Quando i Verdi “vendono” Minatec – Dodici anni dopo

Quand les Verts “vendent” Minatec

Douze ans plus tard

jeudi 31 mai 2018 par Pièces et main d’œuvre

Voici 12 ans, le 1er juin 2006, un millier de marcheurs s’était rassemblé pour protester contre l’inauguration de Minatec ; et au-delà, contre l’incarcération de l’homme-machine dans le monde-machine. Les Verts, toujours francs et courageux, avaient tergiversé à bas bruit entre le soutien aux nanotechnologies et des vœux pieux d’ « encadrement éthique ». Ils ne sont pas les seuls. La critique des (nano)technologies n’est pas la priorité d’une gauche pour qui le salut et l’émancipation consistent au contraire à brader l’autonomie du vivant pour l’hétéronomie de l’artificiel.

Les Verts grenoblois ont conquis le pouvoir municipal en 2014 et dominent depuis la cuvette – la Métro -, avec leurs alliés. En décembre 2017, ils ont vendu à cette même Métro les actions de la Ville de Grenoble dans la SEM Minatec. Occasion irrésistible de revenir sur un moment local exemplaire du moment général. Que font les Verts quand ils gèrent « le système », finalement ? Que s’est-il passé depuis 2006 ? En tirant notre fil nous avons reconstitué toute une trajectoire – Minalogic, Minatec, Giant, Clinatec…- tout le puzzle du CEA-Grenoble ; et recroisé nos technocrates Verts, Eric Piolle (Hewlett-Packard), Vincent Fristot (Gaz Electricité Grenoble), Pierre Kermen (Giant, Caserne de Bonne), et puis Vincent Comparat, Laurence Comparat, Yann Mongaburu & Cie ; big data, open data, smart city… On dira ce qu’on voudra, vivre à Grenoble, c’est malsain, mais c’est instructif.

Pour lire le texte intégral:

http://www.piecesetmaindoeuvre.com/spip.php?page=resume&id_article=1061

Berlino – Fuoco ad auto Telekom, delle ferrovie tedesche e traliccio radio Vodafone

19 giugno 2018

La ristrutturazione del potere mediante la digitalizzazione è in piena azione. Quasi nulla rimane al suo posto in questo processo, nulla che non si può integrare con uno “smart” nel nome e che così ha un suo posto nuovo nel mondo. Tutto è collegato in rete. Telecamere, sensori e chip sono perennemente in onda facendo comunicare le cose tra loro. “Big Data” è la valuta di domani. Addirittura le nostre relazioni, il nostro agire e pensare sono perennemente nell’occhio dell’accesso digitale. Ridottx a informazioni, foraggiamo gli algoritmi delle macchine che dovrebbero rendere governabili e pilotabili anche tutto il futuro.

Vista la velocità vertiginosa con la quale l’attacco tecnologico s’estende la rete del dominio si stringe attorno a noi, non è sempre facile continuare a considerare la possibilità della distruzione di questo sistema. A maggior ragione sono importanti i momenti di contrattacco per respingere l’impotenza crescente nei confronti del processo in corso. A maggior ragione ci piace che anche a Berlino si trovano sempre ancora delle nuove risposte irriducibili alla miseria e alla colonizzazione del mondo da parte del predominio tecnoindustriale. Nel contesto del progettato Google-Campus a Kreuzberg si è sviluppata una lotta che non mira solo al gigante tecnologico e al suo universo, ma anche al sociale. Auto-organizzazione, comunicazione diretta e l’effetto dell’attacco sono i mezzi da scegliere. Le più varie azioni di sabotaggio, come ultima a fine marzo della “Vulkangruppe NetzHerrschaft zerreißen – Gruppo vulcano spezzare il dominio in rete”, hanno dimostrato che l’infrastruttura dei flussi di merce, dei dati e delle reti di comunicazione è vulnerabile e che può essere sensibilmente compromessa dall’incendio dei cavi e delle antenne radio. Ma anche altrx fautorix della smartizzazione della città e della vita sono diventatx bersaglio della rabbia, come le vetture Amazon incendiate, le molotov alla Start-Up-Factory, gli attacchi a Zalando oppure al parco tecnologico Humboldthain ecc. Con il nostro contributo vogliamo ulteriormente attizzare questo conflitto e per questo abbiamo scelto alcuni Player di vecchia data ben noti che lavorano attivamente per l’ampliamento e l’ottimizzazione della rete del dominio e del controllo.

Per questo nella notte al 15 giugno poco prima dell’inizio dell’allestimento della relativa zona tifosx abbiamo dato fuoco ai cavi e alle cassette degli interruttori di un’antenna radio di Vodafone. Che è utilizzata per la telefonia mobile e le radiotrasmissioni degli sbirri ed dell’autorità. Riteniamo ottimisticamente che il nostro intervento sia riuscito perlomeno ad interrompere l’attività dell’antenna e a provocare un attimo di silenzio radio. La telescrivente degli sbirri tace il fatto, possibilmente quest’info è rimasta incagliata nei cavi carbonizzati che ora fanno bella figura sull’impianto.

Nella notte al 15 giugno abbiamo passato alla fiamma il parco vetture della Deutsche Bahn nella Kaskelstraße e nella notte al 19 giugno abbiamo piazzato sei ordigni incendiari sotto le auto della Telekom nella Sewanstraße, rottamando sei altre vetture. Con questi attacchi prendiamo di mira alcuni grandi gestori della rete in Germania che con le antenne radio, i cavi a fibre ottiche e la rete ferroviaria sono dei pilastri fondamentali dei flussi di merci e dati indispensabili al funzionamento del capitalismo. Le tre imprese si sono scritte sulla bandiera molto di più che solo fornire l’infrastruttura. Con i loro sviluppi tecnologici negli ambiti sorveglianza, controllo, Internet delle cose, industria 4.0, smart city, smart home ecc.,sono una forza propulsiva nella riorganizzazione del dominio nell’era cibernetica.

Con queste azioni inviamo un segnale di fumo a tuttx lx prigionierx della guerra sociale e a coloro che si trovano in fuga per sottrarsi alla presa degli sgherri. Saluti speciali a Lisa, Thomas, Nero, Isa, UP3 e ax prigionierx G20.

Telefonia mobile e trasporti pubblici al servizio del potere
Media, politicx e lobbisti fomentano da anni ormai un clima della paura. Dax stranierx, dax profughx, dal terrorismo. A pari passo avanza l’invocazione all’autorità. Una nuova legge di polizia segue quell’altra. Chi sviluppa le tecnologie di sicurezza si crogiola, poiché terrorizzando non si può fare solo politica ma anche un sacco di soldi. Così non ci stupisce che al mantenimento dell’ordine esistente le grandi imprese affermate collaborano in prima linea e inesorabilmente nel senso del dominio.

La Telekom è la prima impresa delle telecomunicazioni d’Europa e gestisce delle reti tecniche per la telefonia, la telefonia mobile, il trasferimento dati ed i servizi online. Oltre che in Germania, l’impresa ha delle filiali in quattordici altri Stati europei oppure partecipazioni agli operatori di telefonia mobile e fissa. Con T-Systems, la filiale operativa a livello internazionale, il gruppo è una delle prime aziende di servizio per la tecnologia informatica e di comunicazione rivolta ax clienti della grande industria, del settore finanziario, del settore energetico e dell’amministrazione pubblica e della sicurezza.

T-Systems offre tecnologie d’informazione e soluzioni a 360° alla polizia, ai militari e alle altre autorità di sicurezza. Sotto il titolo “PLX”, Telekom sviluppa tra l’altro un sistema d’informazione e di ricerca per gli sbirri dove sono integrati tutti i processi rilevanti di segnalazione, come i rilievi di impronte digitali, i dati di carcerazione, i precedenti ecc. Così dovrebbero essere sostenuti tutti i processi, dall’elaborazione iniziale dei casi fino alla loro consegna nelle mani della giustizia. Come aggiunta, T-Systems offre la tecnica per la “radiomobile interattiva”. Un posto di lavoro sbirresco mobile con computer multifunzionali nella vettura che permette la totale integrazione dell’infrastruttura e comunicazione già esistente della polizia. Questi link dovrebbero accorciare i tempi di reazione e d’intervento e, con le registrazioni video, facilitare nel contempo una documentazione probatoria.

Anche Vodafone, la filiale tedesca del Vodafone Group britannico e secondo operatore di telefonia mobile in Germania, fa pubblicità per di più sicurezza. Così non fornisce solo un servizio Messenger agli sbirri bavaresi oppure Bodycam alla polizia federale, ma sviluppa anche dei droni intelligenti che, equipaggiati con camera a bordo e carta SIM per le radiocomunicazioni LTE, forniscono e analizzano il materiale video in tempo reale. Con questi droni dovrebbero essere contate per esempio le persone nelle grandi iniziative oppure osservati e pilotati i flussi di persone. Ma anche la sorveglianza del traffico e l’accertamento delle targhe fanno parte delle mansioni di queste applicazioni. Ovviamente questa tecnica può essere completata a scelta con altra software di sorveglianza, per esempio per il riconoscimento facciale.

Con tali e simili prodotti, Telekom e Vodafone, insieme a tante altre imprese dell’industria di sicurezza, sono presenti da tanti anni come espositori nelle fiere tipo il congresso europeo di polizia, dove concorrono per l’interesse della propria clientela nei settori militari, polizia, servizi segreti e protezione dei confini.

Alla Deutsche Bahn invece, da gestrice di stazioni ferroviarie e della rete ferroviaria tedesca tocca piuttosto il ruolo di acquirente di tali tecnologie. Ma, nel contempo, l’infrastruttura di questo gruppo offre anche un enorme campo di sperimentazione per testare in condizioni reali l’applicazione delle nuovissime tecnologie di sorveglianza. L’esperimento a campo libero più popolare della Deutsche Bahn in cooperazione con la polizia federale, la criminale federale ed il ministero federale degli interni è in atto nella stazione Südkreuz a Berlino. Lì, delle telecamere intelligenti provviste di software per il riconoscimento facciale dovrebbero automaticamente riconoscere e seguire delle persone e segnalare gli atteggiamenti strani. Con dei progetti del genere posano le fondamenta per una società totalitaria del controllo. Nel caso di un risultato positivo per i gestori, tali tecnologie saranno impiegate anche altrove. Già adesso sono sorvegliate 900 stazioni della Deutschen Bahn con 6000 videocamere e se riarmate di software intelligente potrebbero, nel perfetto senso del ministro degli interni, rendere possibile una rete di persecuzione e sorveglianza personalizzata quasi totale nel traffico pubblico. Così questo gruppo riveste un ruolo centrale nella realizzazione dei nuovi paragrafi di sorveglianza e di persecuzione, come per es. quelli nella nuova legge di polizia bavarese.

Dall’internet delle cose alla smart city e ritorno
L’internet delle cose vale come il maggiore segmento di crescita nella della telefonia mobile. Lx esperti calcolano con fino a 50 miliardi di apparecchi collegati a livello mondiale. Questo premette delle reti efficienti che riescono a scambiare velocemente delle grandi entità di dati. Ecco perché gli operatori di telefonia mobile investono quantità di soldi nell’infrastruttura delle fibre ottiche, del Narrowband e 5G per essere all’altezza delle sfide attuali e future. Nel contempo collaborano ai più vari progetti smart city in Europa e sviluppano varie cose che dovrebbero far diventare realtà il mondo totalmente collegato in rete.
Con questo fine, la Telekom gestisce un cosiddetto “Hub:raum” come incubatore per gli start up e dirige dei programmi intitolati “Smart City Lab/T-Labs” per accelerare l’efficienza digitale delle città. Soluzioni intelligenti per il trasporto, smart parking, smart electric vehicle charging, sistemi di management intelligente del traffico e dei passeggeri, smart waste management, smart lighting, smart metering e smart public safety sono alcune voci che dimostrano di quanto siano ampi i piani delle imprese per creare delle cose che producono delle informazioni, per così poter essere integrate nella filiera del valore aggiunto. Obiettivo della Telekom è di essere il maggiore fornitore in Europa per le soluzioni smart city. Naturalmente spacciandosi da ecologista e promettendo di affrontare i problemi come il cambio climatico, la scarsezza delle risorse, il cambio demografico ecc. per rendere possibile una sopravvivenza lunga sulla Terra alle persone. Si tace il fatto che la distruzione del pianeta è un risultato della logica capitalista e che le imprese possono contare su dei profitti orrendi.

Nei suoi progetti smart city anche Vodafone mette in primo piano l’argomento dell’ecologia insieme a quello della sicurezza e dell’efficienza economica. Con la filiale “ecologica” di RWE, “Innogy”, il gruppo sviluppa dei concetti per la città intelligente. Impianti e utenti del traffico collegati in rete e un sistema di management per lo smaltimento intelligente dei rifiuti e per i sistemi d’illuminazione intelligenti sono i tre puntelli importanti per raggiungere l’obiettivo della cooperazione tra queste imprese. Dei tralicci multifunzionali intelligenti intitolati “Innogized Poles” dovrebbero essere equipaggiati con dei sensori e delle apparecchiature adatte a fornire una soluzione a 360° per il collegamento urbano in rete. Potrebbero, da un lato, servire da stazione di rifornimento per ogni tipo di vetture elettriche, misurare l’inquinamento dell’aria e la temperatura e produrre della pubblicità digitale sugli schermi LED.

Dall’altro lato dovrebbero però semplificare la sorveglianza dello spazio pubblico con le videocamere intelligenti. Il muro intelligente è un altro prodotto di Vodafone. Dei sensori dovrebbero riconoscere non solo i movimenti ma anche le sostanze chimiche e le singole particelle delle vernici spray. Se un muro viene spruzzato, il sensore allarma automaticamente le forze dell’ordine. Ma provengono dalla casa Vodafone anche le tecnologie passabili di essere integrate come strumenti di sorveglianza direttamente del nostro quotidiano. Con gli “Smart Level Glasses” sviluppati insieme al produttore USA VSP, l’impresa offre un paio di occhiali pieni di tecnica intelligente. Questi dovrebbero servire anzitutto come fitness-tracker, ma possono offrire anche delle funzioni di tracking geografico e altro. Con un ranking del numero dei passi, con cui a partire da un certo numero di punti si sostengono dei progetti sociali o delle persone bisognose, si vogliono stimolare lx utenti di portare questi occhiali anche sempre. Così, giacché ci siamo, insieme al vorace mangiatore di dati se ne fornisce anche il ricatto emotivo.

Con tali e simili applicazioni, le imprese dicono chiaramente in quale direzione i processi della smartizzazione si sviluppano realmente. Quel che ci spacciano per delle facilitazioni quotidiane nel nome dell’ecologia, si rivela come capitalismo verde in forma pura. Si tratta di potere e di denaro. E così la distruzione si diffonderà inesorabilmente ed i nostri spazi vitali diventeranno pezzo per pezzo luoghi di assoluto controllo.

Quel che ci rimane è la conservazione dell’idea di una vita diversa e della possibilità della distruzione di questo mondo del dominio e del controllo e, mediante l’azione, la realizzazione di quest’idea.

Chi Sputa Nel Piatto Dal Quale Mangia

Fonte: Indymedia (Tor)
Traduzione dal tedesco mc

Info da: https://it-contrainfo.espiv.net

Dalla Foresta di Hambach

 

Foresta di Hambach (Hambacher Forst), 15 luglio 2018

Nella notte dal 14 al 15 luglio ignoti hanno provocato un corto circuito alle linee aeree della  ferrovia di Hambach. Anche noi mostriamo così la nostra solidarietà con le persone nella foresta di Hambach. Un tale corto circuito è fatto in un baleno, perciò venite e provateci! L’uscita dal carbone è lavoro manuale! Smash Coal, smash RWE!!!!

fonte: chronik.blackblogs.org

Berlino – Attacco alla Smart City. Fuoco a furgone Amazon

Berlino: Dato alle fiamme furgone Amazon

4 giugno 2018

Attacco alla Smart City – Fuoco a furgone Amazon
I pensieri sono liberi  …
Sull’attacco tecnologico all’individuo a partire dallo sviluppo immenso di vari attorix e sulla diffusione distruttiva sull’unico pianeta finora popolato si è detto tanto.
La nostra Era è stata raggiunta da una forma di schiavizzazione felice alla quale l’umanità si vuole dare senza scrupoli alcuni.

Pensiamo a Facebook. Il collegamento in rete di tutte le persone. Ognuna può contattare ognuna. Facebook trova da sola vecchx amicx di scuola e, ancora meglio, Facebook mi trova pure autonomamente su delle foto delle quali non ho mai saputo nulla. Si creano gruppi online su tutti i temi possibili ed immaginabili e ognunx ne può far parte. Condividiamo notizie sul pianeta intero e le valutiamo come cattive o buone.
Poi Google. 1, 2, 3, 4 volte usato e Google sa già alla seconda lettera quale sia il tema che cerco. Magia.

Poi Amazon. Un’impresa per facilitare il consumo insaziato.
Ogni classe di prezzo, ogni categoria, ogni paese. Veramente c’è qualcosa per tuttx … potrebbe continuare liscia se non ci fossero alcune voci che tutto d’un tratto vanno a raccontare quanto di merda e in modo disumano vi si deve lavorare. Chi vi lavora racconta di un vero e proprio addestramento tipo militare di misure si sorveglianza raffinatissime. Di gruppi di lavoro che sono castigati o premiati collettivamente. Fregarsi è una virtù da Amazon.

E negli USA, per servirsi di una classe di nomadi del lavoro ormai diseredata, Amazon impiega preferibilmente dex ex-appartenenti alla classe media finite a vivere nelle proprie auto.
Ma questa impresa è, da ogni punto di vista, ovviamente solo un esempio paradigmatico di tanti. La coazione al lavoro per avere le basi essenziali di sopravvivenza è un paradosso. In fondo sono ben note le condizioni disumane alle quali così tantx sono quotidianamente espostx,.

Anche se nel discorso anarchico attuale la contraddizione di classe secondo Marx sembra assolutamente obsoleta e se di lotta di classe nel senso consueto non se ne parla proprio, la struttura del dominio si può però sempre definire lungo i rapporti di potere, le coazioni economiche e le posizioni sociali.

Si forma una protesta contro Google. Contro la ristrutturazione della città sotto forma di comunità residenziali e di lavoro tipo Start-up, contro le Factories oppure contro un Google Campus a Kreuzberg.
E anche Amazon non è più il gentile portale di vendita in rete. Tante persone solidali negli anni passati hanno fatto delle azioni e diffuso delle analisi per richiamare l’attenzione sulle lotte di chi vi lavora e per specificare Amazon come uno dei Player del dominio digitale.

L’entità del sabotaggio è difficilmente valutabile; ai camion Amazon in fiamme come inizio maggio a Philadelphia, si tenta di negare l’importanza politica.
Certo non casualmente vicino a Birmingham/UK, inizio novembre 2017 bruciava un magazzino Amazon e lo stesso grande magazzino a Rugeley, Staffordshire, era obiettivo d’incendio doloso già in novembre 2016. E ambo i fuochi disturbarono notevolmente gli affari di natale.

Se può definirsi lotta di classe o meno questa resistenza non è tanto importante quanto l’oppressione concreta di coloro che devono lavorare per Amazon e la sorveglianza di chi utilizza Amazon. Per delle analisi più esatte servono ulteriori osservazioni e dovrebbero essere ricercate anche al di fuori dei circoli più ristretti della scena, anche se per questo in varie zone come Atlanta come fonte purtroppo non rimane che Twitter.

Del resto a Berlino già a novembre 2017 contro Amazon si giocava con il fuoco danneggiando la stazione pacchi a Monaco, ma purtroppo la campagna https://makeamazonpay.org/ ignorava la  resistenza militante.

…chi può indovinarla …
I lenti cambiamenti sociali nel frattempo sono sono normali anzitutto per la gioventù. L’accesso ai bisogni più intimi di tante persone ha creato le possibilità alle multinazionali tipo Google e Amazon di controllarli e pilotarli. L’isolamento e l’incapacità all’interazione sociale con persone vive ne sono la conseguenza. Lo scambio interpersonale ha perso influenza e, complessivamente, Internet sa già più di te stesso di quel che sanno lx tux amicx.

Sarebbe auspicabile un’apertura nella società sulle tematiche tabù come i problemi psichici, le coazioni o la povertà. Nessunx dovrebbe convincersi di essere malatx solo perché non adeguatx alla norma sociale.
Un sistema capitalistico non può funzionare se non tuttx stanno al gioco. Perciò ci vogliono controllo e sanzioni per sottomettere le persone. Lo Stato può sottomettere a chi ha il pensiero libero solo con la durezza.
Il dominio digitale si è dato l’obiettivo di uguagliare le persone. Di essere presente dappertutto nella vita e procedendo con furbizia rendersi utile, per poi farsi indispensabile. Per piccola che sia, ogni informazione è importante per capire i nostri pensieri con lo scopo di cambiarli.

Alcune compagnie e nazioni nel frattempo hanno utilizzato la tecnologia smart, per esempio sotto la forma di classificazione sociale, per procedere in modo repressivo contro la popolazione.
Altre compagnie sono riuscite ad analizzare il comportamento d’acquisto dex clienti, a manipolarlo e addirittura ad offrire loro le merci per l’acquisto.

Da parte nostra il 4 maggio ci furono pure due pacchettini per Amazon nel Kissingenplatz a Berlino-Pankow. Purtroppo poteva esserne recapitato solo uno. L’altro è sparito nel BigData.
Ci siamo servitx di un’istruzione diffusa su rete https://www.liveleak.com/ che ci sembra sicura, ma ovviamente non è precisa abbastanza per evitare ogni casualità a dex passanti ligi al potere.

Fonte: Indymedia (Tor)

Traduzione dal tedesco mc

Da: https://it-contrainfo.espiv.net/

Francia – Incendiate pale eoliche e a picco imbarcazione ingegnere responsabile della TAP

Francia – Staccare la spina!

È un’espressione entrata nel linguaggio comune, che può avere svariati significati. Può indicare l’interruzione dell’alimentazione di una macchina, come quando si spegne l’apparecchiatura che continua a mantenere artificialmente in vita chi è già considerato clinicamente morto. Analogamente, può indicare l’atto con cui si provoca la fine di qualcosa che è in profonda ed irreversibile crisi. Insomma, si stacca la spina ai malati terminali come ai governi senza consenso. Ma può anche indicare la cessazione di un lavoro particolarmente stressante, i cui ritmi serrati non permettono di dedicarsi a se stessi e la cui routine ci impedisce di vivere, concedendoci al massimo di funzionare. Si stacca la spina quando non si hanno più speranze: speranze di vita, di gioia, di dignità.
Quando non c’è più vita — vita reale, autentica, non un suo surrogato — c’è solo una cosa da fare: staccare la spina. Per morire definitivamente, forse. Ma anche e soprattutto per trovare il tempo e la possibilità di ricominciare a vivere.
Questa civiltà è un malato terminale. Funziona ancora, occasionalmente, ma non vive più. Può gonfiare portafogli, ma non può far battere il cuore. Si mobilita per incrementare bisogni, ma non muove un dito per realizzare desideri. Organizza pubblici spettacoli, non esaudisce fantasie singolari. Risuona di pubblicità, mai di poesia. In un’esistenza trascorsa giorno dopo giorno all’inseguimento del denaro (e del potere), si finisce col perdere ogni gioia e fierezza. Allora, che senso ha permettere a questa civiltà di sopravvivere? Meglio staccare la spina, meglio interrompere il funzionamento delle sue macchine — che poi sono le stesse che permettono il funzionamento delle sue banche, delle sue caserme, dei suoi supermercati, delle sue industrie, delle sue questure, delle sue scuole…
È quanto sta accadendo sempre più spesso in Francia, ad esempio. E dato che i mass-media passano sotto silenzio o travisano le loro ragioni, talvolta sono gli stessi amanti della vita a prendere la parola.

L’eolico, la guerra e la pace

 Nelle prime ore della notte del 3 agosto, nel nord Bugey, alcuni nottambuli s’avventurano su un crinale un tempo coronato dalle cime degli alberi, oggi dominato dalle macchine dell’industria eolica. È per esse che i ribelli sono usciti stanotte, per distruggerne una, o magari due. Si danno da fare e presto si ritirano nei boschi. Alle loro spalle, a circa 100 metri al di sopra del suolo, le fiamme cominciano a consumare la struttura con un crepitio metallico.
Il Bugey è già tristemente celebre per la sua centrale elettronucleare. Ahinoi, le infrastrutture dell’atomo non hanno l’esclusiva nella distruzione di queste contrade trasformate in risorse, preliminare della energia-merce. Qui la foresta è lacerata da linee elettriche e da strade sterrate, devastata da città e villaggi, con le loro segherie, cave, stazioni sciistiche… e ora col loro parco eolico.
Si può studiare attentamente un modo di produzione, analizzando un gran numero di parametri relativi. Si possono fare calcoli, analogie, paragoni, ipotesi, deduzioni. Si può anche considerare che tutti questi dati seri sono gli elementi del linguaggio di una mentalità tecnica e quantitativa, che questa stessa mentalità scientifica presiede ovunque all’amministrazione di persone e cose. Che non esistono energie alternative o rinnovabili. Total, Areva, EDF e Vinci sono tra i maggiori investitori nel settore eolico. Che esiste un solo leviatano che diversifica e ottimizza la sua produzione di megawatt. Una guerra insidiosa e devastante viene combattuta contro tutto ciò che non è ancora riducibile al capitale. Che lo si ignori o che lo si riconosca, essa ha conseguenze tragiche sulle nostre vite. Ribelli senza causa né speranza, entriamo in questa guerra consapevoli di essere niente, desiderando tutto. Vittoria e sconfitta non sono più nel nostro lessico, l’essenziale è altrove, si trova interamente nell’atto di combattere.
Di questa guerra, che si intensifica sugli sfruttati che resistono da molti anni, andiamo fieri e inviamo il nostro più alto rispetto a tutti i ribelli che lottano contro i nostri nemici. Grazie a te Burienne che combatti contro il nucleare e il suo mondo, a te a Briançon e dintorni, che vuoi distruggere le frontiere e mostri la più bella solidarietà internazionale, grazie alla Borie e tutti gli altri squat che sono altrettanti bastioni contro un ambiente mortifero in cui la legge ELAN è una nuova arma di distruzione di massa nei confronti delle occupazioni.
A tutti coloro che non hanno relegato i loro sogni sul cammino del rimpianto, grazie, le vostre battaglie ci ispirano.
Lo Stato è in guerra e dispone di mezzi illimitati per domare la ribellione (militari, sbirri, servizi segreti, media, scuola …). Finiremo, senza alcun dubbio, come molti dei nostri amici, compagni ed antenati, prigionieri di guerra come nemici della repubblica o uccisi da questa milizia. La prigione, arma di terrore utilizzata per dissuadere, reprimere e poi distruggere la nostra vita sociale. Il terrorismo di Stato si abbatte sulle classi più povere con questa arma che distrugge la nostra immaginazione, i nostri desideri, e quando il terrore psicologico non è sufficiente si spinge fino a distruggere le nostre carni. È spaventato, uccide, mutila e si serve delle peggiori tecniche di manipolazione di massa per pacificare la popolazione.
Ci sottraiamo alla passività e alla rassegnazione di fronte a questa guerra di cui non vedremo la fine.
Poiché le nostre vite sono condannate, combatteremo fino alla fine. 
 Fatto particolarmente significativo, la libera circolazione dell’energia sta sviluppando una nuova forma di internazionalismo — una lotta senza frontiere. Ciò che avviene all’estero può trarre ispirazione anche da quanto accade sotto casa. Non ci credete?

Contro la loro energia che alimenta questo mondo disumano, azione!

 «Ma sì, ma sì!» gridava. «E io l’andrò a scovare dietro al Capo di Buona Speranza e al Capo Horn e al Maelstrom e alle fiamme della perdizione prima di perdonargliela. Ed è per questo che vi siete imbarcati, marinai! Per cacciare quella balena bianca su tutti e due i lati del continente e in ogni parte del mondo, per farle sfiatare sangue nero, per buttarla a pinne in aria. Che ne dite, ragazzi, ci diamo subito una stretta di mano? Mi sembrate gente di fegato»
(Moby Dick)
 Marzo 2018 – Nei dintorni di Cannes abbiamo mandato a picco, praticando dei buchi nella chiglia, l’imbarcazione a vela di un ingegnere affiliato alla Bonatti Spa, responsabile tra l’altro del gasdotto Tap in Italia.
Contro la loro energia che alimenta questo mondo disumano, azione!
Monsieur Simon, se non abbandonerà il suo posto perderà la casa oltre alla barca. Converrà con noi che non sarebbe vantaggioso.
Alcuni marinai anarchici superstiti di Kronstadt
Dal che si deduce che l’energia è ovunque, che le infrastrutture energetiche sono ovunque, che i responsabili delle grandi opere energetiche sono ovunque. E che, se non staccheremo la spina a questo mondo infame, perderemo l’illusione oltre alla vita.
Converrete con noi che non sarebbe dignitoso

Sabotaggi in Francia

25 Aprile
Un incendio nella sede della ditta “Varsican mines” che recentemente ha ottenuto il permesso per effettuare ricerche minerarie sul tungsteno, minerale sempre più richiesto nell’industria militare ed aereonautica.

9 Maggio
Un incendio su una cabina elettrica di accesso alle fibre ottiche di Orange ha causato un esteso incendio sotterraneo di cavi.
Novemila persone senza internet e senza telefono fisso. Problemi anche per le reti 3G e 4G.

16 Maggio
Un incendio di un importante ripetitore ha provocato un blocco totale di internet, televisione e telefoni fissi a Louvres, Puiseux-en France, Fosses, Marly-la Ville
Dieci giorni per il ripristino della rete.

18 Maggio
Un locale tecnico di EDF, compagnia elettrica coinvolta nel nucleare, è stato devastato.

31 Maggio
Una pala eolica completamente bruciata, un’altra parzialmente danneggiata. Due milioni di euro di danni. Due delle otto pale eoliche sulle montagne di Marsanne.

Info da: Fenrir, num.9

Aprile Berlino – Dati alle fiamme furgoni di Vinci e Spie

24 aprile 2018

Nel controprogetto all’isolamento e alla concorrenza come base dei modelli sociali occidentali, amicx e compas in Francia si sono appropriatx di un territorio a Notre Dame des Landes dove praticano la solidarietà come elemento centrale di convivenza.
Di fatto lo Stato francese voleva costruire nel territorio un ulteriore aeroporto gestito dalla VINCI s.a. Come reazione a questo progetto, lx nostrx compas hanno semplicemente occupato questo territorio.
La rinuncia alla grande opera aeroporto sembrava una vittoria.

Ma ad inizio aprile lo Stato francese lanciava l’attacco a questa forma d’auto-amministrazione…
VINCI: Nella lotta al progetto del grande aeroporto Notre-Dame-des-Landes, VINCI fu di già frequentemente obiettivo d’azioni militanti in Francia ma anche nella RFT.

VINCI avrebbe gestito questo aeroporto che poco tempo fa fu ufficialmente bloccato. Impresa multinazionale con più di 100.000 impiegatx e sede a Rueil-Malmaison in Francia, Vinci è tra l’altro compagnia di gestione di 33 aeroporti e di diverse autostrade in tutto il mondo.
Vinci si è cristallizzata come uno dei grandi consorzi che organizzano il funzionamento infrastrutturale fluido della convivenza sociale-statale. Le infrastrutture statali in generale e anzitutto in Francia rappresentano gli interessi commerciali di VINCI e attaccarli per noi è un imperativo!

SPIE: In Francia nel settore servizi la ditta Spie è la concorrente più forte di Vinci. Con l’affiliata Spie Nucléaire, l’impresa con sede in Francia è invischiata nell’industria nucleare. In Germania, Spie SAG è coinvolta nella produzione d’elettricità con il carbone e si vanta del suo annoso partenariato con RWE. Per esempio le macchine per l’estrazione della lignite di RWE furono trasportate nella foresta di Hambach da Spie .
Come grande logistico infrastrutturale, Spie è già stata attaccata da compas in passato poiché invischiata in progetti di costruzione di carceri.

Ecco perché nella notte dal 23 al 24 aprile 2018 nel quartiere Sevan a Lichtenberg abbiamo bruciato un furgone VINCI ed uno di Spie.

Kommando Sébastien Briat
– Azione nel quadro delle giornate di azione Maisteine (Pietre di Maggio)[maisteine] –

Fonte: Indymedia

Traduzione dal tedesco mc

Info da: https://it-contrainfo.espiv.net/