Archivio mensile:Novembre 2024
I figli della macchina. Biotecnologie, riproduzione artificiale ed eugenetica.
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A cura di Silvia Guerini e Costantino Ragusa
Un giorno le donne non partoriranno più. Le loro cellule e quelle degli uomini saranno accuratamente prodotte, selezionate e poi lavorate in laboratorio per la fabbricazione industriale di esseri umani. Migliorati, fatti su misura, senza difetti genetici. Fantascienza? In realtà, questo futuro in cui il parto sarebbe scomparso, questo futuro in cui i bambini non sarebbero più il frutto del caso biologico, ma di un sistema tecnologico finemente parametrizzato, è già tra noi, in potenza. A poco a poco, attraverso i suoi progressi nel campo delle tecnologie riproduttive (dall’inseminazione artificiale all’ectogenesi, passando per la fecondazione in vitro e il congelamento degli ovociti) e con il falso pretesto di liberare le donne, la tecnoscienza ci sta portando lì. Dopo aver preso il controllo del suolo e dei corpi per aumentare la sua presa, il sistema tecno-scientifico, nel perseguimento del suo gesto totalitario, sta lavorando da diversi decenni per prendere il controllo dell’intero vivente.
Traduzione dal francese di Écologie & Politique, n.65, Édition Le Bord de l’eau, 2022
– Prefazione all’edizione italiana
Silvia Guerini e Costantino Ragusa – Resistenze al nanomondo
– Introduzione all’edizione italiana
Jacques Luzi
– L’obsolescenza della nascita
Mathias Lefèvre, Jacques Luzi
– Dall’eugenetica di stato all’eugenetica liberale: dove vanno le biotecnologie?
Bertrand Louart
– Un mondo senza madri?
Silvia Guerini
– Nascita, natura e libertà
Pièces et main d’œuvre
– Pensieri su The Scarlet Servant
Michela Di Carlo
– Accettatologi. Le “minoranze di genere” al servizio della produzione dei bambini
Renaud García
– Addomesticare sempre i vivi. Una critica alla “bioingegneria”
Gaëtan Flocco, Mélanie Guyonvarch
– La questione del massimo. Biocapitalismo, demografia ed eugenetica
Jacques Luzi
– Agli antipodi della riproduzione artificiale: la “nascita rispettata” Intervista a Émilie Bénard
Aurelien Berlan
– Postfazione all’edizione italiana
Pièces et main d’œuvre

Le religioni industriali contro la natura e la libertà. Cosmismo e Transumanesimo – Jacques Luzi
LE RELIGIONI INDUSTRIALI CONTRO LA NATURA E LA LIBERTA’.
COSMISMO E TRANSUMANESIMO.
A partire dal XVII secolo, la tecnoscienza si è instaurata distinguendo l’oggettivo e il soggettivo, il fisico e il metafisico, i giudizi di fatto e i giudizi di valore. Denigrando il “soggettivo”, il “metafisico” e i “giudizi di valore” come altrettanti fonti di confusione e di errore, si è inibito di porre essa stessa il proprio valore.
In altri termini, la tecnoscienza, restando fedele ai suoi princìpi, non può intervenire nella discussione intorno al suo significato e sull’uso dei suoi prodotti. Pur avendo permesso di dissipare certe superstizioni ataviche, il rischio è allora di sprofondare nell’autoaccrescimento insensato e suicidario dei suoi perfezionamenti, vale a dire nel nihilismo. Perché, dopo l’antica mutilazione della vita da parte di vincoli morali asfissianti, la tecnoscienza aprirebbe la via verso l’onnipotenza che permetta di correggerla e liberarsene. Quale che sia la sua forma, il nihilismo si riconosce dalla sua svalutazione della vita umana sulla Terra e dalla valorizzazione di un al di là inesistente.
Una combinazione di questi due tipi di nihilismo è del tutto concepibile, se si aureola il nihilismo tecnoscientifico con una giustificazione che attiene al nihilismo religioso. E’il caso, esplicitamente, del cosmismo russo. Ed è pure il caso, anche quando i suoi propagandisti si presentano come atei, del transumanesimo californiano. Malgrado le loro differenze, e talvolta i loro contrasti, queste due religioni cyborg si trovano d’accordo nel considerare lo scatenamento tecnologico contemporaneo, fondato sulla convergenza delle nanotecnologie, delle biotecnologie e dell’intelligenza artificiale, come un’ascensione verso la sovrumanità divina.
IL COSMISMO RUSSO: UN “TRADIZIONALISMO TECNOCRATICO”.
E’nel XIX secolo che Nikolaj Fëdorov (1829-1903) ha sviluppato il cosmismo, realizzando la sintesi del cristianesimo ortodosso e del futurismo tecnoscientifico. Persuaso dell’interazione spirituale tra umanità e cosmo, egli aspirava a dare un senso ai progressi tecnologici: dominio della natura in vista di superare i limiti umani, di raggiungere l’immortalità, di risuscitare i morti e conquistare lo spazio (dato che diventa insufficiente la dimensione della Terra). Salvezza universale da parte della tecnologia, che fa dell’umano l’eguale di Dio per realizzare la sua volontà.
Questo intento di fondere religione e razionalità calcolatrice ha ugualmente influenzato, al fine di compattare le masse, il regime sovietico. Come anticipava l’ideologo Anatolij Lunačarskij (1875-1933):
Il socialismo è una lotta organizzata dall’umanità contro la natura per la sottomissione totale di essa alla ragione. La speranza nella vittoria, lo sforzo, la mobilitazione delle forze creano una nuova religione. Con l’apostolo Paolo, possiamo dire: “Siamo salvi nella speranza”.[1]
Non è dunque sorprendente trovare tracce del cosmismo di Fëdorov negli scienziati bolscevici, per esempio in Konstantin Tsiolkovsky (1857-1935), fisico precursore dell’era spaziale, e Vladimir Vernadskij (1963-1945), biochimico inventore del termine biosfera.
Nella Russia postsovietica, il cosmismo è ripreso e modernizzato, al fine di piazzare l’industrialismo sotto una bandiera nazionalista, imperialista ed antioccidentale. Per esempio, il Club d’Izborsk, un think tank vicino a Vladimir Putin, raggruppa universitari, giornalisti, uomini politici, religiosi o anche militari. Per questi propagandisti di professione, solo lo “spirito russo” può permettere di fare un impiego benefico delle nuove tecnologie, all’inverso dell’edonismo volgare che imperversa in Occidente.
Al “destino manifesto” degli USA, essi contrappongono la “missione storica” del “popolo russo”.[2] Come scrive il filosofo Vitaly Vladimirovich Averyanov (1973-), direttore dell’Istituto del Conservatorismo Dinamico e membro del Club d’Izborsk:
La riscoperta di Fëdorov è all’opposto della ricerca “atlantica” moderna dell’”elisir d’immortalità” egoista. L’immortalità arbitraria dei transumanisti, anche se potesse essere realizzata, non potrebbe essere apprezzata da coloro di cui essa perpetuerebbe l’attuale decadenza: la loro vittoria sulla morte sarebbe solo un nuovo atto di consumo insignificante. Il sogno di Fëdorov è l’avvento di una persona fondamentalmente diversa, un essere superiore, capace di creare organi e tessuti, di spostarsi all’istante su qualunque distanza. Immortale, ma nello stesso tempo modesto e gioioso. In lui, il potere dell’essere centrale dell’universo (il Cristo-Dio-uomo, la cui opera è la nostra più alta “causa comune”) si combina con una mancanza totale di esaltazione di se stesso in quanto individuo. La gioia della Nuova Terra e del Nuovo Cielo compensa per lui le gioie della “vecchia umanità”, che vengono dall’assurdità della competizione, della cupidigia, dell’invidia e della bestialità.[3]
In queste condizioni, la tecnologia, l’aumento dell’umano e l’esplorazione dello spazio, potrebbero essere messi al servizio della gestione ragionata della natura, della fraternità universale e del trionfo pasquale dell’umanità sulla morte. E’ la ragione per la quale il cosmismo russo si presenta come un “tradizionalismo tecnocratico” di portata planetaria, il solo capace di condurre l’umanità della “biosfera” verso una “neosfera” d’ispirazione cristica.
Nel 2010, Kirill, il patriarca della Chiesa ortodossa, si è naturalmente alleato a questa unione reazionaria di scienza e di fede:
Il Signore ci ha invitato ad abitare e a conquistare il nostro pianeta e l’universo intero. E’per questo che l’aspirazione dell’uomo ad elevarsi verso le stelle non è un capriccio, un fantasma o una moda, ma un programma impresso da Dio nella natura umana.[4]
Dio ha dunque creato l’uomo perché possa fondersi con le sue macchine programmabili, al fine di portare la buona novella nelle galassie più lontane.
I LEGAMI COL TRANSUMANESIMO CALIFORNIANO: UNO STESSO “FUTURISMO TECNOCRATICO”.
Il cosmismo condivide col transumanesimo la volontà di potenza tecnologica, volendo altresì distinguersene per le finalità perseguite: il materialismo di mercato e individualista in Occidente, lo spiritualismo pianificato e altruistico in Russia. Ma le due sette si compenetrano, principalmente perché entrambe mescolano il pessimismo contemporaneo e il messianismo degli strumenti, la “caduta” e la “parusia”.
Nick Bostrom, che professa il transumanesimo all’università di Oxford, non cessa di indicare i “rischi esistenziali” provocati dalla tecnologia: l’utilizzazione abusiva deliberata di nanotecnologie (nanobot nocivi), l’olocausto nucleare, la diffusione apocalittica di un agente biologicamente modificato, la programmazione malauguratamente fallita di una macchina superintelligente, ecc…Ma queste prospettive allarmanti sono per lui l’occasione, non di richiamare ad una decrescita tecnologica ragionata, bensì di presentare l’accelerazione tecnologica come unica via di salvezza:
Non dovremmo incolpare la civiltà o la tecnologia d’imporre grandi rischi esistenziali. In ragione del modo in cui abbiamo definito i rischi esistenziali, un fallimento nello sviluppo della civiltà tecnologica implicherebbe essere vittime di un disastro esistenziale. Senza tecnologia, le nostre probabilità di evitare i rischi esistenziali sarebbero dunque nulle. Con la tecnologia, abbiamo una certa possibilità, anche se i rischi più gravi si rivelano ormai essere quelli generati dalla tecnologia stessa.[5]
Si trova la stessa struttura illogica nel filosofo cosmista russo Arseny Gulyga (1921-1996), per il quale la “premonizione di una catastrofe comune” provocata dalla tecnologia, accompagna “il pensiero della salvezza universale” grazie alla tecnologia.[6]
La compenetrazione del cosmismo e del transumanesimo è talvolta esplicita: per esempio, per Hugo de Garis, ricercatore australiano e discepolo del papa del transumanesimo, Ray Kurzweil, l’intelligenza artificiale è la nuova prova dell’esistenza di Dio:
L’ascesa degli artiletti (intelletti artificiali, cioè macchine divine supremamente intelligenti dotate di capacità intellettuali miliardi di miliardi superiori al livello umano) nel corso di questo secolo dà l’impressione che l’esistenza di una divinità (un’entità supremamente intelligente capace di creare un universo) appaia essere una realtà molto più plausibile (…). Penso che l’ascesa del cosmismo -l’ideologia in favore di un’umanità che costruisca artiletti in questo secolo- rende l’idea di una divinità più plausibile, se non inevitabile.[7]
Se cosmismo e transumanesimo restano malgrado tutto fratelli nemici, ciò dipende, al di là delle polemiche religiose, dalle sfide geopolitiche della lotta per l’egemonia, quali sopravvengono continuamente nel quadro competitivo dell’industrialismo mondiale.
LE RELIGIONI CYBORG AL SERVIZIO DEL “SUPERINDUSTRIALISMO”.
Le glorificazioni cosmiste e transumaniste della tecnologia hanno a che fare con la stessa religione cyborg. Col medesimo rituale di purificazione dal dato naturale
-giudicato e condannato per la sua imperfezione-, grazie alla sua trasmutazione in artefatto perfetto. Vale a dire con la costrizione mortale del vivente concreto nel suo modello astratto.
I famosi “rischi esistenziali” di Bostrom sono in realtà l’esito inevitabile di questa guerra contro la natura (non umana e umana), che le società industriali portano avanti senza tregua nella loro corsa alla potenza.
La guerra alla natura. Prendiamo la digitalizzazione del mondo. Intronizzando l’intelligenza artificiale come monarca “oggettivo”, essa necessita di un’infrastruttura planetaria che è già la più enorme macchina mai costruita dagli umani. Nel 2018, l’industria poneva cavi a fibre ottiche alla velocità della luce. Ogni secondo, centotrenta nuovi apparecchi si connettono a Internet, comportando la crescita esponenziale del consumo di acqua, di gas, di prodotti chimici tossici e di energia. Aggiungendo gli impatti sulla biodiversità della deforestazione indispensabile all’estrazione dei metalli e delle terre rare per costruire i componenti elettronici, la prospettiva di transitare dalla biosfera ad una neosfera “benefica” parrebbe, a dir poco, risibile.
Qual è, allora, la vera finalità del misticismo tecnocratico?
La si trova nei preparativi alla guerra robotica che gli USA, la Russia e la Cina, coi loro rispettivi alleati, hanno già iniziato a portare avanti in modo indiretto, al fine di arrogarsi i resti della natura indispensabili per alimentare la potenza. Per esempio, la guerra russo-ucraina, considerata dagli stati maggiori e dall’industria delle armi come la sperimentazione delle guerre future tra nazioni industrializzate, è rapidamente divenuta una guerra di droni.[8]
La si trova pure nelle guerre generalizzate che l’industrialismo porta avanti contro gli umani. Non solo nel desiderio d’”aumento”, vale a dire di soppressione dell’umano mediante la sua fusione con la macchina, non solo in quello di riprodurre questo cyborg in uteri-macchina, ma anche nella sostituzione della riflessione umana con la retroazione automatica, al fine d’imporre dappertutto l’organizzazione disciplinare cibernetica. Che sia nella fabbrica automatizzata, sul campo di battaglia automatizzato o nell’ufficio automatizzato, l’obiettivo è porre il corpo sociale sotto il dominio incontestabile della Machina sapiens, la creatura “superintelligente” dei tecnocrati-dei.
Dato che sono basate sulla loro svalorizzazione a priori, e rappresentano ciò da cui si tratta di salvarsi, i progressi tecnologici conducono ineluttabilmente verso la distruzione della natura e della libertà.
*
Certo, l’essere umano è uno strano animale prematuro, che la tensione tra la sua vitalità e la sua impotenza fisica porta ad essere ossessionato, sin dalla prima età, dal fantasma dell’onnipotenza. Ma la sua prematurità ne fa pure un essere culturale, capace di essere educato da valori collettivi che permettano di tenere a bada questo fantasma. O di trascenderlo con produzioni simboliche che non ne facciano l’apologia.
Il nihilismo è intrinseco alla volontà di potenza sfrenata inscritta nei perfezionamenti della tecnologia. Essa fa della natura (non umana e umana) un oggetto morto, che essa smonta nei suoi meccanismi più delicati, per ricattarla, modificarla e corromperla a suo piacimento. E’ vano voler dare un senso a ciò che così si dispiega in modo insensato, nella negazione sistematica della vita sulla Terra.
Qualunque cosa ne dicano i cosmisti e i transumanisti, il superuomo non è colui che condanna la condizione umana innestandosi, fino ad autodistruggersi, protesi tecnologiche, ma colui che l’accetta integralmente, in tutta la sua tragica ambivalenza. Oltre a riappropriarsi dei loro mezzi di esistenza, tale è allora il compito di coloro che, contro l’eccesso industriale, non disperano di vivere da umani nella natura: umanizzare, spiritualizzare e abbellire la condizione umana senza rinnegarla.
Jacques Luzi
[1] Citato da M.Eltchaninoff, Lénine a marché sur la Lune. La folle histoire des cosmistes et transhumanistes russes, Arles, Actes Sud, 2022, p. 65.
[2] J. Faure, «Le cosmisme , une mythologie nationale russe contre le transhumanisme», 6 gennaio 2021, theconversation.com.
[3] A.V.Vladimirovich, «Heвидимая ось мира. Нам нужен орден мечтаносцев» (L’asse invisibile del mondo. Abbiamo bisogno dell’Orcine dei Sognatori), 3 gennaio 2020, izborsk-club.ru.
[4] Citato da J.Faure, «Le cosmisme: une vieille idée russe pour xxie siècle», Le Monde diplomatique, dicembre 2018.
[5] N.Bostrom, «Existential Risk Prevention as Global Priority», Global Policy, Vol. 4, n°1, 2013, p.15-31, nickbostrom.com.
[6] Citato da A.V.Vladimirovich, op.cit.
[7] H. de Garis, «From cosmism to deism», 18 gennaio 2011, thekurzweillibrary.com.
[8] Su questo soggetto, vari articoli dell’Atlantic Council, think tank americano specializzato nelle relazioni internazionali e vicino all’OTAN, sono disponibili su atlanticcouncil.org.
Pubblicato sul giornale L’Urlo della Terra, num. 12, Luglio 2024
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Un nuovo volto del transumanesimo – Silvia Guerini
Un nuovo volto del transumanesimo
Su queste elezioni negli USA si è detto tutto e di più, Trump è stato da un lato dipinto come un mostro che distruggerà l’umanità e dall’altro il salvatore che la salverà dalla dissoluzione. Ma in tutto questo gran vociare a destra e a sinistra e in ogni dove ci si è soffermati a chiedersi chi sta dietro a Trump o più semplicemente chi gli sta affianco?
Basterebbe leggere la dichiarazione del CEO di BlackRock Larry Fink: “Sono stanco di sentirmi dire che questa è la più grande elezione della tua vita. La realtà è che col tempo non ha più importanza [. . .] Lavoriamo con entrambe le amministrazioni e stiamo dialogando con entrambi i candidati”1.
Nella squadra di Trump abbiamo Elon Musk, CEO di Space X che riempirà il cielo di satelliti per una totale copertura delle reti 5G e 6G necessarie per l’Internet delle cose e per l’Internet dei corpi e per la supremazia americana nello spazio; CEO di Neuralink che dopo le atroci sperimentazioni sui macachi è passato a testare i suoi impianti cerebrali sugli umani e che sta lavorando per far sì che questi impianti siano così sicuri da voler essere desiderati da persone sane, verso l’implementazione dell’umano e dispositivi sotto pelle, per un mondo cibernetico e perennemente interconnesso fuori e dentro i corpi; firmatario con altri transumanisti di una lettera appello che denunciava i rischi dell’Intelligenza Artificiale per poi sdoganare l’illusione di un’Intelligenza Artificiale etica. Musk è un volto, dietro di lui i poteri transumanisti che non si vedono, ma che dirigono le direzioni delle ricerche di ingegneria genetica, nanotecnologie, Intelligenza Artificiale, riproduzione artificiale dell’umano.
Elon Musk è all’attenzione dei più e la sua partecipazione alla campagna elettorale di Trump è stata plateale, ma accanto a Trump c’è un altro personaggio, meno visibile e poco considerato, ma, che con Musk può darci un quadro più completo dei poteri e della posta in gioco. Mi sto riferendo a Peter Thiel che era stato un importante finanziatore anche della campagna presidenziale di Trump del 2016 e aveva fatto parte della sua squadra. Per chi non ha memoria è meglio brevemente rispolverarla2.Thiel co-fondatore di PayPal, grazie a un software che fu sviluppato per rilevare le frodi PayPal fondò Palantir Technologies, un’azienda di software che opera in ogni settore: energetico, semiconduttori, telecomunicazioni, sicurezza, difesa, servizi finanziari, scienze della vita, con clienti che vanno dalle multinazionali farmaceutiche al Dipartimento della Difesa americano e alle agenzie di Intelligence. Palantir è una vera e propria piattaforma di Intelligence per la guerra globale al terrorismo e per la totale sorveglianza interna. Palantir gestisce anche il database HHS Protect, che continua a raccogliere informazioni relative alla diffusione del Covid-19 con sistemi di algoritmi predittivi per prevenire la diffusione dei focolai al fine di lanciare allerte e attuare misure tempestive: un nuovo sistema di biosorveglianza preventiva.
Palantir è salita alla cronaca, e con le sue azioni nel mondo della finanza, per aver messo a punto un sistema di Intelligenza Artificiale per il governo ucraino, un sistema di controllo e di comando con la capacità di integrare tutti i sensori per produrre profilazioni e obbiettivi nella guerra in corso. Palantir, dopo l’abbandono di Google, è l’unico fornitore di sistemi di Intelligenza Artificiale per il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti sviluppati nell’ambito del Progetto Maven del Pentagono avviato nel 2017 per accelerare lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale e dell’apprendimento automatico.
Dietro Trump abbiamo quindi il comparto industriale- militare, ma non solo. Peter Thiel oltre a organizzare conferenze con i suoi colleghi della Palantir e PayPal per discutere e promuovere questioni come “I volti mutevoli della biologia” e investire nell’ambito delle ricerche biotecnologiche e delle tecnologie per il rallentamento delle vecchiaia e il prolungamento della vita, siede nell’attuale comitato direttivo del Bilderberg insieme ad Alex Karp, CEO di Palantir Technologies. Dietro a Trump abbiamo anche il Club Bilderberg.
Le mani di Thiel arrivano anche al vice di Trump3. Thiel aveva reclutato per la prima volta JD. Vance nella sua cerchia quando Vance era ancora uno studente alla Yale Law School. Poco dopo, Vance è entrato a far parte della società di investimenti di Thiel, Mithril Capital, dove ha lavorato per due anni prima di entrare in Revolution Ventures. Vance ha svolto un ruolo importante nel fondo di investimento Rise of the Rest di Revolution, i cui principali investitori includevano Jeff Bezos di Amazon e la famiglia Walton di WalMart, che vantano legami profondi di lunga data con la famiglia Clinton. Vance ha poi lanciato la sua società di capitale di rischio Narya Capital nel 2020 che è stata ampiamente finanziata da Thiel e dall’ex CEO di Google Eric Schmidt.
Thiel aveva donato 15 milioni di dollari alla candidatura vincente di JD. Vance al Senato nel ciclo elettorale del 2022, in quella che all’epoca era la donazione più grande mai fatta a un candidato al Senato. Thiel ha poi realizzato un riavvicinamento tra Vance e Trump e lo ha messo in contatto con altri membri di PayPal, come David Sacks, che insieme a Elon Musk sono stati presumibilmente un fattore chiave nella scelta di Trump di Vance come vicepresidente.
L’ideologia transumanista non è sempre immediatamente riconoscibile, ha la caratteristica di essere fluida adattandosi a molteplici contesti anche in apparenza in contrasto tra loro, così abbiamo un transumanesimo dal volto glitterato progressista dei diritti LGBTQ+ e un transumanesimo che penetra in ambienti conservatori che si fa paladino ad esempio della lotta alla denatalità, ma ovviamente offrendo come (falsa) soluzione le tecniche di riproduzione artificiale.
Il volto progressista woke ha tirato troppo la corda, in America la femminista radicale, attivista e scrittrice, Julie Bindel ha dichiarato di lasciare il partito democratico, che la sinistra pensa solo ai trans e di andare a votare per Trump. Questo è rappresentativo della situazione che si è andata a creare e non solo in America, ma in tutti quei paesi, Italia compresa, sommersi dall’ideologia gender. Allora forse è arrivato il momento di dare un altro volto al transumanesimo.
Certamente Trump frenerà l’onda progressista gender, anche se bisognerà vedere se fermerà solo qualche progetto qua e là, ma senza scardinare l’ideologia gender dalla base – si nasce maschi o femmine, nessuno nasce in un corpo sbagliato, non esiste l’identità di genere, transgender è una creazione del comparto transumanista – e senza interrompere tutto il filo di denaro che la sorregge. Ideologia ben finanziata e promossa dal comparto farmaceutico e biotecnologico e da molteplici Fondazioni come Open Society di George Soros, Terasem Movement Foundation del transumanista trans Martine Rothblatt, dalle Fondazioni Tides, Arcus e Tawani, quest’ultima dei Pritzkers, miliardari filantropi che hanno spinto per introdurre l’ideologia gender nelle istituzioni mediche ed educative. I finanziamenti arrivano anche alla principale organizzazione di psicologia negli Stati Uniti, l’American Psychological Association (APA) che sviluppa le varie linee guida e pratiche trans-affermative4.
Staremo a vedere se si tratterà solo di una stasi, con un’ideologia trans e una trans industria pronte per rispuntare in una nuova stagione.
In America quei giovani che erano indecisi sull’intraprendere il percorso di transizione si precipiteranno a medicalizzarsi e a macellarsi? Quei giovani che hanno accettato come una cosa reale il concetto di identità di genere e che sono cresciuti pensando addirittura all’esistenza di bambini trans ridaranno senso al principio di realtà? E non ci stiamo riferendo agli attivisti sostenitori e promotori di tutte le narrazioni progressiste, ma a quei giovani cresciuti in questo preciso humus culturale che ha creato una precisa formamentis che non sono in grado di riprendersi nemmeno il senso comune e il senso dell’ovvio, ecco, costoro penseranno che si commetteranno gravi ingiustizie e alcuni di loro saranno pronti per diventare i nuovi attivisti queer & green di domani.
Fermare l’ideologia gender significa scardinarla dalle origini fino ai suoi tentacoli che strisciano in molteplici direzioni. E non è possibile arrestare il gender o la pratica della maternità surrogata e allo stesso tempo sostenere fecondazione assistita e nuovi OGM nei campi e nei corpi. Tutto è parte del mondo laboratorio e tutto va insieme compreso e combattuto. Dal basso. Reali – e non virtuali – relazioni e opposizioni all’avanzata transumana che continuerà anche se con altri colori e con altre retoriche.
L’inverno gender lascerà il passo all’avanzamento dell’Intelligenza Artificiale, delle reti 5G e 6G, della geoingegneria e delle biotecnologie. Trump qualcosa dovrà pur mostrare di fare e forse in questa nuova era i poteri alle sue spalle cederanno un po’ di terreno sul gender per costruirsi un altro volto funzionale a far accettare altri sviluppi tecno-scientifici e altre gabbie trasparenti e digitali, un altro volto necessario anche per penetrare in ambienti che potevano essergli ostili. Ma il campo di manovra sarà assai risicato, basta pensare anche alle questioni che più dovrebbero appartenere ai conservatori, ma sui cui ha già tirato i remi in barca, come una posizione più moderata sull’aborto a cui potrebbe seguirne una di apertura all’eutanasia e, non dimentichiamolo, nessuna posizione contraria alla fecondazione assistita. Su questo il mondo transumanista evidentemente non può cedere nemmeno un millimetro di terreno verso la riproduzione artificiale per tutti come nuovo modo di venire al mondo.
Kennedy a capo del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) sostituirà l’inguardabile trans Rachel Levine che fece rimuovere i limiti per gli interventi di macellazione chirurgica nei percorsi di transizione per bambini. Vedremo se Kennedy potrà bloccare i percorsi di transizione per minori e se potrà chiudere le Cliniche di Identità di genere considerando che finché queste esisteranno produrranno pazienti trans. Se potrà dar lotta alle compagnie farmaceutiche e alla FDA e al tristemente noto modello delle porte girevoli. Sinceramente dubitiamo che possa arrestare le nuove tecnologie a mRNA e a mRNA auto-amplificante. Vedremo se bloccherà la fase 1 della sperimentazione del siero nanotecnologico a mRNA auto-amplificante (sa-mRNA) contro l’influenza aviaria, finanziato dal Governo e dalla Fondazione Gates, autorizzata dalla FDA nel mese di Novembre. Siero prodotto dalla compagnia Arcturus Therapeutics che in Giappone sta diffondendo le stesse tecnologie per il Covid a cui sono seguite importanti denunce e proteste5. Come dubitiamo possa
In agricoltura potrà magari bloccare l’uso del glifosate cancerogeno, ma dubitiamo possa arrestare gli OGM di vecchia e nuove generazione, pilastro delle compagnie agroalimentari e biotecnologiche e, in generale, se potrà arrestare l’editing genetico e le tecniche di riproduzione artificiale, così come dubitiamo possa smantellare la rete 5G fondamentale per l’avanzamento dell’Intelligenza Artificiale e della società cibernetica.
Se Kennedy potrà fare qualcosa da una parte dovremmo chiederci cosa nel mentre sta avanzando da un’altra. Il mondo della finanza investe sia nelle compagnie farmaceutiche sia in quelle delle armi, del digitale e delle biotecnologie.
Il transumanesimo non avanza come un monolite in ogni paese e in ogni suo sviluppo, ma ha assestamenti e apparenti rallentamenti ed è vitale riconoscerlo in tutti i suoi sviluppi e nei suoi molteplici volti.
Silvia Guerini, Novembre 2024
Resistenze al nanomondo, www.resistenzealnanomondo.org
1James Corbett, Peter Thiel in a vampire, in Corbett Report, https://corbettreport.substack.com/p/peter-thiel-is-a-vampire
2James Corbett, The Strange Story of Peter Thiel, in Corbett Report, https://corbettreport.substack.com/p/the-strange-story-of-peter-thiel; https://corbettreport.substack.com/p/peter-thiel-is-a-vampire
3Whitney Webb, The Man Behind Trump’s VP Pick: It’s Worse Than You Think, in Unlimited Hangout, https://unlimitedhangout.com/2024/07/investigative-reports/the-man-behind-trumps-vp-pick-its-worse-than-you-think/?utm_source=substack&utm_medium=email
4Silvia Guerini, Chi finanzia il movimento LGBTQ, in https://www.acro-polis.it/2023/06/08/chi-finanzia-il-movimento-lgbtq/
5Resistenze al nanomondo, I giapponesi si ribellano alle nuove tecnologie mRNA nanotecnologiche autoreplicanti, in https://www.resistenzealnanomondo.org/necrotecnologie/i-giapponesi-si-ribellano-alle-nuove-tecnologie-mrna-nanotecnologiche-autoreplicanti/
Radicalismo organico: sfidare il sistema fino in fondo – Paul Cudenec
Radicalismo organico: sfidare il sistema fino in fondo
di Paul Cudenec
https://winteroak.org.uk/
Testo dell’Intervento di Paul Cudenec alle Tre giornate contro le tecno-scienze, sesto incontro internazionale, Luglio 2024 ad Acqui Terme organizzate da Resistenze al nanomondo e pubblicato sul giornale L’Urlo della Terra, n.12, Luglio 2024
Il continuo dominio della criminocrazia globale sulle nostre società dipende dall’inganno, un inganno costante e palese in ogni ambito.
La sua più grande bugia è che non c’è alternativa al futuro disumanizzato, centralizzato e degradato che ci ha preparato.
Il concetto di “sviluppo” industriale senza fine viene presentato come inevitabile e necessario, un percorso di miglioramento per l’umanità che fa parte dell’evoluzione della nostra specie.
Se non riusciamo a vedere attraverso questa narrazione ingannevole, il mito del progresso, non saremo in grado di capire o sfidare l’agenda tecno-totalitaria della criminocrazia.
Questo, ovviamente, è da tempo un grande difetto della “sinistra”.
Non avendo apparentemente notato gli strettissimi legami tra l’industrialismo e il potere del denaro a cui si suppone si opponga, la “sinistra” ha abbracciato con entusiasmo un approccio “progressista” che favorisce l’avanzata del gigante dello sviluppo, ingoiando ora anche l’assurda pretesa che questo disastroso e sempre più rapido processo di distruzione possa magicamente diventare “sostenibile”.
I cambiamenti nel comportamento umano necessari per trasformarci in vittime indifese della Macchina sono stati generalmente realizzati sotto la bandiera del “progressismo”.
I valori antiquati dovevano essere spazzati via, i modi di vita tradizionali abbandonati, le culture colorate e distintive eliminate per consentire la costruzione di una modernità grigia e uniforme.
Il programma “progressista” prevede persino la negazione di aspetti importanti della realtà fisica.
Considera “ingenuo” essere consapevoli dell’appartenenza dell’uomo alla natura, “pericoloso” capire che nasciamo con qualità innate e non come fogli bianchi su cui scrivere le richieste dei nostri schiavisti industriali, e “transfobico” insistere sull’esistenza di una donna.
Gli atteggiamenti della “sinistra” sono così profondamente modellati dai presupposti industriali “progressisti” che essa non rappresenta una vera opposizione al sistema – e, a mio avviso, non lo sarà mai.
Quali altre possibili opposizioni possiamo individuare?
Il movimento “verde” dovrebbe guidare la carica contro l’industrialismo e il suo mito del progresso.
Ma gran parte di essa è stata ribaltata di 180 gradi e trasformata nell’ala marketing dell’industria delle energie “rinnovabili” ossessionata dal clima.
Non possiamo certo sperare di trovare un pensiero che ispiri resistenza agli orrori della quarta rivoluzione industriale nella “destra” mainstream, il cui impegno per la “prosperità”, la “crescita” e l'”innovazione” dell’agenda per lo sviluppo è sotto gli occhi di tutti.
Purtroppo, questo è anche il caso di molti di coloro che hanno difeso la verità e la libertà di fronte alla manipolazione di Covid.
Rimangono bloccati sui dettagli di quell’evento e sul ruolo specifico del WEF e dell’OMS, senza vedere il quadro generale del complesso industriale-militare-farmaceutico che c’è dietro.
Inoltre, avendo notato il modo in cui il movimento ambientalista contemporaneo viene utilizzato per far avanzare il Grande Reset, spesso assumono una linea anti-ambientalista che li porta ad applaudire le attività industriali del sistema globalista a cui dovrebbero opporsi.
Dato il dominio di questo sistema, e in particolare il suo accesso illimitato al denaro, forse non sorprende che tutti i potenziali movimenti di opposizione si trasformino alla fine in operazioni che sostengono il sistema e attaccano i suoi nemici!
È quindi di estrema importanza coltivare e promuovere una filosofia politica solida e coerente che possa fungere da base per un movimento di resistenza politica emergente ed evitare che venga dirottato e deviato.
Questa filosofia, in realtà, esiste già in gran parte, anche se c’è un’ulteriore dimensione che deve essere aggiunta, come spiegherò più avanti.
Si tratta però di una filosofia nascosta, un fiume sotterraneo di pensiero non visibile dalle strade e dai centri commerciali del mondo moderno.
Chiamo questa filosofia “radicalismo organico” e nel 2019 ho lanciato un sito web che presenta i profili di oltre 90 pensatori che considero appartenenti a questa tradizione. [1]
Questi pensatori non sono necessariamente invisibili – sono piuttosto le molteplici interconnessioni tra i pensatori e la coerenza complessiva dell’idea radicale organica che sono state nascoste alla vista.
Direi che questa idea è, in fondo, solo saggezza umana tradizionale – i valori, l’etica e il buon senso che sono stati messi da parte per far posto alla marcia in avanti del profitto e del progresso.
È anche la comprensione che tutto è collegato, fa parte di un’unica realtà, in contrasto con la visione frammentata favorita dalla modernità.
Tra i pensatori radicali organici (“Orgrad”) figurano, ad esempio, un paio di filosofi antichi che presentavano la visione olistica della realtà comune a tutto il pensiero premoderno e sottolineavano l’interezza e la giustezza essenziale del cosmo, l’idea dell’ordine organico naturale.
Il taoista Chuang Tzu, vissuto in Cina 2.300 anni fa, si chiedeva: “Se la natura di ogni cosa sotto il Cielo non è distorta, se la Virtù del mondo non è depredata, allora che bisogno c’è di governare il mondo?”
E Plotino, il filosofo greco nato e cresciuto in Egitto nel III secolo d.C. e che trascorse l’ultima parte della sua vita a Roma, scrisse: “L’Universo è un’entità auto-accordante, le cui membra si scontrano ovunque, ma il tutto è la manifestazione di un Principio-Ragione”.
La somiglianza delle loro filosofie, nate da culture completamente diverse, è essa stessa una manifestazione della ragione e dell’ordine universale che stavano descrivendo.
Alcuni di quelli inclusi nel sito dei radicali organici presentano questa stessa comprensione in termini scientifici.
Il vitalista tedesco Hans Driesch fu uno dei primi professori universitari non ebrei a essere privato del suo incarico quando i nazisti salirono al potere nel 1933. Egli spiegò la sua visione olistica affermando che: “L’oggetto non è la semplice somma dei suoi attributi: è la loro unità, è l’insieme di tutti gli attributi”.
E lo scienziato britannico Kit Pedler ha scritto: “Gli scienziati che cercano di fare a pezzi la natura… e pretendono alla fine di capire l’intera natura perché comprendono tutte le sue parti sono chiamati ‘riduzionisti’.
“Gli scienziati che hanno fatto a pezzi la natura e poi sostengono che il loro studio delle parti rivela un tutto che è più grande della somma delle parti sono chiamati ‘olisti'”.
Come spiega un altro scienziato, Fritjof Capra, questo tipo di analisi integra, piuttosto che contraddire, le interpretazioni metafisiche o spirituali. Egli afferma che la sua filosofia è quella in cui “il cosmo è visto come una realtà inseparabile – perennemente in movimento, viva, organica; spirituale e materiale allo stesso tempo”.
La stessa convinzione veniva espressa 500 anni fa dal medico e filosofo della natura Paracelso, un’altra ispirazione organica radicale. Ha detto: “La natura, costituita dall’Universo, è una e la sua origine non può che essere l’eterna Unità. È un vasto organismo in cui le cose naturali si armonizzano e simpatizzano tra loro”. Ad animare tutto, diceva, era “l’energia vitale dell’Universo (Spiritus Mundi)”, una “forza fondamentale, invisibile, vitale, vivificante”.
Il rivoluzionario inglese del XVII secolo Gerrard Winstanley, che conosceva le idee di Paracelso, scrisse della “legge di natura” che “muove sia l’uomo che la bestia nelle loro azioni; o che fa crescere l’erba, gli alberi, il grano e tutte le piante nelle loro diverse ragioni; e qualsiasi cosa un corpo faccia, la fa come è mosso da questa legge interiore”.
Un secolo dopo, l’artista e poeta William Blake sfidava il nuovo mondo industriale con la sua visione olistica, che sottolineava la sacralità e l’interconnessione di tutta la vita. “Ogni cosa che vive non vive da sola, né per se stessa”, ha scritto. “Ogni cosa che vive è Santa”.
Nello stesso periodo, in Germania, Novalis usava il termine “idealismo magico” per descrivere il suo concetto di anima del mondo, in cui tutta la natura era vista come un unico organismo.
Man mano che l’industrialismo stringeva la sua morsa sull’Europa, questo concetto olistico di natura si è necessariamente trasformato in una critica politica della società.
Lo vediamo con il “Romanticismo anticapitalista” che Michael Löwy identifica come fiorente nei circoli intellettuali ebraici dell’Europa centrale prima della Prima guerra mondiale. Afferma che la loro visione comune ruotava intorno a “una critica culturale della civiltà capitalista moderna in nome di valori pre-moderni o pre-capitalisti”.
Si rivolgevano “contro la quantificazione e la meccanizzazione della vita, la reificazione dei rapporti sociali, la dissoluzione della comunità e, soprattutto, il disincanto del mondo”. In generale, il pensiero anti-industriale occupa, manco a dirlo, un posto centrale nel pensiero radicale organico.
Oggi liquidato come marginale, vanta in realtà un’impressionante eredità politica ed è stato esposto da importanti pensatori come John Ruskin, Henry David Thoreau, William Morris, Lev Tolstoj, Jacques Ellul e, verso la fine della sua vita, Guy Debord. Morris, ad esempio, dichiarò notoriamente: “Oltre al desiderio di produrre cose belle, la passione principale della mia vita è stata ed è l’odio per la civiltà moderna”. Tolstoj, da parte sua, condannò il sistema delle fabbriche e avvertì ripetutamente che il popolo russo doveva rimanere sulla terra ed evitare la civiltà industriale dell’Occidente.
Questa stessa intuizione è emersa in India con l’anti-industrialismo guidato da Mohandas Gandhi e dai fratelli Kumarappa, che hanno individuato un’alternativa al capitalismo o al socialismo occidentale in quello che hanno chiamato “villagismo”. Gandhi, influenzato da Tolstoj, scrisse nel 1909: “La macchina ha cominciato a desolare l’Europa. La rovina sta bussando alle porte dell’Inghilterra. Le macchine sono il simbolo principale della civiltà moderna; rappresentano un grande peccato… Le ferrovie accentuano la natura malvagia dell’uomo. Gli uomini cattivi realizzano i loro progetti con maggiore rapidità”.
Un filone parallelo di spiritualità anti-industriale è emerso con il movimento perennialista o tradizionalista fondato da René Guénon e Ananda Coomaraswamy.
Sebbene oggi siano noti soprattutto per i loro scritti metafisici, entrambi erano sconvolti dall’imperialismo occidentale e dal modo in cui esso imponeva ovunque il suo stile di vita industriale, produttivista e sfruttatore.
Nel suo libro del 1927, La crisi del mondo moderno, Guénon descriveva il concetto di “civiltà” come un pretesto per ingannare il pubblico, “una mera ipocrisia moralistica, che serve da maschera a disegni di conquista o ad ambizioni economiche”.
Vorrei anche menzionare la notevole influenza anarchica sul radicalismo organico, con molti rappresentanti di questa tradizione politica presenti sul sito. Ma non sono inclusi semplicemente perché sono anarchici – anche se io ho un passato nel movimento anarchico e mi definisco ancora anarchico, nonostante le mie serie differenze con molti di coloro che oggi usano questa etichetta. Sono lì perché hanno qualcosa da contribuire alla più ampia prospettiva organica radicale. Peter Kropotkin, ad esempio, non solo descrisse il diritto e il capitale come due gemelli che erano “avanzati, mano nella mano, sostenendosi a vicenda con le sofferenze dell’umanità”, ma scrisse anche che il mutuo soccorso, la giustizia e la moralità erano una “legge universale dell’evoluzione organica” radicata nelle nostre menti “con tutta la forza di un istinto innato”. L’anarchico ebreo tedesco Gustav Landauer condannava la “non cultura” del capitalismo industriale ed è stato descritto come rappresentante di “una forma di pensiero di sinistra della corrente völkisch”.
Emma Goldman, oggi ricordata soprattutto per il suo femminismo, pubblicava una rivista intitolata Madre Terra ed equiparava l’ideale anarchico alla “legge naturale… che si afferma liberamente e spontaneamente senza alcuna forza esterna, in armonia con le esigenze della natura”.
L’intellettuale e poeta anarchico inglese Herbert Read condannò la civiltà meccanica e dichiarò: “Nel profondo il mio atteggiamento è una protesta contro il destino che mi ha reso poeta in un’epoca industriale”.
Ciò che mi affascina è il modo in cui i vari filoni di pensiero si intrecciano e si incastrano, conferendo al radicalismo organico una solidità e una coesione che potrebbero apparire sorprendenti per una filosofia che non si ritiene ufficialmente esistente! In generale, la spiritualità, l’anti-industrialismo e l’opposizione all’ordine dominante si uniscono di volta in volta, al punto da sembrare la stessa cosa.
Le solite barriere politico-filosofiche si dissolvono quando si sa che il perennialista Guénon fu introdotto alla spiritualità sufi dall’anarchico Ivan Aguéli; che il collega perennialista Coomaraswamy era un anarchico; che Carl Jung fu molto influenzato dall’anarchico Otto Gross e fu amico di un altro anarchico, Herbert Read.
Mi incuriosisce il modo in cui l’obiettivo del neurobiologo Constantin von Monakow di “una naturalizzazione della morale” sia così vicino all’anarchismo definito da Kropotkin, in particolare nel suo ultimo libro, mai completato, Etica: Origine e sviluppo, in cui descriveva la natura come “la prima maestra etica dell’uomo”.
Il mio senso di affinità con il Medioevo, che dura da sempre, si sente giustificato dal fatto che è stato condiviso non solo da Kropotkin, che ha descritto la città medievale come “una crescita naturale nel pieno senso della parola”, ma anche dal sociologo Ferdinand Tönnies – un importante pensatore organico radicale che ha confrontato la sana Gemeinschaft (comunità) organica di quel periodo precedente con la Gesellschaft (società) artificiale dei tempi moderni. L’attrazione per il Medioevo era anche un corollario dell’avversione di Ruskin e Morris per la modernità industriale: la tradizione gotica rappresentava per loro l’espressione estetica di una cultura radicata nella natura e nell’organicità. Morris si ispirò molto al romanzo After London del 1885 scritto da un’altra ispirazione orogranata, Richard Jefferies.
Si tratta di una prima opera di fantascienza post-apocalittica, in cui la civiltà industriale è crollata e la capitale dell’impero britannico è scomparsa sotto una palude trasudante e tossica, per essere sostituita da qualcosa che assomiglia al mondo medievale.
Morris scrisse a un amico che “speranze assurde” gli riempivano il cuore mentre leggeva il libro, aggiungendo: “Non ho più fede di un granello di senape nella storia futura della ‘civiltà’, che ora so essere destinata alla distruzione, probabilmente tra non molto tempo: che gioia pensarci!”.
Si pensa infatti che il libro di Jefferies abbia ispirato il romanzo di Morris News from Nowhere, pubblicato cinque anni dopo, nel 1890, e descritto da Kropotkin – un altro collegamento! – come un “romanzo del futuro” e “forse la concezione più completamente e profondamente anarchica della società futura che sia mai stata scritta”. [2]
L’anelito radicale organico per il Medioevo non è affatto rivolto all’indietro, ma guarda a un futuro incorrotto, libero dall’oscuro dominio della criminocrazia industriale. Löwy lo spiega con riferimento a Walter Benjamin, la cui decostruzione dell’ideologia del progresso, a suo dire, non è stata effettuata in nome della conservazione o del restauro, ma della rivoluzione.
“Le società arcaiche della Urgeschichte [il passato primordiale] presentano un’armonia tra uomo e natura che è stata distrutta dal “progresso” e che deve essere ripristinata nella società emancipata del futuro”.
Lo scrittore Patrick Marcolini fa lo stesso ragionamento riguardo all'”ispirazione medievale” che individua dietro il pensiero di Debord e dei suoi compagni situazionisti. Scrive: “Tutti i tipi di socialità basata sul dono – l’amicizia, l’amore, l’ospitalità, l’aiuto reciproco e la solidarietà – erano le forme relazionali che prefiguravano più fedelmente la società che i situazionisti volevano raggiungere con la rivoluzione. In questo, la civiltà medievale offriva loro un vero e proprio modello”.
Ci sono così tante interconnessioni tra i pensatori presentati sul sito di Orgrad (https://orgrad.wordpress.com/) che qui posso solo scalfire la superficie. Gandhi fu influenzato non solo da Tolstoj, ma anche da Ruskin, Thoreau e Kropotkin.
Fredy Perlman si è ispirato a Blake, utilizzando persino la sua arte per illustrare le proprie opere, e ha tradotto in inglese La società dello spettacolo di Debord.
Tönnies ha esercitato un’influenza su Landauer, Martin Buber e Jacques Camatte, che lo cita con approvazione nel suo saggio del 1973 Contro l’addomesticamento.
George Orwell fu convinto da Emma Goldman ad aderire al Comitato Internazionale di Solidarietà Antifascista e lì entrò in contatto con anarchici come Read – amico di Jung – e John Cowper Powys, uno scrittore convertito all’anarchismo da Goldman e influenzato anche dai pensatori orfici Plotino, Paracelso, Goethe, Blake, Ruskin e… Jung!
Basti dire che se potessi presentare questi collegamenti sotto forma di diagramma – compito di cui sono totalmente incapace! – la maglia risultante mostrerebbe fisicamente la realtà di una tradizione filosofica che la società contemporanea si rifiuta di riconoscere.
Alcuni di coloro che compaiono sul sito erano consapevoli del quadro ideologico più ampio – Löwy, per esempio, come ho già spiegato.
Il compianto scrittore americano Theodore Roszak, oltre a citare Morris, Kropotkin e Coomaraswamy, ha invocato un “nuovo radicalismo” in cui “la qualità e non la quantità diventa la pietra di paragone del valore sociale”. Secondo lui, “un progetto urgente dei tempi” è la resurrezione di una “tradizione che si supponeva defunta”, un antico modo di conoscere e pensare che ha definito “Antica Gnosi”, la cui esperienza della natura era una “comunione vivente”.
Roszak proponeva la visione di un futuro post-industriale che avrebbe comportato “una graziosa simbiosi tra persone e natura, una comunità organica”.
La collega americana Charlene Spretnak, oggi ultrasettantenne, si è ispirata molto a Ruskin e Morris, di cui ha scoperto per caso le opere durante un viaggio in Inghilterra. Nel suo libro del 1997, La rinascita del reale, descrive “uno straordinario periodo di scoperta per me, una comunione che mi ha plasmato, in qualche modo, da allora in poi”. Spretnak individua una filosofia sotterranea, in opposizione alla modernità, che affiora di tanto in tanto nella storia, per poi essere nuovamente costretta alla clandestinità dal sistema dominante. Scrive: “Alla base della rinascita contemporanea del corpo, della natura e del luogo c’è una tradizione sostanziale che, se meglio compresa, potrebbe essere fonte di ispirazione.
“Questo lignaggio comprende il movimento romantico, il movimento Arts and Crafts (“Arti e mestieri”), le ricerche cosmologiche e spirituali nelle scuole di pittura, i modernisti contro-moderni, il Programma Costruttivo di Gandhi e la controcultura”. L’autrice spiega che la repressione di queste critiche alla modernità avviene in parte attraverso il modo in cui viene presentato il mito storico del “progresso”.
“La complessa transizione dalla visione olistica (ma gerarchica) del mondo medievale a quella moderna e meccanicistica è stata espressa con una riduzione semplicistica dal grande fascino: il passaggio dal Medioevo all’Illuminismo. È mai esistita un’inquadratura della storia così nettamente in bianco e nero?”. Come abbiamo visto, il progetto radicale organico mira a recuperare il patrimonio olistico del passato e a utilizzarlo per ispirare la ricerca di un futuro al di fuori dell’incubo criminocratico industriale. Ma l’elemento aggiuntivo, a cui ho fatto riferimento prima, è la consapevolezza di come e perché il filone di pensiero descritto da Löwy, Roszak e Spretnak sia stato allontanato dalla vista.
Ho esplorato un aspetto di questo aspetto in un articolo che ho scritto sei anni fa, nel luglio 2018 – la prima occasione in cui ho usato il termine “radicalismo organico”, infatti. [3]
Qui ho spiegato come siano stati fatti continui sforzi per infangare qualsiasi tipo di pensiero pro-natura e organico come “nazista” e quindi inaccettabile per la sinistra “antifascista”. Questo tipo di propaganda è, ovviamente, deliberatamente fuorviante e uno dei principali responsabili, Alexander Reid Ross, è stato successivamente rivelato essere legato alla CIA. [4]
La realtà è che mentre il regime nazista in Germania usava un linguaggio amante della natura per raccogliere il sostegno di un popolo amante della natura, il suo programma reale era ultra-industriale.
È una coincidenza che lo stesso trucco venga riproposto da un movimento “ambientalista” che promuove la nuova fase di sviluppo industriale del XXI secolo? Non credo.
Il motivo per cui il vero ambientalismo – il pensiero organico a favore della natura – deve essere infangato e attaccato è che rappresenta un’ovvia minaccia al progetto industrialista dei criminocrati. Se gli ambientalisti si mobilitassero contro le false tecnologie “sostenibili”, invece di promuoverle, l’avanzata degli industriali sarebbe per lo meno rallentata.
In senso più ampio, tutti gli atteggiamenti e i modi di pensare che fanno parte della visione radicale organica rappresentano potenziali ostacoli alla continua marcia dello sviluppo e del Grande Racket Industriale. I criminocrati globali non possono avere persone che si aggrappano alle vecchie credenze sull’importanza della comunità locale, della cultura e del legame con il luogo! Non possono permettere loro di coltivare valori tradizionali che potrebbero portarli a rifiutare il transumanesimo, l’eugenetica e il cibo artificiale! Non possono tollerare la rinascita di codici etici che considerano moralmente sbagliato il perseguimento egoistico del guadagno individuale, che rifiutano esplicitamente l’usura e lo sfruttamento!
Non sopportano che si metta in discussione la narrazione del Progresso, che ci si chieda se sia davvero una buona idea continuare con il suo programma di produzione e distruzione sempre più accelerata!
Non riescono a digerire la presenza, nel loro mondo da campo di prigionia, di persone che danno più valore alla libertà che alla convenienza o all’accettazione sociale, che considerano il dire la verità come un dovere sacro a cui non ci si deve mai sottrarre!
Sanno che il modo di pensare che io chiamo radicalismo organico è il loro nemico e per questo fanno del loro meglio per farlo sparire.
Noi, da parte nostra, dobbiamo fare nostra questa consapevolezza e accoglierla nella nostra filosofia.
Il radicalismo organico non è solo la rinascita di una certa tradizione politica, ma una rinascita molto consapevole di ciò che sta facendo. È una filosofia politica che capisce perché il suo pensiero è stato emarginato, perché è stato ritenuto inaccettabile da chi controlla la società contemporanea.
L’ambientalista radicale americana Judi Bari, altra fonte di ispirazione organico-radicale, ha scritto che basare un sistema di credenze politiche sulla “antica saggezza dei nativi” è, nel contesto dell’odierna società industriale, “profondamente rivoluzionario, e sfida il sistema nel suo nucleo”.
Questo è il compito del progetto radicale organico: diffondere e amplificare questo nuovo-vecchio modo di pensare, metterlo sulla mappa come una vera e propria tradizione, come una posizione politica valida e significativa. È solo con questa solida base filosofica che possiamo sperare di far crescere un nuovo movimento di resistenza efficace contro la vile criminocrazia.
[1] https://orgrad.wordpress.com/a-z-of-thinkers/ Tutti i riferimenti orografici successivi sono reperibili in questa pagina.
[2] https://www.marxists.org/archive//morris/obits/kropotkin.htm
[3] https://winteroak.org.uk/2018/07/10/organic-radicalism-bringing-down-the-fascist-machine/
[4] https://winteroak.org.uk/2023/10/28/how-intelligence-agents-hijacked-the-u-s-anarchist-movement-and-steered-it-into-a-dead-end/
L’originale in inglese sul sito internet di Paul Cudenec: https://winteroak.org.uk/2024/08/02/organic-radicalism-challenging-the-system-to-its-core/
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www.resistenzealnanomondo.org
Dall’agrarismo al transumanesimo: la lunga marcia verso la distopia – Colin Todhunter
Tradotto in italiano:
In originale in inglese: https://www.globalresearch.ca/agrarianism-transhumanism-long-march-dystopia/5865602