La nanotecnologia si riferisce alla manipolazione della materia sulla scala del nanometro (1 miliardesimo di metro). Scienza su nanoscala che opera nel regno dei singoli atomi e molecole. Allo stato attuale le nanotecnologie coinvolgono la scienza dei materiali: le modificazioni a livello atomico portano numerose modifiche delle proprietà dei materiali, che si fanno più forti e più durevoli.
Con le nanotecnologie è possibile creare e modificare in laboratorio quasi qualsiasi tipo di materiale, robot minuscoli per la nanomedicina, chip sempre più piccoli e veloci, RFID (Etichette a radio frequenza) per tracciare nei loro spostamenti merci e qualsiasi essere vivente.
Governi e industrie hanno investito enormemente nelle nanotecnologie, tanto da farne la piattaforma strategica per il controllo globale di ogni produzione e settore: alimentare, sanitario, informatico, controllo sociale e militare. Un pilastro portante della Green Economy del XXI secolo.

Torino: Salus, Scientia e tanta pecunia – Solo geni ed identità digitali

Torino: Salus, Scientia e tanta pecunia

Il Parco della Salute, futuro polo scientifico-didattico e ospedaliero, dopo innumerevoli zuffe di palazzo, avrà sede in zona Lingotto. Promesse di miracoli nell’healthcare di eccellenza e non solo. Avviati gli sgomberi di fastidiosx migrantx all’ex Moi, la Regione Piemonte si spertica cercando di concretizzare chances di attrazione sul territorio nella spasmodica ricerca di investitori privati e di un advisor qualificato in consulenza legale e finanziaria. Imprenditori e imprenditrici del mondo della progettazione, del management e della costruzione sono in trepidante attesa per costituire le associazioni di impresa ed esser candidatx al progetto definitivo. Tutto un fermento insomma.

Ma il cosiddetto Parco della Salute apre i suoi futuri cancelli a Scienza e Innovazione già qualche chilometro prima, in perfetta linea retta, nel quartiere San Salvario. su cui i progetti di riqualificazione si sprecano, quelli di ampliamento della sede di biotecnologie anche. Salute+Scienza=Soldi, tanti.

Il business della vita, mercificata, smembrata, ingegnerizzata, annientata, ottimizzata, algoritmizzata, qualsiasi sia la sua forma e specie, è un trend in crescendo al ritmo frenetico ed esaltato dell’incedere tecnologico.

Proprio in San Salvario, all’ombra del quasi ultimato nuovo centro di biotecnologie e medicina traslazionale (con immancabili nuovi stabulari per topi e maiali), a più riprese sono comparsi qua e là un po’ di volantini.

Solo geni ed identità digitali

La dimensione ludica della tecnologia nasconde il volto invasivo ed opprimente del controllo e la conseguenza -già ampiamente concreta- della perdita del confine tra reale e virtuale.

A Torino il Parco della Salute, della Ricerca e dell’Innovazione è in via di costruzione ed ha già fatto sì che parte dei locali dell’Ex Moi venissero sgomberati e che, sull’onda dell’entusiasmo per le sorti della medicina rigenerativa, si inaugurasse anche la fabbrica delle cellule, la Cell Factory, cioè una Officina Farmaceutica nel Centro di Biotecnologie Molecolari dell’Università, dove una cinquantina tra docenti, ricercatori ed altri servi della scienza seguitando, produce cellule staminali umane epatiche ed in futuro -ovviamente- non sono escluse pure altre applicazioni.

E siamo anche in attesa che siano ultimati, presso l’ex scalo Vallino, i lavori del nuovo incubatore di ricerca biotecnologica, prima fase del Clinical Industrial Research Park, centro biotecnologico e di medicina traslazionale. Università, industria, start-up e spin-off ingorde di cavie animali e umane.

Una volta di più le manipolazioni sintetiche della natura vengono fatte passare per salvifiche per imporre un mondo totalizzante e devastato, sempre più nelle mani di chi ha investimenti e brevetti, in cui dalla nascita alla morte -che non deve più esistere, lasciando quindi la vita senza senso- non è presente più libertà e possibilità di autogestirsi la salute ed ogni proprio vissuto, facendo di noi degli animali sempre più integrati con pezzi di macchine, con protesi ed appendici bio e nanotecnologiche, assegnando valore a noi stessx solo in qualità di geni ed identità digitali.

I dati che -volontariamente o meno- immettiamo nel sistema virtuale sono merci per tutte le aziende che li utilizzano per i propri profitti, ad esempio i dati sanitari prima della Lombardia e poi della penisola italiaca tutta verranno regalati ad IBM per il suo Watson Health, un supercomputer in cloud basato su un sistema di intelligenza artificiale, la tecnologia cognitiva che impara e sa rispondere alle domande poste in linguaggio naturale.

In cambio c’è l’impegno della multinazionale delle scienze convergenti a forti investimenti finalizzati a creare un grande centro di ricerca europeo, da far sorgere a Milano. Non un centro di ricerca qualsiasi, ma uno destinato ad ospitare proprio Watson Health, in una città che ha appena visto sfumare la possibilità di ospitare l’Agenzia del farmaco e che ora anela alla sede centrale del tribunale unificato dei brevetti, nell’attesa di vedere sorgere lo Human Technopole sulle ceneri nauseabonde di Expo 2015.

Sempre più, nell’era tecnologica, ogni forma vivente deve rappresentare un business in una corsa sfrenata ad accaparrarsi dati, luoghi, organismi viventi e in progettazione, vegetali, chimere, animali umani e non. Brevetti e algoritmi. Tutto il vivente appare sempre più manipolabile, sempre più intrappolato nell’ottica di dominio e controllo a fini di mercificazione, maggiore rendimento e produttività.

Niente e nessunx esclusx.

Animalx

In cassazione si conclude la vicenda processuale contro Silvia, Billy e Costa

In cassazione si conclude la vicenda processuale contro Silvia, Billy e Costa

Dopo cinque anni di udienze si è concluso in questi giorni a Roma il processo in cassazione contro Silvia, Billy e Costa accusati dalla Procura della repubblica di Torino di trasporto e ricettazione di esplosivi tra l’Italia e la Svizzera con finalità di terrorismo.
Dal momento in cui Silvia, Billy e Costa avevano terminato di scontare le pene inflitte nel processo in Svizzera, la Procura di Torino, nelle vesti del Procuratore Arnaldi Di Balme, ha cercato di imbastire un processo prima per associazione sovversiva (coinvolgendo anche altre persone facenti parte della Coalizione contro le nocività) e successivamente, con più appelli, ha cercato di dimostrare che un pezzo del tentativo del sabotaggio in Svizzera fosse stato preparato in Italia, perlomeno nel recupero e trasporto dei materiali necessari.
La cassazione ha invece confermato la precedente sentenza di improcedibilità secondo il principio “Ne bis in idem”, ovvero non poter giudicare una persona più volte per lo stesso reato, appellandosi dunque ad un principio di difetto di giurisdizione.
Per chi volesse approfondire rimandiamo alla lettura della pubblicazione “Solidarietà e complicità”: raccolta di testi intorno al tentativo di sabotaggio del centro IBM sulle nanotecnologie in Svizzera e sulla solidarietà espressa da realtà di movimento anche a livello internazionale.

www.silviabillycostaliberi.noblogs.org

È USCITO IL QUINTO NUMERO DEL GIORNALE ECOLOGISTA RADICALE L’URLO DELLA TERRA

In questo numero:

Monsanto-Bayer matrimonio criminale
Ecologismo e transumanismo connessioni contro natura
Dove trans-xeno-femminismo, queer e antispecismo incontrano la tecnoscienza
Il cyborg: una metafora che si incarna, un dispositivo di potere e la fine di ogni liberazione
Vaccini: armi di distruzione di massa
G7 agricoltura: affari, controllo e dominio
Come sbancarsi la vita la fondazione Mach in Trentino
Non una semplice isola
Loro hanno paura di noi perchè noi non abbiamo paura di loro
La riproduzione artificiale dell’umano di Alexis Escudero – Ortica edizioni, 2016
Salti nella notte…
Disarticolare il mondo dell’autorità

EDITORIALE:
In tanti anni che lavoriamo su questioni come l’ecologismo, le nocività e la tecnologia, abbiamo sempre pensato che il punto di partenza, preliminare ad ogni percorso di lotta, fosse quello di chiarire, tra le varie posizioni critiche, chi questo sistema di sfruttamento lo vuole combattere e chi invece lo rafforza alimentandolo, costruendogli possibili scappatoie.
Parlando di nocività, per esempio, il lavoro svolto da gran parte dell’ambientalismo e da certo ecologismo è il caso sicuramente più emblematico e significativo su come il sistema non solo abbia recuperato delle istanze, ma su come sia riuscito a intervenire e trasformare la realtà in nome di queste. Negli anni si è aggiunto anche l’animalismo e gran parte dell’antipecismo.
Abbiamo però dato per scontato che certi ambienti più sensibili con idee radicali verso le trasformazioni di questo mondo fossero perlomeno più fermi nel considerare e riconoscere certi processi come manifestazioni del potere. La scienza può forse essere considerata neutrale in questi tempi? Eppure in tante/i hanno posto dei seri dubbi sulla non neutralità.
In vari mesi di presentazioni del giornale, ma anche dei nostri progetti legati alla critica delle tecno-scienze, non avremmo pensato di uscirne così sconfortate/i. Sconforto perchè è come se tutto un lavoro passato non fosse stato compreso fino in fondo. Ci siamo interrogate/i sul perchè di una simile situazione. Forse è per il modo con cui è stata criticata la tecnologia e un certo progresso in certi contesti senza andare a fondo nel problema, pensiamo al nucleare: basta soffermarsi solo sull’aspetto radioattivo delle scorie o su come questa tecnologia sia calata dall’alto? Per il primo aspetto potranno propinarci una “soluzione” per lo stoccaggio delle scorie e per il secondo aspetto potranno far diventare il nucleare una “partecipazione”: non potendone uscire bisogna imparare a conviverci e a cogestirlo insieme alle compagnie energetiche… Aspetti parziali che non tengono conto della complessità di una nocività radioattiva, sociale, ecologica…
La critica alla tecnologia fatta solo ed esclusivamente perchè questa è una manifestazione del potere, se può in un primo momento sembrare positiva, ha dei limiti perchè di fatto ha portato a un allentamento del pensiero, a tanti slogan e luoghi comuni acritici.
Nel confronto, spesso anche scontro acceso, tra le varie posizioni, pensavamo di trovare convinte/i tecnofile/i solo tra i soliti ambienti di sinistra, fiduciosi nel progresso sempre e comunque, anche se nucleare o nanotecnologico. O in certi ambienti polverosi fermi con analisi ottocentesche che, anche se nel mentre siamo arrivate/i alla cibernetica e alle figlie in provetta, loro cercano ancora la borghesia… Invece abbiamo scoperto ambienti libertari difensori del transumanesimo, arrivando addirittura a distinguerne uno di destra e uno libertario-anarchico, tanto da ipotizzare di impossessarsi dei Big Data (i pseudo dibattiti sul transumanismo pubblicati su “Umanità Nova”).
Abbiamo visto dei contesti femministi, anche libertari, sostenere le tesi dello xenofemminismo e la riproduzione artificiale dell’umano, usando come motivazione tutti gli stereotipi degli ambienti accademici pro-scienza, arrivando a giustificare i più controversi processi della tecno-scienza, distruggendo così in un colpo solo anni di lotte di donne reali e non ancora metafore cyborg in attesa dell’ennesimo decostruzionismo.
Anche alcuni contesti antispecisti, quelli più impegnati nell’approfondimento teorico, sono caduti nel sogno transumanista di una tecnologia liberatrice.
In tutto questo ovviamente la natura non esiste più. Cancellato finalmente il selvatico, dentro e fuori di noi, si scopre che l’empatia tanto decantata nei volantini patinati era esclusivamente destinata agli animali creati dall’uomo nelle selezioni per l’allevamento o per la vivisezione…
Sicuramente abbiamo scoperto che l’intossicazione del sistema, con i suoi mezzi di dissuasione e propaganda di massa, non risparmia nessun contesto, nemmeno quelli critici. Forse allora sarà da questa critica che sarà necessario ripartire, ma dovremmo prima capire che direzione sta prendendo: se verso le braccia cyborg del dominio o verso una landa selvaggia dove la liberazione è ancora possibile.

Per contatti e richieste:
urlodellaterra@inventati.org
www.resistenzealnanomondo.org

3 euro a copia più spese di spedizione 1,30 euro
Per i distributori minimo 5 copie: 2 euro a copia più spese di spedizione 1,30 euro
Spese di spedizione per l’estero: 5,50 euro

NUOVO CONTO TEMPORANEO
Postepay n. 4023600652318587
Intestata a Guerini N.
Specificare la causale L’Urlo della Terra

Processo d’Appello contro Silvia, Billy e Costa Torino, 15 Febbraio 2017

Questa mattina si è svolta l’udienza di appello contro Silvia, Billy e Costa.
Nelle motivazioni di sentenza di 1° grado era stata evidenziata una non procedibilità per difetto di giurisdizione che si può appellare solo per Cassazione. E’ stato quindi respinto l’appello del PM e rinviato alla Cassazione per la decisione definitiva.
La Cassazione dovrà pronunciarsi sulla validità dell’appello, se non sarà ritenuto valido il tutto finirà in niente, diversamente si tornerà al processo d’appello.

In vista del processo ci troviamo a sostenere numerose spese legali, chiediamo a tutte e tutti supporto con iniziative benefit e donazioni al conto corrente postale intestato a Marta Cattaneo codice IBAN: IT11A0760111100001022596116,
dall’estero: Codice BIC BPPIITRRXX
specificare la causale: solidarietà a Silvia Billy Costa

Per contatti:
www.silviabillycostaliberi.noblogs.org

Processo d’Appello contro Silvia, Billy e Costa – Torino, 15 Febbraio 2017

Questa mattina si è svolta l’udienza di appello contro Silvia, Billy e Costa.
Nelle motivazioni di sentenza di 1° grado era stata evidenziata una non procedibilità per difetto di giurisdizione che si può appellare solo per Cassazione. E’ stato quindi respinto l’appello del PM e rinviato alla Cassazione per la decisione definitiva.
La Cassazione dovrà pronunciarsi sulla validità dell’appello, se non sarà ritenuto valido il tutto finirà in niente, diversamente si tornerà al processo d’appello.

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Silvia, Costa e Billy, fissata la data per il processo di appello

La Corte d’Appello del tribunale di Torino ha fissato per il 15 Febbraio l’udienza per il ricorso presentato dal PM Arnaldi di Balme.
Lo scorso Marzo al processo di primo grado era stata emessa sentenza di improcedibilità sul caso, considerato il principio denominato “Ne bis in idem”, ovvero il non poter processare due volte un imputato per lo stesso fatto.
La Procura di Torino non contenta dell’esito svizzero che ci aveva visto condannati per il fatto specifico e assolti per l’importazione di materiale esplodente e non contenta di non aver trovato alcuna organizzazione in Italia e neanche altrove, aveva chiuso l’indagine tutta concentrata al 270 bis (associazione sovversiva con finalità di terrorismo) e aveva chiesto invece il rinvio a giudizio per tutti e tre con le seguenti accuse: “art.110, 280 c.p. … perchè in concorso tra loro, a nome dell’ELF-Earth Liberation Front, movimento ispirato all’ecologismo radicale, per finalità di terrorismo, compivano atti diretti a danneggiare cose mobili o immobili altrui, mediante l’uso di dispositivi esplosivi o comunque micidiali”, art.110, 81,61 c.p. … perché in concorso tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso… illegalmente detenevano e portavano in luogo pubblico, trasferendo dalla Valchiusella a Bergamo e quindi in Svizzera il seguente materiale esplosivo atto all’impiego… art.110, 648 c.p. … perché in concorso tra loro… conoscendone la provenienza delittuosa, ricevevano da soggetti rimasti ignoti il materiale per ordigni esplosivi… prevento di sottrazione illecita ai danni di una delle imprese rimasta non identificata che, autorizzata all’utilizzo di esplosivi.” Accuse aggravate della finalità di terrorismo.

L’udienza si terrà alle 9.00 presso il tribunale in Corso Vittorio Emanuele II a Torino

Con sentenza recente irrevocabile la Procura di Brescia (competente per territorio) ha chiesto e ottenuto per Silvia e Costa che la sentenza di condanna svizzera venisse riconosciuta dallo stato italiano come precedente e quindi utile in caso di recidiva.

Per chi volesse approfondire rimandiamo alla lettura della pubblicazione ”Solidarietà e complicità”, raccolta di testi intorno al tentativo di sabotaggio del centro IBM sulle nanotecnologie in Svizzera e sulla solidarietà espressa quando la repressione ha avuto la meglio.

Per contatti:
www.silviabillycostaliberi.noblogs.org

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Appello della procura di Torino contro Silvia, Billy e Costa

La Procura di Torino, nelle vesti del procuratore Arnaldi Di Balme, non contenta della sentenza di improcedibilità per il “Ne bis in idem”, il non poter condannare per lo stesso reato, quindi non dover procedere per difetto di giurisdizione per Silvia, Billy e Costa, ritorna alla carica ricorrendo in appello con tutta la giurisprudenza del caso riportandoli verso un nuovo processo.
Ancora una volta il procuratore insiste sul fatto che una parte del tentativo di attacco alla multinazionale IBM da compiersi in Svizzera sarebbe stato pianificato in Italia con il relativo trasporto di materiali esplodenti. A dimostrazione del tutto ci sarebbe la partecipazione di Silvia, Billy e Costa alla Coalizione contro le nocività, esperienza di lotta che, negli anni della sua attività, ha creato un’attiva progettualità contro le biotecnologie e le nanotecnogie.
Di questi tentativi repressivi niente di che stupirsi, la giurisprudenza è costruita appositamente per reprimere contesti critici e di lotta verso questo sistema di sfruttamento.
Per noi resta invece ben chiara la necessità di disfarsi di questo sistema ecocida con i suoi bracci armati chiamati scienza e ricerca.
Per chi volesse approfondire rimandiamo alla lettura della pubblicazione “Solidarietà e complicità”, raccolta di testi intorno al tentativo di sabotaggio del centro IBM sulle nanotecnologie in Svizzera e sulla solidarietà espressa quando la repressione ha avuto la meglio.

www.silviabillycostaliberi.org