a Ivry (viale Maurice Thorez).

Volevamo mettere un piccolo bastone tra le ruote dell’impero elettronucleare EDF.
Volevamo inviare un messaggio ai compagni che lottano a Bure: vi pensiamo!
Coraggio alle persone detenute a seguito della riocuppazione del Bosco di Lejuc[1]

Agli idioti che hanno parlato dell’incendio senza capire da dove è partito: cambiate mestiere![2]

[1] Una persona è attualmente in detenzione preventiva nel contesto del
procedura di associazione criminale a Bure. Per scrivergli, puoi scrivere alla Maison de résistance (2 rue de l’Église, 55290 Bure) e le lettere gli verranno inoltrate.

[2] Un estratto dall’articolo che gli idioti del “Parisien” (13/08/2019) hanno scritto sull’incendio di Ivry: “Sei macchine incendiate, i loro proprietari in gran perplessione nell’ora di recarsi al lavoro e quartiere parecchio spaventato: questo il bilancio dell’incendio propagatosi da macchina a macchina nel viale Maurice-Thorez 95 a Ivry nella notte tra lunedì e martedì. Un incendio che ha tenuto occupati pompieri e polizia per una buona parte della notte, nonché i carri attrezzi incaricati martedì di portar via i rottami. L’intervento ha, tra l’altro, provocato un notevole ingorgo in questa via situata non lontano del centro della città di Ivry-sur-Seine. Secondo una fonte di polizia, “il serbatoio di una vettura è stato perforato e poi incendiato. L’incendio si è in seguito propagato ad altri veicoli”. Un atto di vandalismo che ha richiesto la mobilitazione di dodici pompieri e di due veicoli d’intervento […] [nota di Attaque]

Info da: https://anarhija.info

Folles (Haute-Vienne) Francia – Sabotaggio della ferrovia della discarica nucleare

Nella notte del 4 giugno, una cabina elettrica che contiene i comandi della segnaletica ferroviaira è stata incendiata, lungo i binari che portano verso le infrastrutture appartenenti a Orano (ex-Areva, gigante francese dell’energia nucleare) a Bessines. Cosa c’è al fondo di quei binari? Per quasi sessan’anni c’è stata una miniera d’uranio. Dopo la sua chiusura (costa meno farlo estrarre in paesi poveri e semi-colonizzati, come il Niger), la miniera è diventata… un “centro di stockaggio d’ossido d’uranio impoverito” (cioè una discarica di materiale radioattivo), immagazzinato in semplici capannoni. Orano, proprietario del sito, vorrebbe pure utilizzare i tunnel della miniera per seppellirvi altri rifiuti radioattivi (un po’ come l’ente statale ANDRA vuole fare a Bure). Per indorare la pillola di questa bella democrazia nucleare, su una parte del sito di Bessines, Orano ha aperto un museo… dell’industria nucleare.

Ma ricordiamo che nel luglio 2013 un sabotaggio della ferrovia aveva fatto deragliare un treno di scorie e che nell’aprile 2014 il museo era stato incendiato.

Ecco la rivendicazione di questo attacco, spedita via mail alla stampa di regime (il giornale locale “Le populaire du centre”) :

“Per un atto 30 [riferimento alle manifestazioni del sabato dei Gilets jaunes; N.d.T.], questa notte abbiamo sabotato l’installazione della linea del treno che rifornisce la discarica nucleare di Bessines. Areva ha cambiato nome, ma continua a produrre la stessa merda radioattiva, qui e altrove. Questa impresa partecipa all’andazzo generale della società capitalista, che porta il mondo verso un muro.
Non vogliamo il nucleare da nessuna parte, né qui, né a Bure, né in Niger. E dimenticatevi il vostro EPR”.

(tradotto da guerresociale)

Info da: www.anarhija.info