La nanotecnologia si riferisce alla manipolazione della materia sulla scala del nanometro (1 miliardesimo di metro). Scienza su nanoscala che opera nel regno dei singoli atomi e molecole. Allo stato attuale le nanotecnologie coinvolgono la scienza dei materiali: le modificazioni a livello atomico portano numerose modifiche delle proprietà dei materiali, che si fanno più forti e più durevoli.
Con le nanotecnologie è possibile creare e modificare in laboratorio quasi qualsiasi tipo di materiale, robot minuscoli per la nanomedicina, chip sempre più piccoli e veloci, RFID (Etichette a radio frequenza) per tracciare nei loro spostamenti merci e qualsiasi essere vivente.
Governi e industrie hanno investito enormemente nelle nanotecnologie, tanto da farne la piattaforma strategica per il controllo globale di ogni produzione e settore: alimentare, sanitario, informatico, controllo sociale e militare. Un pilastro portante della Green Economy del XXI secolo.

Processo d’Appello contro Silvia, Billy e Costa Torino, 15 Febbraio 2017

Questa mattina si è svolta l’udienza di appello contro Silvia, Billy e Costa.
Nelle motivazioni di sentenza di 1° grado era stata evidenziata una non procedibilità per difetto di giurisdizione che si può appellare solo per Cassazione. E’ stato quindi respinto l’appello del PM e rinviato alla Cassazione per la decisione definitiva.
La Cassazione dovrà pronunciarsi sulla validità dell’appello, se non sarà ritenuto valido il tutto finirà in niente, diversamente si tornerà al processo d’appello.

In vista del processo ci troviamo a sostenere numerose spese legali, chiediamo a tutte e tutti supporto con iniziative benefit e donazioni al conto corrente postale intestato a Marta Cattaneo codice IBAN: IT11A0760111100001022596116,
dall’estero: Codice BIC BPPIITRRXX
specificare la causale: solidarietà a Silvia Billy Costa

Per contatti:
www.silviabillycostaliberi.noblogs.org

Processo d’Appello contro Silvia, Billy e Costa – Torino, 15 Febbraio 2017

Questa mattina si è svolta l’udienza di appello contro Silvia, Billy e Costa.
Nelle motivazioni di sentenza di 1° grado era stata evidenziata una non procedibilità per difetto di giurisdizione che si può appellare solo per Cassazione. E’ stato quindi respinto l’appello del PM e rinviato alla Cassazione per la decisione definitiva.
La Cassazione dovrà pronunciarsi sulla validità dell’appello, se non sarà ritenuto valido il tutto finirà in niente, diversamente si tornerà al processo d’appello.

www.silviabillycostaliberi.noblogs.org

Silvia, Costa e Billy, fissata la data per il processo di appello

La Corte d’Appello del tribunale di Torino ha fissato per il 15 Febbraio l’udienza per il ricorso presentato dal PM Arnaldi di Balme.
Lo scorso Marzo al processo di primo grado era stata emessa sentenza di improcedibilità sul caso, considerato il principio denominato “Ne bis in idem”, ovvero il non poter processare due volte un imputato per lo stesso fatto.
La Procura di Torino non contenta dell’esito svizzero che ci aveva visto condannati per il fatto specifico e assolti per l’importazione di materiale esplodente e non contenta di non aver trovato alcuna organizzazione in Italia e neanche altrove, aveva chiuso l’indagine tutta concentrata al 270 bis (associazione sovversiva con finalità di terrorismo) e aveva chiesto invece il rinvio a giudizio per tutti e tre con le seguenti accuse: “art.110, 280 c.p. … perchè in concorso tra loro, a nome dell’ELF-Earth Liberation Front, movimento ispirato all’ecologismo radicale, per finalità di terrorismo, compivano atti diretti a danneggiare cose mobili o immobili altrui, mediante l’uso di dispositivi esplosivi o comunque micidiali”, art.110, 81,61 c.p. … perché in concorso tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso… illegalmente detenevano e portavano in luogo pubblico, trasferendo dalla Valchiusella a Bergamo e quindi in Svizzera il seguente materiale esplosivo atto all’impiego… art.110, 648 c.p. … perché in concorso tra loro… conoscendone la provenienza delittuosa, ricevevano da soggetti rimasti ignoti il materiale per ordigni esplosivi… prevento di sottrazione illecita ai danni di una delle imprese rimasta non identificata che, autorizzata all’utilizzo di esplosivi.” Accuse aggravate della finalità di terrorismo.

L’udienza si terrà alle 9.00 presso il tribunale in Corso Vittorio Emanuele II a Torino

Con sentenza recente irrevocabile la Procura di Brescia (competente per territorio) ha chiesto e ottenuto per Silvia e Costa che la sentenza di condanna svizzera venisse riconosciuta dallo stato italiano come precedente e quindi utile in caso di recidiva.

Per chi volesse approfondire rimandiamo alla lettura della pubblicazione ”Solidarietà e complicità”, raccolta di testi intorno al tentativo di sabotaggio del centro IBM sulle nanotecnologie in Svizzera e sulla solidarietà espressa quando la repressione ha avuto la meglio.

Per contatti:
www.silviabillycostaliberi.noblogs.org

fronte.definitivoRGB

retro.definitivoRGB

Appello della procura di Torino contro Silvia, Billy e Costa

La Procura di Torino, nelle vesti del procuratore Arnaldi Di Balme, non contenta della sentenza di improcedibilità per il “Ne bis in idem”, il non poter condannare per lo stesso reato, quindi non dover procedere per difetto di giurisdizione per Silvia, Billy e Costa, ritorna alla carica ricorrendo in appello con tutta la giurisprudenza del caso riportandoli verso un nuovo processo.
Ancora una volta il procuratore insiste sul fatto che una parte del tentativo di attacco alla multinazionale IBM da compiersi in Svizzera sarebbe stato pianificato in Italia con il relativo trasporto di materiali esplodenti. A dimostrazione del tutto ci sarebbe la partecipazione di Silvia, Billy e Costa alla Coalizione contro le nocività, esperienza di lotta che, negli anni della sua attività, ha creato un’attiva progettualità contro le biotecnologie e le nanotecnogie.
Di questi tentativi repressivi niente di che stupirsi, la giurisprudenza è costruita appositamente per reprimere contesti critici e di lotta verso questo sistema di sfruttamento.
Per noi resta invece ben chiara la necessità di disfarsi di questo sistema ecocida con i suoi bracci armati chiamati scienza e ricerca.
Per chi volesse approfondire rimandiamo alla lettura della pubblicazione “Solidarietà e complicità”, raccolta di testi intorno al tentativo di sabotaggio del centro IBM sulle nanotecnologie in Svizzera e sulla solidarietà espressa quando la repressione ha avuto la meglio.

www.silviabillycostaliberi.org

Sentenza processo Billy Silvia Costa

Questa mattina presso il Tribunale di Torino c’è stata la lettura della sentenza per Silvia, Billy e Costa, già condannati in Svizzera per possesso, trasporto e ricettazione di esplosivo per il tentativo di attacco al centro di ricerche nano-tecnologiche IBM a Zurigo a firma Earth Liberation Front Switzerland. Il processo elvetico si concluse con la condanna tra i tre anni e quattro mesi e tre anni e otto mesi.
La procura di Torino, imbastendo un caso tutto italiano, aveva chiesto pene fino a 5 anni e 6 mesi per i medesimi reati. Il tribunale si è espresso con
l’improcedibilità per il “Ne bis in idem”, non poter condannare per lo stesso reato, quindi il non dover procedere per difetto di giurisdizione.

www.silviabillycostaliberi.noblogs.org

SOLIDARIETA’ E COMPLICITA’ Note intorno al tentativo di attacco all’IBM in Svizzera di Silvia Billy Costa e al processo in Italia

Libro pagine 72, euro 5

INDICE
Introduzione
La repressione in Italia e la lotta che non si arrende
Dalla Svizzera la solidarietà si allarga
Parole dalle carceri svizzere
Dichiarazione davanti al Tribunale Penale Federale di Bellinzona
Marco Camenisch: quando l’ecologismo radicale è una vita di lotta

INTRODUZIONE
Nelle numerose iniziative solidali organizzate negli ultimi mesi in tanti spazi un pò ovunque in Italia, abbiamo sentito la mancanza di uno strumento cartaceo che raggruppasse alcuni testi solidali, la nostra dichiarazione processuale e le numerose iniziative messe in campo così come le azioni dirette compiute nell’arco di tempo della nostra carcerazione. Una raccolta di testi che, chiaramente, non hanno lo scopo di fare dell’autocelebrazione o del personalismo ma che, attraverso il ripercorrere quella “stagione”, vuole provare a (ri)tracciare quel solco che rappresenta la continuità di una lotta dentro e fuori, prima, durante e dopo la nostra carcerazione. Una lotta che è anche ricerca di senso e di comprensione di quello che sono state e sono delle pratiche, le quali, a loro volta, rappresentano tanti percorsi tra loro diversi, ma che in quel momento hanno saputo intrecciarsi.
Rilanciare, attraverso il materiale raccolto e unito in questa pubblicazione, le ragioni per cui continuiamo a ritenere necessario lottare contro questo tecno-totalitarismo. In tempi di Green Economy la parola chiave è “ecosostenibilità”. Pensiamo che solo attraverso una critica radicale sia possibile smascherare questa finzione e rimanere lucidi davanti al continuo spuntare di alternative “eco/animal-friendly” con cui questo sistema economico-sociale di oppressione e saccheggio và riformulandosi, usandole come specchietti per allodole. Lucidi nel capire che il problema non risiede nelle “mele marce” della produzione industriale, le “cattive multinazionali”, o nell'”avidità” del consumismo imperante da contrastare con un consumismo critico e consapevole, ma quanto nelle basi stesse su cui si formula questa società: la necessità di controllare e dominare l’intero esistente, i suoi processi, gli ecosistemi, le comunità umane e gli altri animali.
Come scriveva Ted Kaczynski in “Colpisci dove più nuoce” ci sono aspetti dove il sistema non farà mai marcia indietro perchè vitali per la sua stessa sopravvivenza. Se al tempo in cui Kaczynski scriveva questi aspetti erano principalmente le biotecnologie, lo sviluppo della ricerca su scala nanometrica dell’ultima decade ha permesso l’accesso a quello che sono i “mattoni della materia”, la sostanza di tutte le scienze. Si è posto in questo modo la base per ottenere un’unità materiale a scala nanometrica, questa unisce ambiti che prima erano separati, un atomo di carbonio si trova in ogni organismo vivente come nella materia inerte: lavorando a scala nanometrica si può unire un organismo vivente a una materia artificiale. Dalla modificazione di elementi viventi si è arrivati anche alla riprogettazione e ricostruzione in laboratorio di parti biologiche fino a parlare di nuovi organismi: la biologia sintetica. La convergenza di nanotecnologie, biotecnologie, informatica, scienze cognitive, con il loro portato di cambiamento sul mondo, è il fronte che non possiamo non considerare in una critica radicale e in una lotta che vuole andare a colpire, attaccandola alla radice, la distruzione ecologica senza precedenti del pianeta e la degradazione dell’essere umano, con la comprensione che il mondo del presente e del domani si stà giocando qua, nella convergenza degli apparati scientifici di dominio.
Nodi cruciali e fondamentali per il sistema non significa che essi siano irraggiungibili e soprattutto inattaccabili. La repressione non starà di certo a guardare chi vuole contrastare tutto questo. Forse, in questo senso, sarebbero da rivedere alcuni approcci che abbiamo nei confronti della repressione: invece di affermare che “la repressione non ferma la lotta” dovremmo forse pórci il problema di “come continuare la lotta con la repressione”. Il primo approccio ha un pò il sapore di rincorrere l’emergenza, rispondere alla repressione quando la repressione è avvenuta. L’altro approccio è il considerare la repressione come ovvia conseguenza di una critica e di una lotta radicale. Un approccio diverso per evitare che tra un momento repressivo e l’altro tutto sia da rifare da capo, ma ponendosi già in una continuità, rendendo la lotta una realtà concreta e più forte se si è già pensato a come mantenerla viva e a come portare avanti ciò che è stato interrotto.
Dal momento della scarcerazione in Svizzera tanti sono stati gli incontri un po’ in tutta Italia con discussioni, dibattiti, proiezioni, sulle scienze convergenti ed ecologismo radicale. Sta certamente nascendo un interesse verso queste questioni, ma dal confronto faticano ad emergere in generale prospettive di lotta.
Con questo libro vorremmo dare degli spunti che sappiano andare oltre al nostro momento repressivo e che sappiano sviluppare significati e intrecciare le parole al terreno delle pratiche. Parole e pratiche che nella leggerezza e frenesia di questi tempi sappiano essere dense nei contenuti e ferme nella direzione di un conflitto. Che si pongano ostinatamente contro ogni recuperabilità. Che arrivino ad esprimere quella tensione a lottare fino in fondo contro un sistema sempre più schiacciante e mortifero per ogni essere vivente e l’intero pianeta.
Billy, Silvia e Costa

Per contatti e richieste:
urlodellaterra@inventati.org
5 euro a copia più spese di spedizione 1,30
Per i distributori minimo cinque copie 3 euro più spese di spedizione
Spese di spedizione per l’estero: 5,50 euro
Conto corrente postale intestato a Marta Cattaneo codice IBAN: IT11A0760111100001022596116, specificare la causale: Libro Solidarietà e complicità
Per l’estero: Codice BIC BPPIITRRXXX

fronte.definitivoRGB retro.definitivoRGB

Aggiornamento processo contro Silvia, Billy e Costa

Oggi 2 Marzo si è svolta l’ultima udienza presso il tribunale di Torino, hanno parlato l’accusa e la difesa, le richieste del PM sono state di 5 anni e 6 mesi per Costa, 5 anni e 4 mesi per Silvia e Billy. La lettura della sentenza è prevista per il 23 Marzo.
Per un report sull’udienza: www.tgmaddalena.it
                                                                                                                   silviabillycostaliberi.noblogs.org

SETTIMANA DI AGITAZIONE CONTRO LE TECNOSCIENZE – PRESIDIO CONTRO L’EFSA

 SOLIDARIETA’ E AZIONE
Dal 22 al 28 FEBBRAIO SETTIMANA DI AGITAZIONE
in tutta Italia contro le tecnoscienze e il mondo che le produce
26 Febbraio PRESIDIO CONTRO l’EFSA
Ente europeo di sicurezza alimentare
Dalle 12.00 alle 17.00 Davanti alla sede dell’EFSA
Viale Piacenza – Parma

“Cambiare il mondo non basta. Lo facciamo comunque. E, in larga misura, questo cambiamento avviene persino senza la nostra collaborazione. Nostro compito è anche di interpretarlo. E, ciò precisamente per cambiare il cambiamento. Affinchè il mondo non continui a cambiare senza di noi. E, alla fine, non si cambi in un mondo senza di noi”
                                                                                                                                                Gunther Anders

Occuparci del potere tecnoscientifico con le sue principali manifestazioni: biotecnologie, nanotecnologie, informatica, neuroscienze non è soltanto porre l’attenzione su qualche aspetto di questa società particolarmente nocivo. Come scriveva Ellul oltre cinquant’anni fa la tecnologia si è fatta sistema e media le nostre vite aldilà di una qualsiasi volontà. In questo anche gli altri animali e l’intero pianeta sotto l’imperativo tecnico vengono schiacciati e manipolati secondo l’esigenza del momento. Le tecno-scienze si stanno ricombinando e convergono verso quello che è stato sempre il loro fine ultimo: un controllo totale sugli esseri viventi.
Perchè occuparsi tanto di tecnologia si chiedono in molti, quando tanti sono i problemi che ci circondano. In un sistema tecnico come quello attuale, dove tutto è scandito dalla macchina, la tecnologia rappresenta il momento, il luogo, lo spazio dove si estende ogni forma di sfruttamento. A volte si chiama green economy, altre progresso scientifico e altre ancora gestione della catastrofe, formando quegli ambiti che una volta riprogettati allargano la rete dove su ogni maglia si sviluppano tutti i rapporti di dominio, quelli da cui non si ritorna indietro come il lancio di un ogm o la manipolazione della linea germinale.
Una lotta contro le nocività non può prescindere dal contesto sociale che le ha prodotte, volute e rese necessarie per tutti. Questo significa che la nostra critica non può che andare sotto la superficie del cosiddetto buon senso o dell’ambientalismo impostore fino a raggiungere il reale problema.
Il potere è pienamente dispiegato in ogni apparato tecnologico che ci circonda, una tecno-democrazia che appare ad ogni angolo, presidia ogni incrocio, controlla ogni aspetto della nostra sopravvivenza fino a entrare nei corpi mentre la sua essenza totalitaria rimane fondamentalmente non percepita. Un tecno-potere che, grazie ad apparati sempre più a misura nanometrica, diventa più di quel che appare, cominciando a non apparire più.

Questa settimana di mobilitazione non serve a circoscrivere un percorso o a ridurne i confini, al contrario ci auguriamo che queste giornate ne inaugurino di nuovi o rinforzino i precedenti con nuova determinazione e volontà di agire.
Abbiamo pensato che ogni situazione nel proprio territorio potesse utilizzare queste giornate per concentrare iniziative legate al tema delle nocività soprattutto quelle legate alle scienze convergenti che sempre di più si impossessano della Terra e di corpi.
Il 26 Febbraio ci sarà invece un’iniziativa collettiva a carattere nazionale: un presidio contro l’EFSA (autorità europea per la sicurezza alimentare) che ha sede a Parma.
L’EFSA è l’organo riconosciuto a livello internazionale a cui la Commissione Europea fa riferimento per molte nocività quali gli ogm, pesticidi, prodotti chimici e nanotecnologie. Può autorizzare il commercio di prodotti ogm e la semina in campo aperto a scopo commerciale e sperimentale. Come l’FDA (food drugs aministration) americana altro non è che un braccio governativo delle stesse multinazionali soprattutto biotecnologiche, con cui i rapporti molto stretti permettono un continuo scambio di amministratori, scienziati, manager e l’immancabile personale tecnico: quale modo migliore di permettere una diffusione capillare degli ogm anche in Europa.
Grazie a soglie di contaminazione tollerata negli alimenti e nelle sementi, mangimi ogm, coltivazioni transgeniche in campo aperto… il lavoro di diffusione è in corso già da troppo tempo.
Sulla falsa riga dell’FDA americana l’Europa si è dotata di un’organo chiamato a garantire la sicurezza di ogni nocività. Ad essere tutelato, oltre gli interessi delle multinazionali biotech-chimico-farmaceutiche, è un sistema economico, politico e sociale che si aggrappa alla nuova rivoluzione bionanotecnologica producendo sempre più disastri ambientali e sociali che stanno alla base dello sviluppo tecno-industriale, di cui le manipolazioni del vivente sono l’apice mortifero.
Non siamo per la creazione di un EFSA più sicuro, trasparente e democratico, anche volendo crearlo non potrebbe mai essere realizzato. Un organo di sicurezza come l’EFSA presuppone che regolarmente si possono creare sostanze nocive da diffondere sul pianeta mettendone a rischio la stessa sopravvivenza. Così come un impianto di smaltimento di scorie radioattive necessita sempre di impianti atomici e di un’economia di guerra.
Rifiutiamo in toto questo tecno-sistema insieme a tutte le sue manifestazioni di morte con la stessa determinazione e convinzione che queste siano destinate a missione di pace o a creare la guerra: la loro pace è già una guerra perpetua al pianeta e a tutte le sue forme di vita: già abbastanza per opporre una resistenza senza tregua.

Il 2 Marzo si terrà al tribunale di Torino la nuova udienza contro Silvia, Billy e Costa accusati del tentato sabotaggio con esplosivi a firma Earth Liberation Front ad un centro di ricerche internazionale sulle nanotecnologie in Svizzera della multinazionale IBM.
Continuare questa solidarietà significa per noi continuare ad ascoltare quell’urlo di un pianeta morente, che come scrisse un gruppo dell’ELF statunitense li aveva motivati nel loro cammino di resistenza, da non confondersi con la passività ma con l’ira bruciante durante la lotta.

Assemblea solidale

Per contatti:
info@resistenzealnanomondo.org
www.resistenzealnanomondo.org

Corteo contro l’ingegneria genetica e L’EFSA a Parma

RIPRENDIAMO LE OSTILITA’ ALLE TECNO-SCIENZE COSTRUIAMO UNA SETTIMANA DI MOBILITAZIONE CONTRO LE BIONANOTECNOLOGIE

Questi sono alcune delle riflessioni uscite dall’Incontro solidale del 29 Novembre a Radio Backout in vista del processo che si svolgerà a Torino il 13 Gennaio contro Billy Silvia e Costa.
Erano presenti compagne e compagni principalmente da Torino, Milano e Padova.

– Anche in contesti radicali con un’opposizione al sistema si percepisce una mancanza di critica che vada in profondità, che sappia cogliere le interconnessioni e che comprenda l’urgenza di opporsi al nuovo totalitarismo creato dalle tecnoscienze
– Non si dovrebbe incentrare la nostra attenzione solo sullo specifico caso repressivo, ma attraverso esso trasmettere il senso e il contenuto che questo porta e trasformarlo in nuove possibilità di critica e lotta
– E’ stato ricordato che chi porta avanti un lavoro sulla solidarietà ai compagni e alle compagne non è uno specialista della solidarietà, ma porta avanti anche altri percorsi
– Porsi il problema di come comunicare fuori da contesti ristetti o di movimento alcune questioni di non immediata comprensione e interconnessione. Sicuramente uscendo dalle logiche del potere e dai suoi tecnicismi. Senza essere a nostra volta tecnici o portare esperti dalla nostra parte, nè c’è bisogno di addentrarsi in una comprensione tecnica per trasmettere le nostre ragioni, che sono un rifiuto totale delle nocività non solo per ragioni ambientali, ma proprio per la loro stessa natura di espressione del dominio
– Ci si è posto l’interrogativo se comunicare alle persone o a situazioni già sensibili su alcune questioni, anche se ancora mancanti di una critica radicale. Ponendo la questione su quali siano i nostri referenti e quali gli obbiettivi. L’obbiettivo dovrebbe essere sviluppare un’opposizione a questa società fondata sullo sfruttamento e quindi per alcun* i referenti sono situazioni già sensibili, per altr* non bisognerebbe mai abbandonare il dialogo con tutte le persone
– Le parole sono importanti, ma dovremo intendersi sul senso che portano: se lavorano alla costruzione di qualche nuova teoria o cogestione delle nocività insieme agli sfruttatori, se queste invece spingono verso una radicalità della critica e preparano al prossimo conflitto
– Gli OGM potrebbero essere un buon inizio e aggancio sia con le persone sia con gruppi ambientalisti, situazione agricole… che se ne stanno già occupando. Starà a noi poi non limitarci alle modificazioni genetiche in campo alimentare, ma trasmettere un’opposizione all’intera ingegneria genetica e collegarla con le altre tecno-scienze
– Sicuramente la nostra argomentazione non si fonderà sul dimostrare che gli ogm o le nanoparticelle fanno male alla salute, come per la vivisezione, a prescindere dall’utilità e dai danni alla salute, è una critica alla radice e al problema in sè. La nocività è una nocività sistemica per la sua irreversibilità, ricombinabilità, globalità
– Libri e testi di analisi sono importanti, purtroppo ci troviamo in periodo in cui poch* leggono e approfondiscono le questioni
– Momenti di confronto e discussione come anche questa riunione sono molto importanti
– Il nanomondo è già qui, pensare a scenari futuristici ci fa scappare da sotto agli occhi quello che già da tempo si sta realizzando sotto i nostri occhi
– Nanotecnologie, biotecnologie sono parte di una più ampia visione e sensibilità ecologista radicale per chiunque intende battersi contro questo sistema
– La ricerca genetica ha molte facce: porsi contro la ricerca genetica in ambito medico può essere interessante per far capire che non esiste un’applicazione positiva e perchè proprio attraverso la salute viene creato un contesto di accettazione
– Eventi come il nano-bioforum potrebbero essere occasioni importanti per organizzare iniziative di protesta

Da queste e altre riflessioni è nata l’idea di costruire una settimana di mobilitazione contro le bionanotecnologie e le scienze convergenti nel loro insieme, settimana da collegare con una delle prossime udienze del processo contro Billy, Silvia e Costa e dove ogni situazione potrà organizzare iniziative sul proprio territorio.
Per parlarne ancora insieme e iniziare a strutturarla il prossimo incontro sarà:

SABATO 9 GENNAIO
alle ore 10.00
EL PASO via Passo Buole, 47
TORINO

Ricordiamo che venerdì 8 gennaio a El Paso ci sarà la presentazione del giornale ecologista radicale L’Urlo della Terra e mercoledì 13 gennaio alle ore 9 inizierà a Torino il processo contro Billy, Silvia e Costa