Questa tecnologia rappresenta l’apice del controllo dei processi biologici dalla nascita alla morte e della manipolazione degli organismi viventi: sottoposti alla tecnica dell’ingegneria genetica diventano oggetto di sperimentazione per la ricerca scientifica e nuova merce per soddisfare gli interessi delle multinazionali dell’agri-business e chimico-farmaceutiche.
Le biotecnologie comprendono una varietà di tecniche: tecnologia del DNA ricombinante, terapie genetiche, che implicano la manipolazione di organismi viventi (compresi colture di cellule e tessuti) fino alla loro clonazione. I ricercatori nei loro laboratori ingegnerizzano dai microorganismi, alle piante, animali fino a mappare geneticamente interi ecosistemi grazie anche alle sempre più potenti tecnologie informatiche.
Dalla pannocchia di mais fino alla linea germinale umana, niente sfugge dall’assalto al vivente dell’ingegneria genetica. Questa porta una distruzione irreversibile della biodiversità, di antichi saperi e un immenso potere sul controllo delle sementi e della produzione alimentare mondiale. Le monocolture ogm e la selezione genetica vengono imposte prima nei campi e negli screening genetici, per poi diventare l’unico modello di esistenza possibile.

Summit della Sigularity University

Summit della Sigularity University
Il transumanesimo è già qui

Il movimento transumanista sorge negli stati Uniti, nella Silicon Valley, alla fine degli anni 80, tra i fondatori dell’associazione transumanista mondiale, oggi nota con il nome di Humanity+ e tra i fondatori, finanziatori, dirigenti transumanisti di numerose fondazioni, istituti, start-up, progetti di ricerca e aziende di importanza internazionale abbiamo Natscha e Max More, Nick Bostrom, David Pearce, Peter Diamantis, David Orban, Ray Kurzweill, che ha preso il termine Singolarità dalla fisica, per citare i nomi più conosciuti.
Non è semplice dare un breve panorama delle origini di questa ideologia, queste ci portano al lontano 1883 quando appare per la prima volta il termine eugenetico da Galton, al discorso di Huxley sul suo credo transumanista di trascendenza dell’umano, al paradigma cibernetco, originatosi durante la guerra in campo militare, che riduce il soggetto a una somma di informazioni, a un programma che si può decifrare e quindi modificare come una macchina, per arrivare allo sviluppo della biologia molecolare, alle bio e nanotecnologie, alla ridefinizione dell’umano in termini antropotecnici.
Il transumanesimo mira a potenziare l’umano attraverso la tecnologia e a liberarlo dai vincoli della biologia fino a un’ibridazione con le macchine, per arrivare a una trasformazione nano-bio-tecnologica dell’essere umano: il cyorg, il post-humano. Considerando l’umano quindi come infinitamente modificabile, ingegnerizzabile e per sua stessa ontologia ibridativo che si co-costruisce con la tecnologia, distruggendo così i confini tra natura e tecnica, tra vivente e macchina.
La cosa importante da sottolinerare è che il transumanesimo non è una tendenza di alcuni eccentrici ricercatori marginali, di filosofi che confondono la realtà con i propri sogni, non è un mero delirio prometeico, per ricordare il dislivello prometeico di Gunther Anders, così come non è un effetto collaterale, ma è l’approdo dello sviluppo tecnologico, è l’ideologia della convergenza tra biotecnologie, nanotecnologie, informatica, neuroscenze.
L’ideologia transumanista si incarna nei centri di ricerca, nei colossi come Google, IBM, Microsoft, nelle multinazionali agro-alimentari, farmaceutiche e biotecnologiche.
La Singularity University non è una semplice università, è una delle maggiori espressioni del transumanesimo, ne escono i più importanti dirigenti e ricercatori mondiali, alcuni di loro confluiscono poi al MIT (Massachusetts Institute of Technology), una delle più importanti università di ricerca al mondo; nella DARPA, una agenzia governativa del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per lo sviluppo di nuove tecnologie per uso militare; in Google; in Microsoft, solo per citarne alcune… Tra i maggiori finanziatori della Singularity University vi sono compagnie come Google conosciuta per l’informatica ma meno per i suoi investimenti anche nella ricerca genetica.
In Italia ci sono due sedi dell’Università della Singolartà: una a Milano e l’altra a Roma. Questa università fa da consulenza per settori come quello della difesa, della sicurezza, della biomedicina, per tutti settori di punta a livello di sviluppo e di ricerca. Il transumanesimo influenza così profondamente i vari governi nello sviluppo delle scienze convergenti, non è un caso ad esempio che un partner di alcuni Summit sia la Vodafone, in prima fila con la sua propaganda per la rete 5G che permetterà il passaggio definitivo all’internet delle cose e al così detto “pianeta intelligente” di IBM. Il Summit rappresenta questa convergenza di settori e di ricerche di alto livello ed è la vetrina della loro propaganda.
I Summit vengono organizzati in più parti del mondo, l’8 e 9 ottobre e Milano e l’11 e 12 novembre ad Atene.Lo slogan del prossimo a Milano è: “Progetta il futuro. Costruisci il futuro. Sii il futuro.” Un futuro che sta già diventando il presente.
La loro propaganda si basa sulla retorica di poter far fronte ai disastri climatici, siccità, carenze alimentari, estinzione delle specie, all’aumento di sterilità, di poter sconfiggere le malattie con un accelerazione tecno-scientifica che potrà cancellare le disuguaglianze sociali. Tutto questo sostituendo un mondo naturale, compromesso sempre di più, con un mondo artificiale, informatizzato, e bio-nanotecnologico. In questo mondo i corpi, gli elementi naturali, non costituiscono più un fondamento indisponibile ma divengono scomponibili, manipolabili e ingegnerizzabili.
Significativo è notare che dai loro stessi discorsi emerge che le tecno-scienze e la visione transumanista cambieranno profondamente e radicalmente il modo in cui le persone percepiranno il mondo attorno a loro e la loro vita. La loro strategia mira a far si che le persone abbiano sempre più familiarità con concetti come terapia genica, intelligenza artificiale, editing genetico, così sarà più semplice creare un’accettazione sociale per tutti questi sviluppi.
In alcune circostanze, come ad una conferenza di Roberto Cingolani, dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, dove presentava il suo robot umanoide, c’è la tendenza a sottolineare che le loro ricerche non hanno applicazioni militari e a distanziarsi dai transumanisti più estremi come Kurzweill, in realtà è mera propaganda, ben sappiamo che portano avanti la stessa idea e distruzione di mondo e sappiamo bene che dai laboratori per la salute pubblica possono uscire innovative nanoarmi o sofisticati sistemi di controllo.
Purtroppo, a parte poche eccezioni, non è presente una critica al transumanesimo, questo perché non viene compreso, viene considerato come un mito, come un qualcosa di astratto o di futuristico.
Noi proprio per evitare questi fraintendimenti, non ci incentriamo su quello che ancora non c’è, come quando avevamo molti anni fa iniziato a parlare di nanotecnologie, non parlavamo del rischio della catastrofe del “Gray goo”, cioè della replicazione incontrollata di nanorobot, così per il transumanesimo non ci incentriamo sui progetti di crioconservazione del cervello o sulla trasposizione del cervello in un computer, ma di quello che è già presente.
Le logiche del transumanesimo – superamento dei limiti, miglioramento e potenziamento dell’uomo, riprogettazione e artificializzazione del vivente – non sono mere speculazioni astratte, ma diventano ricerche, chimere transgeniche, droni militari, nuovi apparati della smart city, Procreazione Medicalmente Assistita e editing genetico…
Se pensiamo agli esoscheletri per i tetraplegici che possono essere usati anche per potenziare le prestazioni dei soldati, capiamo bene quanto è sottile il confine tra cura e potenziamento dell’umano. Forse nessuno si amputerà gambe sane per mettersi delle protesi che aumenteranno le prestazioni, a parte forse qualche eccentrico ricercatore, ma le idee dell’implementazione, del potenziamento continuo, della modifica del corpo, da tempo si fanno strada nell’immaginario e nei desideri delle persone. Prima della sostituzione di parti del nostro corpo, il telefono cellulare è già un’inseparabile protesi, dalla tasca al polso con l’auricolare senza fili perennemente connesso, ecco, il passaggio al chip sottopelle non è così lontano.
La salute “perfetta”, il bambino “perfetto”, un continuo adattamento a un mondo tecnico, dalla diagnosi pre-impianto alla medicina rigenerativa, questo non rappresenta solo una medicalizzazione che si estende a ogni fase della vita, ma rappresenta il potere illimitato delle tecno-scienze per un continuo superamento di limiti in cui è proprio il corpo umano a costituire un limite per la piena perfettibilità.
La procreazione medicalmente assistita rappresenta il cavallo di Troia del transumanesimo perché aperta la strada alla possibilità della riproduzione artificiale, per tutti e tutte, la logica conseguenza è quella del continuo miglioramento del prodotto. La diagnosi pre-impianto con selezione genetica dell’embrione sottende logiche eugenetiche e l’uomo potenziato del transumanesimo.
Al momento ancora non abbiamo bambini modificati geneticamente, ma la soglia delle bambine editate in Cina è stata superata, ed è una soglia da cui nessuno può pensare di tornare indietro e nel mentre viene instillato il pensiero che è preferibile consegnare la procreazione in mano ai tecnici e alla tecnologia, che è bene fornire alla figlia che nascerà un’eredità genetica migliore di quella che potrebbero fornire i propri stessi gameti e che con la diagnosi pre-impianto si può essere i designer della propria figlia.
Il mondo transumanista è protagonista della rivoluzione CRISPR e non si vuole lasciare sfuggire le possibilità offerte da questa nuova tecnologia. Le manipolazioni genetiche sono in assoluto le tecnologie più promettenti afferma Roberto Manzocco, ricercatore transumanista.
Lo sviluppo delle tecno-scienze e il transumanesimo producono immaginari, desideri, bisogni, creano i paradigmi di pensiero attraverso cui guardiamo e interpretiamo il mondo e noi stesse/i determinando ciò che nella società verrà considerato come accettabile. Questa creazione di immaginario, questa visione del vivente implica quindi una trasformazione dello stesso vivente.
Difronte a queste trasformazioni epocali dovremmo comprenderne la portata e sentire la necessità e la priorità di lottare contro questo mondo macchina prima che davvero sia troppo tardi.
Un guru delle tecnoscienze ha lanciato un avvertimento ai suoi fedeli che si potrebbe estendere agli oppositori: “Non state da parte di fronte alla Singularity, avete la possibilità di dirigere il vostro sforzo nel punto di maggior impatto, l’inizio”.

Silvia Guerini, Resistenze al Nanomondo

In occasione del presidio contro il Sigularity University Summit dell’8 ottobre a Milano organizzato dal collettivo Resistenze al Nanomondo (www.resistenzealnanomondo.org) e dallo spazio di documentazione La Piralide di Bergamo (lapiralide.noblogs.org)

documento in pdf: Summit Singolarity

 

Contributo per l’incontro internazionale contro le tecno-scienze, Dino Giagtzoglou

Contributo per l’incontro internazionale contro le tecno-scienze (Italia – luglio 2019) dell’anarchico Dino Giagtzoglou, prigioniero dello stato greco.

Compagni e compagne

Inizio questa lettera con una certezza. Sono sicuro che le nostre esperienze di vita sono molto differenti, così come lo sono i punti di partenza della lotta di ognuno di noi. Penso anche che con molti di voi esistano origini ideologiche differenti e disaccordi o contrasti su questioni individuali. Ma credo fermamente che la volontà di resistere ai piani del Dominio, nati dalla consapevolezza della profonda alienazione sociale che ci aliena da noi stessi e dalla natura nel suo insieme, e la passione rivoluzionaria per la distruzione della maga-macchina del Potere ci uniscano nella visione comune di un mondo libero dalle catene della civilizzazione. Studiando una varietà di analisi, coprendo chilometri ed eliminando con la pratica gli ostacoli del linguaggio – dal momento che riconosciamo l’esistenza di una comunità in lotta per la liberazione totale – possiamo realmente mantenere la fiamma della rivolta accesa e la scommessa della rivoluzione sociale aperta. Perciò mando una caloroso saluto al collettivo Resistenze al Nanomondo e a tutti i partecipanti all’incontro internazionale contro le tecno-scienze, esprimendo in anticipo il mio desiderio di colmare le lacune nella mia conoscenza, che la mia assenza indubitabilmente causerà, studiando le vostre riflessioni, le vostre conclusioni e tutti ciò che potrete farmi arrivare attraverso le azioni e le collaborazioni che deriveranno dal vostro fermento in Italia.

Ma affrontiamo le cose per gradi. Sono 21 mesi adesso, che sono in attesa di giudizio nelle prigioni greche per aver scelto, come molti altri combattenti nel mondo, di mettere in pratica le mie idee assumendo una posizione di battaglia nella guerra sociale e combattendo contro il potere, qui ed ora. Quindi sono in prigione per aver messo in pratica le miei idee oltre i limiti consentiti dalla legge e certo non per caso. Con la ferma convinzione che la rivoluzione sarà senza legge o non sarà, volevo dare un esempio concreto – in prima persona e al momento attuale – di ciò che possa significare solidarietà rivoluzionaria, oltre le dicotomie innocente e colpevole, legalità e illegalità, offrendo rifugio ad un compagno ricercato. Questo è il motivo per cui sono sepolto sotto tonnellate di acciaio e cemento, rischiando di venire condannato per gli attacchi “terroristici” con pacchi bomba a rappresentanti della UE, dirigenti di organizzazioni economiche e agenzie di rating del credito inviati nella primavera del 2017, con i quali ho negato ogni mia correlazione fin dal mio arresto ma per i quali le probabilità di essere condannato rimangono alte. Ovviamente nessuno è mai finito in carcere soltanto per aver deciso di lottare contro l’oppressione e lo sfruttamento. La mia situazione attuale è la prova concreta che ho commesso degli errori. Errori in alcune decisioni che ho preso riguardo sia a me stesso sia ad altri individui con i quali erroneamente sentivo di condividere una lotta comune. Errori che costano dozzine di anni di prigione, errori che potrebbero essere imperdonabili, ma di certo né essi né la prigione stessa possono cancellare la mia ferma determinazione a lottare, lottare, lottare… in ogni circostanza. Perciò posso respirare soltanto attraverso gli sforzi dei compagni che si trovano fuori dalle mura e continuano la lotta. Voglio sostenere tali sforzi perché attraverso di essi ispiro, posso essenzialmente esistere; io vivo per essi! E quindi è così che vedo anche questi tre giorni.

Ma è solo questo? E’ solo un incontro tra individui e gruppi in lotta? A mio avviso, sicuramente no. Avendo studiato solo una piccola parte del lavoro di alcuni degli oratori di oggi, so che si tratta di compagni che hanno fatto uno sforzo in più nell’analisi e nella critica del moderno paradigma tecnologico e non solo… Ma voglio enfatizzare l’aggiornata critica antitecnologica sviluppata dai compagni, insieme alle lotte individuali e alle rispettabili analisi su altri temi, non solo perché ricadono nell’argomento dell’incontro odierno, ma anche perché penso che sia qualcosa che troppo spesso manchi dal nostro più ampio ambito di lotta. Sfortunatamente, la critica della tecnologia (e parlo della tecnologia più sofisticata e complessa), che non è mai neutrale, ma che al contrario rappresenta l’espressione tangibile dal potere scientificamente strutturato, è molto sproporzionata rispetto alle condizioni che essa determina su un livello ambientale, sociale, politico ed economico. E se ciò che dico sembra una critica più generale verso il fronte radicale-rivoluzionario allora è certamente una critica che si rivolge anche verso di me personalmente. Io credo che in quest’area, non per evitare l’argomento entrando in altri campi, le nostre analisi (e per “nostre” intendo appartenenti ad un contesto più generale e certamente non agli oratori dell’evento) siano estremamente indietro, e di conseguenza la nostra lotta contro il Dominio è sia inefficace che maldiretta. Queste conclusioni sono brevemente documentate, ma io riconosco gradualmente le diverse manifestazioni di questo problema, che è chiaramente visibile intorno a noi, almeno in questa terra. In Grecia i compagni (anarchici o meno) che hanno studiato le moderne tecnologie e i modi in cui queste influenzano gli esseri umani e la vita nel suo insieme sono davvero pochi. Negli ultimi anni, in ritardo ma rapidamente, osservo con grande preoccupazione e timore lo sviluppo tecnologico, cercando di sviluppare un’analisi critica dello stato attuale del mondo civilizzato del Potere e le sue varie strutture, sistemi, istituzioni e meccanismi interconnessi, cercando e studiando il pensiero dei compagni che hanno gettato una luce su questa dimensione onnipresente della dominazione, sia che i loro strumenti analitici derivino da una prospettiva di lotta di classe, di ecologismo radicale o da una visione anarchica anti-civilizzazione.

Un avvenimento recente mi ha molto preoccupato: il 19-20 novembre 2018, soltanto due mesi dopo la Fiera Internazionale di Salonicco alla quale gli USA hanno partecipato come ospiti d’onore e durante la quale è stato ratificato un protocollo d’intesa, “Memorandum of Understanding”, tra Microsoft e la più grande istituzione universitaria in Grecia, AUTH, si è tenuto nella Sala Concerti di Atene vicino all’ambasciata statunitense, per la prima volta in questo paese, uno degli incontri dell’Università della Singolarità. Il giorno successivo nello stesso luogo si è tenuta la 20° conferenza mondiale InfoCom, che è un’istituzione per le telecomunicazioni, le tecnologie dell’informazione e i media del sud-est Europa. Si tratta dell’incontro annuale di dirigenti del mercato digitale che ha lo scopo di rendere effettiva la Trasformazione Digitale nell’era GIGAbit; il tema principale era lo sviluppo delle reti 5G. Inoltre quest’anno, dal 10 al 12 gennaio 2019, ha avuto luogo il 2° Simposio sulla Procreazione Assistita “Nuovi Orizzonti nella IVF”, ancora nella Sala Concerti di Atene, concentrandosi sugli ultimi sviluppi nella procreazione assistita e con la partecipazione di scienziati da tutto il mondo, trattando temi come l’attivazione in vitro del tessuto ovarico, la creazione del primo ovulo umano in laboratorio, la modificazione terapeutica in vitro dei geni, e le novità derivanti da un utilizzo più ampio del “Trasferimento del Fuso Materno” [Spindle Transfer] nella pratica clinica. A questa conferenza, durante una videoconferenza sul ruolo dei mitocondri nella procreazione, che è stata trasmessa in diretta online, dalla American Society for Reproductive Medicine a 7000 scienziati provenienti da 100 paesi, è stata annunciata la prima gravidanza indotta su una donna greca attraverso il metodo del trasferimento del fuso materno.

Qui voglio soffermarmi sul primo evento. Entrambe le giornate del Singularity Summit* sono state trasmesse in diretta streaming a molte università pubbliche ad Atene e della provincia greca oltre che ai collaboratori dell’Università della Singolarità e sulla facciata del “neutrale” centro nazionale di ricerca Demokritos, dove pochi giorni fa ad inizio luglio, in collaborazione con l’Università della Singolarità è stata organizzata per la seconda volta la Scuola Giovanile Estiva della Singolarità, per introdurre i giovani all’intelligenza artificiale e alle biotecnologie. L’importanza del Singolarity Summit, a prescindere da dove esso ogni volta ha luogo, è in conformità con altre iniziative industriali, industriali e di ricerca internazionali (ad esempio lo Human Genome Project e lo Human Brain Project e sicuramente la visione dell’IBM di uno Smart Planet), a mio avviso simile a quella delle conferenze della NATO e agli incontri di rilevanti organizzazioni internazionali del complesso industriale-militare, in quanto rappresenta un potente simbolo del dominio globale delle lobby tecno-scientifiche transnazionali. Voglio sottolineare il carattere multinazionale di questa organizzazione, nonostante su carta sia sotto l’egida Americana, perché contrariamente all’obsoleta visione anti-imperialista di un solo Impero assoluto, sono arrivato a pensare che una lotta spietata a livello mondiale contro i rappresentanti e le strutture del braccio armato della moderna civilizzazione, ovvero la tecno-scienza del Dominio, possa essere l’unico “anti-imperialismo” pertinente e coerente.

La Singolarità, in questo caso, è solo una figura retorica, una metafora, forse una tecnica di marketing, senza sminuire per niente l’importanza del crimine della singolarità che sta accadendo. Come forse già saprete, questo è un concetto derivato dalla Fisica, ovviamente svuotato del proprio vero significato per adeguarlo alla propaganda tecno-scientifica dell’epoca in cui è nato. Il responsabile originario di questo plagio (perché di questo si tratta) è il eclettico matematico e scienziato del computer John von Neuman (che, tra le altre cose ha fornito un significativo contributo allo studio delle reazioni termonucleari ed alla costruzione di una bomba all’idrogeno adattabile ai missili balistici intercontinentali), che parlò inizialmente della singolarità come risultato del progresso tecnologico, seguendo l’ipotesi del matematico Irving John Good sulla “macchina super-intelligente”, e definendo con essa il momento nello spazio-tempo terrestre cui l’Intelligenza Artificiale raggiungerà un livello di trascendenza maggiore della più alta intelligenza umana, e dopo il quale nessuna previsione sul futuro dell’umanità avrà più senso. Successivamente, la singolarità tecnologica divenne popolare anche grazie al matematico Vernor Vinge, mentre altri futuristi come i transumanisti Ray Kurzweil e Peter Diamandis, fondatori e amministratori dell’Università della… Singolarità, a loro volta abbracciavano questa teoria tecno-folle. Ad ogni modo, il vero crimine non è l’espropriazione di un concetto largamente diffuso nella comunità scientifica. L singolarità artificiale non ha assolutamente nulla a che vedere con l’essenziale unicità, varietà, diversità e la ricchezza illimitata e inesplorata del mondo naturale… E come potrebbe? L’Università, che è un think-tank della Silicon Valley ed ha la propria sede in un sito di proprietà della NASA, collabora con la DARPA del Dipartimento della Difesa statunitense, con il MIT e con i principali colossi dello sviluppo tecnologico mondiale, ed vede in Google il proprio sponsor principale, non potrebbe che essere un’organizzazione succhia sangue che ha lo scopo di accumulare profitti e potere, dietro la facciata di esperti all’avanguardia del progresso scientifico, finché i piccoli “eserciti” che essa addestra avranno colonizzato l’intera biosfera. Ovviamente, come per ogni singola innovazione tecnologica, anche in questo caso esistono pretesti in abbondanza (come il titolo del libro di Peter Diamandis). Pretesti e travestimenti riguardo gli abominevoli piani per il domani, frutto dell’immaginazione morbosa della peggiore interpretazione meccanicista e riduzionista del presente; mentre tracciando la loro genealogia autoritaria risaliamo alle loro origini culturali nell’Inquisizione e nella caccia alle streghe del Medioevo. Questo perché, tra gli altri, anche il “movimento” dei transumanisti e dei tecno-scienziati applica ed aspira ad espandere simili pratiche di interrogatorio di sperimentazione di tortura all’intera biosfera per poter completamente oggettivare, quantificare, standardizzare, strumentalizzare, automatizzare, omogeneizzare e domesticare la vita selvaggia e la natura, con un’ideologia inquietante a fargli da sostegno che cerca di propagarsi attraverso questi summit annuali in giro per il mondo. Sfortunatamente, tuttavia, non stiamo parlando di qualche “scienziato pazzo” o di “fantascienza”. La Singolarità si impegna ad allevare i migliori ricercatori e a preparare i leader mondiali per mettere in pratica i progetti per affrontare le cosiddette “grandi sfide dell’umanità”. In questo modo la tecnologia assume il ruolo di “salvatrice dell’umanità”. Cosa importa se tutta la sofferenza umana, l’inquinamento ambientale, la crisi ecologica sono responsabilità della società capitalista, industriale e tecnologica? Dopo tutto, la storia ci insegna che il progresso della tecnologia non porta con sé un mondo più felice o libero…

Molte volte i programmi di ricerca e gli esperimenti che su carta si presentavano come innocenti, insignificanti e innocui hanno storicamente condotto alle peggiori atrocità con effetti devastanti sull’uomo e sul pianeta. Esattamente gli stessi progressi tecnologici che vengono presentati attraverso applicazioni apparentemente benefiche e attraenti per la società civile vengono usati per scopi militari. La ricerca stessa viene iniziata per scopi militari e arriva nelle nostre case sotto forma di “innocui” forni a microonde, o di connessione internet (vedi ARPANET). Ad esempio, gli scienziati che scoprirono l’energia atomica ai loro tempi erano considerati ricercatori retti (uno di loro era effettivamente contro il Terzo Reich e la persecuzione degli ebrei) e la materia da essi studiata nel loro esclusivo campo di interesse (e isolata dal resto) un lavoro di ricerca neutrale, che portò al ben noto risultato della bomba atomica. E gli esempi di interconnessione di applicazioni militari e civili derivanti dai medesimi progressi nella ricerca tecno-scientifica non finiscono qui. Quindi chiediamoci come possiamo considerare una ricerca buona e un’altra cattiva, quando un piccolo e apparentemente irrilevante pezzo di essa può essere e viene impiegata per completare un puzzle più ampio di sviluppo, il cui disegno generale è sempre determinato dai potenti. Ovviamente, non tutte le ricerche sono egualmente significative o portano le stesse conseguenze, questo è chiaro. Ad ogni modo, non sono soltanto le ricerche ed i progetti nei campi specifici, ad esempio, delle nanotecnologie e dell’ingegneria genetica a poter essere usate per scopi nocivi (che verranno comunque presentati come di pubblica utilità, come opera delle istituzioni “caritatevoli” dei gruppi bancari). Fortunatamente alcuni compagni rifiutano facili conclusioni e analisi comode ed evitano di adeguare la realtà alla propria visione politica perché, sfortunatamente, la realtà è inesorabile. Una ricercatrice opera – sempre – all’interno del paradigma tecno-scientifico dominante. Non può sottrarvisi anche se fosse la persona più “morale” al mondo. I danni e i problemi causati da un sistema di dominio e sfruttamento non possono essere curati e risolti una volta e per tutte con gli strumenti e i metodi dello stesso sistema all’interno della sua struttura predeterminata. La ricerca scientifica non è mai neutrale. Anche se può essere temporaneamente impiegata per fini benefici (come la cura del cancro), la direzione dei piani del Dominio non può essere cambiata dall’interno. Ovviamente, ogni sistema partecipativo (come la democrazia) non solo ha bisogno di coloro che ricercano, eseguono, obbediscono e sostengono apertamente e proteggono il suo funzionamento, ma anche di chi – sempre all’interno di contesti accettabili – esprime dissenso, lo mette in discussione, lo critica, fa proposte alternative, lo migliora e pertanto allo stesso modo lo sostiene. Quando si guarda al mondo tecnologico da una prospettiva radicale, non dobbiamo scivolare nel ragionamento particolare, perché non si tratta di trovare soluzioni su misura per i nostri problemi personali o per la nostra comodità personale e riguardo all’intero spettro delle possibilità tecnologiche delle quali potremmo godere (o persino sfruttare nella guerra contro il potere) quotidianamente. Credo che la cosa corretta sia di non focalizzarsi sul singolo albero, ma sull’incendio che divora la foresta. Perché in definitiva, per essere liberi e non essere limitati da nulla se non dalle leggi della natura, tutti i laboratori, le fabbriche e le macchine dovranno essere distrutti esattamente come le prigioni…

Ma i tecno-feticisti fanatici della Singolarità, alla… Università, hanno un’altra opinione. La redenzione della natura umana (e non solo) viene portata avanti attraverso il nuovo “deus ex-machina” dei transumanisti: il Dio-uomo Cyborg. Così girano per il mondo indisturbati esibendo la propria mercanzia come soluzione a tutti i problemi del mondo. Per cui, sentiamo parlare di varie inconcepibili “toppe” da mettere sui vari buchi che la civilizzazione ha aperto nei corpi di tutti gli animali e nel corpo della Terra. Dalle interfacce cervello-computer per superare i naturali limiti umani agli “ecosistemi” statali digitali automatizzati come “soluzioni” per il cambiamento climatico, ai “trattamenti” per le malattie provocate dall’esistenza della civiltà industriale, fino all’immortalità. I transumanisti hanno una “soluzione” artificiale o robotica per ogni cosa, come hanno escogitato un’ideologia metafisica assolutista che detta la causalità della trasformazione degli esseri umani in trans-umani e poi in post-umani o il loro declino a sub-umani. In breve, essi affermano che i “difetti” fisici, i processi emotivi e biologici “superflui”, i problemi genetici e riproduttivi e le deficienze cognitive possono e devono essere eliminate attraverso l’intervento e letteralmente l’integrazione della tecnologia nel corpo umano, incluso il cervello. In un simile contesto la naturale procreazione umana diviene obsoleta o persino inutile, dal momento che i nuovi tecno-bambini con un’intelligenza tecnologicamente aumentata saranno in grado di riprodurre e pianificare la propria evoluzione. I figli e le figlie non apparterranno più alle proprie famiglie, comunità o ambienti naturali, ma saranno di proprietà di quelli che possiedono i laboratori in cui verranno costruiti o replicati. Di conseguenza, l’ideologia trans-umanista abbraccia con reverenza religiosa la fusione uomo-macchina. E poiché è noto che alcuni dei più grandi crimini contro l’umanità sono stati perpetrati in nome della religione… sarebbe “superfluo” dilungarsi oltre in questa sede sul trattamento che questi tizi hanno in serbo per il resto degli esseri viventi (sulle orme dell’antropocentrismo, che ormai ha qualche secolo), poiché ho già delineato cosa significhi per la natura umana questo assalto tecnologico. Per tutto questo e per molti altri motivi, le “personalità prominenti” dell’Università della Singolarità, insieme ad altri tecnofili, preparano il terreno – già reso fertile dalla dipendenza tecnologica contemporanea – attraverso queste conferenze nei vari paesi che visitano come un teatrino itinerante della comunità tecno-scientifica. L’aspetto più importante in ogni caso non è la presentazione dei loro piani ma la progettazione del futuro stesso, che anch’essa si svolge durante le loro sessioni! Non si tratta di campagne pubblicitarie e di fiere commerciali, né di “bazar” delle nuove tecnologie. Affatto. L’obiettivo finale di tutto questo, ovviamente, è il dominio e il completo controllo dei dati, delle informazioni, dei materiali, delle funzioni vitali, dei fenomeni naturali, delle riserve alimentari ed energetiche. Ma soprattutto il controllo del pensiero della gente, dell’idea che le persone hanno delle proprie relazioni tra di loro e con la natura, la loro percezione del mondo, poiché la mente è sempre stata il vero bersaglio…

Con tecnologie come quella GPS e RFID, sofisticati software di riconoscimento facciale, di “realtà aumentata”, l’Internet delle Cose (IOT), l’agricoltura di precisione e i sistemi Big Data e di cloud (il Next Internet), già ampiamente in uso e che si stanno diffondendo esponenzialmente, e il cui pieno sviluppo appare imminente, possiamo vedere che la convergenza delle varie tecno-scienze e delle tecnologie esponenziali con quelle appena nominate è molto più pervasivo e minaccioso delle tecnologie “smart” che inondano il mondo tecnologico. Tutto questo va ben oltre un mero upgrade, e si può dire che si tratta di una Dominio completa ristrutturazione dalle sue basi.. Pericolosa sia per gli umani che per l’ambiente naturale. E’ in effetti una “rivoluzione” che è stata definita come la Quarta rivoluzione Industriale ed è già in corso. Il suo elemento chiave è “l’armonizzazione” sia del mondo industriale che digitale. O la fusione della realtà fisica tangibile con la realtà virtuale del cyberspazio e qualunque cosa ne consegua. La costruzione di sistemi cyber-fisici, dove “fisico” è un concetto molto rilevante e fragile. Come risultato, l’organizzazione digitale e il controllo di tutti i sistemi globali – fisici ed artificiali, economici e sociali – in tempo reale da parte dei potenti in carica, possono far presagire soltanto una insormontabile distopia tecnologica… Con la prospettiva del monitoraggio dei pazienti attraverso dispositivi indossabili e sensori informatici da ingerire, i registri delle assicurazioni sociali e casellari giudiziari interconnessi con le banche ed altri enti pubblici o privati, e colloqui di lavoro tenuti da robot artificialmente “intelligenti” a rappresentare solo un assaggio di ciò che verrà. La convergenza di Nanotecnologie, Biotecnologie, Tecnologie dell’Informazione e Scienze Cognitive è la principale scommessa del XXI secolo per le aziende leader nel campo tecnologico – e non solo – a livello mondiale, e in certa misura sta già venendo realizzata. E’ anche il primo gradino della scala che conduce alla visione transumanista. L’ulteriore sviluppo e approfondimento della nanotecnologia, dell’ingegneria genetica e dell’ingegneria inversa, delle neuroscienze, della procreazione artificiale e della robotica, con una interazione diretta con il mondo informatico, plasma la prospettiva di una fusione radicale del cyberspazio con il mondo materiale su scala interplanetaria. Esse finiranno per convertire ogni essere vivente ed ogni ecosistema da organismi viventi e inaccessibili, complessi processi naturali e composti chimici in algoritmi e cifre in codici binari che potranno essere codificati e ridisegnati secondo la volontà di qualunque coglione al potere. Bytes, Atomi, Neuroni e Geni verrà tutto misurato nella bilancia scientifica e gli verrà assegnato un prezzo in base alla sua utilità nel tritacarne della civilizzazione.

Da quanto detto fin’ora, penso si comprenda che il mondo come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi stia subendo una graduale ma profonda trasformazione. Si potrebbe obiettare che la storia umana è piena di eventi, conflitti e cambiamenti che “hanno cambiato il mondo”, ma che la struttura fondamentale del mondo è rimasta la stessa per secoli. Vorrei ribattere ponendo come argomentazione l’ignoranza della maggioranza della popolazione mondiale, compresa la maggior parte di noi, riguardo la struttura dell’ordine tecnologico esistente, il funzionamento delle macchine e le capacità di apparati tecnologici complessi. Ovviamente questo non significa che le persone debbano essere considerate responsabili né che dovrebbero imparare a costruire, sviluppare e far funzionare apparati tecnologici complessi. A differenza del massiccio utilizzo della connessione internet, ad esempio, e dell’informazione che è ampiamente disponibile, noi “persone comuni”, anche se volessimo, non siamo in grado di conoscere il reale potenziale di tecnologie e scienze prima che esse vedano la luce e ricevano un buon grado di pubblicizzazione e che siano acquistabili sul mercato. Ma anche così, le potenzialità offerte attraverso la tecnologia al pubblico sono infinitamente minori del potere delle principali multinazionali del settore, un fatto che rivela, tra le altre cose, l’intrinseca disuguaglianza del sistema tecno-scientifico, dal momento che esso solitamente offre funzioni e capacità banali che le persone hanno sviluppato per millenni attraverso l’utilizzo dei propri sensi e della propria intelligenza. Questi sono applicazioni e strumenti di importanza irrisoria se paragonati allo spettro di potere che le loro tecnologie offrono e forniscono ai padroni del mondo, e sono solitamente del tutto superflui dal momento che per migliaia di anni le persone hanno svolto le stesse funzioni e soddisfatto gli stessi bisogni senza di essi. Il fermento attorno ad un’invenzione tecnologica solitamente stimola illusioni e stupidità piuttosto che i sensi e l’intelligenza. L’illusione, ad esempio, che internet porterà alla liberazione dell’umanità e alla saggezza è completamente crollata. Non mi dilungherò sullo sviluppo di questa idea e sul suo crollo ora, ma gli esempi sono infiniti… E’ sufficiente ricordare gli eventi della Primavera Araba quando internet venne inizialmente utilizzato dagli insorti, ma che poi divenne evidente chi ne detenesse realmente il controllo. Il destino tecnologico è perciò scritto dalle élite che, in costante interazione con i centri di ricerca, le università, le istituzioni statali e le organizzazioni internazionali, dietro un’apparenza “innocua” e “innocente”, stanno pianificando il futuro del mondo. La collaborazione in continua espansione tra industria e ricerca non richiede più recinzioni di filo spinato e postazioni militari, perché prende forma dentro strutture del tutto legittime agli occhi dell’immaginario sociale. Se i database biometrici e del DNA (elementi integrati nella Carta del Cittadino che lo stato greco sta già preparando sotto la direzione dei suoi padroni stranieri come sostituto della carta d’identità) sono i primi mattoni nel mosaico del controllo bio-politico diretto e visibile, allora i sensori, i nano-chip, gli impianti invisibili costituiscono una griglia di dominio e sfruttamento vasta e profonda non solo per gli umani ma per ogni essere vivente. Le telecamere di sorveglianza e i sistemi di monitoraggio delle agenzie di intelligence militare e poliziesca sono “gocce nel oceano” di fronte alla prossima colonizzazione di ogni attività sociale, di ogni processo naturale, di ogni persone, di ogni animale e pianta, dell’acqua, del suolo e dell’atmosfera. Possiamo immaginare un futuro (non troppo distante) dove i confini tra pubblico e privato saranno troppo vaghi o invisibili, perché ogni cosa attorno a noi sarà in diretta connessione con i sistemi digitali del potere. Due rapidi esempi di una tale – semplice (eppure fino ad ora) – massiccia applicazione sono stati sviluppati negli stati dell’Estonia e degli Emirati Arabi Uniti. Ovviamente, la trasformazione precedentemente menzionata non riguarda solo la repressione dei ribelli. La repressione ed il controllo sociale sono semplicemente gli esempi più indicativi dell’essenza del Dominio. Come è noto, chi detiene il potere hanno sempre aspirazioni imperialistiche. La trasformazione del mondo perciò tocca a maggior ragione tutte le aree della vita sociale, anche i più intimi momenti della nostra vita privata, dai nostri pensieri ed emozioni più profondi fino agli aspetti inesplorati del mondo naturale, colpendo prima la vita selvatica e poi gli esclusi, i non istruiti, i deboli, i marginalizzati, fino ad eliminarli o a renderli ingranaggi dell’apparato sociale.

Il problema principale, per noi CHE VOGLIAMO LA LIBERTA’ e vogliamo lottare per essa insieme ad altre persone, è che la maggior parte della gente è favorevole e contribuisce a tale prospettiva quando non è addirittura attivamente coinvolta nel realizzarla. Perciò proveremo l’esperienza senza via d’uscita di una società totalitaria in cui da un lato le possibilità di resistenza e le decisioni di rimanerne fuori diminuiranno costantemente, mentre dall’altro sempre nuove applicazioni tecnologiche saranno rivendicate come un “diritto” e gli sforzi per accedervi e acquisirli saranno definiti “lotta” (come è già il caso della procreazione medicalmente assistita e della gestazione surrogata, che trovano sostenitori tra le tendenze postmoderniste e liberali come gli aderenti alla teoria queer e a quella trans-femminista). Affronteremo condizioni in cui chi non si adeguerà allo sviluppo tecnologico e ai suoi imperativi sarà automaticamente segnalato alle autorità attraverso Internet e i fuorilegge saranno probabilmente rinchiusi automaticamente dentro le loro case o macchine fino all’arresto e inviati ad un campo di concentramento… L’esempio della Cina fa da guida verso questa prospettiva grazie all’applicazione in via sperimentale di programmi di un sistema di crediti sociali basati sui depositi bancari, lo shopping nei supermercati, l’attività sui social media, il comportamento stradale ecc., ed ha sviluppato il più vasto sistema di controllo panoptico con innumerevoli telecamere e droni di sorveglianza (anche a forma di uccelli) direttamente collegati alla polizia e funzionanti attraverso le tecnologie di riconoscimento facciale; che è l’intelligenza artificiale per il riconoscimento facciale. La Cina è stata accusata di rapimento da parte dei Musulmani Turchi, mentre dà maniacalmente la caccia ai dissidenti politici e alle loro famiglie, costituendo una rete di moderno “McCarthysmo”. Inoltre, essa amplia i propri esperimenti tecnologici attraverso la “cinesizzazione” del continente africano e utilizzando volti Nigeriani per affinare le tecnologie di machine-learning che sviluppa, per esempio, il colosso Alibaba e non solo. A proposito, è notevole che in questo momento, se non mi sbaglio, i maggiori investimenti nel mondo vengano fatti nel campo dell’Intelligenza Artificiale, creando un clima da Guerra Fredda tra Cina e USA (con alcuni ovvi esempi a dare l’allarme già dato dalla disputa per il controllo più che per il commercio dei nuovi network di telecomunicazioni 5G, che rappresentano la base per lo sviluppo delle “smart cities”) e ricordandoci di una guerra che probabilmente non si è mai conclusa e con conseguenze imprevedibili, proporzionale allo sviluppo e all’uso delle armi atomiche… Nel nostro continente, la Finlandia è all’avanguardia della sua crescita, avendo già sviluppato una strategia nazionale per l’intelligenza artificiale, pretendendo titoli e sovvenzioni dalla Commissione Europea, avvantaggiandosi della propria presidenza del Consiglio dell’Unione Europea dal primo luglio, per i mega progetti che sviluppa. Essa ha investito nella cooperazione con l’Estonia e la Svezia per diventare il primo “laboratorio” europeo per le applicazioni dell’intelligenza artificiale. Il direttore generale del Ministero dell’Economia ha dichiarato che la IA rappresenta la punta di diamante per lo sviluppo di una serie di applicazioni digitali, ovvero la governance digitale. Dirò soltanto che la compagnia finlandese Nokia ha detto che essa addestrerà tutti i propri impiegati nel campo della IA.

Ma quando parlo di totalitarismo tecno-scientifico non intendo che le macchine governeranno le persone, ma che chi avrà il controllo di tali macchine avrà un’autorità totalitaria talmente potente e diffusa che rovesciarli sarà impossibile, dal momento che né la conoscenza, né la libertà d’agire saranno disponibili per gli aspiranti ribelli per fermarli. Come già notato,lo spodestamento del Principe-Umano avverrà attraverso un nuovo “deus ex-machina”, l’uomo-divinità meccanico, o Cyborg, ma totalmente allineato e compatibile con i desideri dei potenti e con i bisogni dell’economia del libero mercato. La “libera” scelta degli interventi e delle modificazioni tecnologici di corpo e natura sarà data e predeterminata quanto la scelta di votare un partito politico piuttosto che un altro nelle elezioni democratiche. In conclusione, delegare le nostre vite ai giganti e ai padroni della tecnologia (dal momento che l’economia sta muovendosi sempre più rapidamente verso la completa assimilazione della tecnologia, se quest’ultima non ha già integrato la prima) significherà delegare la libertà e il benessere di tutta la biosfera alle macchine, per cui sarebbe saggio ricordare ciò che i Luddisti fecero a loro tempo, tranne per il fatto che la nostra stessa sopravvivenza e quella dell’intero pianeta sono ora letteralmente minacciate. Ecco perché dobbiamo capire cosa siamo disposti e in grado di fare e come combatteremo. Ecco perché l’importanza di questo incontro internazionale è enorme e spero che abbia le migliori prospettive in modo che con calma e responsabilità, senza arroganza e nello spirito della cooperazione e del rispetto di tutti i compagni, vediamo come possiamo elaborare congiuntamente piani per la distruzione di questa mostruosità autoritaria che è la moderna civilizzazione.

Infine, vorrei citare rapidamente e soltanto a titolo informativo quattro eventi che hanno catturato la mia attenzione e che voglio condividere perché mi hanno fatto sentire troppo turbato tanto quanto preoccuperanno voi se già non ne foste al corrente. Nonostante io in questa occasione non devo contribuire con analisi o critiche approfondite, vorrei portare la vostra attenzione sulla manipolazione genetica di bambine avvenuta in Cina, il trapianto robotico di utero in Svezia, la procreazione artificiale con trasferimento del fuso materno in Grecia e la creazione di un cuore umano per mezzo di una stampante tridimensionale utilizzando cellule umane recentemente in Israele.

Sono sicuro che alcuni di voi saranno sconvolti da tutto questo, ma credetemi, posso capire come vi sentiate e posso immaginare l’atmosfera soffocante che si sarà creata quando verranno affrontati certi argomenti e l’indignazione e l’angoscia per la direzione di questo mondo…

Vi auguro buona fortuna nelle vostre discussioni e una buona lotta!

Dinos


* Quest’anno i vertici SingularityU, tra gli altri paesi, si terranno di nuovo l’8-9 ottobre a Milano e l’11-12 novembre nella sala concerti di Atene

 

pdf: Contributo Dinos

Contribution to the international meeting against the techno-sciences, Dino Giagtzoglou

Contribution to the international meeting against the techno-sciences (Italy – July 2019) by anarchist Dino Giagtzoglou, prisoner of the Greek state

Comrades

I start this letter with a certainty. I am sure that our life experiences are very different as well as the starting points of the struggle of each and every one. I also think that with many of you we have different ideological origins and disagreements or contrasts on individual issues. But I firmly believe that the will to resist the plans of Domination, stemming from the awareness of the fundamental social alienation that alienates us from ourselves and nature as a whole, and the revolutionary passion for the destruction of the mega-machine of Power unite us in a common vision of a world free from the shackles of civilization. By going through a variety of analyzes, striding kilometer distances and eliminating in practice the language obstacles, since we recognize that there is the community of struggle for total liberation, we can really keep the flame of the revolt lit and the wager of the social revolution open. I therefore send a warm greeting to the Resistenze Al Nanomondo collective and to all the participants in the international meeting against the techno-sciences, expressing in advance my eagerness to fill the gaps in knowledge, that my absence will undoubtedly cause, by studying your reflections, your conclusions and everything you can get me through the actions and collaborations that will come from your fermentations in Italy.

But let’s take things in turn. For 21 months now, I have been pre-trial detained in the Greek prisons because I made the decision, like many fighters around the world, to realize my ideas by taking a battle position in the social war and fighting against power, here and now. So I am in prison because I put my ideas into practice beyond the limits of the law and certainly not by accident.

With the firm conviction that the revolution will either be lawless or it will be nothing, I wanted to give a concrete example – in the first person and in the present tense – of what revolutionary solidarity could mean, beyond the dipoles of innocence and guilt, of legality and illegality, by providing shelter to a persecuted comrade. That is why I am buried in tons of cement and iron, risking to be condemned for the “terrorist” attacks with booby-trapped letter envelopes on EU officials, executives of economic organizations and credit rating agencies sent in the spring of 2017, with which I have denied my correlation since my arrest, but the odds of my conviction for them remain high. Of course no one was found in prison simply because one decided to fight against oppression and exploitation. My current status is the actual proof that I made mistakes. Mistakes in some decisions I made in relation both to myself and to other individuals with whom I misguidedly felt we have been sharing a common struggle. Mistakes that cost dozens of years of imprisonment, mistakes that may be unforgivable, but certainly neither them nor prison itself can cancel my permanent determination for struggle, struggle, struggle… under any circumstances. So I can only breathe through the endeavors of the comrades who are outside the walls and continue the struggle. I want to support such efforts because through them I am inspiring and essentially exist, I live for them! And so I see these three days too.

But is it just that? Is it just a meeting of individuals and groups struggling? In my opinion, certainly not. Having studied only a small part of the work of some of the speakers today, I know that they are comrades who have gone the extra mile in analyzes and critiques of the modern technological paradigm and not only… But I want to emphasize the up-to-date anti-technological critique developed by the comrades, alongside individual struggles and respected analyzes of other themes, not only because it falls within the topic of today’s meeting but also because I think it is something that is too absent from our broader milieus of struggle. Unfortunately, critique of technology (and I am talking about complex and high technology), which is never neutral, but it is the tangible expression of the scientifically structured power, is very disproportionate to the conditions it forms at environmental, social, political and economic level. And if what I say looks like a more general criticism of the radical-revolutionary front then it is definitely a criticism that also targets me personally. I think that in this area, not to get away from the topic by entering other fields, our analyzes (and “our” refers to a more general context and certainly not to the speakers of the event) are extremely behind, and consequently the current struggle against Domination is both ineffective and in the wrong direction. The above conclusions are briefly documented, but I gradually realize the various manifestations of this problem that we can clearly see around us, at least in these lands. In Greece, the comrades (anarchist or not) who have studied modern technologies and the ways they affect humans and life as a whole are just a few. In the last few years, with a delay but in a hurry, I watch with great concern and awe the technological developments, trying to develop a critical analysis of the current state of the civilized world of Power and its various intertwined structures, systems, institutions and mechanisms, by seeking and studying thoughts of companions who thoughtfully shed light on this ubiquitous dimension of domination, either their analytical tools are derived from the class struggle perspective, radical ecology or the anti-civilization anarchist views.

A very recent event that made me very nervous was on 19-20 November 2018, just two months after Thessaloniki International Fair with the USA being the honored country and the contracting of a memorandum of understanding between Microsoft and the largest public university institution in Greece, AUTH, when one of the summits of the Singularity University was held at the Athens Concert Hall next to the US Embassy, for the first time in this country. One day later, the 20th InfoCom World conference, which is an institution for Telecommunications, IT & Media in Southern East Europe, took place in the same venue. This is the annual meeting of digital market executives in order to implement the Digital Transformation in the GIGAbit era and its central theme was the development of 5G networks. Also this year, from 10th to 12th of January 2019, the 2nd Symposium of Assisted Procreation “New Horizons in IVF” took place again at the Concert Hall, focusing on the latest developments in assisted procreation with the participation of scientists from all over the world and themes such as in-vitro activation of ovarian tissue, creation of the first human egg in the laboratory, therapeutic modification of genes in vitro, and news from the wider use of «Spindle Transfer» in clinical application. At this conference, through a videoconference on the role of mitochondria in procreation, which was broadcast live online, by the American Society for Reproductive Medicine to 7,000 scientists from 100 countries, the first pregnancy using the method of maternal spindle transfer to a Greek woman was announced.

Here I want to talk about the first event. Both days of the Singularity Summit* were live-streaming broadcast to many public universities in Athens and the Greek province as well as to the collaborating with SingularityU and on the face of it “neutral” national research centre Demokritos, where a few days ago in early July in co-operation with the Singularity’s faculty the Singularity Youth Summer School was organized for the second time to introduce young people to artificial intelligence and biotechnology. The magnitude of the Singularity Summit, regardless of where it takes place each time, in accordance with other international industrial, business and research ventures (e.g. Human Genome Project and Human Brain Project and certainly IBM’s Smart Planet vision), in my opinion, is similar to that of NATO conferences and the summits of relevant international organizations for the military-industrial complex, as it is a powerful symbol of the global domination of transnational techno-scientific lobbies. I point out the multinational character of this organization despite the on paper American “aegis” because, contrary to the outdated anti-imperialist view of one and absolute Empire, I have come to deem a worldwide ruthless struggle against the representatives and the structures of the armed wing of modern civilization, which is the techno-science of Domination, to be the only pertinent and consistent “anti-imperialism”.

The Singularity, in this case, is just a figure of speech, a metaphor, perhaps a marketing technique, without this reducing the importance of the singular crime that is happening at all. As you may already know, it is a concept derived from Physics, of course detached and drained from its true meaning and content, so as to fit into the techno-scientific propaganda of the time it was born. Originally responsible for this plagiarism (because this is what it is about) is the polymath mathematician and computer scientist John von Neumann (with a significant contribution, inter alia, to thermonuclear reactions and the construction of a hydrogen bomb suitable for intercontinental ballistic missiles), who spoke first about singularity because of technological progress, following the working hypothesis of mathematician Irving John Good about the “super-intelligent machine,” that is, the point in earthly space-time when Artificial Intelligence will reach a higher level of transcendence of the most advanced human intelligence, after which no prediction for the future of humanity will no longer have any sense. Later, technological singularity became popular by the also mathematician Vernor Vinge, while other futurists such as the futuristic transhumanists Ray Kurzweil and Peter Diamandis, founders and decision makers of the University of the… Singularity, also embraced this techno-maniac theory. However, the real crime is not the expropriation of a concept widespread in good part amongst the scientific community. Artificial singularity has absolutely nothing to do with the essential uniqueness, distinctness, diversity and the limitless and unexplored wealth of the natural world… And how could it? The University, which is a Silicon Valley think tank and is headquartered in a NASA-owned site, collaborates with the DARPA of US Department of Defense, MIT and the world’s leading technology behemoths, and its main sponsor is Google, could be nothing but a bloodsucking organization that purposefully accumulates profit and power, through the façade of scientific leading experts, until the small “armies” it trains colonize the whole biosphere. Of course, as in every individual technological innovation, here too the pretexts are in abundance (like the title of Peter Diamandis book). Pretexts and disguises of the most abominable plans of tomorrow, a figment of the morbid imagination of the most awful mechanistic and reductionist perceptions of today, while tracing their authoritarian genealogy, we find their cultural origins in the Inquisition and the Witch-Hunt of the Middle Ages. This is because, among others, also the “movement” of transhumanists and techno-scientists apply and aspire to expand similar interrogation practices of torturing experimentation on the whole biosphere in order to completely objectify, quantify, standardize, instrumentalize, automatize, homogenize and domesticate wildlife and nature, with an uncanny ideology as a bootstrap that attempts to propagate through these summits each year in various countries across the globe. Unfortunately, however, it is not about some “mad scientists” or “science fiction”. The Singularity undertakes to nurture the best researchers and prepare world leaders to implement plans to address the so-called “great challenges of humanity”. Thus technology takes on the role of “the saviour of humankind”. Who cares if for all human suffering, environmental pollution, ecological crisis the capitalist, technological and industrial society is to blame? After all, history teaches us over time that more technology does not come with a happier or more free world…

Many times the most on paper innocent, insignificant and harmless research programs and experiments have historically led to the most heinous atrocities with devastating effects on human and the planet. Exactly the same technological developments that are presented through supposedly beneficial and entrancing applications in civil society are used for military purposes. The research itself begins for military purposes and ends up in our home in the form of an “innocuous” microwave oven or an internet connection (see ARPANET). For example, scientists who discovered nuclear power in their time were considered upright researchers (one was actually against the Third Reich and the persecution of Jews) and their subject matter studied in their exclusive (and isolated from the rest) field of interest a neutral research work, with the well-known to everyone now results of the atomic bomb. And the examples of interconnecting military and civil applications from the same techno-scientific research are not over. So let us wonder how we can consider one research to be good, while another bad, when a small and seemingly irrelevant piece of it can be used and is used as a complement to the puzzles of a more general development, the plan of which is always determined by the powerful. Obviously, not all researches are of the same significance and the same consequence, this is an easy finding. However, it is not necessarily those just carrying out research and projects specifically on nanotechnology or genetic engineering, for example, that one’s work can be utilized for harmful purposes (which are definitely presented as a public service as well as the “benevolent” institutions of the banking groups). Fortunately, some comrades reject easy inferences and convenient analyzes and avoid bringing reality to their political alignment because, unfortunately, reality is relentless. A researcher – always – operates within the dominant techno-scientific paradigm. She cannot escape this even if she is the most “moral” person across the world. The ills and problems caused by a system of domination and exploitation are impossible to be cured and solved once and for all with the tools and methods of the same system in its predetermined frameworks. Scientific research is never neutral. Even if it can be temporarily used for beneficial purposes (see cancer treatment), the direction of the plans of Domination cannot be changed from within. Of course, every participatory system (such as democracy) does not only need those who research, execute, obey and blatantly support and protect its operation, but also those who – always within acceptable contexts – disagree, question it, criticize it, counterpropose, improve it and therefore equally support it. When looking at the technological world from a radical point of view, we should not slip into the case-based reasoning, because this is not a question of custom solutions to our personal problem or our personal comfort and the full range of technological possibilities that we may enjoy (or even use in the war against power) on a daily basis. I think the right thing is not to focus on a single tree, but on the burning forest. Because, at the end of the day, to be free and not to be limited by anything but the laws of nature, all laboratories, factories and machines should be destroyed just like prisons…

But the techno-fetishist fanatics of the Singularity, at the… University, have another opinion. The atonement of human (and not only) nature is undertaken by the new “deus ex machina” of the transhumanists: the “god-man” Cyborg. So, they wander around the globe undisturbed and trot out their merchandise as solutions to all the problems of the world. So, we hear about various inconceivable “patches” on the multiform holes that human civilization has opened in the bodies of all animals and the body of Earth. From brain-computer interfaces to overcome human natural limits and digital automated governmental “ecosystems” to “solutions” to climate change, “treatments” for diseases caused by the existence of industrial civilization, or even “immortality”. Transhumanists have an artificial or robotic “solution” for everything, as they have contrived to create a metaphysical absolutist ideology that dictates the causality of transformation of human beings into trans-humans and then to post-humans or their decline to subhumans. In short, they claim that physical “flaws”, “unnecessary” emotional and biological processes, genetic and procreative frailties, mental deficiencies can and should be eliminated through the intervention and the literal integration of technology into the human body, including the brain. In this context, natural human procreation will become obsolete, or even useless, as the new techno-children with advanced technological intelligence will be able to reproduce and plan their own evolution. Sons and daughters will no longer belong to families, communities or natural environments, but will be property of those who own the laboratories in which they were either built or replicated. Consequently, the transhumanist ideology embraces the human-machine fusion with religious reverence. And as it is known some of the greatest crimes against humanity have been committed in the name of religion… It would be “unnecessary” to refer here further to the treatment these guys hold in store for the rest of the living beings (in the footsteps of the anthropocentrism established for centuries now), since I have already outlined what this technological onset marks for human nature. For all this and many other things, the “prominent personalities” of Singularity University, among other technophiles, cultivate the ground – already fertile due to contemporary technological addictions – through these conferences in the various countries they visit as a touring theatre of the techno-scientific community. Most important, however, is not the presentation of their plans, but the design of the future itself, which in their sessions takes place too! It is not about advertising campaigns and trade fairs, nor about “bazaars” of new technologies. No, not at all. The ultimate goal of all this, of course, is the dominance and absolute control of data, information, materials, vital functions, natural phenomena, food reserves and energy resources. But above all the control of the way people think, the image they have about the relations between them and with nature, their perception of the world itself, since what has always been the real target is the mind…

With already applied and widespread GPS and RFID technologies, sophisticated facial recognition software, “augmented reality”, the Internet of Things (IOT) applications, precision agriculture and cloud computing and Big Data systems (the Next Internet in two words), diffusing exponentially and their full development being imminent, we can see that the convergence of the various techno-sciences and exponential technologies in combination with the above is far more pervasive and threatening than the – known to everyone – “smart” technologies that flood the technological world. It goes far beyond a mere upgrade, and we would say that this is a fundamental restructuring of Domination as a whole. Threatening both for humans and for the natural environment. It is indeed a “revolution”, which has been defined as the 4th industrial revolution and is already under way. Its key element is the “harmonization” of both the industrial and the digital world. Or, the merging of tangible physical reality with the virtual reality of cyberspace and whatever follows on from this. The building of cyber-physical systems, with “physical” being a very relevant and vulnerable concept. As a result, the digital organization and control of all the global systems – physical and artificial, business and societal – in real time, by the powerful who hold the power, can foreshadow only an insurmountable technological dystopia… With the prospects of monitoring patients via digestible computer sensors and wearables, interconnected social insurance registers and criminal records with banks and other public and private entities, and interviews of work applicants by artificially “intelligent” robots being only a foretaste of what will follow. The convergence of Nanotechnology, Biotechnology, Information Technology and Cognitive Sciences is the no. 1 wager of the 21st century for leading technology companies – and not only – world-wide, and is already happening to a certain extent. It is also the first step on the ladder of the transhumanist vision. The further development and deepening of nanotechnology, genetic engineering and reverse engineering, neurosciences, artificial procreation, and robotics, in direct interaction with the computer world, shape the prospect of a radical mesh of the cyberspace with the material world on an interplanetary scale. They eventually convert all living beings and ecosystems from living and inaccessible organisms, complex natural processes and chemical compounds into algorithms, and digits into binary codes that can be encoded and redesigned at will by any fucker who holds the power. Bytes, Atoms, Neurons, and Genes all come into the scientific scales and are priced according to their utility in the meat grinder of civilization.

From all of the above, I think it can be understood that the world, as we know it so far, undergoes a gradual but profound transformation. One could object here that human history is full of “world-changing” incidents, conflicts and rearrangements, but the basic structure of the world remains the same for centuries. I would disagree, starting by posing the argument of the ignorance of the majority of the world’s human population, including most of us, about the structure of the existing technological order, the functioning of the machines and the capabilities of complex technological apparatuses. Of course, this does not mean that people are to blame or that they should learn how to construct, develop and run complex technological apparatuses. Unlike the massive internet connection’s use, for example, and the information that is widely available, we, “ordinary people”, even if we wanted to, are not able to know the real potential of technology and science before they come to light and get a fair extent of publicity as well as they become available in the retail market. But even so, the potentialities offered through technology to the general public are infinitely less than the power of the major multinational companies in the field, a fact that reveals, among other things, the inherent inequality of the techno-scientific system, since it usually offers trivial and banal functions and capabilities that people have developed for millennia through the basic physical capacity of senses and mental perception. These are applications and tools of piddling importance in comparison with the range of power that their technologies hold and provide to the bosses of the world and usually totally superfluous since for thousands of years people have served the same needs and functions without them. The buzz around a technological invention usually stimulates illusions and stupidity rather than true senses and intelligence. The illusion, for example, that the internet would lead to the liberation of humanity and wisdom, has completely collapsed. I am not going to enlarge upon the development of this idea and its collapse now, but the examples are countless… It is enough to remember the events of the Arab Spring where the internet was initially used by the insurgents, but then it became apparent in a deafening way who really keeps it in their grip. Technological fate is thus written by the elites who, in constant interaction and collaboration with research centers, universities, state institutions and international organizations, on the face of it, “innocent” and “innocuous”, are planning the future of the world. The ever-expanding conjunction between industry and research no longer requires barbed wire fences and military outposts, since it takes its form in facilities fully legit in the social imaginary. If DNA and biometric data banks (embedded elements in the upcoming Citizen’s Card, which is already being prepared by the Greek state under the direction of its foreign patrons to replace the identity card) are the first tiles in the mosaic of the direct and visible bio-political control, then sensors, nano-chips, invisible implants make up an inconceivably deep and vast grid of domination and exploitation not only for humans but also for every living being.

CCTV cameras and the military, police and intelligence agencies’ monitoring systems are “drops in the ocean” in the face of the impending colonization of every social activity, every natural process, every person, every object, animals, plants, waters, the soil and the atmosphere. We can imagine a future (not too distant) where the boundaries between public and private will be from too vague to invisible, since everything around us will be in live and direct connection with digital systems of power. Two quick examples of such – simple (and yet so far) – massive applications have been developed in the states of Estonia and the United Arab Emirates. Of course, the aforementioned transformation does not only concern the repression of the defiant. Repression and social control are just the most indicative examples that concentrate the essence of Domination. As it is known, those who hold power have always had imperialistic aspirations. The transformation of the world therefore affects and will affect even more all the areas of social life, even the most intimate moments of private life, from our most innermost thoughts and emotions up to the unexplored aspects of the whole natural world, first striking the wildlife and then the excluded, the unskilled, the weakened, the marginalized, until they eliminate them or make them gears in the social apparatus.

The major problem for us, WHO WANT FREEDOM and we want to fight for it along with other people, is that most people prepare and are keen on such a perspective if they are not actively involved in the work to achieve it. Thus, we will experience the dead ends of a totalitarian society, in which, on the one hand the possibilities of resistance and the opt-outs will be continually diminishing, and on the other, new technological applications will be claimed as a “right” and the effort to access and acquire them will be baptized “struggle” (as is already the case with medically assisted procreation and surrogate gestation who find supporters among postmodern and liberal tendencies such as queer theory and trans-feminism adherents). We will face conditions where outsiders who do not conform to technological developments and imperatives will be automatically flagged to the authorities via the Internet and the outlaws will probably be automatically locked-up inside their home or car until they get arrested and sent to a concentration camp… China’s example now holds the lead in this perspective through the pilot implementation of a social credit system’s programs for bank deposits, supermarket shopping, social media activity, road behavior etc., and has developed the largest panoptic control networks with countless both steady CCTV cameras and camera drones (even in the form of birds) that are directly connected to the police and operate with facial recognition technologies, i.e. artificial intelligence of person identification. China is accused of kidnapping Turkish Muslims, while maniacally chasing political dissidents and their families and thus setting up a grid of modern “McCarthyism”. Besides, it extends its technological experiments through the “sinicization” of the African continent and using Nigerian faces to refine the machine learning technologies that develops, say, the giant company Alibaba and not only. By the way, it is remarkable that at this time, if I’m not mistaken, the world’s largest investments are made in the field of Artificial Intelligence, creating a Cold War climate between China and the USA (with some obvious samples sounding the alarm already given by the dispute of corresponding tension more for control than for the trade of the new 5G telecommunication networks, which is the basis for the development of “smart cities”) and reminding of a war that probably never ended with unpredictable consequences, proportional to the development and use of nuclear weapons… In our continent, Finland is at the cutting edge of its growth, having already developed a national strategy for artificial intelligence, claiming titles and grants from the European Commission, taking also advantage of the presidency of the Council of the European Union since 1st July, for the mega-project it develops. It has invested in working with Estonia and Sweden to become Europe’s first “laboratory” for artificial intelligence applications. The director general of the Ministry of Economy said that AI is the flagship for the development of a series of digitalization applications, namely digital governance. I only mention that the Finnish company Nokia said it will train its entire workforce in AI.

But when I talk about techno-scientific totalitarianism I do not mean that the machines will rule people but that the ones who control these machines will have a totalitarian authority so powerful and diffused that their overthrow will be impossible, since neither the knowledge, nor the agency will be available for the aspiring rebels to stop it. As noted above, the unhorsing of the Prince-Human is made by a new “deus ex machina”, the mechanical “god-man” or Cyborg, but in full alignment and compatibility with the desires of the rulers and the needs of the free market economy. The “free” choice of technological interventions and modifications in body and nature will be as given and predetermined as the choice of voting for one or the other political parties in democratic elections. In conclusion, the delegation of our lives to technological giants and bosses (since the economy is moving fast towards the full assimilation of technology if the latter has not already integrated the first) will mean the delegation of freedom and welfare of all biosphere to the machines for which it would be wise to remember what the Luddites did in their age, except that the survival and existence of our own and the entire planet is now literally threatened. That is why we need to see what we are willing and able to do and how we will fight. That is why the importance of the three-day international meeting is tremendous and I hope it has the best prospects so that with calmness and accountability, without arrogance and in the spirit of cooperation and respect of all comrades, we see how we can jointly devise plans for the destruction of this authoritarian monstrosity that is the modern civilization.

For the end, I would like to quote briefly and just informatively four events that caught my attention and I want to share with you because they made me feel too troubled as they will certainly make you too in case you do not already know them. Although I do not have to contribute some in-depth analysis and criticism at this time and with all due respect, I bring to your attention up for consideration the genetic modification of children in China, the robotic womb transplantation in Sweden, the artificial procreation with maternal spindle transfer in Greece and the three-dimensional bio-printing of human heart that recently happened in Israel.

I’m sure some of you have already gone crazy with all that, but believe me, I can understand how you feel and imagine the stifling atmosphere in the place when such conversations are opened with real indignation and anguish about where this world is heading to…

I wish you good luck in your discussions and a good fight!

 

Dinos

* This year the SingularityU Summits, among other countries, are going to be held again on 8-9 October in Milan and on 11-12 November at the Athens Concert Hall.

pdf: Eng

ΣΥΝΕΙΣΦΟΡΑ ΣΤΗ ΔΙΕΘΝΗ ΣΥΝΑΝΤΗΣΗ ΕΝΑΝΤΙΑ ΣΤΙΣ ΤΕΧΝΟ-ΕΠΙΣΤΗΜΕΣ, ΝΤΙΝΟ ΓΙΑΓΤΖΟΓΛΟΥ

ΣΥΝΕΙΣΦΟΡΑ ΣΤΗ ΔΙΕΘΝΗ ΣΥΝΑΝΤΗΣΗ ΕΝΑΝΤΙΑ ΣΤΙΣ ΤΕΧΝΟ-ΕΠΙΣΤΗΜΕΣ (ΙΤΑΛΙΑ- ΙΟΥΛΙΟΣ 2019) ΑΠΟ ΤΟΝ ΑΝΑΡΧΙΚΟ ΝΤΙΝΟ ΓΙΑΓΤΖΟΓΛΟΥ, ΑΙΧΜΑΛΩΤΟ ΤΟΥ ΕΛΛΗΝΙΚΟΥ ΚΡΑΤΟΥΣ

Συντρόφισσες και σύντροφοι

Ξεκινώ αυτό το γράμμα με μια βεβαιότητα. Είμαι σίγουρος ότι τα βιώματά μας είναι πολύ διαφορετικά όπως και οι αφετηρίες του αγώνα του καθενός και της καθεμιάς. Πιθανολογώ επίσης ότι με πολλούς από εσάς έχουμε διαφορετικές ιδεολογικές καταβολές και διαφωνίες ή αντιθέσεις σε επιμέρους ζητήματα. Όμως πιστεύω ακράδαντα ότι η θέληση για αντίσταση στα σχέδια της Κυριαρχίας, που πηγάζει από τη συναίσθηση της θεμελιώδους κοινωνικής αλλοτρίωσης που μας αποξενώνει από τους εαυτούς μας και τη φύση εν γένει και το επαναστατικό πάθος για την καταστροφή της μεγα-μηχανής της Εξουσίας μάς ενώνουν σε ένα κοινό όραμα ενός κόσμου ελεύθερου από τα δεσμά του πολιτισμού. Διατρέχοντας ποικίλες αναλύσεις, δρασκελίζοντας χιλιομετρικές  αποστάσεις και καταργώντας στην πράξη τα γλωσσικά εμπόδια, εφόσον αναγνωρίζουμε ότι υπάρχει η κοινότητα του αγώνα για την ολική απελευθέρωση, μπορούμε πραγματικά να διατηρήσουμε αναμμένη τη φλόγα της εξέγερσης και ανοιχτό το στοίχημα της κοινωνικής επανάστασης. Στέλνω λοιπόν ένα θερμό χαιρετισμό στη συλλογικότητα Resistenze Al Nanomondo και σε όλους τους συμμετέχοντες στη διεθνή συνάντηση ενάντια στις τεχνο-επιστήμες, εκφράζοντας εκ των προτέρων την ανυπομονησία μου να καλύψω τα κενά γνώσης που αναμφίβολα θα προκαλέσει η απουσία μου, μελετώντας τους στοχασμούς, τα συμπεράσματά σας και όλα όσα μπορείτε να μου μεταφέρετε μέσα από τις δράσεις και τις συνεργασίες που θα προκύψουν από τις ζυμώσεις σας στην Ιταλία.

Αλλά ας πάρουμε τα πράγματα με τη σειρά. Εδώ και 21 μήνες βρίσκομαι προφυλακισμένος στις ελληνικές φυλακές γιατί πήρα την απόφαση, όπως πολλοί μαχητές ανά τον κόσμο, να πραγματώσω τις ιδέες μου παίρνοντας θέση μάχης στον κοινωνικό πόλεμο και να αγωνιστώ κατά της εξουσίας, εδώ και τώρα. Είμαι λοιπόν στη φυλακή γιατί έβαλα σε πρακτική εφαρμογή τις ιδέες μου πέρα από τα όρια του νόμου και σίγουρα όχι τυχαία. Με την ακλόνητη πεποίθηση ότι η επανάσταση ή θα είναι άνομη ή δεν θα είναι τίποτα, θέλησα να δώσω ένα παράδειγμα – σε πρώτο πρόσωπο και χρόνο ενεστώτα – του τι μπορεί να σημαίνει η επαναστατική αλληλεγγύη, πέρα από τα δίπολα της αθωότητας και της ενοχής, της νομιμότητας και της παρανομίας, παρέχοντας καταφύγιο σε ένα διωκόμενο σύντροφο. Γι’ αυτό βρίσκομαι χωμένος μέσα σε τόνους από τσιμέντο και σίδερο, κινδυνεύοντας να καταδικαστώ για τις «τρομοκρατικές» επιθέσεις με παγιδευμένους επιστολικούς φακέλους σε αξιωματούχους της Ε.Ε., στελέχη οικονομικών οργανισμών και οίκων αξιολόγησης που εστάλησαν την άνοιξη του 2017, με τις οποίες έχω αρνηθεί τη συσχέτισή μου από τη στιγμή της σύλληψής μου, αλλά οι πιθανότητες της καταδίκης μου για αυτές παραμένουν αυξημένες. Φυσικά κανένας δεν βρέθηκε στη φυλακή απλώς και μόνο επειδή αποφάσισε να αγωνιστεί εναντίον της καταπίεσης και της εκμετάλλευσης. Η κατάσταση που βρίσκομαι αυτή τη στιγμή είναι η πραγματική απόδειξη του γεγονότος ότι έκανα λάθη. Λάθη σε ορισμένες αποφάσεις που πήρα σε σχέση τόσο με τον εαυτό μου όσο και με άλλα άτομα που άστοχα θεώρησα ότι μοιραζόμαστε έναν κοινό αγώνα. Λάθη που κοστίζουν δεκάδες χρόνια φυλάκισης, λάθη που μπορεί να είναι ασυγχώρητα, αλλά σίγουρα δεν μπορούν ούτε αυτά ούτε η φυλακή η ίδια να ακυρώσουν τη διαρκή αποφασιστικότητά μου για αγώνα, αγώνα, αγώνα… υπό οποιεσδήποτε συνθήκες. Έτσι δεν μπορώ παρά να ανασαίνω μέσα από τα εγχειρήματα των συντρόφων που είναι εκτός των τειχών και συνεχίζουν τον αγώνα. Θέλω να ενισχύω τέτοιες προσπάθειες γιατί μέσα από αυτές εμπνέομαι και ουσιαστικά υπάρχω, ζω για αυτές! Και έτσι βλέπω και αυτό το τριήμερο.

Είναι όμως μόνο αυτό; Είναι μόνο μια συνάντηση ατόμων και ομάδων που αγωνίζονται; Κατά την άποψή μου σίγουρα όχι. Έχοντας μελετήσει μόνο ένα μικρό μέρος της δουλειάς κάποιων εκ των ομιλητών σήμερα, γνωρίζω ότι πρόκειται για συντρόφους που έχουν διανύσει μια μεγάλη απόσταση αναλύσεων και κριτικών του σύγχρονου τεχνολογικού παραδείγματος και όχι μόνο… Θέλω όμως να τονίσω την επίκαιρη αντι-τεχνολογική κριτική που έχουν αναπτύξει οι σύντροφοι, παράλληλα με επιμέρους αγώνες και σεβαστές αναλύσεις άλλων θεματικών, όχι μόνο γιατί εμπίπτει στο θέμα της σημερινής συνάντησης αλλά και γιατί πιστεύω ότι είναι κάτι που λείπει πάρα πολύ από τα ευρύτερα αγωνιστικά μας περιβάλλοντα. Δυστυχώς, η κριτική στην τεχνολογία (και μιλάω για τη σύνθετη και υψηλή τεχνολογία), που δεν είναι ποτέ ουδέτερη, αλλά είναι η χειροπιαστή έκφραση της επιστημονικά διαρθρωμένης εξουσίας, είναι πολύ δυσανάλογη σε σχέση με τις συνθήκες που αυτή διαμορφώνει σε περιβαλλοντικό, κοινωνικό, πολιτικό και οικονομικό επίπεδο. Και αν αυτό που λέω μοιάζει με γενικότερη κριτική στον ριζοσπαστικό-επαναστατικό χώρο τότε σίγουρα είναι μια κριτική που στοχεύει και εμένα προσωπικά. Θεωρώ δηλαδή ότι σε αυτό τον τομέα, για να μην ξεφύγω από το θέμα μπαίνοντας και σε άλλα χωράφια, οι αναλύσεις μας (το «μας» αναφέρεται σε γενικότερο πλαίσιο και όχι βέβαια στους ομιλητές της εκδήλωσης) είναι πιο πίσω και απ’ το πίσω, με συνέπεια ο σημερινός αγώνας ενάντια στην Κυριαρχία να είναι και αναποτελεσματικός και σε λάθος κατεύθυνση. Τα παραπάνω συμπεράσματα είναι πρόχειρα καταγεγραμμένα, αλλά συνειδητοποιώ σταδιακά τις διάφορες εκφάνσεις αυτού του προβλήματος που μπορούμε να τις δούμε ξεκάθαρα γύρω μας, τουλάχιστον σε αυτά εδώ τα εδάφη. Στην Ελλάδα είναι ελάχιστοι οι σύντροφοι (αναρχικοί και μη) που έχουν εντρυφήσει στις σύγχρονες τεχνολογίες και τους τρόπους που αυτές επιδρούν στους ανθρώπους και στη ζωή συνολικά. Τα τελευταία λίγα χρόνια, με καθυστέρηση αλλά βιαστικά, παρακολουθώ με μεγάλη ανησυχία και δέος τις τεχνολογικές εξελίξεις προσπαθώντας να αναπτύξω μια κριτική ανάλυση της τρέχουσας κατάστασης του πολιτισμένου κόσμου της Εξουσίας και των διάφορων αλληλοδιαπλεκόμενων δομών, συστημάτων, θεσμών και μηχανισμών του, αναζητώντας και μελετώντας τις σκέψεις συντρόφων που με εμβρίθεια ρίχνουν φως σε αυτήν την πανταχού παρούσα διάσταση της Κυριαρχίας, είτε τα αναλυτικά εργαλεία τους προέρχονται από την οπτική του ταξικού αγώνα είτε από τη ριζοσπαστική οικολογία είτε από τις αντι-πολιτισμικές αναρχικές απόψεις.

Ένα πολύ πρόσφατο γεγονός που με θορύβησε παρά πολύ ήταν στις 19-20 Νοεμβρίου 2018, μόλις 2 μήνες μετά την εμποροπανήγυρη της ΔΕΘ με τιμώμενο Κράτος τις ΗΠΑ και τη σύναψη μνημονίου συνεργασίας μεταξύ της Microsoft και του μεγαλύτερου δημοσίου πανεπιστημιακού ιδρύματος της Ελλάδας, του ΑΠΘ, όταν διεξήχθη στο Μέγαρο Μουσικής δίπλα στην αμερικάνικη πρεσβεία στην Αθήνα, μία από τις συνόδους του Πανεπιστημίου Μοναδικότητας (Singularity University) για πρώτη φορά σε αυτή τη χώρα. Μία μέρα μετά στον ίδιο χώρο έλαβε χώρα το 20ο συνέδριο InfoCom World, που αποτελεί θεσμό για τις Τηλεπικοινωνίες, την Πληροφορική & τα Media στη νοτιοανατολική Ευρώπη. Πρόκειται για το ετήσιο ραντεβού των στελεχών της ψηφιακής αγοράς, προκειμένου να κάνουν πράξη τον Ψηφιακό Μετασχηματισμό στην εποχή του GIGAbit και κεντρικό του θέμα ήταν η ανάπτυξη των δικτύων 5G. Επίσης φέτος έλαβε χώρα και πάλι στο Μέγαρο Μουσικής, από τις 10 έως τις 12 Ιανουαρίου 2019, το 2ο Επιστημονικό Συμπόσιο Υποβοηθούμενης Αναπαραγωγής «Νέοι Ορίζοντες στην Εξωσωματική Γονιμοποίηση»,  το οποίο είχε ως κεντρικό θέμα τις νεότερες εξελίξεις στον τομέα της υποβοηθούμενης αναπαραγωγής με τη συμμετοχή επιστημόνων από όλο τον κόσμο και θεματικές όπως η ενεργοποίηση in vitro του ωοθηκικού ιστού, η δημιουργία του πρώτου ανθρώπινου ωαρίου στο εργαστήριο, η θεραπευτική τροποποίηση των γονιδίων in vitro, καθώς και νεότερα δεδομένα στην ευρύτερη χρήση του «Spindle Transfer» στην κλινική εφαρμογή. Σε αυτό το συνέδριο μέσω τηλεδιάσκεψης με θέμα το ρόλο των μιτοχονδρίων στην αναπαραγωγή, η οποία αναμεταδόθηκε ζωντανά διαδικτυακά, από την Αμερικανική Εταιρία Ανθρώπινης Αναπαραγωγής (ASRM) σε 7000 επιστήμονες από 100 χώρες, ανακοινώθηκε η πρώτη εγκυμοσύνη με την εφαρμογή της μεθόδου της μεταφοράς της μητρικής ατράκτου σε Ελληνίδα γυναίκα.

Εδώ θέλω να μιλήσω για το πρώτο γεγονός. Και οι δύο μέρες της συνόδου Singularity* μεταδίδονταν με live-streaming σε πολλά δημόσια πανεπιστήμια της Αθήνας και της ελληνικής επαρχίας καθώς επίσης και στο συνεργαζόμενο με το SingularityU και φαινομενικά “ουδέτερο” εθνικό ερευνητικό κέντρο Δημόκριτος, όπου μάλιστα πριν λίγες μέρες στις αρχές Ιουλίου σε συνεργασία με το επιτελείο του Singularity διοργανώθηκε για δεύτερη φορά το θερινό σχολείο Singularity Youth Event, για να μυήσει τους νέους στην τεχνητή νοημοσύνη και τη βιοτεχνολογία. Η βαρύτητα του Singularity Summit, ανεξάρτητα από το πού λαμβάνει χώρα κάθε φορά, σε συνάρτηση με άλλα βιομηχανικά, επιχειρηματικά και ερευνητικά εγχειρήματα (π.χ. Human Genome Project και Human Brain Project και οπωσδήποτε το όραμα του Smart Planet της IBM), είναι, κατά τη γνώμη μου, αντίστοιχη με αυτήν που έχουν οι σύνοδοι και οι συσκέψεις του ΝΑΤΟ και των συναφών διεθνών οργανισμών για το στρατιωτικό-βιομηχανικό σύμπλεγμα, καθώς αποτελεί ένα ισχυρό σύμβολο της παγκόσμιας κυριαρχίας των υπερεθνικών τεχνο-επιστημονικών λόμπυ. Επισημαίνω την πολυεθνική φύση αυτού του οργανισμού παρά την φαινομενική αμερικανική «αιγίδα» γιατί σε αντίθεση με την ανεπίκαιρη αντι-ιμπεριαλιστική άποψη μίας και απόλυτης Αυτοκρατορίας, έχω φτάσει να πιστεύω ότι ο μόνος εύστοχος και συνεπής «αντι-ιμπεριαλισμός», σήμερα, είναι αυτός του – σε  παγκόσμιο επίπεδο – ανελέητου αγώνα κατά των εκπροσώπων και των δομών της ένοπλης πτέρυγας του σύγχρονου πολιτισμού, που είναι η τεχνο-επιστήμη της Κυριαρχίας.

Η Μοναδικότητα, εν προκειμένω, αποτελεί απλώς ένα σχήμα λόγου, μία μεταφορά, ίσως και μια τεχνική marketing, χωρίς αυτό να μειώνει καθόλου τη βαρύτητα του μοναδικού εγκλήματος που συντελείται. Όπως μάλλον θα γνωρίζετε ήδη, πρόκειται για μια έννοια προερχόμενη από τη Φυσική, φυσικά αποσπασμένη και αποστραγγισμένη από το αληθινό της νόημα και περιεχόμενο, ούτως ώστε να ταιριάξει στην τεχνο-επιστημονική προπαγάνδα της εποχής που γεννήθηκε. Πρωταίτιος για αυτή τη λογοκλοπή (γιατί περί αυτού πρόκειται) είναι ο πολυμαθής μαθηματικός και επιστήμονας υπολογιστών John von Neumann (με σημαντική συνεισφορά μεταξύ άλλων στις θερμοπυρηνικές αντιδράσεις και την κατασκευή βόμβας υδρογόνου κατάλληλης για διηπειρωτικούς βαλλιστικούς πυραύλους), που μίλησε πρώτος για την μοναδικότητα εξαιτίας της τεχνολογικής προόδου, μετά την υπόθεση εργασίας του μαθηματικού Irving John Good για την «υπερ-ευφυή μηχανή», δηλαδή το σημείο εκείνο στο γήινο χωροχρόνο όταν η Τεχνητή Νοημοσύνη θα φτάσει σε ένα υψηλότερο επίπεδο υπέρβασης της πιο ανεπτυγμένης ανθρώπινης νοημοσύνης, έπειτα από το οποίο καμία πρόβλεψη για το μέλλον της ανθρωπότητας δεν θα έχει πλέον κανένα νόημα. Εν συνεχεία, την τεχνολογική μοναδικότητα έκανε δημοφιλή ο επίσης μαθηματικός Vernor Vinge, ενώ αυτήν την τεχνο-μανιακή θεωρία ενστερνίστηκαν και άλλοι φουτουριστές, όπως οι μελλοντολόγοι υπερανθρωπιστές Ray Kurzweil και Peter Diamandis, ιδρυτές και ιθύνοντες του Πανεπιστημίου της… Μοναδικότητας. Όμως, το πραγματικό έγκλημα δεν είναι ο σφετερισμός μιας έννοιας εν πολλοίς διαδεδομένης στην επιστημονική κοινότητα. Η τεχνητή μοναδικότητα δεν έχει απολύτως καμία σχέση με την ουσιαστική μοναδικότητα, τη διαφορετικότητα, την ποικιλομορφία και τον απεριόριστο και ανεξερεύνητο πλούτο του φυσικού κόσμου… Και πώς θα μπορούσε άλλωστε; Το Πανεπιστήμιο που είναι δεξαμενή σκέψης της Silicon Valley και η έδρα του βρίσκεται σε τοποθεσία-ιδιοκτησία της NASA, συνεργάζεται με την DARPA του αμερικάνικου υπουργείου Άμυνας, το MIT και τους κορυφαίους τεχνολογικούς κολοσσούς όλου του κόσμου, ενώ βασικός χορηγός του είναι η Google, δεν θα μπορούσε να αποτελεί τίποτα άλλο παρά έναν εκμεταλλευτικό οργανισμό που έχει σκοπό τη συσσώρευση κέρδους και εξουσίας, μέσω του προσωπείου της επιστημονικής αυθεντίας, μέχρι οι μικροί «στρατοί» που εκπαιδεύει να αποικήσουν το σύνολο της βιόσφαιρας. Βέβαια, όπως σε κάθε επιμέρους τεχνολογική καινοτομία, έτσι και εδώ τα προσχήματα βρίσκονται εν αφθονία (όπως ο τίτλος του βιβλίου του P. Diamandis “Abundance”). Προσχήματα και μεταμφιέσεις των πιο αισχρών σχεδίων του αύριο, γέννημα θρέμμα της νοσηρής φαντασίας των πιο απαίσιων, μηχανιστικών και αναγωγιστικών αντιλήψεων του σήμερα, που ιχνηλατώντας την εξουσιαστική γενεαλογία τους βρίσκουμε τις πολιτισμικές τους ρίζες στην Ιερά Εξέταση και στο Κυνήγι Μαγισσών του Μεσαίωνα. Και αυτό γιατί παρόμοιες ανακριτικές πρακτικές βασανιστικών πειραματισμών εφαρμόζει και φιλοδοξεί να επεκτείνει, μεταξύ άλλων, και το «κίνημα» των υπερανθρωπιστών και των τεχνο-επιστημόνων εν γένει στη βιόσφαιρα για την πλήρη αντικειμενοποίηση, ποσοτικοποίηση, τυποποίηση, εργαλειοποίηση, αυτοματοποίηση, ομογενοποίηση και εξημέρωση της άγριας ζωής και της φύσης, με όχημα μια ιδιότυπη ιδεολογία που επιχειρεί να εξαπλώσει, μέσω των συνόδων αυτών κάθε χρόνο σε διάφορες χώρες ανά την υφήλιο. Δυστυχώς όμως δεν πρόκειται για κάποιους  «τρελούς» επιστήμονες, ούτε για «επιστημονική φαντασία». Η Μοναδικότητα αναλαμβάνει να γαλουχήσει τους καλύτερους ερευνητές και να προετοιμάσει τους ηγέτες του κόσμου για την εφαρμογή σχεδίων αντιμετώπισης των λεγόμενων «μεγάλων προκλήσεων της ανθρωπότητας». Έτσι, η τεχνολογία αναλαμβάνει το ρόλο του «λυτρωτή της ανθρωπότητας». Τι κι αν για όλα τα σύγχρονα ανθρώπινα δεινά, την περιβαλλοντική ρύπανση, την οικολογική κρίση ευθύνεται η καπιταλιστική, τεχνολογική και βιομηχανική κοινωνία; Άλλωστε η ιστορία μάς διδάσκει διαχρονικά ότι περισσότερη τεχνολογία δεν συνεπάγεται έναν περισσότερο χαρούμενο ή πιο ελεύθερο κόσμο…

Πολλές φορές τα πιο φαινομενικά αθώα, ασήμαντα και αβλαβή ερευνητικά προγράμματα και πειράματα έχουν οδηγήσει ιστορικά στις πιο αποτρόπαιες κτηνωδίες με καταστροφικά αποτελέσματα για τον άνθρωπο και τον πλανήτη. Ακριβώς οι ίδιες τεχνολογικές εξελίξεις που παρουσιάζονται μέσω υποτιθέμενων ωφέλιμων και γοητευτικών εφαρμογών στην κοινωνία των πολιτών χρησιμοποιούνται για στρατιωτικούς σκοπούς. Η ίδια η έρευνα ξεκινάει για στρατιωτικούς σκοπούς και καταλήγει στο σπίτι μας με τη μορφή ενός «άκακου» φούρνου μικροκυμάτων ή μιας σύνδεσης στο διαδίκτυο (βλ. ARPANET). Για παράδειγμα, οι επιστήμονες που ανακάλυψαν την πυρηνική ενέργεια στην εποχή τους θεωρούνταν ευυπόληπτοι ερευνητές (ο ένας μάλιστα ήταν κατά του Τρίτου Ράιχ και των διώξεων των Εβραίων) και το αντικείμενο μελέτης τους στο αποκλειστικό (και απομονωμένο από τα υπόλοιπα) πεδίο ενδιαφέροντος τους μια ουδέτερη ερευνητική εργασία, με τα γνωστά σε όλους πλέον αποτελέσματα της ατομικής βόμβας.  Και τα παραδείγματα διασύνδεσης των στρατιωτικών και κοινωνικοπολιτικών εφαρμογών από την ίδια τεχνο-επιστημονική έρευνα δεν έχουν τελειωμό. Ας αναρωτηθούμε λοιπόν πώς μπορούμε να θεωρούμε καλή μία έρευνα ενώ μία άλλη κακή, όταν ένα μικρό και φαινομενικά ασύνδετο κομμάτι μπορεί να χρησιμοποιηθεί και χρησιμοποιείται ως συμπλήρωμα στο παζλ της γενικότερης εξέλιξης το πλάνο της οποίας καθορίζεται πάντα από τους ισχυρούς. Προφανώς δεν έχουν όλες οι έρευνες την ίδια σημασία και την ίδια βαρύτητα, αυτό είναι μια εύκολη διαπίστωση. Όμως δεν είναι απαραίτητο να διεξάγει κάνεις έρευνα και πρότζεκτ ειδικά στη νανοτεχνολογία ή τη γενετική μηχανική, για παράδειγμα, για να χρησιμοποιηθεί η δουλειά του για επιβλαβείς σκοπούς (που οπωσδήποτε παρουσιάζονται ως κοινή ωφέλεια όπως και τα «ευαγή» ιδρύματα των τραπεζικών ομίλων). Ευτυχώς ορισμένοι σύντροφοι απορρίπτουν τα εύκολα συμπεράσματα και τις βολικές αναλύσεις και αποφεύγουν να φέρνουν την πραγματικότητα στα πολιτικά τους μέτρα γιατί, δυστυχώς, η πραγματικότητα είναι αμείλικτη. Μια ερευνήτρια λειτουργεί – πάντα – εντός του κυρίαρχου τεχνο-επιστημονικού παραδείγματος. Δεν μπορεί να ξεφύγει από αυτό ακόμα και αν είναι ο πιο «ηθικός» άνθρωπος του κόσμου. Τα δεινά και τα προβλήματα που δημιουργεί ένα σύστημα κυριαρχίας και εκμετάλλευσης είναι αδύνατο να καταπολεμηθούν και να λυθούν μια για πάντα με τα εργαλεία και τις μεθόδους του ίδιου του συστήματος στα προκαθορισμένα του πλαίσια. Η επιστημονική έρευνα δεν είναι ποτέ ουδέτερη. Ακόμα και αν μπορεί να χρησιμοποιηθεί προσωρινά για ευεργετικούς σκοπούς (βλ. θεραπεία καρκίνου), η κατεύθυνση των σχεδίων της Κυριαρχίας δεν μπορεί να αλλάξει εκ των έσω. Φυσικά κάθε συμμετοχικό σύστημα (όπως είναι και η δημοκρατία) δεν έχει ανάγκη μόνο αυτούς που ερευνούν, εκτελούν, υπακούουν, υποστηρίζουν και προστατεύουν εξόφθαλμα τη λειτουργία του, αλλά χρειάζεται και αυτούς που – πάντα μέσα στα αποδεκτά πλαίσια – διαφωνούν, το αμφισβητούν, το κριτικάρουν, αντιπροτείνουν, το βελτιώνουν και κατά συνέπεια το υποστηρίζουν εξίσου. Όταν εξετάζουμε τον τεχνολογικό κόσμο από ριζοσπαστική σκοπιά δεν πρέπει να διολισθαίνουμε στην περιπτωσιολογία, διότι δεν τίθεται ζήτημα εξατομικευμένων λύσεων στο εκάστοτε προσωπικό μας πρόβλημα ή την προσωπική μας άνεση και όλα τα τεχνολογικά κομφόρ που μπορεί να απολαμβάνουμε (ή ακόμα και να χρησιμοποιούμε στον πόλεμο κατά της εξουσίας) σε επίπεδο καθημερινότητας. Νομίζω ότι το σωστό είναι να μην κοιτάμε το δέντρο, αλλά το δάσος που καίγεται. Γιατί στην τελική για να είμαστε ελεύθεροι και να μην περιοριζόμαστε από τίποτα παρά μόνο από τους νόμους της φύσης, όλα τα εργαστήρια, τα εργοστάσια και οι μηχανές θα πρέπει να καταστραφούν όπως και οι φυλακές…

Όμως οι τεχνο-φετιχιστές φανατικοί της Μοναδικότητας στο… Πανεπιστήμιο έχουν άλλη γνώμη. Την εξιλέωση της ανθρώπινης (και όχι μόνο) φύσης αναλαμβάνει ο νέος «από μηχανής θεός» των υπερανθρωπιστών: ο “θεάνθρωπος” Cyborg. Έτσι, αλωνίζουν όλη την υδρόγειο ανενόχλητοι και πλασάρουν την πραμάτεια τους σαν λύσεις για όλα τα προβλήματα του κόσμου. Έτσι, ακούμε για διάφορα ασύλληπτα «μπαλώματα» στις πολύμορφες τρύπες που έχει ανοίξει ο ανθρώπινος πολιτισμός στα σώματα όλων των ζώων και στο σώμα της Γης. Από διεπαφές εγκεφάλων-υπολογιστών για την υπέρβαση των ανθρώπινων φυσικών ορίων και ψηφιακά αυτοματοποιημένα κυβερνητικά «οικοσυστήματα», μέχρι «λύσεις» για την κλιματική κρίση, «θεραπείες» για τις ασθένειες που προξενεί η ύπαρξη του βιομηχανικού πολιτισμού, ή ακόμη και «αθανασία». Οι υπερανθρωπιστές έχουν μια τεχνητή ή ρομποτική «λύση» για όλα καθώς έχουν καταφέρει να δημιουργήσουν μια ισοπεδωτική μεταφυσική ιδεολογία που υπαγορεύει τη νομοτελειακή μετεξέλιξη των ανθρώπινων όντων σε υπερ-ανθρώπους και στη συνέχεια σε μετα-ανθρώπους ή την παρακμή τους σε υπανθρώπους. Με λίγα λόγια, ισχυρίζονται ότι οι φυσικές «ατέλειες», οι «άσκοπες» συναισθηματικές και βιολογικές διεργασίες, οι γενετικές και αναπαραγωγικές αδυναμίες, οι νοητικές ανεπάρκειες μπορούν και πρέπει να εξαλειφθούν μέσω της επέμβασης και της κυριολεκτικής ενσωμάτωσης της τεχνολογίας στο ανθρώπινο σώμα, συμπεριλαμβανομένου και του εγκεφάλου. Σε αυτό το πλαίσιο, η φυσική ανθρώπινη αναπαραγωγή θα καταστεί παρωχημένη, ή ακόμα και άχρηστη, αφού τα νέα τεχνο-τέκνα με την προηγμένη τεχνολογική νοημοσύνη θα μπορούν να αναπαράγονται και να προγραμματίζουν μόνα τους την εξέλιξή τους. Γιοί και κόρες δεν θα ανήκουν πλέον σε οικογένειες, κοινότητες ή φυσικά περιβάλλοντα, αλλά θα είναι ιδιοκτησία εκείνων που κατέχουν τα εργαστήρια στα οποία είτε κατασκευάστηκαν είτε αναπαράχθηκαν. Κατά συνέπεια, η υπερανθρωπιστική ιδεολογία ασπάζεται τη συγχώνευση ανθρώπου-μηχανής με θρησκευτική ευλάβεια. Και όπως είναι γνωστό στο όνομα της θρησκείας έχουν γίνει ορισμένα από τα μεγαλύτερα εγκλήματα κατά της ανθρωπότητας… Θα ήταν «περιττό» να αναφερθώ εδώ περαιτέρω στην αντιμετώπιση που επιφυλάσσουν αυτοί οι τύποι (στα χνάρια του εδώ και αιώνες εδραιωμένου ανθρωποκεντρισμού) στα υπόλοιπα έμβια όντα, αφού έχω ήδη σκιαγραφήσει τι σηματοδοτεί αυτή η επέλαση της τεχνολογίας στην ανθρώπινη φύση. Για όλα αυτά και πολλά άλλα καλλιεργούν το – ήδη γόνιμο λόγω των σύγχρονων τεχνολογικών εθισμών – έδαφος, μεταξύ άλλων τεχνο-λατρών, και οι «επιφανείς προσωπικότητες»  του Singularity University, μέσω αυτών των συνόδων στις διάφορες χώρες που επισκέπτονται ως περιοδεύων θίασος της τεχνο-επιστημονικής κοινότητας. Το βασικότερο, όλων όμως, δεν είναι η παρουσίαση των σχεδίων τους, αλλά ο σχεδιασμός του ίδιου του μέλλοντος ο οποίος επίσης λαμβάνει χώρα και στις συνόδους τους! Δεν πρόκειται για διαφημιστικές εκστρατείες και εμπορικές εκθέσεις, ούτε για «παζάρια» νέων τεχνολογιών. Όχι, καμία σχέση. Ο απώτερος στόχος όλων των παραπάνω, φυσικά, είναι η κυριαρχία και ο απόλυτος έλεγχος δεδομένων, πληροφοριών, υλικών, ζωτικών λειτουργιών, φυσικών φαινομένων, διατροφικών αποθεμάτων και ενεργειακών πόρων. Αλλά κυρίως ο έλεγχος του τρόπου σκέψης τον ανθρώπων, η εικόνα που έχουν για τις σχέσεις μεταξύ τους και με τη φύση, η αντίληψή τους για τον ίδιο τον κόσμο, αφού αυτό που πάντα ήταν ο πραγματικός στόχος είναι το μυαλό…

Με τις ήδη εφαρμοσμένες και διαδεδομένες τεχνολογίες GPS και RFID, τα εξελιγμένα λογισμικά αναγνώρισης προσώπου, την «επαυξημένη πραγματικότητα», τις εφαρμογές Διαδικτύου των Πραγμάτων (ΙοΤ), την γεωργία ακριβείας και τα συστήματα cloud computing και Big Data (το Next Internet με δυο λέξεις), να διαχέονται με γεωμετρική πρόοδο και να βρίσκονται προ των πυλών της πλήρους ανάπτυξής τους, μπορούμε να αντιληφθούμε ότι η σύγκλιση των διάφορων τεχνο-επιστημών και εκθετικά αναπτυσσόμενων τεχνολογιών σε συνδυασμό με τα παραπάνω είναι μακράν πιο διαπεραστική και απειλητική από τις γνωστές σε όλους πλέον «έξυπνες» τεχνολογίες που κατακλύζουν τον τεχνολογικό κόσμο. Ξεπερνάει κατά πολύ μια απλή αναβάθμισή του και θα λέγαμε ότι πρόκειται για μια θεμελιακή αναδιάρθρωση της Κυριαρχίας στο σύνολό της. Απειλητική τόσο για τους ανθρώπους όσο και για το φυσικό περιβάλλον. Πρόκειται πράγματι για μια «επανάσταση», η οποία έχει οριστεί ως η 4η βιομηχανική επανάσταση και βρίσκεται ήδη σε εξέλιξη. Το βασικό στοιχείο της είναι η «εναρμόνιση» του βιομηχανικού και του ψηφιακού κόσμου. Ή αλλιώς, η συγχώνευση της απτής φυσικής πραγματικότητας με την εικονική πραγματικότητα του κυβερνοχώρου με ό,τι αυτό συνεπάγεται. Η οικοδόμηση κυβερνο-φυσικών συστημάτων, με το «φυσικό» να είναι μια πολύ σχετική και ευάλωτη έννοια. Κατά συνέπεια, η  ψηφιακή οργάνωση και ο έλεγχος όλων των παγκόσμιων συστημάτων – φυσικών και τεχνητών, επιχειρηματικών και κοινωνικών – σε πραγματικό χρόνο, από τους ισχυρούς που κατέχουν την εκάστοτε εξουσία, μόνο μια ανυπέρβλητη τεχνολογική δυστοπία μπορεί να προεικονίζει… Με τις προοπτικές της παρακολούθησης της υγείας των ασθενών μέσω καταπόσιμων υπολογιστικών αισθητήρων και wearables, των διασυνδεδεμένων μητρώων κοινωνικής ασφάλισης και ποινικών μητρώων με τράπεζες και άλλους κρατικούς και ιδιωτικούς φορείς, και τις συνεντεύξεις υποψήφιων εργαζομένων από τεχνητά “νοήμονα” ρομπότ να είναι μόνο η πρόγευση αυτού που θα επακολουθήσει. Η σύγκλιση της Νανοτεχνολογίας, της Βιοτεχνολογίας, της Πληροφορικής και της Γνωσιακής Επιστήμης είναι το νο. 1 στοίχημα του 21ου αιώνα για τις κορυφαίες εταιρίες τεχνολογίας – και όχι μόνο – παγκοσμίως και ήδη συμβαίνει ως ένα βαθμό. Αποτελεί επίσης το πρώτο «σκαλί στην κλίμακα» του υπερανθρωπιστικού οράματος. Η περαιτέρω ανάπτυξη και ισχυροποίηση της νανοτεχνολογίας, της γενετικής μηχανικής και του reverse engineering, των νευροεπιστημών, της τεχνητής αναπαραγωγής και της ρομποτικής, σε άμεση αλληλεπίδραση με τον κόσμο των υπολογιστών, σχηματοποιούν την προοπτική της ριζικής σύζευξης του κυβερνοχώρου με τον υλικό κόσμο σε διαπλανητική κλίμακα. Μετατρέπουν τελικά όλα τα έμβια όντα και τα οικοσυστήματα από ζωντανούς και απροσπέλαστους οργανισμούς, πολύπλοκες φυσικές διεργασίες και χημικές ενώσεις σε αλγορίθμους και ψηφία σε δυαδικούς κώδικες που μπορούν να κωδικοποιηθούν και να ανασχεδιαστούν κατά βούληση του εκάστοτε καριόλη που κατέχει την εξουσία. Bytes, Άτομα, Νευρώνες και Γονίδια όλα μπαίνουν πλέον στην επιστημονική ζυγαριά και κοστολογούνται ανάλογα με τη χρηστικότητά τους στην κρεατομηχανή του πολιτισμού.

Από όλα τα παραπάνω, θεωρώ πως μπορεί να γίνει κατανοητό ότι ο κόσμος, όπως τον γνωρίζουμε μέχρι στιγμής, υφίσταται μια σταδιακή, αλλά εκ βάθρων μεταμόρφωση. Κάποιος θα μπορούσε να αντιτάξει εδώ ότι η ανθρώπινη ιστορία βρίθει “κοσμοϊστορικών αλλαγών”, συγκρούσεων και ανακατατάξεων, αλλά η βασική δομή του κόσμου παραμένει η ίδια για αιώνες ολόκληρους. Θα διαφωνήσω, ξεκινώντας δίνοντας ως επιχείρημα την άγνοια της πλειοψηφίας του παγκόσμιου ανθρώπινου πληθυσμού, συμπεριλαμβανομένων και των περισσότερων από εμάς, για τη δομή της υπάρχουσας τεχνολογικής τάξης πραγμάτων, τη λειτουργία των μηχανών και τις δυνατότητες των πολύπλοκων τεχνολογικών συστημάτων. Αυτό βέβαια δεν σημαίνει ότι φταίνε οι άνθρωποι ή ότι θα έπρεπε να μάθουν να κατασκευάζουν, να προγραμματίζουν και να λειτουργούν πολύπλοκα τεχνολογικά συστήματα. Σε αντίθεση με την πολυπληθή σύνδεση στο internet, για παράδειγμα, και τις πληροφορίες που είναι ευρέως διαθέσιμες, εμείς, οι «απλοί άνθρωποι», ακόμη και αν το θέλαμε, δεν είμαστε σε θέση να γνωρίζουμε τις πραγματικές δυνατότητες της τεχνολογίας και της επιστήμης πριν αυτές έρθουν στο φως και πάρουν μια επαρκή δημοσιότητα αλλά και διατεθούν στη λιανική αγορά. Όμως, ακόμα και έτσι, οι δυνατότητες που δίνονται στο ευρύ κοινό μέσω της τεχνολογίας είναι απείρως μικρότερες από την εξουσία που κατέχουν οι κορυφαίες πολυεθνικές εταιρίες στον χώρο, πράγμα που φανερώνει, μεταξύ άλλων, την εγγενή ανισότητα του τεχνο-επιστημονικού συστήματος, αφού συνήθως προσφέρει τετριμμένες και κοινότυπες λειτουργίες και δυνατότητες που οι άνθρωποι έχουν αναπτύξει εδώ και χιλιετίες μέσω της βασικής σωματικής ικανότητας των αισθήσεων και της νοητικής αντίληψης. Πρόκειται για εφαρμογές και εργαλεία απειροελάχιστου βεληνεκούς συγκριτικά με το εύρος εξουσίας που διαθέτουν οι τεχνολογίες τους και παρέχουν στα αφεντικά του κόσμου και συνήθως απόλυτα περιττές μιας και για χιλιάδες χρόνια οι άνθρωποι εξυπηρετούσαν τις ίδιες ανάγκες και λειτουργίες χωρίς αυτές. Ο ντόρος γύρω από μια τεχνολογική εφεύρεση συνήθως διεγείρει περισσότερο τις ψευδαισθήσεις και τη χαζομάρα παρά τις αληθινές αισθήσεις και την ευφυΐα. Η ψευδαίσθηση, λόγου χάρη, ότι το διαδίκτυο θα οδηγούσε στην απελευθέρωση του ανθρώπου και τη σοφία έχει καταρρεύσει πλήρως. Δεν θα υπεισέλθω τώρα στην αιτιολόγηση της ανάπτυξης αυτής της ιδέας και της κατάρρευσής της, αλλά τα παραδείγματα είναι αμέτρητα… Αρκεί να θυμηθούμε τα γεγονότα της Αραβικής Άνοιξης όπου το διαδίκτυο χρησιμοποιήθηκε αρχικά από τους εξεγερμένους, αλλά στη συνέχεια έγινε φανερό με εκκωφαντικό τρόπο το ποιοι κατέχουν πραγματικά τον έλεγχό του. Η τεχνολογική μοίρα λοιπόν γράφεται από τις ελίτ, οι οποίες σε διαρκή αλληλεπίδραση και συνεργασία με ερευνητικά κέντρα, πανεπιστήμια, κρατικούς θεσμούς και διεθνείς οργανισμούς φαινομενικά «αθώους» και «άκακους», σχεδιάζουν το μέλλον όλου του κόσμου. Η ολοένα και πιο διευρυνόμενη σύνδεση μεταξύ βιομηχανίας και έρευνας δεν χρειάζεται πλέον τα αγκαθωτά συρματοπλέγματα και τα φυλάκια των στρατοπέδων, αφού παίρνει τη μορφή της μέσα σε εγκαταστάσεις πλήρως νομιμοποιημένες στο κοινωνικό φαντασιακό. Αν οι τράπεζες DNA και βιομετρικών δεδομένων (ενσωματωμένων στοιχείων στην επερχόμενη «Κάρτα του Πολίτη» που ήδη προετοιμάζεται από το ελληνικό κράτος κατ’ εντολή των ξένων πατρώνων του να αντικαταστήσει την αστυνομική ταυτότητα) είναι οι πρώτες ψηφίδες στο μωσαϊκό του άμεσου και ορατού βιο-πολιτικού ελέγχου, τότε οι αισθητήρες, τα νανο-τσιπάκια, τα αόρατα εμφυτεύματα συνθέτουν ένα ασύλληπτου βάθους και έκτασης πλέγμα κυριαρχίας και εκμετάλλευσης, όχι μόνο για τους ανθρώπους αλλά και για κάθε ζωντανό οργανισμό. Οι κάμερες κλειστού κυκλώματος και τα συστήματα παρακολούθησης του στρατού, της αστυνομίας και των μυστικών υπηρεσιών είναι «σταγόνες στον ωκεανό» μπροστά στην επικείμενη αποικιοποίηση κάθε κοινωνικής δραστηριότητας, κάθε φυσικής διεργασίας, κάθε προσώπου, κάθε αντικειμένου, των ζώων, των φυτών, των υδάτων, του εδάφους και της ατμόσφαιρας. Μπορούμε να φανταστούμε ένα μέλλον (όχι πολύ μακρινό) όπου τα όρια μεταξύ δημόσιου και ιδιωτικού θα είναι από πάρα πολύ δυσδιάκριτα έως αόρατα, από τη στιγμή που τα πάντα γύρω μας θα είναι σε ζωντανή και άμεση σύνδεση με ψηφιακά συστήματα εξουσίας. Δυο γρήγορα παραδείγματα τέτοιων – απλών σχετικά (και πάντως μέχρι στιγμής) – εφαρμογών σε μαζική κλίμακα έχουν αναπτυχθεί στα κράτη της Εσθονίας και των Ηνωμένων Αραβικών Εμιράτων. Βέβαια, η προαναφερθείσα μεταμόρφωση δεν έγκειται μόνο στην καταστολή των ανυπότακτων. Απλά η καταστολή και ο κοινωνικός έλεγχος είναι τα πιο ενδεικτικά παραδείγματα που συμπυκνώνουν την ουσία της Κυριαρχίας. Όπως είναι γνωστό αυτοί που κατέχουν την εξουσία είχαν ανέκαθεν επεκτατικές βλέψεις. Η μεταμόρφωση του κόσμου λοιπόν επηρεάζει και θα επηρεάσει ακόμα περισσότερο όλους τους τομείς της κοινωνικής ζωής, ακόμα και τις πιο τρυφερές στιγμές του ιδιωτικού βίου, τις πιο μύχιες σκέψεις και τα συναισθήματά μας μέχρι τις ανεξερεύνητες πτυχές όλου του φυσικού κόσμου, χτυπώντας πρώτα την άγρια ζωή και αμέσως μετά τους αποκλεισμένους, τους ανειδίκευτους, τους αποδυναμωμένους, τους περιθωριοποιημένους, μέχρι να τους εξαφανίσει ή να τους κάνει γρανάζια της κοινωνικής μηχανής.

Το μείζον πρόβλημα για εμάς, που ΘΕΛΟΥΜΕ ΤΗΝ ΕΛΕΥΘΕΡΙΑ και θέλουμε να πολεμήσουμε για αυτήν μαζί με άλλους ανθρώπους, είναι ότι οι περισσότεροι άνθρωποι προετοιμάζονται και είναι ενθουσιασμένοι για μια τέτοια προοπτική, αν δεν συμμετέχουν ενεργά κιόλας στις εργασίες για την επίτευξή της. Έτσι, θα βιώσουμε τα αδιέξοδα μιας ολοκληρωτικής κοινωνίας, όπου από τη μία οι δυνατότητες αντίστασης και τα opt-outs θα μειώνονται συνεχώς και από την άλλη οι (κάθε φορά) νέες τεχνολογικές εφαρμογές θα διεκδικούνται ως «δικαίωμα» και η προσπάθεια για την πρόσβαση σε αυτές και την κατάκτηση τους θα βαφτίζεται «αγώνας» (όπως ήδη συμβαίνει με την ιατρικά υποβοηθούμενη αναπαραγωγή και την παρένθετη μητρότητα που βρίσκουν υποστηρικτές ανάμεσα σε μεταμοντέρνες και φιλελεύθερες τάσεις όπως οι θιασώτες της queer θεωρίας και του trans-φεμινισμού). Θα βρεθούμε αντιμέτωποι με συνθήκες όπου οι απροσάρμοστοι που δεν συμμορφώνονται στις τεχνολογικές εξελίξεις και επιταγές θα επισημαίνονται αυτόματα στις αρχές μέσω διαδικτύου και πιθανότατα οι παράνομοι θα κλειδώνονται αυτόματα μέσα στο σπίτι ή το αυτοκίνητό τους μέχρι να συλληφθούν και να οδηγηθούν σε κάποιο στρατόπεδο συγκέντρωσης… Το παράδειγμα της Κίνας αυτή τη στιγμή κρατάει τα ηνία σε αυτή την προοπτική εφαρμόζοντας πιλοτικά προγράμματα ενός συστήματος κοινωνικής βαθμολόγησης (social crediting) για τις τραπεζικές καταθέσεις, τις αγορές στα supermarket, τη δραστηριότητα στα social media, την οδική συμπεριφορά κ.ά., ενώ έχει αναπτύξει τα μεγαλύτερα δίκτυα πανοπτικού ελέγχου με αμέτρητες κάμερες κλειστού κυκλώματος αλλά και drones κάμερες (ακόμα και σε μορφή πουλιών) που είναι σε ανοιχτή σύνδεση με την αστυνομία και λειτουργούν με τεχνολογίες facial recognition, δηλαδή τεχνητή νοημοσύνη αναγνώρισης προσώπων. Έχει κατηγορηθεί για απαγωγές Τούρκων μουσουλμάνων, ενώ κυνηγάει με μανία τους πολιτικούς αντιφρονούντες και τις οικογένειές τους συνθέτοντας ένα πλέγμα σύγχρονου «μακαρθισμού». Εκτός αυτού, επεκτείνει τους τεχνολογικούς πειραματισμούς της μέσω της «κινεζοποίησης» της Αφρικανικής Ηπείρου και χρησιμοποιώντας πρόσωπα Νιγηριανών για να εξελίξει τις τεχνολογίες machine learning που αναπτύσσει, ας πούμε, η εταιρία-γίγαντας Alibaba και όχι μόνο. Επί τη ευκαιρία, είναι αξιοσημείωτο το γεγονός πως αυτή τη στιγμή, αν δεν κάνω λάθος, οι μεγαλύτερες επενδύσεις παγκοσμίως γίνονται στον τομέα της Τεχνητής Νοημοσύνης, διαμορφώνοντας ένα ψυχροπολεμικό κλίμα μεταξύ Κίνας-ΗΠΑ (με κάποια εμφανή δείγματα γραφής να κρούουν τον κώδωνα του κινδύνου ήδη από την ανάλογης έντασης σφοδρή διαμάχη περισσότερο για τον έλεγχο παρά για το εμπόριο των νέων δικτύων τηλεπικοινωνιών 5G, που είναι η βάση για την ανάπτυξη των «έξυπνων πόλεων») και θυμίζοντας έναν πόλεμο που ίσως δεν τέλειωσε ποτέ, με απρόβλεπτες συνέπειες, κατ’ αναλογία με την ανάπτυξη και χρήση πυρηνικών όπλων… Στη δική μας ήπειρο, η Φινλανδία είναι στην αιχμή του δόρατος της ανάπτυξής της έχοντας ήδη καταστρώσει εθνική στρατηγική για την τεχνητή νοημοσύνη, διεκδικώντας τίτλους και επιχορηγήσεις από την Ευρωπαϊκή Επιτροπή, εκμεταλλευόμενη και τη θέση της προεδρίας του συμβουλίου της Ευρωπαϊκής Ένωσης που έχει πάρει από 1η Ιουλίου, για το mega-project που αναπτύσσει. Έχει επενδύσει στη συνεργασία με την Εσθονία και τη Σουηδία για να γίνει το πρώτο «εργαστήριο» εφαρμογών τεχνητής νοημοσύνης της Ευρώπης. Η γενική διευθύντρια του υπουργείου οικονομικών δήλωσε ότι η ΤΝ είναι η ναυαρχίδα για την ανάπτυξη μιας σειράς εφαρμογών ψηφιοποίησης, δηλαδή ψηφιακής διακυβέρνησης. Ενδεικτικά αναφέρω μόνο ότι η φινλανδική εταιρεία ΝΟΚΙΑ δήλωσε ότι θα εκπαιδεύσει το σύνολο του εργατικού δυναμικού της στην ΤΝ.

Όταν όμως μιλάω για τεχνο-επιστημονικό ολοκληρωτισμό δεν εννοώ ότι οι μηχανές θα κυβερνήσουν τους ανθρώπους, αλλά ότι οι άνθρωποι που ελέγχουν αυτές τις μηχανές θα έχουν μια απολυταρχική εξουσία τόσο ισχυρή και διάχυτη που η ανατροπή τους θα είναι αδύνατη, αφού δεν θα υπάρχει πλέον ούτε η γνώση, ούτε η δυνατότητα αυτενέργειας από τους επίδοξους στασιαστές προκειμένου να την σταματήσουν. Όπως προαναφέρθηκε, η αποκαθήλωση του Ανθρώπου-Ηγεμόνα γίνεται από ένα νέο «από μηχανής θεό» τον μηχανικό «θεάνθρωπο» ή αλλιώς Cyborg, που όμως βρίσκεται σε πλήρη ευθυγράμμιση και συμβατότητα με τις επιθυμίες των κυβερνώντων και τις ανάγκες της οικονομίας της ελεύθερης αγοράς. Η «ελεύθερη» επιλογή των τεχνολογικών παρεμβάσεων και μετατροπών στο σώμα και στη φύση θα είναι τόσο δοσμένη και προκαθορισμένη όσο και η επιλογή της ψήφου στο ένα ή το άλλο πολιτικό κόμμα στις δημοκρατικές εκλογές. Εν κατακλείδι, η ανάθεση της ζωής μας στους τεχνολογικούς κολοσσούς και τα αφεντικά (μιας και η οικονομία βαίνει με βήμα ταχύ προς την πλήρη ενσωμάτωση της τεχνολογίας αν η τελευταία δεν έχει ήδη αφομοιώσει την πρώτη) θα σημαίνει την ανάθεση της ελευθερίας και της ευημερίας όλης της βιόσφαιρας στις μηχανές για τις οποίες θα ήταν σοφό να θυμηθούμε τι έκαναν οι Λουδδίτες στην εποχή τους, με τη διαφορά ότι πλέον απειλείται κυριολεκτικά η επιβίωση και η ύπαρξη η δική μας και ολόκληρου του πλανήτη. Γι’ αυτό πρέπει να δούμε τι είμαστε πρόθυμοι και ικανοί να κάνουμε και πώς θα αγωνιστούμε. Γι’ αυτό η σημασία του τριημέρου είναι τεράστια και ελπίζω να έχει τις καλύτερες προοπτικές ώστε με ψυχραιμία και υπευθυνότητα, χωρίς αλαζονεία και με πνεύμα συνεργασίας και σεβασμού όλων των συντρόφων να δούμε πώς μπορούμε από κοινού να καταστρώσουμε σχέδια καταστροφής αυτού του εξουσιαστικού τερατουργήματος που είναι ο σύγχρονος πολιτισμός.

Για το τέλος θα ήθελα να αναφερθώ επιγραμματικά και απλά ενημερωτικά σε τέσσερα γεγονότα που μου τράβηξαν την προσοχή και θέλω να μοιραστώ μαζί σας επειδή με έκαναν να νιώσω πάρα πολύ προβληματισμένος όπως σίγουρα θα κάνουν και εσάς σε περίπτωση που δεν τα γνωρίζετε ήδη. Αν και δεν έχω να συνεισφέρω κάποια εις βάθος ανάλυση και κριτική αυτή τη στιγμή και με όλο το σεβασμό θέτω υπόψιν σας προς συζήτηση την γενετική τροποποίηση των παιδιών στην Κίνα, τη ρομποτική μεταμόσχευση μήτρας στη Σουηδία, την τεχνητή αναπαραγωγή με την τεχνική μεταφοράς μητρικής ατράκτου στην Ελλάδα και την τρισδιάστατη βιο-εκτύπωση ανθρώπινης καρδιάς που έγινε πρόσφατα στο  Ισραήλ.

Είμαι βέβαιος ότι κάποιοι ήδη έχετε παλαβώσει με όλα αυτά, αλλά πιστέψτε με μπορώ να καταλάβω πώς νιώθετε και να φανταστώ την πνιγηρή ατμόσφαιρα στο χώρο όταν θα ανοίγονται τέτοιες συζητήσεις με πραγματική αγανάκτηση και αγωνία για το πού πάει αυτός ο κόσμος…

Εύχομαι καλή επιτυχία στις συζητήσεις σας και καλό αγώνα!

Ντίνος

*Οι συνοδοί του SingularityU θα διεξαχθούν και πάλι φέτος, μεταξύ άλλων χωρών, στις 8-9 Οκτωβρίου στο Μιλάνο και στις 11-12 Νοεμβρίου στο Μέγαρο Μουσικής στην Αθήνα.

Ιταλικά
http://www.resistenzealnanomondo.org/necrotecnologie/contributo-per-lincontro-internazionale-contro-le-tecno-scienze-italia-luglio-2019-dellanarchico-dino-giagtzoglou-prigioniero-dello-stato-greco/

Αγγλικά
http://www.resistenzealnanomondo.org/necrotecnologie/contribution-to-the-international-meeting-against-the-techno-sciences-italy-july-2019-by-anarchist-dino-giagtzoglou-prisoner-of-the-greek-state/

 

Ντίνος Γιαγτζόγλου: Συνεισφορά στη διεθνή συνάντηση ενάντια στις τεχνο-επιστήμες

L’allevamento industriale e la soia OGM bruciano l’Amazzonia

Questa serie di incendi è direttamente collegata all’avanzamento dell’agroindustria.
Quasi 79.000 incendi in Amazzonia, principalmente in Brasile, in Bolivia e in importanti aree del Paraguay, sono andati avanti per settimane, bruciando oltre un milione di ettari di foresta tropicale e distruggendo territori indigeni, molti dei quali erano stati invasi legalmente o illegalmente per bestiame, agricoltura industriale e miniere. Ci sono 1.500.000 abitanti di comunità indigene che sono minacciate o già subiscono gli impatti di questa grave crisi che sta devastando vaste regioni amazzoniche, la loro fauna, flora e diversità biologica uniche.
L’incendio si espande seguendo il percorso delle transnazionali del bestiame e dell’agroalimentare. Le foreste vengono abbattute e bruciate nello spazio aperto per i semi di soia transgenici di Bayer-Monsanto e l’allevamento di bestiame per JBS, la più grande produzione transnazionale di carne industriale su scala globale, che ha una traccia nera di varie violazioni legali, tra le altre, per commercio di bestiame allevato con deforestazione in Amazzonia.
La Vía Campesina Brasil ha dichiarato che questa serie di incendi è direttamente collegata all’avanzamento del settore agricolo e, a causa dell’enorme danno che provoca alle comunità e alla natura, deve essere considerata un crimine contro l’umanità ( https://lahaine.org/aG9v ). Tra il 10 e l’11 agosto, che è stato dichiarato Giornata del Fuoco dai proprietari terrieri della regione che hanno bruciato la foresta per seminare soia e pascolo transgenici, gli incendi sono aumentati del 300 percento. Ha anche denunciato che le immagini satellitari mostrano un progresso non visto dagli anni ’80 del mining illegale nei territori indigeni, che è stato stimolato dal governo. ( https://tinyurl.com/y3rq9d4j )
In effetti, non si tratta di fattori climatici o sfortuna: ci sono cause e attori specifici. Il principale motore della tragedia è la semina di monocolture e pascoli per il bestiame su larga scala e la deforestazione che causano. Il Brasile è il principale esportatore mondiale di soia transgenica, con vaste aree nelle aree in fiamme e circostanti, principalmente destinate al foraggio di suini, polli e mucche in prigione, principalmente in Europa e Cina.
Ma né le monocolture di soia (o altre) né il bestiame industriale sono necessari per nutrire la popolazione mondiale ( https://tinyurl.com/yxv3dz8s ). Sono solo affari di società transnazionali con gruppi economici che hanno assicurato politiche di produzione ed esportazione molto favorevoli dal Sud del mondo, accompagnate da vari stimoli per aumentare il consumo di carne in molte parti del mondo. Questo, nonostante il fatto che sia le monocolture agroalimentari sia il bestiame intensivo siano tra i maggiori fattori di emissione di gas che producono i cambiamenti climatici. E questo, senza contare l’aumento delle emissioni di carbonio che gli incendi ora significano.
Il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, venuto al governo sostenuto dalla cosiddetta banca rurale di quel paese (proprietari terrieri, seminatori di canna, soia, mais e grandi allevatori), ha ripetutamente dichiarato che conservare l’Amazzonia è uno spreco di risorse che può essere utilizzato da queste e altre industrie, come l’industria mineraria, idroelettrica e petrolifera. Tutto ciò ha facilitato i progressi in quella regione, con un misto di legalizzazione delle frattaglie, smantellamento delle misure di protezione e sabotaggio del controllo ambientale.
Per nascondere i sintomi del disastro che si stava osservando, all’inizio di agosto di quest’anno, Bolsonaro ha licenziato Ricardo Galvão, direttore del National Institute of Space Research (INPE), per aver riferito che la deforestazione in Amazzonia è aumentata ad un ritmo allarmante e molto più vecchio dell’anno precedente. Bolsonaro negò che ciò fosse vero e poco dopo, quando non poté più negare la crisi del fuoco in Amazzonia, lanciò menzogne ​​grezze, come il fuoco causato dalle organizzazioni ambientaliste per molestarlo. Come se gli incendi non fossero stati causati dalle stesse persone che incoraggiavano e riparavano.
Se l’incendio continua a diffondersi – ha avvertito il coordinatore delle organizzazioni indigene del bacino amazzonico – non solo gli abitanti di 350 popolazioni indigene che vivono nell’Amazzonia sono in pericolo, 6,7 milioni di chilometri quadrati di foreste, ma ne risentirebbero anche 44 mila specie di piante , 2.200 specie di animali, 2.500 specie di pesci d’acqua dolce e dal 17 al 20 percento dell’acqua dolce totale sul pianeta, oltre alla perdita di fogliame di questo ecosistema rappresenta fino al 10 percento delle emissioni Carbonio globale ( https://tinyurl.com/yxasfvd4 )
Un’indagine dell’organizzazione Trase, con The Guardian e Repórter Brasil (2 luglio 2019), ha mostrato che JBS vende consapevolmente bestiame allevato in aree devastate dell’Amazzonia ( https://tinyurl.com/y4yxtfhn ). Alimenta sicuramente altre strutture zootecniche con soia che proviene anche dall’Amazzonia. Bayer-Monsanto affronta più di 18 mila cause legali negli Stati Uniti per aver causato il cancro a quel numero di vittime, conoscendo gli effetti cancerogeni del glifosato, agrotossici usati per l’impianto di transgenici. Come dice La Via Campesina, questi sono crimini contro l’umanità, in Amazzonia e oltre.

 

Originale in spagnolo: 

[Analisis] Ganadería industrial y soya transgénica queman la Amazonia

 

La procreazione al tempo delle biotecnologie

La procreazione al tempo delle biotecnologie

a cura del Collettivo Resistenze al Nanomondo

Opuscolo, 38 pagine, 2 euro

La PMA per tutte e tutti non è un grido di libertà e autodeterminazione, ma un futuro al quale potremmo essere tutte/i condannate/i.

Indice:

Silvia Guerini
La riproduzione artificiale dell’umano
Costantino Ragusa
Editing genetico per tutti! Chi li sta fermando?
Silvia Guerini
Il futuro è già qui, anche se non ha l’aspetto di una mostruosa chimera. Terapie geniche, clonazione, analisi genetiche prenatali, procreazione: prospettive eugenetiche

Per contatti e copie: www.resistenzealnanomondo.org info@resistenzealnanomondo.org

Meccanici i miei occhi. Nati in laboratorio 

Meccanici i miei occhi. Nati in laboratorio 

Dall’utero in affitto alla manipolazione genetica

Edizioni Ortica, pag.194,13 euro.

Autrici: Cristiana Pivetti, Giovanna Camertoni, Laura Corradi, Silvia Guerini, Marie-Jo Bonnet, Luisa Vicinelli, Daniela Pellegrini, Angela Giuffrida.

In questo libro sono raccolti gli interventi della Campeggia Femminista contro la riproduzione artificiale e il sistema che la rende necessaria.

Uno sguardo femminista radicale contro la riprogettazione del vivente: l’utero in affitto, la procreazione medicalmente assistita e l’ingegneria genetica.
Le autrici, partendo dal dibattito sulla pratica dell’utero in affitto, sollevano dubbi e domande anche sulla procreazione medicalmente assistita che, con l’inseminazione in vitro, sposta la riproduzione umana dai corpi ai laboratori ove si manipola il vivente, riflettono sul sistema etero-patriarcale capitalista, lo sviluppo delle tecno-scienze, la condizione della donna, la salute umana, lo sfruttamento degli animali e del pianeta. La riproduzione artificiale degli esseri umani fa parte di un processo più ampio di assoggettamento, mercificazione e ingegnerizzazione tecno-scientifica del vivente; è uno degli aspetti più pericolosi della contemporaneità.

Per contatti e richiesta di copie: www.resistenzealnanomondo.org

8 Ottobre – Presidio al Singularity Summit Italy

SINGULARITY UNIVERSITY SUMMIT ITALY

PRESIDIO 8 OTTOBRE 2019
Dalle 7.00 alle 14.00
Milano Congressi – Via Gattamelata 5

Il Transumanesimo è già qui

Il transumanesimo non è una tendenza marginale di alcuni eccentrici ricercatori o un effetto collaterale dello sviluppo tecnologico, è il logico approdo di questo sistema tecno-scientifico.
Lo slogan di questo incontro è: “Progetta il futuro. Costruisci il futuro. Sii il futuro.” Un futuro che sta già diventando il presente. Le logiche del transumanesimo – superamento dei limiti, miglioramento e potenziamento dell’uomo, riprogettazione e artificializzazione del vivente – non sono solo mere speculazioni astratte, ma diventano ricerche, chimere transgeniche, droni militari, nuovi apparati della smart city, Procreazione Medicalmente Assistista e editing genetico.
Il transumanesimo e il sistema tecno-scientifico producono immaginari, desideri, bisogni, trasformano il mondo e la nostra percezione della realtà.
Dalla Singolarity University, una delle maggiore espressioni del transumanesimo, si formano i più importanti dirigenti e ricercatori mondiali, alcuni di loro confluiscono poi al MIT (Massachusetts Institute of Technology), una delle più importanti università di ricerca al mondo; nella DARPA, una agenzia governativa del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per lo sviluppo di nuove tecnologie per uso militare; in Google; in Microsoft, solo per citarne alcune…Tra i maggiori finanziatori della Singolarity University vi sono compagnie come Google note sicuramente per l’informatica ma meno per i suoi investimenti nella ricerca genetica. Proprio in questa convergenza di settori e ricerche di alto livello quest’alveo di scienziati, imprenditori, militari, politici trovano il loro incontro.

Noi non vogliamo essere uomini macchina in un mondo macchina!

Spazio di documentazione La Piralide – lapiralide.noblogs.org
Collettivo Resistenze al Nanomondo – www.resistenzealnanomondo.org

Dal “Transidentitario” al bambino-macchina – PMO

Dal “Transidentitario” al bambino-macchina

Ecco un dialogo con Fabien Ollier a proposito del suo libro “L’uomo artefatto. Indistinzione dei sessi e fabbrica di bambini” (Ed.Quel Sport?) preceduto da richiami e considerazioni sul tema.

Dal rilascio del nostro “Manifesto degli scimpanzé del futuro contro il transumanesimo”, nel Settembre 2017 (Editions Service compreso) vediamo uno sciame di lavori volare nell’aria del tempo presente intorno allo stesso soggetto, per poi abbattersi sugli scaffali delle librerie. Forse abbiamo messo in luce un puzzle di fatti e di spiegazioni che, una volta assemblati, salta agli occhi con la forza dell’evidenza e della sorpresa, costringendo da quel momento quelli che l’hanno visto a pensarci e a parlarne. E sarà così fintanto che, il vivente politico nell’ambiente in cui vive, sarà una causa di disputa e non un prodotto di laboratorio ordinato su Amazon e consegnato con un drone.

Tra i pezzi di questo puzzle in corso da più di vent’anni si può citare alla rinfusa e in modo non esaustivo: i concetti di macchinazione e di auto- macchinazione (uomo-macchina, mondo-macchina etc.); il legame stabilito tra volontà di potenza e sviluppo dei mezzi/macchina (mekhané) di questa potenza; la filiazione che lega la tecnologia (mezzi di produzione) alla tecnocrazia (in quanto classe detentrice effettiva di questi mezzi) e la tecnocrazia al transumanesimo; il multiculturalismo e il transumanesimo come ideologie dominanti – e convergenti – della tecnocrazia dirigente. Allo stesso titolo l’arte contemporanea è l’arte ufficiale della nostra epoca. La riproduzione artificiale dell’umano e la convergenza, oggettiva e soggettiva, tra transumanisti transidentitari (alias queer).

Tra lo sciame di libri evocato più sopra ce ne sono di brutti e meno brutti. Senza parlare dei libri transumanisti, consacrati alla difesa e all’illustrazione dell’”uomo aumentato”, abbiamo visto passare lavori piattamente opportunisti, di autori ed editori desiderosi di figurare sul mercato e in questo dibattito aperto dall’intrigante audience del “Manifesto” a costo di parafrasarne le idee e i riferimenti. Si sarebbe dovuto recensire questi libri di volta in volta, instaurare una discussione con i loro autori, etc. Per mancanza di tempo, abbiamo preferito portare avanti la nostra indagine [1] e partecipare alla contestazione popolare delle città-macchine (smart city) con il movimento anti-Linky.

Quello che più ci scoraggiava era l’incoerenza della critica, la sua inerzia ottusa di gente ben diplomata, filosofi, psicanalisti, sociologi, economisti… dotati di tribune e microfoni aperti, professionisti celebrati del pensiero o specialisti scientifici. Dobbiamo evocare il patetico Testart il quale, libro dopo libro ci allerta sui “pericoli”, le “derive eugenetiche e transumaniste” della DPI (diagnosi pre-impianto) sostenendo d’altro canto con ostinazione la pratica della PMA per le coppie sterili. Cioè la riproduzione artificiale che egli ha introdotto in Francia, nel 1982, con il suo compare Reé Frydman. E’ tuttavia evidente che aprendo la possibilità della riproduzione artificiale si apre a quella del miglioramento del prodotto; e da innovazioni e miglioramenti a tutte le manipolazioni genetiche offerte da Crispr-CAS9 e i successivi avanzamenti delle conoscenze.
E cosa dire di Silvyane Agacinsky che pensa di fare muro con il suo CoRp (Collectif pour le Respect de la personne) contro la prostituzione delle madri surrogate (GPA) ma tace sulla PMA e non si rende conto, cinque anni più tardi, in questi giorni, del legame tra riproduzione artificiale e ideologia queer [2]. Da qui a cinque anni forse si accorgerà del legame stabilito da anni tra eugenetica e riproduzione artificiale, tra transumanesimo e transidentitarismo.
Lo stesso per Marianne Durano, cattolica e “ femminista integrale” ostile alla GPA, alle fabbriche di bambini, all’eugenetica e al transumanesimo, ma altrettanto muta sulla pratica della PMA per gli eterosessuali sterili.
E infine per finire questa recensione alla Dubout, quegli anarchici che hanno commesso il passo falso di accompagnarci nella contestazione della RAH (riproduzione artificiale dell’umano) si stupiscono dello “scandalo e si defilano con riverenze pacificanti.

Bisogna dire che noi avevamo spinto l’oltraggio ai buoni sentimenti fino alla critica del transidentitarismo, del suo diniego del reale e dei suoi deliri soggettivisti. Era in un testo del Novembre 2014 intitolato  “Questo non è una donna” (a proposito di contorti “queer”)” [3]. Circostanza aggravante, questo testo seguiva a una serie consacrata a “La Riproduzione artificiale dell’umano” co-redatta con “Alexis Escudero” e pubblicata in Maggio/ Giugno 2014 [4]. Induriti nel delitto d’opinione e nel crimine del pensiero abbiamo reiterato con un aggiornamento pubblicato in Giugno 2018: “La riproduzione artificiale per tutte; lo stadio infantile del transumanesimo” [5]. Oggi ancora ogni anarco-queer o “transgender” che si rispetti è colto da una crisi epilettica alla menzione di questi orrori. E se non è “iel” Saranno i loro amici “techno progressisti”. Tutta l’area liberal-libertaria, dall’estrema sinistra in decomposizione, al showbizz (musica,moda, cinema, pubblicità, passando per i media (gruppo Le Monde, Radio France, Libération etc.) l’editoria e l’università, tutti dimenandosi a rimorchio del Gay Pride.
In breve la danza macabra dei transumanisti, coscienti o incoscienti.

E’ pertanto dalla critica del transidentitarismo che è partito Fabien Ollier, cinque anni più tardi nel “L’Uomo Artefatto”, senza temere i riferimenti a “Questo non è una donna” né alla “Riproduzione artificiale dell’umano”.
Questo coraggio, così raro presso i critici della società industriale sarebbe stato sufficiente ad attirare la nostra attenzione. Ad eccezione degli Italiani di Resistenze al Nanomondo, dei Belgi della rivista Kairos, degli anarchici spagnoli di Contra toda Nocività e dei Lionesi de La Décroissance, noi non abbiamo incontrato, a proposito della riproduzione artificiale dell’umano, del legame tra eugenetica e transumanesimo, tra transumanesimo e transidentitarismo, altro che elusione, silenzio, orecchie sorde, sguardi sfuggenti. I nostri propositi sono “ divisivi” o vedete voi “maldestri”. Sarebbe stato più appropriato e riunente attenerci ai luoghi comuni della critica ecologista: la contestazione della devastazione territoriale, delle dighe, delle autostrade, aeroporti TGV etc. O ancora ai soggetti che ci procuravano tanto sospetto quando parlavamo, dal 2001, delle nanotecnologie e del nanomondo, della perdita di controllo e del totalitarismo tecnologico, a partire dai sintomi forniti da Minatec, Clinatec, il cellulare, le pulci RFID, i nems (sistema micro-elettro-meccanico), la biologia sintetica, le bio-e-neurotecnologie, etc. Tante critiche che sono diventate, dopo lunghi anni di studio, la materia del pensiero di Camille Ran-tan-plan o del Groupe Voiture-Balai.

Si dà il caso che inoltre, L’Homme artefact disegna ciò che noi non abbiamo fatto, né nessuno di nostra conoscenza: la storia generale di questa crisi antropologica a partire dagli anni 1970.
Senza dubbio, molti fatti, nozioni, episodi, personaggi, autori etc. erano stati reperiti in altri lavori. Tra i più recenti, “La philosophie devenue folle” di Jean Francois Braustein (Grasset 2018) che ricorda le sordide condizioni dell’invenzione del “genere sociale”di John Money; il saggio rimarchevole di Isabelle Barbéris su “L’arte del politicamente corretto” (PUF, 2019) ; l’ “Appuntamento con i mortali” di Jaques Luzi, sul “Diniego della morte di Descartes al transumanesimo” (La lenteur, 2019); “Richiamo e disgrazia del transumanesimo” di Olivier Rey (Desclée de Brouwer, 2018); e venti pagine di bibliografia, decine di note a piè di pagina, attestanti che Fabien Ollier ha riciclato una moltitudine di elementi sparsi, ma precisamente, lui l’ha fatto. E così facendo ne ha restituito le concatenazioni, le istanze e le articolazioni.

Ciò che ci è dato vedere è lo scatenamento della volontà di potenza (“ il desiderio”), grazie allo scatenamento tecnologico, nella produzione e riproduzione del cliente re. Si tratta, letteralmente, di prendere i propri desideri per delle realtà e di imporle come tali, sfidando, precisamente le realtà oggettive. E non è bello a vedersi. Macellerie chirurgiche e intossicazioni farmaceutiche per fabbricare delle fake donne e dei fake ragazzi. Imposizione di un linguaggio e del delirio mentale di una minoranza “contorta” (queer) all’insieme della società chiamata ad autenticare le sue allucinazioni e dar loro un falso sembiante di verità grazie agli ultimi progressi della scienza. Contraddizioni tra il rifiuto del biologico ed esigenza di validazione biologica dell’identità autocostruita artificialmente. Tra odio della carne, dei “brandelli” umani e sovrainvestimento narcisistico del corpo disegnato su misura. Egotismo degli auto imprenditori in identità ossessionati dalla dissezione delle loro particolarità e dallo stretto rispetto delle etichette. Chiunque confonda creature “binarie” e non “binarie” commette il crimine di lesa-identità. Sanzione incorsa: la messa al bando dalla nuova buona società, quella che rispetta tutte le differenze libera di fabbricarne per meglio strumentalizzarle. Se l’interesse dell’industria dell’auto-macchinazione per questa diversificazione delle opzioni identitarie non ha dubbi, più stupefacente è la compiacenza perversa del mondo intellettuale per questo rovesciamento del reale. Anne Fausto Sterling, Thierry Hocquet, Eric Fassin,Elsa Dorlin, Sam Bourcier, Paul Preciado e molti altri universitari citati da Fabien Ollier, che fanno carriera sulla difesa di pretese differenze. E’ la regola del gioco come direbbe Bourdier che l’ha così ben praticata [6]. Ci si distingue come si può sul mercato delle idee.

Quando i vestiti magici dell’imperatore si presume siano invisibili agli occhi degli imbecilli quale intellettuale avrebbe il coraggio di esclamare – “ Ma Sua Maestà è nuda!” [7]
Quale universitario oserebbe dire oggi davanti a una Marie Helène,<Sam>, Bourcier, Beatriz <Paul>, Preciado etc : “Ma questo non è un uomo!”

Che un simulacro più o meno riuscito possa farsi passare per quello che non è; che arrivi a credere nella propria finzione; e a trovare dei falsi testimoni diplomati per garantire, con tutta la competenza scientifica e filosofica, che bisogna crederci, verifica di ritorno il cliché di Debord su “l’era del falso senza replica”.

“Il solo fatto di essere ormai senza replica ha dato al falso una qualità nuova. E’ in un sol colpo che il vero ha cessato di esistere quasi ovunque o nel migliore dei casi si è visto ridotto ad un’ipotesi che non può mai essere dimostrata. Il falso senza replica ha fatto scomparire l’opinione pubblica che, in un primo momento, si è vista incapace di farsi sentire e, velocemente poi di conseguenza di formarsi.” [8]

Benché titolare di un master II in filososfia Fabien Ollier contribuisce alla sopravvivenza di un’opinione pubblica è vero che non insegna all’università e non ambisce a un posto al CNRS. Può bestemmiare il dogma postmoderno senza timore per la sua carriera d’insegnante in Educazione Fisica e Sportiva. Coloro che come lui preferiscono pensare liberamente potranno leggere, dopo l’intervista che ci ha concessa “L’uomo artefatto. Indistinzione dei sessi e fabbrica dei bambini” (Editions QS? 203 p. 15€ www.quelsport.org)

Pièces et main d’œuvre
9 juillet 2019

Intervista con Fabien Ollier

PMO: All’infuori di alcune eccezioni, gli umani nascono maschi e femmine e diventano uomini e donne. E’ quello che pensiamo, come te e come molti altri che non osano più dirlo a voce alta, tanto i discorsi dei transidentitari si impongono ormai in forma autoritaria. Tu scrivi che “ questi discorsi ideologici o utopici sui nuovi orizzonti sessuali degli umani si distinguono per uno stile di pensiero comune”. Qual’è questo stile di pensiero e quale idee veicola?

F.O.: I transidentitari che sono, a mio avviso, i gruppi di pressione transessuali, transgender, transbiomorfisti [9] e transumanisti formano attualmente ciò che l’epistemologo Ludwik Fleck chiama una “comunità di pensiero chiusa su sé stessa” o per dirla diversamente, una sorta di nebulosa settaria che adotta uno stile di pensiero caratterizzato dalla scelta di oggetti sui quali il collettivo può o non può riflettere, dai pregiudizi obbligatori che un membro di questo collettivo deve forzatamente aver interiorizzato e dai metodi che bisogna utilizzare o non utilizzare per elaborare delle “conoscenze” [10]. Questo significa più precisamente che uno stile di pensiero è un conformismo, un assoggettamento mentale, una limitazione dello spirito critico che confina con l’intolleranza. Così la propaganda transidentitaria, d’ispirazione liberal-libertaria in apparenza, diffonde in maniera autoritaria un’ideologia-cimento [11], una visione del mondo che coagula un numero sempre maggiore di persone le une alle altre al punto da formare un corpo mistico nuovo [12].
Questa idea-faro è che il corpo non ha alcuna gravità ontologica neppure minimale. Non sarebbe dato dalla vita,dalla natura e dal caso. Soprattutto non sarebbe costituito trascendentalmente come un “ corpo di carne soggettivo” non lacerabile [13], ma sarebbe al contrario una pura costruzione sociale, politica e infine individuale. Del corpo così ridotto allo stato di semplice materia fabbricata socialmente o meccanicamente in modo più o meno complesso da comporsi da sé medesimi, non resta che la cosa malleabile a volontà, o il capitale da far fruttare secondo le liturgie mediatiche e le messe tecno-mercantili del corpo feticcio, del corpo meraviglioso, del corpo glorioso quaggiù. Non c’è bisogno di insistere sul potenziale totalitario di tali concezioni del corpo-cosa. Da qui si è insinuata anche l’idea perniciosa che la sessuazione degli esseri umani in due categorie distinte e radicalmente altre in quanto complementari -maschio e femmina- non sarebbe, anch’essa, che il risultato di una forza socio-politica vincolante: quella della scienza maschile, occidentale, patriarcale, bianca, colonialista e eterosessuale. Tutto avviene come se la luna dovesse ormai rivelare al mondo intero che è costituita di formaggio roquefort con il pretesto che Neil Armstrong è il primo uomo ad avervi posto il piede sopra e che non ha necessariamente visto alcunché a causa del colore della sua pelle e del suo pene! Nuove questioni uscite dritte dallo spirito contorto (queer) si sono messe in circolo: e se i sessi non esistessero così come il corpo? E se tutto questo non fosse che menzogna idea dello spirito, finzione sociale, delirio di maschi dominanti? Per i transidentitari, in particolare coloro che sono molto attivi nei gender studies nei paesi anglosassoni e ormai anche in Francia, un vasto complotto metafisico sarebbe il fondamento di un’illusione maggiore: quella dell’esistenza del dimorfismo sessuale. Si dovrebbe altresì decostruire questo mito, uscire dalla binarietà uomo-donna alienante e oppressiva e per riconoscere infine che i sessi non sono due ma numerosi (tesi di Anne-Fausto Sterling) che i “generi” sono persino più essenziali dei sessi (tesi di Judith Butler) e che essendo fluidi,vaghi, confusi e senza frontiere bisognerebbe che proliferassero per realizzare il cyborg (tesi di Donna Haraway).
Dal fatto dimostrato che il maschile e il femminile derivano da una costruzione sociale effettuata sulla corporeità attraverso istituzioni che si fanno carico della vita quotidiana degli individui, si è insidiosamente arrivati, con l’abbandono di qualsivoglia critica istituzionale, e con l’ossessione identitaria, a pretendere che i ruoli sessuati sono puramente convenzionali (tesi di Bourdieu) e che la vera liberazione sessuale consisterebbe nel farla finita una volta per tutte con i sessi. L’ora sarebbe dunque venuta per i transidentitari e altri post-sessualisti di avere il diritto di scegliere il proprio genere. Questa ideologia psicotica e morbosa del corpo in cantiere permanente, del corpo sradicato e nomadizzato comporta una base materiale reale: il mercato della “transizione” è perfettamente organizzato e mondializzato per accogliere a braccia aperte nelle proprie cliniche di biodesign e nei suoi studi medici, i nuovi “disforici” o “pletorici” di genere che vogliono viaggiare dalla donna verso l’uomo e inversamente, a mezzo di grandi sparate di ormoni commercializzati dai laboratori Bayer-Monsanto, passando dai due contemporaneamente e infine non essendo né l’uno né l’altro a colpi di bisturi, o optando per l’ibridazione con altri “esseri senzienti” con i quali si sentirebbero molto vicini (animali, vegetali, robot).

PMO: I transumanisti che progettano un corpo su misura auto prodotto dalla tecnologia affermano il loro disgusto per il carnale e il corpo biologico (“carne” o “gelatina”, secondo gli autori). Da cosa deriva, nella negazione del dimorfismo sessuale, l’odio del corpo?

F.O.: Esistono delle passerelle ideologiche tra i gruppi LGBTQ+ o post femministi attuali che negano in modo mistificatorio i due sessi e i transumanisti che pretendono di poter “aumentare” o “trascendere” l’umano grazie a delle trasformazioni profonde del corpo e a delle condizioni di esistenza. Per questi due movimenti a forte tendenza settaria che professano delle nuove verità più vere di quelle che erano sostenute nel “vecchio mondo” il corpo umano non sarebbe altro che un brogliaccio che deve essere assolutamente corretto senza tregua. Da qui, il rapporto con il corpo è a mio avviso più ambivalente del semplice odio per il medesimo. Theodor W. Adorno e Max Horkheimer lo avevano ben messo in evidenza: “l’amore-odio verso il corpo impregna tutta la civiltà moderna. Il corpo è schernito e rigettato come la parte inferiore e asservita dell’uomo e al tempo stesso oggetto di desiderio come ciò che è “proibito, reificato, alienato”. [14] Nel caso dei transgender, il bricolage tecno-medico del corpo necessita di un investimento narcisistico considerevole ma questo è anche negativo o morboso perché si tratta di rifare un corpo rifiutandolo quasi completamente. Dal momento in cui ciò che distingue radicalmente l’uomo dalla donna- ne convengo – si tratta di un quasi niente metafisico che diventa un quasi tutto – è ridotto ad un insieme di meccanismi quantificabili, di tassi di ormoni, di organi o geni osservabili, diventa facile enunciare che un uomo non è altro che una donna dotato di un forte tasso di testosterone, eventualmente dotato di un pene o di qualcosa di vagamente somigliante. Si ingaggia allora la lunga “transizione” durante la quale le attenzioni egocentriste al proprio piccolo corpo amato-odiato captano tutta l’attenzione, assorbono tutta l’energia, vuotano anche le borse nel passaggio e sicuramente allontanano da tutte le altre preoccupazioni più fondamentali del genere umano: l’arte, la politica, la morale, la creazione sociale etc.. in questo tipo di obnubilazione corporale a tendenza maniacale, si tratta insomma di auto generarsi applicando al corpo una volontà di onnipotenza infantile e (auto)distruttrice che contesta in profondità l’appartenenza all’umanità dell’umano. Da qui l’attrazione per il post-umano, per il post-sessuale, per l’uomo artefatto. E’ quello che esprime molto esattamente Max Valerio, molto spesso preso a modello nella letteratura trans e queer, perché si qualifica come uomo con vagina: “Noi ristrutturiamo i nostri glandi, i nostri fluidi corporali, la nostra pelle, i nostri nervi e le nostre parti genitali, noi intensifichiamo gli archetipi della mascolinità e della femminilità in modo da vedere attraverso di essi, ad attraversarli e a riconfigurarli completamente così come il loro significato una volta per tutte”. [15]
Ora, l’etnopsicanalista Georges Devereux ha messo in exergo la forte pregnanza masochista che cela questo tipo di “bionegatività”. Dice qualcosa che mi sembra fondamentale per ben cogliere l’estensione dei danni che può generare sull’insieme della società l’idea a priori solamente stupida e delirante che i sessi sono vaghi e manipolabili a volontà. “Il tentativo di individualizzarsi attraverso la negazione delle proprie caratteristiche di base rappresenta la distruzione dell’identità reale come un mezzo privilegiato per costruirsi un’identità fittizia. I lemmings umani pretendono di affermare la vita dimostrando la loro capacità di morire. E’ come se l’eunuco provasse al meglio l’esistenza delle non-donne: degli uomini”. [16]

Performare i generi”, “ derivare attraverso i generi” e le loro combinazioni potenziali, far “proliferare i generi” e diventare, secondo l’espressione della post-umanista Katherine Hayles, “gender drifter” ritorna a militare anche per delle identità cyborg, dei tecnocorpi mutanti, provvisti di organi genitali adattati alle forme, quantità e qualità desiderate, e dotate di attributi necessari alle attività sessuali realizzati come ci si dotasse di utensili per cucinare o fare sport. E’ il fantasma del corpo totale, del tutto in uno. Ecco perché l’ordine corporale che si realizzerebbe nel caso si applicasse una tecnopolitica mirante a liberalizzare e incoraggiare le mutilazioni delle sessuazioni originarie per “ aumentare” si fa per dire i piaceri, le sensazioni, le vibrazioni o gli spasmi del corpo artificialmente transgenerato sarebbe per forza totalitario. George Orwell aveva visto bene nel suo 1984: il Grande Fratello s’infiamma all’idea di abolire l’orgasmo e quelli che pretendono di migliorarlo o demoltiplicarlo per transizione o ibridazione di genere ci arriveranno grazie ad una forma di censura per eccesso.

www.piecesetmaindoeuvre.com
http://www.piecesetmaindoeuvre.com/IMG/pdf/entretien_avec_fabien_ollier.pdf

Note:

1. Cf. Ecrasons l’infâme. Le culte de la Mère Machine et la matrice religieuse du transhumanisme (2017); Reproduction artificielle pour toutes : le stade infantile du transhumanisme (2018); Alain Badiou nous attaque, et nous faisons (humblement) notre autocritique (2019)
2. L’homme désincarné. Du corps charnel au corps fabriqué. Editions Gallimard, juin 2019
3. http://www.piecesetmaindoeuvre.com/spip.php?page=resume&id_article=539 4
4. http://www.piecesetmaindoeuvre.com/spip.php?page=resume&id_article=507 5
5. http://www.piecesetmaindoeuvre.com/spip.php?page=resume&id_article=1064
6. Cf. Les Règles de l’art, Le Seuil, 1992
7. Cf. Les Habits neufs de l’empereur, Andersen
8. Commentaires sur la société du spectacle, Editions Gérard Lebovici, 1988
9. Partisans de l’hybridation du corps humain avec d’autres entités, ils contestent les frontières entre genre humain et machines, espèces animales, végétales ou minérales et veulent transformer/transcender le corps humain en mixant le tout (ingestion de puces NFC, injection de sang de cheval ou de chlorophylle, implants de fausses cornes…).
10. Voir Ludwik Fleck, Genèse et développement d’un fait scientifique, Paris, Flammarion, « Champs sciences », 2008, pp. 173-182.
11. Voir à ce sujet Louis-Vincent Thomas, « Les fonctions de l’idéologie », in Louis-Vincent Thomas, Humains, non-humains, extra-humains. De la pluralité anthropologique des mondes. Écrits socioanthropologiques (1973-1994), Alboussière, QS? éditions, « Archives du futur », 2018.
12. Sur le corps mystique, voir Jean-Marie Brohm, Ordre corporel et incorporations. Corps sociaux, corps politiques, corps mystiques, Alboussière, QS? éditions, « Horizon critique », 2019.
13. Voir à ce sujet Michel Henry, Philosophie et phénoménologie du corps. Essai sur l’ontologie biranienne, Paris, PUF, « Epiméthée », 2006.
14. Max Horkheimer et Theodor W. Adorno, « L’importance du corps », in La Dialectique de la raison. Fragments philosophiques, Paris, Gallimard, « Tel », 1996, p. 251.
15. Cité in Sam Bourcier, Queer Zones. La trilogie, Paris, Éditions Amsterdam, 2018, p. 601.
16. Georges Devereux, Femme et mythe, Paris, Flammarion, « Champs », 1988, p. 5.

Versione pdf: Dal transidentitario al bambino macchina trad
Versione pdf in francese:http://www.piecesetmaindoeuvre.com/IMG/pdf/entretien_avec_fabien_ollier.pdf

 

 

 

 

 

È uscito il settimo numero del giornale ecologista radicale L’URLO DELLA TERRA

In questo numero:

– Il Green New Deal e l’ecologismo di stato: la trappola della sostenibilità (Costantino Ragusa)
– I Paradossi delle politiche dell’identità (Silvia Guerini)
…O verso una civilizzazione post-umana? Conoscenza contro sapere, scienza contro mondo sensibile: progressione del disumano (André Gorz da L’immatèriel, editions le Galilée)
– Un resoconto equilibrato del mondo: uno sguardo critico alla visione del mondo scientifico (Wolfi Landstreicher)
– Il corpo di genere nello specchio delle nuove tecnologie (Game Over _ για τη διάσωση της αμήχανης σκέψης)
– Sabotiamo il mondo macchina della rete 5G e della smart city (Collettivo Resistenze al Nanomondo)
– Dal collettivo di Grenoble Anti Linky e da Pièces et Main d’Oeuvre
– Stralci dal libro “Meccanici i miei occhi. Nati in laboratorio. Dall’utero in affitto alla manipolazione genetica”.

Editoriale

Ci piacerebbe concentrare queste nostre righe su quelle che sono le questioni che da anni portiamo avanti con questo giornale, ma dobbiamo fare i conti anche con altri aspetti che riguardano questo clima sempre più repressivo che si respira in questi ultimi mesi. Ovviamente il decreto sicurezza appena approvato da questo governo con tutto il suo carico di attacco alle libertà degli individui e alle lotte sociali rappresenta un aspetto importante. Ma sarebbe sicuramente inadeguato porre la nostra attenzione solo su questo e soprattutto solo su singoli ministri, che seppur accaniti non hanno fatto tantissimo di più dei precedenti di sinistra. È proprio la sinistra democratica che ha messo in piedi le peggiori infrastrutture repressive, chi è arrivato dopo non ha fatto altro che continuare e confermare dove necessario su quel medesimo solco.
Se ci troviamo in questa situazione senza riuscire sempre a comprenderla lo si deve anche a tutti quegli anti di tutto, soprattutto di sinistra, per quel che ne rimane, e progressisti convinti che impegnati a evidenziare aspetti particolari e parzialità si sono fatti scappare la totalità del problema o quei punti cardine che meritavano non solo degli slogan o pensieri di superficie ma riflessioni approfondite.
Abbiamo a che fare con un processo repressivo che di anno in anno stringe sempre di più il proprio nodo su fasce proletarie più deboli, migranti, disoccupati svantaggiati di ogni tipo, che si ritrovano le asfissianti attenzioni di questa repressione, sempre più diluita nei contesti, ma non per questo meno feroce. Senza tetto spazzati via di strada in strada man mano che arrivano gli impianti di luce “intelligenti”, spinti fino agli ingressi delle cliniche. Migranti trasformati in invisibili, magari senza documenti, costretti ad attività extralegali destinati a rinfoltire le carceri e ad essere strumentalizzati per le politiche securitarie cittadine. La pressione repressiva soffiata con gran vigore da ogni possibile canale di informazione crea quel giusto clima che si respira ormai un pò ovunque: un nemico istituzionale impalpabile, virtuale, mai raggiungibile che crea frustrazione nella gran parte delle persone comuni; dall’altra parte abbiamo i migranti invece presi a capro espiatorio per sfogare rabbia e frustrazione in quello che viene definito nuovo razzismo, ma forse andrebbe maggiormente indagato anche questo aspetto. La realtà e i vari fenomeni vengono rappresentati e descritti sempre ed esclusivamente con poche parole chiave che dovrebbero immediatamente spingere all’attenzione del problema. Queste non sono più adatte perché sono state per troppo tempo utilizzate in modo inadeguato, retoricamente o semplicemente perché sono state per molti contesti l’unico modo di opporsi alla realtà delle cose con toni vuoti e ridondanti da trasformarsi in tanti dischi rotti che nessuno riesce più ad ascoltare.
Se consideriamo la repressione come processo è evidente che saranno molti ad essere tagliati fuori dalla nuova società che si va creando, ma sarà un qualcosa che riguarderà tutti senza escludere nessuno, il cambiamento è inarrestabile. Le differenze ci saranno ovviamente, ma saranno privilegi in questo nuovo assesto.
Una società sempre più a misura di macchina non può che essere una società sempre più repressiva, anche solo per l’aspetto di quell’enorme porzione di popolazione che si troverà esclusa semplicemente perché non più utile nei nuovi processi economici produttivi “intelligenti” e che si ritroverà ai margini. Le infrastrutture ad alta tecnologia e non solo, che arrederanno le nuove smart city, nascono per il controllo e quindi per la repressione: tecnologie di guerra utilizzate in teatri di pace. Questo tipo di repressione che procede nonostante tutto e tutti, senza curarsi dei tempi della politica del governo, delle elezioni… procede a prescindere e trasforma la nostra realtà in un modo così profondo che a gran fatica si potrà arrestare qualche passaggio, probabilmente il tornare indietro forse neanche più è possibile.
Abbiamo il presente dove provare ad incidere, a diffondere pensieri critici e anche solo dei dubbi che possano insinuarsi e arrestare quel flusso di interattività che sempre più pervade il campo sociale e le relazione tra le persone.
Questo assetto repressivo sprigiona e impone il nuovo modo di protestare e di esprimere il proprio dissenso. Con l’esempio il potere dello Stato mette in chiaro come saranno da intendersi le proteste future. Da una parte abbiamo scioperi operai e proteste di studenti represse sotto i colpi dei manganelli o sommerse di restrizioni, dall’altra invece abbiamo gli scioperi del clima che mettono insieme tutti, nessuno escluso, che con la loro espressione vuota di contenuto e conflitto rappresentano un’ottima rappresentazione di una protesta senza protesta, cosa può essere di più congeniale per un tecnototalitarismo che non solo dà ampio spazio al dissenso, ma se ne fa portavoce con le migliori istanze contemporanee del momento: rilanciando in ecosostenibilità e nell’economia verde.

Da qualche giorno Anna, Silvia e Natascia prigioniere nel carcere dell’Aquila hanno interrotto il loro lungo sciopero della fame per ottenere la chiusura della sezione in cui sono state rinchiuse tra mille restrizioni, angherie e vigilate dai GOM (Gruppo Operativo Mobile della polizia penitenziaria). La chiusura non vi è stata e neanche il trasferimento in un altro carcere, in questo senso le disposizioni del Viminale trapelate sono state molto chiare: non concedergli niente o si darà il presupposto per l’innescarsi di altre lotte. Ma la lotta si è già innescata, sia all’esterno con numerosi momenti solidali, sia all’interno delle carceri con le battiture quotidiane nelle sezioni del 41bis all’Aquila, tutt’ora in corso, e con lo sciopero solidale della fame di altri compagni in altri carceri. La realtà si fa più complessa, il senso delle cose sembra perdersi, anche noi siamo parte di questo mondo e non siamo certo immuni dalle intossicazioni quotidiane che ammorbono il presente instupidito dagli smartphon. Ma spazi ancora persistono, a volte scompaiono, ma poi riappaiono, sta a noi saperli vedere, riconoscere, ricomporre e soprattutto mantenerli vivi. La repressione è come una febbre, dobbiamo essere in grado di misurarla e gestirla, ma non dobbiamo avere la pretesa di debellarla completamente, questo sarà possibile soltanto con il rovesciamento dell’attuale assetto di dominio a cui è imprescindibilmente legata, anzi ne è l’essenza stessa.

Questo giornale non utilizza i grandi canali di distribuzione, il vostro contributo è fondamentale per diffondere i temi che vengono trattati. Contattateci per una distribuzione e per organizzare delle presentazioni.

3 euro a copia più spese di spedizione 1,30 euro
Per i distributori minimo 5 copie: 2 euro a copia più spese di spedizione 1,30 euro
Spese di spedizione per l’estero: 5,50 euro

Postepay Evolution
IBAN: IT73L3608105138236370036378
Intestata a Silvia Guerini
Specificare la causale L’Urlo della Terra

urlodellaterra@inventati.org, www.resistenzealnanomondo.org