Francia – Incendiate pale eoliche e a picco imbarcazione ingegnere responsabile della TAP

Francia – Staccare la spina!

È un’espressione entrata nel linguaggio comune, che può avere svariati significati. Può indicare l’interruzione dell’alimentazione di una macchina, come quando si spegne l’apparecchiatura che continua a mantenere artificialmente in vita chi è già considerato clinicamente morto. Analogamente, può indicare l’atto con cui si provoca la fine di qualcosa che è in profonda ed irreversibile crisi. Insomma, si stacca la spina ai malati terminali come ai governi senza consenso. Ma può anche indicare la cessazione di un lavoro particolarmente stressante, i cui ritmi serrati non permettono di dedicarsi a se stessi e la cui routine ci impedisce di vivere, concedendoci al massimo di funzionare. Si stacca la spina quando non si hanno più speranze: speranze di vita, di gioia, di dignità.
Quando non c’è più vita — vita reale, autentica, non un suo surrogato — c’è solo una cosa da fare: staccare la spina. Per morire definitivamente, forse. Ma anche e soprattutto per trovare il tempo e la possibilità di ricominciare a vivere.
Questa civiltà è un malato terminale. Funziona ancora, occasionalmente, ma non vive più. Può gonfiare portafogli, ma non può far battere il cuore. Si mobilita per incrementare bisogni, ma non muove un dito per realizzare desideri. Organizza pubblici spettacoli, non esaudisce fantasie singolari. Risuona di pubblicità, mai di poesia. In un’esistenza trascorsa giorno dopo giorno all’inseguimento del denaro (e del potere), si finisce col perdere ogni gioia e fierezza. Allora, che senso ha permettere a questa civiltà di sopravvivere? Meglio staccare la spina, meglio interrompere il funzionamento delle sue macchine — che poi sono le stesse che permettono il funzionamento delle sue banche, delle sue caserme, dei suoi supermercati, delle sue industrie, delle sue questure, delle sue scuole…
È quanto sta accadendo sempre più spesso in Francia, ad esempio. E dato che i mass-media passano sotto silenzio o travisano le loro ragioni, talvolta sono gli stessi amanti della vita a prendere la parola.

L’eolico, la guerra e la pace

 Nelle prime ore della notte del 3 agosto, nel nord Bugey, alcuni nottambuli s’avventurano su un crinale un tempo coronato dalle cime degli alberi, oggi dominato dalle macchine dell’industria eolica. È per esse che i ribelli sono usciti stanotte, per distruggerne una, o magari due. Si danno da fare e presto si ritirano nei boschi. Alle loro spalle, a circa 100 metri al di sopra del suolo, le fiamme cominciano a consumare la struttura con un crepitio metallico.
Il Bugey è già tristemente celebre per la sua centrale elettronucleare. Ahinoi, le infrastrutture dell’atomo non hanno l’esclusiva nella distruzione di queste contrade trasformate in risorse, preliminare della energia-merce. Qui la foresta è lacerata da linee elettriche e da strade sterrate, devastata da città e villaggi, con le loro segherie, cave, stazioni sciistiche… e ora col loro parco eolico.
Si può studiare attentamente un modo di produzione, analizzando un gran numero di parametri relativi. Si possono fare calcoli, analogie, paragoni, ipotesi, deduzioni. Si può anche considerare che tutti questi dati seri sono gli elementi del linguaggio di una mentalità tecnica e quantitativa, che questa stessa mentalità scientifica presiede ovunque all’amministrazione di persone e cose. Che non esistono energie alternative o rinnovabili. Total, Areva, EDF e Vinci sono tra i maggiori investitori nel settore eolico. Che esiste un solo leviatano che diversifica e ottimizza la sua produzione di megawatt. Una guerra insidiosa e devastante viene combattuta contro tutto ciò che non è ancora riducibile al capitale. Che lo si ignori o che lo si riconosca, essa ha conseguenze tragiche sulle nostre vite. Ribelli senza causa né speranza, entriamo in questa guerra consapevoli di essere niente, desiderando tutto. Vittoria e sconfitta non sono più nel nostro lessico, l’essenziale è altrove, si trova interamente nell’atto di combattere.
Di questa guerra, che si intensifica sugli sfruttati che resistono da molti anni, andiamo fieri e inviamo il nostro più alto rispetto a tutti i ribelli che lottano contro i nostri nemici. Grazie a te Burienne che combatti contro il nucleare e il suo mondo, a te a Briançon e dintorni, che vuoi distruggere le frontiere e mostri la più bella solidarietà internazionale, grazie alla Borie e tutti gli altri squat che sono altrettanti bastioni contro un ambiente mortifero in cui la legge ELAN è una nuova arma di distruzione di massa nei confronti delle occupazioni.
A tutti coloro che non hanno relegato i loro sogni sul cammino del rimpianto, grazie, le vostre battaglie ci ispirano.
Lo Stato è in guerra e dispone di mezzi illimitati per domare la ribellione (militari, sbirri, servizi segreti, media, scuola …). Finiremo, senza alcun dubbio, come molti dei nostri amici, compagni ed antenati, prigionieri di guerra come nemici della repubblica o uccisi da questa milizia. La prigione, arma di terrore utilizzata per dissuadere, reprimere e poi distruggere la nostra vita sociale. Il terrorismo di Stato si abbatte sulle classi più povere con questa arma che distrugge la nostra immaginazione, i nostri desideri, e quando il terrore psicologico non è sufficiente si spinge fino a distruggere le nostre carni. È spaventato, uccide, mutila e si serve delle peggiori tecniche di manipolazione di massa per pacificare la popolazione.
Ci sottraiamo alla passività e alla rassegnazione di fronte a questa guerra di cui non vedremo la fine.
Poiché le nostre vite sono condannate, combatteremo fino alla fine. 
 Fatto particolarmente significativo, la libera circolazione dell’energia sta sviluppando una nuova forma di internazionalismo — una lotta senza frontiere. Ciò che avviene all’estero può trarre ispirazione anche da quanto accade sotto casa. Non ci credete?

Contro la loro energia che alimenta questo mondo disumano, azione!

 «Ma sì, ma sì!» gridava. «E io l’andrò a scovare dietro al Capo di Buona Speranza e al Capo Horn e al Maelstrom e alle fiamme della perdizione prima di perdonargliela. Ed è per questo che vi siete imbarcati, marinai! Per cacciare quella balena bianca su tutti e due i lati del continente e in ogni parte del mondo, per farle sfiatare sangue nero, per buttarla a pinne in aria. Che ne dite, ragazzi, ci diamo subito una stretta di mano? Mi sembrate gente di fegato»
(Moby Dick)
 Marzo 2018 – Nei dintorni di Cannes abbiamo mandato a picco, praticando dei buchi nella chiglia, l’imbarcazione a vela di un ingegnere affiliato alla Bonatti Spa, responsabile tra l’altro del gasdotto Tap in Italia.
Contro la loro energia che alimenta questo mondo disumano, azione!
Monsieur Simon, se non abbandonerà il suo posto perderà la casa oltre alla barca. Converrà con noi che non sarebbe vantaggioso.
Alcuni marinai anarchici superstiti di Kronstadt
Dal che si deduce che l’energia è ovunque, che le infrastrutture energetiche sono ovunque, che i responsabili delle grandi opere energetiche sono ovunque. E che, se non staccheremo la spina a questo mondo infame, perderemo l’illusione oltre alla vita.
Converrete con noi che non sarebbe dignitoso

Sabotaggi in Francia

25 Aprile
Un incendio nella sede della ditta “Varsican mines” che recentemente ha ottenuto il permesso per effettuare ricerche minerarie sul tungsteno, minerale sempre più richiesto nell’industria militare ed aereonautica.

9 Maggio
Un incendio su una cabina elettrica di accesso alle fibre ottiche di Orange ha causato un esteso incendio sotterraneo di cavi.
Novemila persone senza internet e senza telefono fisso. Problemi anche per le reti 3G e 4G.

16 Maggio
Un incendio di un importante ripetitore ha provocato un blocco totale di internet, televisione e telefoni fissi a Louvres, Puiseux-en France, Fosses, Marly-la Ville
Dieci giorni per il ripristino della rete.

18 Maggio
Un locale tecnico di EDF, compagnia elettrica coinvolta nel nucleare, è stato devastato.

31 Maggio
Una pala eolica completamente bruciata, un’altra parzialmente danneggiata. Due milioni di euro di danni. Due delle otto pale eoliche sulle montagne di Marsanne.

Info da: Fenrir, num.9

Aprile Berlino – Dati alle fiamme furgoni di Vinci e Spie

24 aprile 2018

Nel controprogetto all’isolamento e alla concorrenza come base dei modelli sociali occidentali, amicx e compas in Francia si sono appropriatx di un territorio a Notre Dame des Landes dove praticano la solidarietà come elemento centrale di convivenza.
Di fatto lo Stato francese voleva costruire nel territorio un ulteriore aeroporto gestito dalla VINCI s.a. Come reazione a questo progetto, lx nostrx compas hanno semplicemente occupato questo territorio.
La rinuncia alla grande opera aeroporto sembrava una vittoria.

Ma ad inizio aprile lo Stato francese lanciava l’attacco a questa forma d’auto-amministrazione…
VINCI: Nella lotta al progetto del grande aeroporto Notre-Dame-des-Landes, VINCI fu di già frequentemente obiettivo d’azioni militanti in Francia ma anche nella RFT.

VINCI avrebbe gestito questo aeroporto che poco tempo fa fu ufficialmente bloccato. Impresa multinazionale con più di 100.000 impiegatx e sede a Rueil-Malmaison in Francia, Vinci è tra l’altro compagnia di gestione di 33 aeroporti e di diverse autostrade in tutto il mondo.
Vinci si è cristallizzata come uno dei grandi consorzi che organizzano il funzionamento infrastrutturale fluido della convivenza sociale-statale. Le infrastrutture statali in generale e anzitutto in Francia rappresentano gli interessi commerciali di VINCI e attaccarli per noi è un imperativo!

SPIE: In Francia nel settore servizi la ditta Spie è la concorrente più forte di Vinci. Con l’affiliata Spie Nucléaire, l’impresa con sede in Francia è invischiata nell’industria nucleare. In Germania, Spie SAG è coinvolta nella produzione d’elettricità con il carbone e si vanta del suo annoso partenariato con RWE. Per esempio le macchine per l’estrazione della lignite di RWE furono trasportate nella foresta di Hambach da Spie .
Come grande logistico infrastrutturale, Spie è già stata attaccata da compas in passato poiché invischiata in progetti di costruzione di carceri.

Ecco perché nella notte dal 23 al 24 aprile 2018 nel quartiere Sevan a Lichtenberg abbiamo bruciato un furgone VINCI ed uno di Spie.

Kommando Sébastien Briat
– Azione nel quadro delle giornate di azione Maisteine (Pietre di Maggio)[maisteine] –

Fonte: Indymedia

Traduzione dal tedesco mc

Info da: https://it-contrainfo.espiv.net/

Marzo Pessina Cremonese – ATTACCO ALLA DU PONT PIONEER. SEMINA BLOCCATA

13 Marzo Pessina Cremonese

ATTACCO ALLA DU PONT PIONEER. SEMINA BLOCCATA
Distrutto il centro di ricerca di Du Pont Pioneer l’unico presente in Italia. La multinazionale è uno dei maggiori produttori di semi Ogm del mondo. In fiamme i locali amministrativi, il laboratorio e il locale di stoccaggio delle sementi OGM. Nel centro di ricerca venivano studiati e sperimentati ibridi di mais, girasole, soia e altre chimere industriali. Questo c’era, ma adesso non c’è più. Più di 5 milioni di euro di danni, l’incalcolabile fermo di un anno in cui il centro rimarrà chiuso e la prossima semina bloccata.

Info da: www.roundrobin.info

Marzo Basilea – Blocchi contro Novartis in solidarietà con Afrin

Il 21 ed il 26 marzo sono state bloccate le entrate della Novartis a Basilea, vero e proprio feudo di questo colosso mondiale dell’industria farmaceutica. Di seguito i comunicati:

Blocco presso Novartis. Niente retroterra tranquillo alla guerra!

21.03.2018

Il 19 marzo abbiamo bloccato l’entrata di Novartis a Basilea. Con questo denunciamo il sostegno della multinazionale al regime Erdogan.

Da quasi due mesi lo Stato turco, insieme a delle milizie islamiste alleate, attacca Afrin. Sono mortx già centinaia di civili, centinaia di migliaia rinchiusx nell’accerchiamento della città – il massacro è imminente. L’obiettivo della dittatura turca è di annientare un progetto progressista iniziato ai suoi confini dal movimento curdo.

Questa guerra d’aggressione si svolge con il sostegno della Nato e dell’UE. La Germania sostiene attivamente la guerra aumentando la fornitura d’armi alla Turchia. Ma anche la Svizzera è implicata come guerrafondaia. Anche lei esporta del materiale bellico, approfitta dell’affare con lx profughx e intrattiene dei stretti rapporti economici. Numerose imprese come Nestle, ABB, UBS, Credit Suisse oppure Novartis hanno i loro impianti in Turchia e approfittano pure delle cattive condizioni di lavoro e finanziano così il regime turco, la sua repressione e le sue guerre.

L’impresa Novartis gestisce due luoghi di produzione in Turchia e impiega 2400 persone. Fino nel 2016 ha investito in questo sito 225 milioni di dollari USA e guadagnato oltre 1 miliardo di dollari USA.
Ma le attività di Novartis non si riducono allo sfruttamento economico. In aprile 2017, Novartis con 15 altre grandi imprese partecipava a una campagna per l’immagine della Turchia organizzata dall’unione esportatori Turchia TIM. Nella campagna si reclamizzava il sito di produzione in Turchia e la stabilità del paese. E questo giusto prima della votazione sul sistema presidenziale in Turchia, cioè in un momento nel quale il paese scivolava definitivamente in una dittatura e la repressione contro attivistx curdx e di sinistra aumentava enormemente.

La dittatura in Turchia può esistere solo grazie al sostegno finanziario e politico che ottiene dalle grandi imprese e dai governi. Perciò la guerra ad Afrin ha la sua origine anche qui in Europa Occidentale. Perciò dobbiamo resistere anche qui! Incitiamo a rafforzare lo smascheramento e la denuncia delle imprese e dei governi qui.

Niente retroterra tranquillo alla guerra!

Info da: romperelerighe.noblogs.org

Marzo Berlino – Incendiati cavi di rete contro il controllo tecnologico e la guerra ad Afrin

Berlino (Berlin), 26 marzo 2018

Con una dichiarazione pubblicata addirittura su vari „Paste-Bins“ (dove si può diffondere anonimamente dei testi), un cd Gruppo Vulcano rivendica di nuovo un attentato all’infrastruttura di comunicazione: Il „Gruppo Vulcano Spezzare ilDominiodellaRete“ dice di avere incendiato una grossa quantità di cavi sotto il ponte Mörsch a Berlino. Secondo la dichiarazione pubblicata (i link vedi in basso) furono tranciati in modo specifico dei cavi usati „dai militari e i loro prestatori di servizi, dal picchetto aereo del governo federale, dall’amministrazione del Land Berlino, da grandi imprese, da gestori di nodi Internet e dall’aeroporto Tegel“.


Lx sabotatorix mettono in guardia da una totalità dell’attuale sviluppo tecnologico che potrebbe sfociare in una „forma moderna di fascistizzazione“ e in modo coinvolgente in questo contesto ricordano il sistema delle carte forate Hollerith che tra l’altro fu usato dai nazi per l’esecuzione della Shoa. Sottolineano che nessuna persona sarebbe stata messa in pericolo.
Inoltre il Gruppo Vulcano raccomanda urgentemente di usare il Torbrowser per accedere ai link: „La censura è ormai molto massiccia. Deve essere spezzata. Perciò per accedere al nostro testo usate Tor. E poi diffondete la nostra dichiarazione nei media scritti, con volantini, nelle rubriche commentari, con e-mail e nei media „sociali“.“

Le reti del dominio sono attaccabili
Prologo:
(…) L’arroganza del potere, il dominio del errato, la volgarità dei ricchi, le catastrofi industriali, la miseria che avanza al galoppo, lo sfruttamento nudo e crudo, la rovina ecologica – niente ci risparmia, nemmeno l’esserne informatx.
Clima 2017, Clima 2018, Clima 2019 – l’anno più rovente. I motivi per la rivoluzione ci sarebbero. Ma non sono i motivi a fare una rivoluzione – bensì le persone. E le persone stanno davanti agli schermi. (…) L’umanità assiste stregata al proprio tramonto (…). Lo segue tanto incantata che non sente più che l’acqua arriva già alle caviglie (…). Non si tratta più di commentare, criticare e denunciare questo mondo. (…) Continuare a denunciare la discriminazione, l’oppressione, l’ingiustizia ed aspettare che serva a qualcosa è ormai obsoleto. (…) La menzogna è il rifiuto di vedere certe cose che si vedono, e di stare a guardarle di come le si vede. La vera menzogna sono tutti gli schermi, tutte le immagini, tutte le dichiarazioni che si lasciano stare tra se stessx e il mondo. È il modo di come realmente prendiamo a calci la nostra percezione …
Oggi abbiamo tranciato tanti fasci di cavi. Nessunx ne subisce un danno fisico.
I vari cavi sotto il ponte Mörsch a Berlino sono utilizzati concretamente dai militari e dai loro prestatori di servizi, dal picchetto aereo del governo federale, dall’amministrazione del Land Berlino, da grandi imprese, di gestori di nodi Internet e dall’aeroporto Tegel.
Con il nostro piccolo contributo interrompiamo il funzionamento scorrevole della metropoli. Poiché fintanto che tutto funziona, la distruzione senza pari delle basi di vita ecologiche continua immutabile. Guerra, distruzione del clima, movimenti di fuga e confini esterni UE militarizzati non si possono considerare come singoli problemi sconnessi. Come sono connessi la rapina delle materie prime e l’esistenza della povertà, l’abbattimento delle foreste vergini e la produzione di carne, i movimenti aerei in aumento e la sprocizia patogena che è immessa nell’aria.
Serve l’intervento di coloro che non vogliono più stare a guardare. Per esempio con degli attacchi al funzionamento delle metropoli. Per esempio sabotando le strutture che mantengono in marcia questa devastazione, con attacchi alle istallazioni infrastrutturali, all’intelligenza artificiale, alla smart city, all’industria 4.0 – cioè alle forme di sorveglianza d’ogni tipo. Le conseguenze di una distruzione ambientale e del clima dovuta a capitalismo sono inevitabili – non potremo impedirle. Ma dobbiamo trovare un’attitudine adeguata davanti alle formazioni autoritarie e guerrafondaie che ne risultano.
Con la nostra azione di sabotaggio interrompiamo il normalissimo andamento dei variegati cicli di lavoro nella capitale – era l’obiettivo fissato. I suddetti gestori della rete sono amministratori di un processo violento che spacciano per rivoluzione digitale. Noi come user della rete diventiamo per forza dipendenti. Essendo così sia vittime che complici di questo processo. Per esempio la continua reperibilità digitale allunga la giornata lavorativa fino al punto che spesso non termina più. L’auto-ottimizzazione (mascherata da auto-determinazione) e l’essere determinati dall’esterno ci conducono in una nuova forma di schiavizzazione moderna. La nostra miseria è anche collegata con con quella d’altrx. Poiché la massimizzazione del profitto in ogni millisecondo determina la miseria immensamente più grande che c’è in tanti altri paesi. Il danno economico che speriamo sia alto ci fa tanto piacere!
Se interrompiamo il flusso dei dati, anche questo è del tutto intenzionale. I dati sono la premessa per un dominio tramite la sorveglianza. Sappiamo tuttx che le grandi imprese IT e le autorità statali raccolgono tutti i dati disponibili. E ciò per poter controllare e pilotare sempre di più le persone e le società. Ogni persona diventa massa di manipolazione per gli interessi di potere e obiettivo di commercializzazione.
Viviamo la formazione di una totalità sociale del controllo globale, della sorveglianza e del pilotaggio, della misurazione, contrassegnazione ed emarginazione. Edward Snowden lo ha riconosciuto e agito. Invece delle soluzioni sociali contro la distruzione dell’ambiente e dei rapporti sociali dovuta alla tecnica (di dominio), si sviluppano ancora di più tecniche(di dominio). Questo sviluppo tecnocratico, nella sua concentrazione di potere porta pezzo per pezzo al controllo autoritario. Con la “standardizzazione” predefinita, le „anormalità“ diventano illimitatamente differenziabili e selezionabili. I dati che lo rendono fattibile sono quotidianamente forniti alle reti „sociali“ da noi stessx, quando non paghiamo in contanti, quando usiamo Google o gli assistenti digitali perenni come Alexa e Siri. Le notizie ed i risultati di ricerca ce lx forniscono individualmente su misura e ci pilotano “comodamente” attraverso il nostro quotidiano. Questo pilotaggio attuale dell’informazione e della comunicazione è la base per poterci pilotare domani. Tantx che agli inizi di internet sostenevano l’aspettativa ugualitaria, oggi mettono in guardia dalla totalità dei rapporti di domani. Una forma moderna di fascismo è una variante possibile di questa totalità incombente.
È prevedibile: Appena le conseguenze qui della distruzione ambientale, del cambio climatico e della guerra diventeranno molto più evidenti e le lotte di distribuzione più dure, i peggiori incubi e le peggiori distopie diventeranno realtà – a meno che una rottura rivoluzionaria con lo stato delle cose non avrà successo!
Ecco perché sabotiamo il presunto progresso.
Intendiamo la nostra prassi anche come insegnamento tratto dalle esperienze con il fascismo tedesco. Scorgiamo una crescente disponibilità di farsi pilotare fedeli al progresso e di farsi determinare dall’esterno, viviamo la devozione di chi lo sostiene, sentiamo il brutale gelo sociale, presagiamo la volontà d’annientamento. Potrebbe toccare a tantx, un bel giorno: al pensionato disfunzionale, alla malata, ax profughx, ax chi rifiuta il lavoro, alle donne che non vogliono partorire. Poiché questo è il carattere e la dimensione delle possibilità della “rivoluzione” digitale.
Unger, Lichtenstein, Lepehne – sono i nomi di persone che furono deportate dal luogo della nostra azione e poi assassinate. Nel 1942. Ad Auschwitz e a Riga. Con pietre commemorative d’inciampo incastrate sul ponte Mörsch che dovrebbero aiutare a ricordare. Quale è il rapporto della deportazione di queste persone con i cavi in fibra ottica due metri più in basso?
Ecco un esempio storico che illustra le possibilità per il fascismo dell’illimitata schedatura digitale: L’ingegnere Herman Hollerith inventò la tecnica delle schede forate con la quale fu possibile un efficace censimento in America. Ai tempi della dittatura nazi, IBM aveva un monopolio pressoché mondiale di questa tecnologia e della produzione delle relative schede forate. Il capo IBM Watson era andato personalmente a Berlino quando la sua affigliata in Germania (DEHOMAG) si era assicurato l’ordine per l’analisi del censimento del 1933. La trascrizione dei fogli di conta durava quattro mesi e poi in ogni città, gruppo professionale oppure comunità abitativa si poteva rintracciare la componente ebrea. Con la ricerca popolare nel 1939, con lo stesso sistema di calcolo basato sulle schede forate lx ebrex furono rilevati secondo i criteri della dottrina razzista dex nazi.
Questo modello fu poi ripetutamente applicato. In quasi ogni paese occupato dax nazi, le affiliate tedesche della IBM raccoglievano delle informazioni statistiche nazionali e “di razza” per lx nazi che poi le potevano usare per l’identificazione dex ebrex e d’altrx indesideratx. Questa tecnologia delle schede forate era decisiva per l’efficacia della deportazione. Mentre con un sistema di rilevamento pressoché non ostacolato come per es. in Olanda furono deportatx il 73% dex ebrex, in Francia furono solo il 25%. Uno dei tanti fattori che influenzarono diversamente la sorte dex ebrex nei due paesi era tra l’altro il fatto che la resistenza in Francia fu capace di sabotare massicciamente la registrazione via schede forate.
In quasi ogni lager di concentrazione c’erano delle sezioni Hollerith che servivano per registrare chi arrivava, all’assegnazione del lavoro coatto/schiavista ed alla conta dex prigionierx mortx. Senza il macchinario di IBM, senza il servizio di assistenza di IBM e senza la fornitura delle schede grezze le amministrazioni nazi non avrebbero mai potuto gestire tanto “efficientemente” la  quantità raggiunta di prigionierx.
Le pietre ad inciampo oggi ammoniscono. Con la retrospettiva storica vale la pena di gettare uno sguardo nel futuro, un futuro già attuale in modo allarmante. Il progetto di dominio „Sesam“ attualmente in fase di collaudo in Cina s’intende come sistema di rilevamento duraturo di tutte le informazioni reperibili su ogni individuo. Introdotto con degli allettanti programmi bonus, attualmente la partecipazione ancora volontaria è massiccia. Tutti i dati che le autorità possono fornire dex singolx, tutti i dati sui processi di pagamento di ogni singolo individuo e tutto quel che il programma analitico può trovare d’ogni individuo nelle reti sociali è riunito in un valore in cifre, vale a dire nel „social score“. Lo score d’ogni singolx dipende anzitutto anche dalla valutazione dex sux “amicx sociali“. Con uno score alto si può sperare di ottenere delle agevolazioni per i crediti, per la mobilità e le assicurazioni. Inversamente, significa emarginazione sociale e materiale. Poco tempo fa si limitava già l’accesso ai mezzi pubblici alle persone con uno score troppo basso. Dal 2020, la Cina progetta la partecipazione obbligatoria a un successore di Sesam. E allora le chance di avere un posto di lavoro, una formazione e cure sanitarie dipenderanno da questo score.
Per prevenire i malintesi: Lo sviluppo e la realizzazione di questi sistemi sociali di scoring non sono automaticamente fascistoidi ma sicuramente totalitari anche solo per le pretese che avanzano. La realizzazione dell’idea della categorizzazione delle persone in vari gradi ed il desiderato pilotaggio comportamentale che comportano offrono delle condizioni eccezionali per una forma moderna di fascistizzazione. Per selezionare ed annientare.
Concludiamo con delle questioni: Quando si poneva ancora il momento storico per sollevarsi contro il fascismo tedesco? Quando s’era perso questo momento? Cosa vuole dire per il presente?
Il nostro contributo – uno dei tanti.
Visto il motivo dato: Armi tedesche e militari turchi via da Efrin! I responsabili della guerra ad Efrin sono anche in Germania. Si possono trovare.
Gruppo Vulcano Spezzare ilDominiodellaRete

Tratto da roundrobin.info

Gennaio Zurigo – Attacco incendiario contro il consolato turco

Durante la notte tra domenica 28/01 e lunedì 29/01 abbiamo dato fuoco ad un’auto nel parcheggio del consolato turco in Weinberg street a Zurigo. Siamo solidali con Rojava ed il cantone di Afrin, che sta venendo attaccato dallo stato NATO della Turchia e dai suoi alleati, le milizie islamiche.

Lo stato turco è sempre stato nemico del progetto avanzato Rojava. Ricordiamo la collaborazione della Turchia con le bande che hanno attaccato Kobane, le schermaglie al confine tra Rojava e Turchia, o l’intervento dello stato turco insieme ai gruppi islamici dell’armata libera siriana per creare una zona tra Afrin ed i cantoni di Kobane e Cizre. L’attacco su Afrin ora è un innalzamento del conflitto ad un nuovo livello militare.

Ogni cosa che resista in Rovaja è e rimane una spina nel fianco dello stato turco con la sua ideologia reazionaria, islamista e nazionalista.
Vorremmo cogliere quest’opportunità per condannare il supporto degli stati capitalisti ed imperialisti che stanno rendendo possibile quest’escalation. L’attacco su Afrin mostra che questi stati non possono essere partner strategici in progetti avanzati. Gli Stati Uniti e la Russia hanno dato alla Turchia il via libera per attaccare Afrin mentre ringraziano i compagni delle YPG/YPJ per aver sconfitto il cosiddetto “Stato Islamico”.
Per principio, i paesi NATO non vogliono turbare la Turchia, la significanza geopolitica di questo stato è talmente alta da assorbire qualsiasi provocazione dell’esercito turco.
La Germania aveva valutato per lo meno di rimandare l’invio di componenti per carri armati alla Turchia – ma Sigmar Gabriel dell’SPD è noto per essere corresponsabile dell’enorme accrescimento nell’esportazione degli armamenti dalla Germania. La Svizzera, in quanto parte di EFTA**, voleva firmare un nuovo trattato di libero scambio con la Turchia quando Zeybekci, il ministro turco degli affari economici, è stato recentemente al World Economic Forum di Davos, mentre Rheinmetall Air Defense (società sussidiaria di German Rheinmetall, che dovrebbe fornire le sunnominate parti di carroarmato) a Zurich-Örlikon continua a produrre armi per l’esportazione. Quindi non misuriamo questi stati e attori per le loro affermazioni diplomatiche, ma per come rinforzano i loro interessi, e tutte le loro azioni suggeriscono che non saranno mai amici del Rojava.
Per circa una settimana ad oggi, Afrin è stata attaccata dalle truppe della NATO e dello stato della Turchia insieme alle milizie islamiche. Non hanno fatto nessun progresso significativo durante questo periodo. I combattenti delle YPG/YPJ rimangono uniti alla popolazione armata e resistono agli invasori.
Ci sono mobilitazioni in solidarietà con Afrin in tutto il mondo. Così come ci siamo presi le strade per Kobane, dobbiamo riprendercele oggi. Dipende da noi la scelta di prenderci la responsabilità e difendere Rojava. Perché Rojava è anche il nostro progetto, Rojava è anche la nostra speranza. Se la Turchia attacca Rojava con i suoi islamisti, attacca anche noi. Combattiamo! Difendiamo Rojava!

SPALLA A SPALLA CONTRO IL FASCIMO
AFRIN è OVUNQUE, LA RESISTENZA è OVUNQUE

*Partito socialdemocratico tedesco
**European Free Trade Association

Tratto da roundrobin.info

17 Giugno Torino – Inquietudine genomica: agricoltura sintetica, ingegnerizzazione del vivente tutto, tecnocrazia

Inquietudine genomica:
agricoltura sintetica, ingegnerizzazione del vivente tutto, tecnocrazia

domenica 17 giugno 2018
presso l’Edera Squat
via Pianezza 115
Torino

dalle ore 10 scambio semi/piantini/derivati vegetali autoprodotti, 
banchetti distro, mostra “OGM sempre sotto pressione” sugli OGM in 
Svizzera e pannelli informativi

ore 12,30 sgrufolata vegetale ad offerta libera

ore 14 proiezioni inquiete

ore 15 panoramica su OGM 2.0, tecniche di veicolazione del consenso, 
fondi e legislazioni europee, enti di ricerca, accaparramento del genoma 
e ingegnerizzazione del vivente, permeazione del discorso scientista 
all’interno dell’associazionismo contadino. Discussione e condivisione 
di pensieri, informazioni ed esperienze.

ederasquat@autistici.org
bestieinlotta@autistici.org


Se avete tavolo per la vostra distro/sementi/etc, grazie! Altrimenti 
fatecelo sapere
In allegato locandina ed invito, fate girare, grazie!