Genova: sabotato ripetitore

Segue rivendicazione giunta alla mail di croceneranarchica: “”GENOVA:Sabotato ripetitore in zona Staglieno. Contro questo esistente che uccide,fisicamente e psicologicamente,le nostre vite,l unico modo per fermarlo l azione violenta, l azione diretta. SOLIDARIETA’ AI PRIGIONIERI ANARCHICI NEL MONDO. ANARCHIA SIGNIFICA ATTACCO”

Info da: www.autistici.org/cna

Genova: Sabotato ripetitore Ericsson

GENOVA SABOTATO RIPETITORE ERICSSON IN SOLIDARIETA CON LE PRIGIONIERE GRECHE POLA ROUPA E KOSTANTINA ATHNASOPOULOU E CON I PRIGIONIERI DELL OP. SCRIPTA MANENT. CONTRO LO STATO. CONTRO LA TECNOLOGIA. CONTRO GLI ANARCHICI DA SALOTTO.

Fonte: mail mandata alla casella di posta elettronica di CNA

Info da: www.autistici.org/cna

Berlino: Azione contro multinazionale produttrice di software

27 gennaio 2017

Ieri notte abbiamo sottoposto a un lifting con martelli e vernice l’area d’entrata della produttrice di software PSI AG, imprimendo in grandi lettere la scritta “BL(A)CKOUT” e spaccando circa venti vetri.

PSI produce software per fornitori d’energia, imprese industriali e gestori d’industria, cura un tessuto d’imprese con partner industriali produttori di armi come SAP e Thyssenkrupp, che per i loro affari con la polizia e i militari hanno già subito vari attacchi anti-militaristi. Il PSI partecipava come espositore già all’annuale congresso europeo di polizia.
Con quasi il 18% il gruppo dell’energia RWE è uno degli azionisti più importanti di PSI e nel contempo tra i clienti più fedeli. RWE è, tra l’altro, gestore delle mine di lignite nella foresta di Hambach, dove da anni c’è resistenza contro il gruppo e le sue macchinazioni distruttive e tuttora sono occupate parti del terreno.

Con quest’azione vogliamo esprimere la nostra vicinanza ax ribelli della ZAD e con tuttx color che lottano contro la determinazione aliena e l’attacco della tecnologia alle nostre vite. Con questo diamo seguito agli appelli contro il vertice G20, contro le ditte, le istituzioni e l’infrastruttura che contribuiscono al perfezionamento dell’architettura di sicurezza e al mantenimento dell’ordine sociale.

L’impresa PSI è forza propulsiva per lo sviluppo e la ricerca della “industria 4.0” perseguita dal governo federale e dal lobbismo, che ha come obiettivo il frequente impiego di robot, la produzione industriale e l’intrecciamento della tecnica d’informazione e di comunicazione con i sistemi digitali intelligenti. È una “rivoluzione” dall’alto della quale con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, dell’“Internet delle cose” e della digitalizzazione e del collegamento in rete delle macchine sperano di ottenere un’ottimizzazione e efficienza nella produzione che promette lauti guadagni.

L’uomo diventa sempre di più un problema e un fattore che con le sue esigenze, mancanze e imperfezioni ostacola la massimizzazione del profitto. Ecco perché adesso e sempre di più dovrebbe essere sostituirlo dai robot automatizzati. Come conseguenza milioni di operaix saranno estromessx dalle fabbriche e dichiaratx superflux. Non per rimpiangere il lavoro alienato alla catena di montaggio, ma è certo che questi sviluppi corrispondono totalmente agli interessi del capitale e che non è affatto beneficenza dei boss industriali per liberare l’umanità dal moloc fabbrica. Le sorti e il benessere di chi dipende da un salario non importano.

Ma la robotizzazione non si fermerà entro le mura della fabbrica, si espanderà su tutti gli ambiti della vita. L’“internet delle cose” trasforma il nostro rapporto con la tecnica e procura, con il collegamento in rete grazie ai chips, tags ed ai sensori, alle cose un posto nuovo nel mondo. Questi sviluppi ci sono già nel nostro quotidiano e si crea una dipendenza che porta a un dominio totale della tecnologia sulle nostre vite. Per tante persone già ora una vita senza smartphones è impensabile. Sono continuamente in rete e sottomesse all’auto-ottimizzazione coatta per esistere nel mondo digitale e poter concorrere con le macchine.

Come anche il nostro ambiente, dove sotto il nome di smart city si progettano dei concetti di sviluppo con l’obiettivo di fare le metropoli più efficaci e tecnologicamente progredite. Ma anzitutto, con la raccolta dei dati mediante la telematica, i sistemi video, le camere IP, il riconoscimento facciale e gli algoritmi intelligenti, creano un’infrastruttura che supera di tanto lo Stato di sorveglianza Orwelliano.

Tutto questo in nome del progresso ci viene spacciato per soluzione dei problemi globali. Sotto il mantellino dell’ecologia, i profittatori di questi sviluppi si sentono dalla parte giusta. Ma se andiamo a guardare bene possiamo constatare molto facilmente che questi problemi sono inesorabilmente collegati al capitalismo e alla conseguente logica della crescita continua.

Chi rifiuta questa realtà e s’arricchisce con la distruzione del pianeta ed i suoi esseri viventi, come nemico della libertà e di una vita autodeterminata diventa l’obiettivo della nostra rabbia.

Contro il dominio della tecnologia
Sabotare il G20 – attaccare il capitalismo

Gruppo Autonomo SpA BL(A)CKOUT

Fonte: Linksunten
Traduzione dal tedesco mc, CH
Info da: www.contrainfo.espiv.net

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Processo d’Appello contro Silvia, Billy e Costa – Torino, 15 Febbraio 2017

Questa mattina si è svolta l’udienza di appello contro Silvia, Billy e Costa.
Nelle motivazioni di sentenza di 1° grado era stata evidenziata una non procedibilità per difetto di giurisdizione che si può appellare solo per Cassazione. E’ stato quindi respinto l’appello del PM e rinviato alla Cassazione per la decisione definitiva.
La Cassazione dovrà pronunciarsi sulla validità dell’appello, se non sarà ritenuto valido il tutto finirà in niente, diversamente si tornerà al processo d’appello.

www.silviabillycostaliberi.noblogs.org

Silvia, Costa e Billy, fissata la data per il processo di appello

La Corte d’Appello del tribunale di Torino ha fissato per il 15 Febbraio l’udienza per il ricorso presentato dal PM Arnaldi di Balme.
Lo scorso Marzo al processo di primo grado era stata emessa sentenza di improcedibilità sul caso, considerato il principio denominato “Ne bis in idem”, ovvero il non poter processare due volte un imputato per lo stesso fatto.
La Procura di Torino non contenta dell’esito svizzero che ci aveva visto condannati per il fatto specifico e assolti per l’importazione di materiale esplodente e non contenta di non aver trovato alcuna organizzazione in Italia e neanche altrove, aveva chiuso l’indagine tutta concentrata al 270 bis (associazione sovversiva con finalità di terrorismo) e aveva chiesto invece il rinvio a giudizio per tutti e tre con le seguenti accuse: “art.110, 280 c.p. … perchè in concorso tra loro, a nome dell’ELF-Earth Liberation Front, movimento ispirato all’ecologismo radicale, per finalità di terrorismo, compivano atti diretti a danneggiare cose mobili o immobili altrui, mediante l’uso di dispositivi esplosivi o comunque micidiali”, art.110, 81,61 c.p. … perché in concorso tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso… illegalmente detenevano e portavano in luogo pubblico, trasferendo dalla Valchiusella a Bergamo e quindi in Svizzera il seguente materiale esplosivo atto all’impiego… art.110, 648 c.p. … perché in concorso tra loro… conoscendone la provenienza delittuosa, ricevevano da soggetti rimasti ignoti il materiale per ordigni esplosivi… prevento di sottrazione illecita ai danni di una delle imprese rimasta non identificata che, autorizzata all’utilizzo di esplosivi.” Accuse aggravate della finalità di terrorismo.

L’udienza si terrà alle 9.00 presso il tribunale in Corso Vittorio Emanuele II a Torino

Con sentenza recente irrevocabile la Procura di Brescia (competente per territorio) ha chiesto e ottenuto per Silvia e Costa che la sentenza di condanna svizzera venisse riconosciuta dallo stato italiano come precedente e quindi utile in caso di recidiva.

Per chi volesse approfondire rimandiamo alla lettura della pubblicazione ”Solidarietà e complicità”, raccolta di testi intorno al tentativo di sabotaggio del centro IBM sulle nanotecnologie in Svizzera e sulla solidarietà espressa quando la repressione ha avuto la meglio.

Per contatti:
www.silviabillycostaliberi.noblogs.org

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La resistenza nella foresta continua: sabotaggi ad Hambach

NOVEMBRE 2016
Nella notte del 25-11-16 abbiamo messo in atto diversi attacchi incendiari coordinati contro la multinazionale energetica RWE nelle vicinanze della miniera di Hambach. Abbiamo ritardato la pubblicazione di un comunicato per ragioni strategiche.
Dopo l’esplorazione della zona ci siamo divis* e abbiamo dato fuoco a 6 stazioni di pompaggio dell’acqua, 2 trasformatori, un’escavatrice e una centralina di smistamento elettrico.
Le pompe hanno un ruolo chiave nell’infrastruttura della miniera e vengono utilizzate per abbassare il livello dell’acqua nel sottosuolo ed impedire l’allagamento della stessa. Normalmente sono fatte da un tubo fuori da terra e una centralina, il tutto circondato da una rete.
Abbiamo aperto la rete con una trancia e abbiamo piazzato dei semplici inneschi incendiari a tempo e un mucchio di camere d’aria delle bici per assicurarci che le fiamme si espandano per bene.
Gli inneschi erano formati da una candela fissata con un elastico molto forte ad un cubetto di diavolina. Le candele si sono consumate lentamente e hanno incendiato la diavolina appena abbiamo lasciato la zona in sicurezza.
Dopo aver colpito la finestra di un’escavatrice per crearci un varco d’entrata , abbiamo usato la stessa procedura per distruggerne la cabina di pilotaggio.
Per i trasformatori e la centralina abbiamo usato delle ruote d’auto riempite con degli stracci zuppi di benzina. Le abbiamo piazzate sotto dei cavi scoperti e nei trasformatori. Nel giro di pochi minuti i nostri obiettivi sono andati in fiamme e mentre noi ce ne andavamo la centralina è esplosa in fiamme viola e scintille che si stagliavano per 10 metri nel cielo della notte.
Nonostante tutto ciò abbia causato un blackout nell’area di 2 km, dell’attacco alla rete elettrica nei media locali non si è accennato ed l’accaduto è stato ridotto solo all’incendio di due trasformatori.
Mentre la Megamacchina tecnoindustriale sovrasta, distrugge e inquina tutto ciò che è ancora selvaggio e bello, secondo noi, azioni del genere sono necessarie per rimanere coscienti e ricordarci che viviamo in mezzo alla distruzione e alla miseria della società moderna.
Di conseguenza l’unica via per goderci il paesaggio industriale è di strisciare tra l’erba alta e le ortiche per trovare un buon punto panoramico e osservare le colonne di fumo nero che si innalzano dalle infrastrutture e macchine della civilizzazione in fiamme.
Strizziamo un occhio di complicità all* prigionier* anarchic*:
alla compagna accusata della rapina di Aachen e a Kevin Garrido prigioniero di guerra cileno accusato di diversi attacchi esplosivi a Santiago.
Per la moltiplicazione di attacchi contro RWE, per l’anarchia e la selvaticità!
Morte alla civilizzazione!
Briganti nella notte.

5 GENNAIO 2017
Nella notte del 5 Gennaio ho fatto una visita alla miniera a cielo aperto di carbone di Hambach, vicina ad Aachen. Il mio obiettivo era di distruggere i binari della ferrovia del carbone con un carico di Termite che ho rubato in un’altra compagnia industriale.
Il Termite brucia ad una temperatura di circa 2500 gradi celsius mentre il ferro dei binari si scioglie intorno ai 1500 gradi celsius quindi il Termite crea molti danni se infiammato in modo adatto.
Ho scelto il posto in modo che potesse danneggiare il più possibile: nel punto in cui il treno si sposta nell’altro binario perché questa parte è unica e se vogliono sostituirla devono ricostruirla nuova in loco.
Quando sono arrivat* lì ho impostato tutto dopo aver controllato il mio obiettivo e la mia via di fuga. Ho messo il Termite in due vasi da pianta con un buco sul fondo in modo da incanalare nel posto giusto la miscela fusa. Il composto è facile da infiammare con petardi che verso la fine dell’anno puoi veramente procurarti ovunque. Ma per assicurarmi che tutti scoppino ne ho messi 20 in ogni punto.
Ho posizionato gli ordigni e li ho incendiati. Avevo appena acceso il secondo che ho visto le due luci di un treno in arrivo nella mia direzione. Ho avuto un sacco di tempo per far intercorrere un po’ di spazio tra me e la miscela fusa e guardare il treno passare sopra ad uno dei due vasi. I binari e il convoglio frontale erano coperti di Termite in fiamme e facevano un rumore ripetitivo delle ruote che colpivano la parte danneggiata.
Dopo un’ultima occhiata a questo spettacolo me ne sono andat* di lì.
Saluti,
Piromane against (contro) RWE.

8 GENNAIO 2017
Durante quest’ultimo capodanno, mentre tutt* stavano festeggiando, abbiamo fatto una festa speciale delle nostre visitando la miniera di Hambach e mettendo in atto uno spettacolo carino per RWE rompendo qualche vetro per un “lucky new Fear”,(letteralmente: fortunata nuova paura).
Dopo aver camminato lungo i binari del treno che trasporta carbone dalla miniera alle centrali elettriche vicine, abbiamo incrociato due posti di manovra e un pacco di fili elettrici e abbiamo pensato che questi erano degli obiettivi perfetti per i nostri intenti maligni.
Abbiamo aperto i casotti con uno scalpello e abbiamo piazzato dentro 10 cm di camera d’aria riempita di vestiti zuppi di benzina e poi abbiamo spalmato l’interno del casotto con del gel combustibile per assicuraci che bruciasse per bene.
Pensavamo che la festa fosse finita, ma tornando indietro ci siamo accorti di alcune luci invitanti da un rimorchio in una zona recintata. Affianco al rimorchio vi erano due ruspe parcheggiate con assoluto bisogno di manutenzione. Ci siamo assicurat* che il rimorchio fosse vuoto rompendone le finestre, poi abbiamo tagliato la rete e ci siamo subito mess* a mettere a posto l’areazione della ruspa rompendo le sue finestre, tagliando tutta la parte idraulica e aggiungendo qualche buco in più ai raffreddatori. Abbiamo anche versato dello sporco e del vetro rotto nei serbatoi del gas e con una trancia abbiamo tagliato le valvole delle ruote.
200 metri più avanti abbiamo trovato una pala caricatrice e gli abbiamo riservato lo stesso trattamento e abbiamo anche svuotato un estintore, trovato dentro la cabina, nel suo serbatoio.
Secondo i media tutto ciò ha causato un danno di “decine di migliaia” di euro, facendone la festa più costosa di capodanno finora.
Vogliamo mandare i nostri ringraziamenti a tutte quelle persone che ci hanno fornito una perfetta copertura audio sprecando enormi quantità di esplosivo, terrificando la natura selvaggia locale con uno stupido rituale capitalista.
Criminal Mechanics Party(letteralmente:Festa criminale meccanica)

Info da 325.nostate.net

Hambach: Due anarchici spagnoli arrestati

Ieri, 30 novembre, otto persone sono state arrestate nella Foresta di Hambach. Tra di loro ci sono 2 compagni dalla Spagna. Tutti sono stati rilasciati la notte scorsa, eccetto i due compagni, oggi trasferiti a Colonia per custodia cautelare. I nomi sotto cui erano conosciuti nella foresta erano Siao e Hodey, anche se in Spagna li conosciamo sotto altri nomi.
Negli ultimi giorni c’è stata un’acutizzazione di tensioni nella Foresta di Hambach.
Il 17 novembre ha avuto luogo un blocco stradale eseguito con barricate incendiate, pietre sono state buttate negli scontri con la ditta di sicurezza, mentre “l’installazione” di un falso ordigno esplosivo ha ritardato per diverse ore lo smantellamento della barricata e l’abbattimento degli alberi. Da allora, per diversi giorni, le macchine di polizia e dei dipendenti sono state prese a sassate all’inizio e alla fine della giornata lavorativa. Due giorni fa alcune persone lanciavano pietre contro una decina di sbirri e operai della foresta nell’area di Trappola-Mortale, per poi iniziare a costruire la barricata sulla strada. Quando ciò è successo due sbirri hanno lasciato il furgone per disperdere le persone, mentre uno è entrato in foresta inseguendo i compagni, inciampando e cadendo, e ricevendo diversi colpi prima di fuggire spaventato in cerca di rinforzi. Dopo di questo c’è stato un lungo periodo di tensione con un forte numero di sbirri chiamati alla fine della giornata. L’ultimo convoglio che quella giornata ha lasciato la miniera è stato anche attaccato con pietre da alcune persone là presenti.
E infine, ieri, c’è stato un altro attacco in strada contro una macchina di sicurezza, che ha fatto perdere il controllo al conducente, provocando un incidente. Poco dopo sono arrivati numerosi furgoni di sbirri, circondando il campo e la foresta per impedire alle persone di abbandonare il luogo. A questo punto è iniziata la caccia in cui sono state arrestate 5 persone. Un’altra persona è stata arrestata in una delle case nella foresta, e altre due nella casa sugli alberi. Questi ultimi due si trovano adesso in custodia cautelare.
Siao e Hodey sono accusati di attacco alla polizia e utilizzo di esplosivi, e per questo motivo sono tenuti ostaggi nel carcere di Colonia.
Trasmetteremo tutte le nuove informazioni che avremo e gli indirizzi per scriverli, appena li riceviamo.
Solidarietà e lotta!

fonte: Anarhija.info

AGGIORNAMENTO: SONO STATE RILASCIATE

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Germania: Aggiornamento da Hambach

Nelle prime ore del 15 novembre, alla luce della luna piena, un gruppo autonomo ha accolto gli operai della foresta con un fuoco emozionante. Delle barricate infuocate sono state erette sulla strada principale che porta alla Foresta di Hambach per impedire agli assassini della foresta assunti dalla RWE di raggiungere il loro posto di lavoro. La barricata ha attirato l’attenzione di diversi lavoratori della sicurezza, gli sbirri e anche una squadra di artificieri, e la strada è stata bloccata per svariate ore.
Durante la stagione di deforestazione di quest’anno (da ottobre a febbraio), la RWE è già responsabile dell’uccisione di centinaia di alberi, per fare spazio alla loro miniera di lignite a cielo aperto che divora ogni cosa.
Non possiamo contare sulla democrazia liberale o sul capitalismo industriale per proteggere l’habitat naturale e l’ambiente. Solo attraverso l’azione diretta abbiamo una chance di assicurarci un mondo senza sfruttamento.

FUOCO ALLE RUSPE! LA FORESTA DI HAMBACH RIMANE!

Solidarietà con i/le NoDAPL che proteggono l’acqua, la ZAD (Notre-Dames-des-Landes), e tutt* i/le compagn* dietro le sbarre!

Info da: www.contrainfo.espiv.net

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