Il cammino dell’informatica parte dalle applicazioni militari missilistiche degli anni ’50, per passare a modelli di simulazione complessi negli anni ’80 per la ricerca nucleare e spaziale, nasce così la cibernetica, lo studio del controllo. Senza computer con una capacità di elaborazione sempre più veloce non sarebbe stato possibile sequenziare il genoma, non sarebbe stato possibile lo sviluppo della biologia molecolare. Il sistema tecnico necessita di dispositivi e nanochip sempre più veloci e potenti.
L’integrazione di sistemi diversi che comunicano tra loro: l’internet delle cose, tutto diventa più intelligente, come esprime nella sua propaganda l’IBM. Un terminale globale dove tutto è interconnesso, tutto è tracciato, dove si esiste nella traccia elettronica e virtuale di un terminale.

Genova: sabotato ripetitore

Segue rivendicazione giunta alla mail di croceneranarchica: “”GENOVA:Sabotato ripetitore in zona Staglieno. Contro questo esistente che uccide,fisicamente e psicologicamente,le nostre vite,l unico modo per fermarlo l azione violenta, l azione diretta. SOLIDARIETA’ AI PRIGIONIERI ANARCHICI NEL MONDO. ANARCHIA SIGNIFICA ATTACCO”

Info da: www.autistici.org/cna

Genova: Sabotato ripetitore Ericsson

GENOVA SABOTATO RIPETITORE ERICSSON IN SOLIDARIETA CON LE PRIGIONIERE GRECHE POLA ROUPA E KOSTANTINA ATHNASOPOULOU E CON I PRIGIONIERI DELL OP. SCRIPTA MANENT. CONTRO LO STATO. CONTRO LA TECNOLOGIA. CONTRO GLI ANARCHICI DA SALOTTO.

Fonte: mail mandata alla casella di posta elettronica di CNA

Info da: www.autistici.org/cna

RIPRENDIAMO LE OSTILITA’ ALLE TECNO-SCIENZE COSTRUIAMO UNA SETTIMANA DI MOBILITAZIONE CONTRO LE BIONANOTECNOLOGIE

Questi sono alcune delle riflessioni uscite dall’Incontro solidale del 29 Novembre a Radio Backout in vista del processo che si svolgerà a Torino il 13 Gennaio contro Billy Silvia e Costa.
Erano presenti compagne e compagni principalmente da Torino, Milano e Padova.

– Anche in contesti radicali con un’opposizione al sistema si percepisce una mancanza di critica che vada in profondità, che sappia cogliere le interconnessioni e che comprenda l’urgenza di opporsi al nuovo totalitarismo creato dalle tecnoscienze
– Non si dovrebbe incentrare la nostra attenzione solo sullo specifico caso repressivo, ma attraverso esso trasmettere il senso e il contenuto che questo porta e trasformarlo in nuove possibilità di critica e lotta
– E’ stato ricordato che chi porta avanti un lavoro sulla solidarietà ai compagni e alle compagne non è uno specialista della solidarietà, ma porta avanti anche altri percorsi
– Porsi il problema di come comunicare fuori da contesti ristetti o di movimento alcune questioni di non immediata comprensione e interconnessione. Sicuramente uscendo dalle logiche del potere e dai suoi tecnicismi. Senza essere a nostra volta tecnici o portare esperti dalla nostra parte, nè c’è bisogno di addentrarsi in una comprensione tecnica per trasmettere le nostre ragioni, che sono un rifiuto totale delle nocività non solo per ragioni ambientali, ma proprio per la loro stessa natura di espressione del dominio
– Ci si è posto l’interrogativo se comunicare alle persone o a situazioni già sensibili su alcune questioni, anche se ancora mancanti di una critica radicale. Ponendo la questione su quali siano i nostri referenti e quali gli obbiettivi. L’obbiettivo dovrebbe essere sviluppare un’opposizione a questa società fondata sullo sfruttamento e quindi per alcun* i referenti sono situazioni già sensibili, per altr* non bisognerebbe mai abbandonare il dialogo con tutte le persone
– Le parole sono importanti, ma dovremo intendersi sul senso che portano: se lavorano alla costruzione di qualche nuova teoria o cogestione delle nocività insieme agli sfruttatori, se queste invece spingono verso una radicalità della critica e preparano al prossimo conflitto
– Gli OGM potrebbero essere un buon inizio e aggancio sia con le persone sia con gruppi ambientalisti, situazione agricole… che se ne stanno già occupando. Starà a noi poi non limitarci alle modificazioni genetiche in campo alimentare, ma trasmettere un’opposizione all’intera ingegneria genetica e collegarla con le altre tecno-scienze
– Sicuramente la nostra argomentazione non si fonderà sul dimostrare che gli ogm o le nanoparticelle fanno male alla salute, come per la vivisezione, a prescindere dall’utilità e dai danni alla salute, è una critica alla radice e al problema in sè. La nocività è una nocività sistemica per la sua irreversibilità, ricombinabilità, globalità
– Libri e testi di analisi sono importanti, purtroppo ci troviamo in periodo in cui poch* leggono e approfondiscono le questioni
– Momenti di confronto e discussione come anche questa riunione sono molto importanti
– Il nanomondo è già qui, pensare a scenari futuristici ci fa scappare da sotto agli occhi quello che già da tempo si sta realizzando sotto i nostri occhi
– Nanotecnologie, biotecnologie sono parte di una più ampia visione e sensibilità ecologista radicale per chiunque intende battersi contro questo sistema
– La ricerca genetica ha molte facce: porsi contro la ricerca genetica in ambito medico può essere interessante per far capire che non esiste un’applicazione positiva e perchè proprio attraverso la salute viene creato un contesto di accettazione
– Eventi come il nano-bioforum potrebbero essere occasioni importanti per organizzare iniziative di protesta

Da queste e altre riflessioni è nata l’idea di costruire una settimana di mobilitazione contro le bionanotecnologie e le scienze convergenti nel loro insieme, settimana da collegare con una delle prossime udienze del processo contro Billy, Silvia e Costa e dove ogni situazione potrà organizzare iniziative sul proprio territorio.
Per parlarne ancora insieme e iniziare a strutturarla il prossimo incontro sarà:

SABATO 9 GENNAIO
alle ore 10.00
EL PASO via Passo Buole, 47
TORINO

Ricordiamo che venerdì 8 gennaio a El Paso ci sarà la presentazione del giornale ecologista radicale L’Urlo della Terra e mercoledì 13 gennaio alle ore 9 inizierà a Torino il processo contro Billy, Silvia e Costa

Messico: Attaccati l’Istituto di Scienze Nucleare e il Centro Computazionale di ricerca

Il testo di rivendicazione:

Due obiettivi sono stati attaccati a Città del Messico prima dell’oscurarsi della luna:

– Lunedi 5 Ottobre: Durante la notte, abbiamo messo un ordigno esplosivo artigianale all’ingresso del Istituto di Scienze Nucleare (ICN) dell’UNAM, proprio nel bel mezzo della Città universitaria. Mentre le guardie ascoltavano musica cumbia ,ci siamo mossi furtivamente nell’oscurità e siamo riusciti a lasciare il dispositivo senza problemi.
L’ICN è la culla dei più importanti fisici dell’UNAM e di altre università, che si ostinano a sviluppare e perpetuare la Morte Tecnologica meglio chiamata ‘Scienza Nucleare’.

– Mercoledì 7 Ottobre: Al mattino, abbiamo lasciato un libro-bomba all’ingresso del Centro di Ricerca Computazionale (CIC), diretto verso la comunità del IPN (indirizzato a Gustavo A. Madero). Mentre i poliziotti della Banca e della Polizia industriale erano di guardia l’istituto, abbiamo tranquillamente lasciato l’esplosivo senza fretta.
Il CIC è uno dei più importanti centri del paese specializzati in informatica, ingegneria, l’intelligenza artificiale e tutto ciò che ha a che fare con l’artificialità, nemico giurato della natura selvaggia. Un numero considerevole di aberranti tecno-nerd dal Sistema Nazionale dei Ricercatori (SNI) si nascondono anche all’interno delle sue strutture.

Combattendo al fianco di tutto il selvaggio.
Contro il sistema tecnologico.
Circolo Eco-estremista del terrorismo e sabotaggio.

Info da: http://www.autistici.org/cna/

Genova: Sabotaggio contro la dittatura tecnologica

“La società attuale è senza dubbi descrivibile come un sistema tecnocratico in cui a livello globale la scienza senza freni e i prodotti che mette sul mercato dominano e regolamentano la vita.
Da quando esistono, le multinazionali mantengono il loro dominio sul Pianeta attraverso gli Stati e le istituzioni internazionali (ONU, UE, FMI, BCE).
La società iper-tecnologica è la società perfetta per soddisfare le 2 esigenze principali del Potere: il profitto e il controllo sociale.
Grazie alla scienza e alla tecnologia, elevate a moderne divinità, il profitto non conosce più limiti: si passa dai dispositivi militari in continua evoluzione all’incredibile quantità di prodotti inutili messi in commercio.
Altrettanto il controllo sociale e della vita non potrà che essere sempre più capillare, passando dalle semplici telecamere all’utilizzo delle nanotecnologie.
Le persone, ormai già private di ogni autonomia e volontà propria, vengono introdotte nel favoloso mondo della scienza attraverso un parziale e fittizio accesso alla tecnologia.
Con la chimera di migliorare la qualità della vita, gli unici effetti reali sono una produzione sfrenata, l’atrofizzazione delle menti e delle proprie capacità, la cancellazione di emozioni reali, quindi della vita stessa.
Tutto mentre sotto i nostri occhi ciò che resta della natura viene devastato per costruire grandi opere che consentano di far viaggiare queste merci più velocemente e di reperirle con ancora più facilità.
Tutto mentre la televisione nell’indifferenza generale trasmette le immagini di popoli massacrati e ridotti alla fame per sfruttare le risorse indispensabili per aumentare la fabbricazione di queste merci.
Per una volta, abbiamo semplicemente deciso di eludere il controllo e minacciare il profitto della società tecnocratica.
Abbiamo appiccato il fuoco ai cavi di alimentazione di un ripetitore per le telecomunicazioni di proprietà di Italsite Spa, azienda specializzata nel settore in Italia e Europa.

PER LA LIBERAZIONE IMMEDIATA DI MARCO CAMENISCH
IN SOLIDARIETA’ AGLI ANARCHICI E ALLE ANARCHICHE INCARCERATI/E IN ITALIA, CILE, GRECIA, SPAGNA E MESSICO”

Info da: www.informa-azione.info

DVD: Un mondo senza umani

80 minuti
Produzione francese del 2012 oggi tradotto in italiano.
Un ampio spaccato su dove sta portando la convergenza delle scienze in una società dalle macchine onnipresenti:  interviste a filosofi,  a critici e soprattutto ai maggiori fautori e sostenitori di queste tecno scienze. Non si parla di un ipotetico futuro da “migliorare” e manipolare ma di un presente dove questo è già una realtà.

Con la convergenza di nanotecnologie, biotecnologie, informatica, neuroscienze, avviene un salto epocale: ambiti prima separati ora si fondono e si intersecano. La convergenza capitanata dalle nanotecnologie modifica le relazioni, trasforma e plasma la percezione del mondo circostante, del nostro corpo. Interiorizziamo la logica che sottende queste tecnologie e l’idea di mondo che si sta costruendo. Il potere non è mai stato così pervasivo e totalizzante, entrando a un livello ancora più profondo. Un mondo atomizzato, dove il vivente è considerato mera materia da scomporre, modificare e plasmare per le molteplici necessità di questo sistema.
Queste tecnologie sono un pilastro della Green Economy, multinazionali tossiche che si tingono di verde smerciando in chiave sostenibile nocività ben più tossiche, irreversibili, ricombinabili e ancora più incontrollabili degli sviluppi precedenti. La loro nocività va oltre ai danni alla salute animale-umana e all’ambiente naturale, è una nocività sistemica con una portata travolgente.
Un’artificializzazione continua della vita, con continue manipolazioni per arrivare alla riprogettazione stessa del vivente con la biologia sintetica, che prende posto accanto a un’ingegnerizzazione sociale.
La rivoluzione nano apre il tempo dei nano-sensori e del “pianeta intelligente” di IBM: una rete informatica dove ogni cosa di questo mondo è un componente: umani, altri animali, ambienti naturali, oggetti, infrastrutture, tutti interconnessi tra loro comunicando in una grande rete globale.
…Il codice appare nel display, un bip e una luce rossa lampeggia, l’animale nell’allevamento è entrato nel sistema, l’etichetta a radiofrequenza inserita nel suo corpo comunica, ora l’animale esiste. Il soggetto oltre che essere ridotto a mero oggetto e pezzo di carne ora diventa macchina comunicante in un universo presto pieno di macchine comunicanti…
In questo documentario alcuni dei massimi fautori di queste tecno-scienze e del transumanesimo  esprimono le loro intenzioni: basterebbe sentire le loro parole per renderci conto del mondo che si sta costruendo, ma soprattutto che non si tratta di un qualcosa in là da venire, né un futuro lontano o di  scenari futuristici di qualche folle tecnocrate…
Per capire l’attuale società, i rapporti di dominio e per opporci a questo presente e al domani che può sembrare ineluttabile, si rende necessario comprendere la portata di queste tecnologie che non rappresentano un semplice sviluppo tecnologico o un qualche modello di produzione sbagliato, ma il nuovo tecno totalitarismo. Sviluppiamo una critica radicale, costruiamo momenti di opposizione e diamo concretezza ai contorni spesso sfumati che avvolgono queste tecno-scienze: le ricerche in questi campi non avvengono solo dentro laboratori segreti, basta andare nelle università, nei centri di ricerca pubblici o di qualche multinazionale come l’IBM.
Dalla pianta modificata geneticamente agli impianti neurologici, dal batterio ingegnerizzato per pulire i mari dal petrolio alle RFID diffuse, dalla distruzione della biodiversità alla distruzione di antichi saperi e all’atrofizzazione del pensiero e delle relazioni, c’è dietro un unico mondo e un filo che le lega e che possiamo spezzare…

Per vedere il video: http://www.nowvideo.li/video/a809b9c6af6a0

Per avere copie del dvd scrivere a info@resistenzealnanomondo.org

1 fronte 4 retro

Interruzione della sorveglianza – Berlino: sabotato traliccio Vodafone

Nella notte di mercoledì/giovedì (27/28.11.2013) abbiamo sabotato un nodo nella rete della comunicazione elettronica. All’altezza di 7 m abbiamo bruciato due maggiori fasci di cavi di un impianto di trasmissione-ricezione del gruppo Vodafone a Adlershof (Berlino). Inoltre abbiamo piazzato vari ordigni incendiari a tempo in due canali di collegamento tra l’annesso edificio ed il traliccio radiomobile/radiofaro. Abbiamo escluso ogni danno alle persone. Si sono prodotti dei gravi danni al radio traliccio. A suo dire la compagnia reagì al nostro danneggiamento di un loro importante punto/nodo infrastrutturale deviando i flussi dei dati. Ma due settimane fa, solo la recisione di un cavo di fibre ottiche a Adlershof (Berlino) provocò un black out della rete per varie ore, coinvolgendo potenzialmente 50.000 clienti.

Vodafone connecting people
Connessx con tuttx-alleatx con nessuno
300 amicx e nessun amicx.
Però un grande fratello.
Ti tiene d’occhio.
Salvo quando gli distruggiamo l’infrastruttura.
E’ ora di allearci!
Like or dislike?

Il nostro sabotaggio è diretto contro la sorveglianza totale da parte dei governi, servizi segreti ed aziende e anche contro il buon funzionare della metropoli.
Da quando grazie ad Edward Snowden diventò di pubblico dominio in quali dimensioni i servizi segreti spiano la gente -tutta la gente-  capiamo che stiamo vivendo un cambio epocale. Si tratta del tentativo totale di controllare ogni persona ed ogni società, per renderle manovrabili; di appropriarsi ogni singolo giorno, ogni minuto, ogni millisecondo di ogni esternazione umana, di ogni opinione, sentimento, racconto, di ogni vissuto, lutto, di ogni gioia. Hanno nel loro collimatore addirittura il grado di rifornimento del nostro frigo. Mai finora una dittatura poteva penetrare così profondamente e totalmente nella vita di tuttx, come oggi è possibile farlo con il controllo “democratico” delle vie di comunicazione digitale.
La tendenza, che si sta apertamente palesando, verso una realtà di sorveglianza totale nasce dalla fantasia, caratterizzata dal disprezzo dell’umanità, di una manovrabilità totale della società.
Osserviamo un mutamento epocale dove i servizi segreti, nella loro paranoia, preveggente d’insurrezioni globali imminenti, di fiumi di profugx e rivolte della fame, vogliono ottenere il controllo di ogni comunicazione e movimento. Sono già all’attacco: i servizi esteri tedeschi (BND) forniscono i dati che aiutano gli U.S.A. a macellare della gente con i loro droni, e le postazioni d’intercettazione U.S.A. presso Wiesbaden e Bad Aibling continuano a funzionare benissimo malgrado ogni crisi diplomatica. Da lì e da altrove sorvegliano, insieme, le conseguenze sociali della loro politica; miseria, guerra, lotte per l’acqua e per le risorse in dimensioni mai viste. Analizzando l’intero traffico in rete e delle telecomunicazioni vogliono rendere conoscibile tutto ciò che ritengono pericoloso prima che si realizzi. Pericoloso, detto per inciso, per il loro dominio, poiché, per esempio, contro la scarsità dell’acqua la sorveglianza totale serve a ben poco.
I sevizi calcolano dei campioni della normalità per poi paragonarli alle attitudini concrete quando vogliono scoprire se potresti avere intenzioni fuorviate, prima che lo sai tu stessx. Vogliono intercettare preventivamente le minacce per il dominio e lo sfruttamento per poter  contrastare anzitempo e con i mezzi adatti i movimenti politici e le attività resistenziali. Tra integrazione e smantellamento militare, all’uopo ci sono centinaia di variazioni per mettere in sicurezza il dominio. Quale sia la più promettente, si vuole poter dedurre dalla relativa situazione dei dati!
La sorveglianza totale neanche ce la impongono. Poiché tuttx partecipiamo, che sia per un soggettivo senso di necessità quotidiana o anche per comodità, noia oppure divertimento. Tuttx telefoniamo, usiamo internet, mandiamo mail, ciattiamo, mandiamo dei post, like, cinguettiamo o scriviamo lettere, paghiamo con la carta, passeggiamo in mezzo a una giungla si videocamere… e ci mancherebbe se senza smart-phone, che diventa la pulce onnipresente, il congegno per farsi tracciare apposta, la camera di sorveglianza dal basso. Ogni espressione vitale confluisce in digitale nel grembo del potere occulto. Sostituiamo le nostre strutture sociali con l’associazione in rete, reti che meritano nulla di meno se non l’attributo “sociale”: dove con un click “l’amicx” te lx fai… o lx mandi in quel paese.
Ci si può, oggi, sottrarre alla rete, a far parte della perversa Realtà-Big Brother, è possibile difendersi? La comunicazione è umana. Ma per farlo non dobbiamo affatto partecipare ad ogni cagata che ci rende ancora più controllabili, prevedibili e mansuetx, dove l’autocensura diventa premessa e condizione se si vuole evitare che qualcunx cominci a sospettare di te, ossia dove la macchina nota ed annota automaticamente “l’anomalia”. Per comunicare tra di noi, non solo non abbiamo bisogno dello Stato, non ci servono nemmeno le multinazionali delle telecomunicazioni e d’internet. Poiché queste ci organizzano la comunicazione solo ed esclusivamente per sfruttare e vendere le informazioni, le abitudini ed i profili così ottenuti. Vogliono diventare più utili ai loro clienti pubblicitari, che poi tentano di appiopparci ancora di più di tutta quella merda che già prima non ci serviva affatto. Il controllo totale funziona così bene solo perché partecipano le imprese come Vodafone.
Abbiamo scelto Vodafone per la sua collaborazione particolarmente zelante con il servizio britannico GCHQ. E questi, a sua volta, con la NSA. E questa, a sua volta, con il BND. Tuttavia, la collaborazione delle imprese con i governi ed i servizi è inevitabile, poiché hanno un interesse comune: la multinazionale dei servizi ed i servizi delle multinazionali s’assicurano a vicenda le proprie condizioni per dominare e per massimizzare i profitti. Tutti ci stanno. Poiché, cosa succede se le ditte rifiutano una collaborazione dettata dai servizi segreti si è visto già dopo le prime rivelazioni fatte da  Snowden: due ditte minori del settore servizi pubblici su internet hanno dovuto chiudere perché rifiutavano l’accesso della NSA ai propri dati.
Ora, non è che con la distruzione di un punto centrale dell’infrastruttura tutto sarebbe risolto e fatto: una tecnologia con l’obiettivo dell’onniscienza con la premessa del segreto e dell’incontrollabilità degli onniscienti è un problema fondamentale. Perciò serve una critica fondamentale. Nelle condizioni dominanti, i media elettronici ormai  non possono che offrire un potenziale emancipatorio oltremodo scarso. Il controllo dei media e della comunicazione impedisce l’utilizzo dei media elettronici per una resistenza efficace contro le condizioni dominanti.
Che diffondiamo questo testo anche per via elettronica, è una contraddizione solo apparente, poiché per farlo dobbiamo trovare le lacune appropriate nel sistema di sorveglianza. La contraddizione tra, da un lato, la comunicazione scollegata dallo spazio e dal tempo e, dall’altro lato, tra la restrizione di una comunicazione davvero libera attuata dal sistema di sorveglianza, non è risolvibile all’interno del sistema. L’utilizzo massiccio di internet, i miliardi di smart-phones e la computerizzazione totale sono, nel momento, fattibili solo nelle condizioni di sfruttamento e di rapina. Se in altre condizione sociali potrebbero esistere le prospettive di una disponibilità e dell’utilizzo di reti di comunicazione elettronica libere dal dominio e dalla massimizzazione del profitto, non lo sappiamo. Per ora questo può essere al massimo oggetto di dibattiti utopici.
Ma conosciamo le discussioni attuali: sarebbe, con la socializzazione delle imprese Telecom ed internet, con la decentralizzazione radicale delle infrastrutture della rete e l’utilizzo di tecnologie open source, forse possibile l’instaurazione di condizioni di comunicazione non gerarchiche e più difficile da sorvegliare –già nell’esistente attuale? Potrebbe diventare una rete globale delle reti, dove i punti centrali non sono gestiti e controllati dalle multinazionali del capitale oppure dalle istituzioni dello Stato borghese, bensì da tuttx coloro che vogliono semplicemente comunicare –a condizioni e con intenzioni libere dal dominio? Ancora esistono tracce di tali strutture di tempi d’internet meno popolari e commercializzati. Non ne siamo molto convintx.
Una critica fondamentale della tecnica e la critica dell’esistente sono indissolubilmente collegate l’una all’altra. La tecnica plasma la realtà ed è a sua volta plasmata da quest’ultima. Gli scopi sociali disumani fatti dagli uomini s’iscrivono nel progresso tecnologico. Non esiste tecnica che si sviluppa indipendentemente dall’influenza della società circostante e che rimane senza effetti sociali. In breve: non c’è tecnica neutrale. Non sappiamo come sarebbe il progresso della comunicazione tecnologica in condizioni emancipatrici. Ma siamo convinti che una comunicazione liberata sarebbe, quale che sarebbe, tutt’altra cosa.
Così siamo alla ricerca di nuove vie per parlare, vedere, per incontrarci –senza NSA, BND, protezione della costituzione, GCHQ, Vodafone, Telecom, Microsoft, Apple, Google… E siamo certx che non siamo solx. Ed anche se la nostra forza non basta per eliminare i servizi segreti interni che assistettero tranquillamente ad una serie d’omicidi razzisti e che finanziano dei nazi, non basta per smantellare i servizi esteri ed i militari, per mandare a picco “Frontex” nel mare di Lampedusa, per dissolvere le multinazionali della comunicazione..: possiamo però iniziare a colpire nei punti deboli sensibili, sabotando la rete! Poiché è per questa che passa la cattura totale, che organizzano la rapina delle nostre vite.
Alcune persone sono capaci di mettere fuori uso temporaneamente l’infrastruttura e gli impianti tecnici. Altrx sanno hackeare, attaccando i loro impianti tecnici dall’interno. Altre persone ancora disertano le loro funzioni prescritte e possono mettere in imbarazzo gli onniscienti con il loro pallino della segretezza. Altrx ancora possono sostenere le “gole profonde” e chi ha disertato. Poi ci sono quellx che si sottraggono alle tecnologie dello sfruttamento, del controllo e dell’autosfruttamento o che le ostacolano nel quotidiano. Esistono tanti modi per buttare sabbia negli ingranaggi della dittatura globale emergente. E più sapientemente focalizzeremo i nostri più variegati interventi, più ci connettiamo all’insegna della solidarietà, più forte striderà.
Sollecitiamo il blocco e, alla fine, l’arresto definitivo degli impianti infrastrutturali mediante il sabotaggio –contro il fiume quotidiano dello sfruttamento, della valorizzazione e della sorveglianza. La nostra azione riusciva solo a bruciare un punto della rete, ma tante azioni possono farla a pezzi. Tutto sommato si tratta di agire contro la continuità di una società improntata alla distruttività ed a un modo di vita caratterizzato dallo sfruttamento. Si tratta di agire in modo mirato, permanente, ubiquo, con i mezzi e i modi più vari. Abbiamo agito in sintonia con altre azioni precedenti e, con i loro obiettivi: i gruppi “Il ruggito dell’Eyiafiallajokull”, “Hekla comitato d’accoglienza” e “Grims Voten” avevano come obiettivo l’infrastruttura della metropoli Berlino-baricentro mobilità. Il gruppo “Eyiafiallajokull” riuscì inoltre a provocare anche un black out temporaneo dei collegamenti della rete Vodafone.
Riteniamo sia l’infrastruttura della mobilità
sia quella delle comunicazioni come condizioni centrali
per il funzionamento dello sfruttamento e del dominio
nella ed attraverso la metropoli.
Per un sabotaggio delle infrastrutture
di sorveglianza, sfruttamento e valorizzazione!
Accecare i servizi segreti!
Libere possibilità di spostamento ed asilo
per Edward Snowden e tutta l’umanità in ogni dove.
Confini aperti a tuttx!
Libertà per Chelsca Manning!
Tanti vulcani!

Da www.informa-azione.info Traduzione di Marco Camenisch 

Microsoft sotto attacco Grecia: rivendicazione dell’attacco esplosivo contro la sede Microsoft

Nelle prime ore della mattina di mercoledì 27 giugno abbiamo attaccato con un auto-bomba la sede della Microsoft. Ci siamo messi all’entrata principale ed abbiamo fatto detonare il furgoncino-bomba all’interno dell’edificio, regalando 150 litri di benzina. Mentre ci assicuravamo che nessuno avrebbe corso rischi, al contrario i ciò di cui ci accusa la stampa, non abbiamo usato armi da fuoco per immobilizzare gli impiegati. E’ stato un atto di guerra contro il silenzio insidioso e la prigionia estesa, che genera questo mondo moderno.

“Catturati nella società prigione”
Cresciamo e sprechiamo ogni minuto delle nostre vite nella grande prigione, nelle città dove annegano milioni di persone, incastrate tra l’ansia e lo stress. E’ folle e contraddittorio che tante persone si siano riunite come zombi, come sardine inscatolate nelle enormi città; nelle fabbriche, nei posti di lavoro, nei parchi artificiali, di fronte ai televisori, nelle code degli uffici di collocamento, alle casse; nella necessità dell’estorsione.
I ritmi qui sono depredatori, i dilemmi più asfissianti che mai, droghe psico-attive ed antidepressivi sui ripiani per ogni tipo di paziente per questo moderno stile di vita.        
Istituzioni mentali, psichiatri e psicologi, prigioni; così non sono anche i disgustosi uffici-gabbie negli edifici-cannibali, che nella loro maniera incarcerano l’emozione umana, la vitalità ed il vigore?           
Non lo sono forse i supermercati affollati, le strade rumorose, il costante ronzio dei clacson di quelli che corrono per guadagnare un minuto in più ed arrivare più in fretta al lavoro, a scuola, o alle loro importanti riunioni? Non è forse un carcere tutto questo intorno a te? Non sono forse sbarre le nostre paure e inibizioni, non è una cella bianca e fredda l’esecrabile individualismo che chiude i propri occhi e non ascolta? Non è forse un carcere il maledetto tempo che ci ha imposto nella vita nel modo più violento? I programmi, gli orari, i riposi che sezionano ed addomesticano tutto ciò che sperimentiamo? Non sono forse manette gli egoismi particolari di ognuno, il narcisismo  l’egocentrismo? Tutti coloro che vivono con disinteresse lo fanno solo per coprire le loro debolezze, per coprire anche solo temporaneamente il baratro delle loro esistenze oppresse. 
Qui nessuno è libero. Le illusioni di libertà fanno addormentare tutti. Uno sguardo intorno è sufficiente per chiunque non sia tanto cieco da non vedere le manette visibili o invisibili che siano.  E’ certo che il mondo moderno in gran misura è riuscito a stabilirsi nelle menti dei sudditi, nei cuori di tutti gli schiavi. Ciò ci fa pensare alla metafora di una nave che, senza capitano o equipaggio di testa, continua la sua rotta, senza problemi, grazie ai buoni marinai alienati.
Dentro o fuori le mura, le società parallele, i mondi sono tutti uguali anche se sono apparentemente distanti.

“…Prigionieri nelle carceri della società, mentre si abbattono le mura”
L’attacco è stato organizzato come un’azione urgente di solidarietà con la ribelle Olga Ikonomidou. Il giorno dell’attentato della Microsoft, Olga trascorreva il 54esimo giorno di isolamento per il fatto di non accettare l’umiliante perquisizione con denudamento integrale alla quale la volevano sottoporre.        
Sfortunatamente non abbiamo potuto agire nelle situazioni critiche precedenti:
– Lo sciopero della fame trionfante dell’anarchico rivoluzionario Rami Syrianos, punito anch’esso con l’isolamento per la stessa attitudine di fronte alla perquisizione.
– Lo sciopero della fame di compagni anarchici Kostas Sakkas, Alexandros Mitrousiase Giorgos Karagiannidis, esigendo la liberazione immediata della compagna Stella Antoniou per problemi di salute l’assoluzione delle accuse mosse nei suoi confronti.
– Il vittorioso sciopero della fame a rotazione dei membri dell’Organizzazione Rivoluzionaria CCF e dell’anarchico Theofilos Mavropoulos per i due membri dell’organizzazione, Panagiotis Argyrou e Gerasimous Tsakalos che si sono rifiutati di essere trasferiti alla prigione di Domokos, dove il codardo sergente Kliaris e i suoi seguaci hanno attaccato e colpito i compagni perché non accettavano nemmeno loro l’umiliante perquisizione.
La scelta del nostro obiettivo sembra non avere rapporti con le istituzioni giuridiche e repressive, ma sappiamo che a lotta è comune e mira ovunque, e il nostro punto di vista è che il sistema è tutto interconnesso e scosso completamente dopo piccoli e grandi traumi derivanti dalle nostre azioni. Crediamo che i rivoluzionari attivi dovrebbero attaccare continuamente la repressione, ma anche cogliere l’occasione di ampliare la prospettiva e il raggio dei loro attacchi e del loro discorso rivoluzionario.
Da entrambe le parti del muro, ci sono individui che vanno contro il carcere, che non abbassano la testa. Nonostante l’altezza del muro che ci separa e d qualunque lato possiamo essere, comunicheremo sempre coi nostri fratelli e sorelle dall’altra parte.
MAI SOLI – UN PUGNO CONTRO IL CEMENTO
La nostra forza a tutti i combattenti incarcerati negli inferni.
Forza a tutti i ribelli catturati.

“Le ceneri di una multinazionale”
L’edificio è stato scelto perché la Microsoft è una delle più grandi compagnie nel campo dei calcolatori, queste tremende e terribili macchine che per prime hanno cercato di sostituire la mente umana, ed ora si prendono carico della gestione del capitalismo. Il software sviluppato si usa principalmente o per intontire i bambini con videogiochi o per dare un impulso ai computer degli stati, degli uffici di riscossione, delle fabbriche belliche e multinazionali capitalistiche. Ogni azienda coinvolta nel sistema tecno-industriale, indipendentemente dal suo contributo, sarà il nostro obiettivo.
E per non dimenticarci, i proventi accumulati dal fondatore della Microsoft, Bill Gates, sono investiti in progetti nucleari, per esempio per finanziare la costruzione di un nuovo e più affidabile reattore nucleare, anche dopo i fatti di Fukushima; inoltre sta investendo in prodotti geneticamente modificati, una moderna minaccia per la salute umana e naturale, ancora spacciata per salvezza dell’umanità, quando in realtà regala morte, un esempio su tutti: migliaia di contadini si sono suicidati a causa dei fertilizzanti introdotti dalla Monsanto, a volte bevendoli. Gates investe inoltre in medicine, vaccini e intervenendo sul codice genetico allo scopo di verificare le sue idee malate di ridurre la popolazione tramite l’aumento della tassa di bassa natività e la debilitazione del sistema immunitario degli esseri umani. Tutto ciò naturalmente per mostrare in maniera spettacolare la lotta contro la fame, la filantropia caritatevole per una migliore salute, un migliore stila di vita, per la protezione ambientale in lotta contro i cambiamenti climatici. Comunque sia, il suo potere gli permette di comprare e vendere qualsiasi cosa voglia, ne volete un semplice esempio? L’apertura della rete di investimenti più grande del mondo sponsorizzata dalla Fondazione Bill e Melinda Gates, schiacciando qualsiasi argomento sulla differenziazione tra la tecnologia innocente e colpevole del mondo borghese.

“Morte al complesso tecno-industriale”
“La violenza in sé e per sé non ha nulla di sbagliato, In ogni singolo caso, la violenza può essere giusta o sbagliata dipende da come la si utilizza e dai fini ai quali serve. Allora perché le persone al giorno d’oggi vedono la violenza come qualcosa di assolutamente sbagliato? Lo fanno solo per una ragione: perché hanno subito un enorme lavaggio del cervello. La società moderna utilizza differenti metodi di persuasione per educare la gente ad essere spaventata e inorridita dalla violenza, dato che il sistema tecno-industriale abbisogna di una popolazione sottomessa, timorata, docile, codarda per auto affermarsi; una popolazione che non dia problemi e non molesti il buon funzionamento del sistema. Questo potere dipende direttamente dall’applicazione della forza fisica. Educando la gente che la violenza è sbagliata (eccetto la violenza impiegata dal sistema attraverso la polizia o l’esercito), il sistema mantiene il monopolio del potere fisico e pertanto mantiene le persone come ostaggi.”     
(Ted Kaczynski)
La tecnologia, che si esprime oggi attraverso il potere della pseudo-esperienza, è in continua ricerca per raggiungere l’impossibile. Con la sua sorella gemella, la Scienza, le due consegnando la ricerca della conoscenza al servizio del dominio, sono le più care prostitute del Potere l’Arte le invidia per questo. Tutte queste imprese del complesso tecno-industriale sono inestricabilmente connesse al sistema economico politico. Giocando al ruolo dei creatori e amministratori del mondo, concedendo al Potere la disponibilità e l’uso dei suoi prodotti, con un proposito comune; l’imposizione di un controllo totalitario, il mantenimento dell’equilibrio così come delle contraddizioni, e naturalmente il profitto. Così non sappiamo se il prodotto sia inoffensivo, utile o benefico, ma la sua disponibilità senza dubbio ha un orientamento chiaro e mira con grande precisione. Delle vite fradice di tortura che spettano agli animali nei laboratori, fino ai test e agli attacchi nucleari, dai sondaggi sulle preferenze degli umani-consumatori e la loro vendita alle imprese, fino a rubare dati personali per delineare le condizioni sociopolitiche e venderli ai servizi segreti, fino alla continua sottomissione dell’individuo in un prigione tecnologica che sta distruggendo il pianeta.
Il computer, l’applicazione pratica delle matematiche, ha ora la capacità di simulare la realtà in un ambiente virtuale. Sono già state di strutte la mancanza di emozioni e piaceri, l’ostilità e l’alienazione, il senso di vuoto e la futilità dell’esistenza attraverso le illusioni/sensazioni generate dalle macchine. Mentre scrivo questo testo al computer, decine di persone di tutte le età stanno a mio fianco intrappolati in uno schermo, adattando il proprio comportamento ad un gioco, alcuni vivono addirittura attraverso esso. Cercano il contatto personale, l’amicizia e l’amore in un sito di reti sociali. E tutto questo succede in un angolo del pianeta, angoli che si stanno moltiplicando esponenzialmente ogni giorno. Se ora controllano le nostre emozioni e la nostra socialità, e ora dirigono il nostro animo e pensiero, quanto è lontano il momento in cui controlleranno completamente anche i nostri sensi? Quanto lontano è il momento nel quale penseremo di stare a guardare un bellissimo paesaggio, odorare un fiore, di sentire le onde del mare o di toccare qualcuno, ma dietro tutto ciò ci sarà un codice digitale ben scritto? Non possiamo sprecare tempo attendendo la risposta…
… Cominciando da strumenti e macchinari, lo sviluppo dell’edificazione, la biotecnologia, la nanotecnologie e le tecniche sociologiche come la propaganda ed il controllo psicologico…
Medicinali che alterano lo stato d’animo, compere e vendite di articoli virtuali, dispositivi impiantati dentro di noi che controllano la nostra salute e forniscono il trattamento adeguato ed i robot militari che si allenano in tattiche di combattimento. Macchine che leggono la mente, impianti di chip nei cervelli degli animali e degli esseri umani, controllo delle emozioni attraverso onde elettromagnetiche, sono le linee guida della ricerca, non negli oscuri sottosuoli dei servizi d’intelligence, ma in soleggiati centri di ricerca, università e grandi multinazionali della tecnologia. Un futuro al contempo divertente e terrificante sta venendo veloce verso di noi.
Migliaia di menti che pensano ai benefici del Potere. Per rafforzare ulteriormente l’ordine stabilito. Col pretesto dei benefici medici, del miglioramento del livello di vita, della protezione dell’ambiente e sfruttando la naturale tendenza umana a creare tecnologia controllata dal pensiero, le loro armi sono intelligenti, sia per rendere floride le loro economie perpetrando massacri, sia per attaccare quelli che resistono rendendo la prospettiva rivoluzionaria ancora più distante. Siamo furiosi per il sacrificio della nostra umana capacità di evoluzione e creazione sull’altare della sovranità e dell’imposizione, per amore della dominazione e della sudditanza. Non crediate che immaginiamo un mondo dove ognuno dovrà prendere una zappa in mano per coltivare la terra, non vogliamo tornare indietro a, migliaia di anni fa, che è comunque impossibile. Non vogliamo sviluppare il pieno potenziale dell’individualità umana in un modo dove il sapere e l’esperienza sono libere, e non il privilegio di una cricca autoritaria né lo strumento di una strategia economica. In un mondo senza padroni e schiavi, senza specialisti e non qualificati. Crediamo fermamente nella grandezza dei risultati dell’intelletto umano, ma la nostra meraviglia si tramuta in frustrazione e rabbia a vedere quanto facilmente quest’ultimo lo abbia ingannato.
Tutto ciò che porta il moderno stile di vita collasserà completamente senza l’infrastruttura fisica come l’elettricità o il petrolio che nutrono la mostruosità ogni volta più ampia. Il suo filo di vita semina morte con la pressione di un bottone di testate nucleari perché è inerme e collasserà completamente con scenari di caos se l’alimentazione verrà interrotta. Il regno del terrore e della felicità artificiale dipende dalla posizione che noi prendiamo in questa guerra contro le sfide del nuovo impero.
Ribellione o sottomissione, umano o subumano, guerra o suicidio.
Questa cultura mortifera è identificata con la mostruosità della tecnologia moderna, non avrai una morte civilizzata.
Respira in profondità e incomincia
Perciò…

“Prima e sempre la rivoluzione”
“… è quasi indipendente ancora poche ore poi gli darò la voce il detonatore scoverò i nemici per voi così distanti e dopo averli uccisi sarò fra i latitanti ma finché li cerco io i latitanti sono loro…”
Rivoluzione, movimenti, prospettiva, parole che vengono da lontano per ricordarti ciò che è stato o SARA’. Parole i cui i significati vaghi sono esiliati in un area remota del passato e del futuro. Ciò che importa è come noi viviamo qui ed ora. Ciò che importa è lo sforzo di ogni individualità per sconfiggere il più possibile il potere repressivo, dall’interno, al suo fianco e intorno a se.
Ma come è stato scritto molte volte, la teoria semplicemente conferma l’azione. Parole vuote, giochi di prestigio teorici, proclamazioni magniloquenti. Con le parole vinciamo tutti. Ma quando arriva il momento di agire per suggellare le nostre azioni teoriche, e è quando le inibizioni impediscono, i ritardi deviano, le paure dominano.
Azione significa rottura. Rompere col tuo essere timorato, rompere col valore predominante, rompere con l’inerzia. Dare realtà all’incompiuto. L’azione non è solo un incendio, un assassinio, un corteo. L’azione si definisce come lo sforzo di mettere in pratica tutte le credenze con te stesso e con gli altri NELLE RELAZIONI QUOTIDIANE.
Per noi l’anarchia è uno stile di vita. Non comincia quando il lavoro salariato finisce ne quando lo studente termina il suo percorso di studi, nemmeno con la fine del corteo, di affliggere manifesti, anche alla fine di un attacco quando già “s’è fatto il lavoro”.
Chiunque lotti non ha bisogno di nessuna approvazione per “avere riscontro”. La lotta anarchica è di per se “disinteressata” non nel senso cristiano dell’umiltà vittimistica, MA COME UN’ATTITUDINE CHE “PARLA POCO E FA MOLTO”. La lotta non è tema di discussione per gli sbruffoni nei caffè, ne per gli intervalli lavorativi o studenteschi degli anarco-sbruffoni di Exarchia.
Lontani dall’Elitismo. Lontani dallo stile alla moda che ha infettato i circoli rivoluzionari.         Lontani dallo pseudo-dilemma pubblico fra azione sociale e rivolta, dal fascismo dei media e delle divisioni senza senso sul polimorfismo della lotta o sull’unione di esse.
Contro l’idea che il fine giustifica i mezzi, perciò senza incitare a amicizie/collaborazioni mirando a vantaggi rivoluzionari.
Contro le schiaccianti considerazioni che sottovalutano le persone, mirando le loro prospettive di crescita e sviluppo, applicando invece metodi universali per interpretare l’atteggiamento sottomesso della società intesa come unica entità, non buttando le potenzialità delle persone dentro l’immondizia.
Inoltre “colui che è senza peccato scagli la prima pietra”. Chi si pensa e si crede incontaminato/puro si è ammalato senza rendersene conto…
La nostra stessa lotta si attua “lottando” quotidianamente dall’interno delle menti di tutti quelli che ancora riescono a pensare. Accresciuta dalle infinite caratteristiche di ogni individuo. Arricchita dalle differenze nelle opinioni nella sfera sociale. Arriva ad un vicolo cieco e si suicida di fronte ai muri della paura e della rassegnazione che si innalzano! Finché un altro compagno continuerà la battaglia.
A guidare la lotta sono le persone di tutto il mondo che combattono fieramente verso l’impossibile, sia anche nei loro desideri. Qualsiasi sia la loro identità politica, rispettiamo tutti quelli che danno la propria vita, perché la amano e sanno che una vita libera e pericolosa vale più di una vita da schiavi, affogata nel mare dei compromessi con l’autorità…
Questo è quanto… i ribelli del Delta del Niger, che lottano contro le multinazionali “Shell” che contamina e distrugge vaste aree, i movimenti militanti sovversivi che si sviluppano negli Stati Uniti sottraendo spazio e tempo alla dittatura economica-statale, la resistenza armata palestinese, i combattimenti armati delle FARC in Colombia, le occupazioni di terre il Brasile che sono sgomberate con la forza in vista dei Giochi Olimpici, i ribelli in Inghilterra, i Vaghi dei ghetti in Francia, gli scontri dei minatori in sciopero in Spagna e gli insorti d’Egitto e Siria, che nonostante le migliaia di morti e la repressione hanno riempito le strade e le piazze delle città, affrontando i maiali in uniforme e diventando nemici del regime…
Questo è quanto… la propagazione della lotta anarchica ed il suo radicamento a tutti i livelli; dalle molotov di Santiago fino agli incendi ad Atene e dall’attacco armato in Italia, è la diffusione del discorso rivoluzionario anarchico di decine di compagni sconosciuti…
I punti che ci differenziano sono tanti; Come la gerarchia di un partito armato. A parte le scelte individuali noi riconosciamo qualcosa di molto profondo in comune con la base ribelle: lotta e resistenza contro la dominazione – passione per la vita e la libertà.
Anche con i nostri compagni anarchici ci saranno sempre punti di controversia e scontro, perché nel nostro mondo senza autorità non c’è una linea comune ed ognuno è differentemente posto fra compromesso e ribellione. La sfida è di colpire il nostro nemico comune. La vita è lotta e rivoluzione. La rivoluzione e la lotta sono la vita. La vita è qui mentre viviamo, mentre lottiamo, mentre guardiamo il cielo… … Quando ciò finisce, tutto si spegne, portandosi via le bandiere rosse e nere, la falce e il martello e tutte le ideologie. La nostra lotta è dura, dolorosa e nello stesso tempo illimitata ed entusiasta. La fonte della nostra ribellione è e sarà sempre il vissuto. La nostra lotta è polimorfa. Esplode come le nostre bombe, odora di piombo puro come le nostre pallottole, si estende come i nostri fuochi, parla al cuore così come i nostri testi, contamina la città marcia come i nostri manifesti, sorride ai nostri amici, si innamora appassionatamente, moltr volte si chiude in se stessa con gli in adattati ed i timidi. La nostra lotta è il nostro contributo alla guerra mondiale sotterranea che si manifesta quotidianamente dentro e contro la macchina sociale. La nostra lotta non si auto-afferma, non si caratterizza per nessuna PUREZZA RIVOLUZIONARIA. La nostra lotta non è per servire alcuno. Solo riflette i nostri desideri e brame. L’odio e la speranza. L’allegria ed il nostro dolore. I pensieri ed i sentimenti dentro di noi. La nostra lotta rompe i muri delle carceri-bordelli che sono state costruite e ci fa comunicare coi nostri fratelli di tutto il mondo accompagnandoli nelle ore difficili della loro prigionia. La nostra lotta è in primo luogo una lotta contro i NOSTRI compromessi, i NOSTRI timori, le NOSTRE imperfezioni. La nostra lotta è bella ed emozionante perché ci da momenti che mai avremmo sentito se avessimo continuato il cammino subordinato di uno studente o di un lavoratore. La nostra lotta è illegale, nonostante i mezzi che utilizziamo, perché supera i limiti della legalità borghese. Perché si oppone completamente al Potere e alla cultura, era, è e sarà fuori dai limiti della legge. La nostra lotta è orgogliosa e non la negozieremo in nessuna sala politica giudiziaria. La nostra lotta è rigata dal sangue di tanti compagni morti. Li ricordiamo giorno per giorno continuando la lotta dove l’hanno lasciata, tenendo a mente che resto o tardi vendicheremo la loro morte. Infine, la nostra lotta è il nostro tentativo di vivere l’anarchia ORA, di lasciare indietro i nostri compromessi, per creare relazioni sincere coi nostri compagni, pugnalare l’immagine perfetta del loro mondo.
E’ perché la nostra visione è un mondo differente a quello loro, un mondo basato sulla solidarietà e l’essere compagni dove la conoscenza cresce liberamente, in contrasto con la scienza dipendente dagli investimenti statali, militari e capitalisti.
Un mondo dove gli esseri umani vivano in armonia col mondo naturale in relazione di convivenza con gli esseri vivi della terra. In contrasto con le persone drogate delle carceri che produce la prigione tecno-industriale che attacca costantemente tutto ciò che vive e respira.
Un mondo di cui tramite la lotta delle comunità anarchiche stiamo costruendo le basi, un mondo che è illegale pensare e sognare, ed ancor più che qualcuno cerchi di viverlo qui ed ora.
Che i modelli obsoleti lascino il posto all’immaginazione radicale. Che ognuno modelli la propria vita lontano da modelli e forme.
Gettiamo la politica ed i suoi sostenitori nel bidone. Ma chi ha osato dare un senso politico all’emozione umana?
“Intellettuali d’oggi, idioti di domani, ridatemi il cervello che basta alle mie mani, profeti molto acrobati della rivoluzione oggi farò da me senza lezione”

“Sul carnevale elettorale”  
L’attacco è arrivato subito dopo le elezioni. L’analisi delle motivazioni di chi ha votate e di chi non lo ha fatto è senza dubbio impossibile. Sicuramente, non abbiamo l’illusione di un gran cambiamento verso la sinistra, alcuni semplicemente “hanno visto la luce e sono entrati”, nel tentativo di cambiare lo scenario politico. L’unico punto in cui si differenziano queste elezioni da tutte le precedenti è che una gran parte della società ha optato per una posizione politica mentre prima erano basate sul voto indifferente, (chiaramente insieme al ritardo “interesse pubblico” è entrato insieme anche lo stupido dilemma “Alba Dorata o Syrizia”). E senza dubbio una gran percentuale di astensione non si traduce solo come noia dell’elettorato, ma anche come reazione di disaffezione del processo, in due parole parliamo di astensione “politicizzata” se si può chiamare così.
Per alcuni di coloro che sono scesi in piazza per dare sfogo alla loro rabbia, per quelli che sentono la necessità di esaurirla più che mai, la nostra opinione è che i voti alla bolla della sinistra tradizionale non sono sufficienti, nemmeno la sterile e inoffensiva protesta attraverso l’astensione, opzioni che servono soltanto come valvola di decompressione e sollievo. Proponiamo la radicalizzazione di tutti coloro che non hanno sostituito la mente con un televisore e sono alla ricerca di una reazione di resistenza significativa. La radicalizzazione dell’azione nelle scuole, sui posti di lavoro, nelle assemblee popolari, ovunque si militi e soprattutto nelle strade. Qui è dove le coscienze crescono, i pensieri si incontrano e si condividono le problematiche. Qui è dove l’esperienza prende il posto della realtà virtuale e apre strade che erano state accuratamente chiuse. Nella guerriglia di strada, sulle barricate. Consideriamo questo campo fertile per la diffusione della teoria e della pratica anarchica.
Per quanto riguarda gli elettori di Alba Dorata hanno avuto l’opportunità di vedere chi rendono più forte. Scuse come “li ho votati per sentirmi sicuro” non saranno sufficienti per calmare le nostre intenzioni ostili verso di loro. La crescita continua dei fascisti in nessun modo deve lasciarci indifferenti pensando che non siano un rischio serio, perché verremo colti di sorpresa e non sarebbe qualcosa di piacevole. I membri assassini di questo partito non si devono sentire tranquilli perché pensano che ora la polizia li protegge. Come dice il proverbio: due piccioni con una fava.

“Ingoiando fuoco… vomitando incomprensibili desideri”
Il sistema non solo è riuscito a mantenere il suo potere con la forza ma attraverso le decine di linguaggi che parla, è riuscito a diffondersi ed a riprodursi nell’insieme delle relazioni sociali, per cui noi anarchici stiamo incominciando una guerra rivoluzionaria, che per poter trionfare non solo abbisogna di distruggere le strutture del potere, istituzionali ed informali,ma anche di costruire RELAZIONI UMANE LIBERE qui ed ora, relazioni che costruiremo e difenderemo con la barricata del nostro corpo a qualunque costo, perché rifletta tutto il nostro essere, con sangue e dolore, felicità e tristezza, con sorrisi e lacrime, amore ed odio. Relazioni che riflettano mille “voglio e posso” in una volta. E tutto questo che stiamo descrivendo è il cemento delle emozioni umane che mai si romperà, poiché conosce la giustificazione e la necessità della lotta, perché gia à a respirato l’aria della libertà anche se sepolto nella prigione, dove s’incontrano le speranze più ardenti perché ieri, oggi, domani e sempre, queste relazioni sono state e saranno l’embrione di qualcosa di migliore che non sappiamo se o quando arriverà, ma lottiamo ferocemente per questo perché crediamo profondamente negli esseri umani liberi.
Perché anche se ci rompiamo la faccia nel cammino, la nostra vittoria individuale si è concretizzata nella costruzione di queste relazioni e la nostra lotta collettiva espanderà la RIVOLUZIONE ANARCHICA. Perchè se fossimo arrivati in ritardo al nostro appuntamento, forse avremmo perso l’assalto al cielo. Il nostro obiettivo è quello di costruire fondamenta solide per una base di distruzione creativa. Con il disgusto e l’odio di ciò che ci mantiene prigionieri nel mondo perverso di oggetti morti, anime inanimate, coscienze perdute e sedotte, l’orrore geneticamente calcolato, l’accettazione fredda di idoli sanguinolenti.
Restiamo nel vortice dei sensi e dei desideri pericolosi.
VIVA LA PROPAGAZIONE DELLE RELAZIONI ANARCHICHE!
VIVA L’ANARCHIA!
P.S. 1: Dedichiamo ogni riga di questo testo ai ribelli prigionieri Mpampis Tsilianidis, Dimitris Dimitsiadis, Socrates Tzifkas. L’influenza dei loro pensieri attraverso le loro analisi innovatrici è stata cruciale. Fino a quando… fino a quando non ci incontreremo di nuovo.   P.S. 2: Il giorno dell’attacco alla Microsoft, i membri della CCF e l’anarchico Theofilos Mavropoulos venivano giudicati per la fase “NON UN MILLIMETRO IN DIETRO, NOVE MILLIMETRI NELLA TESTA DEGLI SBIRRI”, una fase che adottiamo, in quanto ci rappresenta perfettamente. Un’altra accusa contro questi compagni è l’incendio dello Studio ATA, che abbiamo rivendicato come una nostra azione. Casualmente eravamo presenti nel tribunale, a modo nostro. Beh non dimenticatelo.
NON UN MILLIMETRO INDIETRO, NOVE MILLIMETRI NELLE TESTE DEI GIUDICI E DEI DIFENSORI.
P.S. 3: Inviamo tutta la nostra solidarietà all’anarchico Mario Lopez in Messico che è rimasto ferito dall’artefatto esplosivo che trasportava, così come ai prigionieri anarchici accusati di partecipare agli attacchi della FAI in Italia. In nostro fuoco arde per tutti voi.

Comportamenti Deviati per la Diffusione del Terrore Rivoluzionario – Fronte Rivoluzionario Internazionale

Info tratte da Terra Selvaggia