17 Giugno Torino: Inquietudine genomica: agricoltura sintetica, ingegnerizzazione del vivente tutto, tecnocrazia

Inquietudine genomica:
agricoltura sintetica, ingegnerizzazione del vivente tutto, tecnocrazia

domenica 17 giugno 2018
presso l’Edera Squat
via Pianezza 115
Torino

dalle ore 10 scambio semi/piantini/derivati vegetali autoprodotti, 
banchetti distro, mostra “OGM sempre sotto pressione” sugli OGM in 
Svizzera e pannelli informativi

ore 12,30 sgrufolata vegetale ad offerta libera

ore 14 proiezioni inquiete

ore 15 panoramica su OGM 2.0, tecniche di veicolazione del consenso, 
fondi e legislazioni europee, enti di ricerca, accaparramento del genoma 
e ingegnerizzazione del vivente, permeazione del discorso scientista 
all’interno dell’associazionismo contadino. Discussione e condivisione 
di pensieri, informazioni ed esperienze.

ederasquat@autistici.org
bestieinlotta@autistici.org


Se avete tavolo per la vostra distro/sementi/etc, grazie! Altrimenti 
fatecelo sapere
In allegato locandina ed invito, fate girare, grazie!

Presentazione La Piralide – spazio di documentazione Bergamo

Ostrinia nubilalis, meglio conosciuta come piralide, è una farfalla le cui larve sono dedite a vivere, nutrendosene, di piante come il mais, il sorgo e il peperone, oltre a molte altre. Durante la primavera le larve divengono farfalle e fuoriescono dalle piante. Dicono che la sua presenza abbia causato gravi problemi alle coltivazioni di mais, perciò gli esperti del settore, da sempre, hanno ritenuto importante contrastare ed eliminare l’indesiderato insetto tramite interventi chimici (l’impiego di pesticidi e veleni), biologici (l’introduzione di parassiti della piralide) o agronomici (la scelta di varietà di piante resistenti alle larve grazie a delle modificazioni genetiche). Il mais geneticamente modificato è in grado di resistere sia alla piralide sia ad erbicidi molto potenti, come il glifosato, largamente impiegato in coltivazioni di ogni genere. Per questi motivi, in innumerevoli aree del mondo, ove possibile, è ampiamente incentivata la coltivazione di varietà di mais geneticamente modificate, resistenti agli erbicidi, in modo da poter utilizzare veleni e contemporaneamente debellare la piralide, “inopportuna” piralide.

La Piralide – questo insetto così osteggiato dai coltivatori di mais, dalle multinazionali e dai fautori degli organismi geneticamente modificati – è il nome che abbiamo scelto per questo nuovo spazio. Un piccolo insetto il simbolo che abbiamo scelto per uno spazio ed un luogo nel quale affrontare le questioni che ci stanno a cuore. L’attacco alla natura ed a quella parte di mondo ancora selvatica, l’asservimento e la manipolazione tecnologica degli esseri viventi, lo sviluppo della tecnologia stessa nelle sue disparate e molteplici espressioni, lo sfruttamento degli animali e della Terra, con l’avvelenamento e la devastazione ecologica che ne segue, la volontà addomesticatrice del dominio di privarci di ogni possibile tensione alla trasformazione o al sovvertimento della realtà sono per noi espressioni di questo mondo imperniato sull’autorità le quali rendono necessaria ed urgente una analisi ed una critica radicale, non rimandabile ad un futuro migliore.

Mai come oggi è necessario rifiutare il sistema di dominio con le sue logiche di controllo, delega e cogestione democratica delle nocività che ci circondano. Il totalitarismo tecnologico non è solo assoggettamento, imposizione, repressione, ovvero ciò che ci ha reso oggetto di uno sfruttamento, ma anche soggettivazione, ossia ciò che rende l’uomo soggetto, operatore, promulgatore, partecipe del proprio stesso sfruttamento. 

La piralide resiste. Mai come oggi, in questa realtà dove gli individui sono costantemente sottoposti, ricondotti e assoggettati a cause, fini ed esigenze più “grandi” di loro, occorre scoprire la poesia della propria unicità. Mai come oggi, in un mondo dove è possibile una vasta scelta tra le innumerevoli ed insulse libertà offerte, in un mondo interamente trainato e modellato dagli imperativi dell’autorità e della merce, l’esistenza è altrove. La piralide si riproduce.

Desideriamo aprire uno spazio nel quale ci sia e si dia spazio ad idee e tensioni in netto contrasto con l’attuale assetto sociale; uno spazio di documentazione e discussione dove chiunque possa scovare parole e scritti non reperibili tra gli scaffali del supermercato delle opinioni o nelle aule dell’accademia delle ideologie, luoghi dei pensieri confezionati e pronti all’uso. I libri, i materiali stampati, qui non saranno merce offerta per intrattenere, materiale per semplice e puro studio ed approfondimento culturale o racconti di vecchie storie, fonti di nostalgiche o avventurose fughe letterarie. Che senso e significato ha allora documentarsi? Darsi un tempo per approfondire e fondare il proprio pensiero? Sicuramente non quello di accumulare nozioni e contenuti pre-confezionati, da usare nelle più disparate situazioni o tavole rotonde. Sicuramente non quello di dare schemi e filtri risolutivi con cui leggere ed ingabbiare la realtà.

Il sapere va nutrito. Se resta un semplice accumulo indefinito di conoscenze e di informazioni può contribuire a creare, ad alimentare, un più o meno vasto bagaglio culturale e conoscitivo, un insieme di conoscenze che teniamo in serbo per noi e per gli altri. Niente di più. Può il sapere non avere sapore? Possedere un grande quantitativo di conoscenze non conduce necessariamente ad una maggiore comprensione della realtà e di ciò che ci circonda; significa che i fatti e le parole di un tempo, potendo sfuggire a quanti vorrebbero racchiuderli nelle pagine di polverosi volumi, debbono poterci dire qualche cosa di tangibile oggi. Farci riscoprire gusti e sapori.

Se lo sguardo punta a sovvertire, e non a riformare, significa che le mere informazioni, il semplice insieme di saperi e il loro accumulo non bastano e restano soltanto un riempitivo per la mente, buono solo a baloccarsi in esercizi retorici o a rassicurarsi nelle certezze delle proprie illusioni.

Le conoscenze slegate dalle idee restano lettera morta. Allora, assieme alla necessaria conoscenza, occorrono progetti, volontà e tensioni individuali per fare fermentare autonomamente la propria selva di pensieri. In quest’ottica, e solo in questa particolare accezione ancora tutta da esplorare, uno spazio di documentazione può avere pieno significato. Così, a partire da questi presupposti, potranno avere luogo anche la discussione, l’approfondimento, la critica. Al vuoto, alla rassegnazione e all’uniformità dettata da sterili opinioni opponiamo la pienezza e il significato di idee che possono infiammare la vita.

Uno spazio per l’approfondimento e la critica, contro l’autorità e la gerarchia. Certamente non un luogo dove potersi rintanare, come al riparo di una nicchia dove custodirsi intatti. Nemmeno un circolo ricreativo o un centro culturale. Non saranno quattro mura a racchiudere la nostra volontà di riflettere, a tarpare le nostre aspirazioni, a privare di sostanza i nostri sogni, a sedare i nostri desideri. Nemmeno ci illudiamo che potranno essere le attività svolte nello spazio ad inceppare questo mondo di dominio che non ci dà respiro, questo mondo che costantemente offre miseria e obbedienza a piene mani. Le attività che vi potranno nascere saranno espressione delle persone che di volta in volta lo animeranno. Che si tratti di incontri, discussioni, dibattiti o proiezioni, ciò che faremo non avrà né il proposito di riempire un’agenda, come per consolarci in un frenetico attivismo, né l’intento di persuadere, di convertire o di aggregare qualcuno, ed infine, nemmeno la volontà di ricercare un confortante riconoscimento sociale.

Uno spazio in cui la piralide si rafforza e lotta contro il dominio tecno-scientifico.

La Piralide – via del Galgario 11/13 – Bergamo
Apertura: tutti i giovedì dalle ore 16.00 alle ore 20.00
e-mail: avvelenate@anche.no

scarica qui il pdf: la-piralide-presentazione

17 Giugno To – Iniziativa contro gli OGM

Il giorno domenica 17 giugno 2018 si terrà presso l’Edera Squat
(https://ederasquat.noblogs.org/) di Torino una giornata dedicata
all’indipendenza sementiera, agli Organismi Geneticamente Modificati di
vecchia e nuova generazione -che vengono applicati a tutto il vivente-
ed alle pratiche di resistenza nei confronti dell’impianto
tecno-agro-industriale.
Dalla mattina ci sarà la possibilità di allestire banchetti per lo
scambio/dono di semi autoprodotti e distribuzioni editoriali ecologiste
radicali.
Dopo il pranzo vegetale, sono previste proiezioni sui temi
dell’espropriazione di sementi e saperi contadini da parte delle
multinazionali e dei centri di ricerca a cui seguirà una panoramica
sulle nuove tecniche di manipolazione genetica e sulle commistioni tra
enti di ricerca e agricoltura “dal basso”.
Alcuni degli elementi di discussione saranno:
– OGM 2.0
– tecniche di veicolazione del consenso
– fondi e legislazioni europee
– enti di ricerca, accaparramento del genoma e ingegnerizzazione del
vivente
– permeazione del discorso scientista all’interno dell’associazionismo
contadino
Durante tutta la giornata sarà presente una mostra sugli OGM in
Svizzera.
Chi fosse interessatx a partecipare allo scambio di
semi/piantini/derivati vegetali, con la propria distro o al dibattito
puo’ contattarci all’indirizzo email bestieinlotta@autistici.org
Chiediamo di diffondere ai contatti che pensate possano essere
interessati per una giornata di condivisione di  pensieri, informazioni
ed esperienze.
Per chi volesse approfondire i temi in vista dell’incontro:
Animalx

JOB FAIR 2017 – Pisa

È il primo job meeting (tra i cui sponsor principali c’è Leonardo) dedicato agli allievi e agli ex allievi delle scuole superiori universitarie quali: Scuola Superiore Sant’Anna e Scuola Normale Superiore di Pisa, IUSS di Pavia, Scuola IMT Alti Studi Lucca, Gran Sasso Science Institute dell’Aquila e Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste. I sei istituti del mondo dell’università e della ricerca ti permetteranno di incontrare le aziende leader con l’intento di «consolidare il legame virtuoso» tra formazione di eccellenza e l’universo dello sfruttamento delle imprese. Ma quale legame virtuoso? È un legame che evidenzia piuttosto il ruolo delle università nell’addestrare gli studenti al solo scopo di asservire gli interessi economici di grandi aziende impegnate in settori che vanno da quello bellico e farmaceutico fino ad arrivare a quello informatico e delle biotecnologie, passando ovviamente per i soliti istituti bancari e di credito. Aziende, tra l’altro,che investono proprio sulle ricerche portate avanti da queste stesse università, determinandone l’orizzonte. Il risultato dell’incontro garantirà futuri specialisti noncuranti, dirigenti affamatori e senza scrupoli, ricercatori al servizio del dominio infame che determina e gestisce le nostre vite e distrugge l’ambiente in cui viviamo, sostenendo e alimentando il funzionamento di questa società autoritaria e sempre più tecnocratica.

AZIENDE PARTECIPANTI:
Angelini: azienda chimicafarmaceutica che si distingue per le approfondite ricerche che porta avanti utilizzando la vivisezione.
Enel: dopo aver fatto centinaia e migliaia di morti con il carbone, e l’energia idroelettrica e nucleare, questa ditta punta alle energie rinnovabili, senza troppo interrogarsi su dove disbosca per mettere i pannelli solari o sul fatto che forse questo sistema è da sabotare e non da potenziare con le illusioni della green economy e dell’economia circolare del riciclaggio.
Leonardo Finmeccanica: la più grande azienda di armi italiana. Il più avanzato concentrato di tecnologia bellica alla continua ricerca di come rendere più letali i suoi gadget.
Valagro S.p.A.: multinazionale del settore Agro-farmaceutico, produttrice di fertilizzanti, pesticidi e OGM. “Utilizzare la scienza per conferire e mettere a frutto le potenzialità della natura” è lo slogan usato per mascherare lo sfruttamento e avvelenamento che porta avanti ai danni del territorio. Una nuova concezione del cibo: dal laboratorio direttamente nel tuo piatto! Un azienda per chi si sente un po’ Dio dentro, che vi farà scoprire che l’agricoltura non è più materia per contadini ignoranti!
Unicredit: il gruppo guidato da Jean Pierre Mustier occupa il primo posto nell’elenco delle banche che più appoggiano l’industria bellica: oltre 2,1 miliardi di euro nel 2016.
Thales Italia: gruppo industriale impegnato nella fabbricazione di apparecchi elettronici per le telecomunicazioni militari, la guerra elettronica, la sorveglianza sociale e lo sviluppo delle smart city.
STMicroelectronics: droni, sensori, internet delle cose, questa ditta produce tutto ciò che è necessario per trasformare il mondo che ci circonda in una prigione ancora più opprimente e tecnologica. Ovviamente, anche qui, non possono mancare componenti elettronici per armi.

Galeone Occupato Via Lucchese 65 (angolo con vuia Firenze), Pisa
Garage Anarchico Chiassetto Sant’Ubaldesca 44 (zona S.Martino), Pisa
Aperture Merc-Ven 16-20

qui il pdf impaginato: job fair 2017

Open day – studiare Scienze della vita alla scuola Sant’Anna.

OPEN DAY – STUDIARE SCIENZE DELLA VITA ALLA SCUOLA SANT’ANNA, SCIENZE AGRARIE, BIOTECNOLOGIE VEGETALI E SCIENZE MEDICHE.

Oggi 19/03/18, al Sant’Anna si tiene l’Open Day volto a presentare l’offerta formativa dell’istituto di Scienze della Vita. Tramite le cosiddette “Scienze della vita” potrai collaborare col magico mondo della ricerca genetica applicata all’agricoltura, e servire le peggiori multinazionali del settore nel devastare ed avvelenare il pianeta.

Le biotecnologie in agricoltura sono il cavallo di battaglia di quelle aziende che per profitto affamano milioni di persone nel mondo, mettendo a rischio la biodiversità e la salute.

Con le scienze agrarie del Sant’Anna potrai contribuire a tutto ciò, spacciando per “innocuo” ciò che è nocivo, per “utile” quello che aiuta ad arricchire chi è già ricchissimo. Potrai anche tu collaborare con multinazionali come la VALAGRO e diventare un loro lacchè spacciando la loro merda come il fertilizzante BREXIL ZN (https://www.valagro.com/it/farm/prodotti/micronutrienti/linea-brexil/).

A causa delle devastazioni perpetrate dal modello di agricoltura industriale imposto da aziende come MONSANTO, BENETTON, ENI, VALAGRO, BAYER, DUPONT, migliaia di contadini si sono suicidati in India, Sud America, Africa per aver perso la terra e l’autonomia sulle proprie coltivazioni (https://www.osservatoriodiritti.it/2017/09/14/india-contadini-suicidi/; https://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/05/ogm-250mila-suicidi-tra-gli-agricoltoriil-mercato-in-mano-alle-multinazionali/168751/#cComments), costretti ad abbandonarle per venire a bussare disperatamente alle porte del ricco occidente, diventando degli ingranaggi dell’Agro-business. Non c’è da meravigliarsi se in tutto il Sud del mondo l’opposizione a questo modello di sfruttamento è stata fortissima (http://www.slowfood.it/land-grabbing-in-mozambico/).

Nonostante gli effetti sull’ecosistema siano palesemente disastrosi, uno degli ultimi studi del Sant’Anna, giocando con le parole e con i numeri, promuove le coltivazioni OGM (https://www.nature.com/articles/s41598-018-21284-2).

Di fronte alla superficialità dozzinale di quella pubblicazione, non si sono fatte aspettare le dure critiche (http://www.osservatoreromano.va/it/news/la-terra-non-e-vendita), a cui sono seguite risposte ancora più futili e scomposte da parte del Sant’Anna nella figura del suo rettore Pierdomenico Perata (http://www.biodinamica.org/reazione-del-rettore-della-santanna-di-pisa-in-prima-pagina-della-nazione-del-28-febbraio-2018/). Se alcuni rievocano lo scontro tra Galileo e la chiesa, non si rendono conto che oggi il pensiero scientifico è paragonabile a quella che era la dottrina ufficiale cattolica dell’epoca: come dice l’epistemologo olandese Feyerabend (Contro il metodo, Feltrinelli), all’epoca la Ragione stava dalla parte del Papa, perché quella di Galileo era una riflessione che sconvolgeva le categorie concettuali dell’epoca. Oggi la posizione frutto della Ragione dell’epoca è quella del rettore del Sant’Anna, novello Urbano VIII che difende gli OGM dalle critiche, mentre chi sottolinea come siano parziali, ideologiche e non neutrali le ricerche del Sant’Anna viene tacciato di antirazionalismo, quando invece possiede semplicemente altri modi di vedere il mondo ed osservare la realtà, come all’epoca Galileo.

Per noi, semplicemente, la critica alle manipolazioni genetiche si basa sull’idea che esse di fatto sono un attacco alla libertà e dignità di ogni essere vivente, perché tendono a trasformarci tutti in prodotti dell’industria. Sono un’insopportabile arroganza contro milioni di anni di evoluzione delle specie animali e vegetali, che non hanno mai avuto bisogno di nascere in un laboratorio per sapersi adattare al mondo. Gli ecosistemi, nelle loro continue trasformazioni e fluttuazioni, hanno sempre funzionato in modo equilibrato, e se adesso il pianeta è ridotto ad una discarica è proprio grazie agli sforzi di qualche scienziato ed alla sete di profitto di qualche industriale.

La nuova frontiera dell’agricoltura industriale è il campo del biologico, dietro il quale si cela la maschera del biotecnologico, ovvero di quelle tecnologie da cui sono derivati gli OGM e le sostanze chimiche annesse (vedi ad esempio il pesticida GLIFOSATO della Monsanto o il sopracitato BREXIL), tecnologie che vengono spacciate da aziende, investitori e ricercatori come compatibili con la natura, ma che invece non sono altro che compatibili con il sistema di dominio imperante del capitale e con i suoi metodi di sfruttamento della terra.

Ovviamente ad un benefattore della ricerca di morte…altro che “scienze della vita”… come il Sant’Anna non poteva sfuggire L’Agro-Business e le biotecnologie annesse, per meglio definire il quadro di sfruttamento in cui ama tanto sguazzare.

Nei prossimi mesi sarete chiamati a fare una scelta di campo: rifiutare l’arruolamento o ingrossare le file dei pretoriani di questa società, venendo a vivere e studiare qui a Pisa al Sant’Anna. Se troverete, allora, delle/i nemiche/i sul vostro cammino, non dite che non eravate stat* avvertit*… nessuna pace per chi vende la propria coscienza per un piatto di lenticchie, per chi consacra la vita e le capacità intellettive ai bisogni di questa società!

Bellecombe-en-Bauges, Savoia – Attacco incendiario di una cava della Vicat

Bagliori d’incendi in solidarietà con chi combatte alla Zad, a Hambach e a Bure

Attacco incendiario di una cava della Vicat

La città avanza, la foresta diminuisce. E noi, in mezzo, ci sentiamo spesso molto vulnerabili, incapaci di arginare alcunché. Il cemento che trasuda da tutti i pori di questa società ci priva di vita, di sensazioni, di sostanze. Le foreste gestite in maniera eco-responsabile somigliano a delle fosse comuni. L’angoscia nelle viscere, i pugni che si stringono, un velo di durezza che ricopre gli occhi. E la difficoltà a parlarne, dato che le parole non possono che sfiorare la profondità della tristezza e della collera che sentiamo.

Quando abbiamo attaccato la cava della Vicat (multinazionale del cemento), situata ai margini di una foresta nel massiccio delle Bauges, bruciando un trasformatore elettrico, un edificio, dei posti di comando e dei computer di un ragno estrattore e poi anche diversi mezzi di cantiere, abbiamo sentito un certo sollievo. E anche dei dubbi, sapendo quello che implicano certe scelte, sapendo che non sarà mai abbastanza, si tratta di semplici tentativi, tentare di perturbare la mega-macchina, di non essere complici con la nostra passività.

Parliamo qui di attacchi incendiari, ma dobbiamo precisare che non si tratta per noi della sola maniera di attaccare l’autorità. Esprimiamo quindi la nostra vicinanza con i pensieri verso le combattenti ed i combattenti che si attivano sulla ZAD di Notre-Dame-des-Landes, nella foresta di Hambach o a Bure, senza lasciarsi accecare né da strategie politiche di massificazione e di dialogo con i poteri, né dalla ricerca di un’efficacia che travolgerebbe, negandola, ogni sensazione, ogni presa di potere nel seno dei gruppi, ogni rapporto di dominazione interpersonale… Forza e coraggio a quelli e quelle che conducono la guerra su tutti i fronti. La repressione è ben presente, cerchiamo di non lasciarci paralizzare, ma di continuare il nostro volo.

Non è nient’altro che un bagliore d’incendio al fondo del bosco, non è che un bagliore, ma ci aiuta a muoverci nell’oscurità, anche a costo di bruciarci, a volte, le ali.

Degli umani comme delle farfalle di notte

(tradotto da guerresociale)

fonte: anarhija.info

Trento: Iveco Defence Vehicles all’Università

Giovedì 3 maggio, durante la presentazione aziendale della Iveco Defence Vehicles nella Sala conferenze del dipartimento di Economia, un gruppo di compagne e compagni ha interrotto per qualche minuto la sfacciata presenza organizzata per gli 80 anni dalla produzione aziendale. Nello stupore dei partecipanti, è stato letto un testo all’interno dell’aula e poi distribuito nel cortile dell’università.

Di seguito il testo distribuito:

L’Università e la guerra

Così si conforta il giovane a perseguire nel suo studio scientifico senza che si chieda che senso abbia, dicendogli:« Tu cooperi all’immortale edificio della futura armonia delle scienze e sarà un po’ anche merito tuo se gli uomini quando saranno grandi, un giorno sapranno». Ma gli uomini temo che siano sì bene incamminati, che non verrà loro mai il capriccio di uscir della tranquilla e serena minore età.
Carlo Michelstaedter

Negli ultimi mesi sono stati diversi gli eventi organizzati dall’Università che hanno visto partecipare le più note industrie belliche (Fincantieri, Leonardo, General Motors), dalla “Green Week” al “Career Fair”, alle presentazioni aziendali specifiche. Oggi il rinomato ateneo trentino organizza un incontro con l’azienda bolzanina Iveco Defence Vehicles.

Da anni scriviamo e parliamo delle collaborazioni interne all’Università che vedono l’ateneo di Trento – e non solo – protagonista della ricerca e dello sviluppo finalizzato alla produzione bellica. Iveco Defence Vehicles è una delle aziende che lavora insieme all’Università e ai suoi studenti. Tristemente nota per la produzione dei mezzi speciali “Lince” – i mezzi utilizzati dall’esercito italiano per gli interventi in mezzo mondo – questa è una delle aziende che più volte è stata “invitata” all’interno dell’Università. Ogni volta che sentiamo parlare di multinazionali del petrolio e dell’energia in Africa, in Medio Oriente, siamo consapevoli che per difendere quei privilegi economici che arricchiscono i soliti noti, come ENI, c’è bisogno di una difesa armata che spazzi via le popolazioni locali che cercano di opporsi. Oggi in Libia e in Niger, dove lo Stato italiano finanzia i campi di concentramento e coordina attraverso i carabinieri gli addestramenti delle milizie locali (compresi i “terroristi jihadisti”), Iveco è presente con i suoi mezzi di morte. Il governo millanta di “impedire le partenze” che esso stesso determina con la guerra, l’occupazione militare, gli spossessamenti delle terre: resi possibili da mezzi come quelli Iveco.

Nella “Sala conferenze” di Economia, Iveco viene a presentare 80 anni di produzione, come a festeggiare le migliaia di morti che ha sulle spalle. Dopo i festeggiamenti, per un intero pomeriggio, l’Università ha messo a disposizione le sue aule per i colloqui tra gli studenti e l’azienda. Sono in cerca di economisti, ingegneri, studenti che evidentemente non si fanno grossi problemi a diventare i futuri esperti della guerra.

Ci siamo forse illusi di poter “far uscire la guerra dall’Università”, ma quanto più cerchiamo di capire la struttura di queste collaborazioni, tanto più ci rendiamo conto che negli atenei ormai la guerra è di casa. La funzione organica di quella che viene definita “comunità scientifica” è quella di essere l’officina degli interessi dei capitalisti, la fornitrice dei “luoghi speciali” in cui poter concretizzare le armi necessarie ai loro profitti.

Se disprezziamo la guerra degli Stati, con essa disprezziamo chi la pensa e la rende possibile. Quella che chiamano “alternanza” è spesso un reclutamento fatto e finito, un volto più “presentabile” della guerra. Oggi che sembriamo addormentati di fronte a qualunque disumanità degli Stati, bisogna di nuovo scegliere da che parte stare: non c’è alternanza che ci convinca.

Anarchici e antimilitaristi

12/02 Roma – A fuoco antenne e ripetitori

La notte del 12 Febbraio, nei pressi della stazione metro/bus Ponte Mammolo a Roma, incendiate antenne e ripetitori telefonici.

Contro il dominio tecnologico, sabotiamo l’alienazione causata da smartphone, social network e tutto ciò che produce socialità fittizia e miseria dei rapporti umani.

Solidarietà a tutt* prigionier* anarchic* rinchius* nelle galere.

Un saluto a Cello, Greg e Ghespe

 

Info da: www.autistici.org/cna

Torino: Salus, Scientia e tanta pecunia – Solo geni ed identità digitali

Torino: Salus, Scientia e tanta pecunia

Il Parco della Salute, futuro polo scientifico-didattico e ospedaliero, dopo innumerevoli zuffe di palazzo, avrà sede in zona Lingotto. Promesse di miracoli nell’healthcare di eccellenza e non solo. Avviati gli sgomberi di fastidiosx migrantx all’ex Moi, la Regione Piemonte si spertica cercando di concretizzare chances di attrazione sul territorio nella spasmodica ricerca di investitori privati e di un advisor qualificato in consulenza legale e finanziaria. Imprenditori e imprenditrici del mondo della progettazione, del management e della costruzione sono in trepidante attesa per costituire le associazioni di impresa ed esser candidatx al progetto definitivo. Tutto un fermento insomma.

Ma il cosiddetto Parco della Salute apre i suoi futuri cancelli a Scienza e Innovazione già qualche chilometro prima, in perfetta linea retta, nel quartiere San Salvario. su cui i progetti di riqualificazione si sprecano, quelli di ampliamento della sede di biotecnologie anche. Salute+Scienza=Soldi, tanti.

Il business della vita, mercificata, smembrata, ingegnerizzata, annientata, ottimizzata, algoritmizzata, qualsiasi sia la sua forma e specie, è un trend in crescendo al ritmo frenetico ed esaltato dell’incedere tecnologico.

Proprio in San Salvario, all’ombra del quasi ultimato nuovo centro di biotecnologie e medicina traslazionale (con immancabili nuovi stabulari per topi e maiali), a più riprese sono comparsi qua e là un po’ di volantini.

Solo geni ed identità digitali

La dimensione ludica della tecnologia nasconde il volto invasivo ed opprimente del controllo e la conseguenza -già ampiamente concreta- della perdita del confine tra reale e virtuale.

A Torino il Parco della Salute, della Ricerca e dell’Innovazione è in via di costruzione ed ha già fatto sì che parte dei locali dell’Ex Moi venissero sgomberati e che, sull’onda dell’entusiasmo per le sorti della medicina rigenerativa, si inaugurasse anche la fabbrica delle cellule, la Cell Factory, cioè una Officina Farmaceutica nel Centro di Biotecnologie Molecolari dell’Università, dove una cinquantina tra docenti, ricercatori ed altri servi della scienza seguitando, produce cellule staminali umane epatiche ed in futuro -ovviamente- non sono escluse pure altre applicazioni.

E siamo anche in attesa che siano ultimati, presso l’ex scalo Vallino, i lavori del nuovo incubatore di ricerca biotecnologica, prima fase del Clinical Industrial Research Park, centro biotecnologico e di medicina traslazionale. Università, industria, start-up e spin-off ingorde di cavie animali e umane.

Una volta di più le manipolazioni sintetiche della natura vengono fatte passare per salvifiche per imporre un mondo totalizzante e devastato, sempre più nelle mani di chi ha investimenti e brevetti, in cui dalla nascita alla morte -che non deve più esistere, lasciando quindi la vita senza senso- non è presente più libertà e possibilità di autogestirsi la salute ed ogni proprio vissuto, facendo di noi degli animali sempre più integrati con pezzi di macchine, con protesi ed appendici bio e nanotecnologiche, assegnando valore a noi stessx solo in qualità di geni ed identità digitali.

I dati che -volontariamente o meno- immettiamo nel sistema virtuale sono merci per tutte le aziende che li utilizzano per i propri profitti, ad esempio i dati sanitari prima della Lombardia e poi della penisola italiaca tutta verranno regalati ad IBM per il suo Watson Health, un supercomputer in cloud basato su un sistema di intelligenza artificiale, la tecnologia cognitiva che impara e sa rispondere alle domande poste in linguaggio naturale.

In cambio c’è l’impegno della multinazionale delle scienze convergenti a forti investimenti finalizzati a creare un grande centro di ricerca europeo, da far sorgere a Milano. Non un centro di ricerca qualsiasi, ma uno destinato ad ospitare proprio Watson Health, in una città che ha appena visto sfumare la possibilità di ospitare l’Agenzia del farmaco e che ora anela alla sede centrale del tribunale unificato dei brevetti, nell’attesa di vedere sorgere lo Human Technopole sulle ceneri nauseabonde di Expo 2015.

Sempre più, nell’era tecnologica, ogni forma vivente deve rappresentare un business in una corsa sfrenata ad accaparrarsi dati, luoghi, organismi viventi e in progettazione, vegetali, chimere, animali umani e non. Brevetti e algoritmi. Tutto il vivente appare sempre più manipolabile, sempre più intrappolato nell’ottica di dominio e controllo a fini di mercificazione, maggiore rendimento e produttività.

Niente e nessunx esclusx.

Animalx