Hambach: sabotaggio linea ferroviaria

Il 21 febbraio 2017 abbiamo sabotato la ferrovia di Hambach. Abbiamo provocato un corto circuito alla linea aerea lanciando un cavo d’acciaio con due pietre fissate (con Gaffa-tape) ad ambo i capi. Deve anzitutto bloccare tutti i treni per il trasporto di carbone nei dintorni.

Quest’azione vuole essere una risposta ai lavori di deforestazione in corso nella foresta di Hambach.
Provateci, è divertente. Dovete semplicemente trovare un ponte sopra i binari. Quando il cavo tocca la linea aerea provoca un gran fulgore (che ti acceca un momento) e un gran botto. Perciò controllate prima se nelle vicinanze ci sono dei Security.

Free Turtle, Free Thunfisch, Freedom for all Prisoners!

Fonte: Linksunten
Traduzione mc, CH

Info da: www.contrainfo.espiv.net

Adesso tocca a noi – Resistenza dal Salento

ADESSO TOCCA A NOI

Il tempo della mediazione è finito.
L’avvio dei lavori di Tap, con l’espianto dei primi quattro alberi dall’area di cantiere dove dovrà essere realizzato il pozzo di spinta, ha strappato il velo – nel caso ce ne fosse stato ancora bisogno – alle ultime illusioni di chi credeva che la via burocratica, istituzionale e giudiziaria, potessero realmente bloccare i lavori. Che questo genere di opposizione non potesse fermare un’opera gigantesca, che coinvolge più Stati e potentati economici fortissimi era chiaro fin dall’inizio, così come era chiaro che qualche amministrazione comunale e qualche ricorso in tribunale non potessero bloccare un’opera considerata “di interesse strategico nazionale”.
Ora che la Legge si sta schierando con se stessa, ora che le amministrazioni comunali dovranno riallinearsi alle direttive degli organi superiori e sono state richiamate all’ordine, ora che il governo regionale, novello Ponzio Pilato, ha lavato per bene le sue mani per sentirsi ed apparire incolpevole, non possiamo più farci illusioni. Non basterà più appellarsi alla sopravvivenza di alcuni ulivi per fermare le ruspe difese da un apparato di vigilanza privato. Non servirà a nulla affermare che si deturperanno le coste per impietosire imprenditori che hanno il cuore a forma di salvadanai. Non avrà senso puntare sullo sviluppo del turismo per far ragionare un mercenario a capo della sorveglianza di Tap. Non sarà opportuno chiedere alla forze dell’ordine di intervenire a tutela dei cittadini: sarà lo Stato a chiedergli di tenere d’occhio i cittadini.
Una sola strada è rimasta percorribile: quella del nostro intervento diretto, a tutela del territorio che viviamo, della nostra salute, delle nostre vite e della nostra dignità. Metterci in mezzo in prima persona per bloccare un’opera inutile e nociva, ennesimo progetto di devastazione calato a forza sulle nostre teste per i soliti interessi di pochi. I lavori veri e propri sono appena partiti e, fino alla completa ultimazione, saranno ancora lunghi. Possiamo ancora fare tanto per bloccarli e rendere difficoltoso il loro progetto costruito sulla nostra sopraffazione.
Ci saremo tutti?
                                                                                                                          Nemici di Tap

Volantino distribuito al presidio permanente no tap
adesso tocca a noi 1

La capacità riproduttiva della donna diventa oggetto di appropriazione

Il Tribunale d’appello di Trento, in data 23 febbraio 2017, doveva valutare la richiesta da parte di una coppia di uomini per essere riconosciuti entrambi come genitori dei gemelli nati da ovodonazione e affitto di utero in Canada.
Il Tribunale ha dato loro ragione. Non solo il padre biologico, ma anche il suo compagno dovrà essere riconosciuto come genitore.
Qui c’è una differenza sostanziale, riconoscendolo non come genitore adottivo, ma come genitore. Questo principio può valere sia per le coppie omosessuali, sia per quelle eterosessuali: è stato riconosciuto come genitore un padre né biologico né adottivo, così potrebbe essere riconosciuta come madre la donna che non ha partorito il figlio e non ha messo a disposizione i suoi ovociti.
Per la prima volta a proposito di una famiglia omogenitoriale con due padri, si è stabilito che madri e padri si diventa non soltanto grazie al corpo, o ai geni ma anche e soprattutto grazie all’intenzione, dunque al desiderio che sappia tradursi in consapevole assunzione di responsabilità.
Tutto questo cosa comporta?
La scomparsa della madre, ridotta a un utero preso in affitto.
Si sta man mano mettendo in discussione il principio inderogabile secondo cui madre è colei che partorisce, questa dimensione è progressivamente inglobata dalle tecniche di riproduzione, un sistema tecno-scientifico che risignifica la stessa maternità.
La madre è colei che ha l’esperienza della gravidanza, a prescindere dall’origine dell’ovocita.
La maternità è una dimensione che appartiene alla donna, non si possono annullare le differenze intorno al materno tra uomo e donna. Si sta lasciando libero il campo ad appropriarsene all’uomo, al sistema medico, allo stato, alle aziende della riproduzione.
Gli uomini non possono portare in grembo un figlio, il loro desiderio di paternità non può trasformarsi nel diritto di averlo passando sui corpi delle donne.
La dichiarazione di Arcigay: “Oltre la biologia, per realizzare il pieno interesse dei bambini e delle bambine” è alquanto ipocrita. Non prendiamoci in giro, gli interessi in gioco sono quelli di gay, come di eterosessuali che ricorrono all’utero in affitto. Il patriarcato ha molte facce, non facciamocele sfuggire…
Questa sentenza non è da sottovalutare per le sue conseguenze, sicuramente è un passo avanti verso la scomparsa della madre e verso un’appropriazione della dimensione procreativa. Spalanca la porta all’utero in affitto.
Contro le biotecnologie riproduttive!
                                                                                                       Resistenze al Nanomondo

Processo d’Appello contro Silvia, Billy e Costa Torino, 15 Febbraio 2017

Questa mattina si è svolta l’udienza di appello contro Silvia, Billy e Costa.
Nelle motivazioni di sentenza di 1° grado era stata evidenziata una non procedibilità per difetto di giurisdizione che si può appellare solo per Cassazione. E’ stato quindi respinto l’appello del PM e rinviato alla Cassazione per la decisione definitiva.
La Cassazione dovrà pronunciarsi sulla validità dell’appello, se non sarà ritenuto valido il tutto finirà in niente, diversamente si tornerà al processo d’appello.

In vista del processo ci troviamo a sostenere numerose spese legali, chiediamo a tutte e tutti supporto con iniziative benefit e donazioni al conto corrente postale intestato a Marta Cattaneo codice IBAN: IT11A0760111100001022596116,
dall’estero: Codice BIC BPPIITRRXX
specificare la causale: solidarietà a Silvia Billy Costa

Per contatti:
www.silviabillycostaliberi.noblogs.org

Salonicco – Attacco incendiario dell’ELF contro IIRSA

Prima della chiamata dal Sud America contro nuovi piani distruttivi del progetto IIRSA cui preoccupazione principale è lo sviluppo e l’apertura degli scambi tra reti stradali, le telecomunicazioni, mare e aria, abbiamo deciso di agire.
Mercoledì 15/2, alle 2 del mattino, abbiamo incendiato due macchine di scavo nel centro di Salonicco.
Il nuovo piano economico procederà a una massiccia distruzione dell’Amazzonia, tra cui la deforestazione, l’eliminazione di fauna e flora, la persecuzione delle popolazioni indigene e la contaminazione delle acque destinate per la crescita economica nel complesso industriale.
Un complesso che è indissolubilmente connesso con l’autorità e maestria, mentre gli spread nella società che a sua volta alimenta, la maggior parte del tempo volontariamente. Una società che riproduce le norme sociali imposto, perpetuare il regime di schiavitù del salario, che è un osservatore l’assalto di dominio. Una torbida interamente dalla propaganda, costituita per seguire percorsi dettati dalla sottomissione.
Contro i loro miserabili viaggi, vi proponiamo l’azione anarchica rivoluzionaria. La diffusione di parola e di azione, e la destabilizzazione dei social pace, l’ordine e la sicurezza.
Come dominio, obiettivi fisici sono ovunque. Il complesso è costituito da autoritaria delle istituzioni e delle strutture diverse ma interconnesse. La scommessa per noi è l’attacco, qui e ora, contro tutti gli aspetti di autorità e di empowerment delle azioni dirette, in modo che le nostre lotte sono caotica come possibile.
Contro i progetti di sviluppo e le strutture complesse tecnico-scientifica.
Per la distruzione della civiltà.
Forza anarchici ostaggi di guerra.
Un segnale di fuoco a tutti i nostri compagni in lotta contro l’autorità con tutti i mezzi.
Fuoco alle macchine.
Viva l’anarchia.
Earth Liberation Front (ELF) – Cell agitazione anti-civiltà.

Info da: www. 325.nostate.net

Genova: sabotato ripetitore

Segue rivendicazione giunta alla mail di croceneranarchica: “”GENOVA:Sabotato ripetitore in zona Staglieno. Contro questo esistente che uccide,fisicamente e psicologicamente,le nostre vite,l unico modo per fermarlo l azione violenta, l azione diretta. SOLIDARIETA’ AI PRIGIONIERI ANARCHICI NEL MONDO. ANARCHIA SIGNIFICA ATTACCO”

Info da: www.autistici.org/cna

Genova: Sabotato ripetitore Ericsson

GENOVA SABOTATO RIPETITORE ERICSSON IN SOLIDARIETA CON LE PRIGIONIERE GRECHE POLA ROUPA E KOSTANTINA ATHNASOPOULOU E CON I PRIGIONIERI DELL OP. SCRIPTA MANENT. CONTRO LO STATO. CONTRO LA TECNOLOGIA. CONTRO GLI ANARCHICI DA SALOTTO.

Fonte: mail mandata alla casella di posta elettronica di CNA

Info da: www.autistici.org/cna

Berlino: Azione contro multinazionale produttrice di software

27 gennaio 2017

Ieri notte abbiamo sottoposto a un lifting con martelli e vernice l’area d’entrata della produttrice di software PSI AG, imprimendo in grandi lettere la scritta “BL(A)CKOUT” e spaccando circa venti vetri.

PSI produce software per fornitori d’energia, imprese industriali e gestori d’industria, cura un tessuto d’imprese con partner industriali produttori di armi come SAP e Thyssenkrupp, che per i loro affari con la polizia e i militari hanno già subito vari attacchi anti-militaristi. Il PSI partecipava come espositore già all’annuale congresso europeo di polizia.
Con quasi il 18% il gruppo dell’energia RWE è uno degli azionisti più importanti di PSI e nel contempo tra i clienti più fedeli. RWE è, tra l’altro, gestore delle mine di lignite nella foresta di Hambach, dove da anni c’è resistenza contro il gruppo e le sue macchinazioni distruttive e tuttora sono occupate parti del terreno.

Con quest’azione vogliamo esprimere la nostra vicinanza ax ribelli della ZAD e con tuttx color che lottano contro la determinazione aliena e l’attacco della tecnologia alle nostre vite. Con questo diamo seguito agli appelli contro il vertice G20, contro le ditte, le istituzioni e l’infrastruttura che contribuiscono al perfezionamento dell’architettura di sicurezza e al mantenimento dell’ordine sociale.

L’impresa PSI è forza propulsiva per lo sviluppo e la ricerca della “industria 4.0” perseguita dal governo federale e dal lobbismo, che ha come obiettivo il frequente impiego di robot, la produzione industriale e l’intrecciamento della tecnica d’informazione e di comunicazione con i sistemi digitali intelligenti. È una “rivoluzione” dall’alto della quale con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, dell’“Internet delle cose” e della digitalizzazione e del collegamento in rete delle macchine sperano di ottenere un’ottimizzazione e efficienza nella produzione che promette lauti guadagni.

L’uomo diventa sempre di più un problema e un fattore che con le sue esigenze, mancanze e imperfezioni ostacola la massimizzazione del profitto. Ecco perché adesso e sempre di più dovrebbe essere sostituirlo dai robot automatizzati. Come conseguenza milioni di operaix saranno estromessx dalle fabbriche e dichiaratx superflux. Non per rimpiangere il lavoro alienato alla catena di montaggio, ma è certo che questi sviluppi corrispondono totalmente agli interessi del capitale e che non è affatto beneficenza dei boss industriali per liberare l’umanità dal moloc fabbrica. Le sorti e il benessere di chi dipende da un salario non importano.

Ma la robotizzazione non si fermerà entro le mura della fabbrica, si espanderà su tutti gli ambiti della vita. L’“internet delle cose” trasforma il nostro rapporto con la tecnica e procura, con il collegamento in rete grazie ai chips, tags ed ai sensori, alle cose un posto nuovo nel mondo. Questi sviluppi ci sono già nel nostro quotidiano e si crea una dipendenza che porta a un dominio totale della tecnologia sulle nostre vite. Per tante persone già ora una vita senza smartphones è impensabile. Sono continuamente in rete e sottomesse all’auto-ottimizzazione coatta per esistere nel mondo digitale e poter concorrere con le macchine.

Come anche il nostro ambiente, dove sotto il nome di smart city si progettano dei concetti di sviluppo con l’obiettivo di fare le metropoli più efficaci e tecnologicamente progredite. Ma anzitutto, con la raccolta dei dati mediante la telematica, i sistemi video, le camere IP, il riconoscimento facciale e gli algoritmi intelligenti, creano un’infrastruttura che supera di tanto lo Stato di sorveglianza Orwelliano.

Tutto questo in nome del progresso ci viene spacciato per soluzione dei problemi globali. Sotto il mantellino dell’ecologia, i profittatori di questi sviluppi si sentono dalla parte giusta. Ma se andiamo a guardare bene possiamo constatare molto facilmente che questi problemi sono inesorabilmente collegati al capitalismo e alla conseguente logica della crescita continua.

Chi rifiuta questa realtà e s’arricchisce con la distruzione del pianeta ed i suoi esseri viventi, come nemico della libertà e di una vita autodeterminata diventa l’obiettivo della nostra rabbia.

Contro il dominio della tecnologia
Sabotare il G20 – attaccare il capitalismo

Gruppo Autonomo SpA BL(A)CKOUT

Fonte: Linksunten
Traduzione dal tedesco mc, CH
Info da: www.contrainfo.espiv.net

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Processo d’Appello contro Silvia, Billy e Costa – Torino, 15 Febbraio 2017

Questa mattina si è svolta l’udienza di appello contro Silvia, Billy e Costa.
Nelle motivazioni di sentenza di 1° grado era stata evidenziata una non procedibilità per difetto di giurisdizione che si può appellare solo per Cassazione. E’ stato quindi respinto l’appello del PM e rinviato alla Cassazione per la decisione definitiva.
La Cassazione dovrà pronunciarsi sulla validità dell’appello, se non sarà ritenuto valido il tutto finirà in niente, diversamente si tornerà al processo d’appello.

www.silviabillycostaliberi.noblogs.org