La nanotecnologia si riferisce alla manipolazione della materia sulla scala del nanometro (1 miliardesimo di metro). Scienza su nanoscala che opera nel regno dei singoli atomi e molecole. Allo stato attuale le nanotecnologie coinvolgono la scienza dei materiali: le modificazioni a livello atomico portano numerose modifiche delle proprietà dei materiali, che si fanno più forti e più durevoli.
Con le nanotecnologie è possibile creare e modificare in laboratorio quasi qualsiasi tipo di materiale, robot minuscoli per la nanomedicina, chip sempre più piccoli e veloci, RFID (Etichette a radio frequenza) per tracciare nei loro spostamenti merci e qualsiasi essere vivente.
Governi e industrie hanno investito enormemente nelle nanotecnologie, tanto da farne la piattaforma strategica per il controllo globale di ogni produzione e settore: alimentare, sanitario, informatico, controllo sociale e militare. Un pilastro portante della Green Economy del XXI secolo.

In cassazione si conclude la vicenda processuale contro Silvia, Billy e Costa

In cassazione si conclude la vicenda processuale contro Silvia, Billy e Costa

Dopo cinque anni di udienze si è concluso in questi giorni a Roma il processo in cassazione contro Silvia, Billy e Costa accusati dalla Procura della repubblica di Torino di trasporto e ricettazione di esplosivi tra l’Italia e la Svizzera con finalità di terrorismo.
Dal momento in cui Silvia, Billy e Costa avevano terminato di scontare le pene inflitte nel processo in Svizzera, la Procura di Torino, nelle vesti del Procuratore Arnaldi Di Balme, ha cercato di imbastire un processo prima per associazione sovversiva (coinvolgendo anche altre persone facenti parte della Coalizione contro le nocività) e successivamente, con più appelli, ha cercato di dimostrare che un pezzo del tentativo del sabotaggio in Svizzera fosse stato preparato in Italia, perlomeno nel recupero e trasporto dei materiali necessari.
La cassazione ha invece confermato la precedente sentenza di improcedibilità secondo il principio “Ne bis in idem”, ovvero non poter giudicare una persona più volte per lo stesso reato, appellandosi dunque ad un principio di difetto di giurisdizione.
Per chi volesse approfondire rimandiamo alla lettura della pubblicazione “Solidarietà e complicità”: raccolta di testi intorno al tentativo di sabotaggio del centro IBM sulle nanotecnologie in Svizzera e sulla solidarietà espressa da realtà di movimento anche a livello internazionale.

www.silviabillycostaliberi.noblogs.org

È USCITO IL QUINTO NUMERO DEL GIORNALE ECOLOGISTA RADICALE L’URLO DELLA TERRA

In questo numero:

Monsanto-Bayer matrimonio criminale
Ecologismo e transumanismo connessioni contro natura
Dove trans-xeno-femminismo, queer e antispecismo incontrano la tecnoscienza
Il cyborg: una metafora che si incarna, un dispositivo di potere e la fine di ogni liberazione
Vaccini: armi di distruzione di massa
G7 agricoltura: affari, controllo e dominio
Come sbancarsi la vita la fondazione Mach in Trentino
Non una semplice isola
Loro hanno paura di noi perchè noi non abbiamo paura di loro
La riproduzione artificiale dell’umano di Alexis Escudero – Ortica edizioni, 2016
Salti nella notte…
Disarticolare il mondo dell’autorità

EDITORIALE:
In tanti anni che lavoriamo su questioni come l’ecologismo, le nocività e la tecnologia, abbiamo sempre pensato che il punto di partenza, preliminare ad ogni percorso di lotta, fosse quello di chiarire, tra le varie posizioni critiche, chi questo sistema di sfruttamento lo vuole combattere e chi invece lo rafforza alimentandolo, costruendogli possibili scappatoie.
Parlando di nocività, per esempio, il lavoro svolto da gran parte dell’ambientalismo e da certo ecologismo è il caso sicuramente più emblematico e significativo su come il sistema non solo abbia recuperato delle istanze, ma su come sia riuscito a intervenire e trasformare la realtà in nome di queste. Negli anni si è aggiunto anche l’animalismo e gran parte dell’antipecismo.
Abbiamo però dato per scontato che certi ambienti più sensibili con idee radicali verso le trasformazioni di questo mondo fossero perlomeno più fermi nel considerare e riconoscere certi processi come manifestazioni del potere. La scienza può forse essere considerata neutrale in questi tempi? Eppure in tante/i hanno posto dei seri dubbi sulla non neutralità.
In vari mesi di presentazioni del giornale, ma anche dei nostri progetti legati alla critica delle tecno-scienze, non avremmo pensato di uscirne così sconfortate/i. Sconforto perchè è come se tutto un lavoro passato non fosse stato compreso fino in fondo. Ci siamo interrogate/i sul perchè di una simile situazione. Forse è per il modo con cui è stata criticata la tecnologia e un certo progresso in certi contesti senza andare a fondo nel problema, pensiamo al nucleare: basta soffermarsi solo sull’aspetto radioattivo delle scorie o su come questa tecnologia sia calata dall’alto? Per il primo aspetto potranno propinarci una “soluzione” per lo stoccaggio delle scorie e per il secondo aspetto potranno far diventare il nucleare una “partecipazione”: non potendone uscire bisogna imparare a conviverci e a cogestirlo insieme alle compagnie energetiche… Aspetti parziali che non tengono conto della complessità di una nocività radioattiva, sociale, ecologica…
La critica alla tecnologia fatta solo ed esclusivamente perchè questa è una manifestazione del potere, se può in un primo momento sembrare positiva, ha dei limiti perchè di fatto ha portato a un allentamento del pensiero, a tanti slogan e luoghi comuni acritici.
Nel confronto, spesso anche scontro acceso, tra le varie posizioni, pensavamo di trovare convinte/i tecnofile/i solo tra i soliti ambienti di sinistra, fiduciosi nel progresso sempre e comunque, anche se nucleare o nanotecnologico. O in certi ambienti polverosi fermi con analisi ottocentesche che, anche se nel mentre siamo arrivate/i alla cibernetica e alle figlie in provetta, loro cercano ancora la borghesia… Invece abbiamo scoperto ambienti libertari difensori del transumanesimo, arrivando addirittura a distinguerne uno di destra e uno libertario-anarchico, tanto da ipotizzare di impossessarsi dei Big Data (i pseudo dibattiti sul transumanismo pubblicati su “Umanità Nova”).
Abbiamo visto dei contesti femministi, anche libertari, sostenere le tesi dello xenofemminismo e la riproduzione artificiale dell’umano, usando come motivazione tutti gli stereotipi degli ambienti accademici pro-scienza, arrivando a giustificare i più controversi processi della tecno-scienza, distruggendo così in un colpo solo anni di lotte di donne reali e non ancora metafore cyborg in attesa dell’ennesimo decostruzionismo.
Anche alcuni contesti antispecisti, quelli più impegnati nell’approfondimento teorico, sono caduti nel sogno transumanista di una tecnologia liberatrice.
In tutto questo ovviamente la natura non esiste più. Cancellato finalmente il selvatico, dentro e fuori di noi, si scopre che l’empatia tanto decantata nei volantini patinati era esclusivamente destinata agli animali creati dall’uomo nelle selezioni per l’allevamento o per la vivisezione…
Sicuramente abbiamo scoperto che l’intossicazione del sistema, con i suoi mezzi di dissuasione e propaganda di massa, non risparmia nessun contesto, nemmeno quelli critici. Forse allora sarà da questa critica che sarà necessario ripartire, ma dovremmo prima capire che direzione sta prendendo: se verso le braccia cyborg del dominio o verso una landa selvaggia dove la liberazione è ancora possibile.

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Processo d’Appello contro Silvia, Billy e Costa Torino, 15 Febbraio 2017

Questa mattina si è svolta l’udienza di appello contro Silvia, Billy e Costa.
Nelle motivazioni di sentenza di 1° grado era stata evidenziata una non procedibilità per difetto di giurisdizione che si può appellare solo per Cassazione. E’ stato quindi respinto l’appello del PM e rinviato alla Cassazione per la decisione definitiva.
La Cassazione dovrà pronunciarsi sulla validità dell’appello, se non sarà ritenuto valido il tutto finirà in niente, diversamente si tornerà al processo d’appello.

In vista del processo ci troviamo a sostenere numerose spese legali, chiediamo a tutte e tutti supporto con iniziative benefit e donazioni al conto corrente postale intestato a Marta Cattaneo codice IBAN: IT11A0760111100001022596116,
dall’estero: Codice BIC BPPIITRRXX
specificare la causale: solidarietà a Silvia Billy Costa

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Processo d’Appello contro Silvia, Billy e Costa – Torino, 15 Febbraio 2017

Questa mattina si è svolta l’udienza di appello contro Silvia, Billy e Costa.
Nelle motivazioni di sentenza di 1° grado era stata evidenziata una non procedibilità per difetto di giurisdizione che si può appellare solo per Cassazione. E’ stato quindi respinto l’appello del PM e rinviato alla Cassazione per la decisione definitiva.
La Cassazione dovrà pronunciarsi sulla validità dell’appello, se non sarà ritenuto valido il tutto finirà in niente, diversamente si tornerà al processo d’appello.

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Silvia, Costa e Billy, fissata la data per il processo di appello

La Corte d’Appello del tribunale di Torino ha fissato per il 15 Febbraio l’udienza per il ricorso presentato dal PM Arnaldi di Balme.
Lo scorso Marzo al processo di primo grado era stata emessa sentenza di improcedibilità sul caso, considerato il principio denominato “Ne bis in idem”, ovvero il non poter processare due volte un imputato per lo stesso fatto.
La Procura di Torino non contenta dell’esito svizzero che ci aveva visto condannati per il fatto specifico e assolti per l’importazione di materiale esplodente e non contenta di non aver trovato alcuna organizzazione in Italia e neanche altrove, aveva chiuso l’indagine tutta concentrata al 270 bis (associazione sovversiva con finalità di terrorismo) e aveva chiesto invece il rinvio a giudizio per tutti e tre con le seguenti accuse: “art.110, 280 c.p. … perchè in concorso tra loro, a nome dell’ELF-Earth Liberation Front, movimento ispirato all’ecologismo radicale, per finalità di terrorismo, compivano atti diretti a danneggiare cose mobili o immobili altrui, mediante l’uso di dispositivi esplosivi o comunque micidiali”, art.110, 81,61 c.p. … perché in concorso tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso… illegalmente detenevano e portavano in luogo pubblico, trasferendo dalla Valchiusella a Bergamo e quindi in Svizzera il seguente materiale esplosivo atto all’impiego… art.110, 648 c.p. … perché in concorso tra loro… conoscendone la provenienza delittuosa, ricevevano da soggetti rimasti ignoti il materiale per ordigni esplosivi… prevento di sottrazione illecita ai danni di una delle imprese rimasta non identificata che, autorizzata all’utilizzo di esplosivi.” Accuse aggravate della finalità di terrorismo.

L’udienza si terrà alle 9.00 presso il tribunale in Corso Vittorio Emanuele II a Torino

Con sentenza recente irrevocabile la Procura di Brescia (competente per territorio) ha chiesto e ottenuto per Silvia e Costa che la sentenza di condanna svizzera venisse riconosciuta dallo stato italiano come precedente e quindi utile in caso di recidiva.

Per chi volesse approfondire rimandiamo alla lettura della pubblicazione ”Solidarietà e complicità”, raccolta di testi intorno al tentativo di sabotaggio del centro IBM sulle nanotecnologie in Svizzera e sulla solidarietà espressa quando la repressione ha avuto la meglio.

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Appello della procura di Torino contro Silvia, Billy e Costa

La Procura di Torino, nelle vesti del procuratore Arnaldi Di Balme, non contenta della sentenza di improcedibilità per il “Ne bis in idem”, il non poter condannare per lo stesso reato, quindi non dover procedere per difetto di giurisdizione per Silvia, Billy e Costa, ritorna alla carica ricorrendo in appello con tutta la giurisprudenza del caso riportandoli verso un nuovo processo.
Ancora una volta il procuratore insiste sul fatto che una parte del tentativo di attacco alla multinazionale IBM da compiersi in Svizzera sarebbe stato pianificato in Italia con il relativo trasporto di materiali esplodenti. A dimostrazione del tutto ci sarebbe la partecipazione di Silvia, Billy e Costa alla Coalizione contro le nocività, esperienza di lotta che, negli anni della sua attività, ha creato un’attiva progettualità contro le biotecnologie e le nanotecnogie.
Di questi tentativi repressivi niente di che stupirsi, la giurisprudenza è costruita appositamente per reprimere contesti critici e di lotta verso questo sistema di sfruttamento.
Per noi resta invece ben chiara la necessità di disfarsi di questo sistema ecocida con i suoi bracci armati chiamati scienza e ricerca.
Per chi volesse approfondire rimandiamo alla lettura della pubblicazione “Solidarietà e complicità”, raccolta di testi intorno al tentativo di sabotaggio del centro IBM sulle nanotecnologie in Svizzera e sulla solidarietà espressa quando la repressione ha avuto la meglio.

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Sentenza processo Billy Silvia Costa

Questa mattina presso il Tribunale di Torino c’è stata la lettura della sentenza per Silvia, Billy e Costa, già condannati in Svizzera per possesso, trasporto e ricettazione di esplosivo per il tentativo di attacco al centro di ricerche nano-tecnologiche IBM a Zurigo a firma Earth Liberation Front Switzerland. Il processo elvetico si concluse con la condanna tra i tre anni e quattro mesi e tre anni e otto mesi.
La procura di Torino, imbastendo un caso tutto italiano, aveva chiesto pene fino a 5 anni e 6 mesi per i medesimi reati. Il tribunale si è espresso con
l’improcedibilità per il “Ne bis in idem”, non poter condannare per lo stesso reato, quindi il non dover procedere per difetto di giurisdizione.

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SOLIDARIETA’ E COMPLICITA’ Note intorno al tentativo di attacco all’IBM in Svizzera di Silvia Billy Costa e al processo in Italia

Libro pagine 72, euro 5

INDICE
Introduzione
La repressione in Italia e la lotta che non si arrende
Dalla Svizzera la solidarietà si allarga
Parole dalle carceri svizzere
Dichiarazione davanti al Tribunale Penale Federale di Bellinzona
Marco Camenisch: quando l’ecologismo radicale è una vita di lotta

INTRODUZIONE
Nelle numerose iniziative solidali organizzate negli ultimi mesi in tanti spazi un pò ovunque in Italia, abbiamo sentito la mancanza di uno strumento cartaceo che raggruppasse alcuni testi solidali, la nostra dichiarazione processuale e le numerose iniziative messe in campo così come le azioni dirette compiute nell’arco di tempo della nostra carcerazione. Una raccolta di testi che, chiaramente, non hanno lo scopo di fare dell’autocelebrazione o del personalismo ma che, attraverso il ripercorrere quella “stagione”, vuole provare a (ri)tracciare quel solco che rappresenta la continuità di una lotta dentro e fuori, prima, durante e dopo la nostra carcerazione. Una lotta che è anche ricerca di senso e di comprensione di quello che sono state e sono delle pratiche, le quali, a loro volta, rappresentano tanti percorsi tra loro diversi, ma che in quel momento hanno saputo intrecciarsi.
Rilanciare, attraverso il materiale raccolto e unito in questa pubblicazione, le ragioni per cui continuiamo a ritenere necessario lottare contro questo tecno-totalitarismo. In tempi di Green Economy la parola chiave è “ecosostenibilità”. Pensiamo che solo attraverso una critica radicale sia possibile smascherare questa finzione e rimanere lucidi davanti al continuo spuntare di alternative “eco/animal-friendly” con cui questo sistema economico-sociale di oppressione e saccheggio và riformulandosi, usandole come specchietti per allodole. Lucidi nel capire che il problema non risiede nelle “mele marce” della produzione industriale, le “cattive multinazionali”, o nell'”avidità” del consumismo imperante da contrastare con un consumismo critico e consapevole, ma quanto nelle basi stesse su cui si formula questa società: la necessità di controllare e dominare l’intero esistente, i suoi processi, gli ecosistemi, le comunità umane e gli altri animali.
Come scriveva Ted Kaczynski in “Colpisci dove più nuoce” ci sono aspetti dove il sistema non farà mai marcia indietro perchè vitali per la sua stessa sopravvivenza. Se al tempo in cui Kaczynski scriveva questi aspetti erano principalmente le biotecnologie, lo sviluppo della ricerca su scala nanometrica dell’ultima decade ha permesso l’accesso a quello che sono i “mattoni della materia”, la sostanza di tutte le scienze. Si è posto in questo modo la base per ottenere un’unità materiale a scala nanometrica, questa unisce ambiti che prima erano separati, un atomo di carbonio si trova in ogni organismo vivente come nella materia inerte: lavorando a scala nanometrica si può unire un organismo vivente a una materia artificiale. Dalla modificazione di elementi viventi si è arrivati anche alla riprogettazione e ricostruzione in laboratorio di parti biologiche fino a parlare di nuovi organismi: la biologia sintetica. La convergenza di nanotecnologie, biotecnologie, informatica, scienze cognitive, con il loro portato di cambiamento sul mondo, è il fronte che non possiamo non considerare in una critica radicale e in una lotta che vuole andare a colpire, attaccandola alla radice, la distruzione ecologica senza precedenti del pianeta e la degradazione dell’essere umano, con la comprensione che il mondo del presente e del domani si stà giocando qua, nella convergenza degli apparati scientifici di dominio.
Nodi cruciali e fondamentali per il sistema non significa che essi siano irraggiungibili e soprattutto inattaccabili. La repressione non starà di certo a guardare chi vuole contrastare tutto questo. Forse, in questo senso, sarebbero da rivedere alcuni approcci che abbiamo nei confronti della repressione: invece di affermare che “la repressione non ferma la lotta” dovremmo forse pórci il problema di “come continuare la lotta con la repressione”. Il primo approccio ha un pò il sapore di rincorrere l’emergenza, rispondere alla repressione quando la repressione è avvenuta. L’altro approccio è il considerare la repressione come ovvia conseguenza di una critica e di una lotta radicale. Un approccio diverso per evitare che tra un momento repressivo e l’altro tutto sia da rifare da capo, ma ponendosi già in una continuità, rendendo la lotta una realtà concreta e più forte se si è già pensato a come mantenerla viva e a come portare avanti ciò che è stato interrotto.
Dal momento della scarcerazione in Svizzera tanti sono stati gli incontri un po’ in tutta Italia con discussioni, dibattiti, proiezioni, sulle scienze convergenti ed ecologismo radicale. Sta certamente nascendo un interesse verso queste questioni, ma dal confronto faticano ad emergere in generale prospettive di lotta.
Con questo libro vorremmo dare degli spunti che sappiano andare oltre al nostro momento repressivo e che sappiano sviluppare significati e intrecciare le parole al terreno delle pratiche. Parole e pratiche che nella leggerezza e frenesia di questi tempi sappiano essere dense nei contenuti e ferme nella direzione di un conflitto. Che si pongano ostinatamente contro ogni recuperabilità. Che arrivino ad esprimere quella tensione a lottare fino in fondo contro un sistema sempre più schiacciante e mortifero per ogni essere vivente e l’intero pianeta.
Billy, Silvia e Costa

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