Questa tecnologia rappresenta l’apice del controllo dei processi biologici dalla nascita alla morte e della manipolazione degli organismi viventi: sottoposti alla tecnica dell’ingegneria genetica diventano oggetto di sperimentazione per la ricerca scientifica e nuova merce per soddisfare gli interessi delle multinazionali dell’agri-business e chimico-farmaceutiche.
Le biotecnologie comprendono una varietà di tecniche: tecnologia del DNA ricombinante, terapie genetiche, che implicano la manipolazione di organismi viventi (compresi colture di cellule e tessuti) fino alla loro clonazione. I ricercatori nei loro laboratori ingegnerizzano dai microorganismi, alle piante, animali fino a mappare geneticamente interi ecosistemi grazie anche alle sempre più potenti tecnologie informatiche.
Dalla pannocchia di mais fino alla linea germinale umana, niente sfugge dall’assalto al vivente dell’ingegneria genetica. Questa porta una distruzione irreversibile della biodiversità, di antichi saperi e un immenso potere sul controllo delle sementi e della produzione alimentare mondiale. Le monocolture ogm e la selezione genetica vengono imposte prima nei campi e negli screening genetici, per poi diventare l’unico modello di esistenza possibile.

17 Giugno Torino: Inquietudine genomica: agricoltura sintetica, ingegnerizzazione del vivente tutto, tecnocrazia

Inquietudine genomica:
agricoltura sintetica, ingegnerizzazione del vivente tutto, tecnocrazia

domenica 17 giugno 2018
presso l’Edera Squat
via Pianezza 115
Torino

dalle ore 10 scambio semi/piantini/derivati vegetali autoprodotti, 
banchetti distro, mostra “OGM sempre sotto pressione” sugli OGM in 
Svizzera e pannelli informativi

ore 12,30 sgrufolata vegetale ad offerta libera

ore 14 proiezioni inquiete

ore 15 panoramica su OGM 2.0, tecniche di veicolazione del consenso, 
fondi e legislazioni europee, enti di ricerca, accaparramento del genoma 
e ingegnerizzazione del vivente, permeazione del discorso scientista 
all’interno dell’associazionismo contadino. Discussione e condivisione 
di pensieri, informazioni ed esperienze.

ederasquat@autistici.org
bestieinlotta@autistici.org


Se avete tavolo per la vostra distro/sementi/etc, grazie! Altrimenti 
fatecelo sapere
In allegato locandina ed invito, fate girare, grazie!

Presentazione La Piralide – spazio di documentazione Bergamo

Ostrinia nubilalis, meglio conosciuta come piralide, è una farfalla le cui larve sono dedite a vivere, nutrendosene, di piante come il mais, il sorgo e il peperone, oltre a molte altre. Durante la primavera le larve divengono farfalle e fuoriescono dalle piante. Dicono che la sua presenza abbia causato gravi problemi alle coltivazioni di mais, perciò gli esperti del settore, da sempre, hanno ritenuto importante contrastare ed eliminare l’indesiderato insetto tramite interventi chimici (l’impiego di pesticidi e veleni), biologici (l’introduzione di parassiti della piralide) o agronomici (la scelta di varietà di piante resistenti alle larve grazie a delle modificazioni genetiche). Il mais geneticamente modificato è in grado di resistere sia alla piralide sia ad erbicidi molto potenti, come il glifosato, largamente impiegato in coltivazioni di ogni genere. Per questi motivi, in innumerevoli aree del mondo, ove possibile, è ampiamente incentivata la coltivazione di varietà di mais geneticamente modificate, resistenti agli erbicidi, in modo da poter utilizzare veleni e contemporaneamente debellare la piralide, “inopportuna” piralide.

La Piralide – questo insetto così osteggiato dai coltivatori di mais, dalle multinazionali e dai fautori degli organismi geneticamente modificati – è il nome che abbiamo scelto per questo nuovo spazio. Un piccolo insetto il simbolo che abbiamo scelto per uno spazio ed un luogo nel quale affrontare le questioni che ci stanno a cuore. L’attacco alla natura ed a quella parte di mondo ancora selvatica, l’asservimento e la manipolazione tecnologica degli esseri viventi, lo sviluppo della tecnologia stessa nelle sue disparate e molteplici espressioni, lo sfruttamento degli animali e della Terra, con l’avvelenamento e la devastazione ecologica che ne segue, la volontà addomesticatrice del dominio di privarci di ogni possibile tensione alla trasformazione o al sovvertimento della realtà sono per noi espressioni di questo mondo imperniato sull’autorità le quali rendono necessaria ed urgente una analisi ed una critica radicale, non rimandabile ad un futuro migliore.

Mai come oggi è necessario rifiutare il sistema di dominio con le sue logiche di controllo, delega e cogestione democratica delle nocività che ci circondano. Il totalitarismo tecnologico non è solo assoggettamento, imposizione, repressione, ovvero ciò che ci ha reso oggetto di uno sfruttamento, ma anche soggettivazione, ossia ciò che rende l’uomo soggetto, operatore, promulgatore, partecipe del proprio stesso sfruttamento. 

La piralide resiste. Mai come oggi, in questa realtà dove gli individui sono costantemente sottoposti, ricondotti e assoggettati a cause, fini ed esigenze più “grandi” di loro, occorre scoprire la poesia della propria unicità. Mai come oggi, in un mondo dove è possibile una vasta scelta tra le innumerevoli ed insulse libertà offerte, in un mondo interamente trainato e modellato dagli imperativi dell’autorità e della merce, l’esistenza è altrove. La piralide si riproduce.

Desideriamo aprire uno spazio nel quale ci sia e si dia spazio ad idee e tensioni in netto contrasto con l’attuale assetto sociale; uno spazio di documentazione e discussione dove chiunque possa scovare parole e scritti non reperibili tra gli scaffali del supermercato delle opinioni o nelle aule dell’accademia delle ideologie, luoghi dei pensieri confezionati e pronti all’uso. I libri, i materiali stampati, qui non saranno merce offerta per intrattenere, materiale per semplice e puro studio ed approfondimento culturale o racconti di vecchie storie, fonti di nostalgiche o avventurose fughe letterarie. Che senso e significato ha allora documentarsi? Darsi un tempo per approfondire e fondare il proprio pensiero? Sicuramente non quello di accumulare nozioni e contenuti pre-confezionati, da usare nelle più disparate situazioni o tavole rotonde. Sicuramente non quello di dare schemi e filtri risolutivi con cui leggere ed ingabbiare la realtà.

Il sapere va nutrito. Se resta un semplice accumulo indefinito di conoscenze e di informazioni può contribuire a creare, ad alimentare, un più o meno vasto bagaglio culturale e conoscitivo, un insieme di conoscenze che teniamo in serbo per noi e per gli altri. Niente di più. Può il sapere non avere sapore? Possedere un grande quantitativo di conoscenze non conduce necessariamente ad una maggiore comprensione della realtà e di ciò che ci circonda; significa che i fatti e le parole di un tempo, potendo sfuggire a quanti vorrebbero racchiuderli nelle pagine di polverosi volumi, debbono poterci dire qualche cosa di tangibile oggi. Farci riscoprire gusti e sapori.

Se lo sguardo punta a sovvertire, e non a riformare, significa che le mere informazioni, il semplice insieme di saperi e il loro accumulo non bastano e restano soltanto un riempitivo per la mente, buono solo a baloccarsi in esercizi retorici o a rassicurarsi nelle certezze delle proprie illusioni.

Le conoscenze slegate dalle idee restano lettera morta. Allora, assieme alla necessaria conoscenza, occorrono progetti, volontà e tensioni individuali per fare fermentare autonomamente la propria selva di pensieri. In quest’ottica, e solo in questa particolare accezione ancora tutta da esplorare, uno spazio di documentazione può avere pieno significato. Così, a partire da questi presupposti, potranno avere luogo anche la discussione, l’approfondimento, la critica. Al vuoto, alla rassegnazione e all’uniformità dettata da sterili opinioni opponiamo la pienezza e il significato di idee che possono infiammare la vita.

Uno spazio per l’approfondimento e la critica, contro l’autorità e la gerarchia. Certamente non un luogo dove potersi rintanare, come al riparo di una nicchia dove custodirsi intatti. Nemmeno un circolo ricreativo o un centro culturale. Non saranno quattro mura a racchiudere la nostra volontà di riflettere, a tarpare le nostre aspirazioni, a privare di sostanza i nostri sogni, a sedare i nostri desideri. Nemmeno ci illudiamo che potranno essere le attività svolte nello spazio ad inceppare questo mondo di dominio che non ci dà respiro, questo mondo che costantemente offre miseria e obbedienza a piene mani. Le attività che vi potranno nascere saranno espressione delle persone che di volta in volta lo animeranno. Che si tratti di incontri, discussioni, dibattiti o proiezioni, ciò che faremo non avrà né il proposito di riempire un’agenda, come per consolarci in un frenetico attivismo, né l’intento di persuadere, di convertire o di aggregare qualcuno, ed infine, nemmeno la volontà di ricercare un confortante riconoscimento sociale.

Uno spazio in cui la piralide si rafforza e lotta contro il dominio tecno-scientifico.

La Piralide – via del Galgario 11/13 – Bergamo
Apertura: tutti i giovedì dalle ore 16.00 alle ore 20.00
e-mail: avvelenate@anche.no

scarica qui il pdf: la-piralide-presentazione

17 Giugno To – Iniziativa contro gli OGM

Il giorno domenica 17 giugno 2018 si terrà presso l’Edera Squat
(https://ederasquat.noblogs.org/) di Torino una giornata dedicata
all’indipendenza sementiera, agli Organismi Geneticamente Modificati di
vecchia e nuova generazione -che vengono applicati a tutto il vivente-
ed alle pratiche di resistenza nei confronti dell’impianto
tecno-agro-industriale.
Dalla mattina ci sarà la possibilità di allestire banchetti per lo
scambio/dono di semi autoprodotti e distribuzioni editoriali ecologiste
radicali.
Dopo il pranzo vegetale, sono previste proiezioni sui temi
dell’espropriazione di sementi e saperi contadini da parte delle
multinazionali e dei centri di ricerca a cui seguirà una panoramica
sulle nuove tecniche di manipolazione genetica e sulle commistioni tra
enti di ricerca e agricoltura “dal basso”.
Alcuni degli elementi di discussione saranno:
– OGM 2.0
– tecniche di veicolazione del consenso
– fondi e legislazioni europee
– enti di ricerca, accaparramento del genoma e ingegnerizzazione del
vivente
– permeazione del discorso scientista all’interno dell’associazionismo
contadino
Durante tutta la giornata sarà presente una mostra sugli OGM in
Svizzera.
Chi fosse interessatx a partecipare allo scambio di
semi/piantini/derivati vegetali, con la propria distro o al dibattito
puo’ contattarci all’indirizzo email bestieinlotta@autistici.org
Chiediamo di diffondere ai contatti che pensate possano essere
interessati per una giornata di condivisione di  pensieri, informazioni
ed esperienze.
Per chi volesse approfondire i temi in vista dell’incontro:
Animalx

JOB FAIR 2017 – Pisa

È il primo job meeting (tra i cui sponsor principali c’è Leonardo) dedicato agli allievi e agli ex allievi delle scuole superiori universitarie quali: Scuola Superiore Sant’Anna e Scuola Normale Superiore di Pisa, IUSS di Pavia, Scuola IMT Alti Studi Lucca, Gran Sasso Science Institute dell’Aquila e Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste. I sei istituti del mondo dell’università e della ricerca ti permetteranno di incontrare le aziende leader con l’intento di «consolidare il legame virtuoso» tra formazione di eccellenza e l’universo dello sfruttamento delle imprese. Ma quale legame virtuoso? È un legame che evidenzia piuttosto il ruolo delle università nell’addestrare gli studenti al solo scopo di asservire gli interessi economici di grandi aziende impegnate in settori che vanno da quello bellico e farmaceutico fino ad arrivare a quello informatico e delle biotecnologie, passando ovviamente per i soliti istituti bancari e di credito. Aziende, tra l’altro,che investono proprio sulle ricerche portate avanti da queste stesse università, determinandone l’orizzonte. Il risultato dell’incontro garantirà futuri specialisti noncuranti, dirigenti affamatori e senza scrupoli, ricercatori al servizio del dominio infame che determina e gestisce le nostre vite e distrugge l’ambiente in cui viviamo, sostenendo e alimentando il funzionamento di questa società autoritaria e sempre più tecnocratica.

AZIENDE PARTECIPANTI:
Angelini: azienda chimicafarmaceutica che si distingue per le approfondite ricerche che porta avanti utilizzando la vivisezione.
Enel: dopo aver fatto centinaia e migliaia di morti con il carbone, e l’energia idroelettrica e nucleare, questa ditta punta alle energie rinnovabili, senza troppo interrogarsi su dove disbosca per mettere i pannelli solari o sul fatto che forse questo sistema è da sabotare e non da potenziare con le illusioni della green economy e dell’economia circolare del riciclaggio.
Leonardo Finmeccanica: la più grande azienda di armi italiana. Il più avanzato concentrato di tecnologia bellica alla continua ricerca di come rendere più letali i suoi gadget.
Valagro S.p.A.: multinazionale del settore Agro-farmaceutico, produttrice di fertilizzanti, pesticidi e OGM. “Utilizzare la scienza per conferire e mettere a frutto le potenzialità della natura” è lo slogan usato per mascherare lo sfruttamento e avvelenamento che porta avanti ai danni del territorio. Una nuova concezione del cibo: dal laboratorio direttamente nel tuo piatto! Un azienda per chi si sente un po’ Dio dentro, che vi farà scoprire che l’agricoltura non è più materia per contadini ignoranti!
Unicredit: il gruppo guidato da Jean Pierre Mustier occupa il primo posto nell’elenco delle banche che più appoggiano l’industria bellica: oltre 2,1 miliardi di euro nel 2016.
Thales Italia: gruppo industriale impegnato nella fabbricazione di apparecchi elettronici per le telecomunicazioni militari, la guerra elettronica, la sorveglianza sociale e lo sviluppo delle smart city.
STMicroelectronics: droni, sensori, internet delle cose, questa ditta produce tutto ciò che è necessario per trasformare il mondo che ci circonda in una prigione ancora più opprimente e tecnologica. Ovviamente, anche qui, non possono mancare componenti elettronici per armi.

Galeone Occupato Via Lucchese 65 (angolo con vuia Firenze), Pisa
Garage Anarchico Chiassetto Sant’Ubaldesca 44 (zona S.Martino), Pisa
Aperture Merc-Ven 16-20

qui il pdf impaginato: job fair 2017

Open day – studiare Scienze della vita alla scuola Sant’Anna.

OPEN DAY – STUDIARE SCIENZE DELLA VITA ALLA SCUOLA SANT’ANNA, SCIENZE AGRARIE, BIOTECNOLOGIE VEGETALI E SCIENZE MEDICHE.

Oggi 19/03/18, al Sant’Anna si tiene l’Open Day volto a presentare l’offerta formativa dell’istituto di Scienze della Vita. Tramite le cosiddette “Scienze della vita” potrai collaborare col magico mondo della ricerca genetica applicata all’agricoltura, e servire le peggiori multinazionali del settore nel devastare ed avvelenare il pianeta.

Le biotecnologie in agricoltura sono il cavallo di battaglia di quelle aziende che per profitto affamano milioni di persone nel mondo, mettendo a rischio la biodiversità e la salute.

Con le scienze agrarie del Sant’Anna potrai contribuire a tutto ciò, spacciando per “innocuo” ciò che è nocivo, per “utile” quello che aiuta ad arricchire chi è già ricchissimo. Potrai anche tu collaborare con multinazionali come la VALAGRO e diventare un loro lacchè spacciando la loro merda come il fertilizzante BREXIL ZN (https://www.valagro.com/it/farm/prodotti/micronutrienti/linea-brexil/).

A causa delle devastazioni perpetrate dal modello di agricoltura industriale imposto da aziende come MONSANTO, BENETTON, ENI, VALAGRO, BAYER, DUPONT, migliaia di contadini si sono suicidati in India, Sud America, Africa per aver perso la terra e l’autonomia sulle proprie coltivazioni (https://www.osservatoriodiritti.it/2017/09/14/india-contadini-suicidi/; https://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/05/ogm-250mila-suicidi-tra-gli-agricoltoriil-mercato-in-mano-alle-multinazionali/168751/#cComments), costretti ad abbandonarle per venire a bussare disperatamente alle porte del ricco occidente, diventando degli ingranaggi dell’Agro-business. Non c’è da meravigliarsi se in tutto il Sud del mondo l’opposizione a questo modello di sfruttamento è stata fortissima (http://www.slowfood.it/land-grabbing-in-mozambico/).

Nonostante gli effetti sull’ecosistema siano palesemente disastrosi, uno degli ultimi studi del Sant’Anna, giocando con le parole e con i numeri, promuove le coltivazioni OGM (https://www.nature.com/articles/s41598-018-21284-2).

Di fronte alla superficialità dozzinale di quella pubblicazione, non si sono fatte aspettare le dure critiche (http://www.osservatoreromano.va/it/news/la-terra-non-e-vendita), a cui sono seguite risposte ancora più futili e scomposte da parte del Sant’Anna nella figura del suo rettore Pierdomenico Perata (http://www.biodinamica.org/reazione-del-rettore-della-santanna-di-pisa-in-prima-pagina-della-nazione-del-28-febbraio-2018/). Se alcuni rievocano lo scontro tra Galileo e la chiesa, non si rendono conto che oggi il pensiero scientifico è paragonabile a quella che era la dottrina ufficiale cattolica dell’epoca: come dice l’epistemologo olandese Feyerabend (Contro il metodo, Feltrinelli), all’epoca la Ragione stava dalla parte del Papa, perché quella di Galileo era una riflessione che sconvolgeva le categorie concettuali dell’epoca. Oggi la posizione frutto della Ragione dell’epoca è quella del rettore del Sant’Anna, novello Urbano VIII che difende gli OGM dalle critiche, mentre chi sottolinea come siano parziali, ideologiche e non neutrali le ricerche del Sant’Anna viene tacciato di antirazionalismo, quando invece possiede semplicemente altri modi di vedere il mondo ed osservare la realtà, come all’epoca Galileo.

Per noi, semplicemente, la critica alle manipolazioni genetiche si basa sull’idea che esse di fatto sono un attacco alla libertà e dignità di ogni essere vivente, perché tendono a trasformarci tutti in prodotti dell’industria. Sono un’insopportabile arroganza contro milioni di anni di evoluzione delle specie animali e vegetali, che non hanno mai avuto bisogno di nascere in un laboratorio per sapersi adattare al mondo. Gli ecosistemi, nelle loro continue trasformazioni e fluttuazioni, hanno sempre funzionato in modo equilibrato, e se adesso il pianeta è ridotto ad una discarica è proprio grazie agli sforzi di qualche scienziato ed alla sete di profitto di qualche industriale.

La nuova frontiera dell’agricoltura industriale è il campo del biologico, dietro il quale si cela la maschera del biotecnologico, ovvero di quelle tecnologie da cui sono derivati gli OGM e le sostanze chimiche annesse (vedi ad esempio il pesticida GLIFOSATO della Monsanto o il sopracitato BREXIL), tecnologie che vengono spacciate da aziende, investitori e ricercatori come compatibili con la natura, ma che invece non sono altro che compatibili con il sistema di dominio imperante del capitale e con i suoi metodi di sfruttamento della terra.

Ovviamente ad un benefattore della ricerca di morte…altro che “scienze della vita”… come il Sant’Anna non poteva sfuggire L’Agro-Business e le biotecnologie annesse, per meglio definire il quadro di sfruttamento in cui ama tanto sguazzare.

Nei prossimi mesi sarete chiamati a fare una scelta di campo: rifiutare l’arruolamento o ingrossare le file dei pretoriani di questa società, venendo a vivere e studiare qui a Pisa al Sant’Anna. Se troverete, allora, delle/i nemiche/i sul vostro cammino, non dite che non eravate stat* avvertit*… nessuna pace per chi vende la propria coscienza per un piatto di lenticchie, per chi consacra la vita e le capacità intellettive ai bisogni di questa società!

Torino: Salus, Scientia e tanta pecunia – Solo geni ed identità digitali

Torino: Salus, Scientia e tanta pecunia

Il Parco della Salute, futuro polo scientifico-didattico e ospedaliero, dopo innumerevoli zuffe di palazzo, avrà sede in zona Lingotto. Promesse di miracoli nell’healthcare di eccellenza e non solo. Avviati gli sgomberi di fastidiosx migrantx all’ex Moi, la Regione Piemonte si spertica cercando di concretizzare chances di attrazione sul territorio nella spasmodica ricerca di investitori privati e di un advisor qualificato in consulenza legale e finanziaria. Imprenditori e imprenditrici del mondo della progettazione, del management e della costruzione sono in trepidante attesa per costituire le associazioni di impresa ed esser candidatx al progetto definitivo. Tutto un fermento insomma.

Ma il cosiddetto Parco della Salute apre i suoi futuri cancelli a Scienza e Innovazione già qualche chilometro prima, in perfetta linea retta, nel quartiere San Salvario. su cui i progetti di riqualificazione si sprecano, quelli di ampliamento della sede di biotecnologie anche. Salute+Scienza=Soldi, tanti.

Il business della vita, mercificata, smembrata, ingegnerizzata, annientata, ottimizzata, algoritmizzata, qualsiasi sia la sua forma e specie, è un trend in crescendo al ritmo frenetico ed esaltato dell’incedere tecnologico.

Proprio in San Salvario, all’ombra del quasi ultimato nuovo centro di biotecnologie e medicina traslazionale (con immancabili nuovi stabulari per topi e maiali), a più riprese sono comparsi qua e là un po’ di volantini.

Solo geni ed identità digitali

La dimensione ludica della tecnologia nasconde il volto invasivo ed opprimente del controllo e la conseguenza -già ampiamente concreta- della perdita del confine tra reale e virtuale.

A Torino il Parco della Salute, della Ricerca e dell’Innovazione è in via di costruzione ed ha già fatto sì che parte dei locali dell’Ex Moi venissero sgomberati e che, sull’onda dell’entusiasmo per le sorti della medicina rigenerativa, si inaugurasse anche la fabbrica delle cellule, la Cell Factory, cioè una Officina Farmaceutica nel Centro di Biotecnologie Molecolari dell’Università, dove una cinquantina tra docenti, ricercatori ed altri servi della scienza seguitando, produce cellule staminali umane epatiche ed in futuro -ovviamente- non sono escluse pure altre applicazioni.

E siamo anche in attesa che siano ultimati, presso l’ex scalo Vallino, i lavori del nuovo incubatore di ricerca biotecnologica, prima fase del Clinical Industrial Research Park, centro biotecnologico e di medicina traslazionale. Università, industria, start-up e spin-off ingorde di cavie animali e umane.

Una volta di più le manipolazioni sintetiche della natura vengono fatte passare per salvifiche per imporre un mondo totalizzante e devastato, sempre più nelle mani di chi ha investimenti e brevetti, in cui dalla nascita alla morte -che non deve più esistere, lasciando quindi la vita senza senso- non è presente più libertà e possibilità di autogestirsi la salute ed ogni proprio vissuto, facendo di noi degli animali sempre più integrati con pezzi di macchine, con protesi ed appendici bio e nanotecnologiche, assegnando valore a noi stessx solo in qualità di geni ed identità digitali.

I dati che -volontariamente o meno- immettiamo nel sistema virtuale sono merci per tutte le aziende che li utilizzano per i propri profitti, ad esempio i dati sanitari prima della Lombardia e poi della penisola italiaca tutta verranno regalati ad IBM per il suo Watson Health, un supercomputer in cloud basato su un sistema di intelligenza artificiale, la tecnologia cognitiva che impara e sa rispondere alle domande poste in linguaggio naturale.

In cambio c’è l’impegno della multinazionale delle scienze convergenti a forti investimenti finalizzati a creare un grande centro di ricerca europeo, da far sorgere a Milano. Non un centro di ricerca qualsiasi, ma uno destinato ad ospitare proprio Watson Health, in una città che ha appena visto sfumare la possibilità di ospitare l’Agenzia del farmaco e che ora anela alla sede centrale del tribunale unificato dei brevetti, nell’attesa di vedere sorgere lo Human Technopole sulle ceneri nauseabonde di Expo 2015.

Sempre più, nell’era tecnologica, ogni forma vivente deve rappresentare un business in una corsa sfrenata ad accaparrarsi dati, luoghi, organismi viventi e in progettazione, vegetali, chimere, animali umani e non. Brevetti e algoritmi. Tutto il vivente appare sempre più manipolabile, sempre più intrappolato nell’ottica di dominio e controllo a fini di mercificazione, maggiore rendimento e produttività.

Niente e nessunx esclusx.

Animalx

Verso il laboratorio mondo – Introduzione alla presentazione del libro “Fare un figlio per altri è giusto – Falso” di Daniela Danna

VERSO IL LABORATORIO MONDO

Introduzione alla presentazione del libro “Fare un figlio per altri è giusto – Falso” di Daniela Danna, 13 Settembre 2017, Rovereto

L’utero in affitto, con la mercificazione della capacità riproduttiva della donna, con la compra-vendita di una bambina, con il diventare imprenditrici di noi stesse, si colloca perfettamente all’interno delle logiche neoliberali di questo sistema che mercifica e che si appropria di ogni dimensione. Questo mio intervento cerca di cogliere la complessità in cui si situano l’utero in affitto e la procreazione medicalmente assistita all’interno del paradigma e dell’operare del sistema tecno-scientifico, soffermandomi sulle tecnologie di riproduzione artificiale: la fecondazione in vitro e la diagnosi pre-impianto.
Gli sviluppi dei processi tecnologici che manipolano il vivente ci pongono su un piano differente, più profondo: non si tratta più solo di mercificazione, di sfruttamento, di gestione e di controllo. Benchè tutti questi piani non scompaiano, ci troviamo anche davanti a una pervasività tecnologica totale, che penetra nelle dimensioni vitali, che nel mentre modifica il vivente e la materia – come accade per le modificazioni genetiche e nanotecnologiche – trasforma e crea anche una nuova realtà, una nuova percezione di noi stesse, del nostro essere e stare nel mondo e del mondo attorno a noi. Nello specifico, la riproduzione artificiale è la risignificazione e la conseguente metamorfosi della maternità, della procreazione, e un passo verso la metamorfosi dell’essere umano e dell’intero vivente. Un passo in quel processo che sta artificializzando il mondo: se il vivente diventa altra cosa, sia in seguito ai processi di ingegnerizzazione, sia nella percezione che di esso se ne ha, il vivente sarà totalmente inglobato dal sistema.

Dalla sperimentazione sugli animali, che sia effettuata in un laboratorio di vivisezione o in un allevamento ipermoderno industriale, lo sguardo si sposterà sempre sulle possibili applicazioni sull’uomo, che costituiscono in molti casi il vero scopo della ricerca intrapresa. Individuare l’origine delle tecnologie riproduttive è fondamentale per comprendere che si sono sviluppate per selezionare determinate caratteristiche e successivamente modificarle con l’ingegneria genetica.
La zootecnia è la storia della produzione di corpi docili attraverso la selezione di caratteristiche esteriori fisiche, produttive, comportamentali. Le tecnologie riproduttive hanno affinato tale selezione e, procedendo di pari passo con le acquisizioni nell’ambito della transgenesi e della clonazione, sono stati prodotti i primi animali transgenici per diversi scopi come aumentare la filiazione, diventare resistenti ad alcune patologie, estrarre molecole per la realizzazione di farmaci, xenotrapianti, modelli di ricerca – pensiamo all’oncotopa, topa modificata geneticamente per sviluppare il tumore al seno.
Il primo ricercatore che in Francia ha fabbricato la prima bambina in provetta, non a caso si è prima cimentato sugli altri animali, nella fattispecie sulle mucche da latte per aumentare la loro produzione. Ritroviamo gli stessi fautori che si destreggiano nei diversi eppur simili laboratori.
Nella Gestazione Per Altri (GPA) gli ovuli possono essere della stessa donna che affitta l’utero o di un’altra donna. Esistono cliniche con enormi banche di ovuli di venditrici selezionate per le loro caratteristiche. Basta ascoltare le interviste di alcune donne che affittano l’utero alla Biotexcom a Kiev, interviste che si possono trovare sul sito internet della clinica1, per renderci conto che per queste donne è meglio se gli ovuli provengono da altre donne, al fine di tentare di allontanarsi psicologicamente dalla bambina che nascerà, per tentare di non sentirla come propria: “noi dobbiamo prepararci psicologicamente a non provare un amore materno, […] so che quando li vedrò non mi somiglieranno, avranno i lineamenti di due persone a me estranee e per questo non potranno mancarmi.”, spiega una donna in attesa di due figli avuti con ovuli di un’altra.
Se gli ovuli provengono da un’altra donna viene effettuata la fecondazione in vitro (FIV), che presuppone la diagnosi pre-impianto (DPI). Prima di impiantare gli embrioni nell’utero della futura madre che ha fatto ricorso alla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) o della madre che ha affittato l’utero, vengono praticati dei test genetici su una decina di embrioni, per determinare i probabili tratti e la predisposizione a svariate patologie, al fine di selezionarne i migliori“.
Nella scelta di questi caratteri resta sospesa una questione: per quanto tempo saranno ammessi degli “scarti”? Chi definisce i caratteri “migliori”, performanti? Ciò che sarà considerato anormale, deviante, non produttivo, non funzionale a questo sistema verrà semplicemente eliminato all’origine. L‘eugenetica è imprescindibile da tali tecnologie. Come pensiamo di poter rimanere soggetti attivi in grado di gestire o controllare l’intero processo?
La FIV e la DPI hanno tutte le caratteristiche per diffondersi. Lo sviluppo della genomica, per un’analisi del DNA e un’interpretazione delle sue variazioni sempre più precisa, oggi è cruciale in ogni campo della medicina. Una medicina che sta diventando sempre più genomica, personalizzata e preventiva. Abbiamo già vari test genetici post natali obbligatori per patologie metaboliche ereditarie,2 e la conseguente schedatura delle/dei neonate/i testate/i, in un secondo tempo il numero di questi test si amplierà a molte altre patologie, o presunte tali. Non sarà necessario che siano obbligatori anche gli interventi di prevenzione, basterà far leva sulla paura.
L’infinita possibilità delle nostre vite viene ridotta alla probabilità di un algoritmo e messa nelle mani di chi deciderà cosa definire normale o patologico in un riduzionismo genetico che rimane tale anche se personalizzato.
La previsione adesso arriva fino all’embrione. Non sono necessari investimenti specifici perchè è l’intero settore della genomica che sta crescendo in questa direzione.
Anche per la FIV e la DPI, come tutte le altre tecnologie, per creare accettazione e per promuoverle, si fa leva sulla salute, nello specifico per i problemi di fertilità e per rintracciare patologie genetiche della futura/o nata/o. Ma l’analisi dei dati su chi fa concretamente ricorso alla PMA dimostra che sempre più coppie fertili e senza problemi di trasmissioni di patologie genetiche scelgono la fecondazione in vitro con il solo scopo di fare ricorso alla diagnosi pre-impianto unendovi la possibilità, ad esempio, di selezionare alcune caratteristiche fisiche come il sesso o il colore degli occhi. Questo è quanto avviene per ora negli Stati Uniti, ma è una tendenza significativa della direzione che sta prendendo.
Verrà creato e alimentato il desiderio di dare alla figlia che nascerà un’eredità genetica migliore di quella che potrebbero fornire i propri stessi gameti. Con la nuova tecnologia di ingegneria genetica CRISPR/CAS 9 è possibile praticare la correzione del genoma -l’editing del genoma- in modo più economico, rapido e preciso. Questa tecnologia si sta sviluppando per la modificazione di vegetali, di animali da allevamento e da laboratorio, per le terapie geniche, con un’attenzione particolare verso il potenziale uso per creare modificazioni nella linea germinale umana. Gli esperimenti vengono effettuati su embrioni scartati dalle cliniche di fecondazione assistita.
Tutto ciò che serve per la selezione umana è già presente o in fase di ulteriore affinamento o in fase di ricerca: l’estrazione degli ovuli, essere in grado di fecondarli e trapiantarli, la crioconservazione degli embrioni, i software per analizzare e comparare i risultati della sequenza genetica, nuove tecnologie di ingegneria genetica e le ricerche su cellule staminali per trasformarle in gameti.
Allo stato attuale, non si effettuano ancora manipolazioni genetiche al momento delle diagnosi pre-impianto, ma l’idea della fabbricazione della “bambina/o perfetta/o” sottende il mito dell’uomo perfetto, dell’uomo potenziato del transumanesimo.
Nel corpo delle donne avverrà una sperimentazione biotecnologica con conseguenze per le future generazioni. Le manipolazioni genetiche, così come le modificazioni della linea germinale, hanno conseguenze irreversibili. Forse si pensa che non si arriverà mai a tanto, che le manipolazioni genetiche si fermeranno alle monocolture agricole. Ma tutto ciò che è possibile fare tecnicamente verrà fatto socialmente e non esiste nuvola etica che possa impedirlo. E se anche non sarà possibile farlo tecnicamente, nel mentre avremo interiorizzato una precisa idea di vivente, un vivente imperfetto da modificare e migliorare.
Non sarà un dittatore visionario che imporrà l’eugenismo, ma progressisti democratici stanno aprendo la strada a una genetica liberale. Una volta che la procreazione medicalmente assistita sarà estesa a tutte e tutti si entrerà in un circuito in cui, in nome della libertà di scelta, si creerà un contesto in cui non si potrà fare altrimenti. In un domani non troppo lontano sarà definito prima irresponsabile e poi criminale mettere al mondo figlie/i senza ricorrere alle tecnologie di riproduzione artificiale garantite e gestite da un apparato medico e tecnologico.
Tanto più sono profonde e irreversibili le conseguenze di queste tecnologie, tanto la nostra lotta dovrebbe essere radicale e dovrebbe andare in profondità, con la consapevolezza che nel nuovo mondo che si va costruendo, o de-costruendo, avremo sempre più a che fare con chimere e con figlie/i che, anche se resteranno tali, diventeranno dello Stato e del capitale tecno-industriale che ne rivendicherà la gestazione nel proprio grembo, il laboratorio, e il successivo controllo e gestione.
Stiamo consegnando nelle mani di tecno-scienziati, biotecnologi, cliniche della riproduzione la dimensione procreativa, quanto dobbiamo aspettare prima che i colossi come Bayer-Monsanto punteranno su questo settore?
Le conseguenze vanno ben oltre la procreazione, così come per gli ogm o le particelle nanotecnologiche rilasciati nell’ambiente le conseguenze vanno oltre la pur gravissima nocività per la salute e per l’ecosistema. Ci troviamo davanti a una nocività sistemica, l’intera società viene ristrutturata. Possiamo immaginare queste tecnologie come dei nodi in cui si intrecciano varie dimensioni creando una rete in cui si sviluppa il sistema tecno-scientifico, in cui si sta progettando e costruendo un mondo sempre più informatizzato, ingegnerizzato, nanotecnologico e artificiale.

Silvia Guerini
www.resistenzealnanomondo.org

http://www.uteroinaffitto.com/dossier-di-rai-2-maternita-surrogata-presso-biotexcom/

Legge 19 agosto 2016, n.167 Disposizioni in materia di accertamenti diagnostici neonatali obbligatori per la prevenzione e la cura delle malattie metaboliche ereditarie.