Programma 18-19-20 Luglio

Programma, indicazioni per prenotare e per arrivare

Settimo incontro internazionale
18-19-20 Luglio 2025
TRE GIORNATE CONTRO LE TECNO-SCIENZE
presso Altradimora, strada Caranzano 72, Acqui Terme (AL)

VENERDI’

13.00 pranzo

15.30

Presentazione dell’incontro a cura di Costantino Ragusa – Resistenze al nanomondo – Bergamo

16.00 Interventie a seguire dibattito

Sul caos che verrà
I media francesi (europei) amano presentare le politiche di Trump come l’improvviso emergere dell’autoritarismo, dell’imperialismo e dell’oscurantismo antiscientifico negli Stati Uniti. Ma non è molto difficile dimostrare che Trump sta semplicemente portando avanti tendenze che erano già all’opera e che la crisi ecologica si sta solo aggravando. Già nel 2007 Immanuel Wallerstein osservava: “Nella società americana si stanno creando le condizioni per una profonda spaccatura, se non per una guerra civile”. Il rischio di un tale collasso interno sta portando a un’intensificazione dell’imperialismo esterno, compresa l’appropriazione violenta di minerali strategici. E a mantenere la scienza solo come strumento di potere militare.
Jacques Luzi, membro della rivista Ecologie & politique, Francia

I tanti volti del transumanesimo
L’ideologia transumanista non è sempre immediatamente riconoscibile, ha la caratteristica di essere fluida adattandosi a molteplici contesti anche in apparenza in contrasto tra loro: un transumanesimo progressista dei diritti LGBTQ+ e un transumanesimo che emerge da ambienti conservatori. Sinistra progressista e destra prometeica: due facce della medesima medaglia, varianti del medesimo sistema tecno-scientifico che avanza con Intelligenza Artificiale, biotecnologie, CRISPR/Cas 9, tecnologie a mRNA. O la nostra visione di mondo o la loro, la contrapposizione è antropologica, ontologica, metafisica. Oggi la linea va tracciata tra chi vuole restare umano e tra progressisti prometeici transumani, avendo ben in mente quei confini inviolabili e non negoziabili.
I BRICS non rappresentano un ostacolo all’attuazione pressoché ubiquitaria delle agende della megamacchina che sta guidando la colonizzazione tecnologica di ogni aspetto della vita. Eppure, nonostante le molte evidenze, tra cui gli sviluppi dell’Intelligenza Artificiale e quella che è stata la gestione della cosiddetta emergenza pandemica, questo secondo livello viene relativizzato portando avanti, di fatto, il mito della “neutralità della tecnica” anche da chi possiede strumenti di critica del presente.
Silvia Guerini – Resistenze al nanomondo

20.00 cena

SABATO

8.00 colazione

9.00 – 12.30 Interventi e a seguire dibattito

Dalla tecnoscienza alla nescienza
Le forme del dominio neoliberale si configurano non solo come controllo cibernetico e tecnocratico della realtà, ma anche, e in misura crescente, sulla sua incontrollabilità, sulla conseguente necessità di attivare sperimentalismi “generativi” atti a cavalcare la contingenza, che a loro volta inducono forme di rovesciamento anti-dualistico delle dicotomie soggetto-oggetto, realtà-pensiero, agente-mondo agito, sebbene, evidentemente, non nella direzione di un recupero di una dimensione culturale unitaria e di una nuova conciliazione tra società e natura, ma al contrario nella direzione di un’amplificazione ulteriore della volontà di potenza attraverso una crescente fluidificazione della realtà.
Stefano Isola

Pace e Guerra. La NATO difensore della pace?
Negli ultimi decenni, il ruolo della NATO è cambiato radicalmente rispetto al 1949, anno della sua fondazione. Oggi la NATO è un attore di primo piano nell’anticipare e plasmare il futuro della guerra (e non solo) attraverso una ricerca scientifica e tecnologica avanzata in stretta collaborazione con le organizzazioni di ricerca, l’industria e le università di tutti i Paesi membri e partner. La direzione della ricerca, in particolare in aree come l’“uomo aumentato”, che si estende al concetto di “natura aumentata”, riflette la sua visione. La NATO ha un ruolo decisamente diverso da quello di “saldo difensore della pace”.
Maria Heibel, curatrice del sito internet www.nogeoingegneria.com

Alexander Grothendieck, un matematico contro la “Chiesa scientista”
Alexander Grothendieck, uno dei più influenti matematici del secondo Novecento, nei primi anni Settanta interrompe la propria carriera accademica per farsi convinto oppositore delle comunità scientifica, che ritiene il principale sostegno della civiltà tecnologica e industriale e che, con la sua irresponsabilità, stava conducendo al collasso l’umanità e l’intero Pianeta.
Luigi Balsamini

13.00 pranzo

15.00 – 19.30 Interventi e a seguire dibattito

Profanare il nanomondo
La lezione di Jacques Ellul e Bernard Charbonneau – due amici critici della società industriale e precursori dell’ecologia politica
Due amici di Bordeaux, attingendo dalla tradizione religiosa francese, hanno sviluppato una riflessione basata sull’intuizione che la dimensione del sacro non si è spenta a seguito della secolarizzazione, ma si è soltanto trasferita alla tecnoscienza. La crisi della nostra società industriale potrebbe non essere causata solo dalla tecnoscienza in sé, ma anche dal trasferimento della dimensione sacra alla tecnoscienza. La soluzione potrebbe non essere un rifiuto integrale della nostra civiltà antropocentrica quanto piuttosto l’accettazione della sua eredità, per poter profanare il nanomondo, coltivare correttamente il sacro e dirigere l’evoluzione umana verso il Bene.
Leonardo Zocca

Il nostro mondo sacro: vissuto, negato e ritrovato di nuovo
La sacralità del nostro mondo vivente è sempre stata riconosciuta e celebrata nelle culture umane tradizionali, ma è stata marginalizzata nell’era moderna industriale. Perché e come è avvenuto tutto ciò? Come possiamo riportare la consapevolezza della natura divina al centro del nostro pensiero?
Paul Cudenec, www.paulcudenec.substack.com, www.winteroak.org.uk

20.00 cena

DOMENICA

8.00 colazione

9.00 – 12.30

Quali possibilità per continuare la Resistenza?
Come ogni anno in conclusione di queste tre giornate ci prenderemo del tempo per riflettere insieme sui percorsi di opposizione attualmente in atto e dove invece questi tardano a svilupparsi. Faremo queste riflessioni a partire dalle esperienze dei partecipanti andando anche verso le proposte che provino a dare concretezza alle riflessioni fatte nel corso di questo ultimo anno.
Ridiamo profondità, impegno, continuità, mettendoci in gioco in prima persona. Se non siamo disposti a questo come possiamo pensare di costruire una Resistenza?

13.00 pranzo

Il luogo dove si svolgerà l’incontro, Altradimora, (https://altradimora.eu/), strada Caranzano 72, Acqui Terme (AL), è una casa con dei posti letto e la possibilità di mettere delle tende nel prato davanti casa.
Il costo per partecipare alle tre giornate – venerdì, sabato e domenica – è 100 euro, per venerdì e sabato 80 euro, per sabato e domenica 60 euro, per domenica 20 euro.
È necessario PRENOTARE con anticipo la propria presenza per la partecipazione alle giornate. I posti letto sono limitati.
Se possibile è gradito un pagamento anticipato per aiutarci a far fronte alle spese organizzative.

Postepay Evolution
IBAN: IT73L3608105138236370036378
Intestata a Silvia Guerini Specificare la causale.

Porta sacco lenzuolo e asciugamani.
Daremo colazioni, pranzi e cene per tutte le giornate con alimenti biologici, vegani e da produttori locali. Prevista opzione senza glutine. Comunicateci eventuali intolleranze o altre necessità.

Lo spazio sarà libero da wi-fi (ad eccezione dei momenti con gli interventi da remoto) e chiederemo di spegnere i telefoni durante i dibattiti per tutelare le persone elettrosensibili (e tutte/i noi).
Per tutte le tre giornate banchetti con giornali, libri e materiale informativo. Porta il tuo materiale.

Aiutaci ad organizzare l’incontro al meglio, diffondendo il più possibile il programma, promuovendolo con interviste e presentazioni.


Come arrivare:
In auto: Da Genova con l’autostrada per Alessandria si esce a Ovada, si procede verso Acqui Terme e poi si prende per Rivalta Bormida. Passati i paesi di Trisobbio e Rivalta Bormida al bivio per Cassine si prosegue per due chilometri e poi si trova l’indicazione per Caranzano. Da Milano si esce ad Alessandria sud e si seguono le indicazioni per Acqui e Cassine, dopo Cassine c’è il bivio per Caranzano. Da Torino stessa strada.
In treno: Treno per Acqui Terme, vi veniamo a prendere alla stazione, si prega di contattarci sulla email per accordarci con largo anticipo e di arrivare, se possibile, non durante gli orari degli interventi.

Organizza: Resistenze al nanomondo

Per informazioni, prenotazioni e contatti:
www.resistenzealnanomondo.org, info@resistenzealnanomondo.org
www.facebook.com/3giornatecontroletecnoscienze/

I bambini provenienti dall’azoto liquido.

I bambini provenienti dall’azoto liquido.
Gli embrioni non si assemblano in laboratorio. Questa è l’unica forma di tutela.

Il ministero della Salute e il ministero della Famiglia stanno lavorando a un progetto di legge per l’adozione degli embrioni crioconservati, che dovrebbe rappresentare “un grande atto di solidarietà che lo Stato fa per le coppie e per gli embrioni”, “una proposta per la vita”.

Un’immane ipocrisia e un’immane falsità. Non è una legge per la vita, è una legge della vita in vitro, del mondo laboratorio. È una spinta verso la riproduzione artificiale dell’essere umano.

La produzione di embrioni è fondamentale per il biomercato riproduttivo e per il mondo della ricerca. Questi embrioni sospesi nell’azoto liquido sono inutilizzati, ma di grande valore per il mondo della ricerca che sempre più necessita di materiale umano. Aprire all’adozione degli embrioni e quindi alla possibilità di donare gli embrioni ad altre coppie che accedono alle cliniche di fecondazione assistita è il primo passo per poi sdoganare la possibilità – come avviene già in altri paesi – di donare gli embrioni in sovrannumero alla ricerca. I ricercatori da tempo premono per la possibiltà di poterseli accaparrare.

Ma facciamo un passo indietro. Da dove vengono questi embrioni? Dalle tecniche di fecondazione assistita regolamentate dalla Legge 40 (di cui l’attuale ministro è stato uno dei più accaniti promotori).

La Legge 40 introdotta nel 2004 nella sua forma originaria consentiva l’accesso alle tecniche di fecondazione assistita alle coppie eterosessuali sposate o conviventi in “età fertile” la cui infertilità doveva essere certificata dal punto di vista medico, ma già questo si traduceva in un’infertilità dichiarata dopo un anno con la possibilità di accedere alle tecniche di fecondazione assistita anche dopo sei mesi per arrivare alla possibilità di accesso dai 35 anni di età. Inizialmente vietava la fecondazione eterologa, la diagnosi pre-impianto (DPI) e la crioconservazione degli embrioni. Queste restrizioni via via sono cadute – non potevano che cadere – dopo varie sentenze della Corte Costituzionale che hanno aperto alla possibilità di accesso alle tecniche di PMA alle coppie fertili portatrici di patologie genetiche ereditarie, con la conseguente legittimità della DPI, hanno consentito la fecondazione eterologa e la possibilità del ricorso sia a un donatore di seme sia a una donatrice di ovuli, hanno consentito la possibilità di donare i gameti delle coppie che accedono alle cliniche di fecondazione assistita ad altre coppie per la fecondazione eterologa e la possibilità della crioconservazione degli embrioni in sovrannumero.

Ecco da dove arrivano queste decine di migliaia di embrioni crioconservati.

L’anno scorso è arrivato l’aggiornamento delle linee guida per l’accesso alle tecniche di fecondazione assistita che si sono adeguate alle sentenze della Corte Costituzionale. Le linee guida prevedono: la possibilità di fecondare un numero indefinito di ovociti, la possibilità della crioconservazione degli embrioni per i successivi trasferimenti, la possibilità della doppia donazione di gameti, l’accesso a tutte le tecniche di fecondazione assistita (inseminazione intrauterina, FIV e ICS) alle coppie fertili, ma portatrici di malattie genetiche e malattie virali, la possibilità di trasferire embrioni anche se il partner maschile muore dopo la fecondazione e dopo il divorzio o la separazione, diagnosi pre-impianto possibile anche per le coppie fertili dopo ripetuti fallimenti di impianto e per le donne che hanno un’età superiore ai 35 anni.

Tutto questo cosa significa? Apertura del mercato di gameti, al loro procacciamento e al reclutamento di “donatrici e donatori”. Spinta verso la criconservazione dei gameti o, seguendo una nuova tecnica sul mercato, la vitrificazione e in parallelo viene così creata l’illusione di poter rimandare all’infinito la gravidanza e alla vitrificazione per tutti il passo è breve. Estensione della selezione pre-impianto degli embrioni, anche qui è breve il passaggio per tutti e per un’eugenetica su larga scala.

Ricordiamo inoltre che, poiché la fecondazione in vitro, in quanto tale, può produrre delle anomalie all’embrione, non si può pensare che possa sussistere senza diagnosi genetiche e conseguente selezione degli embrioni.

Dal momento in cui viene regolamentato uno sviluppo tecnologico negli ambiti dei corpi, della procreazione, della salute, questo viene sdoganato a livello sociale e anche se sono presenti delle restrizioni al suo utilizzo, già nella stessa regolamentazione è insita la possibilità di superarle. Anche se è sdoganato per dei singoli casi si inizia a creare nell’immaginario la possibilità di accedere a quella tecnologia. Verrà creato il desiderio di accedervi. Parallelamente, lo sviluppo tecnologico procederà più in fretta delle legislazioni in materia e queste si adegueranno ad esso.

La procreazione medicalmente assistita ha aperto la strada alla radicale trasformazione della procreazione, al rendere eticamente accettabile la mercificabilità, la selezione eugenetica e la riproducibilità tecnica dell’essere umano. Una delle strade che conducono verso il transumanesimo1.

Torniamo alle decine di migliaia di embrioni crioconcegalti sospesi nell’azoto liquido: un’inquietante immagine di quella che sarà la nuova umanità. Ma il problema va affrontato alla radice: la riproduzione artificiale. Questa legge per l’adozione di embrioni criocongelati si colloca perfettamente nella direzione della riproduzione artificiale come nuovo modo di venire al mondo. A chi andranno questi embrioni? Alle coppie e, presto, anche alle donne sole che accederanno alle cliniche. Facciamo fatica ad immaginare che una coppia o una donna sola preferisca adottare un embrione formato con ovulo e sperma non propri, ma di un’altra coppia. Adozione quindi solo per rari casi, quelli che avrebbero richiesto la doppia donazione di gameti, resa possibile dalle nuove linee guida. Quindi di fatto questa legge non servirà nemmeno all’adozione delle migliaia di embrioni sospesi nell’azoto liquido, ma servirà a sdoganare, con la retorica delle buoni intenzioni – gli orrori si devono sempre mascherare a fin di bene – la possibilità di cedere un embrione a qualcun’altro e – in un secondo tempo – a un istituto di ricerca. Anche se non ci fosse nessun “rimborso” – pagamento – allo stesso modo in cui un embrione non può essere venduto, non può essere nemmeno ceduto. La possibilità di vendere e comprare o donare un embrione – o un feto – nel biomercato della riproduzione artificiale e nella ricerca biotecnologica rende eticamente accettabile che un essere umano possa essere venduto, comprato, ceduto. Il criterio etico di non poter disporre degli esseri umani porta a non poter disporne in nessuna fase del loro sviluppo. Di fatto significa negare il loro valore intrinseco. Gli embrioni non si assemblano in laboratorio e non si manipolano. Questa è l’unica forma di tutela che possiamo offrire loro. L’essere umano e l’intero vivente non devono essere geneticamente modificabili e riprogettabili.

Non è un legge per la vita, implicita è la logica da laboratorio in cui l’embrione diventa un prodotto e se è un prodotto potrà essere sottoposto a qualsiasi manipolazione e sperimentazione seguendo le logiche transumaniste di continua ottimizzazione dell’intero processo. Se si sostiene e si promuove una pratica che ha in sè la logica da laboratorio, in cui non esiste il limite e in cui tutto ciò che è tecnicamete possibile deve essere fatto, si stanno sostenendo anche le sue conseguenze e l’intero paradigma da cui proviene.

E qui si annida un’altro aspetto. Dal presunto diritto a un figlio si passerà al diritto a un “figlio sano”. Dalla selezione embionale all’ingegenria genetica preventiva. Dal diritto si arriverà al dovere. Di fronte all’aumento delle mutazioni genetiche causate da onde elettromagnetiche, pesticidi, PFAS, sieri genici a mRNA… verrà offerta la possibilità di selezionare quello che verrà considerato in base a determinati parametri un “embrione sano”. La selezione embrionale e la riproduzione nelle cliniche diventerà un “dovere morale” per tutti.

Ma come si svilupperanno quegli embrioni criocongelati? Ovviamente quelli che sopravviveranno e quelli che non verranno scartati perché ritenuti non idonei. Presto saranno gli algoritmi a definire il miglior embrione e a monitorare tutto il processo. Il naturale – spontaneo, indeterminato e imprevedibile – deve essere man mano sostituito con il programmato, l’artificiale, il manipolabile.

Come nasceranno i bambini provenienti dall’azoto liquido e quelli provenienti da un assemblaggio in una capsula di petri, da continue frammentazioni e artificializzazioni del naturale processo di procreazione? Come diventerà questo essere umano?

L’embrione non è un mero aggregato di cellule o un essere vegetativo come viene considerato nelle logiche abortiste, utilitaristiche, eugeniste e transumaniste di graduazione arbitraria del valore della vita umana. Basti pensare che è un essere in relazione e che ha una vita sensoriale intensa già dal quindicesimo giorno comunicando con i tessuti della madre. Esiste una memoria cellulare e ciò che si afferma a livello cellulare rimane a livello psicologico. Sappiamo già che se un embrione sopravvive dopo essere stato impiantato nell’utero potrà conservare la memoria di altri embrioni non sopravvissuti da precedenti impianti o da aborti spontanei o indotti, sviluppando un’angoscia di morte che porterà dentro sé fin dopo la nascita. L’embrione criocongelato o vitrificato conserverà memoria del freddo glaciale da cui proviene, una memoria incarnata2.

I bambini nati a seguito dell’impianto di embrioni criongelati e i bambini nati con tutte le tecniche di fecondazione assistita hanno un rischio maggior di sviluppare una molteplicità di patologie, tra cui tumori. Una società di pazienti a vita, dalla nascita alla morte.

L’essere umano, riducendosi all’assemblaggio eugenetico di ovulo e sperma, cessa di avere una storia e una provenienza. Una fabbricazione, in cui ogni fase del processo è separata, tecnicizzata, monitorata, ottimizzata in una logica perfettamente transumanista. A questo uomo in frantumi, la cui esistenza meccanica sarà considerata come espressione di libertà, si pretendono le pezze d’appoggio destinate a renderlo obsoleto. Come si potrà a riconoscere l’invasione tecno-scientifica e la manipolazione genetica dei processi biologici e dei corpi quando queste innerveranno la vita fin dai suoi primi momenti? Quale argine rimarrà per arrestare l’offensiva eugenista e transumanista?

Dall’embrione – prodotto al corpo – neutro, riprogettabile, al corpo – piattaforma3.

Questa guerra ai corpi, alla vita, alla natura, alla realtà, alla verità traccia una delle direttorie dei tempi di oggi e la procreazione è una questione centrale per una radicale trasformazione dell’essere umano. Nei tempi di bricolage genetici con bambini dal DNA di tre genitori, di gameti artificiali, di intelligenza artificiale applicata allo sviluppo di uteri artificiali è necessario il coraggio che vada alla radice. Ogni critica parziale servirà a far passare e a far accettare l’inaccettabile. Non possiamo accontentarci di limitare i danni e di salvare il salvabile, non è abbastanza se quello che viene eroso è il significato dell’essese umano in quanto tale e le dimensioni che lo contraddistinguono. Regolamentare le tecniche di fecondazione artificiale, la selezione embionale, la crioconservazione di gameti ed embrioni, equivale a diffonderle e normalizzarle. Non è possibile nessuna regolamentazione, nessuna eccezione, la linea deve essere tracciata prima. Dobbiamo avere ben in mente quei confini inviolabili e non negoziabili, ciò che non sarà mai eticamente accettabile. La dimensione della procreazione non è disponibile, i corpi non sono disponibili, il vivente non è disponibile a qualsiasi tipo di predazione e manipolazione genetica.

Silvia Guerini, Giugno 2025, www.resistenzealnanomondo.org

Note:

1 S. Guerini, C. Ragusa (a cura), AA.VV., I figli della macchina. Biotecnologie, riproduzione artificiale ed eugenetica, Asterios, 2023.

2 https://www.resistenzealnanomondo.org/necrotecnologie/maternita-surrogata-una-delle-strade-verso-il-transumanesimo/

3 S. Guerini, C. Ragusa, L’ideologia del tecno-mondo. Resistere alla megamacchina, Acro-polis, 2024. S. Guerini, Dal corpo neutro al cyborg postumano. Riflessioni critiche all’ideologia gender, Asterios, 2023.